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"Raccolta temi estratti ai concorsi notai 2004 - 2012"

Anni: 2011 - 2008 - 2006 - 2004

 

 

CONCORSO INDETTO CON D.D.G. 27 dicembre 2011


Traccia n. 3 del 14 novembre 2012

La società Edil Costruzioni s.r.l. è interessata ad effettuare un intervento edilizio in Comune di Latina avente ad oggetto la costruzione di un fabbricato da effettuare in conformità agli strumenti urbanistici e ha individuato per questo intervento un fondo denominato Tusculano di circa 5.000 mq del valore di euro 550.000,00 , confinante con altro fondo denominato Corneliano della stessa superficie e valore, entrambi di proprietà di Tizio e idonei all’intervento edilizio che si intende realizzare. Tizio , imprenditore celibe, si dichiara disposto ad alienare alla società Edil Costruzioni s.r.l. quanto necessario all’intervento edilizio sopra indicato.
Tizio precisa che le provenienze dei due fondi sono diverse in quanto il fondo Tusculano è a lui pervenuto in forza di atto di compravendita a rogito notaio… di … in data …registrato… e trascritto a …, mentre il fondo Corneliano confinante è stato dallo stesso acquistato in forza di possesso ininterrotto, pacifico, ultraventennale uti dominus.
La società Edil Costruzioni s.r.l. preferirebbe acquistare il fondo Corneliano per la sua migliore collocazione in relazione all’intervento che si prefigge di realizzare, ma è comunque disposta ad acquistare, in alternativa, l’altro fondo.
Il fondo Tusculano, per converso, è gravato da ipoteca iscritta nel 2003 a favore di Sempronio per euro 400.000,00 a garanzia di mutuo a rimborso rateale di originari euro 200.000,00 in avanzato stato di ammortamento, con debito residuo attuale per sorte capitale di euro 50.000,00.
In corrispettivo della cessione di uno dei due fondi le parti convengono il trasferimento di una porzione del costruendo fabbricato, composta da due appartamenti al piano terzo , ciascuno del valore di Euro 250.000,00, mentre la proprietà dei corrispondenti spazi per parcheggio verrà mantenuta dalla società.
La Edil Costruzioni s.r.l., inoltre, si rende disponibile ad estinguere anticipatamente il predetto credito a favore di Sempronio, dichiarandosi a sua volta disponibile ad accettare l’estinzione in pagamento definitivamente solutorio del solo capitale residuo.
Il candidato , assunto il nome di Romolo Romani, notaio in Roma con studio in via Arenula n. 1, rediga l’atto conforme a legge, in modo da soddisfare il più possibile le esigenze e le richieste delle parti, assicurando idonea tutela alle stesse con riferimento all’alternativa di acquisto prescelta tra quelle prospettate dalla traccia.
In parte teorica il candidato tratti degli strumenti utilizzabili per conseguire il risultato voluto dalle parti,ed illustri , in particolare, gli istituti correlati, la surroga legale , nonché le problematiche relative al trasferimento di beni futuri, specialmente con riguardo agli edifici da costruire, e al traferimento di beni asseritamente usucapiti.

