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Stati Generali dell'Esecuzione Penale

aggiornamento: 5 febbraio 2016

  Tavolo 6 - Mondo degli affetti e territorializzazione della pena

Il Tavolo si occuperà dei problemi connessi al riconoscimento e all’esercizio del diritto all’affettività del detenuto, all’esercizio del proprio ruolo genitoriale, al mantenimento di relazioni positive con il proprio mondo affettivo. Attenzione specifica sarà data al principio di territorializzazione dell’esecuzione penale per un positivo reinserimento sociale.

Coordinatore Rita Bernardini, già deputato

Partecipanti / Gruppo di lavoro

  • Carmelo Cantone - Provveditore dell'Amministrazione penitenziaria Toscana
  • Giuseppe Cherubino - Avvocato
  • Maria Gaspari - Magistrato Tribunale di Sorveglianza di Roma
  • Gustavo Imbellone - Rappresentante Associazione "A Roma insieme"
  • Paolo Renon - Docente di Diritto processuale penale Università degli Studi di Pavia
  • Adriana Tocco - Garante dei diritti dei detenuti Regione Campania
  • Lia Sacerdote - Responsabile dell'Associazione "Bambini senza sbarre"
  • Silvana Sergi - Direttore istituto penitenziario Roma Regina Coeli

Perimetro tematico

Il Tavolo si occuperà di tutti i problemi legati al riconoscimento e all’esercizio del diritto all’affettività del detenuto, con particolare riguardo alle provvidenze necessarie per compensare la insufficiente o mancata realizzazione del principio di territorializzazione della pena. Speciale attenzione dovrà essere dedicata alla relazione tra figli minori di età e genitore detenuto. Potrebbe essere opportuno prendere in considerazione, sotto il profilo del diritto all’affettività, anche quei detenuti che, per la loro pericolosità penitenziaria, sono sottoposti al regime di cui all’art. 41-bis ordinamento penitenziario o si trovano in un circuito carcerario di alta sicurezza.
Andrà affrontato, tenendo anche in considerazione le esperienze straniere, il problema del “se” ed eventualmente del “come” assicurare all’interno del carcere uno spazio e un tempo in cui la persona detenuta possa vivere la propria sessualità.
Si dovrà tenere particolarmente conto del fatto che sul tema affidato al Tavolo insistono due criteri direttivi della legge di delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario (art. 26, lett. g ed h)
 

 

Abstract della relazione

ll Tavolo si è occupato dei problemi legati al riconoscimento e all’esercizio del diritto all’affettività del detenuto, con particolare riguardo alle provvidenze necessarie per compensare la insufficiente o mancata realizzazione del principio di territorializzazione della pena.
Speciale attenzione è stata dedicata alla relazione tra figli minori di età e genitore detenuto. Si sono presi in considerazione, sotto il profilo del diritto all’affettività, anche quei detenuti che, per la loro pericolosità penitenziaria, sono sottoposti al regime di cui all’art. 41-bis ord. penit. o si trovano in un circuito carcerario di alta sicurezza.
A questo proposito, i componenti del tavolo, che considerano il diritto all’affettività come un diritto umano fondamentale, hanno convenuto che tale diritto - a legislazione vigente - non può essere garantito a tutti i detenuti fino a che il legislatore non interverrà, riformandole, sulle norme dell’ordinamento penitenziario che escludono dai benefici alcune categorie di detenuti o che prevedono per essi il regime speciale di detenzione di cui all’art. 41-bis (oggetto della tematica affrontata dal Tavolo 2 - Vita detentiva. Responsabilizzazione del detenuto, circuiti e sicurezza)
E’ stato affrontato il problema di come assicurare all’interno del carcere uno spazio e un tempo in cui la persona detenuta possa vivere la propria sessualità.
Si è tenuto conto dei criteri direttivi della legge di delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario (art. 26, lett. g ed h):
g) disciplina dell'utilizzo dei collegamenti audiovisivi sia a fini processuali, nel rispetto del diritto di difesa, sia per favorire le relazioni familiari;
h) riconoscimento del diritto all'affettività delle persone detenute e delle condizioni generali per il suo esercizio.

