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Pena & Territorio n. 1 (2012)

Copertina Pena e Territorio n. 1 del 2012

 

Notiziario, quadrimestrale, a cura del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - Ministero della Giustizia - Ufficio rapporti con le Regioni
Reg.Tribunale Roma n. 433/2004 dell’ 8/11/2004
Editore Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria - Ministero della giustizia
Copertina, impaginazione elettronica, fotocomposizione e stampa a cura della Tipografia Casa Circondariale di Ivrea

SOMMARIO

REGIONE ABRUZZO

  • Pescara - Una festa per detenuti e figli presso il carcere
  • Vasto (Ch) - un lavoro in carcere e una prospettiva per un futuro migliore fuori dalle sbarre

REGIONE BASILICATA

  • Sanità penitenziaria, protocollo di intesa tra Regione e Amministrazioni giustizia

REGIONE CAMPANIA

  • Benevento - protocollo d’intesa su reinserimento dei detenuti in progetti per la “differenziata”
  • Benevento - protocollo d’intesa

REGIONE LAZIO

  • Roma - Progetto R.A.S. lavoro di pubblica utilità - Una opportunità per ricostruire il rapporto con il tessuto sociale esterno ed esserne parte integrante

REGIONE LOMBARDIA

  • “Linee d’azione 2012”- Dalla Regione 2 milioni di euro per aiutare il reinserimento dei detenuti

REGIONE PIEMONTE

  • Torino - squadra rugby dei detenuti nel campionato regionale piemontese

REGIONE SICILIA

  • Mazara del Vallo (Tp) - 12 ex detenuti impegnati in servizi di pubblica utilità
  • Favignana (Tp) - corso di cucina per i detenuti del carcere

REGIONE TOSCANA

  • Livorno - progetto delle associazioni per ospitare ex detenuti e condannati a pene alternative
  • Pistoia - Accordo tecnico tra Provincia e carcere per servizi rivolti alla popolazione detenuta
  • Giunta regionale - stanziati 400 mila euro per custodia attenuata

REGIONE VENETO

  • Venezia - teatro-carcere; “Le Troiane” alla Casa di Reclusione Femminile della Giudecca
  • Treviso - “Bottega Grafica” dell’Ipm riceve 30mila euro dalla Fondazione Veneto Banca
  • Provincia autonoma di Trento - protocollo d’intesa per tutela della salute dei minorenni entrati nel circuito penale

PROTOCOLLI - ACCORDI - INTESE

CONFERENZA UNIFICATA ACCORDO 19 gennaio 2012 - Linee di indirizzo per la riduzione del rischio autolesivo e suicidario dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale.

PUBBLICAZIONI

Libri - “La mia vita è un romanzo”, i detenuti del carcere di Catanzaro si raccontano

AREA ADULTI e MINORI

REGIONE ABRUZZO

Pescara: Una festa per detenuti e figli presso il carcere

Il 18 gennaio 2012 presso la casa circondariale di Pescara, grazie alla collaborazione di artisti ed animatori della Caritas diocesana e della Coop Abruzzo, si è svolta la “Festa del bambino” durante la quale i figli dei detenuti hanno potuto godere per alcune ore della compagnia dei genitori, in una atmosfera serena ed in un contesto più confortevole. Gli artisti del “Circo della Luna” e dell’associazione “Willclown” di Pescara con i loro spettacoli di giochi ed equilibrismo hanno reso il clima dell’evento particolarmente magico ed eccitante, riuscendo a coinvolgere genitori e bimbi anche in attività di musica e ballo.
L’iniziativa rientra nel più ampio progetto di “Genitorialità Responsabile”, nato da una partnership fra la Casa circondariale e l’associazione di volontariato Telefono Azzurro finalizzata a facilitare la relazione tra genitori detenuti e figli a maggior tutela dell’equilibrio del minore e dell’intero nucleo familiare; un percorso di aiuto mirato all’acquisizione di strumenti utili per una consapevole e responsabile genitorialità.

Vasto (Ch): un lavoro in carcere e una prospettiva per un futuro migliore fuori dalle sbarre

Presso la Casa circondariale di Vasto sono state realizzate quattro serre (presso le quali lavoreranno alcuni detenuti) ove saranno coltivati ortaggi, funghi ed erbe officinali.
L’inaugurazione degli impianti si è tenuta lo scorso gennaio alla presenza dei presidenti della cooperativa Pan, che ha assunto i detenuti, e della Provincia di Chieti. Sono inoltre intervenuti il vicesindaco di Vasto e l’Assessore alle politiche sociali del comune di Ortona che hanno evidenziato l’importanza dell’iniziativa finalizzata a creare opportunità e prospettive lavorative nel momento della dimissione dal carcere .
In un contesto di ampia e fattiva collaborazione possono pertanto scaturire “buone prassi” che, coniugando la solidarietà con la prospettiva lavorativa, rendono concreta la finalità rieducativa della pena enunciata dal dettato costituzionale.
 

AREA ADULTI

REGIONE BASILICATA

Sanità penitenziaria, protocollo di intesa tra Regione e Amministrazioni giustizia

La Regione Basilicata, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria ed il Centro Giustizia Minorile per la Calabria ed il Molise hanno siglato un protocollo d’intesa riguardante la salute, la prevenzione, la formazione e l’articolazione del disagio dei detenuti adulti e minori. L’obiettivo è garantire alle persone ristrette presso gli Istituti di pena od i Centri per la Giustizia Minorile migliori standards di tutela della salute, intervenendo non solo sulla cura di eventuali patologie e/o dipendenze, ma anche sulla prevenzione, sulla educazione sanitaria e sulla formazione ad una igiene corretta.

Il protocollo si colloca nel passaggio alle Regioni di tutte le funzioni sanitarie prima svolte in questo settore da organismi del Ministero della Giustizia, ed è stato definito in seguito ad un confronto che si è sviluppato all’interno dell’Osservatorio permanente sulla Sanità Penitenziaria cui hanno contribuito, oltre all’assessorato e alle amministrazioni che hanno sottoscritto l’intesa, le due Aziende Sanitarie Locali di Potenza e Matera.

Gli interventi saranno predisposti dalle Asl che collaboreranno con le amministrazioni del Ministero della Giustizia per quanto di propria competenza; il personale medico opererà nella piena autonomia professionale, rispettando le norme in materia di sicurezza dettate dalle amministrazioni della Giustizia.

Il protocollo prevede all’interno degli istituti un servizio medico ed un servizio infermieristico entrambi attivi 24 ore su 24; tutte le prestazioni sanitarie erogabili in loco avverranno all’interno della struttura ; per i ricoveri ospedalieri sono stati previsti appositi spazi e specifici servizi di sorveglianza.

Lo stesso protocollo prevede, inoltre, l’erogazione di assistenza e cure per la salute mentale e contro le dipendenze da alcol e droga nonché specifici programmi per la tutela della salute dei detenuti disabili e portatori di handicap.
Tra gli altri servizi previsti dal protocollo “allo scopo di tutelare concretamente la dignità dei detenuti e l’umanità della pena …” anche uno dedicato ai “nuovi giunti” mirato a ridurre il disagio psicologico dei ristretti. In particolare, per i nuovi giunti sono previsti un percorso di informazione, presa in carico ed accompagnamento interprofessionale ma anche una serie iniziative volte a favorire, garantendo i minimi standards di vivibilità, il migliore inserimento degli stessi nel contesto detentivo .
Per i minorenni sottoposti a provvedimento penale e che abbiano problemi di tossicodipendenza, alcolismo o disagio psichico, è stato previsto l’invio in comunità terapeutiche individuate dalla Regione che provvederà al pagamento delle relative rette. Asl e Centro per la Giustizia minorile, definiranno congiuntamente il programma terapeutico e socio-riabilitativo per ciascuno di questi ragazzi, assicurando anche i trattamenti diagnostici, specialistici e farmacologici del caso.
L’accordo risponde perfettamente al dettato costituzionale di cui l’art. 32 che, nel sancire la tutela della salute come ”diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, di fatto obbliga lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa e ad adottare precisi comportamenti finalizzati alla migliore tutela possibile della salute dei cittadini, anche di quelli temporaneamente ristretti.

REGIONE CAMPANIA

Benevento: protocollo d’intesa su reinserimento dei detenuti in progetti per la “differenziata”

E’ stato siglato in data 15 febbraio 2012 presso la Sala Consiliare della Rocca dei Rettori di Benevento, il protocollo d’intesa in materia di politiche sociali e per l’ambiente, corretta gestione del ciclo dei rifiuti, reinserimento nella vita sociale dei detenuti e sensibilizzazione collettiva al riciclo. L’intesa, raggiunta dalla Provincia di Benevento e dalla Casa Circondariale del capoluogo sannita, è finalizzata ad offrire ai detenuti, una volta scontata la pena, opportunità lavorative nel recupero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). In tale ottica risulta particolarmente importante e funzionale all’inserimento lavorativo ed alla costruzione di un progetto di vita, la partecipazione ad una specifica iniziativa formativa, a costo zero, programmata nell’istituto penitenziario. I detenuti potranno imparare le tecniche dello smontaggio e del recupero corretto dei materiali ed acquisire, quindi, capacità, competenze ed esperienza spendibili nella libera società. L’iniziativa costituisce inoltre un contributo alla crescita della “cultura della legalità”

Protocollo d’intesa 28 febbraio 2012 tra l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna Avellino-Benevento, sede distaccata di Benevento, e Caritas Diocesana ed altri partner finalizzato, attraverso azioni integrate, ad intervenire sul disagio del sovraffollamento carcerario:

Il giorno 28 del mese di Febbraio del 2012 presso la sede dell'ufficio Esecuzione Penale Esterna Av-Bn sezione distaccata di Benevento in via Colonnette, l4 - Benevento si stipula il presente protocollo di intesa tra i seguenti partner:

  • Caritas Diocesana di Benevento, avente sede legale in piazza Orsini, 27, rappresentata in questa sede dal vice-direttore sac. Santino Marino
  • Ufficio Esecuzione Penale Esterna avente sede legale in via Colonnette, l4, Benevento, rappresentata in questa sede dalla direttrice dott.ssa Annamaria De Gruttola
  • Casa Circondariale di Benevento, avente sede legale in c.da Capodimonte rappresentata in questa sede dal Funzionario della Professionalità Giuridico Pedagogico nella persona della Dr.ssa Patrizia Fucci su delega della direttrice dr.ssa Marialuisa Palma
  • IV Settore Comune di Benevento - Ufficio Servizi Sociali, avente sede in via dell'Università 2/A, Benevento rappresentato in questa sede dalla dirigente p.o. dott.ssa Annamaria Villanacci
  • Associazione Centro di Solidarietà Vivere Dentro avente sede legale in via Cosimo Nuzzolo, l3, Benevento rappresentato in questa sede dal Legale Rappresentante sig. Roberto Carofalo
  • Associazione La Cinta Onlus avente sede legale in c.da San Vitale, Benevento rappresentata dal rappresentante legale dott. Tullio Zullo
  • Consorzio Mediterraneo Sociale, avente sede legale in via Sant’Efremo Vecchio, Napoli, rappresentato legalmente dal presidente dott. Salvatore Esposito
  • Cooperativa Sociale La Solidarietà avente sede legale in via Matarazzo, 23 Benevento rappresentata in questa sede dal sig. Giuseppe Piscopo, coordinatore per la stessa Cooperativa del progetto RELI
  • Cooperativa Sociale il Melograno avente sede legale in piazza Orsini, 27 Benevento rappresentata in questa sede dal presidente dott. Angelo Moretti.
  • Area di Coordinamento SerT Asl Bn 1 avente sede in via delle Puglie, Benevento rappresentato in questa sede dal dirigente dott. Vincenzo Biancolilli
  • Centro per l’impiego di Benevento avente sede legale in via XXV luglio Benevento, rappresentato in questa sede dal direttore dott. Giuseppe Galasso

