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Responsabilità amministrativa enti - Codici di comportamento

aggiornamento: 12 dicembre 2017

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Il Dlgs. n. 231 dell’8 giugno 2001: “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300” ha introdotto la responsabilità amministrativa degli Enti. Ciò significa che l’ente può essere chiamato a rispondere di taluni reati commessi a suo profitto o vantaggio dai dirigenti o dalle persone sottoposte alla loro vigilanza. Tale disciplina:

  • si applica agli enti con personalità giuridica e alle società e associazioni anche se prive di personalità giuridica.
  • non si applica invece allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli altri enti pubblici non economici e a quelli che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.

Le sanzioni previste sono di tipo pecuniario e interdittivo. La condanna può essere emessa indipendentemente dall’identificazione o imputabilità della persona fisica che ha commesso il reato e anche quando il reato sia estinto per causa diversa dall’amnistia.

L’art. 6 del Dlgs. 231/2001 prevede come condizione esimente della responsabilità, l’adozione ed efficace attuazione da parte dell’ente di modelli di organizzazione e gestione, idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
I modelli di organizzazione e gestione possono essere redatti in conformità a codici di comportamento adottati dalle associazioni di categoria.

I codici di comportamento adottati dalle associazioni di categoria sono sottoposti ad una procedura di verifica e controllo da parte del Ministero della Giustizia, disciplinata dagli articoli 5, 6 e 7 del DM n. 201 del 26 giugno 2003 e dalle disposizioni del Capo Dipartimento per gli Affari di Giustizia adottate il 2 dicembre 2009.
Il procedimento è istruito dall’Ufficio I della Direzione Generale della Giustizia Penale, che cura anche il momento della concertazione con i Ministeri interessati, la Banca d’Italia e la CONSOB e deve essere definito entro trenta giorni con la formulazione di osservazioni ovvero con l’approvazione.
Il provvedimento di approvazione del Direttore generale della Giustizia penale determina l’efficacia del codice di comportamento, ed è condizione perché possa essere divulgato presso gli enti aderenti all’associazione per il successivo ed eventuale utilizzo nella redazione del modello di organizzazione e gestione.

L’idoneità del modello di organizzazione e gestione è però oggetto di autonoma valutazione da parte dal giudice in relazione ai fatti specificamente contestati, qualora l’ente sia chiamato a rispondere in sede giudiziale in conseguenza di un reato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio da uno dei soggetti qualificati.