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Piano della performance 2017-2019

aggiornamento: 8 giugno 2017

Documento elaborato dal dott.ssa Simona Rossi - Referente della Performance del Ministero della giustizia
Testo approvato con d.m. in data 10 maggio 2017

Sommario

Introduzione e presentazione del Piano

I principi generali dell’azione amministrativa contenuti nell’Atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2017

I contenuti della direttiva annuale del Ministro per l’anno 2017

Risorse, efficienza ed economicità. I meccanismi di controllo della spesa ed i collegamenti con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio

Gli obiettivi strategici elaborati dall’amministrazione

Dipartimento per gli affari di giustizia
Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità
Ufficio centrale degli archivi notarili

Gli obiettivi in materia di trasparenza, integrità ed anticorruzione

Il processo di redazione del Piano della Performance

Disposizioni finali

 

ALLEGATI

 

 

Introduzione e presentazione del Piano

Ai sensi dell’art. 10 comma 1 del D.Lgs 150/2009, tutte le amministrazioni pubbliche sono tenute a redigere annualmente “un documento programmatico triennale, denominato Piano della performance, da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali ed intermedi ed alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell'amministrazione, nonché gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale ed i relativi indicatori”.

Nel quadro delle priorità politiche elaborate dal Ministro nell’Atto di indirizzo politico istituzionale, il Piano della Performance – che contiene la Direttiva annuale con l’indicazione degli obiettivi strategici- ha quindi il compito di definire gli obiettivi che l’amministrazione intende raggiungere con le risorse che le sono state assegnate, i risultati che si propone di conseguire ed i relativi indicatori per la loro misurazione per il triennio di riferimento.

Si tratta perciò di un documento complesso, in cui debbono convergere elementi, dati ed informazioni provenienti da tutti i settori dell’amministrazione e che deve rappresentare la sintesi concettuale della programmazione amministrativa, sotto il profilo strategico, manageriale ed economico-finanziario.

E’ una sintesi certamente non facile, che deve fare i conti con difficoltà di vario genere: le caratteristiche proprie delle funzioni attribuite dall’ordinamento al Dicastero della Giustizia, che eroga servizi spesso non misurabili con i criteri di rendimento e di performance enucleati dalla disciplina normativa ed una tradizionale resistenza delle strutture burocratiche a dare concreta attuazione alle disposizioni in materia di valutazione della performance organizzativa ed individuale e conseguente remunerazione del merito, con conseguente, notevole, ritardo nella trasmissione dei dati e degli elementi conoscitivi, che ha determinato, anche per questo triennio, l’inevitabile slittamento dell’elaborazione del Piano rispetto ai tempi normativi.

Ciò ha comportato che il ciclo di gestione della performance di questo Ministero (per la verità, in modo non dissimile ad altre amministrazioni) sia stato in passato oggetto di osservazioni da parte degli organi di controllo. Vengono qui in rilievo, in particolare, il “rapporto individuale sull’avvio del ciclo di gestione della performance per l’annualità 2013 – Ministero della Giustizia” della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT - rapporto luglio 2013).

Per cercare di risolvere le criticità rappresentate dall’organismo di controllo sono state perciò adottate diverse azioni correttive, al fine non soltanto di migliorare e rendere più preciso il sistema di elaborazione degli obiettivi e di misurazione della performance, ma anche di riallineare le fasi del ciclo.

Con riguardo all’esigenza di coordinamento tra il processo di pianificazione strategica ed operativa e quello di programmazione economico-finanziaria su cui la Civit (ora ANAC) ha spesso richiamato l’attenzione, si osserva che una delle ragioni del disallineamento tra i due cicli di programmazione è legata al mancato coordinamento della loro scansione temporale: le Note integrative, ai sensi dell’art.21 l.196/09, vanno allegate al disegno di legge di bilancio e di previsione da approvarsi entro il 31 dicembre, mentre la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione del Ministro- che costituisce il documento base della programmazione strategica ed operativa- ai sensi del combinato disposto degli artt.8 dlgs.286/99 e 14 dlgs. 165/01- va emanata entro 10 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, ossia in un momento successivo all’emanazione del documento di programmazione finanziaria.

Per esigenze di semplificazione particolarmente avvertite dalle varie articolazioni ministeriali – spesso non nelle condizioni di elaborare dati ed obiettivi nei tempi predeterminati del ciclo- in passato si è ritenuto di interpretare il termine di 10 giorni dall’approvazione della legge di bilancio non come termine finale, ma come termine tout court sia per la definizione delle priorità politiche che per l’enucleazione degli obiettivi generali dell’amministrazione.

Ciò ha determinato, nel recente passato, che l’indicazione degli obiettivi strategici da parte del Ministro nell’atto a ciò per legge deputato- e, cioè, la Direttiva annuale- si configurasse come un posterius rispetto agli obiettivi risultanti dalle Note integrative di bilancio che i C.R.A. provvedevano (e provvedono) ad inserire nel sistema informatico all’uopo deputato.

Per porre rimedio al disallineamento tra i due cicli di programmazione e al fine di garantire la massima corrispondenza tra i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica e gli obiettivi indicati nel documento di programmazione strategica, si è quindi deciso, già a partire dalla programmazione strategica per l’anno 2015, di anticipare l’avvio del ciclo di gestione della performance, di delineare, cioè, le priorità politiche del sig. Ministro in attuazione del programma di governo, tempestivamente e, comunque, antecedentemente all’elaborazione delle Note integrative.

Conseguentemente, in data 5 settembre 2014 il sig. Ministro - prima della predisposizione delle Note integrative- ha quindi emanato l’Atto di indirizzo per l’anno 2015, che si è posto come atto propedeutico per i documenti successivi del ciclo della performance (Piano, Direttiva, Relazione), enucleando le priorità politiche del Dicastero della Giustizia, entro le quali sono stati elaborati dai Dipartimenti gli elementi conoscitivi di programmazione strategica per la predisposizione delle Note integrative.

In data 11 marzo 2015 il sig. Ministro ha poi emanato la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2015, con cui, sulla scorta delle Note integrative al Bilancio e le proposte dei Centri di Responsabilità, sono stati compiutamente definiti gli obiettivi strategici in attuazione delle richiamate priorità politiche, alla cui puntuale enucleazione è chiamato, su orizzonte triennale, il Piano della Performance 2015-2017, ai sensi del richiamato comma 4 dell’art.10 del dlgs.150/09.

La piena coerenza dei documenti di pianificazione strategica con la programmazione economica finanziaria generale è stata quindi virtuosamente attuata per l’anno 2015 e per il triennio 2015-2017, così realizzandosi il progressivo perfezionamento della pianificazione degli obiettivi in senso sistemico ed il riallineamento in tutte le fasi tra programmazione finanziaria e pianificazione strategica.

Si tratta di un fondamentale superamento di una criticità di matrice sistematica e cronologica che consente all’organo di indirizzo politico di definire tempestivamente il proprio programma politico-istituzionale per l’anno a venire, sulla scorta del quale i centri di responsabilità amministrativa possono, sempre rispettando i tempi del ciclo della performance, declinare la programmazione strategica che deve essere poi trasfusa nella Direttiva per l’anno in corso e, su orizzonte triennale, nel Piano di Performance.

In sede di Relazione, approvata dal sig. Ministro in data 24 giugno 2016, è stata infine verificata la realizzazione (e gli scostamenti) della programmazione strategica, così compiutamente realizzando il ciclo di performance.

Nuovamente, in data 28 settembre 2016, il sig. Ministro ha emanato l’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2017, così avviando il nuovo ciclo della performance, con la definizione delle priorità politiche, che sono poi state trasfuse nella Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2017 del 30 gennaio 2017, contenuta nel presente Piano.

Deve al riguardo sottolinearsi come la predisposizione degli obiettivi strategici dell’amministrazione - e, per quanto qui di interesse, del Piano della Performance 2017-2019 – che fisiologicamente è soggetta ad aggiornamento e/o modifica degli obiettivi, assume particolarmente rilievo in questo momento storico per l’amministrazione della Giustizia, a fronte del complesso processo riorganizzativo che l’ha riguardata.

Come è noto, in data 15.6.2015 il Presidente del Consiglio dei Ministri, con decreto n.84 (pubblicato in G.U. del 29 giugno 2015) ha emanato il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia (di cui sono in corso di definizione gli ultimi decreti ministeriali attuativi), in virtù del quale il Dicastero è stato chiamato ad una complessiva opera di riorganizzazione degli uffici amministrativi, riducendo gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche, allo scopo di garantire una maggiore efficienza del sistema, tramite il recupero di risorse e la razionalizzazione delle attività.

Il complessivo riassetto organizzativo avrà rilevanti conseguenze non soltanto sulla struttura dell’amministrazione, ma sulla stessa logica che sovrintende la performance organizzativa, essendo chiamati i centri di amministrazione attiva a porre in essere azioni dirette all'innalzamento dei livelli di efficienza, economicità e qualificazione della governance del sistema giudiziario ed amministrativo ed ad affermare sia a livello centrale che periferico il principio di buona amministrazione, nonché gli obiettivi di semplificazione e trasparenza delle procedure e di ottimizzazione della produttività e dell'efficienza, prediligendo modelli di organizzazione che consentano di erogare servizi migliori con minori risorse.

Proprio per assicurare il necessario coordinamento delle iniziative funzionali con un impiego il più razionale possibile delle risorse disponibili ai fini dell’organizzazione del sistema giustizia, anche per il tramite della programmazione europea e nazionale dei fondi comunitari, ed essendo chiamato il Ministero, quale Organismo Intermedio di Gestione, allo svolgimento di compiti di impulso, attuazione, controllo e rendicontazione dei progetti finanziati dall’UE, nel nuovo assetto organizzativo del Ministero centrale sarà, nell’anno 2017, il ruolo della nuova Direzione Generale per il coordinamento delle politiche di coesione, struttura temporanea di livello dirigenziale, operante nell’ambito delle funzioni di programmazione, indirizzo e controllo della Conferenza dei Capi Dipartimento, organo quest’ultimo di nuova istituzione (art.1, co.6, DPCM 84/15), pensato proprio con la funzione di programmare, indirizzare e controllare le attività delle singole articolazioni dipartimentali. Permane invero l’esigenza, per ridurre il deficit competitivo del Paese, di lavorare per l’ottimizzazione delle risorse, attraverso il perseguimento degli obiettivi di risanamento strutturale, di consolidamento dei conti pubblici e di creazione delle condizioni per una duratura crescita economica.

In questo contesto, ciascun centro di responsabilità, negli ambiti di rispettiva competenza, è chiamato a rimodulare i propri obiettivi strategici e i relativi progetti operativi, nonché gli indicatori di valutazione dei risultati, attraverso una sistematica verifica e valutazione delle priorità dei programmi.

Nell'ambito delle priorità politiche, l’obiettivo dei centri di spesa, anche per l’anno 2017, è di rendere più efficace il ciclo di pianificazione, controllo e valutazione, per rendere coerente sia la fase di progettazione che la fase di realizzazione con gli indirizzi politici e gli obiettivi strategici dell'Amministrazione, finalizzando l'azione di tutti gli uffici su obiettivi operativi, concreti e misurabili, proseguendo negli interventi di sviluppo di moderni ed adeguati sistemi di misurazione e valutazione della performance, sia organizzativa che individuale, affinando i meccanismi di controllo dei risultati secondo criteri di effettività, uniformando tra le varie articolazioni ministeriali i sistemi di progettazione, pianificazione e di misurazione dell'attività amministrativa, privilegiando la fissazione di obiettivi specifici e, quindi, concretamente misurabili e verificabili, assicurando il massimo coordinamento tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità.

In tale contesto, è essenziale i centri di amministrazione attiva si adoperino per il contenimento della spesa di gestione tramite il recupero di risorse e la razionalizzazione delle attività di servizio.

Particolare attenzione dovrà essere riservata nell’anno 2017 all'attività di implementazione ed attuazione del programma di razionalizzazione della spesa per beni e servizi, al fine di contribuire a garantire il funzionamento del sistema e il contenimento dei costi, in un'ottica di revisione della spesa, proseguendo nelle azioni di ottimizzazione delle risorse, dando massimo impulso ai piani di risparmio dei consumi, come già raccomandato con Direttiva del 15 ottobre 2015.

Con specifico riferimento alla performance organizzativa, anche la Direttiva annuale per il 2017 ha previsto- come già avvenuto nell’analogo documento per l’anno 2016- un’apposita clausola di salvaguardia (art.5), qualora la razionalizzazione delle attività determinerà, nel corso dell’anno, l’assegnazione di ulteriori obiettivi o la modifica di quelli esistenti, oppure si determini la necessità di procedere ad una riprogrammazione degli obiettivi.

In tali casi, i titolari dei centri di responsabilità amministrativa dovranno inviare al Gabinetto del Ministro una proposta motivata di modifica degli obiettivi enucleati dalla Direttiva e del correlato Piano di Performance che sarà sottoposta all’approvazione del Ministro.

Sotto il profilo espositivo, al fine di conseguire le finalità di semplificazione raccomandate dalla Civit, anche nel Piano della Performance 2017-2019 – come già avvenuto per il Piano precedente- si è deciso di espungere le schede degli obiettivi operativi assegnati dai dirigenti di seconda fascia alle strutture organizzative dagli stessi guidate. Ciò sia per restituire al piano la funzione di documento generale che gli è propria, sia perché trattasi di contenuti non obbligatori per legge, citando, infatti, l’art.10 co.1 lett. a) dlgs.150/09 i soli obiettivi assegnati al personale dirigenziale, con ciò escludendo gli obiettivi del personale dirigenziale di seconda fascia che sono assegnati al personale non dirigenziale. Tale esclusione non ha ricadute sui meccanismi di controllo, dal momento che la qualità degli obiettivi assegnati dai dirigenti di seconda fascia al personale e lo scrutinio del loro grado di raggiungimento costituisce comunque oggetto di analisi e verifica nelle sedi a ciò deputate (valutazione individuale dei dirigenti e Relazione sulla Performance).

Per quel che riguarda la tecnica di redazione del Piano della Performance, anche a seguito dei suggerimenti della CIVIT (ora ANAC) contenuti nel precedente rapporto di monitoraggio, si è definitivamente abbandonato il sistema di sottopiani che rendeva disarticolato e poco leggibile il piano, raccogliendo in unico documento tutti i contributi provenienti dai Dipartimenti.

La scelta di riportare separatamente le informazioni in ordine agli obiettivi da raggiungere provenienti dalle diverse articolazioni, rinviando poi agli allegati per il dettaglio, è stata dettata proprio dall’intento di offrire un documento il quanto più possibile chiaro ed intellegibile, finalità che una rappresentazione complessiva ed indifferenziata dell’attività amministrativa avrebbe potuto compromettere, attese le peculiarità delle diverse articolazioni, i cui compiti ed attribuzioni sono disomogenei e non efficacemente riducibili ad unità espositiva.

Sempre in ordine alle modalità di redazione del Piano, si è richiesto ai dipartimenti di utilizzare una terminologia uniforme, allo scopo di consentire una migliore intelligibilità degli argomenti esposti.

Quanto alla struttura ed ai contenuti di maggior dettaglio del presente Piano, essi sono stati definiti nel rispetto delle linee guida elaborate dalla CiVIT nella citata delibera n. 6/2013, al fine di assicurarne l’uniformità con gli analoghi documenti che saranno prodotti dalle altre Amministrazioni centrali.

Deve al riguardo rammentarsi che con l'entrata in vigore della legge 11 agosto 2014, n. 114, di conversione del decreto legge 23 giugno 2014, n. 90, le competenza dell'ANAC, già CiVIT, relative alla misurazione e valutazione della performance, di cui al decreto legislativo 150 del 2009, sono trasferite al Dipartimento della Funzione pubblica.

Infine, con decreto del Presidente della Repubblica del 9 maggio 2016 n.105, recante “Regolamento di disciplina delle funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni”, emanato in attuazione dell’art.19, co. 10 del richiamato decreto legge 90/14 si è dato avvio al processo di riordino delle funzioni in materia di performance delle pubbliche amministrazioni. Con successivo decreto del Ministro della Semplificazione e della Funzione Pubblica del 2 dicembre 2016 è stato infine istituito l’Elenco nazionale dei componenti degli Organismi Indipendenti di valutazione della performance.

 

I principi generali dell’azione amministrativa contenuti nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2017

Le priorità politiche per l’anno 2017 sono illustrate nell’Atto di indirizzo politico istituzionale che il sig. Ministro ha emanato in data 28 settembre 2016, che costituisce un documento di enorme valenza, in quanto non soltanto definisce le linee di fondo di carattere politico nel solco delle quali i centri di amministrazione attiva dovranno improntare l’agire amministrativo, costituendone, quindi, al tempo stesso, il principio ispiratore fondante e l’obiettivo ultimo da perseguire, ma, come in precedenza accennato, essendo state dettate le dette priorità politiche, come già nell’anno precedente, antecedentemente all’elaborazione delle Note integrative al bilancio dello Stato – ove confluiscono le richieste di finanziamento dei centri di amministrazione attiva- esse costituiscono un prius rispetto alle scelte strategiche degli organi di amministrazione attiva e non più, come avveniva in precedenza, un posterius.

In tal modo viene garantito il miglior coordinamento possibile tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità.

Trova cioè risposta la necessità- richiamata espressamente dagli artt. 4 comma 1 e 5 comma 1 del dlgs 150/2009 e, da ultimo, dall’art.2, comma 1, lett. b) del D.P.R. 105/16-, di ricercare la massima coerenza ed integrazione tra il ciclo di gestione della performance ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio dello Stato e, quindi e la piena sovrapponibilità tra obiettivi ed indicatori indicati nel Piano della Performance a quelli contenuti nel piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, che corrisponde per le amministrazioni centrali dello Stato alle Note integrative di bilancio.

Per l'anno 2017 l'azione del Ministero continuerà nella strada intrapresa di innalzamento dei livelli di efficienza, economicità e qualificazione della governance del sistema giudiziario ed amministrativo.

Tanto a livello centrale che periferico, l’attuazione di principi di semplificazione e trasparenza delle procedure dovrà orientare la ricerca di modelli di organizzazione che consentano di erogare servizi di maggiore qualità, in un necessario quadro di razionalizzazione delle risorse.

In particolare, le direttrici portanti per la costruzione degli obiettivi strategici per l'anno 2017 sono espresse nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale nei termini che seguono:

  1. le politiche per l'efficienza gestionale: in tema di politiche del personale: assicurare una idonea e adeguata formazione alle nuove risorse che entreranno a far parte dell’amministrazione giudiziaria, valorizzando le competenze dello stesso personale diffuse sul territorio e facendo ricorso a più innovativi ed agili strumenti di formazione; rivedere e rimodulare i profili professionali esistenti e inserire nuove figure professionali attualmente non presenti nell’amministrazione della giustizia e razionalizzare la pianta organica del personale amministrativo, ripensandola modulata per fasi e in funzione di integrazione e supporto dei processi di riordino organizzativo avviati; completare in temi rapidi delle procedure di contrattazione collettiva in materia di Fondo Unico di Amministrazione e introdurre criteri di razionalizzazione delle risorse per assicurare le nuove attività di formazione, perseguendo obiettivi di riqualificazione del personale dell’amministrazione giudiziaria, incentivando la digitalizzazione dei processi di gestione del personale; potenziare ulteriormente il supporto agli uffici giudiziari fornendo nuovi strumenti di controllo interno di gestione per monitorare mensilmente l’andamento del programma annuale di riduzione dell’arretrato come indicato negli obiettivi di inizio anno; sviluppare una politica del personale tesa al benessere organizzativo e alla promozione della parità di genere che consenta al tempo stesso, tramite meccanismi di controllo interno e di valutazione, di riconoscere il merito e di valorizzare le singole capacità, secondo criteri di effettività sottratti a rappresentazioni formalistiche, anche assicurando la più efficace e trasparente gestione e la tutela della riservatezza delle persone;
  2. la razionalizzazione e l’innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell'organizzazione del Ministero: dare piena attuazione ai principi informatori del nuovo regolamento di organizzazione, portando a compimento il processo di profondo rinnovamento delle articolazioni amministrative centrali, in grado di supportare il potenziamento organizzativo e tecnologico e di garantire un servizio giudiziario moderno attraverso il contenimento della spesa di gestione, il recupero di risorse e la razionalizzazione delle attività di servizio, in un’ottica di maggiore trasparenza, efficienza ed economicità per l’Amministrazione, aumentando i livelli di specializzazione e competenza e favorendo, nel contempo, l’integrazione operativa tra le diverse articolazioni, sia a livello centrale che periferico;
  3. il miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa: ciascun centro di responsabilità, negli ambiti di rispettiva competenza, è chiamato a rimodulare i propri obiettivi strategici e i relativi programmi operativi, nonché gli indicatori di valutazione dei risultati, attraverso una sistematica verifica e valutazione delle priorità dei programmi, rendendo coerente sia la fase di progettazione che la fase di realizzazione con gli indirizzi politici e gli obiettivi strategici dell'Amministrazione, finalizzando l'azione di tutti gli uffici su obiettivi specifici, concreti e misurabili, proseguendo negli interventi di sviluppo di moderni ed adeguati sistemi di misurazione e valutazione della performance, sia organizzativa che individuale, affinando i meccanismi di controllo dei risultati secondo criteri di effettività, uniformando tra le varie articolazioni ministeriali i sistemi di progettazione, pianificazione e di misurazione dell'attività amministrativa, assicurando il massimo coordinamento tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità;
  4. la razionalizzazione delle risorse: assicurare un maggior controllo della coerenza ed omogeneità della spesa, uniformando la qualità dei servizi resi in favore degli uffici giudiziari, formulando principi guida e linee direttrici per uniformare le procedure sul territorio nazionale ed assicurare il necessario raccordo fra uffici collocati sul territorio e sede centrale; implementare ed attuare un rigoroso programma di razionalizzazione della spesa per l’acquisto di beni e servizi, introducendo idonee misure per il controllo ed il risparmio delle spese di funzionamento, non andando oltre il budget annuale attribuito a titolo di programmazione, compiendo scelte ponderate finalizzate a garantire i livelli minimi dei servizi istituzionali, ponendo in essere una mirata programmazione delle attività da compiere nel corso dell’anno supportata da verificabili previsioni di spesa, affinando i meccanismi di controllo dei risultati secondo criteri di effettività; dare massimo impulso alla realizzazione di piani rigorosi di risparmio dei consumi e di interventi di efficientamento energetico, come già indicato nella Direttiva del 15 ottobre 2015, adottando specifici e verificabili, tramite monitoraggio periodico, interventi di razionalizzazione dei consumi, al fine di eliminare diseconomie e conseguire risparmi di spesa; rafforzare l'impegno ad una tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili allo scopo di ridurre il debito dell'amministrazione nei confronti dei privati ed i tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture; assicurare un periodico monitoraggio dell’andamento delle spese di giustizia, con specifico riferimento ai compensi degli amministratori giudiziari, dei curatori fallimentari e dei loro collaboratori, nonché il rispetto dei principi di trasparenza e di rotazione degli incarichi nelle procedure di nomina; realizzare la ristrutturazione delle funzioni di determinazione dei costi delle intercettazioni di comunicazioni, con particolare riguardo al sistema di tariffazione dei servizi, assicurando il monitoraggio dell’andamento della spesa;
  5. la diffusione dei progetti di innovazione per gli uffici giudiziari e le altre articolazioni territoriali del ministero: assicurare il necessario coordinamento delle iniziative funzionali all’organizzazione del sistema giustizia, con un impiego il più razionale possibile delle risorse disponibili, anche per il tramite della programmazione europea e nazionale dei fondi comunitari, avvalendosi dell'attività della struttura temporanea dirigenziale diretta a sostenere, con il coordinamento, l'indirizzo ed il controllo della Conferenza dei capi dipartimento, le politiche di innovazione organizzativa promosse dal Ministero, così da attingere in modo organico dalle risorse provenienti dai fondi europei utilizzandoli per il finanziamento di fondamentali progetti di modernizzazione del sistema giudiziario, come l'estensione del PCT agli uffici del giudici di pace, lo sviluppo del processo penale telematico, la creazione di una rete di sportelli di prossimità decentrati che permettano ai cittadini di avere un riferimento vicino al luogo dove vivono e di usufruire di servizi qualificati, il supporto all'ufficio del processo; adottare le misure necessarie a garantire agli uffici giudiziari adeguati livelli di sicurezza sia con riferimento allo sviluppo dei sistemi di videosorveglianza ed, in generale, dei presidi di sicurezza delle sedi giudiziarie, sia con riguardo alla tutela ed incolumità personale dei magistrati sottoposti a misure di protezione; avviare un percorso di ripensamento dell'intero ordinamento professionale, per adeguarlo alle mutate esigenze dell'amministrazione ed alle innovazioni tecnologiche ed organizzative, anche per il tramite di un più corretto dimensionamento degli organici delle sedi giudiziarie che possa essere funzionale alla modernizzazione e potenziamento dell'organizzazione giudiziaria, quale indispensabile supporto delle politiche giudiziarie finalizzate a realizzare una struttura ordinamentale idonea a fornire adeguata risposta alla domanda di giustizia; utilizzare al meglio le risorse umane e tecnologiche disponibili, nell’attuazione puntuale dei processi di informatizzazione, nella ricerca di ogni opportuna forma di coordinamento e sinergia; adottare le misure necessarie ad una più razionale e funzionale gestione del personale della magistratura onoraria, anche per il tramite della rimodulazione delle funzioni e dei compiti di supporto al magistrato ordinario; avviare percorsi innovativi di collaborazione e sinergia con istituzioni pubbliche e mondo universitario che possano favorire l’innovazione organizzativa, la digitalizzazione, una più razionale gestione delle spese di funzionamento degli uffici giudiziari, nonché dare impulso a progetti finalizzati a migliorare le condizioni di trattamento e reinserimento sociale dei detenuti; valorizzare e diffondere sul territorio le pratiche virtuose degli uffici, a cui dovrà essere orientata l’attività di ispettorato, allo scopo di fornire agli uffici giudiziari e ai dirigenti indicazioni per il miglioramento dell’azione amministrativa e dell’attività organizzativa;
  6. nuovi percorsi di dialogo con l'Avvocatura e le altre professioni per il perseguimento di diversi prioritari obiettivi: implementazione e costante monitoraggio del processo di attuazione della riforma dell’Ordinamento forense; verifica dell’efficacia della governance degli altri Ordini professionali e razionalizzazione della loro dislocazione sul territorio, anche incoraggiando il processo di accorpamento volontario degli Ordini territoriali; implementazione dei processi di informatizzazione delle procedure per l'abilitazione all'esercizio di tutte le professioni; sviluppo delle attività, di rilievo internazionale, in materia di riconoscimento dei titoli professionali acquisiti all'estero, assicurando un equilibrato contemperamento tra la normativa comunitaria e il sistema interno di accesso alle professioni; monitoraggio dell’efficacia delle misure finalizzate all’esercizio del ruolo di vigilanza e controllo sugli ordini professionali;
  7. l'incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali, in funzione dell’ulteriore implementazione della telematica nella giurisdizione, nell’ottica di migliorare l’efficienza e la qualità complessiva del servizio offerto, e, al contempo, di offrire nuovi servizi a cittadini e imprese, elaborando progetti di reingegnerizzazione dei processi di maggior rilievo sul piano tecnologico, anche per il tramite, con riferimento alle procedure di insolvenza, di più approfonditi e specifici studi di fattibilità del sistema Com.Mon.; con riferimento al settore penale, potenziando le infrastrutture informatiche, in particolare quelle destinate ad assicurare la partecipazione a distanza nei processi e promuovendo la diffusione di criteri uniformi di gestione dei registri informatizzati e di cicli formativi per il personale amministrativo degli uffici giudiziari, con il duplice obiettivo di dare compiuta attuazione al programma di digitalizzazione della giustizia penale e di potenziare gli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti, incrementandone l'utilizzo, così da orientare l'agire dell'amministrazione su razionali e coerenti interventi in materia organizzativa, tabellare e informatica;
  8. il potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti, tramite l’incremento del loro utilizzo al fine di orientare l'agire delle singole articolazioni amministrative verso obiettivi di maggiore efficienza e per consentire verifiche adeguate dell’effettività degli esiti delle valutazioni dei risultati ottenuti in coerenza con le priorità politiche;
  9. una nuova politica per la giustizia minorile, da realizzarsi attraverso: la revisione dell’organizzazione dei servizi minorili delle comunità pubbliche e delle comunità gestite dal privato sociale; la ricognizione, in collaborazione con l’Ispettorato Generale, delle attività di vigilanza e controllo sulle comunità; l’adozione di provvedimenti idonei ad assicurare la massima trasparenza delle scelte dell’amministrazione, da compiersi secondo criteri obiettivi nelle assegnazioni e negli affidamenti; ricognizione degli esiti delle prescritte attività di vigilanza sul rispetto delle incompatibilità dei giudici onorari minorili; nuove modalità di interconnessione delle funzioni delle competenze e della operatività dei Servizi minorili con l’area della esecuzione penale degli adulti; l’implementazione della Banca dati adozioni;
  10. l’esecuzione penale esterna, da rafforzarsi con adeguate risorse umane e tecnologiche e potenziando le professionalità necessarie; ampliando i presupposti per l’accesso alle misure alternative alla detenzione; rafforzando e personalizzando i percorsi riabilitativi finalizzati al reinserimento sociale e lavorativo; formando ed valorizzando la professionalità della polizia penitenziaria; monitorando periodicamente l’efficacia delle metodologie di intervento;
  11. il rafforzamento della tutela delle vittime di reato, tramite l’attuazione delle misure introdotte con il decreto legislativo n. 212 del 15 dicembre 2015, così da ridurre il rischio di vittimizzazione secondaria, favorendo la salvaguardia dei diritti della vittima all’informazione, all’accesso ai servizi di assistenza, alla partecipazione al procedimento penale, garantendo, altresì, adeguati servizi di supporto anche specialistico;
  12. la costruzione di un nuovo modello detentivo, attraverso: la definizione di ambiti di responsabilità delle funzioni del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e coerente attuazione del D.M. 2 marzo 2016 ed, in particolare delle disposizioni previste dagli artt. 3 e 11, da raggiungersi attraverso la semplificazione strutturale ed una maggiore efficienza operativa dell'amministrazione, con adeguamento delle risorse necessarie per la crescita e lo sviluppo del nuovo ambito di responsabilità delineato dal Regolamento di organizzazione e dai decreti attuativi, con specifico riferimento al completamento del processo di ristrutturazione delle funzioni di acquisizione di beni e servizi per l'innalzamento dei livelli di economicità, trasparenza ed efficienza dell'azione ministeriale; il razionale impiego delle risorse disponibili in coerenti politiche del personale dell'amministrazione penitenziaria mediante definizione delle piante organiche, secondo linee di massima semplificazione strutturale e di efficientamento della spesa; l’adeguata formazione del personale che agevoli, tra l'altro, l'effettività dei processi di osmosi culturale ed operativa con il Dipartimento della giustizia minorile e di comunità, a cui la Direzione Generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria assicurerà il necessario supporto per la piena attuazione dei processi di potenziamento delle strutture destinate all'esecuzione penale esterna; la costruzione di un modello organizzativo efficiente e razionale, in grado di assicurare rigorosi programmi di recupero e meccanismi di controllo effettivo e di costante verifica dei percorsi di risocializzazione messi in campo; l’ulteriore adeguamento delle condizioni di detenzione al pieno rispetto della dignità umana attraverso l'individuazione di opzioni trattamentali sempre più personalizzate - specie per i soggetti tossico-alcool dipendenti - e funzionali ad un consapevole reinserimento nel contesto sociale; implementazione di strutture sanitarizzate per il trattamento del disagio psichico dei soggetti affetti da infermità psichica sopravvenuta nel corso della detenzione; il potenziamento delle misure a sostegno della continuità affettiva e della genitorialità e ulteriore sviluppo delle reti di istituti a custodia attenuata per detenute madri (ICAM); il costante monitoraggio dei circuiti detentivi di alta sicurezza, con particolare riguardo al funzionamento dei meccanismi di "classificazione" e "declassificazione", nonché delle modalità di applicazione del regime speciale di cui all'art. 41-bis O. P., nel rispetto del principio di individualizzazione del trattamento; la verifica della concreta attuazione della vigilanza dinamica; implementazione delle attività di istruzione, formazione professionale ed avviamento al lavoro all'interno ed all'esterno degli istituti penitenziari, anche attraverso il potenziamento di percorsi di inclusione sociale, valorizzando il modello di integrazione con le risorse del territorio e del privato sociale, l'attuazione di progetti europei e la stipula di protocolli; la razionalizzazione e revisione delle infrastrutture e dell'edilizia degli istituti penitenziari - con particolare attenzione all'accoglienza dei soggetti a rischio - proseguendo nell'opera di una accurata revisione gestionale a garanzia della trasparenza, correttezza, efficacia ed economicità dei modelli organizzativi, con specifico riferimento ad obiettivi di controllo e riduzione della spesa in materia di consumi; la promozione di iniziative di riconversione delle colonie agricole;
  13. l’attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione: tenere conto nell'organizzazione degli uffici e del lavoro delle rinnovate funzioni connesse alle esigenze di trasparenza e di prevenzione della corruzione che il legislatore ha negli ultimi anni individuato e che sono state recepite dal d.P.C.m. n. 84 del 2015, anche per consentire l'aggiornamento continuo dei dati e delle informazioni pubblicati dal sito web istituzionale; assicurare che nell'organizzazione interna e nella formazione del personale da parte dei dirigenti sia prestata particolare attenzione alle incisive modifiche in materia di trasparenza ed accesso civico introdotte dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97; implementare e monitorare l’attuazione del principio di rotazione dell’affidamento degli incarichi dirigenziali e di quelli conseguenti a funzioni esposte a speciale rischio corruttivo;
  14. il rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale, da realizzarsi attraverso: l’attuazione della delega normativa finalizzata al potenziamento degli strumenti di cooperazione giudiziaria penale ed alla modifica del Libro XI del codice di procedura penale; il rafforzamento delle misure di cooperazione tra gli Stati membri, con particolare attenzione a quelle finalizzate alla lotta al terrorismo internazionale, per dare concreta ed efficace realizzazione ad uno spazio giudiziario comune in campo penale, civile ed amministrativo, che garantisca il pieno rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini; la diffusione, presso le autorità giudiziarie, di prassi operative volte a rendere più efficace lo scambio informativo con le autorità straniere; l’estensione dell’area di cooperazione, secondo il diritto internazionale convenzionale, segnatamente in materia di lotta al terrorismo internazionale e di trasferimento di detenuti stranieri nei paesi di origine.

