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Pena & Territorio n.3 (2009)

Copertina del n. 2 di Pena e Territorio (2009)

SOMMARIO

REGIONE ABRUZZO
Chieti – Convenzione
“Voci di dentro” Inserimenti lavorativi per i detenuti
REGIONE EMILIA - ROMAGNA
L'immigrazione straniera in Emilia-Romagna
REGIONE LAZIO
Roma – Delibera Giunta Regionale
Osservatorio regionale permanente sulla sanità penitenziaria
REGIONE LOMBARDIA
Deliberazione n. VII/ 09502    seduta del 27 maggio 2009
Milano : i detenuti delle carceri di Opera e Bollate  impegnati nella pulizia del fiume Gura
Milano: detenuti di Bollate e computers  rigenerati
Milano Casa di Reclusione di Opera
Giornata di studio “Agricoltura sociale  e detenzione. Un percorso di futuro”
Milano “Navigare verso l’Expo” : sui Navigli il buon lavoro dei detenuti del carcere di Opera
REGIONE MARCHE
“Osservatorio Regionale Marche sulla Popolazione in misura alternativa alla detenzione” - Report
REGIONE PUGLIA
Trani – Convenzione
Attività produttiva
Provveditorato Regionale di Bari – Protocolli d’Intesa
AREA MINORI
Linee guida per il sistema di formazione e lavoro rivolto a minorenni e giovani adulti sottoposti a provvedimenti  dell’Autorità Giudiziaria penale minorile
MANIFESTAZIONI
Napoli – Concorso letterario
Roma - Dibattiti sul carcere e concerto musicale
Venezia  - “Mediterraneo” opera teatrale
SEMINARI
Roma  - Programma “Leonardo da Vinci”   
Progetto “T.I.N. - TOOLS IN NETWORK”
Roma – Congresso “Sanit”,  6° Forum  Internazionale della Salute
PUBBLICAZIONI
“Un carcere nel pallone” di Francesco Ceniti, Laruffa Editore, 2008
Roma - Congresso “Sanit”,  6° Forum  Internazionale della Salute

REGIONE ABRUZZO

Chieti – Convenzione
“Voci di dentro” Inserimenti lavorativi per i detenuti

Nuovi  sbocchi lavorativi per i detenuti  della Casa Circondariale di Chieti in virtù di una Convenzione, siglata tra l’Associazione di volontariato “Voci di dentro” e l’Ufficio dell’  Esecuzione Penale Esterna di Pescara, Chieti e Teramo, che prevede:

  • di promuovere  azioni concordi di sensibilizzazione nei confronti della comunità locale rispetto alle persone in esecuzione di pena;
  • di favorire la conoscenza e lo sviluppo di attività riparative a favore della collettività;
  • di  sviluppare  la costituzione di una rete di risorse che accolgano gli affidati che hanno aderito ad un progetto riparativo.

Dal  mese di luglio 2009  un detenuto ammesso al lavoro all’esterno, che usufruisce di una borsa  lavoro messa a disposizione dal Comune di Chieti,  ha iniziato a collaborare (presso la redazione  locale dell’omonimo periodico curato dalla stessa associazione) alla ricerca di notizie, alla stesura dei testi ed alla produzione di materiale  fotografico. Si prevede che in virtù della predetta convenzione , in un prossimo futuro possano essere impegnati nella redazione  soggetti in misura alternativa.

REGIONE EMILIA - ROMAGNA

L'immigrazione straniera in Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha  presentato il nono rapporto sull´immigrazione straniera nella regione dal 2007, volume edito da CLUEB (Cooperativa Libraria Universitaria Editrice Bologna).
Dall’indagine risulta che nel corso del 2007 la popolazione straniera residente ha raggiunto le 365.720 unità, pari all’ 8,6% della popolazione. Il continuo aumento dell’immigrazione incide soprattutto sulla popolazione in età giovanile: i bambini stranieri rappresentano l’ 11,05% degli iscritti nelle scuole della regione.
Il mercato del lavoro costituisce il motore primario dell’immigrazione ma l’incremento dei ricongiungimenti familiari e la nascita di bambini con genitori stranieri indicano una crescente stabilità sul territorio.
Di seguito si riporta l’introduzione alla pubblicazione curata da Anna Maria Dapporto -Assessore alla Promozione delle politiche sociali e di quelle educative per l’infanzia e l’adolescenza. Politiche per l’immigrazione. Sviluppo del volontariato, dell’associazionismo e del terzo settore.

