Consistenza, destinazione ed utilizzo dei beni sequestrati o confiscati - Stato dei procedimenti di sequestro o confisca - Relazione al Parlamento ex L. 7 marzo 1996, n. 109 (settembre 2012)

Dipartimento per gli Affari di Giustizia
Direzione generale della Giustizia penale
Ufficio I - Reparto Dati Statistici e Monitoraggio

 

Indice

 

Relazione al Parlamento sui beni sequestrati e confiscati art. 3, comma 2, Legge 7 marzo 1996 n. 109

 

Premessa

La normativa in materia di misure di prevenzione patrimoniale e di criminalità organizzata è costituita dalla Legge 7 marzo 1996 n. 109, che reca: “Disposizioni in materia di gestione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati. Modifiche alla Legge 31 maggio 1965, n. 575 e all’articolo 3 della Legge 23 luglio 1991, n. 223. Abrogazione dell’art. 4 del D.L. 14 giugno 1989, n. 230, convertito con modificazioni dalla Legge 4 agosto 1989, n. 282”, Legge 24 luglio 2008 n. 125, art. 12 sexies Legge n. 356 del 1992, art. 2 Legge n. 94 del 2009, decreto legge 4 febbraio 2010 n. 4 convertito con modificazioni dalla legge 31 marzo 2010 n. 50, Legge 13 agosto 2010 n. 136; infine, con il D.L. 6 settembre 2011 n. 159, Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, il legislatore ha effettuato una completa ricognizione della legislazione antimafia in vigore ed ha provveduto al coordinamento delle norme in materia.
 

La Legge 7 marzo 1996 n. 109

La Legge 7 marzo 1996 n. 109 non si è limitata ad apportare innovazioni sostanziali e procedurali in tema di amministrazione dei beni sequestrati e confiscati, ma ha recepito l’esigenza di attuare un monitoraggio permanente di tali beni, anche al fine di redigere una relazione semestrale del Governo al Parlamento.
L’esigenza di creare una banca dati derivava anche dal fatto che, sino a quel momento, la raccolta dei dati era stata rimessa all’iniziativa delle Amministrazioni a vario titolo interessate, le quali, senza alcun raccordo tra loro, avevano provveduto a creare autonomi sistemi di rilevazione, talvolta privi di precisi criteri procedurali.

Le rilevazioni così realizzate, inoltre, si riferivano solo alla fase del procedimento di competenza dell’Amministrazione che le effettuava, senza tener conto né delle successive fasi, né del coinvolgimento di Amministrazioni diverse. Era dunque necessario istituire un raccordo fra tali rilevazioni anche al fine di renderle confrontabili fra loro.
A tal fine, la Legge n. 109/1996 ha recato significative innovazioni, disponendo che la raccolta dei dati relativi ai beni sequestrati o confiscati, dei dati concernenti lo stato del procedimento per il sequestro o la confisca, nonché dei dati inerenti alla consistenza, alla destinazione o all’utilizzazione dei beni suddetti, venisse disciplinata da un Regolamento da emanarsi con Decreto del Ministro della Giustizia, da adottare di concerto con le altre amministrazioni interessate (Difesa, Finanze, Interno).

Tale Regolamento è stato emanato il 24 febbraio 1997 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 28 marzo 1997: “Disciplina della raccolta dei dati relativi ai beni sequestrati o confiscati”.
 

Presentazione della nuova banca dati

Il nuovo sistema informativo è stato finalizzato alla creazione di una Banca Dati centralizzata per la gestione di tutte le informazioni relative ai beni “sequestrati e confiscati” alle organizzazioni criminali.

Le finalità dettate dal D.M. 24 febbraio 1997 n. 73 e le considerazioni sul concentrarsi del fenomeno nell’Area del Mezzogiorno, hanno portato a valutare l’inserimento del progetto “SIPPI” nell’ambito del Programma Operativo Nazionale-Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia 2000-2006.

La Banca Dati è utilizzata con funzionalità e possibilità d’accesso diverse anche in relazione al “profilo utente” connesso. L’accesso oltre agli uffici Centrali e Periferici del Ministero della Giustizia, potrà essere consentito a tutte le Amministrazioni, centrali e periferiche coinvolte nei procedimenti, in particolare:

  • al Ministero dell’Interno;
  • al Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
  • alle Prefetture;
  • ai Comuni.

L’applicativo “SIPPI” ha rivolto particolare attenzione alla individuazione di tutti i dati di interesse di ogni Amministrazione ed Ente coinvolti e di tutti i flussi informativi di riferimento, interni ed esterni al mondo giustizia, al fine di delineare la struttura della banca dati ed assicurarne la recettività dei diversi canali di alimentazione.
Si precisa che l’avvio in esercizio di “SIPPI”, che realizza l’informazione dei registri delle misure di prevenzione e della banca dati centrale in un unico sistema informativo, come disposto dalle Circolari della Direzione Generale della Giustizia Penale del 10/10/2008, del 27/11/2008, del 26/11/2009 e del 23/12/2010, consente di attuare un monitoraggio in forma interamente automatizzata in tutto il territorio Nazionale.

Nell’analisi della situazione attuale giova ricordare:

  • che il caricamento dei dati pregressi del bene, partendo dall’archivio elettronico dei moduli di rilevamento comporterà inizialmente l’incompletezza degli stessi dati per quel che riguarda l’iter dei procedimenti nei vari gradi del giudizio e per l’identificazione del bene stesso nelle nuove tipologie;
  • che, grazie al protocollo di intesa stipulato in data 17/09/2009 con il Commissario Straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali, è nata una proficua collaborazione tra Ministero della Giustizia e Ufficio del Commissario ai fini dell’inserimento dei dati riguardanti l’art. 12 sexies Legge 356 del 1992. Detta collaborazione continua con l’Agenzia Nazionale dei beni confiscati, istituita con decreto legge 4 febbraio 2010 n. 4, convertito in legge, con modifiche, dalla legge 31 marzo 2010 n. 50, alla quale il legislatore demanda tutte le competenze prima facenti capo alle varie autorità: Agenzie del Demanio, Prefetti e Commissario straordinario per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali.
     

Metodologia della rilevazione

Per una migliore individuazione dei beni e facilità di lettura dei dati la nuova classificazione dei beni ha previsto dei grossi cambiamenti. E’ sicuramente più aggiornata in quanto comprende i più recenti prodotti finanziari, visto l’evolversi dei settori di investimento della criminalità organizzata, e adotta altresì una terminologia che tiene conto dei registri ufficiali già esistenti: un esempio per tutti la classificazione catastale.

Le tabelle allegate riportano solo parzialmente il contenuto della banca dati, essendo la stessa ricca di dati di utilità gestionale difficilmente descrivibili con grafici e commenti. In particolare, da questa relazione, si invita a fare attenzione ai metodi di conteggio indicati nell’intestazione delle tabelle stesse. Per capire le potenzialità a titolo meramente esemplificativo si può sottolineare come sia possibile interrogare la banca dati per sapere, al momento, se e per quanti beni e quali è presente una certa persona o quante volte è stato impiegato un determinato amministratore.

I dati sono relativi sia al procedimento di prevenzione, sin dal suo inizio (fase della proposta) con uno sguardo su tutte le sue vicissitudini processuali nei vari gradi sino alla definizione, sia alle fasi successive della gestione ed amministrazione del bene, o della sua definitiva destinazione. Ovviamente diverse saranno le interrogazioni praticabili sulla banca dati.