 

I contenuti della Direttiva annuale del Ministro per l’anno 2017

Emanato l’Atto di indirizzo politico istituzionale, la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione del Ministro, prevista dall’art.14, dlgs.165/01 costituisce il documento base per la programmazione e la definizione degli obiettivi delle unità dirigenziali di primo livello ed, in coerenza con le linee direttrici seguite nell’azione di governo, identifica i risultati da realizzare, in relazione anche agli indicatori stabiliti dalla documentazione di bilancio per i centri di responsabilità.

Attraverso di essa vengono definiti i programmi e le direttive generali cui dovrà uniformarsi l’azione amministrativa.

La Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2017 – integralmente allegata, per completezza informativa, al presente Piano [1] - ha pertanto definito gli obiettivi strategici nelle materie di competenza del Ministero della giustizia, coerentemente con gli indirizzi di programmazione strategica contenuti nel Programma di Governo, nel Documento di Economia e Finanza, nella nota integrativa allo stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’anno 2017, nella legge di stabilità per il 2017 e nella legge concernente il bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2017 e il bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019, nonché con le priorità politiche come dettate nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale emanato il 28 settembre 2016 e, quest’anno, nella Direttiva emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 28 novembre 2016.

La Direttiva si è poi prefissata l’obiettivo di sviluppare una programmazione strategica tale da assicurare continuità nello svolgimento delle funzioni di rispettiva competenza dei Centri di Responsabilità Amministrativa (C.R.A.), unitamente alla possibilità di introdurre, nella gestione e nella organizzazione delle risorse, elementi di innovazione e di riforma previsti dagli strumenti introdotti dal dlgs. n. 150 del 2009 e di attuare un più efficace controllo di gestione.

Gli obiettivi strategici assegnati ai titolari dei Centri di Responsabilità Amministrativa sono stati rappresentati attraverso schede allegate alla Direttiva di cui costituiscono parte integrante.

Ai fini della verifica e dell’analisi economico-finanziaria del raggiungimento degli obiettivi, è stato espressamente previsto che ciascun titolare dei Centri di Responsabilità debba attenersi ai programmi di spesa iscritti nel bilancio relativo all’esercizio finanziario corrente, suddivisi in capitoli di spesa, come riportato nella tabella relativa al Ministero della Giustizia del decreto n. 102065 del 27 dicembre 2016 del Ministro dell’Economia e Finanze recante la “Ripartizione in capitoli delle Unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019”.

Fermi restando tutti i compiti istituzionali, la Direttiva ha assegnato ai titolari dei centri di responsabilità amministrativa, in coerenza con le priorità politiche di cui all’Atto di indirizzo, gli obiettivi strategici, come dettagliatamente esposti in allegato, per la realizzazione dei quali, nonché per lo svolgimento degli altri compiti istituzionali e per l’assolvimento delle conseguenti responsabilità (c.d. obiettivi strutturali), i titolari dei C.R.A. si avvarranno delle risorse finanziarie assegnate al Ministero della Giustizia per il triennio 2017-2019, di cui al richiamato decreto del Ministro dell’Economia n.102065 del 27.12.2016.

Nell’ambito del quadro strategico definito dalla Direttiva annuale, i titolari dei C.R.A., in base al combinato disposto dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 297/97, dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 300/1999 e dell’articolo 16 del decreto legislativo n. 165/2011 e successive modificazioni, attribuiscono, con proprio provvedimento (c.d. “Direttiva di 2° livello” o primo livello del controllo di gestione), gli obiettivi di competenza ai Direttori preposti alle Direzioni generali funzionalmente dipendenti, formalizzando le modalità organizzative inerenti alle attività da pianificare per il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed attivando il primo livello del controllo di gestione.

I titolari delle strutture di secondo livello assegnano, a loro volta, ai dirigenti degli uffici di terzo livello la programmazione operativa (secondo livello del controllo di gestione) nonché gli obiettivi necessari alla realizzazione dei compiti istituzionali e le correlate risorse umane e finanziarie.

La declinazione dei suddetti obiettivi in obiettivi operativi e piani di attività (o progetti) viene realizzata secondo una modalità “a cascata” che vede coinvolti i Direttori generali e i dirigenti di II fascia, funzionalmente dipendenti.

Emanata la Direttiva, tutti i Dipartimenti e l’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili sono stati invitati ad elaborare i rispettivi contributi per la predisposizione del presente Piano, naturalmente in linea con gli indirizzi e le priorità politiche indicati dal Ministro e con speciale raccomandazione affinché gli obiettivi da fissare, i valori attesi ed i relativi indicatori di misurazione fossero quanto più precisi, misurabili e coerenti con i contenuti della programmazione finanziaria e di bilancio, nonché, in considerazione dell’evoluzione normativa sull’anticorruzione e dell’emanazione dei dlgs.33 e 39 del 2013 sul riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità e trasparenza, che tra gli obiettivi, indicatori e target fissati, fossero indicati quelli relativi al livello di attuazione della prevenzione della corruzione ed, in particolare, quelli assegnati al responsabile della prevenzione della corruzione e al personale dirigenziale coinvolto nella realizzazione del P.T.P.C.

 

Risorse, efficienza ed economicità
I meccanismi di controllo della spesa ed i collegamenti con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio

Prima di illustrare gli obiettivi strategici nei quali ciascuna articolazione ministeriale ha sviluppato le priorità politiche sopra ricordate, occorre però svolgere qualche breve considerazione sul rapporto tra il ciclo di gestione della performance ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, sul quale CIVIT (cfr. ancora delibera n. 6/2013) ha più volte richiamato l’attenzione delle amministrazioni.

Lo scopo, richiamato espressamente dagli artt. 4 comma 1 e 5 comma 1 del dlgs 150/2009 e, da ultimo, dall’art.19, co.10, lett.b, dlgs.90/14 e dall’art.2, comma 1, lett. b) del D.P.R. 105/16, è quello di ricercare massima coerenza tra diversi documenti di programmazione, in modo da ottenere il migliore collegamento tra le risorse finanziarie, umane e strumentali gestite dall’amministrazione e gli obiettivi strategici ed operativi che essa si pone.

Ciò comporta la necessità che gli obiettivi, gli indicatori ed i target contenuti nel Piano siano del tutto coerenti con quelli contenuti nel “piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio” disciplinato dall’art. 19 D.Lgs 91/2011, che corrisponde, per le amministrazioni centrali dello Stato, alle Note Integrative al bilancio di cui agli artt. 21, comma 11, lettera a) - 35, comma 2 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, pur avendo i due documenti finalità struttura diversa.

Come sopra accennato, la piena integrazione tra i due cicli di programmazione non è stata in passato compiutamente realizzata, a causa di una serie di fattori di diversa matrice.

Il primo fattore del frequente disallineamento tra i due cicli della programmazione è legata, come accennato, al mancato coordinamento della loro scansione temporale, dal momento che le Note Integrative devono essere allegate al disegno di legge di bilancio di previsione, da approvarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, mentre la Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione del Ministro - che costituisce il primo anello della sequenza procedimentale della programmazione strategica ed operativa-, deve essere emanata “entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio”, ossia in un momento successivo alla formalizzazione del documento di programmazione finanziaria e di bilancio, con la conseguenza che diviene impossibile realizzare il processo di integrazione di quest’ultima con la programmazione strategica ed operativa, e che anzi tale processo debba seguire nei fatti il percorso inverso.

Il secondo fattore, invece, alla necessità, determinata dalla congiuntura economica negativa, di porre in essere interventi correttivi di finanza pubblica al di fuori dei tradizionali strumenti di programmazione, con il risultato di rendere di fatto impossibile la verifica degli effetti che la frequente e drastica riduzione delle risorse economiche disponibili può arrecare nel percorso di avvicinamento agli obiettivi.

A tale disallineamento, come già in precedenza esposto, si è cercato di porre rimedio anticipando, come anche quest’anno è stato fatto dal Dicastero, l’avvio del ciclo di gestione della performance, nel senso che le priorità politiche nel solco delle quali i centri di spesa dovranno formulare le loro proposte strategiche ( e che, inserite nella legge finanziaria costituire elementi conoscitivi per la formulazione degli obiettivi strategici contenuti nella Direttiva annuale) sono dettate dal sig. Ministro nell’Atto di indirizzo politico – istituzionale, emanato antecedentemente alla pubblicazione delle Note integrative di bilancio.

Tale anticipazione non si pone in contrasto col dato normativo (il termine di “10 giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio” di cui all’art.14 cit. si può intendere come termine finale), pur in tal modo esponendosi al rischio di non poter raccogliere tutti i dati e le informazioni occorrenti per la più completa e organica elaborazione dei relativi documenti, ma consente senza ombra di dubbio si rendere virtuoso il ciclo, dal momento che è l’organo di indirizzo politico, sulla scorta – come avvenuto per l’anno 2017- della Direttiva del Presidente del Consiglio del 28 novembre 2016 ad indicare agli organi di amministrazione attiva le linee strategiche entro le quali individuare gli obiettivi da perseguire, in piena coerenza con la programmazione finanziaria generale.

 

Gli obiettivi strategici elaborati dall’amministrazione

Come accennato, ciascuna delle articolazioni ministeriali, richiesta di elaborare i propri obiettivi strategici ed operativi in raccordo con le priorità e gli obiettivi indicati dal Ministro nell’Atto di indirizzo politico istituzionale e nella Direttiva annuale, ha trasmesso un documento illustrativo di cui appresso vengono riportati i contenuti più rilevanti.

I citati documenti verranno comunque integralmente pubblicati sul sito web dell’amministrazione, in appendice al Piano, onde garantire la disponibilità delle informazioni di maggior dettaglio qui omesse per ragioni di brevità e per consentire una migliore leggibilità dell’elaborato.

 

 

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI DI GIUSTIZIA


Competenze istituzionali

Il Dipartimento per gli affari di giustizia esercita le funzioni e i compiti inerenti alla gestione amministrativa dell'attività giudiziaria in ambito civile e penale, l’attività preliminare all'esercizio da parte del Ministro delle sue competenze in materia processuale, la gestione del casellario giudiziale, la cooperazione internazionale in materia civile e penale, lo studio e la proposta di interventi normativi nel settore di competenza.
Esercita, inoltre, le competenze e le attribuzioni delineate dal Regolamento di riorganizzazione del Ministero della giustizia, approvato con d.P.C.m. n. 84 del 2015 e dai relativi decreti di attuazione, come di seguito verranno illustrate.
Esso è costituito dagli uffici del Capo del Dipartimento e da tre Direzioni Generali, ai quali è affidata la cura dei seguenti segmenti dell’amministrazione:


Uffici del Capo Dipartimento

Al Capo del Dipartimento spettano i compiti e le funzioni previsti dall’art. 5 del decreto legislativo n. 300 del 1999, nonché quelli indicati agli artt. 3 e 4 del d.P.C.m. n. 84 del 2015.

Per lo svolgimento dei compiti e delle funzioni del Capo del Dipartimento è istituito l’Ufficio del Capo del Dipartimento che ha competenza in materia di:
a) affari generali e attività di segreteria del Capo del Dipartimento e del Vice Capo del Dipartimento;
b) segreteria di sicurezza;
c) gestione protocollo;
d) tenuta e gestione archivio;
e) elaborazione dei programmi attuativi degli indirizzi e degli obiettivi indicati dal Ministro e adozione di circolari nelle materie di competenza;
f) predisposizione delle relazioni periodiche, dei rapporti e dei pareri, delle risposte alle interrogazioni parlamentari;
g) adempimenti concernenti il bilancio;
h) gestione del personale e delle risorse del Dipartimento e sicurezza sul lavoro;
i) adempimenti in tema di missioni;
l) Biblioteca centrale giuridica e Biblioteca del Ministero;
m) vigilanza sull'amministrazione degli archivi notarili e vigilanza e controllo sull'Ufficio centrale degli archivi notarili;
n) relazioni con il pubblico;
o) pubblicazione delle leggi e degli altri provvedimenti normativi e non normativi nella Gazzetta Ufficiale; inserimento nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica; pubblicazione degli atti nel Bollettino ufficiale del Ministero;
p) adeguamento del diritto interno alle previsioni degli strumenti internazionali in materia di diritti umani;
q) traduzione di leggi e atti stranieri;
r) contrattazione collettiva;
s) controllo di gestione;
t) attività necessarie per l'attuazione del piano di prevenzione della corruzione e adempimenti connessi alla trasparenza;
u) consulenza agli uffici del dipartimento e a quelli periferici;
v) adempimenti di competenza governativa conseguenti alle pronunce della Corte europea dei diritti dell'uomo emanate nei confronti dello Stato italiano.


Direzione generale della giustizia civile

La Direzione generale della giustizia civile è articolata nei seguenti uffici dirigenziali con i compiti per ciascuno di essi di seguito indicati:

  1. Ufficio I - Affari civili interni e internazionali: acquisizione, analisi ed elaborazione del materiale attinente alla giustizia civile anche in funzione della predisposizione di progetti di interventi normativi, di pareri su proposte e disegni di legge e di schemi di risposta a interrogazioni parlamentari; elaborazione di pareri su questioni concernenti l’applicazione delle leggi e dei regolamenti in materia civile; vigilanza e indirizzo amministrativo sui servizi relativi alla giustizia civile, esame delle istanze e dei ricorsi e rapporti con l’Ispettorato generale del Ministero; servizi di cancelleria e relativi quesiti; proroga dei termini in caso di irregolare funzionamento degli uffici giudiziari; vigilanza e controllo sul recupero delle pene pecuniarie, delle spese di giustizia, sulla gestione dei depositi giudiziari e sui corpi di reato; spese di giustizia; servizio elettorale; procedimenti per il recupero di somme dovute da funzionari dell’ordine giudiziario o da ausiliari dell’autorità giudiziaria; proventi di cancelleria, contributo unificato, tasse di bollo e registri; patrocinio a spese dello Stato; recupero dei crediti liquidati, in favore dell’amministrazione, dalla Corte dei conti per danno erariale; rapporti con Equitalia Giustizia S.p.A.; relazioni internazionali in materia civile e in particolare relazioni per incontri internazionali; studio preparatorio ed elaborazione di convenzioni, trattati, accordi e altri strumenti internazionali, con il coordinamento del Capo del dipartimento e in collaborazione con l’Ufficio legislativo e l’Ufficio per il coordinamento degli affari internazionali e a supporto dei medesimi; adempimenti relativi alla esecuzione delle convenzioni di collaborazione giudiziaria internazionale; cooperazione internazionale attiva e passiva, notificazioni e rogatorie civili da e per l’estero, riconoscimento ed esecuzione di sentenze straniere e altri atti formati all’estero in materia civile; adempimenti relativi alla rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale;
  2. Ufficio II - Ordini professionali e pubblici registri: vigilanza sugli ordini professionali e sulle associazioni professionali; vigilanza sui notai, sui consigli notarili, sulla Cassa nazionale del notariato e sulla relativa commissione amministratrice; segreteria del Consiglio nazionale forense e degli altri consigli nazionali; vigilanza sugli organismi di conciliazione, di mediazione e di composizione delle crisi da sovraindebitamento; tenuta dell’albo degli amministratori giudiziari; questioni concernenti l’applicazione delle leggi e dei regolamenti sul notariato, sull’avvocatura e sugli altri ordini professionali ivi compresi i concorsi e gli esami; attività relative al riconoscimento delle qualifiche professionali; competenze in materia di professioni non regolamentate e di amministratori di condominio; vigilanza e controllo sulle conservatorie dei registri immobiliari, sul pubblico registro automobilistico e sugli istituti vendite giudiziarie; libri tavolari.


Direzione generale della giustizia penale

La Direzione generale della giustizia penale, tramite i suoi uffici dirigenziali, assolve ai seguenti compiti:

  1. Ufficio I - Affari legislativi, internazionali e grazie: acquisi­zione, studio ed elaborazione del materiale nel settore penale e crimi­nologico anche in funzione della predisposizione di progetti di inter­venti normativi, di pareri sulle proposte o disegni di legge, di schemi di risposta a interrogazioni parlamentari; istruzione delle pratiche concer­nenti i provvedimenti in materia penale di competenza del Ministro; vigilanza sui servizi relativi alla giustizia penale; esame delle istanze, dei ricorsi e rapporti con l’Ispettorato generale del Ministero; prepa­razione di rapporti e relazioni per incontri nazionali e internazionali nel settore penale; relazioni internazionali in materia penale e rapporti con l’Unione Europea e con l’Organizzazione delle Nazioni Unite e le altre istituzioni internazionali per la prevenzione e il controllo dei reati; procedura istruttoria delle domande di grazia; attività relativa ai codici di comportamento redatti dalle associazioni rappresentative de­gli enti, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231; funzioni del responsabile della prevenzione della corruzione di cui all’articolo 1, comma 7, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
  2. Ufficio II - Cooperazione internazionale in materia penale: studio preparatorio ed elaborazione di schemi di convenzioni, trattati, accordi e altri strumenti internazionali in collaborazione con l’Ufficio legislativo e l’Ufficio per il coordinamento degli affari internazionali e a supporto dei medesimi; cooperazione internazionale attiva e passiva in materia penale, comprese le attività connesse a strumenti di mutuo riconoscimento nell’ambito dell’Unione europea, nonché estradizioni, assistenza giudiziaria, adempimenti relativi all’esecuzione delle con­venzioni di collaborazione giudiziaria internazionale, al riconoscimento delle sentenze penali straniere, alle rinunce alla priorità della giurisdi­zione italiana, al trasferimento dei condannati stranieri nei paesi d’ori­gine; procedimenti nei confronti di stranieri e immunità diplomatiche e consolari; richieste di procedimenti per delitti commessi all’estero e di rinnovazione dei giudizi in Italia; rete giudiziaria europea in materia penale; rapporti con Eurojust.
  3. Ufficio III - Casellario: gestione, organizzazione gene­rale, coordinamento, vigilanza e controllo sul funzionamento del casellario centrale e dei casellari giudiziali, nonché rapporti con altre istituzioni e rapporti internazionali in materia.


Direzione generale degli affari giuridici e legali

Per l’espletamento delle funzioni attribuite alla Direzione generale degli affari giuridici e legali sono istituiti i seguenti uffici dirigenziali non generali, con i compiti per ciascuno di seguito indicati:

  1. Ufficio I - risarcimento danni nei confronti della amministrazione in dipendenza dell’attività di giustizia; equa riparazione ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 89; equa riparazione per ingiusta detenzione ed errore giudiziario; pagamento spese di giustizia e liquidazione compensi ai collaboratori della autorità giudiziaria; libere professioni, ordini professionali, ricorsi contro circolari e decreti nelle materie di competenza del Dipartimento per gli affari di giustizia; contenzioso in materia di responsabilità civile dei magistrati; costituzione di parte civile nei procedimenti penali in cui il Ministero è parte offesa o danneggiato; esecuzione di sentenze ed altri provvedimenti giurisdizionali nelle sole materie di competenza del Dipartimento per gli affari di giustizia;
  2. Ufficio II - ricorsi proposti dai privati contro lo Stato italiano davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo;
  3. Ufficio III - contenzioso lavoristico e pensionistico del personale gestito dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità nonché dall’amministrazione degli archivi notarili;
  4. Ufficio IV - contenzioso relativo alle gare di appalto ed ai contratti a relativi lavori, servizi e forniture gestiti dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, nonché dall’Ufficio centrale degli archivi notarili; contenzioso relativo ai rapporti di locazione attiva e passiva e di compravendita immobiliare, ivi compreso il contenzioso relativo a rapporti condominiali, ad eccezione dei rapporti gestiti dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

 

Gli obiettivi strategici e strutturali del Dipartimento

Per l’anno 2017 le priorità politiche, indicate nell’Atto di indirizzo del Ministro e tradotte in obiettivi strategici nella Direttiva del Ministro per l’anno 2017 per il Dipartimento per gli affari di giustizia sono:

  1. priorità politica numero 11): il rafforzamento della tutela delle vittime di reato, tramite l’attuazione delle misure introdotte con il decreto legislativo n. 212 del 15 dicembre 2015, così da ridurre il rischio di vittimizzazione secondaria, favorendo la salvaguardia dei diritti della vittima all’informazione, all’accesso ai servizi di assistenza, alla partecipazione al procedimento penale, garantendo, altresì, adeguati servizi di supporto anche specialistico. Per questo obiettivo è previsto uno stanziamento di € 1.280.000.
  2. priorità politica numero 14): rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale: da realizzarsi attraverso: l’attuazione della delega normativa finalizzata al potenziamento degli strumenti di cooperazione giudiziaria penale ed alla modifica del Libro XI del codice di procedura penale; il rafforzamento delle misure di cooperazione tra gli Stati membri, con particolare attenzione a quelle finalizzate alla lotta al terrorismo internazionale, per dare concreta ed efficace realizzazione ad uno spazio giudiziario comune in campo penale, civile ed amministrativo, che garantisca il pieno rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini; la diffusione, presso le autorità giudiziarie, di prassi operative volte a rendere più efficace lo scambio informativo con le autorità straniere; l’estensione dell’area di cooperazione, secondo il diritto internazionale convenzionale, segnatamente in materia di lotta al terrorismo internazionale e di trasferimento di detenuti stranieri nei paesi di origine. Per questo obiettivo è previsto uno stanziamento di € 6.775.920.

Oltre agli obiettivi strategici indicati nella Direttiva del 2017, il Dipartimento perseguirà, attraverso obiettivi strutturali, ulteriori priorità politiche individuate dal Ministro, come ad esempio la gestione del contenzioso civile e della legge “Pinto”, con uno stanziamento di € 173.900.000, che risponde ai contenuti della priorità politica numero 4.

Altri obiettivi strutturali attengono al funzionamento dei servizi istituzionali del DAG, che sarà assicurato attraverso quanto stanziato sull’omonimo obiettivo, pari a € 19.668.257, unitamente a quanto assegnato sull’obiettivo per l’organizzazione dei concorsi ed esami per le professioni notarile e forense – pari ad € 3.012.172 – e grazie anche ad euro 838.809.639 a disposizione dell’obiettivo di razionalizzazione ed uso tempestivo delle spese di giustizia, oltre all’obiettivo di raggiungere risultati operativi in linea con gli altri contenuti delle priorità politiche del Ministro (in particolare, priorità n. 2: razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero; priorità n. 3: miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa; priorità n. 5: incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali; priorità n. 6: nuovi percorsi di dialogo con l'Avvocatura e le altre professioni per il perseguimento di diversi prioritari obiettivi; priorità n. 8: il potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti; priorità n. 13: attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione).

Gli obiettivi strategici del Ministro sono stati poi tradotti, unitamente agli obiettivi strutturali, in obiettivi operativi per gli Uffici del Capo Dipartimento e per quelli delle Direzioni generali che vengono qui sinteticamente riportati unitamente agli indicatori ed ai target individuati, rinviando, per il dettaglio, al documento allegato.


Uffici del Capo Dipartimento

PRIORITA’ POLITICA n. 2: razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero

  1. OBIETTIVO: attuazione di ogni adempimento di competenza in funzione del nuovo assetto organizzativo e delle nuove attribuzioni di cui al d.P.C.m. n. 84 del 2015;
    PROGETTO: procedere all’attuazione di ogni adempimento di competenza in funzione del nuovo assetto organizzativo e delle nuove attribuzioni di cui al d.P.C.m. n. 84 del 2015, così da assicurare il regolare funzionamento dei nuovi servizi dipartimentali. In tale ambito si procederà allo sviluppo di modelli organizzativi e gestionali innovativi in riferimento al necessario coordinamento con le articolazioni del DAG e delle altre articolazioni ministeriali con particolare riferimento alla regolazione delle procedure relative alla gestione degli acquisti dei beni e dei servizi con recupero di efficacia ed efficienza, nonché di riduzione dei costi in conseguenza dell’attuazione del processo di unificazione e razionalizzazione delle procedure contrattuali presso la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie.
    RISORSE: il progetto verrà curato dal Direttore dell’Ufficio del Capo del Dipartimento.
    TEMPI: il progetto verrà svolto nell’anno 2017 con prosieguo del suo sviluppo nell’anno 2018.
     