Traccia n. 1 del 15 novembre 2012

Tizio, già illustre professore universitario e brillante letterato, di stato civile celibe e senza figli, ora cieco, titolare di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, si reca dal Notaio Romolo Romani, con studio in Roma, Via Arenula n. 1, perché riceva il suo testamento in forma pubblica, in modo da garantire l’assoluta conformità alla legge delle sue ultime volontà.
Intende nominare unico erede universale la fondazione “Perpetuitas”, con sede in Tarquinia, avente ad oggetto la promozione e lo sviluppo della cultura umanistica, fondazione in precedenza da lui stesso costituita e dotata insieme con la sorella Tizia.
Vuole lasciare al suo allievo Filano, in condizioni di bisogno, la somma, non ancora riscossa, di € 500.000,00, maturata a titolo di diritti di autore nei confronti della casa editrice ALFA.
Tizio precisa al Notaio che i suoi parenti prossimi sono soltanto il fratello Mevio e la sorella Tizia, a lui premorta da circa tre anni, la quale, a sua volta, ha istituito quale unico erede la medesima fondazione “Perpetuitas”.
Al fratello Mevio, ancora celibe, vuole lasciare il fondo con sovrastante casale in Roma, con accesso dalla Via Aurelia, a condizione che contragga matrimonio. Vuole anche costituire per l’utilità della confinante proprietà immobiliare del suo amico Calpurnio una servitù consistente nella facoltà di non osservare la distanza di 10 metri tra pareti finestrate stabilita dal vigente strumento urbanistico locale.
Intende inoltre attribuire alla propria compagna Giulia, con la quale convive more uxorio, sia il diritto di continuare ad abitare nella casa in Roma, Via Cola di Rienzo n. 1 adibita a comune residenza , sia il diritto di usare i mobili che la corredano, come le spetterebbero se fosse la moglie.
Vorrebbe lasciare alla fedele domestica Caia l’usufrutto di un piccolo appartamento sito in Ariccia , paese natio della stessa, attribuendole anche la facoltà di vendere l’appartamento, ma nel solo caso in cui ciò fosse necessario per pagare spese mediche e di cura di vitale importanza.
Il candidato, assunte le vesti del Notaio Romolo Romani, nel presupposto che Tizio sia disposto a seguirne i suggerimenti, riceva il testamento in forma pubblica.
In parte teorica, il candidato motivi le soluzioni adottate e svolga i principi attinenti agli istituti giuridici relativi all’atto, con particolare riferimento alle problematiche inerenti alla successione mortis causa di persona giuridica , al legato di credito, al legato di usufrutto ed alle condizioni testamentarie incidenti sulla libertà matrimoniale dell’istituito.

Traccia n. 2 del 16 novembre 2012

La Società Omega S.P.A., operante nel settore dell’edilizia, ha un capitale sociale di Euro 120.000,00 sottoscritto per il 10% da Caio e per il 90% da Tizio, che è anche amministratore unico.
La società ha completato un intervento edilizio, ma non è riuscita a vendere gran parte delle unità immobiliari costruite, per la cui realizzazione aveva contratto un mutuo edilizio di rilevante entità, che non riesce a rimborsare.
Infatti, al 31.10.12 il patrimonio della società risultante dal bilancio infrannuale è così composto: capitale sociale euro 120.000,00, riserve di euro 100.000,00, di cui euro 30.000 di riserva legale, perdite di Euro 300.000,00.
Nonostante tale grave situazione, Tizio, pur non avendo disponibilità finanziarie ma essendo fortemente convinto della ripresa del mercato immobiliare, intende proseguire l’attività economica mantenendo il controllo della gestione aziendale, mentre Caio dichiara di non essere interessato al salvataggio della società.
Tizio, quindi, ha invitato i propri amici imprenditori Mevio e Sempronio ad entrare in società, offrendo loro la possibilità di sottoscrivere, nei limiti di legge, azioni senza voto con diritto ad essere preferiti nella distribuzione degli utili nella misura del 2% in più rispetto alle azioni ordinarie. Mevio e Sempronio si sono dichiarati disponibili a ricapitalizzare la società, ma nei limiti strettamente necessari al fine di garantire alla Omega S.P.A. di continuare ad operare come società per azioni. Al riguardo i medesimi hanno precisato di essere disposti ad accettare che siano loro attribuite, nei limiti di legge, tali azioni senza voto, aggiungendo, tuttavia, di non consentire alcuna limitazione dei loro diritti di socio ove la società non consegua o non distribuisca utili per tre esercizi consecutivi.
Mevio e Sempronio sono tuttavia all’estero per motivi di lavoro ed hanno assicurato che torneranno in Italia per i necessari adempimenti al più presto, mentre entrambi i soci Tizio e Caio intendono intervenire personalmente all’assemblea.
Tizio ha indetto l’assemblea in data 16 novembre 2012 h. 16.00 presso lo studio del Notaio Romolo Romani con sede in Roma con studio alla via Arenula n.1 per il relativo verbale assembleare, essendo temporaneamente impedito a firmare per frattura al braccio destro.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, verbalizzi la deliberazione assembleare; in parte teorica motivi le scelte adottate e tratti delle operazioni sul capitale in presenza di perdite nelle società di capitali, delle diverse categorie di azioni, della problematica relativa alla necessità o meno di contestuale sottoscrizione nel caso di operazioni di aumento di capitale e della utilizzazione delle varie riserve e gradualità dell’utilizzazione delle medesime.
 