In virtù dei criteri di suddivisione dei beni, che prevedono diverse tipologie, nuove categorie e sottocategorie, questa relazione si discosterà ovviamente dalle precedenti. L’attuale classificazione dei beni è basata su tre livelli gerarchici:

  • Tipologia;
  • Categoria;
  • Sottocategoria

Le tipologie individuate sono le seguenti:

  • Beni immobili;
  • Beni Mobili;
  • Beni Mobili registrati;
  • Beni Finanziari;
  • Aziende
     

Classificazione

Gli schemi che seguono riportano, per ciascuna tipologia le categorie ammesse e per ciascuna categoria le relative sottocategorie.

Beni immobili
Categoria Sottocategoria
Unità immobiliari per uso di abitazione e assimilabili Appartamento in condominio - abitazione indipendente
Palazzo di pregio artistico e storico – castello – villa – box
Garage – autorimessa – posto auto – tettoia – altro
Unità immobiliari per alloggi e usi collettivi Collegio e convitto – educandato – ricovero – orfanotrofio – ospizio – convento – seminario – casa di cura – ospedale
Ufficio pubblico – scuola – laboratorio scientifico – biblioteca – museo – galleria – cappella
oratorio – opificio – albergo – pensione teatro – cinematografo – sala per spettacoli – istituti di credito
Fabbricato annesso a speciali esigenze commerciali – edificio galleggiante – ponte privato – altro
Unità immobiliari a destinazione commerciale e industriale Negozio – bottega – magazzino/locale di deposito
Laboratorio per arti e mestieri – stabilimento balneare
Stabilimento di acque curative – stalla – scuderia – fabbricato/locale per esercizi sportivi – fabbricato industriale
Altre unità immobiliari Fabbricato in corso di costruzione indivisibile – altro
Terreno Terreno agricolo – terreno con fabbricato rurale
Terreno edificabile

 

Beni mobili
Categoria Sottocategoria
Denaro Contante – conto corrente bancario – conto corrente postale – libretto postale – libretto bancario - altro
Collezioni Francobolli – libri – monete – quadri – altro
Altri oggetti Apparecchiature elettroniche – arredi per uso abitativo
Arredi per uso professionale/commerciale – cassette di sicurezza
Macchine artigianali oggetti artistici – preziosi e gioielli - altro
Animali Animali esotici – bovini – cavallo da corsa – equini – ovini – suini - altro

 

Beni mobili registrati
Categoria Sottocategoria
Veicoli Aeromobile – Elicottero – autobus – automezzo furgonato
Automezzo pesante – autocaravan – camper – autovettura – ciclomotore – fuoristrada –
motoveicolo – motofurgone – natante – nave – imbarcazione – quadriciclo – rimorchio – veicolo agricolo
Veicolo industriale – altro
Beni immateriali Marchio – brevetto – modello industriale

 

Beni finanziari
Categoria Sottocategoria
Titoli cambiari Assegno bancario – assegno circolare – cambiale/tratta
Titoli obbligazionari o di prestito Titoli di stato (Bot, Cct, Btp, Cte, Btz, Bte) – Certificato di deposito – Obbligazioni
Titoli di partecipazione Azioni – strumenti finanziari partecipativi – titoli anticipi
Titoli rappresentativi di merci Fede di deposito – nota di pegno – polizza di carico
Altri beni finanziari Contratto leasing – crediti vari – polizza assicurativa – prestiti
Fidi

 

Aziende - Categorie

  • Impresa individuale iscritta nel registro delle imprese
  • Società r.l.
  • Società cooperativa
  • Società di fatto registrata
  • Società in accomandita per azioni
  • Società in accomandita semplice
  • Società in nome collettivo
  • Società per azioni
  • Società semplice
  • Altro

 

COMMENTO AI DATI STATISTICI

Procedimenti sopravvenuti (intera Banca Dati)

Se il numero totale dei procedimenti continua a salire, sono 6.372 quelli presenti in banca dati al 30 settembre 2012 (erano 6.018 sette mesi prima), il loro incremento medio continua a diminuire in maniera sensibile. Nello stesso periodo del 2011 avevamo 72 nuovi procedimenti sopravvenuti al mese, che poi erano scesi a 65 nell’ultima relazione aggiornata al 29 febbraio scorso. Adesso siamo a circa 50 nuovi procedimenti al mese che si occupano di beni sequestrati e confiscati nello spazio che va da marzo a settembre del 2012, ed il calo comincia  a farsi notare.

Le regioni meridionali continuano ad essere quelle maggiormente interessate dal fenomeno, con la Sicilia, 343 nuovi procedimenti nel biennio 2011-2012 (dato rilevato al 30 settembre), davanti a Campania (241) e Calabria (167). Ma già nelle ultime relazioni abbiamo notato un incremento significativo in alcune regioni del Centro-Nord: la Toscana, con 120 nuovi procedimenti, la Lombardia con 102 ed il Piemonte con 54 si piazzano nelle posizioni dalla quinta alla settima dopo la Puglia, quarta con 145 procedimenti sopravvenuti, in questa poco invidiabile classifica. Segno che il fenomeno tende a diffondersi in diverse aree geografiche d’Italia.
L’analisi dei singoli distretti giudiziari dopo i primi posti delle solite Palermo (252 nuovi procedimenti nel 2011-2012), Napoli (224) e Reggio Calabria (127), segnala località geografiche finora rimaste ai margini, a conferma della diffusione dell’attività di sequestro e confisca dei beni: ecco così 54 procedimenti a Torino, che ne aveva solo 14 nel biennio precedente, 29 a Bologna e 20 a L’Aquila

Esaminiamo ora il quinquennio 2008-2012 (con dati aggiornati al 30 settembre, vedi tabella 1 in allegato). Su 2.591 procedimenti iscritti in tutta Italia 2.038, quasi il 79%, sono stati emessi nelle regioni del sud (suddivise geograficamente in area meridionale e area insulare). Il centronord nel suo insieme con 553 procedimenti guadagna qualche decimale, passando dal 20.6% della relazione precedente al 21,3% dell’attuale.

 

Procedimenti sopravvenuti sul territorio nazionale
TOTALI NORD percentuale CENTRO percentuale SUD percentuale ISOLE percentuale ITALIA
TOTALE 2008-2012 301 11,6% 252 9,7% 1.184 45,7% 854 33,0% 2.591
TOTALE BANCA DATI 631 9,9% 356 5,6% 3.215 50,4% 2.170 34,1% 6.372

Ecco nel dettaglio i dati (anni 2008-2012) di alcune regioni:

  • 835 procedimenti, pari al 32,2% del totale nazionale, in Sicilia;
  • 479, il 18,5% in Campania;
  • 402, il 15,5% in Calabria;
  • 268, il 10,4% in Puglia.

Al quinto posto troviamo la Toscana, che ha avuto un notevole incremento negli ultimi anni, con 180 procedimenti; seguono la Lombardia, con 172, il Piemonte con 71 e il Lazio con 67.

