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lira calabrese

Lira calabrese

Le forme delle lire sono varie, da alcuni esemplari di tipo “piriforme” ad altri a “lancetta”. Lo strumento viene ricavato da un unico blocco di legno stagionato (ciliegio, sambuco, eucalipto, pioppo) su cui si incolla una tavola armonica. Le caratteristiche sono: assenza di tastiera sul manico, tre corde in budello, anima in canna mobile, cavigliere nel quale sono inseriti i bischeri o pirozzoli.

Produttore:

La produzione è a cura dell’istituto di Catanzaro


Istituto:

Casa circondariale - CATANZARO


Note:

Tra gli strumenti presenti in Calabria, la lira calabrese è sicuramente il meno conosciuto e studiato: sembra sia arrivato in Calabria fra il IX e l'XI sec., a seguito delle invasioni bizantine.  L’area che la lira sembra aver occupato in Calabria costituisce una sorta di quadrilatero che attraversa la regione da una costa all’altra, ai cui vertici si trovano Vibo Valentia e Nicotera sul Tirreno, Locri e Gioiosa Ionica sullo Ionio. Sul versante tirrenico la lira era sicuramente presente fino a sessanta anni fa. Per quanto riguarda il versante ionico, la situazione risulta fortunatamente migliore. Qui la memoria storica dello strumento si mantiene piuttosto viva e se ne ricorda la presenza, in passato, nelle più importanti occasioni di festa della collettività (Natale, Capodanno, Epifania, Carnevale, matrimoni, battesimi).
L’accordatura della lira oscilla, in altezza assoluta, nell’ambito di due toni FA e LA, utilizzando quindi una gamma omogenea e piuttosto acuta di suoni, particolare è l'uso della corda centrale che viene suonata di continuo e tastata soltanto in alcune cadenze, fa da bordone (quarta inferiore).  Normalmente viene poggiata sul ginocchio sinistro, oppure tenuta ferma tra le gambe, vicino al corpo del suonatore, quasi appoggiata al petto. La lira suona spesso in accoppiata con la chitarra battente, o in quartetto con fischietti e tamburello.

Il tempo necessario per realizzare uno strumento, con la guida di un maestro liutaio, è di circa 50 ore.