 

CONCORSO INDETTO CON D.D.G. 10 aprile 2008

Inter vivos
I fratelli Tizio, Caio e Filano, cittadini italiani, sono comproprietari dei fondi Tuscolano, Appio e Laurentano, con sovrastanti fabbricati, per averli acquistati, in regime di separazione, in parti uguali ed indivise, con atti di compravendita nel 1999 il primo, nel 2000 il secondo e nel 2001 il terzo. Sono, inoltre, comproprietari dell’azienda – ricevuta dal padre per successione, apertasi nel 2005 e della quale fa parte il relativo opificio – già concessa in affitto a Sempronio, avente ad oggetto la produzione e la vendita di fuochi di artificio. Detti germani hanno ricevuto, dalla medesima successione, anche la quota dell’unico socio accomandatario di una società in accomandita semplice, avente ad oggetto attività agricola ed il cui contratto sociale permette la libera trasferibilità mortis causa.
Una piccola porzione del fondo Tuscolano è stata occupata, senza alcuna autorizzazione, da una costruzione realizzata dal terzo confinante; su altra porzione è stata posta, del pari senza autorizzazione dei legittimi proprietari, una casa mobile, privata delle ruote ed ancorata al suolo; inoltre, il fondo Laurentano è stato percorso dal fuoco nell’anno 2002; la società ha altri due soci accomandanti; Tizio si esprime esclusivamente in un dialetto non conosciuto dal notaio.
I tre comproprietari hanno presentato la dichiarazione di successione e vorrebbero che Caietto, unico figlio di Caio, divenga unico proprietario della quota, mentre, non avendo deciso in ordine agli altri beni, chiedono al notaio di procedere a sorteggio, in quanto hanno preventivamente individuato le masse da sorteggiare, costituite, la prima, dai fondi Tuscolano, Appio e Laurentano e, la seconda, dall’azienda.
Il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani, con studio in Roma, Via Gerolamo Induno n. 1, rediga l’atto ritenuto più rispondente alla volontà manifestatagli, giustifichi le soluzioni adottate, illustri gli istituti giuridici attinenti e specifichi quali documenti dovrà chiedere alle parti per la stipula, nonché quali controlli ed adempimenti dovrà curare, tenendo presente che nessun’altra formalità, oltre quelle indicate, è stata osservata dalle parti.

Mortis causa
Tizio, cittadino straniero che parla l’italiano, coniugato con Tizia, cittadina italiana, entrambi residenti in Italia, genitori di Tizietto e Tizietta, cittadini italiani, residenti all’estero, intende disporre per testamento pubblico del suo intero patrimonio, come segue:

  • lasciare alla moglie Tizia il credito vantato dallo stesso Tizio nei confronti del proprio datore di lavoro per il pagamento del trattamento di fine rapporto e gli eventuali ulteriori crediti derivanti dal rapporto di lavoro;
  • lasciare al figlio Tizietto la casa in Roma, ove vive con la moglie, acquistata in comproprietà con il di lui fratello Mevio;
  • lasciare alla figlia Tizietta il palazzo nobiliare in Milano, nel quale dovrà essere consentito che continuino a tenersi le periodiche riunioni dell’associazione “Dimore Avite”;
  • lasciare alla fedele domestica Servia il quadro di Cascella di sua proprietà, sito nel palazzo di Milano, a tacitazione dei crediti lavorativi da questa vantati;
  • lasciare all’amico Sempronio i gioielli che si trovano nella cassaforte di famiglia;
  • lasciare a Tizietto i titoli obbligazionari depositati presso la banca Alfa s.p.a., ove esistenti al momento dell’apertura della successione;
  • lasciare all’amico Filano l’automobile d’epoca, a condizione che interrompa ogni frequentazione con Caio che l’ha gravemente offeso.

Tizio dichiara al notaio di volere regolare la sua successione secondo la legge italiana.
Il candidato assunte le vesti del notaio Romolo Romani, con studio in Roma, alla via G. Induno, n. 1, nel presupposto che il testatore si adegui alle norme imperative di legge, riceva il testamento in forma pubblica. Motivi, dapprima, le soluzioni adottate e illustri, quindi, gli argomenti teorici coinvolti nella soluzione del caso, tra cui il diritto di scelta della legge applicabile alla successione e il diritto di abitazione del coniuge superstite.

Inter vivos
Stante l’inerzia dell’organo amministrativo, il presidente del collegio sindacale della società Zeta s.p.a., con capitale sociale di euro 200.000,00, ha autonomamente convocato l’assemblea della predetta società per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

  1. approvazione del progetto di fusione per incorporazione della Gamma s.p.a. e della Beta s.r.l. nella Zeta s.p.a.
  2. modifiche statutarie aventi ad oggetto:
    • trasferimento della sede sociale in altro comune;
    • modifica della denominazione sociale;
    • possibilità di emettere , in ipotesi di aumento del capitale, categorie speciali di azioni dotate di particolari diritti amministrativi con automatica conversione in azioni ordinarie in caso di loro trasferimento a terzi da parte del sottoscrittore.

L’amministratore unico della società, Tizio, informa il notaio che è pendente un prestito obbligazionario convertibile non ancora scaduto; precisa, altresì, che i soci intendono rinunciare ai termini ex art. 2501 ter e 2501 septies c.c.
Precisa che il progetto di fusione è stato depositato, ma non ancora iscritto.
Chiede, pertanto, se queste ultime circostanze, sconosciute alla Gamma s.p.a. e alla Beta s.r.l., possano inficiare il procedimento di fusione.
Sono presenti tutti i soci; il solo Tizio, nudo proprietario della partecipazione azionaria di cui Caio ha l’usufrutto, non intende rinunciare ai termini suddetti.
Sono presenti anche tutti i sindaci.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani di Roma, con studio in via Induno 1, rediga il verbale richiesto, tenuto conto che i soci manifestano la volontà di adeguarsi ad eventuali suggerimenti proposti dal Notaio e, dopo aver adeguatamente motivato le soluzioni adottate, tratti in parte teorica degli istituti relativi al caso proposto, soffermandosi sulle modifiche al progetto di fusione apportabili in sede di delibera.

 

CONCORSO INDETTO CON D.D.G. 10 luglio 2006

Società 2
La Società Alfa S.p.A., che non fa ricorso al mercato del capitale di rischio, ha sede in Roma alla Piazza di Spagna, in un palazzo di interesse culturale, ha un capitale di Euro 100.000.000 ed ha ad oggetto:

  1. la costruzione di opere pubbliche;
  2. l'acquisizione ed il recupero di beni di interesse culturale.