Percentuale Procedimenti Sopravvenuti anni 2008-2012
Territorio 2008 2009 2010 2011 2012
NORD 5,4% 9,1% 7,5% 11,3% 24,1%
CENTRO 3,2% 2,7% 12,8% 16,8% 3,4%
SUD 49,3% 49,7% 43,1% 44,5% 45,3%
ISOLE 42,1% 38,5% 36,6% 27,4% 27,2%

 

Grafico 1 - Percentuale Procedimenti Sopravvenuti anni 2008-2012

Grafico 1 - Percentuale Procedimenti Sopravvenuti anni 2008-2012


Il dato riguardante il totale nazionale degli ultimi cinque anni (2.591 procedimenti) conferma l’incremento nell’attività giudiziaria fino a tutto il 2011; nei nove mesi presi in esame nel 2012 sembra invece manifestarsi una inversione di tendenza, visto che i 444 procedimenti registrati (ben 107 dei quali, il 24%, nei distretti del Nord, dato mai raggiunto finora) fanno presumere una cifra sicuramente inferiore agli 841 del 2011.

Dal 2009 in poi ci si è mantenuti sempre al di sopra dei 400 procedimenti sopravvenuti all’anno: se ne sono contati 441 proprio nel 2009, con un massimo di 116 a Palermo, 585 nel 2010 (156 a Palermo), e addirittura 841 nel 2011, con Palermo sempre al top con 163 procedimenti sopravvenuti, il 19% del totale, davanti a Napoli con 141 e l’inaspettata Firenze con 120. I dati parziali del 2012 vedono sempre Palermo e Napoli davanti a tutti ma segnalano l’ascesa del Nord con numeri significativi a Milano, Torino e Bologna.

 

Numero procedimenti per distretto anno 2012
Dati aggiornati al 30 settembre 2012
Distretto Procedimento
PALERMO 89
NAPOLI 83
MILANO 47
REGGIO CALABRIA 45
BARI 37
TORINO 36
CATANZARO 15
BOLOGNA 14
CATANIA 13
ROMA 13

 

Procedimenti Sopravvenuti negli anni 2008-2012

  • 2008 - 280
  • 2009 - 441
  • 2010 - 585
  • 2011 - 841
  • 2012 - 444

Grafico 2 - Procedimenti Sopravvenuti negli anni 2008-2012 (aggiornati al 30 settembre 2012)

Grafico 2 - Procedimenti Sopravvenuti negli anni 2008-2012 (aggiornati al 30 settembre 2012)


 

Bari, Firenze e Napoli sono i distretti giudiziari che hanno avuto un incremento relativo maggiore, circa una sessantina di procedimenti sopravvenuti in più, nel biennio 2011/2012 rispetto a quello precedente. Tuttavia è sempre Palermo, con 252 procedimenti sopravvenuti, a primeggiare in termini assoluti pur avendo avuto finora un decremento rispetto ai due anni precedenti (-20 in confronto al 2009/2010, anche se il dato è ancora parziale essendo il conteggio del 2012 fermo per ora al 30 settembre). E dietro a Napoli, 224 nuovi procedimenti, e Reggio Calabria, 127, sembra tuttora strano trovare Firenze, con 120 (dato peraltro relativo al solo 2011, non avendo comunicato nulla tale ufficio giudiziario per il 2012). Altro distretto in decisa ascesa è quello di Torino, che entra decisamente tra i primi di questa classifica con 54 procedimenti sopravvenuti.

Numero procedimenti per distretto –
Confronto per bienni

Dati aggiornati al 30 settembre 2012
BIENNIO 2011-2012
Distretto Procedimenti Variazione rispetto
a biennio precedente
PALERMO 252 -20
NAPOLI 224 +65
REGGIO CALABRIA 127 +29
FIRENZE 120 +62
BARI 118 +64
MILANO 95 +35
TORINO 54 +40
CATANIA 43 -13
CATANZARO 40 -48
ROMA 32 +3

 

 

Procedimenti Sopravvenuti per Aree Geografiche anni 2008-2012
Territorio 2008 2009 2010 2011 2012
NORD 15 40 44 95 107
CENTRO 9 12 75 141 15
SUD 138 219 252 374 201
ISOLE 118 170 214 231 121

 

Grafico 3 - Procedimenti Sopravvenuti per Aree Geografiche anni 2008-2012

Procedimenti Sopravvenuti per Aree
Geografiche, Anni 2008-2012

 

Il dettaglio per singole aree geografiche evidenzia la linea di tendenza del fenomeno negli ultimi anni, con il centro nord che nell’ultimo biennio mostra dati da prendere in considerazione, come abbiamo già accennato in precedenza; prendendo in esame il dato, sia pure ancora incompleto, del 2012 possiamo ipotizzare che:

  • l’area meridionale continua ad essere quella prevalente ma i 201 procedimenti sopravvenuti fino al 30 settembre fanno presumere un deciso calo rispetto al 2011 (stimando una cifra intorno a 270 per tutto il 2012, la diminuzione rispetto ai 373 del 2011 è superiore al 25%);
  • l’area insulare mostra per il momento una flessione evidente; il dato di 121 nuovi procedimenti fa stimare un -29% rispetto al 2011 (erano 231 i sopravvenuti dello scorso anno, si dovrebbe arrivare al di sopra dei 160 a fine 2012);
  • l’area centrale ha un vero e proprio tracollo: dai 141 procedimenti del 2011 (di cui 120 a Firenze) si passa a soli 15 con una proiezione intorno ai 20 a fine anno (-86% !); singolare il fatto che fino al 30 settembre non risulti iscritto nessun nuovo procedimento per il 2012 nel capoluogo toscano;
  • l’area settentrionale invece è l’unica a crescere e presenta già 107 nuovi procedimenti nel 2012, superando già quanto avvenuto in tutto l’anno precedente (erano 95); se la tendenza si confermerà fino alla fine dell’anno, si potrebbe arrivare a 140-150 sopravvenuti con un quasi +50%.

 

Beni (intera Banca Dati)
Se i procedimenti, come abbiamo appena visto, mostrano una certa flessione nel corso del 2012, così non è invece per i beni, che continuano a crescere al ritmo di oltre mille al mese arrivando a 98.764 alla data del 30 settembre (erano 89.603 sette mesi prima). Ed è sempre bene specificare, prima di procedere nella analisi, che si tratta principalmente di beni sequestrati e confiscati, ma non solo. La rilevazione comprende anche i beni per i quali si è ancora in fase di proposta di misura cautelare, come anche quelli che sono passati alla fase del dissequestro o che viceversa, dopo essere stati confiscati in via definitiva, sono stati destinati.

Il confronto tra gli ultimi bienni rende evidente la crescita continua dei beni: se infatti nel biennio 2009/2010 ne sono stati censiti 21.013, nel 2011/2012 ancora incompleto mancando gli ultimi tre mesi dell’anno siamo già a 26.613.

 

Beni (beni sequestrati)
Prima di esaminare nel dettaglio tutti i beni presenti in Banca Dati, diamo uno sguardo generale alle tipologie che in genere interessano di più, quelle dei beni sequestrati e dei beni confiscati.

Sono 13.426 i beni che risultano sottoposti a sequestro, il 13,6% degli oltre 97mila beni presenti nel database. E per quanto riguarda il periodo più recente, gli anni che vanno dal 2008 al 2012, i sequestri arrivano a 8.969, la stragrande maggioranza dei quali, quasi seimila, ubicati nelle Isole, e quindi quasi interamente in Sicilia.