Premessa:
La Conferenza Episcopale Italiana ha finanziato il progetto “Libertà Partecipate” presentato dalle Caritas Diocesane di Benevento ed Avellino;
Con tale finanziamento la Chiesa Italiana intende rispondere concretamente alle preoccupazioni espresse in più sedi istituzionali circa la corretta esecuzione penale dei condannati, volta autenticamente alla rieducazione e re-integrazione nel consorzio sociale degli stessi e non alla loro marginalizzazione ed esclusione;
La CEI inoltre ha inteso approvare la progettualità presentata dalle due Caritas Diocesane quale segno proficuo di collaborazione con le istituzioni preposte per intervenire concretamente sul disagio del sovraffollamento della popolazione carceraria;
Le Caritas Diocesane di Benevento ed Avellino intendono portare avanti attraverso le attività previste nel progetto “Libertà Partecipate” un'attività congiunta di animazione territoriale ed istituzionale finalizzata alla creazione di un interesse stabile sul tema della detenzione, delle misure alternative e del post detenzione;
Al presente protocollo i partner arrivano in seguito a 4 incontri preparatori.

Art.1

I partner condividono le linee operative dei Progetto “Libertà Partecipate”, la metodologia di intervento e gli obiettivi prefissati nel campo del re-inserimento sociale e lavorativo di detenuti, ex-detenuti e persone in misura alternativa;

Art. 2

Ciascun partner si impegna a collaborare costantemente per la realizzazione degli scopi progettuali, sulla base degli accordi che di volta in volta verranno presi tra i partner ai diversi tavoli di lavoro che si realizzeranno;

Art. 3

In particolare ciascun partner si impegna a contribuire alla buona riuscita dei protocolli individualizzati di Case Management, individuando formalmente un referente di progetto che possa contribuire alla realizzazione dei protocolli stessi. Laddove un partner ne ravvisasse la necessità sarà possibile individuare un referente diverso per situazioni individuali diverse;

Art. 4

Al fine di un proficua collaborazione i partner si impegnano ad uno scambio costante di informazioni sia sulle progettualità in corso, generali dell'ente, che possano risultare di interesse per la buona riuscita di “Libertà Partecipate” che sulle evoluzioni delle situazioni individuali coinvolte nel progetto;

Art. 5

I partner condividono la scheda di cose finding allegata al presente protocollo e la selezione condivisa di un gruppo di beneficiari, almeno 20, da inserire gradualmente nelle attività progettuali;

Art. 6

Coordinatore generale del progetto per conto della Caritas Diocesana sarà il dott. Angelo Moretti, presidente cooperativa sociale Il Melograno.

Art.7

I partner condividono fin da oggi l'obiettivo di stabilizzare la presente intesa costituendo in futuro un tavolo permanente di confronto e discussione sullo stato del re-inserimento sociale e lavorativo di persone che scontano un'esecuzione penale o che hanno già scontato una pena.

Benevento, 28 febbraio 2012

I Partner

Caritas Diocesana Di Benevento
Sac. SANTINO MARINO

Ufficio Esecuzione Penale Esterna
Dr.ssa ANNAMARIA DE GRUTTOLA

Casa Circondariale di Benevento
Dr.ssa PATRIZIA FUCCI

IV Settore Comune di Benevento -Ufficio Servizi Sociali Dr.ssa ANNAMARIA VILLANACCI

Associazione Centro di Solidarietà Vivere Dentro Sig. ROBERTO GAROFALO

Associazione La Cinta Onlus
Dott. TULLIO ZULLO

Consorzio Mediterraneo Sociale
Dott. SALVATORE ESPOSlTO

Cooperativa sociale La Solidarietà
Sig. GIUSEPPE UMBERTO PISCOPO

Cooperativa Sociale il Melograno
Dott ANGELO MORETTI

Area di Coordinamento SerT Asl Bn 1
Dott. VINCENZO BIANCOLILLl

Centro Per l'Impiego di Benevento
Dott. GIUSEPPE GALASSO

REGIONE LAZIO

Roma : Progetto R.A.S. lavoro di pubblica utilità - Una opportunità per ricostruire il rapporto con il tessuto sociale esterno ed esserne parte integrante

Lo scorso 23 aprile al Teatro di Marcello in Roma alla presenza del Ministro della Giustizia Paola Severino, del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino e del Sindaco Gianni Alemanno, è stato presentato il progetto RAS (Recupero Ambientale e Sociale) che prevede la riqualificazione di 33 aree di valore storico-archeologico di Roma, attraverso il lavoro di 18 detenuti del carcere di Rebibbia che hanno così l’opportunità di reinserirsi nella società. Il progetto, avviato sperimentalmente due anni fa allo scopo di favorire e sostenere l’inclusione sociale e lavorativa di chi è stato condannato a una pena detentiva, sancisce formalmente la sua continuità e la sua valenza istituzionale con la sottoscrizione del protocollo firmato nella stessa giornata dal Ministero della Giustizia (DAP – Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento) e Roma Capitale (Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali e Assessorato all’Ambiente – Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde). L’accordo prevede il finanziamento per l’impiego di 18 detenuti del carcere romano che hanno seguito un corso di formazione di storia dell’arte, sicurezza del lavoro e giardinaggio e che dal 24 aprile, provvedono alla manutenzione di 33 zone archeologiche e aree verdi pubbliche di pregio della capitale come i Fori imperiali, il Circo Massimo, il Mausoleo di Augusto e le Terme di Traiano, senza dimenticare i quartieri periferici con i loro acquedotti e parchi.

A supervisionare il lavoro saranno 31 dipendenti della Sovrintendenza e 6 rappresentanti del Dipartimento ambiente. “Qui, in uno dei posti più belli di Roma, che mostra i segni di un’antica civiltà giuridica esportata in tutto il mondo – ha spiegato il Guardasigilli Paola Severino – ritornano nella società quelle persone che hanno sbagliato e hanno pagato alla collettività il prezzo dei loro errori”; le persone coinvolte nel Progetto, infatti, hanno la possibilità di svolgere un lavoro socialmente utile. “E’ un modo per far sapere ai cittadini – continua il Ministro – che nelle carceri si può imparare ad essere utili per gli altri, rendendo alla collettività ciò che è dovuto. Questo tipo di iniziative sono un punto di partenza per uscire dall’emergenza del sovraffollamento”. In linea con le dichiarazioni del Ministro Severino, il Capo del DAP Giovanni Tamburino ha aggiunto: “ il lavoro rappresenta la fondamentale opportunità di recupero per il detenuto che in tal modo riconquista un suo ruolo nella società. Questa iniziativa punta a ricostruire il rapporto tra istituti di pena e società e a breve coinvolgerà 200 Comuni in tutta Italia”.

REGIONE LOMBARDIA

“Linee d’azione 2012”- Dalla Regione 2 milioni di euro per aiutare il reinserimento dei detenuti

La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale, ha approvato una delibera che prevede lo stanziamento di due milioni di euro a favore del reinserimento dei detenuti nella società. Il provvedimento contempla una serie di interventi “Linee d’azione 2012” (che saranno attuati dalla Regione con il coinvolgimento delle diverse direzioni generali, delle fondazioni e degli enti pubblici) volti a favorire l’inserimento lavorativo, a promuovere progetti personalizzati rispondenti agli effettivi bisogni della persona e del suo nucleo familiare, ad avviare progetti di giustizia riparativa ed iniziative di mediazione interculturale che favoriscano il dialogo e l’interazione tra le diverse culture contribuendo a garantire pari opportunità.
Di fondamentale importanza risulta il raccordo con il territorio nella predisposizione di interventi all'interno del carcere finalizzati a favorire il percorso di dimissione e di ammissione a misura alternativa nonché a favorire l'accesso alla stessa misura direttamente dalla libertà. E’ in tale ottica che saranno elaborati e sostenuti progetti finalizzati a rafforzare la funzione educativa e di accompagnamento per favorire i percorsi di inclusione sociale dei detenuti.
Il piano d'azione prevede interventi all'interno e all'esterno del carcere. All’interno sarà favorita la responsabilità di impresa coinvolgendo il mondo dell’imprenditoria nella realizzazione di progetti di inserimento lavorativo (Progetti di formazione raccordati con la dote lavoro finanziata dalla Direzione Istruzione, Formazione e Lavoro) e specifici progetti di formazione sul campo, (progetti di inserimento lavorativo e laboratori professionalizzanti).

REGIONE PIEMONTE

Torino: squadra rugby dei detenuti nel campionato regionale piemontese

Nel campionato rugbistico regionale di serie C piemontese milita una squadra sui generis che si caratterizza rispetto agli altri team perchè costituita interamente da giocatori detenuti, in espiazione di pena definitiva, per lo più stranieri e che hanno militato anche nelle nazionali del proprio paese d’origine: la “Rugby Drola”,che in dialetto piemontese vuol dire “la cosa buffa”. Il progetto si è concretizzato a seguito di un protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Torino e la Federazione italiana Rugby. Ad oggi il team è composto da 21 giocatori per metà nordafricani, ma anche rumeni, polacchi, colombiani e italiani. Il reclutamento dei detenuti-giocatori è avvenuto coinvolgendo tutti gli istituti penitenziari italiani. Una volta individuati, gli stessi sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Torino. I componenti la squadra sono ubicati nella sezione di custodia attenuata dell’istituto, il “Padiglione Arcobaleno”, per consentire loro, in un contesto sicuramente più adeguato, di fare gruppo anche fuori dal campo. Tale sistemazione favorisce peraltro gli allenamenti nonché la preparazione e la concentrazione ai match giocati sempre di sabato, “in casa”. Sono i detenuti-atleti che montano e smontano i pali delle porte e provvedono a lavarsi le divise. Gli elementi perché il rugby possa essere un attività sportiva da proporre anche in altre realtà penitenziarie ci sono tutti. Peraltro, all’interno dell’istituto penitenziario di Torino è stato avviato un corso per allenatori di base al quale partecipano anche due agenti di polizia penitenziaria. L’attività sportiva di per se è un buon veicolatore di valori e quando la stessa si svolge all’interno degli istituti penitenziari assume una particolare valenza dal punto di vista trattamentale: rispetto per l’avversario e capacità di controllo dell’aggressività sono le qualità offerte dal rugby che nel contesto detentivo rappresentano valide opportunità pedagogiche.
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REGIONE SICILIA

Mazara del Vallo (Tp): 12 ex detenuti impegnati in servizi di pubblica utilità

Grazie ad una nuova convenzione tra il Comune di Mazara del Vallo e la cooperativa sociale onlus “Oltre il Muro”, ente accreditato per i progetti d’inclusione sociale di ex detenuti nell’ambito della legge n. 381/81, è stato ripreso per un periodo di quattro mesi il progetto “La.b.or” già sperimentato con successo dall’amministrazione comunale nel periodo aprile-giugno 2011. La finalità principale dello stesso è quella di “favorire il reinserimento di ex detenuti nel tessuto economico della città di Mazara attraverso progetti di pubblica utilità”. Gli ex detenuti della cooperativa “Oltre il Muro” svolgeranno attività di manutenzione del verde urbano, pulizia ambientale, tutela e vigilanza di siti museali, archeologici, di interesse paesaggistico e culturale, cura e manutenzione di spiagge e litorali. La nuova convenzione prevede, infatti, l’impiego di 12 ex detenuti in servizi di pulizia e manutenzione di alcune aree pubbliche, a cominciare dal cimitero comunale.