  2. OBIETTIVO: velocizzazione dei tempi di protocollazione, riduzione del flusso documentale cartaceo e coordinamento delle attività funzionali all’attuazione della normativa in materia di firma digitale. Diminuzione del flusso documentale cartaceo anche per mezzo dello sviluppo della firma digitale che consentirà la formazione del documento in modalità informatica (come la stessa trasmissione e conservazione) con conseguenti risparmi di spesa per l’Erario.
    PROGETTO: procedere alla elaborazione di modelli organizzativi del lavoro dell’ufficio protocollo al fine di favorire la riduzione dei tempi di protocollazione e di smistamento dei documenti acquisiti tramite PEC attuando nel contempo, forme di sensibilizzazione affinché gli uffici giudiziari e le amministrazioni che inoltrano considerevoli flussi di documenti procedano a spedizioni documentali mediante l’uso del canale di interoperabilità piuttosto che tramite PEC. Verranno inoltre perseguiti specifici obiettivi di efficienza attraverso la diminuzione dei flusso documentale cartaceo anche per mezzo della firma digitale che consentirà la formazione, la trasmissione e la conservazione dei documenti esclusivamente in modalità informatica.
    RISORSE: il progetto verrà curato dal Direttore dell’Ufficio del Capo del Dipartimento con la collaborazione del funzionario responsabile dei protocollo informatico.
    TEMPI: il progetto verrà svolto nell’anno 2017 con prosieguo nell’anno 2018.
     
  3. OBIETTIVO: realizzazione del nuovo catalogo arricchito da modalità dì ricerca innovative che consentono l’erogazione di servizi on-line.
    PROGETTO: sviluppo di funzionalità evolutive in grado di gestire le comunicazioni degli utenti tramite posta elettronica, le prenotazioni on-line di testi in magazzino, l’iscrizione degli accessi in biblioteca da remoto.
    RISORSE: il progetto verrà curato dal Direttore dell’Ufficio del Capo del Dipartimento, dal funzionano referente della Biblioteca centrale giuridica e da due funzionari bibliotecari.
    TEMPI: il progetto verrà svolto nell’anno 2017.
     
  4. OBIETTIVO: svolgimento di attività funzionali allo sviluppo di progetti telematici orientati alla razionalizzazione dei processi di lavoro e alla diffusione della Gazzetta Ufficiale via web attraverso le più moderne piattaforme digitali.
    PROGETTO: procedere, in cooperazione con l’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, alla sperimentazione di un sistema di gestione degli atti da pubblicare mediante l’utilizzo di un sistema di protocollazione che consenta, oltre alla ricezione e classificazione degli atti, anche la spedizione automatica nel processo di pubblicazione, con conseguente riduzione dei tempi e delle operazioni manuali. Il progetto si propone altresì la finalità di sviluppare progetti innovativi di diffusione della Gazzetta Ufficiale via web così da consentire ai cittadini e agli utenti di consultare in tempo reale ed in maniera gratuita, la normativa e gli atti pubblicati
    RISORSE: il progetto sarà curato dal Direttore dell’Ufficio del Capo del Dipartimento e da un Direttore amministrativo.
    TEMPI: il progetto verrà svolto in via sperimentale nell’anno 2017 con prosieguo nell’anno 2018.

 

Direzione generale affari giuridici e legali

PRIORITÀ POLITICA n. 2: (“razionalizzazione ed innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero”).

Ufficio 1

  1. PROGETTO: Estensione dell’accordo di collaborazione con la Banca d’Italia.
    OBIETTIVO: alleggerire le Corti di appello dal lavoro attualmente gravante sui loro uffici relativamente ai pagamenti ex lege Pinto.
    TEMPI: Prima fase: procedere con quanto avviato nel settembre 2016 ossia il coinvolgimento nel progetto Pinto 1 delle Corti di Appello di Roma, Napoli, Genova, Lecce, Potenza e Catanzaro. Si prevede che dipendenti delle Filiali della Banca d’Italia operanti nei suindicati distretti (indicativamente in numero di due per ciascuna Filiale per n. 20 ore settimanali) presteranno l’attività lavorativa direttamente presso gli Uffici giudiziari sotto la diretta supervisione e responsabilità del funzionario preposto della Corte di appello. Contestualmente all’avvio della collaborazione e alla concreta individuazione delle ore lavorative prestate dai dipendenti della Banca, le Corti di appello interessate dovranno trasmettere un piano di smaltimento degli indennizzi arretrati; è inoltre previsto un resoconto trimestrale contenente i dati sui risultati ottenuti.
    Seconda fase: nel corso dell’anno 2017 occorrerà estendere il numero delle Corti da coinvolgere, che saranno selezionate tenendo conto del maggiore debito Pinto pregresso, compatibilmente con la disponibilità che sarà espressa dalle singole Filiali della Banca d’ Italia, favorendo in tal modo l’abbattimento del debito e la conseguente riduzione di contenzioso.
     
  2. OBIETTIVO: svincolo, presso le Tesorerie, degli accantonamenti per procedure esecutive estinte o improcedibili.
    PROGETTO: nell’ambito dell’Accordo per la gestione degli atti di pignoramento in danno delle Amministrazioni dello Stato, notificati alla Banca d’Italia — tesoreria della Stato, in veste di terzo pignorato (sottoscritto in data 15.4.2014 dal Ministero della giustizia dal Ministero dell’economia e finanza, dall’Avvocatura dello Stato e dalla Banca d’Italia) si è verificato che persiste la problematica dell’esistenza, presso le Tesorerie, di accantonamenti per procedure esecutive risalenti nel tempo, poiché manca l’attestazione della cancelleria del Tribunale. Obiettivo è, quindi, giungere allo svincolo delle dette somme, laddove le procedure esecutive siano state dichiarate estinte o improcedibili, ovvero concluse per altri motivi e le somme non debbano essere ulteriormente vincolate. A tale scopo è in fase di elaborazione un progetto operativo che vedrà operare in sinergia il Tribunale di Roma – Ufficio delle esecuzioni mobiliari - ed il personale dell’Ufficio 1 della Direzione generale degli affari giuridici e legali, con l’ausilio documentale, eventualmente fornito dalla Banca d’Italia.
     
  3. OBIETTIVO: monitoraggio del contenzioso.
    PROGETTO: al fine di giungere ad una razionalizzazione dell’attività dell’Ufficio e monitorare l’attività svolta, si stanno effettuando report di gestione sulla classificazione e gestione delle pratiche onde giungere, in collaborazione con la DGSIA, alla creazione di un programma applicativo che consenta la migliore gestione delle pratiche di contenzioso ed il monitoraggio degli esiti sfavorevoli dei giudizi, anche al fine di valutare la possibilità di suggerire modifiche normative, ovvero prassi operative che consentano di ridurre il numero dei contenziosi.

Ufficio 2

  1. OBIETTIVO: riduzione del contenzioso seriale
    PROGETTO: la riduzione avverrà innanzitutto attraverso l’attuazione del Piano d’azione Pinto 2 (sollecitato dalla Corte europea a seguito della positiva conclusione del Piano Pinto 1). Il progetto prevede di esaminare 1.500-2.000 ricorsi, proposti tra il luglio 2012 e il giugno 2016, che si prevede di definire (come per il precedente Piano 1) in via transattiva, offrendo la somma di € 200 a titolo di equa soddisfazione, e € 30 a titolo di spese. Inoltre si intende procedere all’analisi di ulteriori possibili aree tematiche in ordine alle quali - sulla scorta di un preciso orientamento già delineato dalla Corte - appaiono assai limitate le possibilità di una difesa vittoriosa, così che appare preferibile tentare la via di una definizione amichevole, con i vantaggi di: conseguire un notevole risparmio per l’Erario.

Ufficio 3

  1. OBIETTIVO: ottimizzazione del profilo organizzativo interno del neo costituito ufficio per il contenzioso lavoristico e pensionistico.
    PROGETTO: tenuto conto dell’ambito di competenza - altamente specialistica - e della recente ridefinizione delle articolazioni interne, le priorità di tale Ufficio riguardano principalmente l’ottimizzazione del profilo organizzativo interno. Ci si propone di perseguire tale finalità attraverso la prosecuzione di una ricognizione delle diverse tipologie di vertenze trattate (già attivata) - anche in coerenza con gli obiettivi perseguiti con la realizzazione di un’unica Direzione competente in via generale alla gestione del contenzioso in cui è interessato il Ministero - mirata a monitorare l’evolversi della natura del contenzioso e a controllarne l’andamento, anche in riferimento alla individuazione di punti di criticità che possa essere utile evidenziare in relazione alle problematiche e alle scelte di politica generale del personale delineate dall’amministrazione. Tale operazione si rende altresì utile e strumentale in vista di una futura disponibilità di applicativi informatici volti ad una più efficiente e strutturata modalità di archiviazione informatica dei fascicoli e di gestione telematica del contezioso, innovazione rispetto alla quale l’Ufficio si propone di fornire un contributo in ordine alla indicazione delle specifiche di riferimento utilizzabili in detto ambito, in dipendenza della peculiarità dell’attività difensiva e della specializzazione della materia trattata.

Ufficio 4

  1. OBIETTIVO: ottimizzazione del profilo organizzativo interno del neo costituito ufficio per il contenzioso relativo a gare, appalti e contratti.
    PROGETTO: ricognizione e monitoraggio delle diverse tipologie di contenzioso di competenze dell’Ufficio, nonché studio ed elaborazione di proposte finalizzate alla prevenzione del predetto contenzioso ed alla soluzione transattiva del contenzioso pendente.

 

Direzione generale della giustizia penale

Ufficio 1

PRIORITÀ POLITICA n. 14 (“cooperazione internazionale”)

  1. OBIETTIVO DEL PROGETTO: proseguire la partecipazione ai tavoli di lavoro riguardanti attività di rilievo per gli stati membri per i quali l’impegno è iniziato negli anni passati.
    PROGETTO: partecipazione in sede di Unione Europea ai negoziati sugli strumenti normativi in materia penale.
    Tra questi:
    • Il Procuratore europeo: nel corso del 2017 l’impegno negoziale sarà volto a proseguire le trattative, con l’obiettivo di apportare sostanziali miglioramenti al testo, al fine di istituire una Procura indipendente e con reali poteri d’indagine attraverso i quali assicurare investigazioni efficaci, pur nel pieno rispetto dei diritti fondamentali delle persone indagate.
    • Il negoziato relativo alla Proposta di direttiva per la protezione degli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale è ormai giunto in fase conclusiva, essendosi sostanzialmente raggiunto un accordo che consente l’inclusione, nell’ambito di applicazione dello strumento, delle frodi IVA più gravi, in tal modo risolvendo la questione maggiormente controversa inerente il dossier.
    • Dal mese di maggio 2016 l’Ufficio partecipa ai negoziati sulle due proposte aventi ad oggetto la firma e la conclusione da parte dell’U.E. della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul). A fronte di notevoli perplessità espresse sul testo da numerose delegazioni, il Segretariato ha diffuso un testo emendato, peraltro ancora parziale, sulla base del quale proseguire la discussione nel corso del 2017.
    • A partire da gennaio 2017 l’Ufficio sarà altresì impegnato nei negoziati relativi alle due nuove proposte di direttiva preannunciate dalla Commissione, e riguardanti rispettivamente la lotta al riciclaggio mediante il diritto penale e il mutuo riconoscimento in materia di confisca.


PRIORITÀ POLITICA n. 11: il rafforzamento della tutela delle vittime di reato

  1. OBIETTIVO: attività finalizzate a dare piena attuazione alle misure individuate dal decreto legislativo n. 212 del 2015 con riferimento al diritto delle vittime di reato, all’informazione, all’accesso ai servizi di assistenza, alla partecipazione al procedimento penale e all’istituzione di servizi di supporto, anche specialistico.
    PROGETTO: In relazione al diritto di informazione delle vittime di reato, proseguirà l’attività di studio della migliore modalità con cui fornire alle vittime le informazioni di cui agli art. 90 bis e 90 ter c.p.p. (opuscolo da distribuire presso le sedi delle Forze dell’Ordine, gli Ospedali, le Procure della Repubblica, Numero Verde). Occorrerà, inoltre, valutare l’opportunità di elaborare una circolare informativa destinata alle Procure della Repubblica e ai Tribunali per fornire indicazioni sul momento a partire dal quale andranno fornite alle vittime dette informazioni, sul/sui soggetto/soggetti deputati a fornirle e sulle modalità con cui ciò dovrà avvenire. Con riguardo, invece, alla necessità di garantire alle vittime di reato l’accesso a servizi di supporto, anche specialistico, proseguirà l’attività finalizzata all’istituzione presso il Ministero della giustizia di un Coordinamento Nazionale dei Servizi di Assistenza delle Vittime di Reato e all’elaborazione di linee guida per il conseguente “accreditamento” delle associazioni che forniranno in concreto, a livello locale, i servizi di assistenza. Attraverso la procedura di elaborazione delle linee guida e del successivo accreditamento delle associazioni sarà anche possibile attuare una mappatura dei servizi di assistenza alle vittime di reato, attualmente in essere nelle varie realtà territoriali, presupposto imprescindibile sia del riordino dell’esistente, sia dell’individuazione delle aree tematiche in cui dovranno necessariamente essere sviluppati i servizi di supporto.
    Contestualmente, l’Ufficio I provvederà, in collaborazione con l’Ufficio legislativo, ad esaminare tutte le disposizioni riferibili alle vittime di reato, nell’ottica di procedere al riordino di tali fonti e di unificarle in un testo di più agevole fruibilità per gli operatori del settore
    COSTI: tale attività non graverà sul bilancio dell’Amministrazione.


PRIORITÀ POLITICA n. 3: il miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa

  1. OBIETTIVO: l’Ufficio è responsabile del procedimento volto ad esaminare i codici di comportamento predisposti dalle Associazioni rappresentative di Enti. Si opera attraverso un’attività di concertazione con i rappresentanti dei Ministeri interessati, dell’Unità d’informazione Finanziaria presso la Banca d’Italia e della C.O.N.S.O.B. che si conclude con la formulazione di osservazioni o con l’approvazione del Codice di comportamento presentato dall’Associazione. A tale riguardo con le amministrazioni concertanti è stato istituito un tavolo tecnico che avrà natura permanente e nell’ambito del quale sarà possibile un confronto costante sia in relazione alle novità normative che giurisprudenziali che interverranno nella materia.
    PROGETTO: nell’ambito del tavolo tecnico, procedere altresì alla redazione di linee guida che possano essere di reale ausilio alle associazioni nella redazione di Codici di comportamento completi, sempre aggiornati e facilmente fruibili.
    COSTI: tale attività non graverà sul bilancio dell’Amministrazione.


PRIORITÀ POLITICA n 8: il potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti

  1. OBIETTIVO: sviluppo dell’attività di monitoraggio.
    PROGETTO: nel corso del 2016 quest’Ufficio ha iniziato due nuovi monitoraggi:
    1. sui nuovi delitti contro l’ambiente, introdotti dalla L. n. 68 del 2015
    2. sulle misure cautelari personali (ex Legge 47 del 2015) monitoraggio strumentale alla relazione che il Governo, entro il 31 gennaio di ogni anno, deve presentare alle Camere.
    L’analisi e lo studio dei dati dei predetti monitoraggi, che si aggiungono agli esistenti, caratterizzeranno in parte l’attività dell’Ufficio per il 2017.
    Allo stesso tempo, insieme alla D.G.S.I.A., lavorerà al fine di rendere più omogeneo possibile l’utilizzo del Nuovo Registro Unico Penale (S.I.C.P.) e, per quanto riguarda il monitoraggio e la gestione dei beni confiscati, si cercherà di verificare la funzionalità del nuovo Sistema S.I.T.M.P. (Sistema Telematico delle Misure di Prevenzione), finanziato con Fondi Europei.
    COSTI: tale attività non graverà sul bilancio dell’Amministrazione.


Ufficio 2

PRIORITÀ POLITICA n. 14: rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale

  1. OBIETTIVO: per ciò che concerne le procedure di estradizione, sono in fase di organizzazione meeting bilaterali con il Ministero della giustizia del Canada, la Procura generale della Federazione russa ed il Ministero della giustizia del Brasile (da tenersi nel 2017) al fine di discutere, da un punto di vista operativo, le possibili soluzioni alle problematiche tecniche riscontrate nelle procedure di estradizione e assistenza giudiziaria ed elaborare best practices che consentano il consolidamento ed il miglioramento dei rapporti in materia. Inoltre, è iniziata, è stata ripresa o è proseguita la negoziazione di ulteriori accordi con numerosi altri Stati, tra i quali si evidenziano, per la particolare importanza, quelli con Hong Kong, Repubblica Dominicana, Tunisia, Uruguay, Venezuela e Senegal.
    Nell’ambito delle procedure di trasferimento dei detenuti, si implementerà il protocollo d’intesa stipulato il 15 febbraio 2017 a Tirana tra il Ministero della giustizia della Repubblica d’Albania e il Ministero della giustizia della Repubblica italiana, finalizzato ad agevolare e snellire la cooperazione giudiziaria tra i due Paesi.
    PROGETTO: partecipazione in rappresentanza dell’Italia allo studio ed esame delle problematiche giuridiche ed alla redazione di norme pattizie multilaterali e bilaterali, anche nelle sedi istituzionali internazionali, quali Unione europea, Consiglio d’Europa, ONU, OCSE; studio e predisposizione di accordi bilaterali di cooperazione giudiziaria penale.


PRIORITÀ POLITICA n 8: il potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti

  1. OBIETTIVO: potenziare gli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti.
    PROGETTO: l’Ufficio II ha l’esigenza di dotarsi di un sistema informatico che consenta di estrarre dati e predisporre rilevazione statistiche delle attività svolte: in tal senso servono informazioni sulle estradizioni, sull’attuazione del mandato di arresto europeo e sulle richieste di assistenza giudiziaria. Il sistema deve estrarre - dai relativi fascicoli - elementi e dati relativi ai Paesi richiesti o richiedenti, alle fattispecie criminose per le quali si procede, agli esiti delle richieste ed ai tempi medi di esaurimento delle procedure. L’IBM, d’intesa con l’Ufficio e con la diretta collaborazione della DGSIA, ha negli ultimi mesi provveduto ad effettuare delle sperimentazioni a campione, elaborando i documenti contenuti in oltre 40 fascicoli relativi ai mandati di arresto ed alle estradizioni.
    L’attività svolta ha consentito di realizzare un software specifico che tiene conto delle specifiche esigenze dell’Ufficio. Il sistema, in sostanza, consente di estrapolare i dati di interesse (es. data del decreto del Ministro, reato e tipologia di reato, data di arresto, data della diffusione delle ricerche, data dell’estradizione etc.) “leggendo” automaticamente i documenti e le informazioni inseriti nel protocollo con l’obiettivo di consentire l’estrapolazione di dati, a livello nazionale e internazionale, su: numero fascicoli per reato e per Paese; numero e durata della procedura (media, massima, per paese, per tipo di procedura, per reato). Una volta ricevute le autorizzazioni necessarie per l’integrazione completa del software con il protocollo Calliope e realizzata la stipula del contratto tra DGSIA ed IBM, l’Ufficio potrà mettere a regime un avanzato sistema di rilevazione delle statistiche.


Ufficio 3 - Casellario

PRIORITA’ POLITICA n. 14: rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale

  1. OBIETTIVO: certificazione del casellario giudiziale europeo secondo quanto previsto dai decreti legislativi nn.73, 74 e 75 del 2016 di attuazione delle decisioni quadro 675/GAI/ 2008/ e 315/GAI/2009 e della decisione 316/GAI/2009 - Fase 2.
    PROGETTO: interventi sul sistema informatico e predisposizione delle relative circolari per il rilascio dei certificati del casellario giudiziale europeo recanti le condanne riportate nel territorio dell’Unione europea dai cittadini italiani, su richiesta della pubblica amministrazione e del privato cittadino.
    TEMPI: 1 anno.
    RISORSE UMANE: dirigente, direttore amministrativo, 1 funzionario informatico, 1 funzionario giudiziario, 2 assistenti informatici.
    COSTI: circa 100.000 euro (stima dell’impegno della Società esterna per sviluppare le modifiche al software per la produzione dei certificati europei).

PRIORITA’ POLITICA n. 2: razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero

  1. OBIETTIVO: consultazione diretta del Sistema Informativo del Casellario da parte delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi (sistema CerPA), con specifico riferimento alle esigenze certificative del Ministero dell’interno.
    PROGETTO: stipula della convenzione con il Ministero dell’interno, interventi sul sistema informatico per la produzione del certificato di tipo selettivo ai fini del rilascio delle patenti di guida e sua erogazione tramite cooperazione applicativa, in attuazione dell’art. 39 del d.p.r. n. 313 del 2002 e del decreto del Ministero della giustizia 5 dicembre 2012 e ss.mm. e ii. (c.d. decreto ‘CERPA”).
    TEMPI:1 anno.
    RISORSE UMANE (INTERNE): dirigente, direttore amministrativo, 1 funzionario informatico, 2 funzionari giudiziari, 4 assistenti informatici.
    COSTI: circa 22.000 euro (stima dell’impegno della Società esterna per sviluppare le modifiche al software per la produzione del certificato di tipo selettivo).
     
  2. OBIETTIVO: consultazione diretta del Sistema Informativo del Casellario da parte delle pubbliche amministrazioni (sistema CerPA), con specifico riferimento alle esigenze certificative dei Comuni.
    PROGETTO: stipula della convenzione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), assistenza tecnica ai fini dell’attivazione della cooperazione applicativa, erogazione del certificato a fini di elettorato attivo (c.d. “art. 29”), in attuazione dell’art. 39 del d.p.r. n. 313 del 2002 e del decreto del Ministero della Giustizia 5 dicembre 2012 e ss.mm. e ii. (c.d. decreto “CERPA”).
    TEMPI: 1 anno.
    RISORSE UMANE: dirigente, direttore amministrativo, 4 assistenti informatici.
    COSTI: si stima che il progetto non comporti costi di adeguamento del software.

PRIORITA’ POLITICA n. 8: potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti

  1. OBIETTIVO: Datamart del casellario giudiziale.
    PROGETTO: realizzazione del Datamart del casellario giudiziale, quale repository dei provvedimenti principali e dei provvedimenti dell’esecuzione registrati nel SIC, inclusi quelli eliminati per disposizione di legge, previamente anonimizzati a fini statistici ai sensi dell‘art. 19 d.p.r. n. 313 del 2002, volto a soddisfare le esigenze di dati statistici sull’andamento dei fenomeni criminali sia della Direzione generale della giustizia penale sia della Direzione generale di statistica del Ministero della giustizia.
    TEMPI:1 anno.
    RISORSE UMANE: dirigente, 1 funzionario statistico, 1 assistente informatico.
    COSTI: circa 190.000 euro (stima dell’impegno della Società esterna per realizzare il Datamart). 


Direzione generale della giustizia civile

Ufficio 1

PRIORITÀ POLITICA n. 8: potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti.

  1. OBIETTIVO: implementazione e prosecuzione dei monitoraggi sulle attività gestite o controllate dal settore affari civili interni dell’Ufficio.
    PROGETTO: proseguiranno le attività di monitoraggio su quanto amministrato con i capitoli di bilancio gestiti dall’Ufficio riguardanti le spese di giustizia (che comprendono sia quelle relative al processo penale che quelle relative al processo civile), le spese per la celebrazione del processo penale (che sono sempre anticipate dall’Erario, salvo il successivo ed eventuale recupero a carico del condannato) e quelle relative al processo civile (nei casi di ammissione della parte al patrocinio a spese dello Stato). Nel dettaglio, verranno monitorate le spese sostenute per l’attività di notificazione di atti processuali anche per verificare l’andamento della nuova convenzione - entrata in vigore il 1° gennaio 2017- con la società Poste Italiane per la gestione dell’attività. Proseguirà il monitoraggio della spesa per intercettazioni telefoniche, con l’obiettivo di soluzioni idonee al contenimento. Anche per le voci di spesa “spese per interpretariato e traduzione, ai sensi della direttiva n. 2012/29/UE - assistenza vittime di reato” e “spese per missioni derivanti dalla partecipazione di magistrati e ufficiali di polizia giudiziaria alle squadre investigative comuni sovranazionali”, saranno effettuati periodici monitoraggi al fine di rilevarne l’andamento. Inoltre, di concerto con la DGSTAT e con la DGSIA, si esamineranno e attueranno le opportune modifiche ai sistemi di gestione informatica delle voci di spesa in esame, al fine di evitare che le stesse continuino ad essere imputate a “spese di giustizia”. Analogo discorso per il “Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno” (L. n. 208 del 15 commi 414 – 416). Il monitoraggio andrà avanti anche per le materie gestite da Equitalia Giustizia S.p.A., Fondo unico di giustizia e recupero crediti di giustizia. Sull’ultimo punto, non essendo stato registrato un miglioramento nella percentuale del riscosso rispetto all’entità dei crediti di giustizia complessivi, proseguirà anche per il 2017 l’attività di monitoraggio degli esiti della convenzione in termini di recupero effettivo, anche attraverso la partecipazione dell’ufficio ai lavori della commissione paritetica prevista dalla convenzione.
    Sarà inoltre effettuato il monitoraggio delle spese per il pagamento dei compensi in favore degli amministratori giudiziari, dei curatori fallimentari e loro curatori, all’esito degli interventi tecnici curati da DGSIA sull’albo informatico degli amministratori giudiziari in attuazione delle disposizioni del decreto legislativo n. 97 del 2016.

PRIORITÀ POLITICA n. 14: rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale

  1. OBIETTIVO: prosecuzione dei negoziati per le proposte di Direttive europee in materia civile.
    PROGETTO: l’obiettivo per il 2017 è di avvalersi delle sinergie con il mondo accademico, anche attraverso il ricorso alla convenzione siglata dal Ministero con la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, al fine di svolgere ricerche ed analisi congiunte in merito ai temi oggetto di trattazione. L’Ufficio porterà avanti i negoziati inerenti la “Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale”. A tale negoziato è prestata la massima attenzione politica in considerazione della delicatezza e rilevanza economica del tema, nel contesto della strategia per il Mercato Unico Digitale, finalizzata ad eliminare le barriere che ancora ostacolano lo sviluppo del commercio elettronico transfrontaliero.
    Contemporaneamente verranno seguiti i lavori per la proposta di Direttiva relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita on-line e di altri tipi di vendita a distanza di beni, nonché la Proposta di riforma del Regolamento n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all‘esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale.
  2. All’attività negoziale si affiancherà la cooperazione giudiziaria civile. Si assicurerà la partecipazione dell’Italia alla Rete giudiziaria europea. Sarà, inoltre, necessario procedere ad un attento monitoraggio dell’applicazione degli strumenti di cooperazione giudiziaria già esistenti per: rilevare eventuali criticità e proporre, sul piano internazionale, soluzioni migliorative; accrescere il livello di conoscenza di tali strumenti anche attraverso proposte formative studiate congiuntamente con la Scuola superiore della magistratura.


Ufficio 2

PRIORITÀ POLITICA n. 3: il miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa:

  1. OBIETTIVO: riorganizzazione dei processi con un uso intensivo dell’informatica all’interno dell’ufficio soprattutto nei settori, quale le libere professioni, che maggiormente hanno mostrato di ricevere giovamento da tali innovazioni.
    PROGETTO: in particolare, il lavoro si concentrerà sul settore notariato nel senso di:
    • informatizzare la procedura del concorso per trasferimento di notai in esercizio, mediante lo sviluppo di un software di gestione delle domande di trasferimento, in precedenza gestito solo in forma cartacea. Nel corso del 2017 si dovrà ultimare il programma informatico nella parte relativa alla gestione delle sedi notarili libere da inserire in ogni avviso di concorso e di quelle che, inserite e rimaste vacanti a chiusura della procedura concorsuale di trasferimento, verranno poi destinate ai notai di nuova nomina.
    • informatizzare le procedure del concorso di prima nomina. L’obiettivo è quello di realizzare la gestione dell’intero concorso, dalla importazione delle domande di partecipazione (trasmesse on line) alla comunicazione della graduatoria finale, all’elaborazione del decreto
      di nomina e all’assegnazione della sede.
    L’obiettivo è sviluppare la procedura informatica così da gestire anche la fase della predisposizione della graduatoria finale e della assegnazione delle sedi.
    Infine, deve essere ancora sviluppato il programma che consentirà, nei futuri concorsi di prima nomina, di sovrapporre e confrontare i dati anagrafici dei candidati, per l’individuazione di quelli che abbiano già conseguito tre inidoneità in precedenti concorsi notarili.
     
  2. OBIETTIVO: revisione della distribuzione territoriale degli ordini professionali ed incoraggiamento dell’accorpamento volontario degli ordini professionali.
    PROGETTO: l’Ufficio Legislativo, in coordinamento con la DG giustizia civile sta predisponendo una modifica del testo del d.P.R. n. 169 del 2005 che prevede una variazione dei parametri numerici di iscritti attualmente richiesti per la costituzione di un ordine professionale. Si sta, inoltre, valutando di omogeneizzare le discipline che regolano i diversi ordini professionali estendendo l’applicabilità del citato d.P.R. n. 169 del 2005, che attualmente si applica solo ad un determinato numero di professioni.

 

Le risorse economico-finanziarie assegnate al Dipartimento

La nota integrativa al bilancio del Ministero della giustizia 2017-2019, nella sezione relativa ai fondi destinati al Centro di responsabilità “Dipartimento degli affari di giustizia”, stanzia fondi che permettono di perseguire obiettivi portati a compimento in via non esclusiva dal Dipartimento. Pertanto la struttura sostiene dei costi diretti per la propria operatività, che sono quelli indicati a budget; poi, per raggiungere gli obiettivi, si avvale di quanto stanziato, che utilizzerà in parte in modo diretto ed in parte accreditando i fondi necessari agli uffici giudiziari.

Di seguito sono illustrate graficamente le risorse assegnate al Dipartimento.