Sequestri 2008-2012
Area geografica Numero beni Percentuale
ISOLE 5.982 66,7
SUD 2.098 23,4
CENTRO 695 7,7
NORD 194 2,2
Totale nazionale 8.969 100

 

Sequestri, intera banca dati
Area geografica Numero beni Percentuale
ISOLE 9.687 72,1
SUD 2.563 19,1
NORD 724 5,4
CENTRO 452 3,4
Totale nazionale 13.426 100


Beni (beni confiscati)
Per quanto riguarda i beni sottoposti a confisca, in via provvisoria o definitiva, il loro numero è pari a circa il doppio di quelli sequestrati. Sono infatti 28.819 i beni confiscati presenti in Banca Dati, ben 17.581 dei quali riferiti al periodo 2008-2012, vale a dire agli ultimi cinque anni.
Dando uno sguardo alla collocazione geografica, notiamo che rimane sempre più che netta la prevalenza delle regioni meridionali, con la Sicilia che dal 2008 ad oggi ha sottoposto a confisca da sola il 33,5% (5.890 su 17.581) dei beni interessati da questo provvedimento. E a livello distrettuale, dopo Palermo con 3.404 confische, troviamo Reggio Calabria (1.798) e Napoli (988).

Confische (immobili e aziende), 2008-2012
Area geografica Numero beni Percentuale
SUD 6.564 37,3
ISOLE 5.902 33,6
CENTRO 2.813 16,0
NORD 2.302 13,1
Totale nazionale 17.581 100

 

Confische (immobili e aziende),
intera banca dati
Area geografica Numero beni Percentuale
SUD 10.753 37,4
ISOLE 9.404 32,6
CENTRO 4.443 15,4
NORD 4.219 14,6
Totale nazionale 28.819 100

 

Beni (beni dell’intera banca dati)

Su 98.764 beni presenti in Banca Dati, è dunque ora chiaro che 13.426 sono classificati come “sequestrati” e 28.819 come “confiscati”. Come possiamo riassumere l’insieme dei beni presi in considerazione ? Dalla elaborazione delle diverse tabelle abbiamo i seguenti risultati:

  • 42.245 sono i beni sequestrati e confiscati in totale;
  • 26.551 i proposti, vale a dire quei beni per i quali si è ancora nella fase di attesa di un pronunciamento da parte del giudice di primo grado;
  • 25.319 i beni dissequestrati; sono tutti quelli con rigetti e/o revoche di sequestri o confische;
  • 4.649 i beni destinati, e cioè quelli giunti alla confisca definitiva e poi mantenuti al patrimonio dello Stato o assegnati agli enti locali.


 

Banca dati
Beni Numero Percentuale
SEQUESTRATI E CONFISCATI 42.245 42,8
PROPOSTI 26.551 26,9
DISSEQUESTRATI 25.319 25,6
DESTINATI 4.649 4,7
Totale nazionale 98.764 100

Considerando l’intera Banca Dati, andiamo ora ad esaminare la distribuzione geografica dei beni, tenendo presente che si fa riferimento:

  • alla sede di iscrizione del procedimento, e quindi alla località in cui si trova l’ufficio giudiziario, e non alla ubicazione effettiva del bene;
  • all’anno di iscrizione dello stesso procedimento (vale a dire che sono presi in esame i nuovi beni del 2010 iscritti nei procedimenti dell’anno 2010, ad esempio, ma non i nuovi beni del 2010 iscritti nei procedimenti dell’anno 2006, anche se la loro entità è decisamente inferiore).

Lo schema sottostante, riferito al quinquennio 2008-2012, con dati conteggiati per anno di iscrizione nel procedimento e aggiornati al 30 settembre di quest’ultimo anno, evidenzia come la maggior parte dei beni sia collegata a procedimenti iscritti nell’area meridionale (20.731 beni, 9mila dei quali in Campania e 7mila in Calabria) e insulare (20.422, quasi tutti in Sicilia), che insieme corrispondono al 79% dei 52.057 beni registrati in tutto il paese. Segue poi l’area settentrionale con 8.055 beni (più di 3.700 dei quali nel solo Piemonte, per i dettagli vedi la tabella 2 in allegato).

 

Banca Dati 2008-2012
Area geografica Numero beni Percentuale
SUD 20.731 39,8
ISOLE 20.422 39,2
NORD 8.055 15,5
CENTRO 2.849 5,5
Totale nazionale 52.057 100

 

Banca Dati intera
Area geografica Numero beni Percentuale
ISOLE 42.599 43,1
SUD 39.294 39,8
NORD 11.015 11,2
CENTRO 5.856 5,9
Totale nazionale 98.764 100

 

Suddivisione Beni
conteggiati per sede iscrizione e
anno del procedimento
anni 2008-2012
Territorio 2008 2009 2010 2011 2012
NORD 274 884 1.291 1.792 3.814
CENTRO 181 295 706 1.198 469
SUD 1.477 3.716 5.204 6.131 4.203
ISOLE 2.308 4.822 4.286 5.895 3.111

 
Grafico 4 - Suddivisione Beni conteggiati per sede iscrizione e anno del procedimento, anni 2008-2012

Suddivisione Beni conteggiati per sede iscrizione e anno del procedimento, Anni 2008-2012


Nel 2011/12 la Sicilia da sola conta un terzo del totale dei beni presenti in Banca Dati: ben 8.926, pari al 33,5% dei 26.613 registrati in tutta Italia. E tutto ciò nonostante il fatto che la variazione rispetto al 2009/10 presenta un saldo negativo, con 160 beni in meno. Bisogna però precisare che il dato più recente è parziale per una questione di data (come detto più volte il conteggio è aggiornato al 30 settembre 2012) e quindi fino alla conclusione dell’anno in corso numeri e percentuali sono suscettibili di ulteriori variazioni. Dei distretti giudiziari dell’isola segnaliamo la forte crescita di Catania (da 892 a 1.186) e di Caltanissetta (da 266 a 780), mentre quelli che sono gli uffici con numeri solitamente più alti, Messina (711 beni nel 2011/12) e soprattutto Palermo (6.249, ma ce ne erano almeno 500 in più nel biennio precedente), danno l’idea di avere dati ancora piuttosto parziali.

Al secondo posto troviamo in forte aumento la Campania con 5.264 beni (19,8%), oltre 1.600 in più rispetto al 2009/10, con Napoli (5.009) che fa la parte del leone rispetto al piccolo distretto di Salerno  (255 beni).
La regione che si piazza al terzo posto costituisce un pò una sorpresa, sia perché è al di fuori dell’area meridionale, sia perché non aveva mai presentato dati significativi nelle rilevazioni precedenti: si tratta del Piemonte che con i suoi 3.396 beni (12,8% del totale nazionale) del suo unico distretto di Torino registrati nel 2011/12 sopravanza addirittura i 3.305 beni della Calabria (suddivisi tra i 2.194 di Reggio Calabria e i 1.111 di Catanzaro). Ed è proprio il Piemonte, come si può vedere nel riquadro sottostante, la regione che presenta la variazione maggiore rispetto al biennio precedente con oltre tremila beni in più, 3.099 per l’esattezza.