Favignana (Tp) : corso di cucina per i detenuti del carcere

Grazie al progetto denominato “La.Linea”: dall’esclusione all’inclusione sociale dei soggetti in esecuzione di pena, presso il carcere di Favignana è stato istituito un laboratorio di cucina destinato alla formazione dei detenuti che vogliano lavorare nel mondo della ristorazione.
Il corso finanziato dalla Regione attraverso il Fondo sociale europeo 2007/2013 è organizzato dalla Informa House, la Omnia service, l'Istituto per la promozione e formazione, e prevede percorsi formativi di “Cucina pietanze tipiche mediterranee” e “Tecniche di lavorazione e produzione artigianale di pasta fresca e condimenti tipici siciliani”; una vera e seria opportunità offerta agli allievi detenuti che potranno imparare tutte le tecniche legate al mondo dell’arte culinaria.
Il progetto “La. Linea” è stato ideato, strutturato e articolato con l’obiettivo di favorire il processo di inclusione sociale e l’adozione di modelli di vita socialmente accettabili da parte dei soggetti in esecuzione di pena. Infatti, lo stesso prevede la partecipazione dei detenuti allievi ad una azione di “work experience” per facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro sia in attività organizzate all’interno dell’istituto penitenziario sia all’esterno ove i soggetti potranno, in misura alternativa, lavorare presso le attività commerciali del Comune di Favignana.

REGIONE TOSCANA

Livorno: progetto delle associazioni per ospitare ex detenuti e condannati a pene alternative

Sei associazioni di volontariato e promozione sociale ,Ail, Arci, Auser Avis, Svs e Uisp,organizzazioni storiche della città di Livorno, hanno dato vita ad un documento congiunto, avviando un sistema di collaborazioni mirato a fornire alla comunità il proprio prezioso contributo (in tema di risposte ai bisogni sociali e di intervento nelle aree di marginalità e povertà) e mettendo a disposizione esperienze e competenze maturate in anni di presenza sul territorio. Si tratta di un primo progetto condiviso, a costo zero, finalizzato al reinserimento sociale di ex detenuti.
La proposta è molto ambiziosa: l’integrazione degli interventi potrebbe contribuire infatti a decongestionare il carcere perchè i detenuti terminerebbero all’interno delle associazioni i percorsi di pena alternativa alla detenzione.

Pistoia: Accordo tecnico tra Provincia e carcere per servizi rivolti alla popolazione detenuta

La provincia di Pistoia e la Casa Circondariale Santa Caterina hanno firmato, il 14 febbraio 2012, un accordo tecnico per agevolare la popolazione carceraria nell’accesso ai servizi di orientamento e formazione. Alla firma dell’accordo erano presenti anche le cooperative presenti sul territorio da sempre impegnate nel reinserimento sociale di persone svantaggiate. L’iniziativa nasce dalla rinnovata volontà della Provincia e della Casa Circondariale di proseguire e concretizzare un percorso volto al miglioramento ed all’incremento dei servizi per la popolazione carceraria in materia di formazione e lavoro.

La Provincia si impegna ad inserire i detenuti nelle liste di disoccupazione e formarli con corsi professionalizzanti per l’ingresso nel mondo del lavoro. La casa circondariale, da parte sua, agevolerà tutte le iniziative concordate preventivamente con il centro per l’impiego del territorio, metterà a disposizione la documentazione necessaria ed individuerà un referente che possa occuparsi direttamente di tutte le pratiche inerenti il servizio. Le pesanti e gravi difficoltà occupazionali e l’estrema competitività del mercato del lavoro sono gli aspetti preoccupanti che caratterizzano l’attuale momento storico ed in tale contesto di obiettiva difficoltà le categorie cosiddette svantaggiate, detenuti ed ex detenuti, sono quelle che maggiormente rischiano l’emarginazione e l’esclusione dal mercato del lavoro, soprattutto se i soggetti che dovrebbero essere inseriti nel circuito produttivo non possiedono una specifica ed adeguata preparazione professionale. La Provincia di Pistoia vanta una consolidata collaborazione con il penitenziario, infatti già dal 1994 ha dedicato periodicamente risorse e strumenti per promuovere attività formative a favore dei detenuti della Casa circondariale, con l’intento di riqualificare le persone in regime di detenzione, sia attraverso corsi professionalizzanti (imbianchino, elettricista, ecc.), sia attraverso il recupero di competenze di base e trasversali (corsi di informatica), ritenendo indispensabile metter in campo interventi e azioni concrete per la rieducazione e il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. Infatti con il coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni del territorio è stato possibile organizzare un percorso in grado di definire da un lato, la continua analisi dei bisogni formativi della popolazione detenuta e dall’altro di stabilire strumenti utili ad agevolare l’inserimento lavorativo delle persone in esecuzione penale. Con la sottoscrizione di questo Accordo la Provincia ribadisce la propria volontà politica ed istituzionale di proseguire nell’impegno profuso, prevedendo investimenti e risorse ad hoc per facilitare il difficile rientro nella società esterna delle persone recluse.

Giunta regionale: stanziati 400 mila euro per custodia attenuata

Con delibera n. 54 del 6 febbraio 2012 la Giunta regionale toscana ha approvato il finanziamento di 400 mila euro per la realizzazione di una struttura alternativa al carcere (custodia attenuata) per le detenute madri ed i loro bambini .
Il progetto, che trova finalmente la sua realizzazione, fa riferimento al protocollo d’intesa che, nel gennaio 2010, la Regione Toscana, il Ministero della Giustizia ,il Tribunale di sorveglianza, l’Opera della divina provvidenza Madonnina del Grappa e l’Istituto degli innocenti firmarono per l'istituzione di un Istituto a custodia attenuata per detenute madri (Icam) dove ospitare le madri detenute con figli 0-3 anni. Un contesto a misura di bambino, un ambiente senza sbarre, non condizionato dai ritmi temporali imposti dall’organizzazione carceraria, dove i bambini si sentano liberi e le madri possano seguirli più serenamente in una fase delicata della crescita.
L'istituto di Firenze dovrebbe ospitare fino a un massimo di dodici mamme con i bambini.
I fondi stanziati serviranno per finanziare i lavori di ristrutturazione di uno stabile di Firenze di proprietà dell’Opera della divina provvidenza Madonnina del Grappa.
L’ Istituto degli Innocenti si occuperà dei percorsi formativi previsti per il personale già operante negli istituti.

15.2.2012 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 7
DELIBERAZIONE 6 febbraio 2012, n. 54

Protocollo d’intesa
tra
la Regione Toscana,
il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria,
il Tribunale di Sorveglianza,
l’Opera della Divina
Provvidenza Madonnina del Grappa di Firenze e
l’Istituto degli Innocenti di Firenze,
sottoscritto in data 27 gennaio 2010, relativo realizzazione di una sezione a custodia attenuata destinata ad accogliere le detenute madri.
Determinazioni attuative.

