Rapporti OCSE - Contrasto alla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali

aggiornamento: 12 dicembre 2022


il Working Group on Bribery dell’OCSE ha approvato il rapporto di valutazione di Fase 4 sull’implementazione in Italia della Convenzione dell’OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri.
 

13 ottobre 2022 - Comunicato stampa del Working Group

Il Gruppo di Lavoro OCSE sulla corruzione segnala che, nonostante i considerevoli risultati raggiunti, alcune criticità ostacolano ulteriori progressi dell’Italia nel contrasto alla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri.

L’Italia ha potenziato la propria legislazione e dimostra un elevato livello di enforcement del reato di corruzione di pubblici ufficiali stranieri, con un andamento in crescita a partire dal 2011. Tuttavia, secondo un nuovo rapporto del Gruppo di Lavoro OCSE sulla corruzione, l’alta percentuale di proscioglimenti mette a rischio i lodevoli progressi compiuti. I proscioglimenti sono in parte dovuti al fatto che l’insieme delle prove circostanziali non viene valutato simultaneamente. Il problema è aggravato dall’onerosità della prova richiesta per dimostrare l’accordo corruttivo e la legge straniera. Per affrontare tali questioni, l’Italia dovrebbe introdurre attività formative e modifiche legislative, ove raccomandato.

I 44 Paesi del Gruppo di Lavoro sulla corruzione dell’OCSE hanno appena completato l’esercizio di valutazione di Fase 4 sull’attuazione da parte dell’Italia della Convenzione sulla lotta alla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali e degli strumenti correlati. Il rapporto evidenzia le preoccupazioni riguardo alla normativa italiana in materia di responsabilità delle persone giuridiche per il reato di corruzione internazionale. Le sanzioni pecuniarie per le persone giuridiche sono così esigue da non risultare adatte allo scopo. I termini di prescrizione sono molto più brevi per le persone giuridiche rispetto a quelli previsti per le persone fisiche. Pur avendo l’Italia apprezzabilmente introdotto il sistema di tutela del whistleblower successivamente alla Fase 3, la tutela nel settore pubblico non è ancora completa e nel settore privato è persino più debole. 

Oltre alle raccomandazioni di cui sopra in materia di enforcement e di responsabilità delle persone giuridiche, il Gruppo di Lavoro raccomanda altresì all’Italia di:

  • elaborare una strategia globale a livello nazionale per il contrasto alla corruzione internazionale
  • esercitare un monitoraggio più efficace sui media italiani e stranieri rispetto ai casi di corruzione internazionale
  • rafforzare ulteriormente la tutela del whistleblower sia nel settore pubblico che nel settore privato
  • incentivare in maniera proattiva le società ad adottare modelli organizzativi anti-corruzione
  • svolgere ulteriori attività di sensibilizzazione riguardo al reato di corruzione di pubblici ufficiali stranieri ed alla Convenzione


Nel rapporto si segnalano anche sviluppi positivi. La creazione del III Dipartimento presso la Procura della Repubblica di Milano dedicato al contrasto alla corruzione internazionale è indice dell’impegno dell’Italia nell’applicazione della Convenzione e rappresenta una buona prassi che dovrebbe essere mantenuta. Lo stanziamento di ingenti investimenti per la digitalizzazione e modernizzazione del sistema giudiziario, dovrebbe consentire all’Italia, una volta portati a compimento i progetti, di ridurre infine gli endemici ritardi nell’amministrazione della giustizia. L’Italia ha intrapreso iniziative convergenti per consolidare il quadro giuridico e strategico in materia di mutua assistenza giudiziaria ed estradizione, nonché la cooperazione tra le autorità tributarie e le autorità giudiziarie e di polizia italiane. L’Italia ha promosso in modo encomiabile la Convenzione, contribuito in modo significativo in consessi internazionali ad iniziative di contrasto alla corruzione e ha gestito programmi di capacity building.

Il Gruppo di Lavoro ha approvato il rapporto sull’Italia il 13 ottobre 2022. Il rapporto è parte integrante della Fase 4 dell’esercizio di valutazione del Gruppo di Lavoro, avviato nel 2016. La Fase 4 analizza le criticità specifiche e i risultati positivi del Paese oggetto di valutazione. Approfondisce inoltre tematiche quali l’individuazione e il perseguimento dei reati di corruzione di pubblici ufficiali stranieri, la responsabilità delle persone giuridiche e la cooperazione internazionale, oltre all’esame delle questioni pendenti dei precedenti rapporti. Le raccomandazioni del Gruppo di Lavoro all’Italia sono contenute nelle pagine 87 - 92 del rapporto. L’Italia riferirà per iscritto in merito a tutte le raccomandazioni e agli interventi di attuazione entro ottobre 2024.

Per ulteriori informazioni i giornalisti sono invitati a prendere contatto con Amelia Godber, addetta alla comunicazione, Divisione anti corruzione OCSE (+33 (0)1 45 24 85 75). Per ulteriori informazioni in merito all’attività di contrasto alla corruzione, si veda: https://www.oecd.org/corruption/italy-oecdanti-briberyconvention.htm.

 

Implementing the OECD Anti-Bribery Convention
Phase 4 Report:
Italy

 

Traduzione in italiano delle Raccomandazioni
(pagg.87-91 della versione in inglese)
del Rapporto di valutazione di Fase 4 sull’Italia
del Working Group on Bribery
 

Traduzione in italiano dell'Executive Summary
(pagg.6-7 della versione in inglese)
del Rapporto di valutazione di Fase 4 sull’Italia
del Working Group on Bribery