Essa è partecipata, tra gli altri, dalla Società Beta S.r.l. che ha conferito, allo scopo di implementare una parte dell'attività sociale, l'intero palazzo di Piazza di Spagna in cui ha sede la società. A fronte di tale conferimento ha ricevuto azioni correlate per complessivi Euro 25.000.000.
Il consiglio di amministrazione della Società Alfa S.p.A. ha verificato che l'attività di acquisizione e recupero di beni di interesse culturale è particolarmente complessa e scarsamente redditizia, mentre, in considerazione dell'esperienza acquisita nel settore, la Società potrebbe sostituire tale attività con quella volta alla realizzazione di centri turistico–alberghieri.
Pertanto il consiglio di amministrazione ha convocato l'assemblea straordinaria della Società presso lo studio del notaio Romolo Romani in Roma, in Via Arenula, n. 1, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

  1. modifica dell'oggetto sociale nei termini innanzi indicati;
  2. aumento del capitale sociale di Euro 500.000, con conferimento da parte della Società Delta S.r.l., già socia di Alfa S.p.A., del complesso turistico–alberghiero sito in San Casciano dei Bagni in corso di realizzazione, di pari valore, come risulta dalla perizia del geometra Sempronio all'uopo nominato dal Tribunale di Roma.

Il Presidente del consiglio di amministrazione Dott. Filano, in apertura di assemblea informa i presenti che la Società Beta S.r.l., titolare esclusivamente delle azioni correlate innanzi indicate, ha comunicato, a differenza degli altri soci, l'intenzione di non concorrere alla deliberazione riguardante la modifica dell'oggetto sociale, prospettando, in caso di approvazione di tale modifica, la volontà di recedere per l'intera partecipazione, con conseguente liquidazione della sua quota.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, rediga il verbale di assemblea straordinaria conformemente a legge.
Tratti, nella parte teorica, gli istituti dell'aumento di capitale con conferimento in natura, delle azioni correlate con riferimento anche alla differenza con il patrimonio destinato e del diritto di recesso del titolare delle medesime, nonché della liquidazione della quota.

Inter vivos 3
Tizio, coniugato in regime di comunione legale con Tizia, intende acquistare da Caio, celibe, l'appartamento in Roma alla piazza di Spagna, di cui Caio è proprietario, per il prezzo di euro 2.000.000,00, da pagarsi secondo le seguenti modalità:

  1. euro 1.000.000,00, al momento della sottoscrizione dell'atto di trasferimento, in assegni circolari;
  2. euro 500.000,00 mediante accollo del residuo importo del mutuo fondiario decennale di originari euro 600.000,00 stipulato nell'anno 2003, garantito da ipoteca di primo grado gravante sull'appartamento;
  3. euro 500.000,00, senza alcun aggravio di interessi, in dieci rate mensili, costanti, ciascuno dell'importo di euro 50.000,00, con scadenze consecutive al giorno 15 di ogni mese, a partire dal mese successivo a quello della stipula, da incorporare in corrispondenti pagherò cambiari, da garantire ipotecariamente.

Caio è inoltre debitore di Sempronio della somma di euro 300.000,00 a garanzia del cui pagamento, previsto per il 2010, ha concesso a favore del creditore ipoteca di secondo grado sull'immobile in oggetto.
Sempronio è disposto ad intervenire nell'atto e a liberare l'immobile dall'ipoteca, a condizione di ricevere contestualmente da Caio, il quale non ha, però, la disponibilità della somma, il pagamento del suo intero credito.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani di Roma, con studio in via Arenula n. 1, rediga l'atto, motivi la soluzione adottata e, in parte teorica, tratti dell'accollo, della garanzia ipotecaria su titoli di credito, della delegazione di pagamento e della cancellazione di ipoteca anche in riferimento alle intervenute modifiche legislative.

