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aggiornamento: 9 febbraio 2017

Relazioni inaugurali della Corte di cassazione di Torino (1860-1923)

 

La Corte di Cassazione del Regno di Sardegna fu istituita a Torino da Carlo Alberto con regio editto del 30 ottobre 1847, n. 638 (pdf - 912 Kb). Dopo l’armistizio di Villafranca, che mise fine alla seconda guerra di indipendenza e definì le basi per l’annessione della Lombardia e delle altre province toscane ed emiliane ribellatesi ai legittimi sovrani, il governo piemontese, in regime di pieni poteri, pose mano all’impianto legislativo e giudiziario dei territori annessi.

Prima ancora che fossero promulgati i nuovi Codici di procedura penale e civile (rispettivamente con i regi decreti nn. 3784 e 3786 del 20 novembre 1859) il ministro dell'interno Urbano Rattazzi fece promulgare il regio decreto 13 novembre 1859, n. 3781 (pdf - 2,7 Mb) che all'art. 89 disponeva lo spostamento a Milano della sede della Corte di Cassazione a partire dal 1 maggio 1860. Rattazzi aveva dovuto sostituire ad interim il ministro della giustizia Miglietti, che si era dimesso perché in disaccordo con la linea di compromesso adottata dal Governo con i rappresentanti del ceto forense delle province annesse, contrari alla centralizzazione a Torino di tutte le attività istituzionali. Nei territori lombardi restò comunque ancora in funzione il Tribunale di terza istanza, a suo tempo istituito dal Governo asburgico, che tuttavia, con legge 27 marzo 1862, n. 516, art. 21 (G.U. n. 79 del 2 aprile 1862), cedette le competenze penali alla Corte di Cassazione e fu definitivamente abolito con regio decreto 18 gennaio 1866, n. 2780 (G.U. n. 36 del 5 febbraio 1866).

Nel frattempo, la Corte era tornata alla sede di Torino (legge 18 dicembre 1864, n. 2050 in G.U. n. 300 del 20 dicembre 1864), dove fu inaugurata il 30 novembre 1865. In seguito, con la legge sull’unificazione legislativa del 2 aprile 1865 n. 2215, art. 5 (G.U. n. 80 del 3 aprile 1865) la giurisdizione della Corte torinese si estese alla Lombardia e, dopo l'annessione del Veneto, a tutta l’Italia settentrionale (legge del 26 marzo 1871 n. 129 in G.U. n. 86 del 27 marzo 1871). 

Quando fu istituita la Corte di Cassazione di Roma (regio decreto 23 dicembre 1875, n. 2852 in G.U. n. 300 del 27 dicembre 1875), fu trasferita alla capitale la giurisdizione sui ricorsi provenienti dai distretti giudiziari di Ancona, Bologna e Cagliari e, successivamente, anche la competenza sulla materia penale (legge 6 dicembre 1888, n. 5825 in G.U. n. 40 del 15 febbraio 1889). Il processo di unificazione delle funzioni di Cassazione fu completato dal passaggio a Roma anche della cognizione degli affari civili (Regio decreto 24 marzo 1923, n. 601 in G.U. n. 92 del 19 aprile 1923), quando la Corte torinese, insieme con quelle delle altre regioni, venne definitivamente soppressa. 
 
Le relazioni vengono identificate con: anno della cerimonia inaugurale (con doppia datazione tra il 1912 e il 1917, quando l'inizio dell'anno giudiziario viene anticipato a novembre), titolo riportato sul frontespizio, con indicazione del nome del magistrato che ha pronunciato il discorso, Biblioteca dove è possibile consultare il documento originale. Per le relazioni possedute da questa biblioteca viene indicata la collocazione, mentre sulla scheda catalografica dell'OPAC è stato inserito il link al testo digitalizzato.