LA GIUNTA REGIONALE

  • Visto il D.Lgs. 230/99, “Riordino della medicina penitenziaria, a norma dell’art. 5, della legge 30 novembre1998, n. 419”, con il quale è stato avviato un graduale processo di trasferimento dell’assistenza sanitaria all’interno degli istituti penitenziari dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale;
  • Preso atto della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), che sancisce (ai commi 283 e 284 dell’articolo 2) il transito definitivo al Sistema Sanitario Nazionale di tutte le funzioni sanitarie svolte dal Ministero della Giustizia;
  • Vista la LR 24 febbraio 2005, n. 40 “Disciplina del Servizio sanitario regionale”, che detta i principi e le regole di funzionamento e di accesso al sistema sanitario nella Regione Toscana;
  • Vista la LR 24 febbraio 2005, n. 41 “Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale”, che detta i principi del sistema sociale integrato e le politiche per le persone a rischio di esclusione sociale;
  • Richiamata la LR 2 dicembre 2005, n. 64 “Tutela del diritto alla salute dei detenuti e degli internati negli istituti penitenziari ubicati in Toscana”, che stabilisce che la Regione Toscana garantisce ai detenuti e agli internati nelle carceri toscane i livelli essenziali di assistenza sanitaria concernenti le prestazioni preventive, diagnostico-terapeutiche e riabilitative, alla pari degli individui in stato di libertà;
  • Preso atto del DPCM del 1° aprile 2008, nel quale sono riportate le “Modalità e criteri per il trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria”;
  • Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 1153 del 14 dicembre 2009 che approva il protocollo d’intesa tra la Regione Toscana e il Ministero della Giustizia, siglato in data 27 gennaio 2010, con il quale sono stati definiti gli ambiti di collaborazione istituzionale e la cornice di riferimento degli interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita dei detenuti e internati presenti degli Istituti Penitenziari toscani;
  • Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 67 del 25 gennaio 2010 che approva, nell’allegato D, il protocollo d’intesa tra la Regione Toscana, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Tribunale di Sorveglianza, l’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa di Firenze e l’Istituto degli Innocenti di Firenze, sottoscritto in data 27 gennaio 2010, relativo alla definizione delle forme di collaborazione tra ordinamento sanitario e ordinamento penitenziario;
  • Rilevato che il predetto protocollo d’intesa prevede, fra l’altro, la realizzazione di una sezione a custodia attenuata destinata ad accogliere le donne imputate o condannate, che abbiano con sé i bambini, con la finalità di consentire ai bambini di poter fruire del diritto di essere accuditi dalla propria madre, senza essere costretti a rimanere in carcere nel periodo più delicato della loro crescita;
  • Considerato che le finalità della realizzazione della sezione a custodia attenuata destinata ad accogliere le detenute madri, s’inquadrano all’interno della cornice programmatica del Programma regionale di sviluppo 2011-2015, approvato con risoluzione del Consiglio regionale n. 49 del 29 giugno luglio 2011, nella parte in cui sono delineate le linee di indirizzo per la programmazione regionale in materia di diritti di cittadinanza e coesione sociale ed in particolare per gli aspetti che riguardano le politiche socio sanitarie;
  • Considerate le priorità definite dal DPEF 2012 approvato con risoluzione del Consiglio regionale n.56 del 27 luglio 2011;
  • Considerata la proposta di Piano sanitario e sociale integrato regionale 2012-2015, approvata dalla Giunta regionale in data 19 dicembre 2011;
  • Visto che il protocollo d’intesa sopra richiamato, approvato con DGR 67/2010 prevede espressamente l’impegno della Regione Toscana a sostenere l’istituzione della casa a custodia attenuata, attraverso il coinvolgimento degli enti competenti, l’attivazione della rete dei servizi del territorio e l’individuazione delle risorse economiche necessarie per l’adeguamento della struttura e l’avvio dei percorsi socio-assistenziali ed educativi atti garantire la tutela della salute e la salvaguardia del rapporto madre figlio tra le donne ristrette imputate o condannate che hanno con sé i bambini;
  • Considerato che la Società della Salute di Firenze ha manifestato l’interesse a partecipare alla realizzazione delle azioni previste dal protocollo d’intesa predetto;
  • Valutato essenziale il ruolo della Società della Salute di Firenze nella erogazione dei servizi socio-assistenziali finalizzati alla tutela della salute e al miglioramento del benessere della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più deboli, attraverso la programmazione di attività integrate tra il sistema sanitario e gli altri settori del governo sul territorio, anche in riferimento alla popolazione detenuta;
  • Ritenuto pertanto di individuare nella Società della Salute di Firenze, di comune accordo con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, il soggetto istituzionalmente competente e maggiormente idoneo per svolgere le azioni di interazione sinergica necessarie ad assicurare la realizzazione della sezione a custodia attenuata per detenute madri;
  • Ritenuto di sostenere gli oneri finanziari per la realizzazione della sezione di cui al precedente punto, per un importo complessivo massimo di € 400.000,00 destinato alla Società della Salute di Firenze, previa presentazione di apposito progetto da parte della stessa entro trenta giorni dall’approvazione del presente atto;
  • Ritenuto pertanto di prenotare la somma di € 400.000,00 sul capitolo 24187 del bilancio 2012, che presenta la necessaria disponibilità;
  • Ritenuto altresì di procedere alla costituzione del gruppo di progetto interistituzionale previsto medesimo protocollo, per la gestione del monitoraggio sull’andamento degli interventi, composto dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Regione Toscana, Tribunale di Sorveglianza, Opera della Divina Provvidenza, Istituto degl’Innocenti di Firenze ed integrato dalla Società della Salute di Firenze, dando mandato alla Direzione Generale “Diritti di cittadinanza e coesione sociale”, di procedere alla relativa formalizzazione, nonché di porre in essere gli adempimenti necessari per l’attuazione del presente provvedimento;
  • Vista la legge regionale 27 dicembre 2011 n. 67, “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2012 e Bilancio pluriennale 2012/2014”;
  • Vista la deliberazione della Giunta regionale 9 gennaio 2012 n. 2, con la quale è stato approvato il Bilancio gestionale 2012 e pluriennale 2012/2014;

A voti unanimi DELIBERA

  1. di individuare la Società della Salute di Firenze quale soggetto istituzionalmente competente e maggiormente idoneo per svolgere le azioni di interazione sinergica necessarie ad assicurare la realizzazione della sezione a custodia attenuata per detenute madri prevista dal protocollo d’intesa tra la Regione Toscana, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Tribunale di Sorveglianza, l’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa di Firenze e l’Istituto degli Innocenti di Firenze, sottoscritto in data 27 gennaio 2010;
  2. di sostenere gli oneri finanziari per la realizzazione della sezione di cui al precedente punto, per l’importo complessivo massimo di € 400.000,00 destinato alla Società della Salute di Firenze, da erogarsi previa presentazione di apposito progetto da parte della stessa entro trenta giorni dall’approvazione del presente atto;
  3. di prenotare a favore della alla Società della Salute di Firenze, la somma di € 400.000,00 sul capitolo 24187 del bilancio 2012 che presenta la necessaria disponibilità;
  4. di incaricare il Direttore Generale della Direzione Generale “Diritti di cittadinanza e coesione sociale” di procedere alla costituzione del gruppo di progetto interistituzionale previsto dal protocollo d’intesa di cui al punto 1, per la gestione del monitoraggio sull’andamento degli interventi, composto dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Regione Toscana, Tribunale di Sorveglianza, Opera della Divina Provvidenza, Istituto degl’Innocenti di Firenze ed integrato dalla Società della Salute di Firenze;
  5. di dare mandato alla Direzione Generale “Diritti di cittadinanza e coesione sociale”, di porre in essere gli adempimenti necessari per l’attuazione del presente atto.

Il presente atto è pubblicato integralmente sul BURT ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera f) della L.R. 23/2007 e sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale ai sensi dell’art. 18 comma 2 della medesima Legge Regionale 23/2007.

Segreteria della Giunta
Il Direttore Generale
Antonio Davide Barretta

Delibera Giunta Regionale

Di seguito si riporta il contributo della dr.ssa Barbara Trambusti Dirigente Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana riguardante la delibera n. 1233 approvata dalla Giunta Regionale in data 27 dicembre 2011 in materia di formazione per la salute in carcere.

La Regione Toscana, in seguito al passaggio della Sanità penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale, ha avviato un percorso per lo sviluppo continuo della salute in carcere.
Per il biennio 2011-2012 una delibera della Giunta regionale (D.G.R. n. 441 del 30 maggio 2011) prevede linee progettuali per la formazione professionale dei detenuti, del personale sanitario e del personale penitenziario.
Una qualificazione continua di chi opera e di chi vive la propria esistenza all'interno degli istituti penitenziari garantisce e migliora la tutela della salute in carcere.
I percorsi della formazione professionale, approvati con Delibera della Giunta regionale n. 1233 del 27 dicembre 2011, riguardano quattro aree tematiche.
Per ciascuna area sono coinvolti detenuti, personale sanitario che opera all'interno dei Presidi sanitari penitenziari e personale dell'Amministrazione penitenziaria, prevedendo in alcuni casi l'integrazione dei percorsi tra i vari operatori.
Le linee progettuali, nella massima condivisione possibile di interventi e necessità, sono state concordate con le Aziende Sanitarie toscane, con il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria e con il Centro di Giustizia Minorile.

Un modulo formativo riguarderà le tecniche di rianimazione cardio-respiratoria.
Saranno realizzati corsi di base BLS-D (Basic Life Support Defibrillation) per gli operatori sanitari che lavorano a stretto contatto con i detenuti, in modo tale che siano in condizione di praticare manovre necessarie ad affrontare un'emergenza.
Le procedure mediche specializzate, ACLS (Advanced Cardio-vascular Life Support), sono invece rivolte al personale che opera negli istituti, che sarà quindi in grado di gestire l'emergenza cardiaca con strumenti avanzati. I moduli sono realizzati dalle Aziende USL dei territori in cui si trovano gli istituti penitenziari.
Un secondo modulo prevede interventi formativi integrati tra il personale sanitario e penitenziario per una migliore comunicazione e integrazione tra diverse professionalità, anche in caso di emergenze, ma anche acquisizione di competenze e nuove procedure per i percorsi di salute delle persone ristrette.
Gestione del rischio chimico, biologico, fisico e in genere rischi derivanti dall'ambiente in cui si opera, compresa la gestione del rischio suicidario, sono ulteriori temi sui quali si è posta attenzione.
Altro modulo formativo è dedicato in particolare al sistema minorile con lo scopo di migliorare la gestione della comunicazione, delle emergenze e dei rischi di autolesionismo e suicidio.
Verranno coinvolti sia operatori sanitari che penitenziari di entrambi gli istituti penitenziari minorili del territorio toscano (il corso è rivolto sia agli operatori dell'istituto maschile di Firenze che dell'istituto femminile di Pontremoli).

I due moduli appena descritti rappresentano un passo importante nella condivisione e nella formazione congiunta delle figure che si occupano a tutto tondo della salute delle persone detenute; per questo motivo si lavora ad una pianificazione specifica e unitaria a livello regionale, il cui percorso è a cura dell'Agenzia formativa dell'Azienda USL n. 11 di Empoli.
Un corso destinato al solo personale sanitario sulla gestione del rischio clinico è organizzato dall'Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi.
L'obiettivo è garantire la gestione del rischio clinico anche per la salute in carcere fornendo le conoscenze necessarie a diffondere e condividere metodologie e tecniche per l'identificazione degli errori e degli eventi avversi in ambito sanitario, che sono strumenti indispensabili ad attuare un piano di miglioramento della sicurezza del paziente.

La linea progettuale per la sicurezza alimentare è destinata invece ai detenuti: in particolare il corso è rivolto alle persone detenute che effettuano la preparazione, somministrazione e distribuzione degli alimenti negli istituti penitenziari. Il modulo è realizzato, anche in questo caso, dalle Aziende USL dei territori in cui si trovano gli istituti penitenziari.
Al termine del periodo formativo i partecipanti ristretti ricevono un attestato valido a tutti gli effetti, che rappresenta una concreta attestazione di formazione professionale spendibile anche al di fuori dell'esperienza carceraria.

REGIONE TOSCANA - GIUNTA REGIONALE

ESTRATTO DAL VERBALE DELLA SEDUTA DEL 27-12-2011 (punto N 58 )
Delibera N 1233 del 27-12-2011

Proponente DANIELA SCARAMUCCIA
DIREZIONE GENERALE DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE SOCIALE

Pubblicita’/Pubblicazione Atto soggetto a pubblicazione su Banca Dati (PBD)
Dirigente Responsabile BARBARA TRAMBUSTI
Estensore MARIA RITA CACIOLLI
Oggett - DGR 441/2011 - Obiettivo 5: "Formazione professionale - progettazione e organizzazione eventi
formativi destinati ai detenuti, al personale sanitario, al personale penitenziario". Approvazione e
assegnazione risorse.