 

Obiettivi del Dipartimento per gli affari di giustizia

 

Obiettivi del Dipartimento per gli affari di giustizia

 

DAG - BILANCIO 2017
ripartizione costi per destinazione
Spese Percentuale Importo
spese per il personale 1,5% 15.732.241
altri oneri di gestione 0,4% 3.936.016
spese abilitazione prof. forense e concorso notarile 0,3% 3.012.172
spese giustizia 44,1% 460.141.181
spese per indennità giudici di pace ed onorari 14,2% 147.949.725
spese per intercettazioni 22,1% 230.718.734
spese per il contenzioso 16,7% 173.900.000
tutela vittime di reato 0,1% 1.280.000
spese cooperazione internazionale 0,6% 6.775.920
TOTALE 100% 1.043.445.989

 

Obiettivi del Dipartimento per gli affari di giustizia

 

 

DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, DEL PERSONALE E DEI SERVIZI

 

Competenze istituzionali

Il Dipartimento esercita le funzioni e i compiti inerenti l'organizzazione ed i servizi della giustizia, tra cui la gestione amministrativa del personale amministrativo, dei mezzi e strumenti anche informativi necessari all’esercizio della funzione giudiziaria, le attività attribuite dalla legge relative alle competenze del Ministro in ordine ai magistrati, lo studio e proposta di interventi normativi nel settore di competenza.

Allo stato, il Dipartimento si compone di 2 uffici di diretta collaborazione del Capo del Dipartimento e di 7 uffici dirigenziali generali (Personale, Risorse e Tecnologie, Magistrati, Bilancio e Contabilità, Statistica ed Analisi Organizzativa, Sistemi Informativi Automatizzati, Manutenzione Uffici Giudiziari Napoli, che continua a permanere, ai sensi del d.l. 16 dicembre 1993 n.522), per le cui attribuzioni e dotazioni organiche si rimanda al contributo allegato.

L’attribuzione dei compiti alle diverse articolazioni del Dipartimento è stata effettuata tramite l’emanazione dei decreti attuativi del D.P.C.M. 84/15.

In particolare, i compiti degli uffici di diretta collaborazione del Capo Dipartimento, della Direzione generale del personale e della formazione, della Direzione generale magistrati, della Direzione generale del bilancio e della contabilità e della Direzione generale di statistica ed analisi organizzativa sono regolati dal decreto ministeriale del 3 febbraio 2016, mentre per le altre Direzioni generali, alle quali sono stati assegnati compiti trasversali, che superano i confini organizzativi del Dipartimento, sono stati previsti due distinti decreti attuativi: per la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie, il d.m. del 14 dicembre 2015; la Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati, il d.m. del 19 gennaio 2016. Successivamente è stato emanato il d.m. 2 dicembre 2016 con il quale si è provveduto a modificare il dettato del decreto attuativo del 3 febbraio 2016, nella parte relativa all’ Ufficio I – affari generali del Capo Dipartimento, attraverso la soppressione del Centro elettronico gestione e ricerca operativa (C.e.g.r.o.), le cui relative attività, connesse alla gestione di livello applicativo di sistemi informativi, è stata devoluta alla Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati, in coerenza con l’azione di razionalizzazione, integrazione ed evoluzione delle infrastrutture tecnologiche e delle attività di informatizzazione dell’Amministrazione, in base alle quali tutti i sistemi informatici devono essere ricondotti ad un unico centro decisionale.

Per la composizione e le attribuzioni degli uffici dirigenziali centrali e di quello di Napoli, si rimanda all’allegato contributo elaborato dal Dipartimento.

Sul territorio sono dislocati gli Uffici Giudiziari distribuiti in Distretti (giudicanti e requirenti):

Tabella 1.2
Numero di Uffici giudicanti e requirenti [2]
ORGANI GIUDICANTI numero ORGANI REQUIRENTI numero
Corte di Cassazione 1 Procura generale Cassazione 1
Corte di appello e sezioni distaccate 29 Procura generale 29
Tribunale 140 Procura della Repubblica 140
Tribunale per i minorenni 29 Procura presso il Tribunale minorenni 29
Tribunale superiore delle acque pubbliche 1 Direzione Nazionale Antimafia 1
Tribunale di sorveglianza 29    
Ufficio del Giudice di pace [3] 182    
Ufficio del Giudice di pace con [4] oneri a carico degli enti locali 218    
TOTALE 629 TOTALE 200

Si delinea in questo modo una rete di rapporti fra gli uffici dell’Amministrazione centrale e gli uffici giudiziari, secondo la quale la prima si pone nei confronti dei secondi in posizione servente, con riguardo all’attività giurisdizionale, che viene svolta dagli uffici giudiziari in autonomia.

Per l’anno in corso le risorse destinate al raggiungimento degli obiettivi strategici e strutturali sono pari ad euro 3.861.131.516, di cui euro 10.502.564 sono risorse da trasferire per il funzionamento della Scuola Superiore di Magistratura.

Per adempiere al proprio mandato il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria si avvale di personale di magistratura e amministrativo per un totale rispettivamente di 8.931 magistrati e di 34.386 unità amministrative alla data del 31.12.2016 distribuite secondo le tabelle di cui all’allegato del Dipartimento.

Si rinvia al contributo del Dipartimento, allegato in appendice al Piano e pubblicato integralmente sul sito istituzionale per l’esame dell’attività propriamente giurisdizionale (movimenti dei procedimenti penali e civili, monitoraggio dell’istituto della mediazione, attuazione della revisione delle circoscrizioni giudiziarie).

 

Priorità politiche, obiettivi strategici e strutturali

Alla luce dell’Atto di indirizzo politico istituzionale per l’anno 2017, dal quale primariamente scaturisce la definizione degli obiettivi strategici ed operativi, le priorità politiche che maggiormente interessano il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi sono:

1.  Politiche per l’efficienza gestionale

2.  Razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero

3.  Miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa

4.  La razionalizzazione delle risorse

5.  La diffusione dei progetti di innovazione per gli uffici giudiziari e le altre articolazioni territoriali del ministero

7.  L'incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali

8.  Il potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti

13. L’attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione

Nella Direttiva annuale del Ministro per l’anno 2017 e nell’allegata Nota Integrativa alla legge di bilancio dello Stato sono stati individuati per il triennio 2017-2019 sette obiettivi strategici e sei obiettivi di carattere strutturale:

  • (Obiettivo Strategico 1) - Riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari
  • (Obiettivo Strategico 2) - Processo penale telematico.
  • (Obiettivo Strategico 3) - Processo civile telematico.
  • (Obiettivo Strategico 4) - Infrastrutture per il pct ed il ppt.
  • (Obiettivo Strategico 5) - Valorizzazione risorse umane
  • (Obiettivo Strategico 6) - Procedure di riqualificazione ex art. 21 quater del d.l.83/15
  • (Obiettivo Strategico 7) - Assunzioni di 1000 unità di personale amministrativo non dirigenziale da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazione giudiziaria, ai sensi dell’articolo 1 commi 2-bis e 2-ter, del decreto-legge 30 giugno 2016, n.117
  • (Obiettivo Strutturale 1) - Informatizzazione e rilevazione statistica
  • (Obiettivo Strutturale 2) – Funzionamento uffici giudiziari.
  • (Obiettivo Strutturale 3) – Risorse da trasferire alla Scuola Superiore di Magistratura
  • (Obiettivo Strutturale 4) – Organizzazione e gestione concorsi per magistrato ordinario
  • (Obiettivo Strutturale 5) – Servizi generali al funzionamento della giustizia
  • (Obiettivo Strutturale 6) – Raggiungimento della quota minima di acquisti tramite Consip e mercato elettronico rispetto al totale di beni e servizi

Prima di esaminare gli obiettivi strategici del Dipartimento, appare opportuno accennare al contesto esterno ed interno di operatività dell’articolazione.

Nell’anno 2016 il Dipartimento è stato innanzitutto impegnato nell’adozione di misure volte alla valorizzazione ed incentivazione del personale in servizio, tra le quali si ricordano l’attivazione delle procedure per la riqualificazione del personale amministrativo, con gli avvisi di selezione del 19 settembre 2016, che si sono svolte nello scorso mese di marzo.

Con le procedure di riqualificazione di cui all’art. 21 quater del decreto legge n. 83 del 27 giugno 2015 si è avviato il passaggio dall’area II all’area III di 1148 cancellieri e di 662 ufficiali giudiziari.

La disposizione introdotta dall’articolo 21 quater del decreto-legge precitato consente il primo momento di riqualificazione del personale amministrativo dopo oltre 20 anni, avviato peraltro con un percorso di confronto con le OO.SS.

Con le citate procedure di riqualificazione è stata avviata anche un’importante innovazione in tema di formazione del personale: l’approntamento di una moderna e innovativa piattaforma e-learning che ha consentito la fruibilità dei corsi di aggiornamento professionale a distanza per il nuovo personale in ingresso e per quello già in servizio.

L’avvio del programma assunzionale di reclutamento di nuovo personale amministrativo è stato autorizzato con il decreto-legge 117/2016, per l’ingresso immediato di 1000 unità di personale, in deroga alle disposizioni in materia finanziaria degli ultimi anni che hanno disposto il blocco del turn-over per tutte le pubbliche amministrazioni. Inoltre, la legge di stabilità 2017 ha autorizzato l’assunzione di ulteriori 1000 unità a partire dal 2017. Con il bando pubblicato il 22 dicembre 2016 in G.U. - 4ª serie speciale n. 92, si è avviato il concorso ad 800 posti da Assistente giudiziario, le cui prove si svolgeranno nel mese di maggio.

Si realizza così dopo oltre due decenni la concreta possibilità di ingresso di giovani risorse di personale amministrativo, quanto mai necessarie non soltanto a contenimento delle vacanze esistenti ma anche per assicurare il passaggio di competenze dal personale attualmente in servizio.

Nell’anno 2017 il Dipartimento procederà, inoltre, alla revisione e rimodulazione dei profili professionali, a digitalizzare i processi di gestione del personale e a razionalizzare la pianta organica del personale amministrativo, nella consapevolezza che la relazione in fatto esistente fra la crescita costante, intervenuta negli ultimi anni, delle dotazioni organiche del personale di magistratura e il progressivo decremento di quelle del personale amministrativo ha inciso negativamente sulla funzionalità degli uffici giudiziari.

Altra attività di rilievo è quella svolta nell’ambito del Tavolo tecnico di coordinamento istituito presso il Gabinetto del Ministro al fine di procedere all’elaborazione della proposta alla rideterminazione degli organici dei magistrati degli uffici giudicanti e requirenti di primo grado; attività conclusasi con l’emanazione del D.M. 1 dicembre 2016, con il quale si è provveduto alla rideterminazione delle piante organiche del personale di magistratura dei Tribunali ordinari e delle relative Procure della Repubblica, mentre è in corso di definizione la proposta di revisione per gli uffici minorili e di secondo grado.

Analoga rilevanza assumono gli ulteriori adempimenti attuativi della riforma della geografia giudiziaria, fra i quali si segnalano, in particolare, quelli relativi all’attuazione dell’articolo 2, comma 1-bis, del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, riguardante il ripristino degli uffici del giudice di pace soppressi.

Nell’ambito delle misure di innovazione organizzativa, si inseriscono gli interventi adottati per l’informatizzazione della giustizia necessari per l’estensione del processo civile telematico a tutte le cause civili di primo e secondo grado e per il pieno dispiegamento del SICP nel settore penale, onde assicurare un complessivo recupero di efficienza ed un più elevato grado di sicurezza dei sistemi informativi.

In tale direzione si inquadrano le molteplici e complesse attività espletate dalla Direzione Generale per i Sistemi informativi automatizzati, che sta provvedendo, tra l’altro, al consolidamento e alla diffusione del processo civile telematico (P.C.T.), alla razionalizzazione dei sistemi a supporto del processo penale e alla predisposizione delle basi per il futuro processo penale telematico (P.P.T.), all’avvio delle attività necessarie alla costituzione di banche dati di giurisprudenza attive su tutto il territorio nazionale, all’ulteriore sviluppo del “data warehouse” civile e ad avviare le attività necessarie allo sviluppo di quello penale in collaborazione con la Direzione generale di statistica .

Riguardo agli uffici giudiziari particolare impegno è stato profuso nel potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti, anche al fine di individuare strumenti per ridurre il pesante arretrato che, di fatto, paralizzava l’attività dei tribunali; il monitoraggio si colloca all’interno delle attività previste dal progetto organizzativo denominato «Arretrato civile ultratriennale. Programma Strasburgo 2».

A dimostrazione dell’impegno profuso dall’amministrazione giudiziaria con riguardo all’efficienza del servizio giustizia, nel 2016 è stato inaugurato sul sito del ministero un monitoraggio molto accurato sia per la rilevanza degli indicatori misurati sia per la profondità organizzativa di analisi dal momento che sono costantemente esaminati i livelli di servizio, nel settore civile e in quello penale, di tutti i Tribunali e di tutte le Corti di Appello italiane.

Il monitoraggio ha il pregio di scomporre i dati statistici dell’attività civile e, per la prima volta, anche nel settore penale, nel massimo dettaglio di granularità, sia per ufficio che per materia, evidenziando, ad esempio nel civile, che l’arretrato patologico (ultra-annuale in Cassazione, ultra-biennale in Appello e ultra-triennale in Tribunale) rilevato al 30 settembre 2016 è pari a circa 770 mila procedimenti al netto delle esecuzioni immobiliari (che sono altre 130.000) a fronte del totale di 3,8 milioni di affari complessivi, con un trend in continua decrescita.

L’anno 2016 ha inoltre visto il Dipartimento impegnato nella sfida di dare attuazione al complesso trasferimento di competenze in materie di spese di funzionamento degli uffici giudiziari dai Comuni al Ministero della Giustizia; ciò attraverso il superamento di un modello organizzativo risalente alla legge 392/41 e mai sino ad ora sostanzialmente modificato.

In particolare, le difficoltà nascenti dall’esigenza, da un lato di centralizzare i meccanismi di spesa per rendere la stessa più efficiente e, dall’altro, di assicurare un sufficiente livello di autonomia agli uffici territoriali hanno reso indispensabile la ricerca di una nuova modalità di strutturazione del processo di individuazione del fabbisogno e successiva acquisizione dei beni e servizi.

La soluzione individuata dalla Direzione Generale per le Risorse Materiali e delle Tecnologie è stata quella di realizzare il decentramento affidando le funzioni gestionali e di spesa, con lo strumento della delega, direttamente agli uffici giudiziari destinatari dei servizi, che ne hanno quindi acquisito il totale governo.

Gli elementi sino ad ora acquisiti dimostrano che, se per un verso la scelta indicata ha richiesto un maggiore impegno per gli uffici giudiziari, dall’altro ha comportato un consistente risparmio di risorse che potranno essere restituite al territorio in termini di maggiori investimenti.

Al riguardo, per l’anno 2017, si sta lavorando all’attivazione di un consistente meccanismo di riqualificazione della spesa, trasformando quella corrente in spesa di investimento, destinando i risparmi realizzati relativamente alle spese di funzionamento in interventi strutturali sugli immobili destinati a sedi giudiziarie, con particolare riguardo agli adeguamenti richiesti dal rispetto del dlgs. 81\08.

 

Dagli obiettivi strategici agli obiettivi operativi

Ai sensi dell’art. 3 della Direttiva generale del Ministro per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2017, il Capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, quale titolare del Dipartimento, Centro di responsabilità amministrativa, in base al combinato disposto dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 297/97, dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 300/1999 e dell’articolo 16 del decreto n. 165/2011 e successive modificazioni, nel fare propri gli obiettivi strategici contenuti nella Direttiva del Ministro, ha aggiunto gli ulteriori obiettivi del Dipartimento, riguardanti le attività connesse ai compiti istituzionali e ha attribuito con la c.d. “Direttiva di 2° livello” gli obiettivi di competenza ai Direttori, preposti alle Direzioni generali funzionalmente dipendenti.

Con riferimento agli Uffici del Capo Dipartimento, i rispettivi titolari saranno impegnati nel perseguimento degli obiettivi ricevuti con il provvedimento di conferimento dell’incarico.

Un primo obiettivo da portare avanti sia per l’Ufficio I – Affari generali, sia per l’Ufficio II – Circoscrizioni giudiziarie e piante organiche è quello di provvedere alla riorganizzazione dei diversi servizi ed alla revisione delle procedure relative ai permessi del personale.

Un secondo obiettivo è la costituzione dell’URP, previa trasformazione dell’Ufficio di Call Center attualmente esistente.

Un terzo obiettivo dell’Ufficio I riguarda la riorganizzazione del servizio “controllo di gestione”, correlato alla revisione delle schede per la valutazione dei dirigenti, alla catalogazione dei programmi di cui al decreto legislativo 240/2006 e alla predisposizione di un format unico per detti programmi, alla rimodulazione dei report di gestione degli uffici centrali e degli uffici giudiziari e alla predisposizione di un “cruscotto” per il controllo trimestrale dell’andamento dei progetti.

Gli obiettivi dell’Ufficio II riguardano la revisione delle piante organiche degli uffici di II grado con tutti gli atti amministrativi consequenziali e il controllo e il monitoraggio degli Uffici del Giudice di Pace mantenuti e ripristinati.

Considerata la Direttiva del sig. Ministro e le Direttive di 2° livello predisposte dal Capo Dipartimento per ciascuna Direzione Generale afferente, di seguito sono sinteticamente illustrati gli obiettivi (di natura strategica, ma anche strutturale) predisposti dalle diverse articolazioni dipartimentali per l’anno 2017, rimandando al contributo elaborato dal Dipartimento per la descrizione analitica, corredata, per talune Direzioni Generali, da una relazione programmatica.

Con riguardo gli uffici giudiziari, questi ultimi sono chiamati a pianificare le loro attività attraverso i programmi delle attività annuali ai sensi dell’art. 4 del d.lgs. 240/2006. La scelta del Dipartimento di utilizzare tali programmi quale strumento di pianificazione per gli uffici giudiziari è nata dalla considerazione che in esso si realizza, così come rilevato dal Consiglio Superiore della Magistratura con la risposta ad uno specifico quesito del 26 gennaio 2007, il coordinamento tra l’attività giudiziaria e l’attività del personale amministrativo, essendo un documento redatto con il concerto del Capo dell’Ufficio e del dirigente amministrativo.

I programmi delle attività annuali, tuttavia, non sono allegati al contributo per il Piano della Performance elaborato dal Dipartimento, non venendo comunque meno la rilevanza del loro perseguimento, dal momento che i risultati ottenuti dal loro perseguimento contribuiranno a determinare quelli del Dipartimento.

Da ultimo, prima di passare all’esame degli obiettivi (di natura strategica e strutturali) delle diverse Direzioni Generali, deve osservarsi che deve osservarsi che il bilancio 2017 – 2019 per il Centro di Responsabilità Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, oltre a tener conto della nuova struttura del bilancio per azioni, si caratterizza per l’istituzione del programma 32.3 “servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza” e per una nuova definizione del programma 6.2 “giustizia civile e penale”.

Con la nuova struttura del bilancio si è, pertanto, concretizzato il superamento di due anomalie, rilevate sia dalla Corte dei conti sia dalla Ragioneria generale dello Stato, quali l’ attribuzione di un medesimo programma (giustizia civile e penale) a due distinti centri di responsabilità (DOG e DAG) e la mancata rappresentazione del programma “Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza”, nell’ambito della Missione 32 “Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche”.

Nell’ambito del nuovo programma, 32.3 “servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza”, sono allocati gli stanziamenti destinati al funzionamento degli uffici amministrativi delle amministrazioni centrali.

Per il triennio 2017-2019, nella Nota Integrativa al Bilancio in collegamento con il programma “giustizia civile e penale” sono stati inseriti quattro obiettivi strategici:

  • Riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari
  • Processo civile telematico
  • Processo penale telematico
  • Infrastrutture per il processo civile telematico ed il processo penale telematico

e tre obiettivi strutturali:

  • Informatizzazione e rilevazione statistica
  • Funzionamento uffici giudiziari
  • Risorse da trasferire alla Scuola Superiore di Magistratura.

In collegamento con il programma “servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza”, tre obiettivi strategici:

  • Valorizzazione risorse umane
  • Procedure di riqualificazione ex art. 21 quater del decreto legge n. 83 del 2015
  • Assunzione di 1000 unità di personale amministrativo 631.205 non dirigenziale da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazione giudiziaria, ai sensi dell’articolo 1 commi 2-bis e 2-ter, del decreto-legge 30 giugno 2016, n. 117

e tre obiettivi strutturali:

  • Organizzazione e gestione concorsi per magistrato ordinario
  • Servizi generali dell'amministrazione della giustizia ivi compreso il funzionamento dell'amministrazione centrale
  • Raggiungimento della quota minima di acquisti tramite Consip e mercato elettronico rispetto al totale di beni e servizi.

Rispetto al triennio precedente sono quindi presenti tre nuovi obiettivi strategici, che hanno determinato un maggiore peso della programmazione strategica su quella totale del Dipartimento e un nuovo obiettivo di carattere strutturale, “Raggiungimento della quota minima di acquisti tramite Consip e mercato elettronico rispetto al totale di beni e servizi”, che riguarda l’incremento della percentuale di acquisti tramite Consip rispetto al totale degli acquisti dell’amministrazione.

Riguardo agli indicatori, la maggior parte degli obiettivi strategici di bilancio sono stati declinati in piani operativi misurati con indicatori corrispondenti a quelli della programmazione economico finanziaria, ad eccezione di alcuni obiettivi, per i quali sono stati utilizzati indicatori di risultato, collegati alla totale realizzazione dell’obiettivo.

Anche per la programmazione di carattere strutturale, nei piani operativi ad essa collegati sono stati utilizzati prevalentemente indicatori di risultato, legati all’avanzamento dell’attività progettuale o al raggiungimento dell’obiettivo del progetto.

 

Direzione Generale di statistica e analisi organizzativa

  1. Obiettivo: Monitoraggi della giustizia civile e penale
    Descrizione: Ulteriore raffinamento del monitoraggio riguardante l’andamento del carico giudiziario nazionale complessivo con evidenziazione dell’arretrato “a rischio Pinto”. Il monitoraggio, oltre alla dimensione nazionale, prevederà un censimento speciale della performance giudiziaria a livello distrettuale che faccia leva da un lato sulle potenzialità del data warehouse della giustizia civile (DWGC) e dall’altro sul pieno utilizzo delle statistiche tradizionali in materia penale.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Monitoraggio nazionale (civile e penale) pubblicato sul sito regolarmente - 100%
    Monitoraggio distrettuale (civile e penale) pubblicato sul sito regolarmente - 100%
     
  2. Obiettivo: Rilevazione delle mediazioni civili
    Descrizione: La Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa è uno dei pochi uffici statistici ministeriali europei in grado di realizzare una rilevazione statistica delle mediazioni civili, strumento di ADR fortemente sostenuto dalla Commissione Europea. L’obiettivo (strutturale) è di mantenere il monitoraggio statistico dei procedimenti di mediazione trattati presso gli Organismi abilitati.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Statistiche aggiornate sulla mediazione civile pubblicate online su webstat - 100%
    Monitoraggio delle mediazioni nazionali pubblicato www.giustizia.it - 100%
    Invio elenchi degli organismi rispondenti al DAG - 100%
     
  3. Obiettivo: Collaborazione con organismi internazionali
    Descrizione: Sono molte le organizzazioni internazionali che si occupano di valutazione dei sistemi giudiziari e di impatto che gli stessi hanno sulla vita economica e sulla competitività dei paesi. Tra questi, la World Bank, il Consiglio d’Europa tramite la European Commission for the Efficiency of Justice (CEPEJ), l’OCSE e la Commissione Europea. Alla Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa è richiesto il coordinamento della raccolta dei dati richiesti dagli organismi internazionali, interfacciandosi con le diverse articolazioni interne del Ministero della giustizia ed esterne (ISTAT, CSM, Consiglio Nazionale Forense, Corte Suprema della Cassazione).
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Pubblicazione dello European Justice Scoreboard della Commissione Europea - 100%
    Avvio della raccolta dati per il rapporto European judicial systems della Cepej - 100%
     
  4. Obiettivo: Diffusione delle statistiche online
    Descrizione: La statistica giudiziaria riveste una notevole importanza per le attività del Ministero, nonchè una fonte informativa di grande interesse per l’intera collettività. La Dg-Stat proseguirà, quindi, a collaborare con Dg-Sia e con la redazione del sito giustizia.it affinché venga dato ampio risalto online ai dati, agli studi e alle analisi organizzative in un’ottica di totale trasparenza. La pubblicazione dei dati e degli studi prevede, oltre alla piattaforma istituzionale giustizia.it, anche l’utilizzo del sito dedicato alle statistiche ministeriali e a vari approfondimenti denominato “webstat.it” per il quale il Dipartimento si è impegnato a sostenere le attività di gestione tecnologica e di evoluzione funzionale con utili strumenti software finalizzati alla migliore diffusione dell’informazione statistica.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Pubblicazione dei monitoraggi online - 100%
    Diffusione dei dati in modalità open-data - 100%
    Utilizzo di formati multipli di diffusione (tabelle, grafici, infografiche) - 100%

 

Direzione Generale delle risorse materiali e delle tecnologie

  1. Obiettivo: Attività di impulso, ricognizione ed implementazione del servizio di  multi-video-conferenza
    Descrizione: Il progetto è destinato alla stipula di un nuovo contratto per il mantenimento dell’infrastruttura e l’attivazione di un programma di ampliamento del numero di aule giudiziarie e salette presso gli istituti penitenziari allestite sul territorio nazionale. L’obiettivo è renderle fruibili per il servizio di multi-video-conferenza assicurandone la massima diffusione anche in previsione dell'annunciato ampliamento delle ipotesi normativamente previste di ricorso alla partecipazione a distanza al dibattimento.
    L’obiettivo è assegnato all’Ufficio I – Affari Generali. E' prevista una interlocuzione con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria per la ricognizione degli impianti di multi-video-conferenza esistenti e per la verifica dei fabbisogni conseguenti all'ampliamento delle fattispecie normative.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Realizzazione capitolato tecnico e predisposizione atti di gara - 1
    Avvio del nuovo contratto - 1
     
  2. Obiettivo: Standardizzazione degli impianti tecnologici dei locali CED (Sale Server)
    Descrizione: L’obiettivo è rivolto alla ricognizione degli impianti tecnologici dei CED degli Uffici Giudiziari e la stipula dei contratti di manutenzione ordinaria e straordinaria, nei limiti previsti dal c.d. Manutentore Unico, garantendo efficienza ed economicità nella esecuzione degli interventi individuati come necessari dalla DGSIA.
    L’obiettivo è assegnato all’Ufficio I – Affari Generali. E' prevista la collaborazione con la DGSIA sia nella fase di ricognizione dei CED e dei relativi impianti tecnologici sia nella fase di individuazione delle attività di adeguamento degli impianti esistenti, determinante ai fini del raggiungimento degli indicatori.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Censimento degli impianti tecnologici dei CED - 100%
    Avvio delle procedure di gara per adeguamento impianti tecnologici - 80%
     
  3. Obiettivo: Attività di standardizzazione degli impianti di sicurezza in dotazione agli Uffici Giudiziari
    Descrizione: L’obiettivo è rivolto ad assicurare agli uffici giudiziari una dotazione di sicurezza improntata su parametri di uniformità e di economicità, tali da garantire a ciascun ufficio uno standard minimo di sicurezza.
    L’obiettivo è assegnato all’Ufficio IV – Impianti di sicurezza e autovetture.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Censimento degli impianti tecnologici dei CED - 100%
    Avvio delle procedure di gara per adeguamento impianti tecnologici - 80%
     
  4. Obiettivo: Attuazione di programmi per acquisto, progettazione, costruzione, ristrutturazione ed adeguamento alle normative di sicurezza ex dlgs n.81/2008, nonché di prevenzione degli incendi e del rischio sismico per tutti gli immobili adibiti ad Uffici dell’Amministrazione centrale e periferica.
    Descrizione: L’obiettivo è rivolto alla mappatura, controllo e monitoraggio delle richieste relative agli interventi di adeguamento e messa a norma ai sensi del dlgs. n. 81/2008 degli edifici utilizzati dall’Amministrazione Centrale, dagli uffici giudiziari nazionali e dagli uffici giudiziari territoriali inserite nel sistema S.I.G.E.G. (Sistema Informativo della Gestione dell’Edilizia Giudiziaria). L’obiettivo si sviluppa in un arco temporale di tre anni ed è assegnato all’Ufficio VI – Gestione degli immobili. Per la realizzazione è prevista una costante interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture e i Provveditorati Interregionali alle Opere Pubbliche, quali stazioni appaltanti delle menzionate attività.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Censimento delle richieste di intervento - 100%
    Percentuale di elaborazione delle richieste, di valutazione delle priorità e associazione dei fondi disponibili - 100%
     
  5. Obiettivo: Svolgimento di procedure contrattuali per l’acquisizione di beni e servizi di telecomunicazione, compresi quelli VOIP (Voice over IP – Telefonia su reti internet), da implementare attraverso l’effettuazione di attività di coordinamento con la DGSIA per i necessari interventi sulla banda di trasmissione
    Descrizione: L’utilizzo dei servizi VoIP (Voice over Internet Protocol) si inquadra nel percorso di razionalizzazione delle risorse delle pubbliche amministrazioni; rende, infatti, possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione Internet, o altra rete dedicata, con risparmi sulle chiamate e minori costi infrastrutturali. L’obiettivo è rivolto al censimento delle centrali telefoniche presenti negli edifici in uso agli Uffici giudiziari e all'Amministrazione centrale e all’elaborazione dell’elenco degli interventi di manutenzione necessari e verifica delle esigenze di acquisto di nuove centrali telefoniche, con determinazione della priorità.
    L’obiettivo è assegnato all’Ufficio VI – Gestione degli immobili. Per la realizzazione è prevista una attività di coordinamento con la DGSIA in relazione ai necessari interventi sulla banda di trasmissione
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Realizzazione del censimento delle centrali telefoniche presenti negli Uffici Distrettuali, nelle sedi Circondariali nonché negli Uffici del Giudice di Pace nelle sedi dei Tribunali soppressi - 100%
    Elaborazione degli interventi di manutenzione e di acquisto, di valutazione delle priorità - 100%
     
