Decreto 27 settembre 2007 - Organizzazione degli uffici dirigenziali del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria

27 settembre 2007

IL MINISTRO

 

Visto l’articolo 17, comma 4 bis lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 recante “Riforma dell’organizzazione del Governo a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 199, n. 59”;

Visto il decreto legislativo 21 maggio 2000, n.146, recante:”Adeguamento della strutture e degli organici dell’Amministrazione Penitenziaria e dell’Ufficio Centrale per la Giustizia Minorile, nonché istituzione dei ruoli direttivi ordinario e speciale del Corpo di Polizia Penitenziaria, a norma dell’articolo 12 della legge 28 luglio 1999, n. 266”;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 55, recante “Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia”;

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”;

Visti i decreti ministeriali del 28 novembre 2000 e del 23 ottobre 2001, relativi all’individuazione delle strutture e servizi penitenziari territoriali di livello dirigenziale non generale;

Visto il decreto ministeriale 22 gennaio 2002, recante “Individuazione degli Uffici dirigenziali di livello non generale presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”;

Vista la legge 27 luglio 2005, n. 154, recante: “Delega al Governo per la disciplina dell’ordinamento della carriera dirigenziale penitenziaria”:

Visto il decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63, recante “Ordinamento della carriera dirigenziale penitenziaria a norma della legge 27 luglio 2005 n. 154”;

Visto l’articolo 1, comma 404 della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

Considerato che l’articolo 9 del decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63 prevede l’individuazione dei posti di funzione da conferire ai dirigenti penitenziari ed ai dirigenti con incarico superiore, nell’ambito degli uffici centrali e territoriali dell’Amministrazione;

Ritenuta l’esigenza di procedere all’individuazione dei posti di funzione da conferire ai dirigenti delle restanti qualifiche dell’Amministrazione di cui al decreto ministeriale del 13 gennaio 2004, nonché ai dirigenti della polizia penitenziaria di cui alle dotazioni organiche fissate dalla tabella D del  decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146, come rideterminate dal Provvedimento del Capo Dipartimento del 23 settembre 2006, pubblicato nel Bollettino Ufficiale del 31 dicembre 2006;

Ritenuta l’esigenza di una riforma organizzativa che valorizzi negli istituti e nei servizi territoriali l’autonomia dirigenziale, nell’ottica del decentramento amministrativo, riservando alla competenza del Dipartimento i processi di analisi, strategia nazionale, programmazione, controllo di legittimità e di opportunità, coordinamento interregionale riferiti alle risorse umane, finanziarie e strumentali e alle persone detenute ed internate;

Ritenuto che la nuova organizzazione dell’Amministrazione penitenziaria debba essere caratterizzata da processi di lavoro diretti alla sicurezza, al trattamento e al recuperosociale;

Sentite le Organizzazioni Sindacali rappresentative;

ADOTTA
il seguente decreto

Art. 1
Finalità ed ambito di applicazione

  1. Ai sensi dell’art. 9 del decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63 sono individuati i posti di funzione da conferire ai dirigenti penitenziari ed ai dirigenti con incarico superiore, nell’ambito degli uffici centrali e periferici dell’Amministrazione, nel rispetto delle dotazioni organiche individuate dalla Tabella A, allegata al citato decreto legislativo. L’individuazione  è effettuata in applicazione  delle disposizioni previste nell’art. 1, comma 404 lett. a) e seguenti della legge 27 dicembre 2006, n. 296, considerando le dotazioni organiche determinate con Provvedimento del Capo del Dipartimento del 23 settembre 2006, pubblicato nel Bollettino Ufficiale del 31 dicembre 2006.
  2. La ridefinizione dell’organizzazione dell’Amministrazione penitenziaria è finalizzata alla valorizzazione delle competenze dirigenziali e degli ambiti di autonomia definiti dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e dal decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63.