Mortis causa 1
Tizio, celibe, senza figli e senza ascendenti, affetto da paralisi agli arti superiori, chiede al notaio Romolo Romani di Roma di recarsi presso la propria abitazione, sita in Roma alla Via Nomentana n. 5, per raccogliere le sue ultime volontà.
Dichiara al notaio di avere solo due fratelli, Caio (nullatenente ed affetto da malattia progressiva) e Sempronio (studente universitario), i quali, a loro volta, hanno un figlio ciascuno rispettivamente Mevio e Calpurnia.
Chiede al Notaio, oltre a quanto indicato in seguito, di evitare in qualunque modo consentito dalla legge che la sua eredità pervenga in tutto o in parte al nipote Mevio, che non si è mai preso cura di lui, preferendogli la nipote Calpurnia che intende istituire unica erede.
Vuole lasciare al fratello Sempronio, a condizione che consegua la laurea, la quota sociale di cui egli è titolare, pari al 50% dell'intero, della società Alfa di Tizio s.a.s., con sede in Pomezia, avente ad oggetto la produzione di motori elettrici. A tal proposito precisa che è sua forte determinazione che l'amministrazione sia continuata da suo fratello Sempronio.
Tizio desidererebbe, inoltre, lasciare al fratello Caio l'usufrutto degli appartamenti in Milano, Bologna e Napoli con la possibilità che lo stesso alieni la piena proprietà dei medesimi nel caso in cui ciò sia richiesto dalle sue condizioni di salute.
Desidererebbe, poi, attribuire il fabbricato di sua proprietà, sito in Roma alla Via Nomentana n. 5, composto di quattro piani fuori terra all'amico avvocato Filano, che dovrà destinarlo, per anni venticinque, all'incremento della ricerca per la realizzazione di un vaccino contro l'AIDS di cui si sta occupando l'istituto Gamma di Bologna.
Vorrebbe, inoltre, che la sua amica Giovanna, che lo ha assistito per tutta la vita, godesse di un alloggio, del vitto e che le fosse assicurato il soddisfacimento delle esigenze primarie di vita, ciò fino ad euro 3.000,00 al mese.
Il testatore dichiara, infine, di essere debitore nei confronti del condominio di cui fa parte l'appartamento di Bologna della somma di euro 10.000,00 per oneri straordinari ed ordinari non pagati, precisando che il pagamento di tale somma deve essere effettuato dal fratello Sempronio.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani con studio in Roma Via Arenula 1, rediga il testamento pubblico, adeguandolo eventualmente, sul presupposto che il testatore vi consenta, alle inderogabili norme di legge; motivi le soluzioni adottate e, in parte teorica, illustri gli istituti che hanno diretta attinenza alle soluzioni adottate.

 

CONCORSO INDETTO CON D.D.G. 1 settembre 2004

Atto di ultima volontà
Massimo, noto romanziere e saggista, è titolare di un ragguardevole patrimonio, sia immobiliare che mobiliare. Il patrimonio immobiliare è costituito da un antico fabbricato ubicato a Roma in piazza Farnese; da un appartamento ubicato sempre a Roma, in viale dei Parioli, nel quale egli abita; da un intero fabbricato ubicato a Milano, in zona centrale, destinato ad uffici e tenuto in locazione da un istituto bancario; da una villa all'Argentario. Il patrimonio mobiliare è costituito in prevalenza da titoli e da cospicui depositi bancari. Tra i beni di Massimo vi è anche una biblioteca, ospitata nel fabbricato romano di piazza Farnese, fornita di circa 60.000 volumi riguardanti la letteratura, la filosofia, la storia e la politica.
Colpito da grave malattia, Massimo – che è divorziato da Cornelia, non ha discendenti né ascendenti e convive more uxorio con Lucrezia – si rivolge al notaio Romolo Romani di Roma, con studio alla via Aurelia n.619 e gli dichiara che è sua intenzione fare testamento e così disporre dei suoi beni:

  1. lasciare e destinare il fabbricato romano di Piazza Farnese, con tutto ciò che vi si troverà, e il fabbricato di Milano ad una fondazione che sarà istituita con la denominazione "Fondazione Biblioteca di Massimo". La fondazione, con sede a Roma in piazza Farnese, avrà per finalità il mantenimento, la conservazione, l'arricchimento con successive acquisizioni e la consultazione da parte degli studiosi, della suddetta Biblioteca, nonché la promozione e la diffusione della conoscenza dei classici della letteratura e del pensiero europeo attraverso la loro pubblicazione e commercializzazione. La fondazione potrà realizzare i suoi scopi sia con il notevole reddito riveniente dalla locazione del fabbricato di Milano ad essa destinato, sia con l'impresa editoriale che essa stessa gestirà direttamente ("Le Edizioni della Biblioteca di Massimo"). Massimo precisa inoltre:
    • che egli intende affidare a Rolandino, suo amico di vecchia data, docente di diritto all'Università di Bologna, il compito di determinare le norme relative all'organizzazione della fondazione secondo le quali questa opererà. Rolandino, pertanto, dovrà completare ed integrare l'atto di fondazione negli elementi mancanti redigendone lo statuto. Successivamente curerà anche tutti gli adempimenti necessari per l'ottenimento del riconoscimento della Fondazione;
    • e che è sua volontà che, ove mai la Fondazione non ottenga il riconoscimento, i beni suddetti vadano attribuiti alla già esistente "Fondazione per la promozione della cultura europea" con sede a Napoli, che persegue finalità analoghe;
  2. lasciare la villa dell'Argentario al cugino Andrea disponendo che questi, qualora decida di venderla, dovrà preferire, senza limiti di tempo, a parità di condizioni, l'altro suo cugino Marco. Massimo precisa in proposito che è sua ferma intenzione che tale villa, appartenente da più generazioni alla sua famiglia, rimanga comunque nell'ambito familiare: pertanto, in caso di violazione dell'obbligo di preferire Marco, Andrea dovrà decadere dal lascito che passerà a Marco;
  3. lasciare, a tacitazione di ogni suo diritto, la soma di euro 100.000 in unica soluzione a Cornelia con la quale solo da poco tempo ha riallacciato i rapporti interrottisi con il divorzio. A Cornelia – che è prossima a passare a nuove nozze – in occasione del divorzio, fu riconosciuto il diritto alla corresponsione di una somma di euro 2.000 mensili in considerazione del suo stato di bisogno, nel quale tuttora versa;
  4. lasciare al nipote Federico il diritto di prelazione all'acquisto di una villa a Cortina, diritto che egli ha acquistato dalla sua amica Marta, con atto del notaio Enotri di Belluno;
  5. lasciare tutti gli altri beni alla convivente Lucrezia;
  6. nominare esecutore testamentario lo stesso Rolandino.

Massimo infine fa presente al notaio Romolo Romani che egli potrebbe sottoscrivere il testamento solo con notevole sforzo e grave difficoltà (a causa appunto della sua malattia) e comunque con grafia irregolare e del tutto diversa da quella abituale. Pertanto egli vorrebbe apporre la propria sottoscrizione solo se ciò dovesse risultare assolutamente necessario.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, rediga il testamento pubblico in conformità di legge rispettando, per quanto possibile, le volontà del testatore e, dopo aver motivato le sue scelte, in parte teorica tratti:

  • della fondazione testamentaria e della compatibilità tra esercizio dell'attività di impresa e scopo non lucrativo della fondazione;
  • della prelazione disposta per testamento, con particolare riguardo alla sua natura giuridica e alla sua efficacia, nonchè della trasmissibilità a causa di morte del rapporto derivante da un patto di prelazione;
  • della disposizione testamentaria di decadenza;
  • dei diritti successori del coniuge divorziato.

Atto tra vivi
Tizio intende intraprendere un'attività commerciale. Necessitando di denaro, chiede all'amico Caio un mutuo di euro 250.000,00 impegnandosi a restituire la suindicata somma, maggiorata degli interessi in misura legale, entro il 31 dicembre 2007.
Caio, celibe, è disposto a favorire l'amico Tizio, al quale chiede che Sempronio, fratello di Tizio, a garanzia:

  1. gli trasferisca in proprietà:
    • tre box auto costruiti ai sensi della "legge ponte", del valore di euro 100.000,00 complessivo, conscio che gli stessi sono sottoposti a procedimento di esecuzione immobiliare, a seguito di pignoramento regolarmente trascritto;
    • il fondo Tusculano sito in Velletri, soggetto a sequestro conservativo, del valore di euro 300.000,00;
  2. gli ceda il credito dell'importo di euro 100.000,00 incorporato in un vaglia cambiario emesso da Quintiliano, con scadenza al 31 dicembre 2008.