Dopo il quinto posto della Puglia, 1.581 beni (1.201 dei quali registrati nella sola Bari), si risale geograficamente passando ai 1.507 della Lombardia (1.155 a Milano), che si situa dunque al sesto posto, e ai 1.329 del Lazio (coperto dall’unico distretto di Roma), al settimo.
Decisamente inferiori i numeri proposti dalle altre regioni, anche se l’incremento dell’ Emilia Romagna e i numeri di Toscana ed Abruzzo non sono da sottovalutare.

 

Numero Beni conteggiati per sede iscrizione e anno del procedimento - BIENNIO 2011-2012
Dati aggiornati al 30 settembre 2012
Regione Beni Variazione rispetto
a biennio precedente
SICILIA 8.926 -160
CAMPANIA 5.264 +1.630
PIEMONTE 3.396 +3.099
CALABRIA 3.305 +162
PUGLIA 1.581 -304
LOMBARDIA 1.507 +161
LAZIO 1.329 +513
EMILIA ROMAGNA 389 +379
TOSCANA 253 +73
ABRUZZO 168 +75
ITALIA 26.613 +5.409

 

Nei grafici che seguono ci basiamo sulla tabella 4 in allegato e prendiamo in esame la tipologia dei beni suddivisi in cinque voci: immobili, mobili, mobili registrati, aziende, beni finanziari.

Beni in Banca dati
Tipologia di beni Numero Percentuale
AZIENDA 6.583 6,7
FINANZIARIO 9.763 9,9
IMMOBILE 47.539 48,1
MOBILE 14.884 15,1
MOBILE REGISTRATO 19.995 20,2
TOTALE 98.764 100

 

Grafico 5 - Beni in Banca dati

Beni in Banca Dati

 

Beni in Banca dati anni 2008-2012
Tipologia di beni Numero Percentuale
AZIENDA 4.969 7,6
FINANZIARIO 6.650 10,2
IMMOBILE 30.280 46,6
MOBILE 9.637 14,8
MOBILE REGISTRATO 13.503 20,8
TOTALE 65.039 100

 

Grafico 6 - Beni in Banca dati anni 2008-2012

Beni in Banca Dati, Anni 2008-2012

 

Il raffronto tra l’insieme di tutti gli 98.764 beni presenti nella nuova Banca Dati e i 65.039 beni (v. tab. 4) per i quali è stato emesso un provvedimento negli ultimi cinque anni (2008-2012) evidenzia una costante che si mantiene nel tempo:
gli immobili (30.280 nel 2008-2012) sono sempre quasi la metà (46,6%) dei beni oggetto di indagine mentre i mobili registrati (13.503), seconda tipologia per quantità, sono il 20,8%; seguono poi i mobili (9.637), che hanno avuto un certo incremento nell’ultimo periodo, al 14,8%. Rimangono invece su percentuali dal 10% in giù i beni finanziari (6.650) e le aziende (4.969).

 

Beni (beni dell’intera Banca dati suddivisi per tipologia)

Il grafico che segue aiuta a capire meglio quali sono le tipologie di classificazione dei beni presenti in Banca Dati e quale è il loro diverso peso dal punto di vista numerico.

Prendiamo in considerazione, per una migliore comprensione del fenomeno, ciò che è avvenuto in questi ultimi cinque anni (come già detto, i dati di questa relazione sono aggiornati fino al 30 settembre 2012). E’ da sottolineare, per maggior chiarezza, che in questo caso la rilevazione si basa sull’anno di emissione dei provvedimenti, che quindi tendono ad essere maggiori in anni più recenti.

Vediamo (tab. 4 in allegato) come i beni maggiormente interessati da proposte o provvedimenti dell’autorità giudiziaria risultano essere sempre gli immobili, che superano i novemila, per l’esattezza 9.149 nel 2011, l’ultimo anno preso in considerazione per intero. A questi seguono i mobili registrati, 3.785 nel 2011, e i mobili, 3.386.

 

Beni suddivisi per tipologia anni 2008-2012
Tipologia bene 2008 2009 2010 2011 2012
IMMOBILE 2.582 4.465 5.629 9.149 8.455
MOBILE REGISTRATO 944 1.440 2.453 3.785 4.881
MOBILE 652 862 1.591 3.386 3.146
FINANZIARIO 398 885 1.052 2.211 2.104
AZIENDA 387 538 983 1.722 1.339

 

Grafico 7 - Beni suddivisi per tipologia anni 2008-2012

Beni suddivisi per tipologia, anni 2008-2012

 

Gradi di giudizio

Analizziamo ora l’operato degli Uffici Giudiziari valutando numericamente le diverse misure di prevenzione che vengono emesse. Si nota come ci siano numerosi provvedimenti di primo grado a conferma dell’impegno dello Stato nella lotta contro le organizzazioni criminali (vedi tabella 5). E l’incremento dell’attività investigativa appare evidente anche nell’ultimo biennio completo.
Il periodo riguardante gli anni 2011 e 2012, infatti, vede interessati da un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria oltre 40mila beni, cifra di gran lunga superiore ai circa ventimila del biennio precedente.

 

Numero beni per categoria provvedimento / confronto tra bienni
aggiornato al 30 settembre 2012
Anno Emissione Proposta Decreto Decreto II grado Cassazione Decreto destinazione TOTALE NUMERO BENI
2009/2010 4.799 11.303 1.524 1.283 1.017 19.926
2011/2012 15.009 19.765 4.351 905 148 40.178

Per dovere di precisione bisogna sottolineare che i provvedimenti emessi nei confronti di un bene progrediscono nel corso del tempo, per cui i decreti (di primo grado), ad esempio, tendono a diminuire negli anni meno recenti trasformandosi in decreti di grado successivo o in sentenze della Cassazione; nell’ultimo biennio, invece (vedi i 19.765 sopra riportati), tendono a costituire una delle cifre più rilevanti.

Sarebbe stato interessante prendere in considerazione i beni che arrivano, in caso di confisca definitiva, alla assegnazione allo Stato o ad un ente locale con un decreto di destinazione. In passato questo dato testimoniava la forte intensificazione di tutta l’attività dello Stato. Ma il dato, segnalato come sulla tab. 5 suddiviso per anno solare, mostra invece forti elementi di criticità con il passare del tempo. Dal 2008 al 2012 è più che evidente il forte calo del numero dei beni destinati, che passano da 793 a 53.

Anno 2008: 793 destinazioni
Anno 2009: 628 destinazioni
Anno 2010: 389 destinazioni
Anno 2011: 95 destinazioni
Anno 2012: 53 destinazioni

Ora se è vero che l’aggiornamento dei decreti di destinazione non è alimentato direttamente in Banca Dati ma è legato alle comunicazioni provenienti dall’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati, né questo motivo, né i nuovi criteri seguiti dalla stessa per le assegnazioni dei beni, sembrano giustificare questa notevole diminuzione.
L’Agenzia, tenuta per legge a raccogliere questo dato e a trasmetterlo al Ministero della Giustizia, sembra riscontrare un numero sempre minore di nuovi decreti di destinazione. E anche se i beni vengono ora destinati solo a seguito di una manifestazione d’interesse che descriva un’idea-progetto sulla loro destinazione, liberi da criticità, o con gravami consapevolmente accettati, il dato di soli 95 decreti del 2011 e di 53 dei primi nove mesi del 2012 appare quanto meno incompleto.


