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Protocollo sulla sospensione del procedimento con messa alla prova per i maggiorenni a ROVIGO - 22 gennaio 2015

22 gennaio 2015

PROTOCOLLO RODIGINO SULLA SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO CON MESSA ALLA PROVA PER I MAGGIORENNI

Le Parti firmatarie (la Camera Penale Rodigina, l’UEPE di Padova e Rovigo, il Tribunale di Rovigo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovigo), ritenendo opportuno l’adozione di linee d’indirizzo che, pur nel rispetto della discrezionalità di ciascuno dei soggetti coinvolti, siano atte a perseguire le finalità sottese all’istituto della messa alla prova, sottoscrivono il presente Protocollo per:

  • informare, orientare e coordinare giudici, pubblici ministeri, difensori, indagati/imputati, funzionari dell’UEPE e tutti gli altri soggetti chiamati dalla legge a dare attuazione all’istituto della messa alla prova, nell’interesse del singolo e della collettività e nel rispetto del principio del buon andamento della pubblica amministrazione;
  • garantire all’indagato/imputato il diritto all’informazione dei diritti processuali;
  • incentivare l’utilizzo, agevolare l’accesso ed ordinare l’applicazione e l’esecuzione della messa alla prova;
  • deflazionare il carico giudiziario, mediante la valorizzazione di un percorso preventivo ed alternativo al dibattimento, che, se svolto con esito positivo, comporta l’estinzione del reato;
  • contrastare il sovraffollamento carcerario, tramite l’anticipazione dell’esecuzione penale e la sostituzione delle pene detentive con attività trattamentali e socialmente utili;
  • favorire il reinserimento sociale secondo modalità diverse da quelle esistenti, relegando la pena detentiva a extrema ratio; con la finalità di contenere la recidiva;
  • assicurare che la funzione rieducativa della pena operi fin dalla fase della cognizione, come auspicato dalla Corte costituzionale;
  • affiancare al modello riabilitativo delle misure alternative tipico dei reati di maggiore gravità ed affidato alla magistratura di sorveglianza, un modello riparativo-conciliativo destinato ai reati di minore allarme sociale e da sperimentare già in fase di cognizione.

FASE 1 - VERIFICA DEI PRESUPPOSTI

Il difensore verifica che l’assistito si trovi nelle condizioni oggettive e soggettive e nei termini per richiedere la messa alla prova.

FASE 2 - INFORMATIVA E SCELTA

Se tale verifica ha esito positivo, il difensore informa l’assistito della disciplina, dei benefici e degli oneri della misura, precisando che essa è concedibile una sola volta, che comporta, tra l’altro, l’affidamento all’UEPE e che l’esito negativo o la revoca della stessa implica la ripresa del processo.
Se l’assistito decide di non richiedere la messa alla prova, il difensore lo invita a sottoscrivere un atto nel quale dichiara di aver ricevuto gli avvertimenti di cui sopra e di rinunciare ad accedere all’istituto.
Se l’assistito decide di richiedere la messa alla prova, il difensore lo aiuta nell’espletamento delle attività prodromiche alla richiesta di accesso alla misura e, in particolare, nella richiesta di elaborazione del programma di trattamento.

FASE 3 - RICHIESTA

L’interessato o il difensore munito di procura speciale presenta all’UEPE di Padova e Rovigo (se competente) una richiesta di elaborazione del programma di trattamento, preferibilmente secondo il modulo messo a disposizione dall’UEPE.
Tale richiesta deve contenere:

  • le informazioni sulle proprie condizioni socio-familiari ed economiche e sulla propria attività lavorativa o di formazione o di studio;
  • l’impegno e la disponibilità a svolgere il lavoro di pubblica utilità, corredati, ove possibile, dalla dichiarazione di disponibilità di un ente (anche non convenzionato, purché l’interessato sia munito di una copertura assicurativa);
  • l’impegno e la disponibilità alla prestazione di condotte volte all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, nonché, ove possibile, il risarcimento del danno dallo stesso cagionato;
  • l’impegno e la disponibilità ad intraprendere, ove possibile, un percorso di mediazione con la persona offesa;

ogni altra informazione/valutazione/osservazione utile.
La richiesta di elaborazione del programma di trattamento deve essere inviata:

  • preferibilmente a mezzo p.e.c. alla casella e-mail: uepe.padova@giustiziacert.it,
  • oppure mediante raccomandata a/r (o consegnata a mani) all’indirizzo: Viale Della Navigazione Interna n. 38/A – 35129 Padova;
    * preferibilmente non il mercoledì.