Presenti
ENRICO ROSSI SALVATORE ALLOCCA ANNA RITA BRAMERINI
LUCA CECCOBAO ANNA MARSON RICCARDO NENCINI
GIANNI SALVADORI GIANFRANCO STELLA TARGETTI SIMONCINI

Assenti
CRISTINA SCALETTI
DANIELA SCARAMUCCIA

Allegato A
Allegato B

STRUTTURE INTERESSATE

Direzione Generale DIREZIONE GENERALE ORGANIZZAZIONE E RISORSE
Direzione Generale DIREZIONE GENERALE DIRITTI DI CITTADINANZA E COESIONE SOCIALE
MOVIMENTI CONTABILI
Capitolo Anno Tipo Mov. N. Movimento Variaz. Importo in Euro
U-26044 2011 Prenotazione 119790,00
U-26044 2011 Riduzione 8 119790,00
prenotazione

LA GIUNTA REGIONALE

  • Visto il D.Lgs. 230/99, “Riordino della medicina penitenziaria, a norma dell’art. 5, della legge 30 novembre 1998, n. 419”, con il quale è stato avviato un graduale processo di trasferimento dell’assistenza sanitaria all’interno degli istituti penitenziari dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale;
  • Richiamata la LR n. 64/05, “Tutela del diritto alla salute dei detenuti e degli internati negli istituti penitenziari ubicati in Toscana”, che stabilisce che la Regione Toscana, garantisce ai detenuti e agli internati nelle carceri toscane, i livelli essenziali di assistenza sanitaria concernenti le prestazioni preventive, diagnostico-terapeutiche e riabilitative, alla pari degli individui in stato di libertà;
  • Preso atto della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), che sancisce (ai commi 283 e 284 dell’articolo 2) il transito definitivo al Sistema Sanitario Nazionale di tutte le funzioni sanitarie svolte dal Ministero della Giustizia;
  • Preso atto del DPCM del 1° aprile 2008, nel quale sono riportate le “Modalità e criteri per il trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria”;
  • Visto il Piano sanitario regionale 2008/2010 che prevede al punto 5.6.2.7, fra gli obiettivi specifici, le azioni da intraprendere per “La salute in carcere”;
  • Dato atto che il Piano sanitario regionale resta in vigore, ai sensi dell’art. 142 bis della L.R. 24 febbraio n. 40 e del comma 1 dell’art. 104 della L.R. 29 dicembre 2010 n. 65, fino al 31 dicembre 2011;
  • Vista l’Informativa preliminare del Piano sanitario e sociale integrato regionale, approvata con decisione n. 27 della Giunta regionale in data 4 luglio 2011;
  • Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 441 del 30 maggio 2011 che approva le linee di intervento prioritarie in materia di sanità penitenziaria per il biennio 2011-2012, prevedendo espressamente al punto 5 dell’allegato 1, l’obiettivo specifico di “Formazione professionale – progettazione e organizzazione eventi formativi destinati ai detenuti, al personale sanitario, al personale penitenziario";
  • Rilevata la necessità di garantire il raggiungimento di tale obiettivo, mediante la promozione di percorsi formativi orientati alla formazione dei detenuti e del personale sanitario e penitenziario;
  • Visto l’elaborato predisposto dalla Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale, recante la linea progettuale denominata “Formazione professionale – progettazione e organizzazione eventi formativi destinati ai detenuti, al personale sanitario, al personale penitenziario”, di cui all’Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente atto;
  • Considerato che l’elaborato sopra citato è idoneo al raggiungimento dell’obiettivo finalizzato alla formazione professionale previsto dalla sopra richiamata DGR 441/2011;
  • Premesso che la predetta formazione professionale include percorsi formativi erogati dalle Aziende Sanitarie, destinati ai detenuti, al personale sanitario e al personale penitenziario degli Istituti penitenziari e degli Istituti penali minorili della Toscana;
  • Rilevato che per garantire la realizzazione della predetta formazione professionale risulta necessario l'impiego della somma complessiva di euro 119.790,00;
  • Valutata positivamente la predetta linea progettuale perché coerente e funzionale al raggiungimento dell’obiettivo n. 5 , previsto dalla delibera della Giunta regionale n. 441/2011, diretto alla formazione professionale dei detenuti, del personale sanitari e penitenziario;
  • Ritenuto opportuno, per quanto sopra esposto, approvare la linea progettuale “Formazione professionale – progettazione e organizzazione eventi formativi destinati ai detenuti, al personale sanitario, al personale penitenziario” di cui all'Allegato A, sostenendo la spesa complessiva di Euro 119.790,00 destinata alle Aziende Sanitarie secondo la ripartizione indicata nell'Allegato B;
  • Ritenuto pertanto di assegnare alle Aziende Sanitarie indicate nell'Allegato B, la somma di Euro 119.790,00 imputandola al capitolo 26044 “Promozione della salute in carcere – Spese per azioni progettuali realizzate da Aziende Sanitarie” del bilancio gestionale 2011 che presenta la necessaria disponibilità;
  • Ritenuto di impegnare le Aziende Sanitarie indicate nell’Allegato B ad intraprendere tutte le azioni organizzative, amministrative e tecniche necessarie alla formazione in carcere, secondo quanto indicato nell’Allegato A;
  • Vista la LR n. 66 del 29/12/2010 “Bilancio di Previsione per l’anno finanziario 2011 e Bilancio Pluriennale 2011 – 2013”;
  • Vista la DGR n. 5 del 10/01/2011 “Approvazione bilancio gestionale 2011 e pluriennale 2011 - 2013”;

A voti unanimi,

DELIBERA

  1. di approvare, per le ragioni descritte in narrativa, le azioni contenute nella linea progettuale “Formazione professionale – progettazione e organizzazione eventi formativi destinati ai detenuti, al personale sanitario, al personale penitenziario”, di cui all’allegato A parte integrante e sostanziale del presente atto;
  2. di assegnare alle Aziende Sanitarie indicate nell'Allegato B, parte integrante e sostanziale del presente atto, la somma di € 119.790,00 per la realizzazione delle azioni contenute nella proposta di cui al punto1, imputandola al capitolo 26044 “Promozione della salute in carcere – Spese per azioni progettuali realizzate da Aziende Sanitarie” del bilancio gestionale 2011 che presenta la necessaria disponibilità;
  3. di ridurre della suddetta somma di € 119.790,00 la prenotazione generica n. 1 assunta con DGR 441/2011 sul capitolo 26044 (fondo sanitario vincolato) del bilancio gestionale 2011;
  4. di assumere la prenotazione specifica di € 119.790,00 sul capitolo 26044 (fondo sanitario vincolato) del bilancio gestionale 2011, a favore delle Aziende Sanitarie indicate nell'Allegato B;
  5. di impegnare le Aziende Sanitarie indicate nell’Allegato B ad intraprendere tutte le azioni organizzative, amministrative e tecniche necessarie alla formazione professionale, secondo quanto indicato nell’Allegato A;
  6. di incaricare il competente Settore della Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale di porre in essere tutti gli atti necessari per la realizzazione delle azioni contenute nella proposta di cui trattasi.

Il presente atto, soggetto a pubblicazione ai sensi dell’art. 18, comma 2, lett. a) della L.R. 23/2007, in quanto conclusivo del procedimento amministrativo regionale, è pubblicato integralmente sulla banca dati degli atti amministrativi della Giunta regionale.

SEGRETERIA DELLA GIUNTA
IL DIRETTORE GENERALE
ANTONIO DAVIDE BARRETTA
Il Dirigente Responsabile
BARBARA TRAMBUSTI
Il Direttore Generale sostituto
GIOVANNA FAENZI

Allegato A
Formazione professionale: progettazione e organizzazione eventi formativi destinati ai detenuti, al personale sanitario, al personale penitenziario. Linea progettuale.

INDICE

6.1- Ambito d'intervento: formazione professionale
6.2- Obiettivo specifico
6.3- Programmazione interventi
6.4- Azioni finanziate

  1. Introduzione
  2. Riferimenti normativi
  3. Atti regionali collegati
  4. Finalità
  5. Tempi di realizzazione
  6. Articolazione della linea progettuale
  7. La progettazione
  8. I rapporti di attività

    8.1- Dichiarazione d’inizio progetto
    8.2- Documentazione finale

  9. Erogazione del finanziamento
  10. Le sinergie degli organismi coinvolti

1 Introduzione

La presente linea progettuale si pone l'obiettivo di promuovere le azioni finalizzate a garantire lo sviluppo continuo del percorso di tutela della salute in carcere, attraverso la progettazione e l'organizzazione di eventi formativi destinati ai detenuti, al personale penitenziario e al personale sanitario operante negli istituti penitenziari e nei servizi minorili, erogati dalle strutture organizzative competenti delle Aziende Sanitarie toscane, coordinate dal Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale della Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale della Regione Toscana.
Le azioni di tutela della salute investono tutti gli istituti penitenziari ed i servizi minorili distribuiti sul territorio regionale e sono attuate in applicazione della delibera n. 441 del 30 maggio 2011, con la quale la Giunta regionale ha approvato le Linee d’intervento prioritarie finalizzate alla qualità della salute dei cittadini detenuti per il biennio 2011-2012, prevedendo espressamente al punto 5 dell’allegato 1, l’obiettivo specifico “Formazione professionale - progettazione e organizzazione eventi formativi destinati ai detenuti, al personale sanitario, al personale penitenziario” (secondo argomenti puntuali definiti dalla delibera stessa).
La Toscana è una delle regioni con la più alta concentrazione di istituti di pena: ci sono 5 case di reclusione (CR), 12 case circondariali (CC) di cui una femminile, 1 ospedale psichiatrico giudiziario (OPG), 2 istituti penali minorili (IPM). Gli istituti sono distribuiti sul territorio regionale, nell’ambito di competenza di undici aziende USL, interessando la quasi la totalità delle aziende USL stesse (11 su 12). In ognuna di esse insistono da 1 a 3 istituti, ad esclusione dell’Az. USL 12 di Viareggio.
Presso la Casa Circondariale di Pisa è presente, tra l’altro, il Centro Diagnostico Terapeutico (o Centro clinico) in grado di accogliere detenuti di media e di alta sicurezza.
L’erogazione degli interventi formativi previsti dalla presente linea progettuale è effettuata dalle Aziende USL territorialmente competenti alla erogazione dei servizi sanitari negli istituti penitenziari e nei servizi minorili e dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi.

2. Riferimenti normativi

Gli interventi previsti dalla linea progettuale sono attuati nel rispetto della normativa vigente in materia di medicina penitenziaria:

  • il D.Lgs. 230/99, “Riordino della medicina penitenziaria, a norma dell’art. 5, della legge 30 novembre 1998, n. 419”, con il quale è stato avviato un graduale processo di trasferimento dell’assistenza sanitaria all’interno degli istituti penitenziari dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale;
  • a L.R. n. 64/05, “Tutela del diritto alla salute dei detenuti e degli internati negli istituti penitenziari ubicati in Toscana”, mediante la quale la Regione Toscana, garantisce ai detenuti e agli internati nelle carceri toscane, i livelli essenziali di assistenza sanitaria concernenti le prestazioni preventive, diagnostico-terapeutiche e riabilitative , alla pari degli individui in stato di libertà;
  • la Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), che sancisce (ai commi 283 e 284 dell’articolo 2) il transito definitivo al Sistema Sanitario Nazionale di tutte le funzioni sanitarie svolte dal Ministero della Giustizia;
  • il DPCM del 1° aprile 2008, nel quale sono riportate le “Modalità e criteri per il trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria”.