Art. 2
Incarichi dirigenziali

  1. Al dirigente penitenziario sono assegnati gli incarichi  dirigenziali di:
    1. direttore di istituto penitenziario, direttore di ospedale psichiatrico giudiziario e direttore di ufficio esecuzione penale esterna;
    2. direttore aggiunto e vice direttore;
    3. direttore di scuola di formazione del personale dell’amministrazione penitenziaria.
  2. Al dirigente penitenziario, individuato dalla legge 27 luglio 2005, n.154, al dirigente di Polizia Penitenziaria individuato dal decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146 e al dirigente di area 1 individuato dal medesimo decreto legislativo e dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono assegnati gli incarichi di:
    1. direttore di ufficio di diretta collaborazione del capo del Dipartimento;
    2. direttore di ufficio di direzione generale;
    3. direttore di ufficio dell’Istituto Superiore di Studi Penitenziari;
    4. direttore di ufficio del Provveditorato regionale.

Art. 3
Istituti penitenziari, ospedali psichiatrici giudiziari, uffici per l’esecuzione penale esterna e
scuole di formazione ed aggiornamento del personale dell’Amministrazione penitenziaria

  1. In applicazione dei criteri indicati dall’art.9, comma 2 del decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63 gli istituti e servizi territoriali dell’Amministrazione penitenziaria sono suddivisi su tre livelli di organizzazione, come da tabella A allegata al decreto.
  2. Agli istituti penitenziari qualificati di primo livello organizzativo sono assegnati un dirigente titolare con incarico superiore e tre direttori aggiunti con i livelli di autonomia dirigenziale definiti dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Nelle sedi di minore complessità, individuate nella tabella B allegata al decreto, il numero dei direttori aggiunti è ridotto a due.
  3. Agli istituti penitenziari e agli ospedali psichiatrici giudiziari qualificati di secondo livello organizzativo sono assegnati un dirigente titolare e un direttore aggiunto con i livelli di autonomia dirigenziale definiti dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Nelle sedi di maggiore complessità sono assegnati due direttori aggiunti, come indicato nella tabella B allegata. Agli ospedali psichiatrici giudiziari di Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino ed Aversa è assegnato, rispettivamente, un dirigente con incarico superiore, con il quale collabora un direttore aggiunto.
  4. Agli istituti penitenziari qualificati di terzo livello organizzativo è assegnato un dirigente con i livelli di autonomia definiti dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  5. Agli uffici di esecuzione penale esterna suddivisi nei tre livelli organizzativi, come da tabella A, è assegnato un dirigente con i livelli di autonomia definiti dal decreto legislativo 30 marzo 200, n. 165.
  6. Alle Scuole di formazione, qualificate nel secondo livello organizzativo, è assegnato un dirigente con i livelli di autonomia definiti dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. Alla Scuola di formazione di via di Brava di Roma, per la particolare complessità organizzativa e gestionale, è assegnato un direttore aggiunto, come da tabella B.

Art. 4
I Provveditorati regionali dell’amministrazione penitenziaria

  1. I Provveditorati regionali del Piemonte, Lombardia, Veneto - Trentino Alto Adige - Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia sono organizzati nelle seguenti unità di livello dirigenziale non generale:
    1. Ufficio dell’organizzazione e delle relazioni;
    2. Ufficio del personale e della formazione;
    3. Ufficio della contabilità e della programmazione economica;
    4. Ufficio dei detenuti e del trattamento;
    5. Ufficio dell’esecuzione penale esterna;
    6. Ufficio della sicurezza e delle traduzioni.
  2. Ai Provveditorati regionali indicati nel comma 1 sono assegnati otto dirigenti, di cui con incarico superiore quelli destinati agli uffici previsti nelle lettere a) ed e). Ad uno dei dirigenti con incarico superiore sono attribuite anche le funzioni vicarie.
  3. I Provveditorati regionali di Abruzzo e Molise, Marche, Umbria, Calabria, Sardegna, Liguria e Basilicata sono organizzati nelle seguenti unità di livello dirigenziale non generale:
    1. Ufficio dell’organizzazione, delle relazioni, del personale e della formazione;
    2. Ufficio della contabilità e della programmazione economica;
    3. Ufficio dei detenuti e del trattamento;
    4. Ufficio dell’esecuzione penale esterna;
    5. Ufficio della sicurezza e delle traduzioni.
  4. Ai Provveditorati regionali indicati nel comma 3 sono assegnati cinque dirigenti, di cui con incarico superiore quello destinato all’ufficio previsto nella lettera a), al quale sono attribuite anche le funzioni vicarie.

