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aggiornamento: 20 febbraio 2017

Relazioni inaugurali della Corte di Cassazione (Roma 1876-1946)

La Corte di Cassazione di Roma fu inaugurata il 4 marzo 1876 dal guardasigilli Paolo Onorato Vigliani. Essa fu istituita con l'obiettivo di contribuire ad evadere l'arretrato prodottosi a partire dal 1861 ed operò insieme alle altre Corti di Cassazione regionali del Regno d'Italia, che avevano ereditato le funzioni delle Corti supreme degli Stati pre-unitari.
In base alla legge n. 2837 del 12 dicembre 1875 (G.U. n. 300 del 27 dicembre 1875), vennero istituite due sezioni temporanee, una civile e l'altra penale, con giurisdizione sul territorio pressoché coincidente con quello dell'ex Stato pontificio. Nello stesso tempo, la Corte assunse anche competenza esclusiva su tutto il territorio nazionale per alcune materie, compresi i conflitti di giurisdizione tra le diverse Corti regionali e tra i tribunali ordinari e speciali.

L'accentramento delle funzioni di corte suprema a Roma venne realizzato in modo progressivo, in particolare con la legge n. 3761 del 31 marzo 1877 (G.U. n. 82 del 7 aprile 1877) le venne conferita la competenza sui conflitti tra autorità giudiziaria ed amministrativa, in precedenza spettante al Consiglio di Stato. In seguito, con la legge n. 5825, del 6 dicembre 1888 (G.U. n. 40 del 15 febbraio 1889) la giurisdizione penale, prima ripartita tra le diverse Corti regionali, fu interamente trasferita a due nuove sezioni romane "temporanee".
Il processo di unificazione fu completato dal R.D. 24 marzo 1923, n. 601 (G.U. n. 92 del 19 aprile 1923), con la soppressione delle Corti regionali e il trasferimento alla Corte di Roma anche della competenza sulla materia civile .

Nel 1926 la relazione inaugurale non fu pronunciata a causa della morte della regina Margherita di Savoia, avvenuta a Bordighera il 4 gennaio 1926, dichiarato giorno di lutto nazionale (G.U. n. 2 del 4 gennaio 1926; si veda in proposito la nota dattiloscritta premessa alla Relazione del 1927, nell'esemplare fornito dalla Biblioteca della Procura Generale).
Nel 1934 l’inizio dell’anno giudiziario fu spostato ad ottobre, seguendo il calendario fascista che decorreva dalla data della marcia su Roma. Per questo motivo il procuratore generale Silvio Longhi pronunciò un primo discorso a gennaio, per celebrare  il primo decennio di attività della Corte di Cassazione unificata, ed un secondo discorso il 29 ottobre 1934, che illustrava il progetto di un "Corpus juris fascista" in linea con la costruzione del nuovo Stato corporativo. Questa variazione fu tuttavia formalizzata soltanto in seguito, dall’art. 85 del R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 (G.U. n. 28 del 4 febbraio 1941) relativo al nuovo Ordinamento giudiziario. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 gli eventi bellici interruppero di fatto la pratica delle relazioni inaugurali.

Questa sezione ospita le relazioni inaugurali pronunciate a partire dal 1877 fino al 1946, pubblicate anche nella pagina dell' Archivio della Corte Suprema di Cassazione che prosegue, invece, la raccolta fino ad oggi (1).
Vengono pubblicati anche altri documenti rilevanti per ricostruirne la storia, quali: il discorso della cerimonia inaugurale che si tenne a Palazzo Spada, sede iniziale della Corte che oggi ospita il Consiglio di Stato; il discorso del ministro Giuseppe Zanardelli per la posa della prima pietra del Palazzo di giustizia; la cerimonia inaugurale del Palazzo nel 1911.

Le relazioni sono identificate con: anno della cerimonia inaugurale, con doppia datazione tra il 1912 e il 1917, quando l'inizio dell'anno giudiziario viene anticipato a novembre; titolo riportato sul frontespizio con nome del magistrato che ha pronunciato il discorso; Biblioteca dove è possibile consultare il documento originale.
Per le relazioni possedute da questa biblioteca viene indicata la collocazione, mentre sulla scheda catalografica dell'Opac è stato inserito il link al testo digitalizzato.

(1) Cristina Ivaldi, L'archivio digitale delle relazioni inaugurali degli anni giudiziari: uno sguardo all'attività della Corte di cassazione dal 1877 fino ad oggi, in «Il Foro Italiano», 2013, f. 1, V, coll. 37-40.