salta al contenuto

Funzionario delegato - Funzionario delegato al pagamento - Rilievi a seguito della formazione del titolo - Funzione e scopo - Obbligo di procedere al pagamento - Sussiste - Possibilità di segnalare possibile danno erariale - Sussiste

provvedimento 29 maggio 2018
Foglio Informativo n. 3/2018

In materia di titolo di pagamento (ex artt. 82, 83, 168 d.P.R. n. 115 del 2002), nel lasso temporale che intercorre dalla pubblicazione del decreto di pagamento alla scadenza del termine per proporre opposizione, là dove il termine di impugnazione non sia ancora decorso, il funzionario delegato ben può segnalare gli eventuali vizi riscontrati all’ufficio del pubblico ministero, quale organo titolare del potere di impugnazione ai sensi del menzionato art. 170. Decorsi i termini per proporre opposizione, il decreto di pagamento diventa definitivo e non più modificabile. In questa fase la segnalazione di eventuali irregolarità riscontrate dal funzionario delegato sul decreto di liquidazione da porre in pagamento, non ha lo scopo di provocare una modifica del decreto o il suo annullamento da parte del magistrato.

Trattasi di una segnalazione che consente al funzionario delegato di porsi al riparo da possibili contestazioni e responsabilità di tipo erariale e allo stesso tempo pone il magistrato nella condizione di valutare il provvedimento emesso e di valutare, per il futuro, la possibilità di impostare il decreto di pagamento secondo differenti parametri. Il rapporto tra funzionario delegato e magistrato è, in questo caso, improntato a spirito di leale collaborazione, mediante un dialogo costruttivo finalizzato a generare modelli di condotta operativi, conformi ai parametri legali di riferimento. Una volta che la segnalazione è stata fatta, il funzionario deve procedere ai relativi ordini di pagamento: non è cioè ammissibile una condotta del funzionario che, a fronte di irregolarità o vizi – tali ritenuti magari in contrasto all’opinare del magistrato autore del decreto – si limiti a non eseguire il titolo, lasciandolo giacere tra le procedure inevase ed assumendo così una condotta inadempitiva rispetto ai proprio obblighi di servizio. A tacer d’altro, questa condotta è in palese contrasto con il dovere di eseguire il pagamento ed è certamente idonea a generare ipotesi di responsabilità in capo alla Pubblica amministrazione, tali da poter giustificare un rimprovero contabile e disciplinare a carico del funzionario stesso. Una volta segnalate al magistrato le irregolarità che ritiene di avere riscontrato nel decreto di pagamento e dopo avere emesso il relativo ordine di pagamento, il funzionario potrà valutare l’opportunità di portare a conoscenza della competente Procura della Corte dei Conti le citate irregolarità (art. 52, comma 1, del d.lgs. 26 agosto 2016, n.174 ed art. 1, commi 3 e 4, della legge 14 gennaio 1994, n. 20).