L’UEPE rilascia un’attestazione con cui certifica la ricezione della richiesta di elaborazione del programma di trattamento, indicando il tempo necessario alla predisposizione dello stesso (indicativamente sei mesi). Questa attestazione, anche nella forma di avvenuta accettazione della p.e.c. con relativo allegato, è producibile nel procedimento penale di cui si intende chiedere la sospensione con messa alla prova. Il procedimento, su istanza dell’interessato o del suo procuratore speciale ai sensi e con gli effetti dell’art. 159, comma 1, n. 3), c.p., previa verifica circa l’ammissibilità della richiesta, viene rinviato ad udienza successiva tenendo conto dell’indicazione temporale fornita dall’UEPE.
La cancelleria comunica l’ordinanza contenente la data del rinvio all’UEPE, all’interessato (se assente) ed alla persona offesa, anche in caso di inammissibilità.
L’UEPE, tramite un proprio funzionario all’uopo designato (eventualmente affiancato da uno psicologo), svolge un’indagine socio-familiare e predispone una proposta di programma di trattamento (anche fornendo elementi per la durata dello stesso), che viene discusso/condiviso con l’interessato ed inviato al giudice almeno sette giorni prima della data fissata per l’udienza successiva.
In quest’ultima, l’interessato o il difensore già munito di procura speciale presenta la richiesta di messa alla prova, allegando il programma di trattamento, che può essere modificato dal giudice.

FASE 4 - DECISIONE

Il giudice, sentite le parti e la persona offesa (se compare), decide con ordinanza.
L’ordinanza di ammissione della messa alla prova contiene:
la durata della misura, quantificata discrezionalmente a partire da un minimo di un mese;
la data dell’udienza successiva, in cui si valuterà l’esito della messa alla prova, individuata almeno tre mesi dopo la scadenza del termine di durata della misura;
il termine (di non oltre venti giorni) entro cui l’interessato dovrà sottoscrivere il verbale di sottoposizione alla messa alla prova presso l’UEPE di Padova e Rovigo.

FASE 5 - ESECUZIONE

Il giudice trasmette l’ordinanza all’UEPE ed all’interessato (se assente).
L’UEPE informa il giudice, con cadenza non superiore a tre mesi, del comportamento dell’interessato, ove necessario proponendo modifiche al programma di trattamento.
In caso di proroga, il provvedimento è comunicato tempestivamente all’UEPE, all’interessato ed alla procura.
Alla scadenza del periodo di messa alla prova (indicativamente almeno 10 giorni prima della data fissata per l’udienza di valutazione), l’UEPE trasmette al giudice una relazione conclusiva sul decorso e sull’esito della prova medesima, con facoltà delle parti di prenderne visione ed estrarne copia.

FASE 6 - VALUTAZIONE

Nell’udienza all’uopo fissata, il giudice, se la messa alla prova ha avuto esito positivo, pronuncia una sentenza dichiarativa dell’estinzione del reato; se la messa alla prova ha avuto esito negativo, emette ordinanza con cui dispone la ripresa del processo, rinviando ad udienza successiva.

CLAUSOLA DI SPERIMENTAZIONE

Il presente Protocollo viene assunto a carattere sperimentale, prevedendo una verifica circa l’adeguatezza e la sostenibilità della procedura in esso contenuta entro sei mesi dalla sua sottoscrizione e successivamente ogni dodici mesi.

Rovigo, lì 22 gennaio 2015

Le Parti firmatarie

la Camera Penale Rodigina           
Avv. Paola Malasoma – Presidente
Dott. Federico Bardelle – Consigliere

l’UEPE di Padova e Rovigo
Dott. Chiara Ghetti – Direttrice
il Tribunale di Rovigo
Cons. dott.ssa Adalgisa Fraccon – Presidente
la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovigo
Cons. dott. Carmelo Ruberto – Procuratore Capo