  6. Obiettivo: Strutturazione di un piano di interventi al fine di procedere – in un’ottica di razionalizzazione della spesa – alla dismissione delle locazioni passive in atto negli uffici giudiziari centrali e periferici
    Descrizione: Il censimento e monitoraggio degli immobili in uso agli uffici giudiziari ed all'Amministrazione centrale avviato con il passaggio di competenze dai Comuni al Ministero della giustizia e tuttora in corso, ha consentito di accertare che, allo stato, gli uffici giudiziari utilizzano circa 800 edifici, dei quali circa 300 condotti in locazione, con una spesa annua di circa 45 milioni di euro, mentre la restante parte è per lo più di proprietà demaniale o comunale. L’art. 1, comma 222 della L. 191/2009 prevede che le amministrazioni dello Stato, entro il 31 gennaio di ciascun anno, effettuino: la previsione triennale: a) del loro fabbisogno di spazio allocativo; b) delle superfici da esse occupate non più necessarie. Le predette amministrazioni comunicano altresì all'Agenzia del Demanio, entro il 31 gennaio di ciascun anno, le istruttorie in corso per reperire immobili in locazione.  In ottemperanza alla previsione normativa di cui alla L. 190/2014, la Direzione ha avviato lo sviluppo di un sistema digitale (S.I.G.E.G. - Sistema Informativo Gestione Edifici Giudiziari), in produzione dal 1° dicembre 2016, finalizzato alla gestione informatizzata della enorme mole di dati e documenti afferenti tutti gli immobili in uso agli uffici giudiziari centrali e periferici. L'obiettivo finale é quello di procedere ad una virtuosa opera di razionalizzazione, attraverso una costante collaborazione con l’Agenzia del Demanio, con la Cassa Depositi e Prestiti, con l’amministrazione centrale degli Archivi notarili, nonché con altre Amministrazioni, anche attraverso la sottoscrizione di appositi Protocolli d'intesa che consentano un programma di attività finalizzato sia ad avviare a soluzione alcuni gravi problemi allocativi che determinano condizioni di lavoro estremamente precarie in uffici giudiziari di prima grandezza, sia di porre un freno alla crescita esponenziale della spesa per locazioni.
    L’obiettivo è assegnato all’Ufficio VI – Gestione degli immobili. La realizzazione dell’obiettivo prevede una costante interlocuzione con l'Agenzia nazionale del Demanio, la Cassa Depositi e Prestiti, nonché con l’amministrazione centrale degli Archivi notarili, ciascuno nell'ambito di competenza, per l'individuazione di soluzioni allocative alternative alla locazione.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Percentuale di attuazione di almeno 4 piani di intervento che prevedano la dismissione di locazioni passive con risparmi superiori al milione di euro di canone annuo complessivo anche attraverso la sottoscrizione di appositi Protocolli d'Intesa - 100%
     
  7. Obiettivo: Implementazione e piena operatività dell’utilizzo del protocollo informatico
    Descrizione: L’obiettivo, assegnato all’Ufficio I – Affari generali, è la revisione del Titolario adeguato alla mutata struttura della Direzione ed alle regole definite dal Dipartimento per la gestione del Protocollo informatico.
    E' prevista una costante collaborazione e interlocuzione tra l’Ufficio Protocollo e l’Ufficio del Protocollo Centrale del Dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Revisione titolario di archivio (passaggio da 4 rami a 1) - 100%
     
  8. Obiettivo: Piano generale dei fabbisogni e Programma (annuale e biennale) degli acquisti di beni e servizi – Previsione annuale dei fabbisogni (Paf)
    Descrizione: L’obiettivo è rivolto alla individuazione delle procedure e degli strumenti utili per l’acquisizione, il monitoraggio, il controllo e la gestione dei dati relativi ai fabbisogni di beni e servizi degli uffici dell’amministrazione centrale, delle articolazioni periferiche del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, nonché degli uffici giudiziari nazionali e territoriali in relazione agli adempimenti previsti in capo al neo-costituito Ufficio II dal DPCM 84/2015 e D.M. 14 dicembre 2015.
    La realizzazione dell’obiettivo è assegnata all’Ufficio II - Programmazione e controllo e richiede l’acquisizione di dati, in termini quantitativi e di risorse ad essi destinate, da parte di ciascun Centro di Responsabilità di spesa del ministero.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Raccolta dei dati sui fabbisogni  di beni e servizi – numero articolazioni ministeriali centrali e periferiche che aderiscono al progetto:
    Funzionari Delegati, Direzioni DOG, DAG e Gabinetto del Ministro - 60%
     
  9. Obiettivo: Spese di funzionamento degli Uffici Giudiziari: ripartizione del capitolo 1550 per piani gestionali
    Descrizione: A seguito dell’entrata in vigore, in data 1° settembre 2015, della Legge 23 dicembre 2014 n. 190, art. 1, comma 526, le spese obbligatorie per il funzionamento degli uffici giudiziari sono state trasferite dai Comuni sede degli Uffici giudiziari (ad eccezione delle città di Roma e Napoli, per le quali, in forza di norme speciali, era già esistente il sistema della gestione diretta da parte dell’Amministrazione) al Ministero della giustizia. L’art. 1 comma 527 di detta legge n. 190/2014 ha previsto l’istituzione di un apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero della giustizia, capitolo 1550, il cui stanziamento in bilancio è attualmente previsto senza alcuna ripartizione per piani gestionali, come accadeva per il capitolo 1551, destinato ai contributi ai Comuni per le spese degli uffici giudiziari. L’obiettivo è destinato alla individuazione delle procedure e degli strumenti utili per l’acquisizione, il monitoraggio, il controllo e la gestione delle spese di funzionamento degli uffici giudiziari, al fine della quantificazione della relativa spesa annua, totale e ripartita per tipologia di servizi, e la suddivisione dello stanziamento in bilancio del capitolo 1550 per piani gestionali, al fine di agevolare la gestione diretta da parte della Direzione Generale di dette spese.
    L’obiettivo è assegnato all’Ufficio II – Programmazione e controllo. La realizzazione dell’obiettivo prevede una collaborazione con i Funzionari delegati, al fine della raccolta e valutazione dei dati comunicati.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Comunicazione dei dati di previsione  di spesa suddivisi per tipologia - 100%
     
  10. Obiettivo: Razionalizzazione del Servizio Tasse Automobilistiche e ottimizzazione della gestione dei pagamenti e delle scadenze
    Descrizione: L’obiettivo è rivolto alla razionalizzazione del pagamento delle tasse automobilistiche per le autovetture di servizio di proprietà dell’Amministrazione della giustizia e all’ottimizzazione dell’iter procedurale di pagamento della tassa di circolazione per le autovetture ordinarie. La Direzione Generale delle Risorse Materiali e delle Tecnologie provvede al pagamento delle tasse di circolazione in forma decentrata, accreditando le somme relative ai funzionari delegati presso i vari distretti, in cui sono dislocati i veicoli. I pagamenti da parte degli uffici, essendo subordinati agli stanziamenti di bilancio ed alle somministrazioni dei fondi, spesso avvengono in ritardo rispetto alla data di scadenza, comportando l’applicazione di una sanzione amministrativa con i relativi interessi. Stante l’impossibilità di gestire un inutile e complicato lavoro di revisione e di controllo delle predette sanzioni che, per il pagamento, vengono notificate presso la stessa Amministrazione Centrale, il progetto ha l’obiettivo di concordare con la Regione Lazio una diversa scadenza, fissata ad hoc per il Ministero della giustizia, in ragione del periodo in cui è certa la disponibilità delle risorse finanziarie, tale da escludere il ritardo nell’adempimento, fonte dell’ingiustificato onere della sanzione e dell’applicazione degli interessi.
    La realizzazione dell’obiettivo è assegnata all’Ufficio IV – Impianti di sicurezza e autovetture. L’esito dell’obiettivo è legato al perfezionamento dell’accordo con la Regione Lazio/ ACI.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Percentuale di operazioni di pagamento eliminate da parte dei funzionari delegati - 100%
     
  11. Obiettivo: Monitoraggio dei contratti per l’erogazione del servizio di vigilanza presso gli Uffici Giudiziari ed attivazione di procedure di affidamento standardizzate e centralizzate a livello regionale o, quanto meno, distrettuale
    Descrizione: L’obiettivo intende individuare procedure di gara standardizzate e centralizzate, almeno a livello distrettuale, volte a garantire una riduzione dei costi sostenuti in passato dai Comuni ed orientate ad assicurare trasparenza nell’affidamento degli incarichi ai fornitori, da selezionare secondo criteri omogenei sul territorio e condivisi con l’Amministrazione Centrale. L’obiettivo finale del progetto è quello di assicurare la piena copertura del servizio di vigilanza presso gli uffici giudiziari, per un congruo periodo di tempo e secondo parametri uniformi, che consentano di ottimizzare le risorse finanziarie impiegate. La realizzazione dell’obiettivo è assegnata all’Ufficio IV – Impianti di sicurezza e autovetture.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Numero di contratti stipulati per l’espletamento del servizio di vigilanza in rapporto al numero complessivo di Uffici Giudiziari presenti sul territorio nazionale
     
  12. Obiettivo: Razionalizzazione della gestione del servizio di noleggio delle fotocopiatrici/stampanti
    Descrizione: L’obiettivo è rivolto alla razionalizzazione della gestione del servizio noleggio  delle fotocopiatrici/stampanti di rete assegnate agli uffici giudiziari e all’Amministrazione centrale mediante delega agli uffici giudiziari distrettuali al fine di procedere al monitoraggio del corretto ed efficiente utilizzo delle apparecchiature.
    L’obiettivo è assegnato all’Ufficio V - Approvvigionamento ed acquisti. Per la realizzazione si prevede la collaborazione con Consip Spa.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Percentuale numero apparecchiature oggetto di delega conferita agli Uffici giudiziari distrettuali (circa 4000 macchine da gestire nei tre anni) - 50%
     
  13. Obiettivo: Revisione delle attività dell’Ufficio del Consegnatario
    Descrizione: L’obiettivo è rivolto alla revisione delle attività relative all’Ufficio del Consegnatario, in particolare alla ricognizione e conseguente aggiornamento dei Modelli 227 P.G.S. - Schede dei beni mobili esistenti nelle stanze degli Uffici - compilate ai sensi dell'art. 102 delle nuove Istruzioni generali sui servizi del P.G.S. (D.M. Tesoro 20 giugno 1987) e alla messa in fuori uso dei beni non più utili.
    L’obiettivo è assegnato all’Ufficio V - Approvvigionamento ed acquisti. Per la realizzazione dell’obiettivo sono coinvolte tutte le articolazioni ministeriali.

 

Direzione Generale del personale e della formazione

  1. Obiettivo: Completamento delle procedure di riqualificazione ex art. 21-quater decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 132
    Descrizione: completamento delle procedure di riqualificazione ex art. 21-quater decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, 132, per il passaggio di n 1.148 cancellieri (area Il) all’area III funzionari giudiziari, nonché per il passaggio di n° 662 ufficiali giudiziari (area Il all’area III funzionari UNEP).
    L’obiettivo si realizzerà nel corso di due anni attraverso l’attività degli uffici II Formazione e III concorsi ed assunzioni. E’ prevista una collaborazione con la Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Percentuale di posti riservati a cancellieri e ufficiali giudiziari nell'area terza del comparto ministeri - rapporto tra numero di passaggi di area effettivamente definiti e numero massimo autorizzato - >= 85%
     
  2. Obiettivo: Completamento della procedura concorsuale per l’assunzione di n. 800 unità di personale amministrativo non dirigenziale da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazione giudiziaria, ai sensi dell’articolo 1, co. 2 b-bis e 2-ter, decreto-legge 30 giugno 2016 n.117.
    Descrizione: Sono attualmente in corso le attività di apprestamento di tutte le necessità connesse agli aspetti organizzativi della prova concorsuale indicata sia con riferimento alla fase preselettiva che a quella selettiva. Le attività si svolgeranno nel corso dell’anno e sono assegnate agli uffici I Affari Generali, III Concorsi ed Assunzioni. E’ prevista una stretta collaborazione con la Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Completamento delle procedure concorsuali e di scorrimento delle graduatorie - 100%
     
  3. Obiettivo: formazione professionale
    Descrizione: La Direzione Generale del personale e della formazione dovrà, in collaborazione con la DGSLA, continuare nello sforzo già attivato nell’anno 2016, in occasione dell’avvio dei processi di riqualificazione ex art. 21-quater decreto-legge 83/2015, di utilizzare la piattaforma informatica per la formazione a distanza del personale amministrativo, su cui attualmente risultano attivi i percorsi formativi destinati ai candidati delle selezioni interne per il passaggio alle qualifiche di Funzionario giudiziario e Funzionario UNEP (art. 21- quater). Al termine di queste ultime procedure, la Direzione Generale avrà cura di programmare il caricamento di ulteriori specifici percorsi formativi, non necessariamente legati a procedure concorsuali, ma destinati a soddisfare il fabbisogno formativo del personale amministrativo, attraverso moderne metodologie, che consentano un notevole contenimento dei costi.
    L’obiettivo avrà una durata temporale triennale con la collaborazione della Direzione Generale dei sistemi informativi automatizzati.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Volume di attività in termini di ore e unità - 100%

 

Direzione Generale dei Magistrati

  1. Obiettivo: Progetti inerenti all’unita di staff riguardanti la disciplina ed il contenzioso magistrati, nonché i tirocini formativi
    Descrizione: Il progetto di cui trattasi prevede il perseguimento dei massimi livelli di efficienza, efficacia ed economicità nell’ambito delle attività istituzionali di competenza dell’unita di Staff , da realizzare attraverso: il costante monitoraggio delle pratiche pre-disciplinari e disciplinari iscritte nell’anno 2017 e di quelle inerenti alle interrogazioni parlamentari, nonché l’efficiente trattazione delle pratiche del contenzioso amministrativo ed economico concernenti i magistrati togati ed onorari e l’accesso alla magistratura. Il progetto interessa l’intero anno 2017.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di quantità (n. pratiche iscritte o pervenute/n. pratiche iscritte ed evase) - 100%
     
  2. Obiettivo: Monitoraggio e supporto agli uffici giudiziari ai fini della pena realizzazione delle previsioni normative che regolamentano le strutture organizzative denominate “Ufficio per il processo”
    Descrizione: Il progetto fa riferimento ad una nuova concezione del lavoro giudiziario al fine precipuo di potenziare la qualità del complessivo servizio giustizia reso al cittadino, anche nell’ottica di garantire la ragionevole durata del processo. Il progetto prevede, tra l’altro, un’azione di sinergico scambio di informazioni con tutti gli uffici giudiziari dislocati sul territorio nazionale.
    Il progetto interessa l’intero anno 2017
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di quantità (n. richiesta informative pervenute/ n richiesta evase) - 100%
     
  3. Obiettivo: Attività di coordinamento con l’ufficio piante organiche del Capo del Dipartimento ai fini della realizzazione del progetto di revisione delle piante organiche degli ufficio giudiziari di secondo grado
    Descrizione: Il progetto prevede un complesso novero di attività di studio, analisi e scambio di informazioni, nell’ottica di una efficiente e razionale ridefinizione delle piante organiche degli uffici giudiziari di secondo grado. Il progetto prevede l’interfaccia anche con il Consiglio superiore della Magistratura.
    Il progetto interessa l’intero anno 2017
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di quantità (n. uffici giudiziari analizzati/n. uffici giudiziari esistenti) - 100%
     
  4. Obiettivo: Attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione: progetto per la delimitazione del campo normativo di riferimento delle richieste di ostensione dei documenti da parte di terzi.
    Descrizione: Il progetto, che interessa l’anno 2017, implica uno studio articolato delle novità legislative in tema di accesso agli atti, ai fini della regolamentazione della gestione delle istanze di ostensione dei documenti da parte di terzi.
    Il progetto prevede l’interlocuzione con l’ufficio di Gabinetto del Ministro.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di quantità (n. istanze pervenute/ n. istanze istruite) - 100%    
     
  5. Obiettivo: Attività di analisi e studio delle funzionalità degli strumenti attualmente in uso.
    Descrizione: Il progetto intende implementare le funzionalità e le potenzialità applicative del sistema PREORG, ormai obsoleto, in funzione del “testaggio” del nuovo applicativo PREORG dei magistrati ordinari.
    Il progetto prevede l’interlocuzione con la DGSIA ed interessa l’intero anno 2017.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di quantità (numero di funzioni testate/ numero di funzioni considerate) - >=80%
     
  6. Obiettivo: Elaborazione delle linee guida per la realizzazione di un unico strumento idoneo a contenere le informazioni attualmente gestite da applicativi informatici diversi
    Descrizione: Il progetto e finalizzato alla realizzazione di un nuovo strumento informatico che realizzi la gestione congiunta di dati informatici oggi gestiti da più applicativi, relativi alla magistratura ordinaria ed onoraria. Ha per oggetto l’individuazione delle linee guida necessarie a tale finalità.
    Il progetto prevede l’interlocuzione con la DGSIA.
    Il progetto di durata pluriennale, interessa l’intero anno 2017.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di quantità (numero di funzioni individuate/ numero di funzioni occorrenti per la piena funzionalità) - 70%
     
  7. Obiettivo: Organizzazione prove scritte concorso a 360 posti di magistrato ordinario, indetto con D.M. 19 ottobre 2016
    Descrizione: Il progetto ha per obiettivo lo svolgimento del complesso novero di attività di natura amministrativa, gestionale e contrattuale indispensabile per l’organizzazione delle prove scritte del concorso a 360 posti magistrato ordinario, indetto con D.M. 19 ottobre 2016. Ha durata da gennaio ad agosto e richiede attività di collaborazione con il C.S.M. per le relative delibere, con gli uffici giudiziari e ministeriali, cui attingere per organizzare la vigilanza amministrativa e di polizia penitenziaria, con gli uffici di procura, con il Ministero dell’economia e il Ministero dello Sviluppo Economico.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di produttività (risparmio del 5% sul canone di locazione, rispetto al canone corrisposto nel precedente contratto) - 5%
     
  8. Obiettivo: Organizzazione prove orali concorso a 350 posti di magistrato ordinario, indetto con D.M. 22 ottobre 2015
    Descrizione: Il progetto ha per obiettivo lo svolgimento delle prove orali del concorso di cui trattasi. Le fasi del progetto vanno da Marzo a Dicembre. E’ richiesta la collaborazione degli uffici di procura, delle corti d’appello e delle procure generali e del C. S.M. per le relative delibere.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di quantità (n. convocazione candidati ammessi alle prove orali, sul totale di candidati esaminati, pari a 2895) - 100%
     
  9. Obiettivo: Aggiornamento di una applicazione informatica volta a consentire ai candidati/utenti l’accesso online a tutti gli atti della procedura concorsuale, al fine di ampliare il livello di trasparenza assicurato dall’amministrazione.
    Descrizione: Il progetto si rivolge ai cittadini/utenti partecipanti alla procedura concorsuale e mira a garantire agli stessi la possibilità di accedere agli atti del concorso online. L’applicativo di cui trattasi, già utilizzato in via sperimentale in occasione della pubblicazione dei risultati delle prove scritte del concorso indetto con D.M. 5 novembre 2014, semplifica gli adempimenti a carico degli utenti/candidati che per accedere possono utilizzare le credenziali già loro attribuite per l’invio della domanda di partecipazione. Il risultato finale riguarderà l’ampliamento del livello di trasparenza assicurato ai candidati e l’eliminazione di possibili sacche di corruzione. Le fasi del progetto vanno da marzo a settembre. E’ richiesta la collaborazione della DGSIA e della redazione sito giustizia.it.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Indicatore di quantità (n. di richieste di accesso presentate ed evase) - 100%

 

Direzione Generale del Bilancio e della Contabilità

  1. Obiettivo: Istituzione dei centri di gestione unificata di spesa ex art. 4 d.lgs. 7/8/1997, n. 279
    Descrizione: L’obiettivo consiste nell’istituzione dei centri di gestione unificata di spesa ex art. 4 del d.lgs. 7/8/1997, n. 279 anche ai fini della rimodulazione con decreti inter-direttoriali previsti dalle nuove norme in materia di flessibilità di bilancio ed al fine di dare compiuta attuazione alle disposizioni in materia di cui al D.P.C.M. 15 giugno 2015, n. 84.
    Le fasi sono le seguenti:Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    N. decreti interministeriali predisposti/tipologie di spesa individuate - 100%
    • Analisi e delle voci di spesa a carattere strumentale;
    • Condivisione delle valutazioni di dette voci di spesa con le articolazioni ministeriali coinvolte;
    • Interlocuzione con il Ministero dell’economia e delle finanze ai fini della formale predisposizione dei decreti interministeriali di cui all’art. 4 del d.lgs. 7/8/1997, n. 279
    • Predisposizione dei decreti interministeriali
       
  2. Obiettivo: Analisi e valutazioni degli esiti della sperimentazione concernente il rafforzamento del bilancio di cassa.
    Descrizione: L’obiettivo consiste nell’analisi e valutazioni degli esiti della sperimentazione in atto in materia di bilancio finalizzata al rafforzamento del ruolo del bilancio di cassa nella fase di gestione e nella predisposizione delle relative relazioni trimestrali, da trasmettere alla Ragioneria generale dello Stato, secondo quanto previsto dall’art. 3 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 16 settembre 2016 e finalizzate alla redazione del Rapporto sulla sperimentazione da trasmettere alle Commissioni parlamentari competenti per materia ed alla Corte dei conti da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze;
    La fasi previste sono le seguenti:       Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    • Raccolta dei contributi in merito alle criticità riscontrate in fase di attuazione della riforma del bilancio da parte di tutte le articolazioni ministeriali competenti in materia di spesa;
    • Condivisione delle valutazioni con le articolazioni ministeriali coinvolte;
    • Predisposizione delle relazioni trimestrali;
    • Interlocuzione con le competenti articolazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze ai fini della risoluzione dei problemi segnalati.
    N. relazioni inviate rispetto a quelle previste (in percentuale) - 100%
     
  3. Obiettivo: Ricognizione delle contabilità speciali, conti correnti di tesoreria e delle gestioni fuori bilancio autorizzate per legge, in attuazione dell’art. 44-quater della legge n. 196/2009
    Descrizione: L’obiettivo consiste nella ricognizione delle contabilità speciali, conti correnti di tesoreria e delle gestioni fuori bilancio autorizzate per legge, in attuazione dell’art. 44-quater della legge n. 196/2009 e della circolare RGS n. 22/2016. L’obiettivo prevede anche l’eventuale predisposizione di apposito progetto di piattaforma web per l’aggiornamento costante dei dati da parte di tutti gli uffici giudiziari (da concordare con la Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati).
    Le fasi previste sono le seguenti:
    • Individuazione delle fattispecie di contabilità oggetto della ricognizione;
    • Comunicazione dell’esito della precedente fase a tutte le strutture dell’amministrazione giudiziaria;
    • Verifica delle modalità di trasmissione al Ministero dell’Economia e delle Finanze dei dati oggetto della ricognizione;
    • Predisposizione di un apposito applicativo sul portale web Giustizia che permetta l’aggiornamento diretto dei dati a regime da parte di tutti gli uffici giudiziari.
    E’ prevista la collaborazione con la Direzione Generale per i sistemi informativi automatizzati.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    N. di rilevazioni effettuate/n. di rilevazioni previste (in percentuale) - 100%
    N. di uffici NEP oggetto della ricognizione/N. di uffici NEP presenti sul territorio nazionale (in percentuale) - 90%

 

Direzione Generale per i sistemi informativi automatizzati

  1. Obiettivo: Processo civile telematico
    Descrizione: Con l’evoluzione del Processo Civile Telematico si intende raggiungere i seguenti obiettivi:
    a) mirare ad una piena integrazione dei sistemi informativi utilizzati dalla giurisdizione civile valorizzando settori quali la Corte Suprema di Cassazione, il giudice di Pace, la giustizia civile minorile e la volontaria giurisdizione in genere;
    b) provvedere all’adeguamento degli applicativi alle numerose modifiche normative che si sono susseguite nell’ultimo triennio, anche al fine di consentire una puntuale rilevazione dell’efficacia delle riforme poste in essere;
    c) estendere a tutto il territorio nazionale l’uso delle notifiche e comunicazioni di cancelleria in via telematica presso gli uffici esclusi dall’obbligatorietà (G.d.P. e Tribunali per i Minorenni)
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Realizzazione integrazione dei sistemi - 50%
    Modifiche di adeguamento alle riforme normative - 100%
    Estensione delle notifiche e comunicazioni telematiche - 50%
     
  2. Obiettivo: Processo penale telematico
    Descrizione: L’obiettivo di implementazione del Processo Telematico Penale mira principalmente a:
    1. diffusione di un unico applicativo aggiornato su tutto il territorio nazionale, sia con riferimento al sistema dei registri che con riferimento al documentale, dando finalmente corso ad un processo di uniformizzazione. In particolare, si mira a realizzare la piena integrazione degli applicativi in uso, ad oggi non sempre sorretta da una dimensione progettuale adeguata alla complessità delle attività processuali oggetto di informatizzazione;
    2. il potenziamento e la diffusione su tutto il territorio del Portale delle notizie di reato, coinvolgendo gradualmente tutte le forze di polizia e le fonti coinvolte, fornendo a tutte opportuna assistenza.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Diffusione di un unico applicativo relativo ai registri e di un unico sistema documentale - 30% degli uffici
    Potenziamento e diffusione del portale notizie di reato - 30% degli uffici
     
  3. Obiettivo: Infrastrutture per il processo civile telematico ed il processo penale telematico
    Descrizione: L’individuazione dell’insieme delle misure tecnologiche e logistico/organizzative atte a prevenire criticità, a ripristinare sistemi, dati e infrastrutture necessarie all’erogazione di servizi a fronte di eventi e/o emergenze che ne intacchino la regolare attività, costituisce una priorità della DGSIA la cui azione in questo ambito è principalmente  volta alla razionalizzazione dei CED nonché al potenziamento dei sistemi e procedure di disaster recovery ed al potenziamento della banda di rete unitaria su tutto il territorio nazionale.
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Razionalizzazione e potenziamento dei sistemi - 100%
    Potenziamento Sistemi, banda di rete e procedure Disaster recovery - 100%
     
  4. Obiettivo: Cyber security
    Descrizione:  l’obiettivo  è di elevare i livelli di sicurezza dei sistemi   che   in alcuni settori della Giustizia, quale il settore penale in particolare nella fase di indagine, sono sottoposti a minacce di intrusioni. Al fine di raggiungere tale obiettivo, sono state coinvolte strutture accademiche, attraverso la stipula di una convenzione con la CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiana) e strutture altamente specializzate messe in campo dal Cineca
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    L’incremento della sicurezza fisica delle infrastrutture - 100%
    L’incremento della sicurezza logica dei sistemi - 100%

 

Direzione Generale per la gestione e manutenzione degli uffici ed edifici del complesso giudiziario di Napoli

  1. Obiettivo: Sede Giudiziaria di Castel Capuano. Risanamento igienico sanitario e la ripresa tecnico funzionale ai sensi del D.lgs. 81/08, di alcuni locali a servizio della scuola di formazione, siti sia a piano ammezzato che a piano primo dell’immobile.
    Descrizione: Il progetto prevede sostanzialmente la ripresa generalizzata ai sensi del decreto legislativo 81/08, dei luoghi di lavoro destinati alla Scuola di formazione del Ministero della giustizia. In particolare si prevedono lavori miranti al risanamento ed adeguamento igienico sanitario dei locali destinati a servizi igienici siti sia al piano ammezzato che al piano primo. E' prevista una interlocuzione con la Soprintendenza ai Beni culturali, in particolare finalizzata al rilascio del parere sulle varie fasi progettuali ( preliminare, definitivo ed esecutivo).
    Indicatori di raggiungimento e Target atteso
    Trasmissione agli Uffici giudiziari Competenti (Procura Generale e Corte di Appello)  del progetto, sia dello studio preliminare che delle progettazioni definitive ed esecutive - 100%
    Realizzazione capitolato tecnico e predisposizione atti di gara - 100%

 

 

DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA

Competenze istituzionali

Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è deputato alla gestione amministrativa del personale e dei beni della amministrazione penitenziaria; allo svolgimento dei compiti relativi alla esecuzione delle misure cautelari, delle pene e delle misure di sicurezza detentive; allo svolgimento dei compiti previsti dalle leggi per il trattamento dei detenuti e degli internati.

L’amministrazione penitenziaria, centrale e periferica, è strutturata in unità organizzative con a capo dirigenti di prima fascia ove operano dirigenti di seconda fascia o assimilabili. L’insieme di profili dirigenziali e non descrive una realtà multiforme: il 9% dei profili dirigenziali è rappresentato da dirigenti di seconda fascia, mentre il restante 91% sono dirigenti con contratto di diritto pubblico non ancora contrattualizzati, i c.d. dirigenti penitenziari. A questi profili si affiancano i commissari della Polizia penitenziaria, corpo che oltre a garantire direttamente ed esclusivamente la custodia, l’ordine e la sicurezza, contribuisce alla performance organizzativa amministrativa complessiva collaborando negli Uffici centrali e periferici (l’86% del personale dell’Amministrazione penitenziaria appartiene al Corpo di Polizia).

In conseguenza dell’emanazione del nuovo regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia, pubblicato in G.U. n. 148 del 29 giugno 2015) è stata ridefinita anche la composizione interna strutturale e funzionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che, attualmente, è costituito da una sede amministrativa centrale, con sede a Roma, e dai Provveditorati regionali, le Scuole di formazione e gli Istituti penitenziari, che compongono le strutture periferiche (v. contributo allegato del Dipartimento per l’attuale organigramma funzionale).

