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Commissione di studio sulla mediazione penale e la giustizia riparativa (26 febbraio 2002) - scheda di sintesi

La giustizia riparativa può essere definita come un modello di giustizia che coinvolge la vittima, il reo e la comunità nella ricerca di soluzioni agli effetti del conflitto generato dal fatto delittuoso, allo scopo di promuovere lariparazione del danno, la riconciliazione tra le parti e il rafforzamento del senso di sicurezza collettivo.

La sfida che la giustizia riparativa lancia, alle soglie del XXI secolo, è quella di cercare di superare la logica del castigo muovendo da una lettura relazionale del fenomeno criminoso, inteso primariamente come un conflitto che provoca la rottura di aspettative sociali simbolicamente condivise. Il reato non dovrebbe più essere considerato soltanto un illecito commesso contro la società, o come un comportamento che incrina l'ordine costituito - e che richiede una pena da espiare -, bensì come una condotta intrinsecamente dannosa e offensiva, che può provocare alle vittime privazioni, sofferenze, dolore e persino la morte, e che richiede, da parte del reo, principalmente l'attivazione di forme di riparazione del danno provocato.

In ambito internazionale sono state adottate la Raccomandazione (99)19 da parte del Consiglio d'Europa e i Principi Base sulla giustizia riparativa in ambito penale da parte delle Nazioni Unite (2002).

Fra le disposizioni dell'ordinamento giuridico italiano che aprono alla prospettiva riparatoria nell'ambito dell'esecuzione penale degli adulti, particolare rilievo hanno l'art 47 co. 7 della legge 26 luglio 1975 n. 354 'Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà' e l'art. 27 comma 1 del dPR. 30 giugno 2000 n. 230 'Regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà'.

La Commissione di studio sulla "Mediazione penale e giustizia riparativa" istituita dal Capo Dipartimento con Decreto del 26 febbraio 2002, ha come obiettivo la definizione di linee guida che assicurino, nell'ambito dell'esecuzione penale di soggetti adulti, l'adozione di modelli uniformi di giustizia riparativa in linea con le Raccomandazioni delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa.

La Commissione ha condotto una prima analisi delle esperienze nell'ambito dell'affidamento in prova al servizio sociale per conoscere come e quanto i CSSA oggi programmano, se rispondono all'autorità giudiziaria e se impiegano principi di giustizia riparativa all'interno dell'esecuzione previsti dall'art. 47, comma 7 della legge 345/1975 e dall'art. 94 del Testo Unico, DPR 309/90.

Tale rilevazione è indispensabile per integrare l'elaborazione teorica sulla giustizia riparativa che la Commissione sta sviluppando in parallelo, secondo il seguente piano di studio e di ricerca propedeutico alla prospettazione di linee guida da diramare agli Uffici periferici ed alla definizione di un modello di ufficio di giustizia riparativa.

La riparazione - Piano di studio e di ricerca di Adolfo Ceretti e Claudia Mazzucato:

  1. Lo scenario di fondo
    Istituzioni, politiche penali e sofferenza Concetto di riparazione in psicoanalisi e diritto Giustizia riparativa: una prima ricognizione filosofica Mediazione: oltre il risarcimento del danno Riparazione e punizione Riparazione e riconciliazione.
  2. Illecito penale e riparazione: profili giuridici e politico-criminali
    Illecito penale, offesa, danno. Bene giuridico, offesa, danno. Riparazione e funzione della pena Riparazione vs. retribuzione? Coercizione del modello riparativo? Mediazione e riparazione Riparazione del danno o riparazione dell' offesa? Riparazione e risarcimento del danno. Riparazione e restituzioni. Riparazione e pene "private". Riparazione e "pene-prestazione". Riparazione e "privatizzazione" del diritto penale ?
  3. Esperienze e modelli di riparazione
    La giustizia riparativa: definizione e orientamenti internazionali. Principi generali La giustizia riparativa: obiettivi (riconoscimento della vittima, riparazione dell'offesa nella sua dimensione globale, autoresponsabilizzazione del reo, coinvolgimento della comunità nel processo di riparazione, rafforzamento degli standard morali collettivi, contenimento dell'allarme sociale)
    Giustizia riparativa: tecniche, strumenti e modalità operative
    Giustizia riparativa: una comparazione con Inghilterra e Galles
    Giustizia riparativa: una comparazione con gli Stati Uniti
    Giustizia riparativa: una comparazione con la Germania
    Giustizia riparativa: una comparazione con la Francia
    Modelli di giustizia riparativa nelle prigioni: l' esempio del Belgio
  4. riparazione e ordinamento vigente
    "spazi" di giustizia riparativa nell'ordinamento italiano vigente la nozione di riparazione nel sistema penale vigente prospettive de iure condendo.