Il Tavolo ha formulato proposte di modifica normativa e raccomandazioni in materia di “TERRITORIALIZZAZIONE DELLA PENA”, “PERMESSI”, “COLLOQUI”, “TELEFONATE E CORRISPONDENZA”, “DIRITTI DEI MINORI”, “RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI, IL MONDO ESTERNO, IL VOLONTARIATO”.

Sulla TERRITORIALIZZAZIONE DELLA PENA il Tavolo ha proposto modifiche normative compensative per i detenuti assegnati in istituti lontani dal luogo ove vivono i propri familiari. In particolare, l’assegnazione periodica della durata di un mese in un istituto della regione ove vivono i familiari e l’accesso facilitato ai colloqui audio/video.

Riguardo ai PERMESSI il Tavolo ha proposto modifiche normative prevedendo oltre ai permessi già concessi per eventi familiari luttuosi o di particolare gravità, la concessione di permessi anche nei casi di “particolare rilevanza” per la famiglia del detenuto; l’introduzione di una nuova fattispecie di permesso definito “permesso di affettività”.

Riguardo ai COLLOQUI il Tavolo ha proposto modifiche normative che prevedono l’eliminazione del diverso ridotto numero di colloqui e telefonate per i detenuti imputati e condannati ex art. 4-bis “per i quali si applichi il divieto di benefici”.

Per i COLLOQUI INTIMI il Tavolo ha proposto modifiche normative volte ad introdurre il nuovo istituto giuridico della “visita”, che si distingue dal “colloquio”, già previsto dalla normativa, poiché garantisce al detenuto incontri privi del controllo visivo e/o auditivo da parte del personale di sorveglianza.

In tema di TELEFONATE E CORRISPONDENZA il Tavolo ha proposto modifiche normative che aumentano la durata delle telefonate da dieci a venti minuti a settimana anche per i detenuti imputati e condannati ex art. 4-bis prevedendone anche l’utilizzo frazionato in più giorni consentono i collegamenti audiovisivi con tecnologia digitale. Il tavolo ha inoltre espresso la raccomandazione di estendere l’uso della posta elettronica in partenza e in arrivo.

In particolare, sui DIRITTI DEI MINORI, oltre alle proposte di modifica normativa contenute nei punti precedenti, il Tavolo ha formulato due raccomandazioni che prevedono

  1. l’applicazione, la stabilizzazione e l’estensione a tutti gli istituti penitenziari della “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”
  2. l’incentivazione della diffusione delle “case famiglia protette” realizzate per evitare categoricamente la permanenza in carcere dei bambini con le loro madri detenute.

Infine, riguardo ai RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI, IL MONDO ESTERNO, IL VOLONTARIATO, il Tavolo ha formulato la raccomandazione di conferire ai Direttori degli Istituti penitenziari maggiore possibilità di iniziativa nei rapporti con gli Enti locali, la comunità esterna e il volontariato per aiutare quei legami affettivi ritenuti una leva potentissima per i percorsi di rieducazione e di cambiamento.

Obiettivi

  1. Assicurare la vicinanza territoriale dei detenuti ai propri familiari
     
  2. Umanizzare gli incontri dei detenuti con le persone (familiari e non) ammesse ai colloqui
     
  3. Consentire un maggiore e più agevole uso dei colloqui e delle visite, dei permessi, delle telefonate, delle videochiamate e della corrispondenza
     
  4. Assicurare il diritto alla sessualità e, comunque, visite prolungate senza controllo visivo e/o auditivo con i familiari e le persone anche minori ammesse ai colloqui
     
  5. Assicurare i diritti dei minori nel rapporto con i propri genitori detenuti o arrestati
     
  6. Agevolare, intensificandoli, i rapporti con il mondo esterno, gli enti locali, il volontariato.
     

Versione integrale della relazione