Beni suddivisi per grado di giudizio (intera Banca Dati)

  • Beni sottoposti a Decreto: 47.363
  • Beni sottoposti a Decreto II grado: 13.504
  • Beni sottoposti a provvedimento della Cassazione: 6.697

 

Grafico 8 - Beni suddivisi per grado di giudizio (intera Banca Dati)

Beni suddivisi per grado di giudizio, intera Banca Dati

 

Beni suddivisi per grado di giudizio (anni 2008-2012)

  • Beni sottoposti a Decreto: 33.458
  • Beni sottoposti a Decreto II grado: 6.356
  • Beni sottoposti a provvedimento della Cassazione: 3.031

 

Grafico 9 - Beni suddivisi per grado di giudizio (anni 2008-2012)

Beni suddivisi per grado di giudizio anni 2008-2012

 

Il grafico sottostante evidenzia in dettaglio anno per anno quanto già visualizzato in totale nel grafico 9; si nota chiaramente come continui a crescere il numero dei beni con provvedimento di primo grado (in particolare spicca il dato dell’ultimo anno rilevato per intero, il 2011, dove vengono conteggiati 11.092 beni).
E’ da tenere presente che i dati relativi al 2012 sono aggiornati al 30 settembre.

 

Numero dei Beni suddiviso per anno e per grado di giudizio,
anni 2008-2012
(situazione al 30 settembre 2012)
Beni sottoposti a: 2008 2009 2010 2011 2012
Decreto 2.390 4.493 6.810 11.092 8.673
Decreto II grado 481 551 973 1.562 2.789
provvedimento della Cassazione 843 582 701 162 743

 

Grafico 10 - Numero dei Beni suddiviso per anno e per grado di giudizio anni 2008-2012

numero Beni suddivisi per anno e grado di giudizio anni
2008-2012

 

Beni confiscati

Esaminiamo ora i beni confiscati (v. tab. 10). Per prima cosa notiamo che rappresentano quasi il 34% dei 98.764 beni presenti in banca dati, con una proporzione che si mantiene abbastanza costante nel corso del tempo. E i 33.468 beni in questione, come indicato nella schema sottostante, sono suddivisi in:

  • quelli soggetti a confische non definitive (18.999), e quindi ancora suscettibili di ulteriori sviluppi;
  • quelli in cui si è arrivati alla confisca definitiva (9.820) ma che ancora sono fermi presso gli uffici giudiziari in attesa di destinazione;
  • quelli che invece hanno già avuto un decreto di destinazione (4.649).

Confische non definitive: 18.999 = 19,2% numero beni in banca dati
Confische definitive: 9.820 = 9,9% numero beni in banca dati
Confische con destinazione: 4.649 = 4,7% numero beni in banca dati
Totale beni confiscati: 33.468 = 33,9% numero beni in banca dati
Totale beni in banca dati: 98.764 = 100% numero beni in banca dati

Il grafico che segue evidenzia la proporzione tra le varie fasi in cui si trovano i beni confiscati e fa notare senza ombra di dubbio che ci sono diverse migliaia di beni prossimi ad una destinazione e quindi ad un riutilizzo a beneficio della comunità da parte dello Stato o dei singoli enti territoriali.

Confische intera Banca Dati

  • Confische: 18.999
  • Confische definitive: 9.820
  • Confische con destinazione: 4.649

 

Grafico 11 - Confische intera Banca Dati

Confische intera Banca Dati

 

Il dettaglio dell’andamento delle confische negli ultimi cinque anni mette in risalto un notevole incremento: nel 2010 si era superato per la prima volta il numero di tremila beni oggetto di confisca (relazione del 30 set 2011), nel 2011, si è arrivati a oltre seimila (vedi relazione precedente). Il dato del 2012, aggiornato al 30 settembre, ci fa notare che ci si sta nuovamente avvicinando a seimila provvedimenti di confisca.
Questa tendenza conferma la notevole crescita dell’attività investigativa di questi ultimi anni… non dimentichiamo, però, che i soggetti della rilevazione sono primariamente i beni; per cui, dato che le confische tendono a diminuire negli anni meno recenti, il dato che potrebbe risultare più interessante, e sul quale porremo l’attenzione più in avanti, è quello dei beni soggetti a confische con destinazione, vale a dire i beni destinati.

Il grafico che segue fa notare lo strano fenomeno di questi ultimi anni:

  • le confische definitive (comprensive di tutte le tipologie dei beni), che sono emesse dagli uffici giudiziari, salgono dalle 753 del 2009 alle 948 del 2011 (con il dato dell’anno in corso che è ancora ovviamente parziale);
  • le confische con destinazione (che riguardano solo immobili e aziende), di competenza dell’Agenzia per i Beni Confiscati, scendono dalle 628 del 2009 alle 95 del 2011; il che è quanto meno contraddittorio

 

Confische anni 2008 - 2012
Tipologia confische 2008 2009 2010 2011 2012
Confische 420 1.422 1.883 4.623 5.863
Confische definitive 673 753 956 948 1.002
Confische con destinazione 793 628 389 95 53

 

Grafico 12 - Confische anni 2008 - 2012

Confische, anni 2008 - 2012

 

Con i grafici che seguono analizziamo nel dettaglio solo i beni oggetto di confisca con provvedimento definitivo (9.820, quasi il 10% dei beni presenti in banca dati), che assumono una importanza particolare perché sono ancora giacenti negli Uffici Giudiziari presso le sezioni delle misure di prevenzione.
Si tratta cioè dei beni, in particolare gli immobili e le aziende, che dovrebbero essere interessati dai prossimi decreti di destinazione, e che quindi in teoria stanno per arrivare alla fase finale di tutto l’iter dei sequestri e delle confische; l’Amministrazione della Giustizia ha deciso, emanando la confisca definitiva, che possono essere utilizzati dallo Stato, entrando a far parte del suo patrimonio, o venendo assegnati a singoli enti territoriali; l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati dovrebbe poi provvedere a rendere effettivo ciò, emettendo il singolo decreto di destinazione.

Nell’insieme, comprendendo tutti i dati presenti in archivio, la tipologia del bene maggiormente sottoposto a confisca definitiva risulta essere l’immobile (3.298) seguito a breve distanza dal mobile registrato (3.097).

Beni con provvedimento di Confisca definitivo (intera Banca Dati) al 30 settembre 2012

  • Aziende: 595
  • Finanziari: 1.192
  • Immobili: 3.298
  • Mobili: 1.638
  • Mobili registrati: 3.097

 

Grafico 13 - Beni con provvedimento di Confisca definitivo (intera Banca Dati)

Beni con provvedimento di Confisca definitivo (intera Banca Dati)

 

Analizzando il numero dei beni confiscati definitivamente nel periodo 2008-2012 (vedi tabella 12), si vede come nell’anno 2011, si è avuto un gran numero di confische, ben 627, riguardanti i mobili registrati, costituiti in prevalenza da autovetture, mentre nel 2012 sono gli immobili, 586, i beni maggiormente oggetto di questo tipo di provvedimento dell’autorità giudiziaria, come avviene quasi sempre.
Nell’arco degli ultimi cinque anni, dunque, abbiamo 1.678 confische definitive riguardanti gli immobili contro 1.397 relative ai mobili registrati.
Da sottolineare il dato riguardante i beni suscettibili di essere destinati, vale a dire immobili e aziende: si passa dai 423 (338 immobili + 85 aziende) del 2010 ai 667 del 2012 (586 immobili + 81 aziende, con il dato che riguarda solo nove mesi), il che non sembra proprio giustificare la notevole diminuzione dei decreti di destinazione rilevata negli ultimi anni.