Per il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria la novità più determinante della riorganizzazione del Ministero riguarda l’assorbimento dell’esecuzione penale esterna, con tutto il suo apparato di risorse umane e strumentali, entro il nuovo Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Tale evoluzione, volta a consolidare l’integrazione dei sistemi metodologici dell’esecuzione penale degli adulti con quella dei minori, ha generato dunque un unico polo a governo dell’esecuzione penale esterna.

L’intento è quello di potenziare la gestione manageriale delle risorse finanziarie a disposizione del settore per le politiche di inclusione, per la giustizia riparativa e per la mediazione penale; di rinforzare gli interventi di trattamento dei ristretti e di consolidare le interlocuzioni tra l’area detentiva e la comunità sociale, nonché di favorire l’omogeneità degli interventi in questo settore.

Le risorse finanziarie complessivamente assegnate ammontano a 2.665.119.530 euro come si evince dai dati della Nota integrativa al bilancio 2017.

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si avvale di personale appartenente ai diversi profili e comparti distinti tra Dirigenza, Comparto sicurezza (Polizia penitenziaria) e Comparto ministeri.

Alla data del 1 gennaio 2017 disponeva di 41.016 unità di personale in forza, a fronte di una presenza detentiva pari a 54.653 unità; la differenza nel contingente di risorse umane rispetto allo scorso esercizio (quando era pari a 43.564 unità) è determinata dal completo passaggio del personale che curava l’esecuzione penale esterna nel settore degli adulti, verso il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

Dirigenza
Dirigenti Generali 14
Dirigenti penitenziari 296
Dirigenti area 1 fascia II 30
Totale 340

Personale
Comparto sicurezza 36.449
Comparto Ministeri 4.227
Totale 40.676

Detenuti presenti distribuiti per tipo d'Istituto, posizione giuridica e sesso al 1 gennaio 2017
Tipo istituto Num. Donne Uomini Totale
Case di reclusione 49 338 11.284 11.622
Case circondariali 140 1.947 40.903 42.850
Istituti per le misure di sicurezza 2 0 181 181
Totale 191 2.285 52.368 54.653

Tutti gli istituti penitenziari per far fronte alla missione istituzionale, si avvalgono delle seguenti risorse umane finanziarie, distribuite sull’intero territorio nazionale negli istituti precedentemente indicati. Il dato sui costi del personale riportato in tabella è desunto dal costo medio standard.

Dirigenti - 219 - € 20.900.000
Personale Comparto Sicurezza - 33.575 - € 1.690.300.000
Personale Comparto Ministeri - 3.445 - €134.700.000
Totale - 37.020 - € 1.825.000.000

Relativamente alle risorse finanziarie, il “settore detentivo” raccoglie costi diretti (destinati al mantenimento, alla cura, allo studio, alle attività lavorative e quant’altro attinente alla popolazione detenuta) e costi indiretti (provenienti dalla ripartizione delle spese relative ai servizi ed alle utenze come la mensa, i canoni, le manutenzioni, ecc.).

Costi diretti e Costi indiretti
Interventi a favore dei detenuti - € 182.693.369
Costi ripartiti (stimati) - € 200.000.000
Totale - € 382.693.369


Gli obiettivi strategici del Dipartimento

Preliminarmente alla individuazione delle aree strategiche per l’anno 2017 occorre accennare ai vincoli di contesto esterni ed interni che caratterizzano l’attuale realtà penitenziaria.

Il 2017 sarà ancora permeato da quegli effetti evolutivi sul rispetto della dignità umana in condizioni di restrizione che hanno seguito la nota sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani  c.d. Torreggiani dell’8 gennaio 2013.

In secondo luogo, l’attività del Dipartimento non potrà non ispirarsi agli esiti degli Stati generali dell’esecuzione penale, un ampio processo di consultazione pubblico che ha coinvolto nel dibattito penitenziario giuristi, intellettuali, accademici e i maggiori rappresentanti del terzo settore e dunque la cittadinanza attiva.

Il contesto interno è invece segnato dall’evoluzione degli accorpamenti funzionali endo-dipartimentali, adottati in seguito all’assetto organizzativo previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 84/2015 e dal decreto ministeriale 2 marzo 2016 e decreti ministeriali conseguenti.

Altri aspetti vincolanti sono il contenimento della spesa pubblica, in considerazione dell’esiguità delle risorse  finanziarie fissate dalla legislazione vigente e  dalle misure di riduzione e revisione della stessa; l’adeguamento ai dispositivi  della  legge 190/2012 (c.d. Anticorruzione),  del decreto legislativo 33/2013 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza  e trasparenza delle pubbliche amministrazioni  e del decreto legislativo 39/2013 in materia di  inconferibilità e  incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della Legge  190/2012.

Ciò premesso, verranno di seguito illustrati, per aree tematiche, i principali piani d’azione dell’amministrazione penitenziaria, rinviando, per le informazioni di dettaglio, all’allegato contributo.

Con riferimento alla tematica della detenzione e trattamento e proseguirà nel 2017 l’attività di monitoraggio del Dipartimento relativamente alla realizzazione presso gli istituti del c.d. “regime aperto” e alle modalità di realizzazione della c.d. “sorveglianza dinamica” sul territorio nazionale secondo le linee guida di cui alla circolare n.3649/6099 del 22.07.2013.

Il monitoraggio, oltre che a fini di verifica, consentirà di porre in essere una attività di "attualizzazione dei circuiti" nell'ambito della quale è incentivato il potenziamento degli istituti a custodia attenuata e delle case di reclusione all'aperto.

In continuità con la riforma in atto, il Dipartimento intende investire nella valorizzazione di un modello di integrazione con le risorse del territorio e del privato sociale che produca maggiori opportunità trattamentali.

In particolare, al fine di incrementare l’offerta occupazionale, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo, il Dipartimento si impegnerà ad incrementare le sinergie con il mondo esterno imprenditoriale e cooperativistico, con il Ministero del lavoro e con il Ministero dello sviluppo economico, con l’Agenzia delle Entrate, con il Ministero delle Politiche Agricole.7

Particolare attenzione verrà dedicata al trattamento delle detenute madri, la cui presenza con figli all’interno del circuito detentivo è sottoposta a verifica settimanale al fine di valutare la possibilità di inserimento negli istituti a custodia attenuata. In questo ambito prosegue l’attività sul progetto “La Casa di Leda”, una casa famiglia protetta a Roma, destinata a genitori sottoposti ad arresti domiciliari o a misura alternativa alla detenzione per la quale il Dipartimento ha partecipato alla stesura del Protocollo di Intesa con Comune di Roma e Fondazione Poste Insieme. 

Le progettazioni in corso per la realizzazione di nuovi ICAM riguardano, poi, le città di Firenze, Roma, Lauro e Barcellona Pozzo di Gotto.

Sugli aspetti di assistenza sanitaria, anche successivamente al completamento delle REMS in Sicilia e in Toscana, in ottemperanza all'Accordo sancito in Conferenza Unificata 13 ottobre 2014, l’Amministrazione è investita dell’impulso e del coordinamento interno per l’attivazione delle Articolazioni per la tutela della Salute Mentale (ASM).

Tali Sezioni sono pensate per garantire la tutela della salute mentale, privilegiando la prevenzione, nonché per favorire il recupero ed il reinserimento sociale dei soggetti con disturbi psichiatrici, anche nel rispetto del principio di territorialità della pena.

Relativamente al personale e alla formazione, la priorità è rappresentata dal mantenimento dei servizi esistenti seguita dalle azioni necessarie a sostenere ed accompagnare l’obiettivo di rinnovamento strutturale, anche per il tramite del mutamento dei modelli organizzativi.

Per il Corpo di polizia penitenziaria si procede verso il perseguimento dei massimi obiettivi quali il riordino delle carriere previsto dalla legge 7 agosto 2015, n. 124 e l’attuazione del riallineamento dei ruoli rispetto agli altri Corpi di polizia. In ordine ai ruoli dirigenziali costituiscono obiettivo primario le iniziative destinate alla valutazione e valorizzazione del personale ed al sistema di attribuzione degli incarichi secondo metodo gestionale informatizzato.

La formazione proposta dovrà, in particolare, contemplare elementi utili alla gestione della cultura islamica ai fini della prevenzione dei fenomeni di proselitismo terroristico, tenendo conto anche dell’incremento del fenomeno migratorio e del terrorismo di matrice islamica.

Proseguirà la formazione sulla messa alla prova processuale, sulle norme deflative e i sui ricorsi giurisdizionali che investono l’amministrazione.

In tema di razionalizzazione delle risorse e contenimento della spesa, si segnala la convenzione con la Guardia di Finanza circa la possibilità di utilizzare i vettori aerei per le traduzioni dei detenuti ed internati sottoposti al regime 41 bis O.P., che ha comportato un importante passo avanti per elevare il livello di sicurezza, ma ha anche permesso un abbattimento dei costi in termini di impiego del personale e la riduzione del grado di usura degli automezzi (che ordinariamente necessitano di manutenzioni costanti, onerose ed indifferibili).

Sull’efficientamento energetico, è stato predisposto un articolato piano che prevede un impegno pluriennale a sei anni per l’attivazione di apposita convenzione su sette istituti del Piemonte (gli stessi che avevano attivato la cogenerazione con il precedente contratto Berica) per un importo stimato complessivo di circa 20 milioni di euro.

In tema di cooperazione internazionale, l’attività verterà, tra l’altro, sul rafforzamento della cooperazione in ambito internazionale attraverso l’elaborazione dei dati relativi alle statistiche del Consiglio d’Europa SPACE I E SPACE II, lo studio e il confronto tra i sistemi penitenziari, l’organizzazione di visite di delegazioni straniere in Italia, l’organizzazione di missioni all’estero di rappresentanti DAP, la realizzazione di tutte le attività relative al Twinning project con l’Algeria.


Dagli obiettivi strategici agli obiettivi operativi.

Di seguito è rappresentato l’albero della performance riassuntivo degli obiettivi strategici e strutturali del Dipartimento come declinati alle singole Direzioni Generali, rimettendo alle tavole sinottiche di cui al contributo allegato del Dipartimento per l’illustrazione analitica di tutti gli elementi della programmazione.

Obiettivi strategici e strutturali

 

 

 

DIPARTIMENTO DELLA GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ

 

Competenze istituzionali

Il nuovo Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, istituito con il più volte richiamato D.P.C.M. 15 giugno 2015, n. 84, esercita le funzioni attribuite dalla legge al Ministero della Giustizia in materia di minori e quelli inerenti l'esecuzione penale esterna e la messa  alla  prova degli adulti nonché la gestione amministrativa del personale e dei beni ad essi relativi.

L'Amministrazione centrale del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità si compone di due Direzioni Generali:

  1. Direzione generale del personale, delle risorse e per l'attuazione dei provvedimenti del giudice minorile, le cui attribuzioni sono:
    assunzione e gestione del personale dirigenziale e non dirigenziale della giustizia minorile e di comunità; assunzione e gestione del personale dei servizi sociali per l'esecuzione penale esterna; relazioni sindacali; provvedimenti disciplinari più gravi della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per più di dieci giorni e tutti gli altri provvedimenti disciplinari quando il capo  della  struttura non ha  qualifica  dirigenziale; esecuzione dei provvedimenti  del giudice minorile; partecipazione agli interventi di prevenzione della devianza, convenzioni, consulenze,  rapporti  con  gli  enti  locali, finalizzati all'attività trattamentale; organizzazione dei  servizi per l'esecuzione dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria minorile; fermo quanto disposto dall'articolo 5, comma 2, lettera b), progettazione e gestione dei beni immobili, mobili e servizi.
     
  2. Direzione generale per l'esecuzione penale esterna e di messa alla prova, le cui attribuzioni sono:
    indirizzo e coordinamento delle attività degli uffici territoriali competenti in materia di esecuzione  penale esterna; rapporti con la magistratura di sorveglianza e ordinaria, con gli enti locali e gli altri enti  pubblici, con gli enti privati, le organizzazioni  del  volontariato, del lavoro e delle imprese, finalizzati al trattamento dei soggetti in esecuzione penale esterna.

Il Capo del Dipartimento, attraverso i propri uffici di staff, svolge altresì i seguenti compiti:

  • in raccordo con il Capo  Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, programmazione, pianificazione e controllo dell'esecuzione penale esterna, garantendo uniformità di indirizzo e omogeneità organizzativa;
  • attività ispettiva;
  • rapporti con le autorità giudiziarie italiane ed estere; adempimenti connessi in qualità di autorità centrale prevista da convenzioni internazionali, regolamenti e direttive dell'Unione europea in collaborazione con l'Ufficio legislativo e con l'Ufficio per il coordinamento dell'attività internazionale;
  • attività inerenti la nomina dei componenti esperti dei tribunali per i minorenni;
  • adempimenti connessi alla formazione del bilancio di previsione e del conto consuntivo, della legge finanziaria e della legge di assestamento del bilancio.

Sul territorio nazionale operano per la Giustizia minorile e di comunità:

  • Centri per la Giustizia Minorile (11) - Organi del decentramento amministrativo con territorio di competenza generalmente pluriregionale, corrispondente anche a più Corti d’Appello. Essi esercitano funzioni di programmazione tecnica ed economica, controllo e verifica nei confronti dei Servizi Minorili da essi dipendenti (Uffici di Servizio sociale per i minorenni, Istituti penali per i minorenni, Centri di prima accoglienza, Comunità, Centri diurni polifunzionali) e di collegamento con gli Enti locali in base alla normativa vigente e alle direttive emanate dall’articolazione dipartimentale centrale. Stipulano, fra l’altro, convenzioni e protocolli d’intesa con Enti pubblici, del privato sociale e con le Università.
     
  • Istituti Penali per Minorenni (17) - Assicurano l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria quali la custodia cautelare, detentiva o l’espiazione di pena dei minorenni autori di reato. Gli Istituti penali per i minorenni – IPM ospitano anche ultradiciottenni, fino al compimento dei 25 anni, quando il reato sia stato commesso prima del compimento della maggiore età. Tali strutture hanno un’organizzazione funzionale ad un’azione educativa sempre più integrata con gli altri Servizi della giustizia minorile e del territorio. Negli I.P.M. vengono garantiti i diritti soggettivi dei minori alla crescita armonica psico-fisica, allo studio, alla salute, con particolare riguardo alla non interruzione dei processi educativi in atto ed al mantenimento dei legami con le figure significative. In accordo con la normativa vigente ed al fine di attivare processi di responsabilizzazione e maturazione dei minorenni, vengono organizzate in I.P.M. attività scolastiche, di formazione professionale, di animazione culturale, sportiva, ricreativa e teatrale.
     
  • Centri di Prima Accoglienza (21) - Ospitano i minorenni in stato di arresto, fermo o accompagnamento sino all’udienza di convalida (entro le 96 ore) assicurando la permanenza degli stessi, senza caratterizzarsi come strutture di tipo carcerario. L’équipe del Centro di prima accoglienza – CPA predispone una prima relazione informativa sulla situazione psico-sociale del minorenne e sulle risorse territoriali disponibili con l’obiettivo di fornire all’Autorità Giudiziaria competente tutti gli elementi utili ad individuare, in caso di applicazione di misura cautelare, quella più idonea alla personalità del minorenne.
     
  • Comunità (6) - Rispondono al duplice mandato istituzionale di assicurare l’esecuzione delle misure penali e di restituire il minorenne al contesto sociale di appartenenza. Con l’obiettivo di avviare un processo di responsabilizzazione, viene attuato un programma educativo individualizzato, cui aderisce il minore, e che tiene conto delle risorse personali e familiari dello stesso e delle opportunità offerte dal territorio.
     
  • Centri Diurni Polifunzionali (3) – Sono Servizi minorili non residenziali per l’accoglienza diurna dei minori. Offrono attività educative, di studio e formazione lavoro nonché ludico-ricreative e sportive dirette ai minori e giovani adulti del circuito penale con possibilità di accoglienza di minori in situazione di devianza, disagio sociale e a rischio, anche non sottoposti a procedimento penale.
     
  • Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (29) – Forniscono assistenza ai minorenni autori di reato in ogni stato e grado del procedimento penale. Attuano gli interventi previsti dalla legge contro la violenza sessuale e quelli previsti dalla Convenzione sulla sottrazione internazionale di minori. Forniscono, inoltre, elementi conoscitivi concernenti il minorenne soggetto a procedimento penale e concrete ipotesi progettuali concorrendo alle decisioni dell’Autorità Giudiziaria Minorile (A.G.). Svolgono attività di sostegno e controllo nella fase di attuazione del provvedimento dell’A.G. a favore dei minori sottoposti a misure cautelari non detentive in accordo con gli altri Servizi Minorili della Giustizia e degli Enti Locali. Attività sinergiche con gli enti locali, le associazioni di volontariato, le cooperative sociali per le attività di reinserimento ed inclusione sociale. Alcuni Uffici, per una migliore gestione dei rapporti con l’utenza, hanno sul territorio di competenza sedi distaccate e sedi recapito.
     
  • Uffici interdistrettuali di esecuzione penale esterna (11) – organi del decentramento amministrativo con territorio di competenza generalmente pluriregionale, corrispondente a più Corti d’Appello. Essi svolgono funzioni di indirizzo, coordinamento, verifica dell’attività degli uffici distrettuali e locali, promozione di iniziative progettuali, raccordo nei rapporti con gli enti territoriali, gli enti pubblici e privati, il terzo settore ed il volontariato. Attuano gli indirizzi sull’esecuzione penale esterna e concorrono allo sviluppo della legalità e di tutela della sicurezza del territorio di competenza, con riferimento alle indicazioni nazionali. Essi svolgono anche i compiti indicati dall’articolo 72 dell’ordinamento penitenziario e dalle altre disposizioni di legge e di regolamento, al pari degli uffici distrettuali, degli uffici locali e delle sezioni distaccate.
     
  • Uffici distrettuali di esecuzione penale esterna (18) – provvedono all’attuazione, negli uffici locali e nelle sezioni distaccate presenti nel distretto di competenza, delle direttive e degli indirizzi operativi emanati dal Capo del Dipartimento e dalle Direzioni generali; individuano i fabbisogni e propongono all’Amministrazione i documenti programmatici per le politiche di esecuzione penale esterna, il piano di programmazione e ripartizione delle risorse umane e finanziarie e la progettazione riguardante la formazione e l’informazione. Essi svolgono anche i compiti indicati dall’articolo 72 dell’ordinamento penitenziario e dalle altre disposizioni di legge e di regolamento,  al pari degli uffici distrettuali, degli uffici locali e delle sezioni distaccate.
     
  • Uffici locali di esecuzione penale esterna (43) con le Sezioni distaccate (18):  intervengono sull’esecuzione delle sanzioni penali non detentive e delle misure alternative alla detenzione; elaborano e propongono alla magistratura il programma di trattamento da applicare e ne verificano la corretta esecuzione da parte degli ammessi a tali sanzioni e misure (messa alla prova, affidamento in prova al servizio sociale, esecuzione del lavoro di pubblica utilità, sanzioni sostitutive della detenzione, misure di sicurezza). Attività di sostegno dei detenuti domiciliari e attività di consulenza agli istituti penitenziari per favorire il buon esito del trattamento penitenziario. Attività sinergiche con gli enti locali, le associazioni di volontariato, le cooperative sociali per le attività di reinserimento ed inclusione sociale.

Il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità è Autorità centrale per le seguenti convenzioni internazionali e regolamenti comunitari:

  • Convenzione in materia di protezione dei minori (L’Aja 5.10.1961) (tutela dei minori a rischio e dei loro beni).
  • Convenzione europea relativa al rimpatrio dei minori”, fatta a L'Aja il 28 maggio 1970.
  • Convenzione sul riconoscimento delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento (Lussemburgo 20.5.1980).
  • Convenzione sugli aspetti civili della Sottrazione Internazionale di Minori (L’Aja 25.10.1980) (istanze di rimpatrio dei minori e esercizio del diritto di visita).
  • Regolamento n. 2201/2003 del Consiglio del 27.11.2003 (detto anche Bruxelles II Bis) (competenza, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale).
  • Convenzione sull’esazione internazionale di prestazioni alimentari nei confronti dei figli e di altri membri della famiglia (L’Aja 23.11.2007).
  • Regolamento n. 4/2009 del Consiglio del 18.12.2008 (competenza, legge applicabile, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni e cooperazione in materia di obbligazioni alimentari).

Ai sensi del nuovo regolamento l’attività di formazione e aggiornamento professionale viene svolta dalla Direzione generale della formazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, in raccordo, per le scelte gestionali, con il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità.

 

Gli obiettivi strategici del Dipartimento

Le linee di indirizzo politico istituzionale del Ministro della Giustizia per l’anno 2017 riguardanti, per le competenze ad essa demandate, anche la giustizia minorile e di comunità sono:

Priorità politica 1: le politiche per l'efficienza gestionale, tramite la razionalizzazione e la riorganizzazione del sistema di distribuzione del personale;

Priorità politica 2 - razionalizzazione e innalzamento dei livelli di efficienza dei servizi e dell’organizzazione del Ministero:

Priorità politica 3 - miglioramento dei livelli di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa;

Priorità politica 4- razionalizzazione delle risorse

Priorità politica 5 – diffusione dei progetti di innovazione per gli uffici giudiziari e le altre articolazioni territoriali del ministero, attraverso l’utilizzazione dei fondi strutturali europei,

Priorità politica 6 - potenziamento degli strumenti statistici e di monitoraggio esistenti e incremento del loro utilizzo;

Priorità politica 7 - incremento e diffusione dei progetti di innovazione tecnologica nei procedimenti giudiziari, civili e penali, in funzione dell’ulteriore implementazione della telematica nella giurisdizione,

Priorità politica 9 – una nuova politica per la giustizia minorile,

Priorità politica 10 - esecuzione penale esterna;

Priorità politica 12 – costruzione di un nuovo modello detentivo

Priorità politica 13 - attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione

Priorità politica 14 - Rafforzamento della cooperazione giudiziaria internazionale.

Alle linee di indirizzo politico sopraindicate sono riconducibili i seguenti obiettivi (strategici e strutturali) della giustizia minorile e di comunità:

  • Attuazione del nuovo assetto centrale e territoriale del nuovo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità.
  • Organizzazione funzionale di rapporti di cooperazione con la Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie del DOG, la Direzione generale degli affari giuridici e del contenzioso del DAG e con le articolazioni centrali e periferiche del DAP in materia di esecuzione penale esterna, personale di Polizia Penitenziaria e formazione del personale.
  • Predisposizione dell’Ordinamento penitenziario minorile e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà nei confronti dei soggetti che abbiano commesso reato da minorenni.
  • Riorganizzazione dei Servizi residenziali propri della Giustizia minorile.
  • Riorganizzazione degli Uffici per l’esecuzione penale esterna.
  • Organizzazione di confronti e studi con gli operatori e i magistrati per migliorare l’attività di cooperazione giudiziaria dell’Ufficio delle Autorità centrali.
  • Riorganizzazione dei servizi amministrativo-contabili in relazione ai processi di informatizzazione delle procedure di spesa e alla necessità di ottimizzare il carente personale contabile a disposizione.
  • Ricollocazione degli uffici in locazione in strutture messe a disposizione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
  • Interventi per l’efficientamento energetico anche attraverso il monitoraggio (sistema informatico del Demanio dello Stato) e il controllo delle spese per i consumi cosiddetti domestici.
  • Monitoraggio costante di tutti i lavori in esecuzione presso le strutture dell’amministrazione.
  • Elaborazione di progetti e schemi innovativi per la definizione degli ambienti nei servizi residenziali che nel rispetto delle norme sugli spazi riducano i posti di servizio fissi favorendo la vigilanza dinamica e garantiscano un migliore svolgimento delle attività.
  • Installazione di sistemi di difesa passiva per il controllo dello spazio perimetrale negli istituti penali.
  • Installazione di impianti di videosorveglianza e di allarmi ambientali per favorire la riduzione dei posti di servizio fissi e facilitare la vigilanza dinamica.
  • Acquisizione di apparati radio ricetrasmittenti e di sistemi di antiaggressione personali per tutto il personale.
  • Riuso e adattamento del sistema SISM per un sistema informativo automatizzato dedicato ai soggetti in carico agli Uffici per l’Esecuzione penale esterna.
  • Integrazione del personale di Polizia Penitenziaria negli Uffici per l’Esecuzione penale esterna per i contatti con l’Autorità giudiziaria, le forze di polizia e per la sicurezza e la vigilanza delle strutture.
  • Individuazione, in collaborazione con la Direzione generale della formazione del DAP, di percorsi formativi integrati per il personale di servizio sociale dell’esecuzione penale esterna per minori e per adulti.
  • Revisione e standardizzazione delle modalità di acquisizione dei beni e dei servizi, in particolare dei servizi domestici e delle attività trattamentali, ricreative, sportive, culturali, formative e di mediazione.
  • Revisione e informatizzazione del sistema di accreditamento e di scelta delle comunità private per i collocamenti.
  • Gli stanziamenti di competenza previsti per il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità sono:

    Giustizia minorile e di comunitá - € 236.428.083 - 100,00%
    Funzionamento - € 198.358.473 - 83.89%
    Personale - € 180.216.968 - 76.22%
    Beni e servizi - € 17.282.719 - 7.31%
    Informatica - € 858.786 - 0.36%
    Interventi - € 30.253.103 - 12.80%
    Attuaz. Provv. Giud. - € 29.920.333 - 12.66%
    Internazionali - € 132.770 - 0.06%
    Diversi - € 200.000 - 0.08%
    Investimenti - € 7.816.507 - 3.31%

Rinviando all’allegato documento della giustizia minorile e di comunità per l’esame, in dettaglio degli obiettivi (strategici e strutturali) verranno di seguito esaminati gli obiettivi di maggior rilievo della giustizia minorile, con le corrispondenti priorità politiche, gli indicatori ed i target di riferimento.

Priorità politica n. 9 (Una nuova politica per la giustizia minorile)

Obiettivo n. 1

Interventi di trattamento, accoglienza, accompagnamento, assistenza socio-educativa e mantenimento dei minori soggetti a provvedimenti giudiziari, organizzazione e attuazione degli interventi nei loro confronti.

Attuazione dei provvedimenti giudiziari. Attività culturali, ricreative e sportive, di istruzione, formazione, orientamento, avviamento al lavoro svolte anche in collaborazione con gli attori sociali del territorio. Collocamento dei minori in comunità private; mantenimento nelle strutture residenziali. Attività di mediazione culturale e penale. Costruzione di un modello organizzativo efficiente in grado di assicurare rigorosi programmi di recupero che prevedano meccanismi di controllo e di verifica dei percorsi di risocializzazione. Rafforzamento del rapporto con gli enti territoriali ed il volontariato con l'obiettivo di costruire sul territorio reti che consentano lo sviluppo di programmi efficaci e opzioni variegate e adeguate ad orientare le scelte della magistratura. Attività finalizzate alla riduzione della recidiva e realizzazione di politiche attive di reinserimento e di diffusione della cultura della legalità.

Gli interventi per l’utenza in carico ai Servizi Minorili proposte dalle Direzioni dei Centri dovranno tenere conto delle generali norme di contenimento della spesa e delle priorità e direttive di seguito individuate:

  1. Il mantenimento, comprendente le spese di vitto, lavanderia, barberia, vestiario, stoviglie, materiali ed accessori d’uso, traduzione ed accompagnamento dei minori e giovani adulti per l’esecuzione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
     
  2. Le attività e gli interventi destinati all’accoglienza e al trattamento dei minori e giovani adulti quali:
    • attività ricreative, culturali, sportive
    • formazione e inserimento lavorativo
    • mediazione culturale.
    Le attività di formazione/lavoro (quali borse-lavoro e tirocini formativi) sono obiettivi privilegiati dei percorsi trattamentali e il relativo finanziamento sarà da considerare prioritario qualora non siano utilizzabili o sufficienti i programmi formativi attivati dalla Regione. E’ in fase di avvio nelle diverse sedi il progetto “Giovani e Legalità” che si realizzerà sull'intero territorio nazionale e si rivolgerà a circa 1.000 ragazzi in carico ai Servizi Minorili della Giustizia con un budget assegnato al MIUR pari a € 4.150.200,00 per una annualità. La durata effettiva di 12 mesi dall’inizio delle azioni destinate ai ragazzi coprirà quindi l’anno 2017 con la realizzazione di percorsi formativi individualizzati in funzione dei bisogni, delle attitudini, del background e delle competenze effettivamente possedute da ogni singolo destinatario. L’istruzione scolastica deve fare riferimento specifico al Protocollo d’intesa siglato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministro della Giustizia lo scorso 23 maggio 2016, che impegna alla realizzazione di un “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia” intervenendo con azioni congiunte per assicurare il diritto all’istruzione e all’educazione attraverso piani annuali di attività formativa e  progetti individualizzati. Il Protocollo d’intesa “Realizzazione di interventi formativi alle basilari competenze ICT (information and communication technology) delle persone in esecuzione penale volti a favorire il reinserimento socio-lavorativo” siglato dal Ministro della giustizia, dal Dipartimento per la giustizia minorile e di Comunità e dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria con CISCO Systems (Italia) Universo Cooperativa Sociale Onlus, Vodafone Italia, Fondazione Vodafone Italia, Confprofessioni per una collaborazione finalizzata ad offrire ai detenuti la possibilità di frequentare, in istituti penitenziari opportunamente attrezzati di aule didattiche con connessioni internet sicure e monitorate, un percorso formativo sulle tecnologie di rete e acquisire competenze digitali per il reinserimento sociale nel mondo del lavoro. Il Protocollo d’intesa con il gruppo sportivo DAP-Fiamme Azzurre, sottoscritto il 14 maggio 2016 dal Capo Dipartimento, è lo strumento per sviluppare le attività sportive per l’utenza degli Istituti Penali per i Minorenni realizzando corsi di formazione sportiva e garantendo assistenza tecnica durante gli eventi sportivi e l’eventuale trasferimento presso i luoghi di allenamento e/o di gara. Sempre per le attività sportive sarà possibile, inoltre, avvalersi del Protocollo d’intesa con la UISP in fase di rinnovo. Il 31 maggio 2016 è stato rinnovato il Protocollo con l’Unione Vela Solidale, finalizzato a progettualità locali per il superamento del disagio giovanile e la promozione di percorsi di reinserimento sociale e lavorativo nel mondo della nautica. Il 14 ottobre 2016 è stato rinnovato il Protocollo d’intesa tra il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e l’Associazione Libera per il potenziamento della collaborazione finalizzata alla realizzazione di attività educative e di reinserimento sociale, oltre che di contrasto alla subcultura della mafia, per i giovani sottoposti a provvedimento penale.
     
