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Protocollo d'intesa tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Ufficio scolastico regionale per il Lazio e il Centro giustizia minorile per il Lazio, l'Abruzzo e il Molise - 3 ottobre 2018

3 ottobre 2018

PROTOCOLLO D’ INTESA
TRA

il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Ufficio scolastico regionale per il Lazio

E

il Ministero della giustizia
Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Centro per la giustizia minorile per il Lazio, l'Abruzzo e il Molise

IN TEMA DI
istruzione e formazione di minori e giovani adulti in area penale interna ed esterna

Il Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca - Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, di seguito denominato USR per il Lazio, con sede legale in viale Giorgio Ribotta, 41 - 00144 Roma, Codice Fiscale n. 97248840585, rappresentato dal Direttore Generale dott. Gildo De Angelis

E

il Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità - Centro di Giustizia Minorile di Lazio, Abruzzo e Molise, di seguito denominato CGM Lazio-Abruzzo-Molise, con sede legale in via Virginia Agnelli 15 - 00151 Roma, Codice Fiscale 80249970585, rappresentato dal Dirigente dott.ssa Fiammetta Trisi,

insieme indicati come “le Parti”

VISTI

  • la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori del 25 gennaio 1986, ratificata in Italia con la Legge n. 77 del 20 marzo 2003;
  • il Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448 “Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni”;
  • il Decreto Legislativo 28 luglio 1989, n. 272 “Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448”, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni;
  • il Decreto Presidente della Repubblica 30 giugno 2000 n. 230 “Regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà” e in particolare l’articolo 41 comma 6;
  • il Decreto Presidente della Repubblica 29 ottobre 2012 n. 263, il Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo didattico dei Centri d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali;
  • le Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento emanate con decreto interministeriale MIUR/MEF del 12 marzo 2015;
  • il Protocollo d’intesa, "Programma speciale per l'istruzione e la formazione negli istituti penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia", sottoscritto tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero della Giustizia il 23.5.2016;

PRESO ATTO

  • delle “Linee Guida per il diritto allo Studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine”, sottoscritte l’11 dicembre 2017 dal Ministro dell’Istruzione e dal Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza;
  • della “Strategia nazionale d’inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti 2012/2020” della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali –approvata dal Consiglio dei Ministri il 28 febbraio 2012;
  • del Documento di programmazione generale del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità e del Documento di Programmazione Interdistrettuale del CGM Lazio-Abruzzo-Molise per l’anno 2018, con specifico riguardo all’istruzione - formazione professionale per i minori e giovani adulti e delle azioni atte ad implementare la collaborazione con le articolazioni territoriali competenti;

CONSIDERATO CHE

  • l’assolvimento dell’obbligo e del diritto/dovere all’istruzione e alla formazione è diritto imprescindibile dei minori e parte fondamentale del programma di trattamento volto al recupero sociale delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale da parte della Magistratura minorile;
  • le misure alternative alla detenzione mirano a non interrompere i processi educativi in atto e, tra questi, l’istruzione e la formazione poiché il diritto all’istruzione è imprescindibile e parte fondamentale del programma di reinserimento sociale dei minori e dei giovani adulti;
  • è necessario definire procedure condivise, con particolare riferimento alle rispettive organizzazioni territoriali del MIUR e del Ministero della Giustizia in tema di diritto allo studio e di assolvimento dell’obbligo di istruzione;
  • il Centro per la Giustizia Minorile, organo decentrato a livello interregionale del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, con compiti di programmazione, coordinamento e controllo dei servizi dipendenti (Centro di Prima Accoglienza, Istituto Penale per Minorenni, Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni), promuove accordi interistituzionali per la condivisione della politica territoriale sulla giustizia minorile.

SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE

ARTICOLO 1
(Diritto allo studio in area penale interna)

I minori e i giovani adulti ristretti nell’Istituto Penale per Minorenni (di seguito denominato IPM) hanno diritto a essere iscritti nei percorsi scolastici erogati dalle Istituzioni scolastiche territorialmente competenti a seguito della valutazione didattica del bisogno formativo, nei limiti dell'organico assegnato e nei limiti di età previsto dal Decreto Legge 26 giugno 2014, n. 92, che all’articolo 5 ha previsto che possano restare negli Istituti Penali Minorili coloro che, avendo commesso un reato da minorenne, non abbiano compiuto il venticinquesimo anno di età.
L’area educativa dell’IPM cura il raccordo con le Istituzioni scolastiche territorialmente competenti in fase di iscrizione e accoglienza e in ogni momento di passaggio (uscita, trasferimento).

ARTICOLO 2
(Commissione didattica)

La Direzione dell’IPM si impegna a convocare la Commissione didattica all’inizio e al termine dell’anno scolastico e, qualora anche uno solo dei soggetti istituzionali di tale Commissione lo richiedesse, a convocare una seduta straordinaria.

ARTICOLO 3
(Libretto formativo e Commissione per il Patto formativo)

Le Istituzioni scolastiche competenti territorialmente si impegnano, par la parte di propria competenza, ad adottare un modello di libretto formativo che segue lo studente dall’atto dell’iscrizione e negli eventuali trasferimenti e in uscita dall’istituto.
L’area educativa dell’IPM collabora con il personale scolastico alla stesura del libretto formativo.
La Commissione, di cui all’art. 5, comma 2, del DPR 263/2012, per la definizione del Patto Formativo Individuale, il direttore dell’IPM e il dirigente del CPIA territorialmente competente, unità amministrativa, sottoscrivono con il minore o il giovane adulto il Patto formativo individuale definito ad esito della procedura di riconoscimento dei saperi e delle competenze formali, informali e non formali. Tale Patto formalizza il percorso di studio personalizzato di ciascun iscritto ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana L2, ovvero ai percorsi formativi del primo e del secondo periodo didattico del primo livello.
Analogamente, la Commissione per la definizione del Patto Formativo individuale, il direttore dell’IPM e il dirigente dell’Istituzione scolastica di secondo grado presso cui sono incardinati i percorsi di secondo livello, territorialmente competente, sottoscrivono con il minore o il giovane adulto iscritto al percorso di secondo livello il Patto formativo individuale definito ad esito della procedura di riconoscimento dei saperi e delle competenze formali, informali e non formali.

ARTICOLO 4
(Istruzione e formazione in area penale esterna)

L’Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni di Roma (di seguito denominato USSM) si impegna a segnalare alle Istituzioni scolastiche territorialmente competenti i minori e i giovani adulti che necessitano di proseguire e/o riprendere il percorso scolastico volto all’assolvimento dell’obbligo di istruzione e formazione, per il conseguimento di qualifiche professionali e/o del diploma di scuola secondaria di secondo grado.
L’USSM cura il raccordo con le Istituzioni scolastiche territorialmente competenti e fornisce le informazioni necessarie a garantire la continuità del percorso scolastico.
Il CPIA territorialmente competente svolge azioni di accoglienza e orientamento e individua la sede scolastica più idonea all’inserimento/proseguimento del percorso scolastico individuato.

ARTICOLO 5
(Formazione congiunta del personale)

IL CGM Lazio-Abruzzo-Molise e l’USR per il Lazio, attraverso le Istituzioni scolastiche territorialmente competenti, si impegnano, nei limiti delle rispettive risorse, a programmare un percorso formativo pluriennale rivolto al personale della scuola, dell’area educativa, sociale e della sicurezza, sui temi della formazione e dell’istruzione. La formazione congiunta potrà avere cadenza annuale e sarà organizzata in modo da favorire la partecipazione di tutti i soggetti destinatari della proposta formativa.

Il CGM Lazio-Abruzzo-Molise e l’USR per il Lazio, per il tramite delle Istituzioni scolastiche territorialmente competenti, si incontreranno annualmente per la programmazione della formazione congiunta e si impegnano a promuovere l’elaborazione di progetti congiunti per la partecipazione a bandi nazionali ed europei inerenti le materie oggetto del presente protocollo.