Art. 5
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

  1. L’amministrazione penitenziaria centrale è organizzata per aree omogenee di competenze, attraverso unità organizzative anche di livello di dirigenza generale.
  2. Gli uffici di diretta collaborazione del capo del Dipartimento sono classificati come posti di funzione di dirigenza non generale e si articolano nei seguenti uffici:
    1. Ufficio dell’organizzazione e delle relazioni che comprende la Segreteria affari generali, l’Ufficio relazioni con il pubblico, il Fondo Sociale Europeo, le Attività di coordinamento istituzionale ed il Controllo di gestione;
    2. Ufficio rapporti con le regioni;
    3. Ufficio studi, ricerche, legislazione e rapporti internazionali.
    4. Ufficio per l’attività ispettiva e del controllo;
    5. Ufficio del contenzioso;
    6. Gruppo operativo mobile;
    7. Ufficio per la sicurezza personale e della vigilanza;
    8. Ufficio per le relazioni sindacali;
    9. Ufficio per lo sviluppo e la gestione del sistema informativo automatizzato statistica ed automazione di supporto dipartimentale. La direzione dell’ufficio, per la sua particolare complessità, è affidata ad un dirigente con specifica professionalità ed esperienza nel settore;
    10. Servizio di vigilanza sull’igiene e sicurezza dell’amministrazione della giustizia. La responsabilità della direzione è affidata ad un dirigente, mentre l’area riferita alle specifiche competenze gestionali è affidata ad un dirigente con adeguate attitudini professionali;
    11. Ufficio del cerimoniale e di rappresentanza dell’amministrazione penitenziaria;
    12. Ufficio stampa e relazioni esterne;
    13. Centro amministrativo “G.Altavista”.
  3. La direzione degli uffici è affidata a dirigenti con adeguata attitudine professionale, di cui con incarico di livello superiore quelli delle lettere a), c), d), e), f), g). Con i direttori degli uffici di staff collaborano dirigenti con adeguata attitudine professionale, determinati nel numero di tre con riferimento all’ufficio di cui alla lettera a), nel numero di due con riferimento all’ufficio di cui alla lettera d) e nel numero di uno con riferimento agli uffici indicati nelle lettere c), e), l).
  4. Presso l’ufficio del capo del Dipartimento operano, altresì, l’Ente di assistenza e la Cassa delle ammende, le cui segreterie sono qualificate come uffici di livello dirigenziale non generale, entrambi dell’area della dirigenza contabile.

Art. 6
Direzione generale del personale e della formazione

  1. La Direzione generale del personale e della formazione ha competenze di analisi, di studio, di programmazione, di direzione, di gestione e di controllo e si articola nei seguenti uffici dirigenziali:
    1. Ufficio dell’organizzazione e delle relazioni. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente, con il quale collaborano due dirigenti con adeguata attitudine professionale;
    2. Ufficio del personale amministrativo e tecnico, di ruolo e non di ruolo. La direzione dell’ufficio è affidata a dirigente con incarico superiore, con il quale collaborano due dirigenti con adeguata attitudine professionale;
    3. Ufficio del personale del Corpo di polizia penitenziaria. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente con incarico superiore, con il quale collaborano tre dirigenti con adeguata attitudine professionale;
    4. Ufficio della formazione. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente, con il quale collaborano due dirigenti con adeguata attitudine professionale;
    5. Ufficio della sicurezza ed il coordinamento delle traduzioni e dei piantonamenti. La direzione dell’ufficio è affidata a un dirigente con incarico di livello superiore.

Art. 7
Direzione generale detenuti e trattamento

  1. La Direzione generale detenuti e trattamento ha competenze di analisi, di studio, di programmazione, di direzione, di gestione e di controllo e si articola nei seguenti uffici dirigenziali:
    1. Ufficio dell’organizzazione e delle relazioni. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente, con il quale collaborano due dirigenti con adeguata attitudine professionale;
    2. Ufficio detenuti media sicurezza. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente con incarico superiore, con il quale collabora un dirigente con adeguata attitudine professionale;
    3. Ufficio detenuti alta sicurezza. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente con incarico superiore, con il quale collabora un dirigente con adeguata attitudine professionale;
    4. Ufficio dei servizi sanitari. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente, con il quale collaborano due dirigenti con adeguata attitudine professionale;
    5. Ufficio dell’osservazione e del trattamento. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente, con il quale collabora un dirigente con adeguata attitudine professionale;
    6. Ufficio delle misure di sicurezza. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente con adeguata attitudine professionale.

