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Decreto 23 febbraio 2018 - Adozione del Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della giustizia

23 febbraio 2018

Il Ministro della Giustizia

Visto l’articolo 54, secondo comma, e l’articolo 97, secondo comma, della Costituzione;

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, recante il "Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attività svolta dalle Amministrazioni Pubbliche, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59";

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e successive modificazioni e integrazioni;

Visto l’articolo 54, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come interamente sostituito dall’articolo 1, comma 44, della legge 6 novembre 2012, n. 190, che prevede che il Governo definisca un codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni al fine di assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell’interesse pubblico;

Visto l’articolo 54, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come interamente sostituito dall’articolo 1, comma 44, della legge 6 novembre 2012, n. 190, che prevede che ciascuna pubblica amministrazione definisca, con procedura aperta alla partecipazione e previo parere obbligatorio del proprio organismo indipendente di valutazione, un proprio codice di comportamento che integra e specifica il codice di comportamento definito dal Governo;

Visto il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 recante "Attuazione della legge 4 marzo 2009, n, 15 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni";

Visti in particolare gli articoli 5, 6 e 15 del suindicato decreto legislativo, recanti oggetto e finalità degli organi di indirizzo politico amministrativo in materia di trasparenza, integrità e verifica dell'andamento della performance;

Vista la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" e successive modificazioni e integrazioni;

Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, recante "Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni" e successive modificazioni e integrazioni;

Visto l’articolo 19, comma 15, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 che ha trasferito all’Autorità nazionale anticorruzione le funzioni in precedenza attribuite al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di trasparenza e prevenzione della corruzione;

Visti il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56, recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50” e la legge 30 novembre 2017, n. 179, avente ad oggetto “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”, che ha disciplinato l’istituto innovativo del whistleblowing;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62 relativo al “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici”;

Visto il d.P.C.M. 15 giugno 2015, n. 84, recante il "Regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia e riduzione degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche" e relativi decreti attuativi;

Visto il D.P.R. 25 luglio 2001, n. 315, recante il "Regolamento di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministero della Giustizia";

Viste le circolari n. 1 e n. 2 del 2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica, aventi ad oggetto rispettivamente la legge 6 novembre 2012, n. 190 e il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;

Viste le linee di indirizzo del Comitato Interministeriale, previsto dal d.P.C.M. 16 gennaio 2013, per la predisposizione, da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Piano Nazionale Anticorruzione;

Vista la delibera ANAC n. 1310 del 28 dicembre 2016 relativa a “Prime linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel d.lgs. 33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016”;

Vista la delibera ANAC n. 1208 del 22 novembre 2017 recante “Approvazione definitiva dell’Aggiornamento 2017 al Piano Nazionale Anticorruzione”;

Visto lo Schema di Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Giustizia redatto ai sensi dell’articolo 54, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, trasmesso in data 15.2.2018 dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di questo Dicastero;

Vista la relazione, allegata allo schema predetto, illustrativa della procedura aperta adottata per la definizione dello stesso;

Considerato che, nel corso della procedura aperta, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza ha provveduto ad acquisire, su specifiche questioni, la valutazione dell’Autorità nazionale anticorruzione ed il parere dell’Ufficio legislativo di questo Dicastero;

Considerato che l’organismo interno di valutazione della performance ha reso parere favorevole sul predetto Schema di Codice di comportamento;

Ritenuto, quindi, necessario procedere all’adozione del Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della Giustizia;

DECRETA

ai sensi e per gli effetti dell'art. 54, comma 5, del decreto legislativo30 marzo 2001, n. 165 è adottato il Codice di comportamento dei dipendenti del Ministero della giustizia, con i contenuti di cui al documento allegato, che costituisce parte integrante del presente decreto.

Roma, 23 febbraio 2018

IL MINISTRO
Andrea Orlando

Registrato alla Corte dei Conti il 21 marzo 2108

 

Codice di comportamento