 

Beni con provvedimento di Confisca definitivo anni 2008-2012
Anni Immobile Mobile Registrato Finanziario Mobile Azienda TOTALE
2008 362 119 91 58 43 673
2009 277 79 138 219 40 753
2010 338 376 110 47 85 956
2011 115 627 131 27 48 948
2012 586 196 81 58 81 1.002
TOTALI 1.678 1.397 551 409 297 4.332

 

Grafico 14 - Beni con provvedimento di Confisca definitivo anni 2008-2012

Beni con provvedimento di Confisca definitivo (anni 2008-2012)

 

Beni destinati

I beni confiscati in via definitiva appartenenti alle tipologie degli immobili e delle aziende vengono destinati allo Stato e ai singoli enti territoriali come i Comuni (in grande prevalenza), le Province e le Regioni per essere utilizzati secondo diverse finalità di cui si dirà più avanti.
Il dato è aggiornato al 30 settembre 2012 come il resto della Banca Dati, nonostante che tuttora il sistema non sia alimentato direttamente dall’amministrazione competente alla emanazione dei decreti di destinazione, l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati, come invece avviene per il resto della rilevazione da parte dei vari Uffici Giudiziari (Tribunali, Corti di Appello). Come già detto, l’Agenzia provvede semplicemente a trasmettere l’elenco dei decreti di destinazione al Ministero della Giustizia, con tutti i limiti e gli inconvenienti che questo sistema comporta.

Il grafico mostra che mentre nel 2008 si è avuto un notevole numero, 711, di beni confiscati e destinati ai Comuni (essendo l’ente prevalente usiamo da qui in avanti questa definizione per semplificare), dal 2009 in poi questo valore è diminuito di anno in anno in maniera sensibile, tanto da registrare solo 42 beni destinati nel 2011.
Negli anni dal 1999 al 2007 la media si era mantenuta sempre ben al di sopra dei cento beni, arrivando fino alle cifre record appunto del 2008, con 711 destinazioni, e del 2009, con 562.
Lo stesso andamento si è avuto anche per i beni mantenuti allo Stato, anche se in questo caso si è avuta una cifra record nel 2010, con 118 destinazioni, per poi scendere a meno della metà, 53, nel 2011.
Il totale di 95 destinazioni per l’anno 2011 (che è l’ultimo considerato per intero) segnala una forte diminuzione nella assegnazione e destinazione dei beni confiscati che ci riporta addirittura al 1997, ultimo anno in cui era stato rilevato un valore inferiore ai cento beni destinati, 62 per l’esattezza.

 

Numero dei beni confiscati con destinazione (anni 2008-2012)
Anni COMUNI STATO TOTALE
2008 711 82 793
2009 562 66 628
2010 271 118 389
2011 42 53 95
2012 43 10 53

 

Grafico 15 - Numero dei beni confiscati con destinazione (anni 2008 - 2012)

Numero dei beni confiscati con destinazione (2008-2012)

 

Per quanto riguarda il grafico che segue, il n. 16, è da segnalare la continua inadempienza  dell’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati che in molti casi non riporta la stima del valore dei beni destinati da quando tale adempimento è diventato di sua competenza, vale a dire dal 31 marzo 2010 in poi.
Gli oltre 160milioni di euro del 2008 sono comunque riferiti a ben 793 beni destinati, dato record degli ultimi anni. Nel 2009 infatti i beni giunti al decreto di destinazione sono scesi a 628, nel 2010 a 389, nel 2011 addirittura a 95, come già detto; di conseguenza anche il valore totale, sia pur parziale, tende a scendere.
Ma certo basta fare un breve conteggio sul valore medio, e si vede come i dati più recenti siano incompleti proprio perché non vengono comunicati:

  • nel 2008 dividendo i 161milioni di euro per i 793 beni abbiamo un valore medio di circa 203mila euro; nel 2010 si scende già a 141mila, nel 2011 addirittura a 85mila; non parliamo poi del 2012 che, pur se parziale, arriva a malapena a un valore di 21mila euro a bene.

 

Valore dei beni confiscati con destinazione (in Euro)
Anni COMUNI STATO TOTALE
2008 120.939.212 40.681.703 161.620.915
2009 90.754.088 17.059.900 107.813.988
2010 32.864.608 22.272.970 55.137.578
2011 1.705.984 6.381.200 8.087.184
2012 1.081.994 99.000 1.117.994

 

Grafico 16 - Valore dei beni confiscati con destinazione (in Euro)

Valore dei beni confiscati con destinazione

 

Quanto appena detto è confermato dal dato riguardante l’indicazione della somma totale del valore dei beni destinati presenti in Banca Dati tra il 2008 e il 2012. Il grafico che segue mostra chiaramente come dal 2008, quando si sono destinati 793 beni per un valore superiore ai 161 milioni di euro, si scenda poi a cifre decisamente inferiori.

Valore in Euro dei Beni Destinati, riepilogo (in Euro)

  • 2008: 161.620.915
  • 2009: 107.813.988
  • 2010: 55.137.578
  • 2011: 8.087.184
  • 2012: 1.117.994

 

Grafico 17 - Valore in Euro dei Beni Destinati, riepilogo (in Euro)

Valore dei Beni Destinati (in Euro)

 

Va fatto altresì presente, come già ricordato, che l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati ha ritenuto di apportare alcune modifiche sostanziali nelle assegnazioni dei beni, i quali vengono destinati:

  • a seguito di una manifestazione d’interesse che descriva un’idea-progetto sulla loro destinazione;
  • liberi da criticità o con gravami consapevolmente accettati.

Questa procedura appare più funzionale e dovrebbe evitare inutili provvedimenti di revoca e successiva riassegnazione dei beni. Tuttavia, come già sottolineato (vedi pag. 19), appare evidente il forte calo dei provvedimenti di destinazione.


Utilizzo dei Beni mantenuti allo Stato

I beni mantenuti allo Stato, come si evince chiaramente dai grafici che seguono, sono in grande prevalenza costituti da quelli utilizzati per motivi di Ordine Pubblico, ben 536 (il 70,8%) sui 757 interessati da questa classificazione. Al secondo posto con 148 beni (il 20%) troviamo la voce Altro che comprende quelli destinati all’affitto, alla vendita e alla messa in liquidazione (vedi tabella 17 in allegato).

Beni destinati allo Stato (intera Banca Dati)
Finalità Numero dei Beni Valore
Ordine Pubblico 536 136.131.838
Altro 148 17.840.767
Protezione Civile 65 10.501.721
Giustizia 8 5.521.874
TOTALE 757 169.996.200

 

Grafico 18 - Beni destinati allo Stato (intera Banca Dati)

Beni destinati allo Stato (intera Banca Dati)

 

Il dettaglio del periodo dal 2008 ad oggi (dati aggiornati al 30 settembre 2012) vede un incremento nei beni assegnati alla Protezione Civile. E’ da specificare che la voce Ordine Pubblico (172 assegnazioni) comprende le destinazioni all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, mentre per Protezione Civile (64 assegnazioni) si intendono i beni destinati ai Vigili del Fuoco, alla Croce Rossa e al Corpo Forestale dello Stato; questa suddivisione è stata creata tenendo presente che i corpi citati fanno parte del Servizio Nazionale di Protezione Civile.