ARTICOLO 6
(Rete scolastica e offerta formativa)

L’USR per il Lazio si impegna a valutare la fattibilità di eventuali richieste di attivazione di nuovi indirizzi professionali nei limiti delle dotazioni organiche provinciali e nell’ambito dei criteri e delle procedure definite dalle Linee guida sulla programmazione scolastica della Regione Lazio, e a promuovere ogni intervento utile ad implementare l’offerta scolastica formativa a favore dei minori e giovani adulti sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà personale.
L’USR per il Lazio si impegna a sostenere ogni azione volta a migliorare la qualità dell’offerta formativa nell’IPM e in area penale esterna attraverso i propri canali di comunicazione esterna.
Il CGM Lazio-Abruzzo-Molise si impegna a sostenere specifiche progettualità a supporto dell’offerta formativa e professionalizzante, anche con apposite proposte, nel Documento di programmazione annuale, per il finanziamento delle stesse.

ARTICOLO 7
(Banca dati)

Gli iscritti ai corsi ordinamentali erogati nell’IPM sono registrati nel SIDI (Sistema Informativo dell’Istruzione), l’area riservata del MIUR, entrando a far parte dell’Anagrafe Nazionale Studenti.
Sono rilevati i dati relativi ai frequentanti i percorsi di istruzione di primo livello (primo periodo didattico e secondo periodo didattico), i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, i percorsi di secondo livello realizzati presso gli istituti penitenziari.
L’inserimento nei database avviene nel rispetto della massima riservatezza che è richiesta in considerazione dello stato detentivo degli alunni, con particolare riferimento agli alunni detenuti minorenni.
Le Istituzioni scolastiche competenti territorialmente si impegnano a trasmettere alla Direzione dell’IPM i dati di cui al precedente punto ogni qualvolta ne sia fatta formale richiesta e nell’ambito delle attività di monitoraggio dell’amministrazione centrale e periferica del Ministero della Giustizia.
L’IPM si impegna a fornire alle istituzioni scolastiche competenti per territorio i dati necessari allo svolgimento dei percorsi scolastici e tutti quelli che si rendessero necessari per garantire l’erogazione dell’offerta formativa.

ARTICOLO 8
(Tavolo tecnico di monitoraggio)

Con decreto dell’USR per il Lazio viene costituito un Tavolo tecnico interistituzionale per l’azione congiunta di monitoraggio e di gestione dei temi del presente Protocollo, composta da un rappresentante di ciascuno dei soggetti coinvolti: CGM Lazio-Abruzzo-Molise, USR per il Lazio, Istituzioni scolastiche competenti territorialmente, IPM Roma e USSM Roma.
Tale Tavolo tecnico è convocato dall’USR per il Lazio, anche su richiesta del CGM Lazio-Abruzzo-Molise, almeno una volta l’anno con lo scopo di monitorare le attività in essere attraverso l’analisi delle documentazioni e la raccolta dei dati effettuata dai componenti del Tavolo, con possibilità di suggerire/proporre eventuali modifiche.

ARTICOLO 9
(Durata)

Il presente Protocollo, con decorrenza dalla data della sua sottoscrizione, ha durata triennale salvo disdetta esplicita di una delle parti da notificare formalmente all’altra almeno sessanta giorni prima della scadenza.
Allo scadere del triennio, le parti si riuniscono per il rinnovo.

ARTICOLO 10
(Riservatezza)

Le Parti si impegnano a non divulgare, rivelare, né utilizzare in alcun modo le informazioni, i dati e le conoscenze acquisite per motivi che non siano attinenti all’esecuzione del presente Protocollo di Intesa.

ARTICOLO 11
(Trattamento dei dati personali)

Le Parti si impegnano reciprocamente a trattare i dati personali relativi all’espletamento di attività connesse all’esecuzione del presente Protocollo di Intesa nel rispetto della normativa vigente.

ARTICOLO 12
(Oneri)

Dall’attuazione del presente Protocollo di Intesa non derivano, in ogni caso, nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Roma, 3 ottobre 2018

Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Ufficio scolastico regionale per il Lazio
il Direttore Generale
Gildo De Angelis

Ministero della giustizia
Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
Centro per la giustizia minorile per il Lazio, l'Abruzzo e il Molise
Il Dirigente
Fiammetta Trisi


Struttura di riferimento