“Questo rapporto dimostra come il motore dell'immigrazione sia costituito dal mercato del lavoro che, in Emilia-Romagna (almeno fino al 2007), agli effetti della sostanziale piena occupazione che vi si è registrata, somma gli effetti del calo demografico degli ultimi decenni.
La Regione Emilia-Romagna sta proseguendo nel suo impianto di programmazione delle politiche di integrazione sociale iniziato già nel 2000.
La legge regionale n. 5 del 24 marzo 2004 è stata la prima in Italia dopo la riforma del Titolo V della Costituzione.
In seguito all’approvazione della legge regionale sono state attuate azioni su più fronti: dagli sportelli informativi alle attività di informazione culturale e interculturale,dalle reti regionali per i richiedenti asilo, per la lotta alla tratta e contro le discriminazioni su base etnica, alla promozione di forme di rappresentanza dei cittadini stranieri e  all’attività di mediazione interculturale.
A queste azioni occorre aggiungere due strumenti fondamentali previsti dalla legge regionale per l’immigrazione: la Consulta regionale per l’integrazione sociale e il Programma triennale 2006/2008 per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri. La Consulta (della quale si è definito anche un comitato esecutivo) risponde alla necessità di avere una programmazione condivisa delle politiche per l’immigrazione tra Istituzioni, rappresentanti degli immigrati (due per provincia), associazioni di categoria, sindacati e Terzo settore. Il Programma triennale detta le linee d’azione per il triennio, puntando ad una convergenza tra politiche di diversi settori (casa, istruzione, sanità, sociale, lavoro,trasporti, cultura). L’integrazione si realizza a partire dalle scelte prese in sede istituzionale, affrontando le questioni in modo complessivo e non singolarmente, proprio perché come ricordavo sopra, il fenomeno migratorio coinvolge tutti i settori della società. Alla fine del 2008 l’Assemblea Legislativa regionale ha approvato il secondo programma triennale che avrà valenza dal 2009 al 2011, individuando tre grandi priorità:
l’alfabetizzazione, la mediazione interculturale (ma anche dei conflitti) ed il contrasto alla discriminazione su base etnica.
Quindi per la prima volta in questa legislatura, l’immigrazione è entrata stabilmente ed  in modo strutturale nelle politiche di programmazione della Regione.
La ricaduta di queste politiche sul territorio è stata analizzata attraverso la realizzazione del terzo rapporto di monitoraggio dei 38 Piani di Zona sociali per l’immigrazione (giugno 2008), in cui è stato possibile valutare quanto i territori hanno recepito della programmazione regionale e quanto si sono impegnati in termini di risorse.
Purtroppo nel 2008 è intervenuta una decurtazione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali dopo quella avvenuta nel 2005; lo sforzo finanziario della Regione e degli Enti locali dovrà sicuramente tener conto nei prossimi anni  di  un fenomeno che assumerà dimensioni crescenti.
La vera novità degli ultimi anni è costituita dal fatto che gli immigrati sono sempre più, ed in maniera crescente, utenti dei servizi di welfare della nostra regione: non soltanto nel campo delle politiche sociali, ma anche di quelle sanitarie, scolastiche, lavorative, abitative, ecc; in tutti questi settori l’utenza immigrata dei servizi risulta significativa.
È questo un dato importante che sottolinea ancora una volta il radicamento del fenomeno migratorio, ma che di per sé non rappresenta automaticamente un indicatore del successo delle politiche di integrazione: per questo il nostro sforzo dovrà proseguire negli anni futuri.
Occorre però anche tener conto che significativo è il gettito fiscale dei lavoratori stranieri ed il loro apporto contributivo all’Inps: questi aspetti (spesso sottaciuti) controbilanciano ampiamente la spesa in termini di servizi di welfare.
È anche per questo motivo che l’immigrazione, come ribadito da più parti, rappresenta una risorsa per la nostra comunità, una possibilità di crescita e di arricchimento per tutti, nell’ambito di un quadro di regole condivise.”