3. Atti regionali collegati

Oltre alla DGR n. 441 del 30 maggio 2011, che rappresenta la cornice degli interventi prioritari finalizzati alla qualità della salute dei cittadini detenuti per il biennio 2011-2012, si richiamano gli atti regionali attuativi:

  • il percorso di gestione del rischio clinico all’interno dei servizi sanitari delle carceri toscane e le linee di indirizzo per la sicurezza dei pazienti nei servizi sanitari carcerari, approvati con DGR n. 967 del 14 novembre 2011,
  • la prevenzione del suicidio in carcere: linee di indirizzo approvate con DGR n. 842 del 3 ottobre 2011,
  • il progetto per la realizzazione di interventi terapeutico-riabilitativi diretti ai pazienti internati in ambito penitenziario, approvato con DGR n. 795 del 12 settembre 2011,
  • le modalità operative per la messa a norma degli impianti nei locali destinati allo svolgimento delle funzioni sanitarie all’interno degli istituti penitenziari, approvate con DGR n. 882 del 10 ottobre 2011,
  • il modello organizzativo per la presa in carico dei minori sottoposti a procedimento penale con problematiche sanitarie, approvato con DGR n. 505 del 20 giugno 2011.

Le azioni previste dalla presente linea progettuale, inoltre sono coerenti con il raggiungimento degli obiettivi previsti dai seguenti atti:

  • il Piano Integrato Sociale Regionale (PISR) 2007-2010, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 113 del 31 ottobre 2007, che traccia i vari aspetti che interessano l’ambito penitenziario;
  • il Piano Sanitario Regionale (PRS) 2008-2010, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 53 del 16 luglio 2008, che resta in vigore fino al 31.12.2011 e affronta gli argomenti relativi all’assistenza sanitaria in ambito carcerario;
  • l’Informativa preliminare del Piano sanitario e sociale integrato regionale, approvata con decisione n. 27 della Giunta regionale in data 4 luglio 2011;
  • il Programma di Governo della Toscana 2010-2015, al capitolo 5.2.9 “legalità e sicurezza dei cittadini”, che inserisce il sostegno alle politiche di attenzione alle persone in regime carcerario;
  • il Protocollo d’intesa approvato con DGR n. 1153 del 14 dicembre 2009 e siglato in data 27 gennaio 2010 tra la Regione Toscana e il Ministero della Giustizia, con il quale sono stati definiti gli ambiti di collaborazione istituzionale e la cornice di riferimento degli interventi finalizzati al miglioramento della qualità della vita dei detenuti e internati presenti negli istituti penitenziari toscani;
  • il Protocollo d’intesa approvato con DGR n. 67 del 25 gennaio 2010 e siglato in data 27 gennaio 2010 tra la Regione Toscana, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) ed il Centro per la Giustizia Minorile della Toscana e Umbria, relativo alle forme di collaborazione tra ordinamento sanitario e ordinamento penitenziario e il Ministero della Giustizia.

4. Finalità

La presente linea progettuale ha lo scopo di:

  • assicurare puntualmente la realizzazione degli interventi prioritari finalizzati alla qualità della salute dei cittadini detenuti, secondo quanto stabilito dalla Giunta regionale con la citata DGR 441/2011;
  • assicurare gli interventi formativi a sostegno della qualità della salute in ambito penitenziario;
  • sostenere azioni di prevenzione e di miglioramento della qualità e della continuità delle cure con l’introduzione di percorsi formativi, con modalità rispondenti ai bisogni formativi della popolazione detenuta e del personale sanitario e penitenziario operante negli istituti penitenziari della Toscana;
  • stimolare il miglioramento continuo della qualità delle strutture organizzative che si occupano di sanità penitenziaria;
  • consentire l’introduzione del sistema di valutazione sei servizi sanitari erogati e della valorizzazione dei risultati ottenuti.

5. Tempi di realizzazione
La realizzazione dell'intera iniziativa decorre dalla data di approvazione del presente atto e si svolge fino a Dicembre 2012.

6. Articolazione della linea progettuale

6.1 Ambito d’intervento: Formazione professionale

La formazione in ambito carcerario rappresenta un valido strumento per garantire i percorsi di salute, migliorare le capacità di comunicazione e di integrazione tra le professionalità sanitarie e penitenziarie, sviluppare competenze e metodologie per la riduzione del rischio suicidario e per la gestione del rischio clinico, addestrare i detenuti sui temi della prevenzione nell’ambito della sicurezza alimentare.
La formazione professionale è stata suddivisa nelle seguenti aree tematiche come di seguito descritte:

  1. Corsi sulle tecniche di rianimazione
  2. Moduli formativi integrati su:

    2.1 sistemi organizzativi: penitenziario e sanitario
    2.2 comunicazione e collaborazione tra sistema sanitario e sistema penitenziario
    2.3 rischio biologico, chimico e fisico
    2.4 rischio suicidario

  3. Modulo formativo sul rischio suicidario e sugli ambiti caratterizzanti il sistema minorile
  4. Corso sulla Gestione del rischio clinico
  5. Corsi sulla sicurezza alimentare

1. Corsi sulle tecniche di rianimazione cardio-respiratoria di Base e Avanzata BLS-D e ACLS

1.1. BLS-D - Basic Life Support Defibrillation
Contenuti del corso:

  • Approccio all'emergenza e attivazione del sistema d'emergenza 118
  • Supporto Vitale di Base (B.L.S. )
  • Uso del defibrillatore semiautomatico (B.L.S.D.)

Obiettivi e finalità: il corso prevede contenuti mirati al riconoscimento dei segni di arresto cardio-respiratorio e attuazione delle manovre di base per il sostegno delle funzioni vitali, con utilizzo del defribillatore semiautomatico esterno (DAE).

Destinatari:

  • corsi BLSD – dedicati al personale infermieristico e altre professioni sanitarie operanti nel Presidio sanitario penitenziario,
  • corsi BLSD – per laici, dedicati al personale dell’Amministrazione di Giustizia ed alla Polizia Penitenziaria; si ritiene importante estendere la formazione al personale del sistema penitenziario, che per primo intercetta l’emergenza; avere una formazione comune può agevolare la successione degli interventi, con maggiore efficacia ed efficienza.

Il corso prevede un numero massimo di 12/16 partecipanti per ogni edizione.

Soggetto organizzatore del corso: Azienda USL territorialmente competente.

Durata: una giornata, otto ore complessive.
1.2. ACLS - Advanced Cardio-vascular Life Support
Contenuti del corso:
Il corso comprende una serie di procedure mediche e sanitarie che vengono adottate da personale specializzato e specificamente formato qualora una persona si trovi in condizioni di arresto o peri-arresto cardiaco, al fine di evitare che sopravvenga la morte.
Obiettivi e finalità: scopo del corso è fornire un metodo per la gestione avanzata dell’emergenza cardiaca e accrescere le competenze e le capacità di intervento.
Destinatari: Personale medico del Presidio sanitario penitenziario. Il corso prevede un numero massimo di 12 partecipanti per ogni edizione.
Soggetto organizzatore del modulo di miglioramento: Azienda USL territorialmente competente.
Durata: due giornate, 16 ore complessive
Nella Tabella 1 sono riepilogate le informazioni relative ai corsi sulle Tecniche di rianimazione che vengono finanziati con il presente atto.

Tabella 1 - Riepilogo corsi sulle tecniche di rianimazione
tipologia corso numero persone per corso costo del corso
in Euro
costo a persona
in Euro
numero persone da formare costo formazione
in Euro
costo totale
in Euro
Totali persone
corso acls medici 12 1.323 110,25 156 17.199 22. 912 322
corso blsd per infermieri e altro pers. sanitario 12 413 34,42 166 5.713
corso blsd personale PRAP     34,42 636 21. 880 22.912 666
corso blsd personale CGM     34,42 30 1.033
totali generali 45.824 988


2. Moduli formativi integrati

Obiettivi e finalità: L’obiettivo generale del corso è quello di garantire una formazione legata la contesto lavorativo che possa migliorare e, se necessario, ridefinire e modellare le proprie soluzioni metodologiche ed operative. La finalità del percorso formativo, organizzato per moduli integrati e distinti, è quella di:

 

  • sviluppare competenze per la definizione delle migliori procedure, tenuto conto del contesto in cui si opera, per garantire i percorsi di salute per le persone detenute ed internate negli Istituti Penitenziari della Toscana;
  • migliorare le capacità di comunicazione e di integrazione tra le varie professionalità del sistema sanitario e del sistema penitenziario;
  • apprendere e sviluppare competenze e metodologie per la gestione del rischio chimico, biologico, fisico e le principali fonti di rischio presenti nell’ambiente;
  • formare il personale per la gestione della comunicazione nelle situazioni di emergenza che si verificano in carcere e che determinano rischio di autolesionismo e suicidio.

Destinatari:

  • personale sanitario operante nel Presidio sanitario penitenziario,
  • personale dell’Amministrazione penitenziaria.

Il corso prevede un numero massimo di 30 partecipanti per ogni modulo edizione.

Soggetto organizzatore del corso: Azienda USL 11 di Empoli, con funzione di Azienda capofila del territorio regionale.
Edizioni: tre edizioni, una per Area Vasta tra Aziende USL interessate e Istituti Penitenziari del corrispettivo territorio; è inoltre prevista l'integrazione con altre due edizioni, dirette all'Area Vasta Centro e Area Vasta Nord-Ovest, per soddisfare le esigenze formative del personale che opera in tali zone maggiormente interessate dalla presenza di istituti penitenziari con popolazione carceraria più numerosa; in totale sono previste 5 edizioni.
La Tabella 2 riporta l'articolazione dei moduli formativi integrati.

Tabella 2 - Articolazione dei moduli formativi integrati
N. ord. Moduli per ogni edizione Partecipanti
per ogni edizione
durata
2.1 I sistemi organizzativi: penitenziario e sanitario 30 2 giornate, 16 ore
2.2 La comunicazione e collaborazione tra sistema sanitario e sistema penitenziario 30 1 giornata, 8 ore
2.3 Il rischio biologico, chimico e fisico 30 1 giornata, 8 ore
2.4 Il rischio suicidario 30 2 giornate, 16 ore


Gli interventi formativi coinvolgeranno tutti gli Istituti penitenziari e le Aziende USL della Toscana, con svolgimento dei moduli per Area Vasta:

 

  • Area Vasta Nord-Ovest: Az. USL 1, 2, 5, 6, Istituti penitenziari di Massa, Lucca, Pisa, Volterra, Livorno, Porto Azzurro, Gorgona;
  • Area Vasta Centro: Az. USL 3, 4, 10, 11, Istituti penitenziari di Pistoia, Prato, Firenze Sollicciano, Firenze Gozzini, OPG Montelupo Fiorentino, Empoli;
  • Area vasta Sud-Est: Az. USL 7, 8, 9, Istituti penitenziari di Siena, San Gimignano, Arezzo, Grosseto, Massa Marittima.

