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Circolare 2 maggio 2000 - Atti di autolesionismo e suicidi in ambiente penitenziario. Linee guida operative ai fini di una riduzione dei suicidi nelle carceri.

2 maggio 2000

DIPARTIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
UFFICIO CENTRALE DETENUTI

Prot. n. 572897/9
Circolare n. 3524/5974

Ai Signori Direttori degli istituti penitenziari per adulti
LORO SEDI
e.p.c.
Ai Signori Provveditori regionali dell' Amministrazione Penitenziaria
Ai Signori Direttori dei centri di servizio sociale per adulti
LORO SEDI

OGGETTO: Atti di autolesionismo e suicidi in ambiente penitenziario. Linee guida operative ai fini di una riduzione dei suicidi nelle carceri.

Il perdurante fenomeno degli atti di autolesionismo ed i numerosi casi di suicidio, che purtroppo, con tragica regolarità, ,continuano a verificarsi nelle carceri, inducono nei tempi più solleciti ad una strategia operativa, realmente efficace e non di facciata, che porti ad incentivare ogni sforzo possibile delle istituzioni e di tutti gli operatori per tentare di eliminare, o quanto meno ridurre nella misura massima possibile, le condizioni di disagio, di trascuratezza, d'insensibilità, di difficile vivibilità.

Pur considerando le condizioni di oggettiva difficoltà in cui spesso si è costretti ad operare soprattutto per il crescente sovraffollamento e per l'inadeguatezza delle risorse disponibili, si impone con forza l'esigenza di un più rigoroso e puntuale rispetto delle direttive più volte emanate - ma ancora più volte disattese o parzialmente applicate - in merito alla tutela della vita e dell'incolumità fisica e psichica dei detenuti e degli internati. Ci si riferisce, in particolare, alla cura e all'organizzazione del servizio nuovi giunti, all'operatività del servizio specialistico di psichiatria, in generale alla concreta efficacia dei controlli e di tutta la necessaria attenzione nei confronti di quei soggetti, che, o per situazioni oggettive o per intrinseca fragilità, possono classificarsi a rischio.

  1. Nello specifico, occorre innanzi tutto dare pratica attuazione operativa alle linee guida per un apporto migliorativo ed integrativo al sistema di prevenzione e di intervento, diramate da questo Dipartimento con nota n. 148719/4-2-I dell’10 febbraio 1998 per tramite dei Provveditorati regionali e che si ritrasmettono allegate alla presente.
    Sono il prodotto di uno studio appositamente operato con l'analisi di molti episodi verificati si nel recente passato con l'apporto dell'esperienza sul campo di operatori penitenziari oltre che di autorevoli studiosi del fenomeno a livello nazionale. I Signori Provveditori regionali sono vivamente invitati a dare un concreto impulso alla pratica attuazione di tali direttive oltre che a verificarne l'esatto adempimento presso gli istituti di rispettiva competenza.
     