  3. Le attività di mediazione penale, quale concreta applicazione della giustizia riparativa si avvalgono di una consolidata esperienza, ormai ultraventennale, ed assumono nei diversi distretti, attraverso protocolli d’intesa, forme di collaborazione integrata tra Centro per la Giustizia Minorile, Tribunale per i Minorenni, Regione, Comune. I protocolli d’intesa costituiscono, inoltre, la base per la definizione degli impegni di ciascun Ente, la copertura degli oneri finanziari, le procedure di monitoraggio e verifica dei risultati conseguiti.
     
  4. I collocamenti in comunità ministeriali e del privato sociale; per l’esecuzione delle misure penali che richiedono il collocamento in comunità si ritiene necessario proseguire nell’opera, già avviata dalle Direzioni dei Centri, di costante monitoraggio dei percorsi educativi dei singoli minori e giovani adulti inseriti in comunità ed il contestuale controllo sull’adeguatezza delle strutture e sulla rispondenza del progetto educativo comunitario alle esigenze del sistema penale. La verifica sul servizio erogato dalle comunità dovrà essere svolta in stretto coordinamento con le altre amministrazioni competenti e con le Procure presso i Tribunali per i Minorenni. Per la scelta delle Comunità andranno osservati i principi di adeguatezza ai bisogni dell’utenza, di trasparenza delle procedure e rotazione degli operatori economici. 
     
  5. Le progettualità socio-educative mirate a fornire assistenza ai minori e supportare la vigilanza e a sostenere l’attività educativa e di servizio sociale. Le progettualità che prevedano impiego di personale esterno socio-educativo di supporto all’operatività sono da considerarsi come ipotesi estreme, percorribili soltanto all’esito di preliminari verifiche ed autorizzate espressamente dall’Amministrazione centrale.
     
  6. Per i progetti, le Direzioni dei Centri faranno pervenire proposte che saranno vagliate dalla Direzione Generale e che potranno essere avviate solo dopo l’approvazione e il relativo finanziamento. Ogni progettualità dovrà inserirsi coerentemente nel piano delle attività del distretto e intervenire rispetto ai bisogni presentati dall’utenza di riferimento, integrando sinergie operative del territorio e formulando obiettivi concreti e risultati misurabili.
     
  7. Per quanto riguarda la possibilità di stipulare convenzioni con esperti in servizio sociale ex art. 80, comma 4 della legge 354/1975, in conformità a quanto previsto dalla circolare n. 1/2016 del Capo Dipartimento, in caso di esigenza le Direzioni dei Centri provvederanno, qualora non sia già stato esperito, al rinnovo degli elenchi degli esperti e formuleranno richiesta di autorizzazione per il relativo impegno finanziario nell’ambito del budget a disposizione.
     
  8. Attività senza oneri
    Le iniziative rivolte all’utenza che non prevedono oneri finanziari per l’Amministrazione e vengono proposte da Enti, Associazioni, Fondazioni e Volontariato sono da sostenere individuando gli obiettivi dell’attività e la sua rispondenza al contesto penale, la congruenza rispetto alle modalità ed  ai tempi di realizzazione degli altri interventi programmati, il coinvolgimento delle risorse operative dell’amministrazione.
    L’apporto del Volontariato, nelle sue diverse realtà territoriali e organizzative, rappresenta una valida risorsa per garantire maggiori opportunità negli Istituti Penali per i Minorenni, per lo  svolgimento delle prescrizioni nell’ambito della messa alla prova e delle attività riparative di utilità sociale e comunque in tutte le attività destinate all’utenza per le quali sia necessario un  affiancamento da parte di soggetti terzi che rappresentino una concreta espressione dei valori di legalità, partecipazione e cittadinanza attiva.

Stanziamenti in c/competenza
2017 - € 26.004.198
2018 - € 27.397.834
2019 - € 28.037.301

 

Ripartizione stanziamenti previsti sull'obiettivo per CdR
Centro di responsabilità responsabile della esecuzione dell'obiettivo categoria capitolo stanziamenti competenza
DG personale, risorse e attuazione provvedimenti giudice minorile 5 2131 1.000.000
9 2133 4.198
2 2134 25.000.000
Totale obiettivo n. 4 26.004.198

 

Indicatori associati all'obiettivo
Descrizione indicatore Tipo indicatore Valore obiettivo dell'indicatore nel 2017-2018-2019
Numero di ingressi in Centri di prima accoglienza indicatore di realizzazione fisica 1.300<= x
<=1.500
Numero delle giornate consunte di presenza negli Istituti penali per i minorenni indicatore di realizzazione fisica 173.000<= x
<=177.000
Numero delle giornate complessive di presenza nelle Comunità indicatore di realizzazione fisica 312.000<= x
<=330.000
Numero dei minori presi in carico dagli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni indicatore di realizzazione fisica 19.000<= x
<=21.000

 

Priorità politica n. 14: cooperazione giudiziaria internazionale.

Obiettivo n. 2

Adempimenti connessi all'applicazione delle convenzioni per le quali il Dipartimento Giustizia minorile e di comunità è Autorità Centrale.
Assicurare il sostegno procedurale nelle attività istituzionali e nei rapporti internazionali connessi all'applicazione delle convenzioni internazionali e dei regolamenti europei per i quali il Dipartimento è Autorità Centrale.  
Priorità:
Attuazione delle indicazioni provenienti dalla rete giudiziaria europea in materia di mediazione familiare transfrontaliera, attraverso lo scambio di buone prassi, l’aggiornamento di una pagina dedicata ai servizi offerti in tale ambito sul portale e-justice e la creazione del contact points auspicato dalla Conferenza de L’Aja di diritto internazionale privato.Promozione di una omogenea applicazione della normativa internazionale in Italia, in particolare con riferimento al Regolamento Bruxelles II bis, attraverso incontri e confronti con le autorità giudiziarie minorili e gli avvocati familiaristi, nonché la promozione dell’applicazione delle norme introdotte dalla Legge Europea 2015-2016, da parte dei Consigli dell’Ordine e dei Servizi dell’Ente Locale. Adozione dell’applicativo I-Support per la razionalizzazione delle procedure inerenti l’applicazione del Regolamento 04/09.
Azioni:
Incontri istituzionali con le omologhe Autorità Centrali straniere per la programmazione comune delle attività e per lo scambio di informazioni sui metodi di lavori e sulle esperienze nella gestione delle procedure; organizzazione di un seminario internazionale sulla mediazione familiare transfrontaliera con la partecipazione dei Servizi sociali per i minorenni, dei magistrati minorili e degli Uffici Minori delle Questure; convenzioni con servizi di mediazione culturale e linguistica nei procedimenti relativi alla sottrazione internazionale di minori; collaborazioni con università per approfondimenti sistematici nelle materie di interesse; incontri di studio e approfondimento con avvocati familiaristi competenti nel settore della cooperazione giudiziaria internazionale per la protezione di minori, al fine di verificare le migliori strategie processuali funzionali al raggiungimento degli scopi degli strumenti convenzionali e regolamentari e diffonderne la conoscenza; collaborazione con la Scuola di Superiore della Magistratura per attività seminariali rivolte a magistrati per l’armonizzazione dell’applicazione della normativa internazionale e per fornire confronti sulla sua applicazione all’estero:

Stanziamenti in c/competenza
2017 - € 47.531
2018 - € 46.771
2019 - € 69.776
 

Ripartizione stanziamenti previsti sull'obiettivo per CdR
Centro di responsabilità responsabile della esecuzione dell'obiettivo categoria capitolo stanziamenti competenza
Ufficio Capo Dipartimento 2 2152 47.531
Totale obiettivo n. 5 47.531

 

Indicatori associati all'obiettivo
Descrizione indicatore Tipo indicatore Valore obiettivo dell'indicatore nel 2017-2018-2019
Percentuale di richieste evase nei tempi previsti dalle convenzioni internazionali e dai regolamenti europei per le quali il Dipartimento è Autorità Centrale. indicatore di risultato 100%

Numero casi trattati dall’Autorità Centrale:

Convenzione in materia di protezione dei minori (L’Aja 5.10.1961).

Convenzione europea relativa al rimpatrio dei minori” (L'Aja 28.5.1970).

Convenzione sul riconoscimento delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento (Lussemburgo 20.5.1980).

Convenzione sugli aspetti civili della Sottrazione Internazionale di Minori (L’Aja 25.10.1980).

Regolamento n. 2201/2003 del Consiglio del 27.11.2003 (Bruxelles II Bis).

Convenzione sull’esazione internazionale di prestazioni alimentari nei confronti dei figli e di altri membri della famiglia (L’Aja 23.11.2007).

Regolamento n. 4/2009 del Consiglio del 18.12.2008: su competenza, legge applicabile, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni e cooperazione in materia di obbligazioni alimentari.
indicatore di realizzazione fisica 1.800<= x
<=2.100

 

Priorità politica n.10 – esecuzione penale esterna

Obiettivo n. 3 Interventi per l’esecuzione penale esterna

Azioni trattamentali ed interventi per i soggetti in esecuzione penale esterna. Costruzione di un modello organizzativo efficiente in grado di assicurare rigorosi programmi di recupero che prevedano meccanismi di controllo e di verifica dei percorsi di risocializzazione. Rafforzamento del rapporto con gli enti territoriali ed il volontariato con l'obiettivo di costruire sul territorio reti che consentano lo sviluppo di programmi efficaci e opzioni variegate e adeguate ad orientare le scelte della magistratura. Attività finalizzate alla riduzione della recidiva e realizzazione di politiche attive di reinserimento e di diffusione della cultura della legalità.

Per favorire la costruzione di un sistema di misure e sanzioni di comunità adeguato agli standard europei ed in linea con le priorità indicate nell’atto di indirizzo del Ministro, le direttrici di intervento per gli Uffici dovranno riguardare il potenziamento dell’organizzazione multiprofessionale, il rafforzamento delle reti territoriali per incrementare le opportunità di reinserimento e le possibilità di accesso alle misure alternative contribuendo alla rimozione degli ostacoli di carattere sociale che ne impediscono la fruizione.

Con le risorse assegnate saranno realizzati: Percorsi di reinserimento socio-lavorativo per le persone in esecuzione penale esterna, che necessitano di strutture di accoglienza residenziale e di interventi integrati di formazione professionale e lavoro; sviluppo di progettualità con le reti territoriali istituzionali e del privato sociale, finalizzate al reinserimento socio-lavorativo dell’utenza, attraverso il reperimento di valide opportunità occupazionali e/o formative e alloggiative, elementi indispensabili e valutati positivamente dalla Magistratura di sorveglianza per la concessione di misure alternative, anche nei confronti di quella larga percentuale di detenuti di nazionalità straniera, che non possedendo validi riferimenti nel territorio, rischiano di essere discriminati nell’accesso ai benefici di legge; progetti di inclusione socio-lavorativa e di semiresidenzialità per i giovani adulti, italiani e stranieri, da realizzare in stretta sinergia con gli enti territoriali,  le associazioni, le imprese sociali; progetti per il reinserimento sociale e la riabilitazione delle persone tossicodipendenti in esecuzione penale esterna in collaborazione con le comunità terapeutiche del territorio, le associazioni e l’impresa sociale; ampliamento del numero di convenzioni  stipulate con esperti psicologi e di servizio sociale ex art. 80 legge 354/75.

Per l’utilizzo delle risorse assegnate al “trattamento” gli Uffici interdistrettuali dovranno indicare nel Documento di Programmazione le progettualità degli UEPE dell’interdistretto, che dovranno inserirsi coerentemente nel piano delle attività e intervenire rispetto ai bisogni presentati dall’utenza di riferimento, integrando sinergie operative del territorio e formulando obiettivi concreti e risultati misurabili. Dovranno essere favorite soprattutto le progettualità volte all’integrazione delle risorse del territorio con quelle dell’amministrazione.

E’ in fase di avvio il progetto sperimentale per l’inserimento socio-lavorativo dei condannati giovani adulti presenti nelle strutture penitenziarie della Regione Lazio. E’ stato firmato il protocollo con la Regione Calabria per realizzare il progetto Giovani adulti nell’ambito delle strutture del territorio della Regione Calabria che sarà gestito dall’Ufficio interdistrettuale di Catanzaro, per un importo di euro 200.000,00. A breve saranno fornite le indicazioni di concerto con la Regione in ordine alle modalità di erogazione del finanziamento. Con la Regione Sicilia è in fase di completamento l’azione propedeutica al perfezionamento del protocollo per il reinserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale, volto alla programmazione partecipata degli interventi finanziabili con il PO FSE 2014-2020 Sicilia e con le risorse del PON Inclusione Sociale.

La Direzione Generale dell’esecuzione penale esterna è intervenuta e sta intervenendo per facilitare la programmazione partecipata a livello territoriale, sia attraverso la predisposizione di protocolli con le Regioni, sia attraverso la partecipazione alla programmazione degli interventi nell’ambito del PON Inclusione sociale 2014-2020 e del PON Legalità 2014-2020. Tali operazioni saranno svolte in stretta sinergia con gli Uffici interdistrettuali che rimangono i promotori delle azioni di programmazione degli interventi nel territorio di competenza.

Al fine di assicurare una distribuzione delle risorse funzionali agli obiettivi indicati, il metodo utilizzato è stato quello partecipativo, per cui si è tenuto conto in primis delle progettualità territoriali, insieme al numero dei procedimenti pendenti presso gli uffici in correlazione con il numero di funzionari di servizio sociale, nonché le risorse messe a disposizione dalle Regioni.

Stanziamenti in c/competenza
2017 - € 3.916.135
2018 - € 5.507.924
2019 - € 8.511.583

Ripartizione stanziamenti previsti sull'obiettivo per CdR
Centro di responsabilità responsabile della esecuzione dell'obiettivo categoria capitolo stanziamenti competenza
DG esecuzione penale esterna e messa alla prova 2 2134 3.686.135
5 2135 230.000
Totale obiettivo n. 6 3.916.135

 

Indicatori associati all'obiettivo
Descrizione indicatore Tipo indicatore Valore obiettivo dell'indicatore nel 2017-2018-2019
Numero di indagini istruite e concluse nell’anno indicatore di risultato (output) 41.500<= x
<=42.500
Numero affidamenti in prova al servizio sociale per tossicodipendenti eseguiti nell’anno indicatore di realizzazione fisica 6.000<= x
<=6.350
Numero procedimenti per messa alla prova eseguiti nell’anno indicatore di realizzazione fisica 9.600<= x
<=9.800

 

 

UFFICIO CENTRALE DEGLI ARCHIVI NOTARILI

Competenze istituzionali

L'Amministrazione degli Archivi Notarili costituisce un’unità organica incardinata nel Ministero della Giustizia, con ordinamento e gestione finanziaria separati.

La struttura centrale dell’Amministrazione è costituita dall’Ufficio centrale degli Archivi notarili, con sede a Roma. Presso l'Ufficio centrale è collocata anche la sede del Registro generale dei testamenti.

Le strutture sul territorio degli Archivi notarili sono costituite dai seguenti uffici:

  • gli ispettorati circoscrizionali, che hanno sede presso gli Archivi notarili distrettuali di Bologna, Milano, Napoli, Palermo e Roma.
  • gli archivi notarili distrettuali, che sono gli uffici operativi dell'Amministrazione ed hanno sede in ogni capoluogo di distretto notarile. Gli Archivi notarili distrettuali, che fino al 31 dicembre del 1997 erano 101, sono attualmente 91.

Quando il distretto notarile viene soppresso mediante accorpamento ad altro distretto, viene soppresso anche l'archivio notarile distrettuale, che continua a funzionare con la denominazione di archivio notarile sussidiario, fino a quando il materiale documentario non viene trasferito nel competente archivio distrettuale. Attualmente gli archivi sussidiari sono 17.

L’Ufficio Centrale degli Archivi notarili ha compiti organizzativi e di direzione amministrativa degli uffici periferici.

I principali compiti istituzionali demandati all'Amministrazione degli archivi notarili sono: il controllo sull'esercizio dell’attività notarile e il promovimento dell’azione disciplinare nei confronti dei notai; la conservazione del materiale documentario (degli atti dei notai cessati); il rilascio delle copie degli atti conservati e il ricevimento di atti pubblici relativamente agli atti depositati (compiti previsti dalla Legge 16.2.1913, n. 89); la gestione del Registro generale dei testamenti (legge 25.5.1981, n. 307); la riscossione delle tasse di competenza e dei contributi versati dai notai e l’acquisizione dei dati della statistica notarile.

L’Amministrazione ha un proprio bilancio (che è di cassa e non di competenza), allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero della Giustizia, riscuote direttamente i diritti e le tasse con cui provvede alle proprie necessità e costituisce un Centro di Responsabilità Amministrativa.

I principali servizi al pubblico erogati dagli Archivi notarili sono: la ricerca di documenti conservati presso l’Archivio Notarile; la lettura degli atti conservati; l’attività di controllo sulla funzione notarile: l’attività di certificazione (rilascio copie, anche esecutive, degli atti conservati); il ricevimento di atti pubblici relativamente agli atti depositati in archivio; riscossione delle tasse di competenza e i contributi previdenziali dai notai e applicano le relative sanzioni; vigilanza sugli archivi notarili mandamentali, uffici di pertinenza delle amministrazioni comunali (in tali archivi sono conservate le copie per la registrazione trasmesse dagli uffici del registro).

I servizi al pubblico vengono effettuati dagli Archivi notarili prevalentemente tramite attività di sportello, secondo orari prestabiliti per l'accesso dell’utenza; la richiesta di ricerca di atti, di copie e certificati è consentita all’utenza anche a mezzo posta, telefax, e-mail e pec.

Il rilascio di copie e certificati può essere eseguito, oltre che allo sportello, anche per corrispondenza e in via telematica, per i documenti formati su supporto informatico. Anche il Registro Generale dei testamenti può rilasciare i certificati con modalità informatiche. Sul sito web istituzionale è in funzione un motore di ricerca (ARCHINOTA), aggiornato settimanalmente, che consente agli utenti di individuare se il notaio è ancora in esercizio o se ha depositato i suoi atti presso un Archivio notarile; il motore di ricerca, mediante specifici link, poi consente il collegamento alle pagine web che contengono le informazioni per contattare lo studio notarile o l’Archivio.

Tutti i servizi vengono eseguiti previo pagamento delle somme dovute; è ammesso, oltre l’uso del contante e dell’assegno circolare, il versamento su conto corrente postale, il vaglia postale e il bonifico bancario e postale.  Dal 2015 alcuni Archivi notarili distrettuali hanno attivato i POS presso i servizi cassa degli Archivi Notarili, per consentire all’utenza il pagamento con carte di credito e di debito, adempiendo alle prescrizioni dell’art. 5 (Effettuazione di pagamenti con modalità informatiche) del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 e tale modalità di pagamento ha raggiunto nel 2016 n. 45 sedi.

L’Amministrazione Notarile persegue, nell’ambito della Missione istituzionale, obiettivi che si riferiscono a quattro Aree strategiche dell’Amministrazione:

  • conservazione del materiale documentario;
  • controllo delle attività notarili;
  • servizi resi al pubblico;
  • assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali.

A tali Aree sono state attribuite le seguenti risorse finanziarie, per il triennio 2016-2018 (non si tiene conto delle spese imputabili a poste compensative; le risorse sono state divise ripartendo anche le spese per il personale, distribuite nelle quattro aree secondo parametri determinati sulla base di rilevazioni delle attività in concreto svolte dal personale negli anni precedenti):

AREE STRATEGICHE
AREE STRATEGICHE Anni
2017 2018 2019
Conservazione del materiale documentario 53.807.200 53.807.200 53.807.200
Controllo delle attività notarili 5.874.550 5.874.550 5.874.550
Servizi resi al pubblico 15.894.200 15.894.200 15.894.200
Assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali 7.428.359 7.428.359 7.428.359

 

Per ciascuna delle aree strategiche, tenuto conto delle risorse finanziarie disponibili per l’anno 2017 e degli indicatori individuati nelle note integrative al bilancio di previsione, sono stati fissati i seguenti obiettivi, che verranno di seguito esplicitati:

  1. conservazione del materiale documentario: potenziamento, adeguamento e messa in sicurezza delle strutture immobiliari destinate all’archiviazione documentale. Controllo e regolarizzazione dei documenti conservati e realizzazione di scarti di documenti e versamenti agli Archivi di Stato;
  2. controllo delle attività notarili: miglioramento delle attività di controllo mediante personale specializzato e adeguatamente formato e svolgimento delle ispezioni, ordinarie e straordinarie, anche sugli atti notarili informatici;
  3. servizi resi al pubblico: miglioramento dei servizi resi al pubblico, della gestione del Registro Generale dei testamenti, anche mediante il potenziamento delle infrastrutture ICT e la diffusione delle modalità di pagamento elettroniche;
  4. assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali: migliorare la gestione del personale, del servizio contabile e di tesoreria (quest’ultime anche mediante semplificazioni delle procedure e informatizzazione delle stesse, razionalizzazione e riorganizzazione delle attuali articolazioni), le metodologie di rilevazione dei costi e delle performance e assicurare il doveroso adempimento degli obblighi in materia di anticorruzione e trasparenza.

Per le singole Aree strategiche, si segnalano gli obiettivi prioritari, che a cascata verranno declinati in quelli operativi assegnati al personale dirigente e alle strutture organizzative.

Per l’Area “conservazione del materiale documentario”, l’Amministrazione curerà che si provveda alla realizzazione dei programmi dei lavori di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria da realizzare, tra l’altro:
negli immobili adibiti a sede degli Archivi notarili di Cuneo, Napoli e Piacenza, in quello da destinare a sede dell’Archivio notarile di Rovigo ed in quelli da adibire a deposito di materiale documentario degli Archivi notarili di Ferrara e Napoli. Si proseguiranno nell’anno 2017 le istruttorie delle pratiche per i lavori di ristrutturazione e di manutenzione straordinaria, progettati dai competenti Provveditorati interregionali per le opere pubbliche. È inoltre prevista l’approvazione di progetti per i lavori da realizzare nelle sedi degli Archivi notarili di Cuneo, Napoli e Piacenza, nonché nell’immobile concesso in uso governativo, da adibire a deposito di materiale documentario dell’Archivio notarile di Ferrara. Sono in fase di esecuzione o di completamento i lavori riguardanti le sedi degli Archivi notarili di Catanzaro, Firenze, Perugia, Pesaro e Verbania, nell’edificio da adibire nuovamente a sede dell’Archivio notarile di Treviso, nonché nell’immobile demaniale da destinare a deposito di materiale documentario di pertinenza dell’Archivio notarile di Ravenna.

Inoltre, particolare attenzione sarà riservata allo studio di nuovi progetti per la riduzione dei documenti su supporto cartaceo (progetti di dematerializzazione, ad esempio riguardanti la digitalizzazione delle copie dei repertori che i notai versano mensilmente negli archivi notarili, così potendo disporre di nuovi spazi di archiviazione), e alla maggiore diffusione del protocollo informatico. Si incentiveranno le attività di verificazione delle schede documentali consegnate dai notai cessati - attività strumentale a quella dello scarto di documenti - ed i versamenti agli Archivi di Stato, per poter disporre di maggiori spazi da destinare ai nuovi fabbisogni di archiviazione. Si coordinerà l’azione degli Archivi notarili nel rinnovamento delle commissioni di vigilanza sugli archivi e si curerà che vengano redatte le relazioni annuali ai sensi dell’art. 3 del d.p.r. n. 37 del 2001. Inoltre si fornirà supporto all’Agenzia delle Entrate nel provvedere alle attività di scarto delle copie di atti pubblici notarili conservati presso le sedi dell’Agenzia, non versate agli Archivi notarili competenti per mancanza di spazio. Con riferimento ai consumi e agli interventi di efficientamento energetico, come già raccomandato dal sig. Ministro nella Direttiva del 15 ottobre 2015, si proseguirà nel sollecitare l’adozione di comportamenti utili ai fini della razionalizzazione dei consumi e del risparmio energetico.

Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 53.807.200 (incluse quelle riguardanti il personale che svolgerà tali attività), in gran parte per investimenti in conto capitale (artt. 501 e 503 del bilancio) e si reputa (come indicato nelle note integrative) che verranno impiegate circa il 35% di tali somme per ciascuno degli anni del triennio 2017-2019 (il rapporto è di regola basso in quanto le pratiche concernenti l’acquisto degli immobili si perfezionano in tempi molto lunghi).

Costituiscono obiettivi dell’Area nel 2017:

  1. conservare con modalità adeguate tutti i documenti che si prevedono verranno versati dai notai negli archivi notarili nel corso del 2017 (circa 5.500 ml.);
  2. effettuare il monitoraggio degli spazi e delle scaffalature utilizzate e disponibili negli immobili in uso da parte dell’Amministrazione;
  3. eseguire tempestivamente gli adempimenti di competenza nell’ambito delle istruttorie collegate al perfezionamento degli acquisiti immobiliari ed agli interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria (con un impegno di spesa di circa il 35% delle somme stanziate);
  4. monitorare le attività delle Commissioni di sorveglianza di tutti gli uffici;
  5. istruttoria della soppressione di Archivi notarili sussidiari, non aventi da anni servizi resi in misura significativa nei confronti dell’utenza, con priorità nei confronti di quelli collocati in immobili non in proprietà dell’Amministrazione o con la trasformazione di quelli in proprietà in depositi esterni.

Per l’Area del controllo delle attività notarili, continuerà l’impegno dell’Amministrazione perché le ispezioni ordinarie vengano svolte con regolarità e affinché si riducano o, quantomeno, si contengano le giacenze nei distretti notarili in cui si verificano ritardi in tale attività.

Nell’anno 2017 si proseguirà nell’effettuazione delle ispezioni degli atti notarili informatici e si approfondiranno le questioni giuridiche che via via emergono circa la redazione degli atti notarili informatici; inoltre, essendo modificata la piattaforma informatica della Struttura del Consiglio Nazionale del notariato in cui al momento sono conservati gli atti originali informatici, si concorderanno le iniziative perché le attività ispettive vengano svolte correttamente e senza interruzioni. L’Ufficio Centrale degli Archivi notarili provvederà al coordinamento delle strutture territoriali, rispondendo ai pareri richiesti in merito ai reclami innanzi alle corti di appello e ai ricorsi in Cassazione, pubblicando sul sito web intranet dell’Amministrazione le più importanti decisioni. Si continuerà nella massimazione delle decisioni pervenute all’Ufficio centrale, integrando la banca dati esistente che potrà essere utilizzata dal personale degli Archivi notarili, anche mediante rassegne di giurisprudenza, redatte anche da Dirigenti e Conservatori dell’Amministrazione). Si effettuerà il monitoraggio dei procedimenti disciplinari nei confronti dei notai promossi dai Capi degli archivi notarili e degli effetti dei procedimenti nei confronti della collettività, rilevando gli atti notarili rinnovati, rettificati, ratificati, convalidati o confermati a seguito delle ispezioni.

Per le predette attività sono state previste risorse finanziarie per euro 5.874.550 (che in gran parte riguardano il trattamento retributivo del personale che svolgerà tali attività).

Costituiscono obiettivi dell’Area nel 2017:

  1. l’ispezione di circa 2.500.000 atti notarili;
  2. monitoraggio delle decisioni disciplinari e inserimento nella banca dati sulle ispezioni notarili delle massime di almeno 100 decisioni e sentenze riguardanti gli aspetti disciplinari dell’attività notarile; la diffusione nel corso dell’anno di due rassegne di giurisprudenza;
  3. monitoraggio degli atti notarili rinnovati, rettificati ed integrati, in occasione delle ispezioni notarili.

Nell’Area dei servizi resi al pubblico, sarà prioritario l’obiettivo di riuscire ad assicurare l’apertura al pubblico di tutti gli uffici nei giorni e negli orari previsti.

Si opererà il monitoraggio degli standard di qualità dei servizi resi al cittadino. Si assumeranno iniziative per monitorare il servizio all’utenza erogati su richieste proposte dall’utenza senza necessità di recarsi presso le sedi degli Archivi notarili. Si continuerà nella diffusione dei POS presso i servizi cassa degli archivi notarili più importanti. Si continuerà nel promuovere una sempre maggiore diffusione delle modalità di registrazione e trascrizione in via telematica degli atti pubblici ricevuti dagli Archivi Notarili, Al fine della razionalizzazione e migliore gestione delle postazioni di lavoro informatiche verranno poste in essere, di concerto con la D.G.S.I.A., le attività necessarie per la migrazione delle utenze degli Archivi notarili in Active Directory Nazionale, anche al fine di utilizzare le potenzialità offerte dai sistemi di videoconferenza.