3. Modulo formativo sul rischio suicidario e sugli ambiti caratterizzanti il sistema minorile

Obiettivi e finalità: il corso ha la finalità di garantire una formazione legata al contesto lavorativo del sistema penale minorile che possa migliorare e, se necessario, ridefinire e modellare le proprie soluzioni metodologiche ed operative. La finalità è quella di formare il personale per la gestione della comunicazione nelle situazioni di emergenza che si verificano in carcere e che determinano rischio di autolesionismo e suicidio nei soggetti minori; inoltre sono trattati gli aspetti emergenti in ambito minorile riferiti agli argomenti previsti al precedente punto 2.

Destinatari:

  • personale sanitario operante nel Presidio sanitario penitenziario,
  • personale dell’Amministrazione della Giustizia Minorile .

Il corso prevede un numero massimo di 30 partecipanti per una edizione.
Soggetto organizzatore del corso: Azienda USL 11 di Empoli, con funzione di Azienda capofila del territorio regionale.
Edizioni: una edizione, con CGM e IPM di Firenze e Pontremoli e le Aziende USL 10 di Firenze e 1 di Massa e Carrara, presso la sede del CGM di Firenze.
Durata: quattro giornate, trentadue ore complessive

4. Corso sulla Gestione del rischio clinico

Obiettivi e finalità: il corso ha l'obiettivo di garantire l'applicazione della gestione del rischio clinico per la salute in carcere; la finalità è quella di fornire le conoscenze più recenti sull'analisi dell'errore umano inteso come fenomeno organizzativo, sull'entità e le caratteristiche principali dell'errore e del rischio in ambito sanitario. Inoltre ha lo scopo di diffondere e condividere le metodologie e le tecniche per l'identificazione degli errori e degli eventi avversi, le modalità per progettare l'organizzazione del lavoro in base ai limiti e alla qualità degli operatori sanitari, il metodo e gli strumenti per l'attuazione pratica del piano di miglioramento della sicurezza del paziente.

Destinatari:

  • personale sanitario operante nel Presidio sanitario penitenziario (Medico Responsabile di Presidio, Coordinatore Infermieristico).

Il corso prevede un numero massimo di 40 partecipanti per una edizione
Soggetto organizzatore del corso: Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, con funzione di Azienda capofila del territorio regionale.
Edizioni: una edizione, con la partecipazione di tutte le Aziende USL del territorio
Durata: quattro giornate, trentadue ore complessive.

5. Corsi sulla sicurezza alimentare

I corsi riguardanti la sicurezza alimentare, inseriti tra le azioni previste dalla Giunta regionale nell'ambito di quanto previsto dalla delibera n. 441 del 30 maggio 2011, sono erogati secondo le disposizioni stabilite con DGR 559 del 21 luglio 2008 in materia di formazione degli alimentaristi in attuazione delle norme comunitarie concernenti l'igiene degli alimenti.

Destinatari:

  • persone detenute che effettuano la preparazione, somministrazione e distribuzione degli alimenti negli istituti penitenziari.

La definizione e l'organizzazione delle edizioni formative è subordinata alle disposizioni dell'Amministrazione Penitenziaria e si attua con il supporto delle competenti articolazioni organizzative delle Aziende USL di riferimento.

Attestati di partecipazione e superamento esami
II soggetto organizzatore dei moduli formativi (Azienda USL/Azienda O.U. ) assicura il rilascio delle attestazione di partecipazione e superamento verifica ai partecipanti del modulo formativo.

Accreditamento ECM
L'accreditamento ECM, nei casi previsti, è assicurato dal soggetto organizzatore del modulo formativo (Azienda USL/Azienda O.U.).

Sedi erogazione moduli formativi
I moduli formativi sono erogati presso aule rese disponibili da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. In caso d'indisponibilità delle aule sopra menzionate si farà ricorso ad altre aule disponibili individuate dalle Aziende USL in accordo con l’Amministrazione Penitenziaria.

Riepilogo costi formazione
La Tabella 3 riporta il riepilogo del finanziamento destinato a sostenere i costi dei percorsi formativi sopra elencati, completo dell'assegnazione finanziaria alle Aziende Sanitarie.

Tabella 3 – Riepilogo finanziamento
Aziende sanitarie comune Corso tecniche rianimazione Moduli formativi integrati Moduli formativi in ambito minorile Moduli formativi Rischio clinico Corsi sicurezza alimentare Totale finanziamento formazione 1º rata 2º rata
AZ. USL 1 Massa e C. 1.720 €       1.080 € 2.800 € 1.400 € 1.400 €
AZ. USL 2 Lucca 1.920 €       770 € 2.690 € 1.345 € 1.345 €
AZ. USL 3 Pistoia 1.530 €       550 € 2.080 € 1.040 € 1.040 €
AZ. USL 4 Prato 6.170 €       2.800 € 8.970 € 4.485 € 4.485 €
AZ. USL 5 Pisa 5.490 €       2.160 € 7.650 € 3.825 € 3.825 €
AZ. USL 6 Livorno 7.150 €       3.430 € 10.580 € 5.290 € 5.290 €
AZ. USL 7 Siena 4.280 €       1.900 € 6.180 € 3.090 € 3.09 €
AZ. USL 8 Arezzo 510 €       0 € 510 € 255 € 255 €
AZ. USL 9 Grosseto 1.460 €       280 € 1.740 € 870 € 870 €
AZ. USL 10 Firenze 11.090 €       4.140 € 15.230 € 7.615 € 7.615 €
AZ. USL 11 Empoli 4.500 € 38.600 € 7.500 €   760 € 51.360 € 25.680 € 25.680 €
AZ. O.U. Careggi       10.000 €   10.000 € 5.000 € 5.000 €
Totale Toscana € 45.820 € 38.600 € 7.500 € 10.000 17.870 € 119.790 € 59.895 € 59.895 €


6.2 Obiettivo specifico

 

L’obiettivo specifico della presente linea progettuale è quello di offrire vari moduli formativi in linea con le direttive della Delibera 441/11 che affrontino le tematiche delle tecniche di rianimazione, del rischio suicidario, del rischio clinico, del trasferimento delle competenze sanitarie dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale, della sicurezza alimentare.

6.3 Programmazione interventi

Al fine di consentire i suddetti interventi formativi è stata effettuata una ricognizione dei bisogni formativi delle Aziende ASL del territorio toscano nonché dei bisogni formativi del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e del Centro di Giustizia Minorile relativamente al tema delle tecniche di rianimazione, al fine di garantire la formazione di base ( per tutti gli operatori sanitari e che operano nei reparti di detenzione) e avanzata (per i medici) in questo ambito. Tali corsi sono erogati dalle Aziende USL di riferimento.
Per quanto riguarda invece gli ambiti della formazione in materia di rischio suicidario, comunicazione e trasferimento delle competenze sanitarie dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale, l’Azienda USL n. 11 di Empoli, in qualità di azienda capofila a valenza regionale, eroga i moduli formativi organizzandoli per Area Vasta tramite l’Agenzia formativa della stessa Az. USL di Empoli.
La formazione relativa alla gestione del rischi clinico è erogata dalla Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi

6.4 Azioni finanziate

Con l’intervento previsto dalla presente linea progettuale vengono pertanto finanziati alle Aziende Sanitarie gli interventi formativi destinati ai detenuti, al personale sanitario, al personale penitenziario della Toscana.
Per sostenere gli oneri derivanti dalla erogazione delle ore di forma in argomento, il finanziamento complessivo di € 119.790,00 viene assegnato alle Aziende USL secondo il riparto indicato nella Tabella 3 dalla quale si evince:

  • l’importo spettante ad ogni Azienda USL per consentire la formazione sulle tecniche di rianimazione negli istituti di riferimento;
  • l'importo spettante all’Azienda USL di Empoli, destinato ai moduli formativi integrati, al modulo formativo in ambito minorile;
  • l'importo totale spettante all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, destinato al modulo formativo sul rischio clinico;
  • l'importo spettante ad ogni Azienda USL per consentire la formazione ai detenuti sulla sicurezza alimentare.

Le Aziende USL destinatarie del finanziamento suddetto, finalizzato alla formazione, s’impegnano a garantire, nell’acquisizione di beni e servizi, il rispetto delle normative contrattuali vigenti.

7. La progettazione

I progetti di dettaglio, sono presentati dalle Aziende Sanitarie indicate al precedente punto, in qualità di Aziende Sanitarie erogatrici del servizio di formazione finanziato con il presente atto, al Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale della Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana. Il progetto di dettaglio si compone della seguente documentazione:

  • nota di trasmissione firmata dal Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria organizzatrice dell’intervento formativo,
  • elaborato tecnico firmato dal Direttore Sanitario e dal Responsabile di progetto,
  • scheda finanziaria firmata dal Direttore Amministrativo e dal Responsabile di progetto.

8. I rapporti di attività

8.1 Dichiarazione d’inizio progetto

All’inizio della realizzazione delle azioni previste dal progetto, le Aziende Sanitarie suddette, erogatrici degli interventi formativi finanziati con il presente atto, presentano la dichiarazione d’inizio del progetto, al Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale della Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana.

8.2 Documentazione finale

Entro il 31 dicembre 2012, ovvero al termine della realizzazione degli interventi previsti dal progetto, le Aziende Sanitarie sopra richiamate, erogatrici degli interventi formativi finanziati con il presente atto, presentano la seguente documentazione, al Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale della Direzione Generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana:

  • relazione puntuale finale, nella quale sia dichiarato il tipo di attività svolta, completa del rapporto dimostrativo del raggiungimento degli obiettivi prefissati;
  • rendicontazione analitica corredata della dichiarazione di congruità delle spese sostenute, su apposita modulistica predisposta dal predetto Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale.

9. L’erogazione del finanziamento

Sono stabilite due rate, distribuite nel modo seguente:

9.1 la prima rata, pari alla metà della somma complessiva prevista per l’intervento, è subordinata alla presentazione della dichiarazione di inizio del progetto,

9.2 l'erogazione della seconda rata a saldo, pari alla restante metà della somma complessiva prevista per l’intervento, verrà effettuata solo a seguito di presentazione della documentazione finale prevista al punto 8:

  • relazione puntuale finale, nella quale sia dichiarato il tipo di attività svolta, completa del rapporto dimostrativo del raggiungimento degli obiettivi prefissati;
  • rendicontazione analitica corredata della dichiarazione di congruità delle spese sostenute, su apposita modulistica predisposta dal predetto Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale.

La presentazione della suddetta documentazione finale è prevista entro la data del 31.12.2012.
Qualora le Aziende USL e l'agenzia formativa, non provvedano ad adempiere agli impegni indicati ai precedenti punti, in merito all'obbligo di rendicontazione previsto dalla normativa vigente, sarà attivato il procedimento di recupero delle somme erogate e non impiegate e/o non rendicontate nei termini predetti.