 

Beni destinati allo Stato 2008-2012
Finalità Numero dei Beni Valore
Ordine Pubblico 172 61.179.946
Altro 91 10.328.656
Protezione Civile 64 10.470.734
Giustizia 2 4.515.439
TOTALE 329 86.494.774

 

Grafico 19 - Beni destinati allo Stato 2008-2012

Beni destinati allo Stato (2008-2012)

 

Utilizzo dei Beni destinati ai Comuni

Il grafico sottostante mostra la suddivisione dei beni immobili confiscati e destinati ai Comuni secondo due diverse destinazioni:

  • Finalità istituzionali;
  • Scopi sociali.

Come si evince chiaramente dal grafico sottostante i beni immobili, assegnati ai Comuni e ubicati nei loro territori sono per lo più destinati a scopi sociali a dimostrazione delle necessità delle amministrazioni locali a risolvere, grazie alle innumerevoli richieste provenienti dal mondo delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni e delle cooperative sociali, le crescenti difficoltà finanziarie ed organizzative nell’ambito dell’assistenza sociale.

Comuni, utilizzo dei Beni Immobili (intera Banca Dati)
Destinazioni Beni Percentuale
Finalità Istituzionali 1.421 37
Scopi Sociali 2.471 63
TOTALI 3.892 100

 

Grafico 20 - Comuni, utilizzo dei Beni Immobili (intera Banca Dati)

Comuni, utilizzo dei Beni Immobili (intera Banca Dati)

 

Sotto finalità istituzionali sono raggruppate le seguenti voci:
Emergenza abitativa; Canili; Depositi; Discariche; Parcheggi; Scuole; Sede Vigili Urbani; Uffici Comunali; Uffici Giudiziari; Altro.

Comuni e Beni Immobili destinati a finalità istituzionali
2008-2012
Utilizzo 2008 2009 2010 2011 2012 TOTALE
Emergenze abitative 96 69 30 4 3 202
Uffici comunali 71 37 24 3 9 144
Altro 27 28 23 8 5 91
Depositi 19 23 8 1 0 51
Infrastrutture 13 8 7 4 0 32
Canili 7 12 6 0 0 25
Scuole 7 4 5 0 1 17
Sede Vigili Urbani 3 6 2 0 0 11
Uffici giudiziari 3 1 1 0 1 6
TOTALE 246 188 106 20 19 579

 

Grafico 21 - Comuni e Beni Immobili destinati a finalità istituzionali 2008-2012

Comuni, Beni Immobili destinati a
finalità istituzionali, 2008-2012

 

Sotto Scopi sociali sono raggruppate le seguenti voci: Area destinata a utilità sociali; Area destinata a verde pubblico; Centro per attività sportive; Centro per minori; Centro per tossicodipendenti; Centro per famiglie; Centro per anziani; Parco giochi; Sede associazioni; Altro.

 

Comuni e Beni Immobili destinati a scopi sociali
2008-2012
Utilizzo 2008 2009 2010 2011 2012 TOTALE
Sede associazioni 210 188 66 12 10 486
Utilità sociali 128 119 47 5 6 305
Altro 46 27 6 0 4 83
Verde 31 8 7 1 1 48
Centro per minori 21 4 14 0 0 39
Centro per anziani 13 12 11 1 0 37
Centro per famiglie 6 9 7 1 1 24
Centro per i diversamente abili 2 1 4 2 2 11
Centro per attività sportive 5 2 3 0 0 10
Centro per tossicodipendenti 3 4 0 0 0 7
TOTALE 465 374 165 22 24 1.039

 

Grafico 22 - Comuni e Beni Immobili destinati a scopi sociali 2008-2012

Comuni, Beni Immobili destinati a scopi sociali,
2008-2012

 

Analisi dei beni immobili definitivamente confiscati

Negli anni tra il 2007 e il 2009 erano aumentati i beni con provvedimento di destinazione grazie ai risultati della lotta intrapresa dalle istituzioni contro la criminalità organizzata.
Come già detto, invece, dal 2009 in poi questo numero è ricominciato a calare:

Anno 2009: 628 Destinazioni
Anno 2010: 389 Destinazioni
Anno 2011: 95 Destinazioni
Anno 2012: 53 Destinazioni

Quel che rende perplessi è che, prendendo in esame il periodo 2008-2012, ci sono alla data del 30 settembre di quest’anno ben 1.975 beni immobili o aziende con un provvedimento di confisca definitiva (erano 1.239 al 29 febbraio 2012), e quindi in attesa di un provvedimento di destinazione.

Per quanto riguarda, invece, i 1.958 beni destinati dal 2008 ad oggi (vedi anche tabella 16 in allegato), notiamo:

  • la suddivisione geografica per area;
  • l’ubicazione per la massima parte nell’area meridionale e insulare

(ben 1.524 beni, circa il 78% del totale).

 

Provvedimenti di destinazione 2008-2012
Area geografica Numero beni Percentuale
NORD 329 17
CENTRO 105 5
SUD 726 37
ISOLE 798 41
TOTALE NAZIONALE 1.958 100

 

Grafico 23 - Provvedimenti di destinazione 2008-2012

Provvedimenti di destinazione, 2008-2012

Il dettaglio degli ultimi cinque anni, suddivisi per area geografica, evidenzia il calo del periodo più recente un po’ dovunque. E’ comunque l’area meridionale a mantenere sempre il predominio nella destinazione dei beni, con l’avvertenza che facciamo riferimento alla sede dell’ufficio giudiziario che ha emanato il procedimento e non alla esatta ubicazione geografica del bene.
In particolare nel triennio 2008-2010 Sud e Isole detengono la maggioranza schiacciante dei provvedimenti in oggetto con una percentuale sempre superiore al 76%. Nel 2011, invece, in cui il totale delle destinazioni, 95, ha avuto una forte diminuzione, Centro e Nord sembrano mostrare una tendenza all’incremento nella emanazione di questi provvedimenti raggiungendo con 37 destinazioni il 39%.

Con l’aiuto della tabella 16 in allegato possiamo notare che il distretto giudiziario di  Palermo ha raggiunto 225 destinazioni nel 2009, dopo le 200 del 2008. E, nel periodo preso in esame, è ancora il capoluogo siciliano, con 165 destinazioni nel 2010, a detenere il primato. Quindi seguono Reggio Calabria con 153 destinazioni nel 2008, Milano (114 sempre nel 2008), Napoli (92 nel 2008).
Per gli anni più recenti si segnala il distretto giudiziario di Roma che con 19 destinazioni si pone al primo posto per i provvedimenti di destinazione emanati nell’anno 2011, davanti a Napoli ferma a 15 e a Palermo scesa addirittura a 14.

 

Provvedimenti di destinazione in dettaglio 2008-2012
Area geografica 2008 2009 2010 2011 2012
NORD 150 94 56 18 11
CENTRO 35 42 8 19 1
SUD 352 182 119 36 37
ISOLE 256 310 206 22 4
totale nazionale 793 628 389 95 53

 

Grafico 24 - Provvedimenti di destinazione in dettaglio 2008-2012

Provvedimenti di destinazione in dettaglio, 2008-2012