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Reati ambientali - Leggi 68/2015 e 6/2014 (novembre 2017)

aggiornamento: 24 gennaio 2018

Ministero della Giustizia
Dipartimento per gli Affari di Giustizia
Direzione Generale della Giustizia Penale

Ufficio I – Reparto Dati Statistici e Monitoraggio

REATI AMBIENTALI (L. 68/2015 e l. 6/2014, d.lgs. 152/2006)
Monitoraggio previsto con circolare del 19/02/16 della Direzione generale della giustizia penale
 

La Legge 22 maggio 2015, n. 68 recante "Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente", ha significativamente innovato il sistema di tutela penale dell'ambiente, introducendo nel codice penale il "Titolo VI-bis", specificamente dedicato ai "Delitti contro l'ambiente".

Superando l’approccio della legislazione preesistente, quasi esclusivamente polarizzato su reati di pericolo astratto e perciò articolato in incriminazioni di natura prevalentemente contravvenzionale, la Legge 22 maggio 2015, n. 68 introduce due delitti con evento di danno: il delitto di inquinamento ambientale e quello di disastro ambientale, conferendo maggiore determinatezza a istanze di effettività della tutela penale, finora soddisfatte dalla giurisprudenza attraverso l'adattamento di fattispecie (come il disastro innominato, previsto dall'art. 434 c.p., o il danneggiamento di cui all'art. 635 c.p.) e orientate alla salvaguardia di beni giuridici diversi e perciò incapaci di esaurire il rilievo e l’autonomia acquisita negli ultimi decenni dal ‘bene ambiente’.

La tipizzazione del disastro ambientale corrisponde del resto a un preciso monito, formulato dalla Consulta nel contesto di una decisione dedicata alla compatibilità del cd. ‘Disastro innominato’ con il canone costituzionale di tassatività-determinatezza (Corte Costituzionale sentenza 30 luglio 2008, n. 327).

Tra le ragioni ispiratrici dell'intervento normativo in parola, deve poi annoverarsi il positivo impatto pratico delle due fattispecie delittuose specificamente dedicate alla materia negli ultimi anni: il delitto di “Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”, introdotto nell'anno 2001 e oggi riprodotto nell'art. 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e il delitto di "Combustione illecita dei rifiuti" introdotto nel decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dal decreto legge 10 dicembre 2013, n. 136, convertito con modificazioni dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6.

Assurgono nella nuova legge alla dignità di delitto anche le fattispecie di “Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività” (art. 452-sexies c.p.), che finora non trovava adeguata tutela penale quando non si trattasse di materiale etichettabile come rifiuto, e quella di “Omessa bonifica” (art. 452-terdecies c.p.), con la quale si è voluto restituire effettività agli obblighi di bonifica previsti a carico dei responsabili dell'inquinamento o dei soggetti che vantano una posizione di controllo sulla fonte della contaminazione.

Apposite aggravanti stigmatizzano il disvalore "aggiuntivo" dei reati associativi (comuni e mafiosi) orientati alla commissione seriale dei delitti ambientali e al controllo criminale dei mercati protetti della "green economy", ovvero finalizzati alla stabilizzazione di rapporti corruttivi con i pubblici agenti incaricati delle procedure autorizzative e dei controlli amministrativi su questo settore (art. 452-octies c.p.); cosi come trova consacrazione specifica, in una fattispecie ricalcata sul modello dell'art. 586 c.p., il caso nel quale alla compromissione delle matrici ambientali segua, "quale conseguenza non voluta dal reo", la morte o la lesione di uno o più soggetti (art. 452-ter c.p.).

La rilevanza e l’ampiezza dell'intervento normativo in parola hanno pertanto imposto l’avvio di un'attività di monitoraggio, iniziata nel febbraio 2016 ed avente cadenza annuale, finalizzata alla costituzione di una provvista di dati funzionale alla predisposizione di eventuali proposte di modifica normativa e alla rappresentazione del funzionamento effettivo del nostro sistema interno di tutela penale presso i diversi organismi internazionali (ONU, UE, Consiglio d’Europa), che monitorano la risposta degli Stati alle più significative aggressioni all'ambiente.

Tabelle dati relative all'anno 2016

Procure

  1. Riepilogo (pdf, 117 Kb)
  2. Art. 256 c3 d.lgs. 152/2006 - Distretti (pdf, 133 Kb)
  3. Art. 256 c3 d.lgs. 152/2006 - Lazio, Campania e Sicilia (pdf, 131 Kb)
  4. Art. 256-bis d.lgs. 152/2006 - Distretti (pdf, 133 Kb)
  5. Art. 256-bis d.lgs. 152/2006 - Lazio, Campania e Sicilia (pdf, 130 Kb)
  6. Art. 452-bis cod.pen. - Distretti (pdf, 132 Kb)
  7. Art. 452-bis cod.pen. - Lazio, Campania e Sicilia (pdf, 130 Kb)
  8. Elenco procure adempienti (pdf, 136 Kb)

Tribunali

  1. Riepilogo (pdf, 147 Kb)
  2. Art. 256 c3 d.lgs. 152/2006 - Distretti (pdf, 122 Kb)
  3. Elenco tribunali adempienti (pdf, 133 Kb)