Per tale Area sono state stanziate somme per euro 15.894.200 ed è stato stimato che il 60% delle somme stanziate saranno pagate entro l’anno.

Costituiscono obiettivi per l’anno 2017:

  1. diffusione del POS in almeno 60 archivi notarili distrettuali;
  2. l’assicurare che almeno il 70% delle copie di atti notarili rilasciate all’utenza (si stima una richiesta complessiva di 114.000 copie) venga effettuato con rispetto dei tempi standard (l’indicatore è costituito dal rapporto percentuale tra copie rilasciate con rispetto dei tempi standard/richieste dell’utenza);
  3. l’assicurare il tempestivo inserimento nel Registro Generale delle richieste di iscrizione pervenute (che si stimano in circa 116.000).
  4. diffusione dell’utilizzo del portale ad accesso sicuro per la consultazione delle schede del Registro Generale dei Testamenti in almeno venti archivi notarili distrettuali.

Per l’Area assicurare il funzionamento dei servizi istituzionali, sarà prioritario, in coerenza con quanto previsto dal DPCM 15 giugno 2015 n. 84, e con il D.M. 17 giugno 2016, che ne ha dato attuazione nell’ambito dell’Amministrazione degli archivi notarili, dare corso a tutte quelle attività finalizzate alla razionalizzazione ed all’informatizzazione delle strutture degli uffici dell’Amministrazione degli archivi notarili, promuovendo l’ulteriore accorpamento delle strutture territoriali al fine di consentire l’espletamento dei servizi istituzionali a fronte di una dotazione organica diventata insufficiente (520 unità a fronte delle 827 previste nel 2002) in rapporto agli uffici oggi esistenti, promuovendo misure per l’ottimizzazione dell’uso delle risorse umane presenti, anche per  garantire il massimo raggiungimento di benessere organizzativo sia  a livello di soddisfazione del lavoratore che di raggiungimento di standard di efficienza sempre più elevati, aumentando i livelli di specializzazione e competenza e favorendo, nel contempo, l’integrazione operativa tra le diverse unità organizzative, sia a livello centrale che periferico.

Occorrerà procedere alla redistribuzione del personale e ad assumere i provvedimenti per l’esatta esecuzione delle disposizioni vigenti in materia, promuovendo il confronto con le organizzazioni sindacali ed adottando strumenti gestionali e tecnico-giuridici che accrescano il consenso ed evitino, per quanto possibile, l'insorgere di contenziosi. Inoltre, si adotteranno modelli organizzativi e gestionali innovativi. Si proseguirà nelle iniziative volte alla riduzione del numero degli attuali archivi notarili sussidiari (con la soppressione di alcuni di essi, con la loro trasformazione in meri depositi di documenti a bassissima consultazione, etc.).

Nei previsti interventi di razionalizzazione ed informatizzazione si darà priorità alle misure che riducano il carico di lavoro del personale relativo alle attività a basso valore aggiunto, favorendo la reingegnerizzazione dei processi lavorativi e dispiegando l’informatizzazione delle procedure contrattuali e di spesa. Si intensificheranno le misure procedurali, in linea con gli attuali indirizzi legislativi e ministeriali, per l’incentivazione delle attività di pianificazione delle attività istituzionali e di funzionamento, realizzando nel 2017 una ulteriore importante riduzione delle procedure contrattuali, il loro accentramento e la riduzione della frammentazione dei pagamenti. Inoltre, sempre nell’ottica dello snellimento, della semplificazione, della razionalizzazione e dell’incremento di efficienza delle procedure amministrativo/contabili, si cureranno tre progetti, che hanno mosso i primi passi nell’anno 2016: 1) l’informatizzazione dei registri e delle scritture contabili di competenza degli Archivi notarili; 2) l’adesione al sistema del “CEDOLINO UNICO” gestito dal M.E.F.; 3) la verifica di fattibilità dell’adesione dell’Amministrazione autonoma degli Archivi Notarili al Sistema Informativo di Contabilità Integrata delle Pubbliche Amministrazioni (SICOGE).

Si perseguirà la tempestività nell’uso delle risorse finanziarie e nei pagamenti alle imprese fornitrici di beni e servizi, fissando standard per i pagamenti per tutti gli uffici inferiori a quelli di legge e dei contratti, stimolando l’attitudine all’uso pianificato delle risorse finanziarie.

Al fine della progressiva informatizzazione, sarà incentivata l’adozione del sistema di pagamento on line di bonifici e postagiri (tramite BPIOL Key) in almeno venti archivi notarili. Si completeranno in temi rapidi le procedure di pagamento in materia di Fondo Unico di Amministrazione e di contrattazione collettiva per le varie aree. Si rivedranno e rimoduleranno, ove possibile, alcuni profili professionali esistenti, adeguandoli alle mutate esigenze dell'amministrazione ed alle innovazioni tecnologiche ed organizzative, tenuto conto delle modifiche organizzative in corso di realizzazione e dell’introduzione sempre maggiore delle tecnologie informatiche nelle attività istituzionali. Con riferimento al software per la gestione del protocollo informatico “Calliope”, che è diventato operativo il 12 dicembre 2016 presso l’Ufficio Centrale e gli Archivi notarili di Bologna e Torino, nell’anno 2017 verrà valutata la possibilità di estensione ad altri uffici dell’Amministrazione, se l’infrastruttura tecnologica lo consentirà.

Costituiscono obiettivi per l’anno 2017:

  1. l’emissione di almeno il 70% dei mandati/ordini di pagamento entro il termine massimo di 5 giorni prima della scadenza prevista dalla legge o dal contratto;
  2. l’ottimale gestione delle risorse umane disponibili, garantendo l’emanazione dei relativi provvedimenti (applicazioni, distacchi, reggenze e comandi) in tempo utile a  garantire lo svolgimento delle attività istituzionali (circa 600 provvedimenti);
  3. la progettazione, mediante la costituzione di un gruppo di lavoro, di un sistema informatizzato per la tenuta dei registri e delle scritture contabili di competenza degli uffici diffusi sul territorio;
  4. l’incentivazione dell’adozione del sistema di pagamento on line di bonifici e postagiri (tramite BPIOL Key) in almeno 20 archivi notarili;
  5. la promozione di politiche di accorpamento delle procedure contrattuali, mirando a contenerne il numero al di sotto delle 1361 dispiegate nel 2016;
  6. lo sviluppo di interventi formativi ulteriori rispetto a quelli erogati dalla S.N.A., autonomamente progettati dall'Amministrazione, tali da coinvolgere almeno il 20% del personale.


 

Gli obiettivi in materia di trasparenza, integrità e qualità dei servizi

 

Conformemente alle indicazioni della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (ora ANAC), nel presente Piano sono illustrate anche le misure adottate da questa amministrazione e gli obiettivi che essa si prefigge in materia di trasparenza, di standard di qualità dei servizi e di integrità e prevenzione della corruzione.

Trasparenza ed anticorruzione rientrano tra le priorità politiche indicate nell’Atto di indirizzo del Ministro.

In attuazione della delega contenuta nella legge n. 190/2012 è stato adottato il d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, recante il “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” in cui, ribadendo che la trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, è stato evidenziato che essa è finalizzata alla realizzazione di una amministrazione aperta e al servizio del cittadino (art. 1, c. 2, d.lgs. n. 33/2013).

Il d.lgs. n. 33/2013 ha complessivamente operato una sistematizzazione dei principali obblighi di pubblicazione vigenti, introducendone di nuovi, e ha disciplinato per la prima volta l’istituto dell’accesso civico; è intervenuto sui Programmi triennali per la trasparenza e l’integrità, confermando, all’art. 10, l’obbligo per ciascuna amministrazione di adottare un Programma triennale per la trasparenza e l’integrità e modificando, sul punto,  la disciplina recata dall’art. 11 del d.lgs. n. 150/2009,  al fine di coordinare i contenuti del Programma con quelli del Piano triennale di prevenzione della corruzione e del Piano della performance.

In data 8 giugno 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n.97 del 25 maggio 2016, che ha profondamente innovato la disciplina in materia di trasparenza come delineata dalla l.33/13.

In particolare, il primo degli undici decreti attuativi della legge Madia di riforma della Pubblica Amministrazione, introduce anche nel nostro Paese il Freedom Information Act (FOIA), una nuova forma di accesso civico ai dati e ai documenti pubblici, equivalente a quella nei sistemi anglosassoni. 

Questa nuova forma di accesso prevede che chiunque, indipendentemente dalla titolarità di situazioni giuridicamente rilevanti, può accedere a tutti i dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, nel rispetto di alcuni limiti tassativamente indicati dalla legge.

Si tratta, dunque, di un regime di accesso più ampio di quello previsto dalla versione originaria dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 33 del 2013, in quanto consente di accedere non solo ai dati, alle informazioni e ai documenti per i quali esistono specifici obblighi di pubblicazione (per i quali permane, comunque, l’obbligo dell’amministrazione di pubblicare quanto richiesto, nel caso in cui non fosse già presente sul sito istituzionale), ma anche ai dati e ai documenti per i quali non esiste l’obbligo di pubblicazione e che l’amministrazione deve quindi fornire al richiedente.

Infine, questa nuova forma di accesso si distingue dalla disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Più precisamente, dal punto di vista soggettivo, la richiesta di accesso non richiede alcuna qualificazione e motivazione, per cui il richiedente non deve dimostrare di essere titolare di un «interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso», così come stabilito invece per l’accesso ai sensi della legge sul procedimento amministrativo. Dal punto di vista oggettivo, invece, i limiti applicabili alla nuova forma di accesso civico (di cui al nuovo articolo 5-bis del decreto legislativo n. 33 del 2013) sono più ampi e dettagliati rispetto a quelli indicati dall’articolo 24 della legge n. 241 del 1990, consentendo alle amministrazioni di impedire l’accesso nei casi in cui questo possa compromettere alcuni rilevanti interessi pubblici generali.

Il decreto legislativo interviene, inoltre, anche sulla legge 6 novembre 2012, n. 190, fornendo indicazioni e precisazioni sui contenuti e i procedimenti di adozione del Piano nazionale anticorruzione e dei piani triennali per la prevenzione della corruzione, nonché ridefinendo i ruoli, i poteri e le responsabilità dei soggetti interni che intervengono nei relativi processi.

In tale contesto, ha  inoltre profondamente inciso la riorganizzazione del Ministero, in quanto alle innovazioni strutturali del Ministero si è accompagnata la previsione di specifiche misure per la trasparenza e l’anticorruzione, miranti a rafforzare la possibilità di prevenzione delle condotte illecite.

In particolare, l’art. 3 del regolamento, relativo ai compiti ed alle funzioni dei Capi dipartimento prevede espressamente che: “Per l’espletamento dei compiti e delle funzioni di cui al comma 2, il Capo del dipartimento si avvale dell’Ufficio del Capo del dipartimento, nell’ambito del quale vengono altresì svolte, in raccordo con l’Uffìcio di Gabinetto e con il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, la progettazione e il controllo di gestione di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 e all’articolo 6 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 nonché le attività generali necessarie per l’attuazione del Piano triennale di Prevenzione della Corruzione di cui all’articolo 1, comma 5, della legge 6 novembre 2012, n. 190 e per gli adempimenti connessi alla trasparenza della pubblica amministrazione di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33”.

Dopo una prima fase in cui si era scelto di affidare a due distinte figure i temi della trasparenza e dell’anticorruzione (rispettivamente, il Responsabile della trasparenza ed il Responsabile della prevenzione della corruzione) in ragione della complessità organizzativa dell’amministrazione, con il riassetto organizzativo e alla luce delle innovazioni normative medio tempore intervenute, si è deciso di individuare una sola figura per gli adempimenti relativi alla trasparenza e all’anticorruzione.

In tema di trasparenza, l’amministrazione della Giustizia ha avviato (e in molti casi completato) tantissime iniziative, sia di riorganizzazione interna che di modifica dei sistemi di raccolta ed elaborazione di dati, volte a dare attuazione al difficile, articolato e complesso “sistema normativo della trasparenza”.

Dopo una prima fase volta al completamento degli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs. n. 33 del 2013, si è operato per il consolidamento delle procedure di acquisizione dei dati ed allo sviluppo di alcuni progetti “trasparenza”, incentrati sulla specificità delle funzioni amministrative svolte dal Ministero della giustizia.

Al fine di garantire il tempestivo, continuo e corretto flusso di dati, è stata istituita una rete di referenti per ciascun dipartimento i quali curano il flusso dei dati e tengono i contatti con i capi dipartimento ed i dirigenti degli uffici, sensibilizzandoli, di volta in volta, sulla necessità delle pubblicazioni, secondo quanto stabilito nel programma triennale della trasparenza.

In data 28 gennaio 2016 è stato emanato il decreto ministeriale concernente la struttura ed organizzazione del sito web. Tale strutturazione del sito è stata pensata per garantire una migliore organizzazione dell’Ufficio redazionale ed una direzione maggiormente strutturata delle politiche della comunicazione istituzionale, oltre che per rendere più fluido e costante il flusso dei dati da pubblicare, proveniente dagli uffici e destinato alla redazione.

Il principale strumento attuativo degli obblighi di trasparenza è costituito dalla pubblicazione sui siti istituzionali di alcune tipologie di dati. Il Ministero, in linea con la previsione dell’articolo 9, comma 1, d.lgs. n. 33 del 2013, ha istituito all’interno del proprio sito istituzionale, una sezione denominata “Amministrazione trasparente”, accessibile direttamente dalla Home page.

Con la legge 6 novembre 2012, n. 190 è stato introdotto il Piano di prevenzione della Corruzione.

Il principale strumento individuato nel sistema organico di lotta alla corruzione, a livello nazionale, è il Piano Nazionale Anticorruzione, predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica, approvato in data 11 settembre 2013 dalla Autorità Nazionale Anticorruzione.

Il P.N.A. è volto ad agevolare la piena attuazione delle misure legali di prevenzione della corruzione disciplinate dalla legge, assicura l'attuazione coordinata delle strategie di prevenzione e contiene le indicazioni dei contenuti minimi da prevedersi nei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione, che ciascuna Amministrazione deve adottare entro il 31 marzo di ogni anno, definendo l'analisi e la valutazione dei rischi specifici di corruzione e, conseguentemente, stabilendo gli interventi organizzativi volti a prevenirli.

Il Programma Triennale di prevenzione della corruzione per il Ministero della Giustizia è stato adottato con D.M. in data 29.1.2014 (disponibile sul sito www.giustizia.it).

Il Piano Triennale (di seguito denominato PTPC) deve essere formulato ed adottato nel rispetto delle linee guida contenute nel Piano Nazionale approvato dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, che opera quale Autorità Nazionale Anticorruzione. Esso, quindi recepisce e fa propri gli obiettivi stabiliti dal P.N.A.: il perseguimento  della riduzione della opportunità che si manifestino casi di corruzione, il potenziamento  della capacità, in seno alle singole articolazioni ministeriali, di scoprire casi di corruzione; la creazione, altresì, di un contesto sfavorevole al prodursi di comportamenti illeciti.

Sono stati quindi individuati, nell’ambito di ogni Dipartimento, “referenti per l’anticorruzione”, sia per l’individuazione di ulteriori aree di rischio – oltre quelle ritenute obbligatorie dalla legge e delle relative peculiari azioni di prevenzione, sia per la verifica ed il monitoraggio delle attività connesse. Secondo quanto stabilito nel Piano, le attività a rischio corruzione sulle quali si intende operare sono, dunque, quelle previste dal legislatore all’art. 1, comma 16 del citato disposto normativo, rinviando ad un secondo momento l’individuazione, con la collaborazione dei referenti, di ulteriori aree di rischio.

In particolar modo, l’attenzione  si è concentrata su:

  • scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi;
  • concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonchè attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati;
  • concorsi e prove selettive per l’assunzione di personale e progressioni di carriera di cui all’art. 24 del decreto legislativo n. 150 del 2009.

Partendo da questo presupposto, i Referenti dei singoli dipartimenti hanno individuato i settori a rischio all’interno di ciascuna articolazione del Ministero, che sono afferenti in gran parte alle Direzioni Generali delle risorse materiali, dei beni e dei servizi, e alle Direzioni Generali del personale e della formazione, nonché degli Uffici che si occupano della stipula di convenzioni e accordi con Enti Locali, Territoriali e privati.

Più in generale sono state enucleate quelle attività che attengono alle materie oggetto di incompatibilità, cumulo di impieghi ed incarichi (art. 53 del dlgs n. 1657/2001 come modificato dai commi 42 e 43 dell’art. 1 della L. 190/2012); il rispetto delle regole stabilite dal codice di comportamento; le materie il cui contenuto è pubblicato nei siti internet delle pubbliche amministrazioni (art. 54 del D.Lgs n. 82/2005 –Codice Amministrazione Digitale); la retribuzione delle posizioni organizzative o dei dirigenti e tassi di assenza e di maggiore presenza del personale (art. 21 della L. 69/2009); le materie oggetto di informazioni rilevanti con le relative modalità di pubblicazione individuate con D.P.C.M. ai sensi dell’art. 1, comma 31 della Legge n. 190/2012.

Si è ritenuto, inoltre, che essenziale rilievo debba assumere la tracciabilità dei procedimenti, anche ai fini della trasparenza dell’attività amministrativa svolta.

In data 31.3.2017 il Responsabile della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione ha avviato la procedura per l’aggiornamento del Piano.

In applicazione del citato art. 54, con D.P.R. 16 aprile 2013 n. 62 è stato approvato il " Codice di   comportamento dei dipendenti pubblici", per tutte le amministrazioni.

Con Delibera n. 75/2013 l'ANAC ha emanato definitivamente le linee guida in materia di codici di comportamento delle Pubbliche Amministrazioni.

Per il Dicastero della giustizia il nuovo codice è in corso di elaborazione.

Per quanto concerne le iniziative in materia di trasparenza ed anticorruzione assunte dai singoli Dipartimenti,  all’interno del Dipartimento per l’organizzazione giudiziaria sono state adottate misure di semplificazione e di prevenzione della corruzione da parte degli uffici che si occupano di reclutamento di personale amministrativo e di magistratura; in particolare l’ufficio II – Concorsi della Direzione Generale dei Magistrati ha segnalato l’utilità, a tal fine, dell’implementazione della procedura informatica per l’accesso online, ampliata e potenziata in modo da ricomprendere tutte le istanze avanzate dai candidati dopo la pubblicazione dei risultati delle prove scritte.

In materia di trasparenza, la Direzione Generale delle risorse materiali e delle tecnologie attraverso l’attivazione di procedure di affidamento di contratti standardizzate e centralizzate, almeno a livello distrettuale, sta operando per garantire una riduzione dei costi sostenuti in passato dai Comuni e ad assicurare trasparenza nell’affidamento degli incarichi ai fornitori, da selezionare secondo criteri omogenei sul territorio e condivisi con l’Amministrazione Centrale.

La Direzione Generale dei Magistrati, con riferimento all’accesso civico, si pone quale obiettivo per l’anno 2017, anche alla luce delle necessarie specificazioni demandate all’ANAC (v. art. 3, commi I bis e i ter, art. 8, comma 3 bis D.lgs. n. 97/20 16), l’interpretazione diretta a delimitare il campo normativo di riferimento delle richieste di ostensione dei documenti, con conseguente applicazione delle relative disposizioni.

Per quanto concerne il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, l’assolvimento degli obblighi in tema di corruzione e trasparenza costituisce condizione di puntuale esecuzione delle previsioni del D.M. 2 marzo 2016.
In particolare, in considerazione del fatto che i processi di acquisto gestiti dalle stazioni pubbliche appaltanti sono considerati per definizione “aree a rischio”, tra le misure di controllo sarà valutata l’elaborazione e diffusione di strumenti di carattere pattizio, quali i protocolli di legalità ed i patti d’integrità, già previsti dalla legge 190 cit. all’art.1, comma 17.

Per quanto concerne il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. È in fase di riorganizzazione l’intero sistema centrale deputato all’individuazione di attività di prevenzione della corruzione e all’attuazione del piano della trasparenza.

Con riferimento agli standard di qualità, è stata definita la fase di sperimentazione prodromica alla individuazione degli standard di qualità di taluni dei più importanti servizi resi dall’amministrazione della giustizia al pubblico degli utenti. Si tratta di attività condotte in collaborazione con la Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (CiVIT): gli standard di qualità suddetti costituiranno oggetto della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs 286/1999, fornendo altresì la base per l’elaborazione della Carta dei servizi dell’amministrazione.

 

Il processo di redazione del Piano della Performance

Il processo seguito nella redazione del presente Piano è conforme alla disciplina dettata dagli artt. 10 commi 1-2 e 15 comma 2 lett. b) dlgs 150/2009, nonché alle linee guida elaborate dalla CiVIT (ora ANAC) in materia (da ultimo, come detto, approvate con delibera n. 6/2013).

In particolare, il processo è stato avviato con nota del 7.2.2017 diretta ai Capi Dipartimento ed al Direttore Generale degli Archivi Notarili.

Ogni articolazione ministeriale ha fornito i dati e le informazioni rilevanti, secondo lo schema illustrativo proposto dalla Commissione, ed è stato dunque predisposto il presente documento.

Esso, una volta adottato dal Ministro con proprio decreto, sarà trasmesso all’Organismo indipendente per la Valutazione della Performance e sarà pubblicato sul Portale della Performance

Per finire, di esso sarà data la più ampia diffusione mediante la pubblicazione sul sito web dell’amministrazione, come disposto dall’art. 11 comma 8 lett. b) del D.Lgs 150/2009.

 

Punti di forza e di debolezza del ciclo della Performance

Con particolare riguardo alla performance organizzativa, l'azione del Ministero della giustizia è innanzitutto rivolta all'innalzamento dei livelli di efficienza, economicità e qualificazione della governance del sistema giudiziario ed amministrativo e di affermazione sia a livello centrale che periferico del principio di buona amministrazione, nonché degli obiettivi di semplificazione e trasparenza delle procedure ed ottimizzazione della produttività e dell'efficienza, prediligendo modelli di organizzazione che consentano di erogare servizi migliori con minori risorse.

Ciascun centro di responsabilità, negli ambiti di rispettiva competenza, è quindi chiamato a modulare i propri obiettivi strategici e i relativi programmi operativi, nonché gli indicatori di valutazione dei risultati, attraverso una sistematica verifica e valutazione delle priorità dei programmi, rendendo coerente sia la fase di progettazione che la fase di realizzazione con gli indirizzi politici e gli obiettivi strategici dell'Amministrazione, finalizzando l'azione di tutti gli uffici su obiettivi specifici, concreti e misurabili.

Il ciclo della performance, infatti, se correttamente valorizzato, nella fase di monitoraggio gestionale rappresenta un elemento indispensabile per la corretta gestione e per una allocazione ottimale delle risorse, soprattutto finanziarie.

La necessità della rendicontazione dei risultati della performance, coinvolgendo sia gli uffici centrali che quelli periferici, contribuisce, inoltre, a sviluppare una visione complessiva necessaria all’amministrazione (e all’organo di indirizzo politico) per l’adempimento delle sue funzioni in maniera razionale, realizzando nel contempo il contenimento della spesa pubblica.

A tal fine, come raccomandato dal sig. Ministro nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2017, le articolazioni di amministrazione attiva dovranno contribuire alla realizzazione e allo sviluppo di uniformi sistemi di progettazione, pianificazione e di misurazione dell'attività amministrativa, fondati su meccanismi di controllo dei risultati secondo criteri di effettività e che assicurino il massimo coordinamento tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità.

Il sistema informativo integrato in via di realizzazione consentirà di conoscere e verificare con maggior precisione e tempestività i risultati di performance raggiunti dall’amministrazione, così consentendo il collegamento del monitoraggio generale sistemico con le necessità di valutazione della performance.

Uno dei punti di debolezza del ciclo di gestione della Performance di questo Ministero è infatti ancora oggi costituito dall’assenza di un sistema informatizzato del controllo di gestione, vale a dire di un sistema informativo che,  traendo i dati dai sistemi gestionali del personale e del bilancio, consenta di monitorare la situazione gestionale e di dare continuità al monitoraggio sullo stato di avanzamento dei progetti (workflow), verificando tempestivamente scostamenti, ritardi e difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi.

In questo contesto, ciascun Centro di responsabilità, negli ambiti di rispettiva competenza, è chiamato a rimodulare i propri obiettivi strategici e i relativi programmi operativi, nonché gli indicatori di valutazione dei risultati, attraverso una sistematica verifica e valutazione delle priorità dei programmi.

In tale ottica, dovranno essere proseguiti i progetti di reingegnerizzazione dei processi di maggior rilievo sul piano tecnologico, al fine di migliorare l'efficienza e la qualità del servizio offerto.

Nell'ambito dell'attività finalizzata al contenimento ed alla razionalizzazione della spesa, l’impegno- come da ultimo rammentato dal sig. Ministro nell’Atto di indirizzo politico per l’anno 2017-  deve essere quello di addivenire ad una tempestiva utilizzazione delle risorse finanziarie disponibili allo scopo di ridurre il debito dell'amministrazione nei confronti dei privati ed i tempi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture.

Tra i punti di forza del ciclo della gestione della performance per il triennio 2017-2019 va senza dubbio menzionata la coerenza con la programmazione economico-finanziaria e di bilancio per cui il Piano della Performance 2017-2019 contiene obiettivi ed indicatori sovrapponibili a quelli delle Note Integrative al bilancio di cui agli artt. 21, comma 11, lettera a) – 35, comma 2 della Legge 31 dicembre 2009, n. 196.

Ciò è stato possibile, come più volte ricordato, anche per il tramite del tempestivo avvio del ciclo di gestione della performance:  in data 28 settembre 2016 è stato emanato dal sig. Ministro l’Atto di indirizzo politico per l’anno 2017, atto propedeutico per i documenti successivi del ciclo della performance (Piano, Direttiva, Relazione), così individuandosi le priorità politiche entro le quali sono stati elaborati dai Dipartimenti gli obiettivi strategici da perseguire (e poi trasfusi nella Direttiva annuale) e, conseguentemente, gli elementi conoscitivi per la predisposizione delle Note integrative di bilancio, assicurando così la necessaria coerenza tra programmazione economico finanziaria e programmazione strategica.

Deve al riguardo precisarsi che l’apparente non integrale sovrapponibilità dei due documenti (Piano e Note) con riferimento alle disponibilità finanziarie complessive rappresenta un dato fisiologico ed è dovuta al fatto che il valore degli obiettivi strategici costituisce solo una minima parte dei fondi stanziati in favore degli obiettivi complessivi, anche di carattere strutturale, che sono assegnati istituzionalmente ai Dipartimenti, obiettivi, però, che non costituiscono obiettivi di performance in senso stretto (ad es., la missione istituzionale del DOG è quella di garantire il corretto funzionamento dei servizi relativi alla Giustizia, cioè di portare avanti l’attività ordinaria connessa con l’erogazione al cittadino della giustizia civile e penale è obiettivo strutturale, ma non strategico).

Vi è invece coerenza e sovrapponibilità  tra obiettivi strategici ed indicatori indicati nel Piano della Performance a quelli contenuti nel piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, come richiesto dalla normativa (da ultimo anche dalla l. 114/2014).

Tra i risultati positivi medio tempore raggiunti si segnala, oltre ad una maggiore leggibilità del Piano della Performance attraverso l’espunzione degli obiettivi dati dai dirigenti di seconda fascia al personale ed un rinvio agli allegati con riguardo agli obiettivi strutturali,  ad una accresciuta specializzazione delle figure professionali deputate al controllo di gestione, che innegabilmente presenta molte difficoltà ed un tasso di innovazione non comune nella gestione dei processi burocratici di competenza del Ministero.

Si è poi proseguita l’attività di perfezionamento della pianificazione degli obiettivi in senso sistemico, al fine di ottenere una adeguata allocazione delle risorse umane e strumentali entro la pianificazione, una più attenta razionalizzazione organizzativa ed il consolidamento delle possibilità di correlazione tra obiettivi strategici-operativi.

 

Disposizioni finali

Si dispone che il presente documento sia immediatamente trasmesso all’Organismo Indipendente per la Valutazione della Performance.

Esso, unitamente alle sue appendici, sarà pubblicato sul sito istituzionale del Ministero, secondo quanto disposto dall’art. 11 comma 8 lett. b) del D.Lgs 150/2009 e sul Portale della Performance (http://performance.gov.it).

Roma, 30 aprile 2017

Il Referente della Performance
Simona Rossi

Appendici (da pubblicare esclusivamente sul sito web dell’amministrazione)




Note

[1] L’art.8, co. 1, lett. b) del D.P.R. 105/16 ha abrogato l’art.10, co.4 del dlgs.150/09 che prevedeva l’obbligatorietà per le amministrazioni statali di inserire la Direttiva annuale del Ministro nel Piano della performance.

[2] Nell’elenco degli uffici non sono compresi gli UNEP (Ufficio Notifiche, Esecuzioni e Protesti), gli uffici di sorveglianza, i tribunali regionali per le acque pubbliche, i commissari per gli usi civici.
In attuazione del dlgs. n. 155 del 7 settembre 2012 sono stati soppressi 30 Tribunali, 30 Procure della Repubblica e 220 Sezioni distaccate di Tribunale (ai sensi del dlgs. n. 14 del 19 febbraio 2014 sono state temporaneamente ripristinate 3 sezioni distaccate insulari. I tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto sono in funzione per effetto di disposizioni legislative che ne hanno differito la chiusura (da ultimo, con la l.9 febbraio 2017 al 13 settembre 2020).

[3] In attuazione dei dlgs. n. 156 del 7 settembre 2012 e n. 14 del 19 febbraio 2014 nonché della legge 10 novembre 2014, n°162 sono stati soppressi 664 uffici del Giudice di pace.

[4] Di cui n.5 entreranno in funzione il 1 giugno 2017