Art. 8
Direzione generale dell’esecuzione penale esterna

  1. La Direzione generale dell’Esecuzione penale esterna ha competenze di analisi, di studio, di programmazione, di direzione e di controllo e si articola nei seguenti uffici dirigenziali:
    1. Ufficio studi, analisi e programmazione. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente;
    2. Ufficio per l’attuazione dei provvedimenti di giustizia. La direzione dell’ufficio è affidata a dirigente con incarico superiore.

Art. 9
Direzione generale delle Risorse materiali, dei beni e dei servizi

  1. La Direzione generale delle Risorse materiali, dei beni e dei servizi ha competenze di analisi, di studio, di programmazione, di direzione, di gestione e controllo e si articola nei seguenti uffici dirigenziali:
    1. Ufficio dell’organizzazione e delle relazioni. La direzione dell’ufficio è affidata a un dirigente;
    2. Ufficio contratti di lavori, forniture e servizi. La direzione dell’ufficio è affidata a dirigente con incarico superiore, con il quale collabora un dirigente con adeguata attitudine professionale;
    3. Ufficio armamento, casermaggio, vestiario, automobilistico, navale e delle telecomunicazioni. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente con incarico di livello superiore, con il quale collabora un dirigente con adeguata attitudine professionale;
    4. Ufficio tecnico per l’edilizia penitenziaria e residenziale di servizio. La direzione dell’ufficio, per la particolare complessità tecnica, è affidata ad un dirigente con specifica professionalità ed esperienza nel settore, con il quale collaborano tre dirigenti tecnici con adeguata attitudine professionale.
  2. Resta fermo il Servizio approvvigionamento e distribuzione armamento e vestiario – SADAV, la cui direzione è affidata ad un dirigente.

Art. 10
Direzione generale per il bilancio e la contabilità

  1. La Direzione generale per il bilancio e la contabilità ha competenze di analisi, di studio, di programmazione, di direzione e di controllo e si articola nei seguenti uffici dirigenziali:
    1. Ufficio formazione e gestione del bilancio. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente;
    2. Ufficio adempimenti contabili. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente con incarico superiore.

Art. 11
Istituto Superiore di Studi Penitenziari

  1. L’Istituto Superiore di Studi Penitenziari ha competenze di analisi, di studio, di programmazione, di direzione, di gestione e di controllo e si articola nei seguenti uffici dirigenziali:
    1. Ufficio della pianificazione, progettazione, ricerca, valutazione e formazione decentrata. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente con incarico superiore;
    2. Ufficio della formazione del personale dirigente e dell’Area C del comparto Ministeri. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente con incarico superiore, con il quale collabora un dirigente con adeguata attitudine professionale.
  2. Ufficio della formazione del personale dei ruoli direttivi e dirigenziali del Corpo di polizia penitenziaria. La direzione dell’ufficio è affidata ad un dirigente.

Art. 12
Norme finali e transitorie

  1. Fino all’istituzione dei ruoli dirigenziali della Polizia penitenziaria, i relativi posti di funzione di primo dirigente e di dirigente superiore individuati nella tabella D di cui all’art. 5, comma 2 del decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146 possono essere assegnati al ruolo di dirigenti di istituto penitenziario o ad Ufficiali del ruolo ad esaurimento del Corpo degli Agenti di Custodia con qualifica non inferiore a Colonnello.
  2. Gli incarichi dirigenziali di livello superiore sono conferiti nel rispetto delle previsioni contenute nella tabella A allegata al decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63 e della tabella D allegata al decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146.
  3. La tabella B definisce i posti di funzione con i relativi incarichi dirigenziali anche di livello superiore richiamati al comma 2.
  4. Il presente decreto abroga il Decreto Ministeriale del 22 gennaio 2002 recante “Individuazione degli Uffici dirigenziali di livello non generale presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”.

Roma, 27 settembre 2007

IL MINISTRO
Clemente Mastella