10. Le sinergie degli organismi coinvolti

Al fine di garantire un'efficace azione di coordinamento da parte del Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale della Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale della Regione Toscana, riguardo la verifica dell'attuazione e la valutazione dei risultati ottenuti dalle azioni previste dalla presente linea progettuale, attuate nell’ambito della sanità penitenziaria, è prevista l’attivazione di un gruppo di lavoro costituito dai referenti dei soggetti interessati nella realizzazione degli interventi stessi, ovvero:

  • Responsabile Settore Residenzialità territoriale, cure intermedie e protezione sociale della Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale della Regione Toscana,
  • Referenti in materia di salute in carcere delle Aziende USL
  • Referenti che organizzano le azioni previste dalla presente linea progettuale nelle Aziende USL.

Il gruppo avrà il compito di fare una valutazione dell'obiettivo formativo in termini di numero di persone formate, di verifica degli obiettivi formativi e di valutazione dell'efficacia di tali obiettivi formativi rispetto agli obiettivi generali prefissati.

REGIONE VENETO

Venezia: teatro-carcere; “Le Troiane” alla Casa di Reclusione Femminile della Giudecca

Anche per l’anno 2012 riparte il progetto teatrale “Passi Sospesi” attivo negli Istituti Penitenziari di Venezia dal 2006 e diretto da Michalis Traitsis di Balamòs Teatro. Il progetto finanziato dalla Regione Veneto continuerà il suo percorso presso la Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia e la Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, con lo studio teatrale “le Troiane”, libero adattamento dall’omonima tragedia di Euripide.“Le Troiane” è l’immagine di una città, Troia, devastata da una interminabile guerra, è l’immagine di un Coro di donne piangenti, private di tutto, sposi, figli, patria, libertà, speranza, mentre aspettano di essere sorteggiate come schiave e di essere quindi deportate.“Le Troiane” è l’immagine della violenza dei vincitori quando si riversa su quanti le guerre non le combattono direttamente ma le subiscono, soprattutto donne e bambini; è una tragedia in cui le donne raccontano il dolore dei vinti. L’azione drammatica è composta di ricordi, di sogni, di violenza, di sguardi smarriti che caratterizza l’attesa delle donne prigioniere. Nella città di Troia ridotta a macerie “le Troiane” parlano, raccontano, urlano, bisbigliano, lasciano che la guerra e il dolore risuonino nella loro anima. La tragedia di un devastante sradicamento che non solo costringe un popolo ad abbandonare la propria terra, ma lo priva perfino, attraverso la distruzione della stessa, della speranza di potervi un giorno tornare; uno sradicamento violento che divide gli uomini dalle donne, i figli dalle madri, i vivi dai morti, che distrugge una comunità dalla scena del mondo. Euripide non propone soluzioni, non esprime giudizi espliciti, lancia solo spunti di riflessione e la sua poesia cosi attuale ci insegna a non restare indifferenti.

AREA MINORI

Treviso: “Bottega Grafica” dell’Ipm riceve 30mila euro dalla Fondazione Veneto Banca

“Bottega Grafica”( vedi allegato) è un progetto innovativo nell’ambito della formazione dei giovani detenuti che nasce cinque anni orsono presso l’Istituto penale minorile (Ipm) di Treviso e che nel tempo si è conquistato un nome e molte commissioni importanti. Fra queste la locandina per un convegno nazionale dell’Avis che ha fatto il giro di tutta Italia. Ma grazie al progetto grafico sono state anche realizzate copertine di manuali, manifesti e volantini per enti, Comuni e associazioni locali, in particolare quelle che si occupano di no profit, tutto frutto delle idee, riflessioni e discussioni fra i ragazzi. La Bottega grafica è un laboratorio finanziato dalla Regione Veneto che è riuscito a dare un’alternativa seria al crimine, tanto che alcuni ragazzi che vi hanno partecipato hanno poi ottenuto borse lavoro ad hoc. Ma i forti tagli alle spese hanno rischiato di porre fine all’iniziativa. Il pericolo sembra attualmente scongiurato in quanto la Fondazione Veneto Banca ha scelto di finanziare il progetto. Il presidente Antiga ha evidenziato quanto sia forte il convincimento di sostenere una iniziativa che, in un ottica di recupero, valorizza le capacità dei ragazzi insegnando loro un mestiere. La Fondazione Veneto Banca, infatti, si riconosce pienamente negli intenti e nelle modalità del progetto, che rispecchiano la propria vocazione di onlus da sempre dedita al sostegno della formazione e della solidarietà. L’iniziativa consiste in una serie di corsi di grafica tenuti dai docenti dell’Engim (Ente Giuseppini del Murialdo) e dell’Istituto Turazza di Treviso. La donazione della Fondazione Veneto Banca consentirà di coprire parte delle spese relative ai formatori, alla strumentazione e ad alcune “borse lavoro”.

Provincia autonoma di Trento - Trento: protocollo d’intesa per tutela della salute dei minorenni entrati nel circuito penale

La Giunta provinciale ha approvato,il 23 dicembre 2011, il Protocollo d'intesa tra la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento ed il Centro di Giustizia Minorile di Venezia con il quale, ai sensi dell’art.7 del Decreto del presidente del consiglio dei Ministri del 1 aprile 2008, sono state definite le modalità di collaborazione tra il sistema sanitario e quello della giustizia minorile per garantire, attraverso l’attivazione di idonei interventi, la tutela della salute ed il recupero dei minorenni e dei giovani adulti privati o limitati della libertà personale e/o sottoposti a provvedimenti penali.

Le prestazioni sanitarie saranno erogate all’interno del Centro per la giustizia minorile che metterà a disposizione a titolo gratuito, attraverso i propri Servizi (Centro di prima accoglienza di Trento e Ufficio di Servizio sociale per i minorenni), idonei spazi per lo svolgimento dell’attività sanitaria che si svolgerà tenendo conto delle necessarie condizioni di riservatezza previste dalla normativa vigente; saranno garantiti l’autonomia professionale degli operatori sanitari, il corretto svolgimento dell’attività terapeutica e la continuità dei percorsi sanitari.

Nell’ottica di un “progetto educativo” che considera l’individuo nella sua globalità, prevedendo altresì programmi di formazione, il protocollo contempla inoltre che l’intervento sul minore o sul giovane adulto, entrato nel circuito penale, dovrà comprendere l’integrazione degli interventi dei Servizi minorili della Giustizia, dei Servizi dell’Azienda sanitaria e dei Servizi sociali, ciascuno per le proprie specifiche competenze.
Laddove sussistano disturbi psicopatologici, alcol dipendenza, tossicodipendenza, sono disciplinati specifici interventi che comprendono una valutazione specialistica ed interventi terapeutici, nonché, in presenza di soggetti con sindromi acute, un eventuale collocamento in strutture di cura.
Il protocollo pone, inoltre, particolare attenzione alla tutela della salute delle minorenni sottoposte a provvedimenti penali e alla loro prole. Infatti, considerando che la reclusione o comunque la limitazione della libertà possono avere ripercussioni psichiche sulle minori/giovani adulte gestanti e sui neonati, il Dipartimento materno infantile dell’Azienda sanitaria, in accordo con i Servizi della Giustizia minorile, avrà il compito di :

  • monitorare i bisogni assistenziali delle minori/giovani adulte, con particolare riguardo ai controlli di carattere ostetrico-ginecologico;
  • predisporre interventi di prevenzione e profilassi delle malattie a trasmissione sessuale e dei tumori dell’apparato genitale femminile;
  • organizzare corsi di informazione sulla salute per le minorenni/giovani adulte e per il personale fornendo anche utili indicazioni sui servizi offerti dall’Azienda sanitaria al momento della reimmissione in libertà;
  • potenziare le attività di preparazione al parto da attuare con il coinvolgimento del Consultorio familiare;
  • predisporre l’espletamento del parto in ospedale o in altra struttura diversa dal luogo di restrizione;
  • sostenere e accompagnare il normale processo di sviluppo psico-fisico del neonato.

Le modalità di erogazione dei servizi sanitari e gli standards di qualità attesi saranno contenuti nella Carta dei Servizi, appositamente predisposta.

L’Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria, previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1 aprile 2008 e dall’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano siglato il 22 novembre 2008, sarà lo strumento di supporto per la elaborazione delle politiche provinciali di tutela della salute dei minori/giovani adulti privati o limitati della libertà personale e sottoposti a procedimenti penale.
 

PROTOCOLLI - ACCORDI - INTESE

CONFERENZA UNIFICATA - ACCORDO 19 gennaio 2012, ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sul documento proposto dal Tavolo di consultazione permanente sulla sanità penitenziaria recante «Linee di indirizzo per la riduzione del rischio autolesivo e suicidario dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimento penale». (Gazzetta Ufficiale n. 34 del 10-2-2012 )

PUBBLICAZIONI

Libri: “La mia vita è un romanzo”, i detenuti del carcere di Catanzaro si raccontano

Presso la casa circondariale di Catanzaro lo scorso 23 febbraio è stato presentato il libro di Eugenio Masciari “La mia vita è un romanzo” - Edizioni La Rondine- che ha raccolto i racconti e le riflessioni dei detenuti dell’Alta Sicurezza 1 che lo scorso anno hanno partecipato ad un laboratorio di scrittura creativa, promosso dall’assessorato alle Politiche sociali del comune di Catanzaro e tenuto, appunto, dall’attore e regista Eugenio Masciari. I partecipanti al corso di scrittura, superando i propri limiti concettuali e culturali, non raccontano storie autobiografiche, di passioni e delitti, ma parlano di libertà, giustizia, libero arbitrio, fisica quantistica e teologia, discutendo e scrivendo su Platone, Sofocle, Faust, Shakespeare, Gesù. Il libro porta al confronto su temi decisivi per tutti come la libertà, la colpa, la responsabilità, la coscienza, che in carcere assumono un significato particolare. E’ un libro che parla a tutti quelli che stanno fuori attraverso la voce di chi, condannato a fine pena mai, sperimenta il senso autentico della libertà mentale ed è capace di trasmettere sentimenti puri. Luigi Manconi nella presentazione scrive : “In questo libro, senza mai dimenticare la povertà desolante del contesto, si parla di quella ricchezza rappresentata dalla irriducibile capacità creativa degli esseri umani e della potenza irresistibile della scrittura. La funzione di un lavoro come questo non è di rasserenare gli animi dei condannati a un “fine pena mai”, ma di “disturbare” il silenzio che li circonda e l’indifferenza di quanti ritengono che la cosa non li riguardi. Proprio i condannati ci dicono come il carcere possa sfuggire al suo destino di luogo di mera sofferenza e aprire nuovi orizzonti di civiltà”. L’esperienza nel confermare la valenza dell’art. 27 della carta costituzionale circa la necessità di garantire il reinserimento sociale dei condannati ed il rispetto del principio di legalità è stata anche una occasione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica il tema dell’ergastolo e l’auspicio della sua possibile futura abolizione. “L’ergastolo è sicuramente una pena inumana che toglie la speranza e limita il principio costituzionale del fine rieducativo della pena - ha detto nel suo intervento il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, Maria Antonietta Onorati - Su questo campo da tempo l’associazione Antigone si batte, ma la soluzione sarà sempre lontana se non si allenta la morsa dell’emergenza della criminalità organizzata “.