Caio si dichiara disposto a restituire a Sempronio stesso sia i box, sia il terreno, ed a ritrasferigli il credito, il tutto nel caso di adempimento da parte di Tizio. In caso di inadempimento, invece, tratterrà i suddetti beni.
Il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani di Roma, rediga l'atto che meglio soddisfi le esigenze delle parti, tenendo presente che le parti stesse espongono al notaio la circostanza che Sempronio è diventato proprietario del fondo Tusculano in forza di atto di donazione effettuato a suo favore dalla madre Cornelia. In tale atto di donazione contenuto in due fogli, non risulta apposta la sottoscrizione finale della donante che ha sottoscritto soltanto a margine del primo foglio. Cornelia è deceduta da circa un anno e gli unici suoi eredi sono Sempronio e Tizio.
Il candidato, dopo avere motivato le soluzioni adottate, tratti in parte teorica del divieto del patto commissorio, della vendita e della cessione del credito a scopo di garanzia, con particolare riguardo ai beni di proprietà di terzi. Tratti, della circolazione di beni sottoposti a procedimenti cautelari ed espropriativi, con particolare riguardo alla natura giuridica del pignoramento e del sequestro conservativo e della differenza tra vendita di bene pignorato e di bene sequestrato. Tratti, inoltre, della disciplina della cessione dei crediti cartolari.

Ricorso volontaria giurisdizione
In data 2 febbraio 2004, a seguito di ricorso presentato da Tizio residente in Milano, quale tutore del minore Caietto, il Tribunale competente ha ordinato la vendita all'incanto del fondo "Corneliano" sito in Roma, di proprietà del minore, al prezzo base d'asta di euro 100.000,00.
Con il medesimo provvedimento, il Tribunale delegava per le operazioni di vendita il notaio Romolo Romani di Roma, il quale bandiva due esperimenti d'asta, che però andavano deserti.
Nel frattempo, il minore Caietto si ammala gravemente ed abbisogna di urgenti e costose cure, per cui diviene particolarmente necessario alienare a tale scopo il suddetto fondo.
All'uopo, Tizio presenta in data 10 luglio 2005 ricorso al medesimo Tribunale per essere autorizzato alla vendita del fondo a Sempronio, che si è dichiarato disposto all'acquisto al prezzo base d'asta.
Il medesimo Tribunale, però, con provvedimento del 14 novembre 2005, munito di clausola di efficacia immediata, respinge la richiesta, ritenendo inidonea la somma offerta, anche a seguito della sopravvenuta circostanza che il terreno suddetto potrebbe diventare edificabile e, quindi, in prospettiva aumentare considerevolmente di valore.
Tizio, ciò nonostante, si reca dal notaio Romolo Romani, affidandogli l'incarico di rogare il contratto di compravendita con Sempronio, e gli conferisce altresì l'incarico di richiedere il necessario provvedimento autorizzativo.
Tizio espone al notaio che il Giudice tutelare competente aveva espresso parere favorevole, e di essersi trasferito a Napoli in data in 2 maggio 2005.
Il candidato, assunte le vesti del suddetto notaio, rediga il necessario e motivato ricorso. Tratti, nella parte teorica, della efficacia ed eseguibilità dei provvedimenti di volontaria giurisdizione con particolare riguardo a quelli emessi da giudice incompetente ed ai suoi riflessi sull'atto notarile, e del reimpiego nei provvedimenti di volontaria giurisdizione, con particolare riguardo alle conseguenze del mancato reimpiego.