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emblema della repubblica

Dipartimento per gli affari di giustizia
Direzione generale della giustizia civile

Il Direttore generale

visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, recante norme di attuazione del Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’art. 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive integrazioni;

visto l’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 su indicato, così come modificato dalla legge n. 189/2002, che prevede l’applicabilità del decreto legislativo stesso anche ai cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea in quanto si tratti di norme più favorevoli;

visto il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, di attuazione della direttiva n. 2005/36/CE del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali;

visto il decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 2001, n. 328, contenente “Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti”;

visto il decreto ministeriale 28 maggio 2003, n. 191, che adotta il regolamento in materia di prova attitudinale per l’esercizio della professione di avvocato;

vista l’istanza di Alicia Victoria Venezian Arrieta, nata a Vina del Mar il 15 marzo 1969, cittadina cilena e italiana, diretta ad ottenere, ai sensi dell’art. 49 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, in combinato disposto con l’art. 16 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, il riconoscimento del titolo professionale di avvocato conseguito in Cile ai fini dell’accesso all’albo degli avvocati in Italia e l’esercizio della omonima professione;

considerato che l’istante ha conseguito il titolo accademico in Ciencias Juridicas presso l’Universidad de Valparaiso nel 1989;

considerato che l’istante ha dimostrato di essere in possesso del certificado de profesionales del titulo de abogado rilasciato dalla Corte Suprema de Justicia del Cile dal 2 agosto 1993;

viste le determinazioni della conferenza di servizi nella seduta del 14 dicembre 2018 relative alla pratica, con il conforme parere del rappresentante del Consiglio nazionale di categoria;

considerato, inoltre, che ai sensi dell’art. 22, comma secondo, del decreto legislativo 206/2007, per l'accesso alla professione di avvocato il riconoscimento è subordinato al superamento di una prova attitudinale;

ritenuto, quindi, che si rende necessario prescrivere una prova attitudinale che consista nella redazione di pareri ed atti giudiziari che consentano di verificare la capacità professionale pratica della richiedente, oltre che in una prova orale su materie essenziali al fine dell’esercizio della professione di avvocato in Italia;

viste le determinazioni delle conferenze di servizi nelle sedute del 28 maggio 2012 e del 5 luglio 2012, nel corso delle quali, evidenziata l’opportunità di procedere ad una modifica della dicitura dei decreti di riconoscimento nella parte in cui viene illustrato il contenuto specifico della prova scritta, in maggiore aderenza all'art. 2 del regolamento sopra citato, si è deliberato che i decreti specifichino in maniera più dettagliata le materie sulle quali verteranno le prove attitudinali;

visto l’art. 49 co. 3 del decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1999, n. 394;

visto l’art. 22, comma 2, del decreto legislativo n. 206/07, sopra indicato;

Decreta,

a Alicia Victoria Venezian Arrieta, nata a Vina del Mar il 15 marzo 1969, cittadina cilena e italiana, è riconosciuto il titolo professionale di avvocato conseguito in Venezuela, quale titolo valido per l’iscrizione all’albo degli “avvocati” in Italia e l’esercizio della omonima professione.

Detto riconoscimento è subordinato al superamento della seguente prova attitudinale, da svolgersi in lingua italiana:

  1. Tre prove scritte consistenti nella redazione di un parere motivato in materia di diritto civile, di un parere motivato in materia di diritto penale e di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato, tra il diritto civile o il diritto penale o il diritto amministrativo.
  2. Unica prova orale su 6 materie: 1) deontologia e ordinamento professionale; 2) cinque tra le seguenti materie (a scelta del candidato): diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo (sostanziale e processuale), diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto commerciale.

La richiedente, per essere ammessa a sostenere la prova attitudinale, dovrà presentare domanda al Consiglio nazionale forense, allegando la copia autenticata del presente decreto.

La commissione, istituita presso il Consiglio nazionale, si riunisce su convocazione del Presidente per lo svolgimento delle prove di esame, fissandone il calendario. Della convocazione della commissione e del calendario fissato per le prove è data immediata notizia alla richiedente al recapito da questa indicato nella domanda. La commissione rilascia all’interessata certificazione dell’avvenuto superamento dell’esame, al fine dell’iscrizione nell’albo degli avvocati.

Roma, 14 gennaio 2019

Il Direttore generale
Michele Forziati