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R.A.S.MO.RAD - Raising Awareness and Staff MObility on violent RADicalisation in Prison and Probation Services (2017)

 

Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
Ufficio del Capo del Dipartimento
Ufficio V - Coordinamento dei rapporti di cooperazione istituzionale

 


Progetto cofinanziato dalla Commissione europea con euro 256.719,85
Durata: 2 anni
Data di inizio: 1 gennaio 2017
Fine prevista: 1 gennaio 2019

In ogni sistema penitenziario è fondamentale il contrasto alla radicalizzazione che conduce all’estremismo violento. L’identificazione di buone prassi, con l’obiettivo di fornire al personale penitenziario gli strumenti, le informazioni e le risorse necessarie ad individuare i segnali della radicalizzazione e sviluppare una risposta appropriata, è rilevante nella gestione del problema. Le buone prassi possono riguardare l’amministrazione degli istituti penitenziari, la formazione del personale, la valutazione del rischio, le procedure di classificazione, l’affidabilità e responsabilità, le inchieste amministrative e le attività di polizia giudiziaria, la comunicazione, il sostegno ai servizi di culto, i programmi di riabilitazione/deradicalizzazione/disimpegno e il coinvolgimento della comunità esterna e degli stakeholder.


Obiettivo generale del progetto:

Promuovere e intensificare la cooperazione in materia penale e penitenziaria per combattere la radicalizzazione che conduce all’estremismo violento e contrastare il terrorismo, contribuendo alla protezione dei cittadini europei relativamente all’aumento delle minacce poste in essere dal terrorismo di matrice estremista.

Il progetto, nella sua prima fase, ha l’obiettivo di scambiare informazioni sull’ambiente detentivo dei paesi che aderiscono all’iniziativa progettuale, sull’organizzazione interna al carcere e il servizio di probation, per identificare tutti quegli elementi che possono interagire nel processo di radicalizzazione e gli interventi adottati per minimizzarne il rischio.
Il secondo ambito d’intervento ha come obiettivo primario lo sviluppo di una metodologia di valutazione del rischio di radicalizzazione violenta in carcere, e in seconda istanza l’elaborazione di uno strumento operativo comune e trasferibile nei paesi partner di progetto per la rilevazione, valutazione e gestione del rischio.
La terza fase lavorerà all’individuazione delle vie di fuga al processo di radicalizzazione: come costruire percorsi di deradicalizzazione per coloro che sono in carcere per reati riconducibili all’estremismo e al terrorismo.


Risultati previsti:

  1. miglioramento delle condizioni detentive nelle sezioni a regime aperto e di alta sicurezza che ospitano i detenuti condannati per reati di terrorismo; avvio di programmi di riabilitazione/deradicalizzazione/disimpegno, e potenziamento delle misure alternative alla detenzione per tali soggetti;
  2. potenziamento e rafforzamento della conoscenza del fenomeno della radicalizzazione violenta in carcere;
  3. elaborazione di uno strumento operativo per la rilevazione, valutazione e gestione del rischio e per l’avviamento di interventi mirati sui soggetti più vulnerabili nelle fasi di accoglienza, vita detentiva e scarcerazione o misura alternativa;
  4. miglioramento della comunicazione fra gli attori che partecipano alla rilevazione del fenomeno in ambiente detentivo e del probation, e dell’interazione con i referenti esterni al carcere;
  5. azione di supporto ai policy maker in tema di prevenzione della radicalizzazione in ambiente;

 

IL PROGETTO