Composizione della Commissione

La Commissione, coordinata dalla dott.ssa Maria Pia Giuffrida, Dirigente Generale, è composta da consulenti esterni esperti nella materia e precisamente dal prof. Adolfo Ceretti, professore associato di criminologia presso l'Università Milano-Bicocca ecoordinatore scientifico dell'Ufficio di mediazione del Comune di Milano; dalla prof.ssa Claudia Mazzucato, docente di diritto penale presso l'Università La Cattolica di Milano; dal dr. Maurizio Azzolini dell'Ufficio di mediazione del Comune di Milano; dalla dr.ssa Gilda Scardaccione, docente di Psicopatologia forense presso l'Università La Sapienza di Roma e dal dr. Giovanni Ghibaudi del Centro di mediazione del Comune di Torino e da personale dell'Amministrazione e precisamente dal Dr. Giovanni Mazzone, Direttore della CC di Modica, dalla Dott.ssa Rosaria Furlotti, Direttore del CSSA di Reggio Emilia; dalla Dott.ssa Angela Magnino, Direttore del CSSA di Torino; dalla Dott.ssa Chiara Ghetti, Direttore del CSSA di Venezia; dalla Dott.ssa Rosaria Cropano, ass. soc. coordinatore del CSSA di Roma e dalla Dott.ssa Filomena Terenzi, Direttore di serv. sociale. presso l'Ufficio rapporti con le Regioni, gli Enti Locali ed il Terzo Settore. Successivamente sono stati integrati nel predetto gruppo con ordine di servizio il dott. Zinna dirigente di servizio sociale presso l'Issp e il dottor Claudio Marchiandi direttore area educativa presso Direzione generale detenuti e trattamento.

Lavori della Commissione

La Commissione, in ordine al mandato ricevuto, ha iniziato un delicato percorso di elaborazione di indirizzi teorici ed operativi da diffondere a livello nazionale, avviando innanzitutto un’indagine sulle prime prassi ed esperienze riparative intraprese sul territorio nazionale in relazione a specifici contesti normativi.

La Commissione ha infatti avvertito l’esigenza di conoscere le prassi, le iniziative e le situazioni esistenti, quale passaggio fondamentale sia per la definizione di paradigmi teorici, sia per l’elaborazione di linee guida che orientino le prassi operative.

L’attenzione è stata focalizzata, in prima battuta, sull’affidamento in prova al servizio sociale, con particolare riferimento alla "prescrizione" di cui all’art. 47 comma 7 L. 26 luglio 1975 n. 354, tenendo costantemente presente quanto introdotto dall’art. 27 comma 1 D.P.R. 30 giugno 2000 n. 230.

L’indagine si è svolta attraverso due monitoraggi.

1.     Il primo monitoraggio, (luglio 2002/febbraio 2003), realizzato mediante un questionario rivolto ai direttori dei Centri di servizio sociale per adulti, ha riguardato la rilevazione della "politica", degli orientamenti e delle iniziative operative di ciascun servizio in merito alle esperienze riparatorie nell’affidamento in prova al servizio sociale.

2.     Il secondo monitoraggio, (luglio 2002/maggio 2004), ha coinvolto tutti gli assistenti sociali dei Centri di servizio sociale per adulti, che hanno collaborato a raccogliere i dati ritenuti utili al fine di conoscere gli eventuali progetti di giustizia riparativa, ipotizzati o concretamente avviati ed attuati, in relazione agli affidati presi in esame, di cui si sono altresì rilevati i dati personali, la posizione giuridica e la tipologia di reato.

Le conclusioni

Da tali ricerche sono emersi aspetti di indubbia criticità da cui è derivata l’esigenza di definire alcune direttive e metodologie tecnico–professionali da applicare nelle sedi periferiche.

Il Coordinatore della Commissione ha dunque elaborato nel marzo 2005 il documento "Giustizia riparativa e mediazione penale. Linee di indirizzo sull’applicazione nell’ambito dell’esecuzione penale di condannati adulti" le cui indicazioni sono state rese cogenti nella circolare del Vice Capo del Dipartimento n. 3601/6051 del 14 giugno 2005.

Il Coordinatore svolge attività di consulenza in materia di giustizia riparativa e mediazione penale, tesa all’istituzione di uffici di giustizia riparativa non settoriali.

Nella Regione Lazio, in particolare, ha preso avvio un percorso sperimentale di formazione per operatori di giustizia riparativa (D.D. 4853 del 16 novembre 2004), con la prospettiva di istituire un ufficio nella Provincia di Viterbo.

La Commissione ha anche predisposto un modello di convenzione con gli enti locali, associazioni, organismi pubblici e privati per l’espletamento di attività riparativa a favore della collettività da parte di condannati.

Nel luglio 2004 la Commissione ha incontrato i responsabili di alcuni degli Uffici di mediazione penale per minori operanti sul territorio nazionale, per discutere l’ipotesi di avvio di sperimentazione di percorsi di mediazione penale con soggetti condannati adulti. La Commissione ha predisposto all’uopo una ipotesi di accordo sottoposta all’attenzione del Garante per la privacy sotto il profilo della riservatezza dei dati personali della vittima del reato.

La Commissione ha definito inoltre un’ipotesi di pacchetto formativo al fine di poter promuovere negli operatori penitenziari le conoscenze e le competenze necessarie per gestire le problematiche connesse alla realizzazione di ipotesi di giustizia riparativa e la capacità di sostenere il reo nel percorso di riflessione sulle condotte antigiuridiche poste in essere e sulle conseguenze del reato, ai sensi dell’art. 27 comma 1 D.P.R. 30 giugno 2000 n. 230.

Con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di una "cultura" attenta e approfondita sulla giustizia riparativa, vista anche la crescente attenzione sull’argomento maturata sia all’interno di questa Amministrazione che sul territorio e preso atto delle numerose iniziative che si vorrebbero realizzare, il Coordinatore della Commissione, d’intesa con la Direzione Generale Detenuti e Trattamento e la Direzione Generale dell’Esecuzione Penale Esterna, ha chiesto ai Provveditori, con nota GDAP–0384511 del 7 novembre 2005, di individuare un referente per la materia presso ciascun ambito territoriale.

Con nota GDAP–0054390 del 14 febbraio 2006 viene definito il ruolo che detti referenti dovranno assumere sperimentalmente nell’ambito del Dipartimento.