  2. E' comunque il caso di richiamare con particolare risalto alcuni dei connotati operativi più rimarchevoli e che maggiormente occorre perseguire con il massimo dello scrupolo e della diligenza, evitando prassi stratificate nel tempo e logiche di routine, che sovente ingenerano o acuiscono, specie in soggetti al primo ingresso in carcere o nei più giovani e meno temprati, sensazioni di solitudine, d'insensibilità e di abbandono.
    1. E' perciò particolarmente importante ridurre le situazioni di isolamento dei ristretti ai soli casi strettamente necessari e previsti per legge.
      A tal riguardo, si richiama la circolare n. 148339/4 -1 del 21 aprile 1998 recante all'oggetto "Regime penitenziario - L'isolamento".
      - In particolare, ferma restando l'eliminazione delle apposite sezioni r per nuovi giunti già disposta con precedenti circolari, si ribadisce che i detenuti nuovi giunti in ciascun istituto debbono permanere o sostare nei reparti di accettazione e transito per il tempo strettamente necessario al compimento dell'intervento del servizio nuovi giunti e della visita di primo ingresso, per essere poi rapidamente smistati nelle sezioni e nei reparti detentivi ritenuti idonei ed adeguati alla loro posizione giuridica, al titolo di reato, alle eventuali indicazioni dell'autorità giudiziaria, alla pericolosità ed agli altri indici di omogeneo raggruppamento.
      E ciò, oltre che per eliminare quei momenti di abbandono e pericolosa commistione di soggetti di varia tipologia e provenienza, anche per una tempestiva attuazione dei corretti circuiti penitenziari.
    2. E' però di altrettanto grande importanza che l'intervento operato dal servizio nuovi giunti non risulti fine a se stesso e non si limiti alla mera individuazione e classificazione, nell'apposita scheda, del rischio di autolesionismo o suicidario nei confronti del soggetto analizzato. E' assolutamente necessario, per contro, una effettiva "presa in carico" dei detenuti classificati a rischio ed avviati all'interno delle sezioni, sia da parte del personale di custodia sia soprattutto degli operatori dell'area trattamentale e sanitaria e di quello del servizio specialistico di psichiatria per i soggetti che abbiano manifestato disagio psichico o più gravi forme di disadatta mento ambientale.
    3. Come purtroppo sperimentato per numerosi casi infausti, è di fondamentale rilevanza una intensificazione ed una maggiore rispondenza del controllo da parte del personale di polizia penitenziaria preposto alla sorveglianza di soggetti "a rischio", soprattutto di quelli recidivi perché abbiano già tentato gesti estremi o messo in atto gesti di autolesionismo.
      Si è constatato che è invalsa la prassi - invero inopportuna e censurabile - che i provvedimenti che dispongono la cosiddetta "grande sorveglianza" o quella "a vista" siano emanati in forma generica e prescindendo dal singolo caso, con ciò ingenerando nel personale addetto fenomeni di assuefazione e di scarsa concentrazione o tensione nello svolgimento di un compito delicato e nevralgico nei confronti di ristretti che, per problemi sanitari o per un disadattamento ambientale anche momentaneo, abbiano bisogno di una vigilanza quanto mai attenta e di un'opera trattamentale e di sostegno intesa ad impedire eventuali gesti anticonservativi.
      E' perciò assolutamente necessario che in ogni sezione detentiva venga istituito un registro, in cui siano indicati giornalmente i detenuti sottoposti a sorveglianza grande o a vista, con l'indicazione dettagliata del motivo del provvedimento, di talché chiunque si succeda nei turni di servizio all'interno della sezione ne sia edotto e possa modulare la propria attività in aderenza alle necessità del singolo caso.
      In tal modo, il personale addetto, che possibilmente sarà scelto tra quello con maggiori attitudini, sarà posto nelle migliori condizioni di operatività, con piena consapevolezza di ogni singolo caso e con piena cognizione delle problematiche connesse alla particolare situazione del detenuto sottoposto al controllo.
    4. Con riferimento agli interventi di cui al punto b), è, in buona sostanza, fondamentale un adeguato ed individualizzato trattamento psicologico e/o psichiatrico del disagio e del disturbo rilevati; il coinvolgimento più in generale di. tutti gli operatori, compreso il volontariato; il coinvolgimento degli stessi condetenuti; il favorire, nella misura massima possibile, il contatto con le famiglie, anche attraverso l'intervento del servizio sociale.
    5. Con l'approssimarsi, poi della stagione calda e con le conseguenti ulteriori difficoltà che l'afa e le alte temperature producono all'interno delle sezioni, facendo lievitare di molto i rischi di atti autolesionistici ed auto soppressivi, si richiamano le disposizioni già in passato impartite e più volte sollecitate, circa i seguenti adempimenti ed iniziative da curare, con particolare attenzione, durante il periodo estivo:

1. Si dovrà assicurare, con particolare scrupolo ed attenzione, la costante erogazione e fruizione dell'acqua potabile, provvedendo con tempestività, nei casi di eventuale carenza idrica per cause di forza maggiore, ai necessari approvvigionamenti integrativi;

2. sarà accordato particolare favore alle richieste di acquisto di ghiaccio, con le modalità di cui alla lettera circolare n. 581729.2/1 del 28 febbraio 1998, in specie in quegli istituti dove non siano in funzione frigoriferi di sezione o nelle camere detentive;

3. sarà particolarmente curato e potenziato il servizio di fruizione dell'aria e dei "passeggi", facendo presente al riguardo che nessuna asserita esigenza del personale potrà giustificare e comportare una eventuale contrazione del tempo destinato a detto servizio o il confinamento delle ore d'aria in orari particolarmente caldi ed afosi della giornata;

4. dovrà essere operato ogni sforzo al fine di aumentare, per quanto possibile e consentito, il tempo di permanenza dei detenuti e degli internati nelle aree e nei luoghi destinati ad attività sportive e ricreative;

5. saranno adottati tutti i provvedimenti che di volta in volta si renderanno indispensabili per evitare l'eccessivo riscaldamento delle celle (ad esempio l'apertura dei blindati, se necessario anche oltre l'orario normalmente consentito);

6. sarà evitata ogni eventuale riduzione dei giorni destinati ai colloqui settimanali con i familiari ed in generale ogni contrazione dei tempi complessivi del servizio colloqui;

7. si dovrà attentamente curare che non vi sia, per. esigenze e motivi di carattere personale, una riduzione nella presenza complessiva degli operatori del servizio di sostegno psicologico e psichiatrico.

Occorrerà in definitiva da parte di tutto il personale il massimo dello scrupolo, impegno ed attenzione nell'intento di non risparmiare alcuno sforzo o tentativo per cercare di eliminare, o almeno attenuare, le difficoltà ed i disagi e per prevenire e scongiurare situazioni ed eventi spiacevolissimi, frustranti per l'Amministrazione e per gli operatori che invano si sono prodigati, oltre che di notevole negativo impatto sul mondo esterno e sulla società civile.

I Signori Provveditori vorranno, pertanto, seguire e curare che presso gli istituti di competenza vi sia la più scrupolosa ed attenta osservanza di quanto disposto, seguendone e verificandone costantemente l'attuazione, nonché valutando e segnalando con rigore ogni eventuale situazione di inadempienza o di trascuratezza.

PER IL DIRETTORE GENERALE
IL VICE DIRETTORE GENERALE
Paolo Mancuso

Roma, 2 maggio 2000