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Amministrazione trasparente

aggiornamento: 10 aprile 2018

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Il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 riordina la disciplina sugli obblighi per le pubbliche amministrazioni di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni e detta le regole di presentazione dei dati sui siti istituzionali.
Il sito istituzionale www.giustizia.it garantisce in via esclusiva l'adempimento degli obblighi relativi alla trasparenza previsti dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33.
La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.

La trasparenza, nel rispetto delle disposizioni sul segreto di Stato, d'ufficio, e statistico e di protezione dei dati personali, concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell'utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione. Essa è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino. In particolare, i dati personali pubblicati sono «riutilizzabili solo alle condizioni previste dalla normativa vigente sul riuso dei dati pubblici (direttiva comunitaria 2003/98/CE e d.lgs. 36/2006 di recepimento della stessa), in termini compatibili con gli scopi per i quali sono stati raccolti e registrati, e nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali».

Le disposizioni sulla trasparenza contribuiscono a definire il livello essenziale delle prestazioni erogate dalle amministrazioni pubbliche anche ai fini di prevenzione e contrasto della corruzione e della cattiva amministrazione, a norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.

Il 23 giugno 2016, è entrato in vigore il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, recante “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.132 del 8-6-2016), che ha apportato rilevanti modifiche in tema di obblighi di pubblicazione per le finalità di trasparenza e in tema di diritto di accesso civico. In base all’art. 42 delle disposizioni transitorie, le pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi alle novità introdotte ed assicurare l’effettivo esercizio del diritto di accesso civico, così come modificato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore decreto.

►Importo complessivo degli emolumenti percepiti dal dirigente

Con Delibera n. 382 del 12 aprile 2017 l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha disposto la sospensione dell’efficacia della delibera n. 241/2017 limitatamente alle indicazioni relative all’applicazione dell’art. 14 c1 lett. c) ed f) del d.lgs. 33/2013 per tutti i dirigenti pubblici

Con Direttiva 16 marzo 2018 il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, ha stabilito che la portata applicativa della delibera ANAC, n. 382 del 12 aprile 2017, deve ritenersi estesa anche alle informazioni previste dall’art. 14, comma 1–ter, ultimo periodo, del d. Lgs. n. 33 del 2013, e cioè all’importo complessivo degli emolumenti percepiti dal dirigente a carico della finanza pubblica.

Anche l’ANAC, con determinazione del 15 marzo 2018, ha espressamente ritenuto di sospendere, in attesa della definizione della questione di legittimità costituzionale pendente, l’efficacia della determinazione dell’8 marzo 2017 n. 241 anche in riferimento all’obbligo di cui all’art. 14, comma 1-ter, ultimo periodo, del d.lgs. n. 33/2013 concernente la pubblicazione sul sito istituzionale del dato trasmesso da ciascun dirigente sull’importo complessivo degli emolumenti percepiti a carico della finanza pubblica.

I dirigenti potranno presentare istanza per ottenere la temporanea rimozione del dato comunicato all’Amministrazione ai sensi dell’art. 14, comma 1-ter, indirizzata al responsabile del procedimento della pubblicazione dei contenuti istituzionali (silvana.bastianello@giustizia.it; redazione@giustizia.it)
e per conoscenza all’Ufficio del RPCT (responsabileprevenzionecorruzionetrasparenza.@giustizia.it).

 

►curriculum vitæ “ad uso pubblicazione” privo dei dati personali

Direttiva 29 marzo 2018

Ai fini dell’attuazione dell’art 15, comma 1, lett. b del d.lgs. n. 33 del 2013, la pubblicazione del curriculum vitæ sul sito dell’Amministrazione si effettua, senza ostensione dei dati personali (indirizzo di residenza, recepiti telefonici, indirizzo email personale, altri dati inerenti alla persona). L’interessato, al momento della consegna, può produrre una seconda copia del c.v. “ad uso pubblicazione” priva dei dati personali.

 


 

Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza - Donatella Donati
e-mail (certificata): responsabileprevenzionecorruzione@giustiziacert.it

Referenti per la trasparenza