REGIONE LAZIO

Roma – Delibera Giunta Regionale
Osservatorio regionale permanente sulla sanità penitenziaria

Il 14 settembre 2009 si è riunito per la prima volta l'Osservatorio regionale permanente sulla sanità penitenziaria  del Lazio, istituito il 13 marzo 2009 con D.G. n. 137.
La creazione  dell’organismo è stata caldeggiata dal Garante dei Detenuti del Lazio Angiolo Marroni   come  strumento utile per valutare  l'efficacia degli interventi a tutela della salute dei detenuti, degli internati e dei minorenni sottoposti a provvedimenti penali alla luce del recente passaggio della sanità penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale. 
L’Osservatorio è  costituito dal Dirigente dell'Area programmazione della Rete dei Servizi nell'area dei soggetti deboli, da un delegato del Presidente della Regione, dal Garante dei Detenuti della Regione Lazio, da un rappresentante del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione penitenziaria del Lazio, da un esponente  del Centro per la Giustizia Minorile del Lazio, da un esperto di assistenza sanitaria in ambito penitenziario facente parte del Forum permanente per la sanita' penitenziaria, dai referenti delle AA.SS.LL. Roma B, Roma D  e  Viterbo,   da un esponente delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
 Detto Osservatorio riferirà su avvenimenti di interesse sanitario o sulle  problematiche riguardanti gli Istituti penitenziarii del territorio o l'area penale esterna allo scopo di fornire al coordinamento di cui sopra elementi utili per migliorare l'assistenza sanitaria dei detenuti.

REGIONE LOMBARDIA

La Regione Lombardia ha recentemente recepito, con atto legislativo, le linee guida approvate dalla Commissione Nazionale Consultiva  e di Coordinamento  per i rapporti con le Regioni, gli Enti Locali ed il Volontariato in data 19.3.2008 riguardanti l’inclusione sociale delle persone sottoposte a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
Si riporta, qui di seguito, il testo integrale dell’atto.
DELIBERAZIONE n. VII/ 09502  seduta del 27 maggio 2009

Milano: i detenuti delle carceri di Opera e Bollate  impegnati nella pulizia del fiume Gura

A seguito di un accordo tra Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria, Regione Lombardia e Assessorato Protezione Civile, 72 detenuti (68 uomini e 4 donne) delle due Case di Reclusione milanesi (Opera e Bollate), per tutta la giornata di Ferragosto,  insieme ai volontari della Protezione Civile, sono stati impiegati  per la pulizia delle sponde del  fiume Gura nei comuni di Masate e  Basiano.
Fin dalla mattina  i detenuti, alcuni in regime di lavoro all’esterno ed altri in permesso premio, si sono dedicati alla pulizia delle rive, mentre le rispettive  famiglie presenti all’evento  hanno partecipato ad esercitazioni e simulazioni di soccorso organizzate dalla Protezione Civile.

Milano: detenuti di Bollate e computers rigenerati 
 
Nuove opportunità di reinserimento per i detenuti di Bollate, il carcere alle porte di Milano: é questa la finalità dell’incontro avvenuto tra la direttrice dell’Istituto penitenziario, Lucia Castellano, e la cooperativa sociale Retech Life Onlus.
Quest’ultima  rappresenta un nuovo modello di impresa  che si basa su un diverso approccio alla tematiche   ambientali: vengono rigenerati migliaia di computers dismessi da grandi aziende per poi destinarli a scuole, imprese sociali od inviati a Paesi in via di sviluppo.
Dal 2006, anno di fondazione, a oggi, grazie all’impiego di 15 persone che lavorano ogni giorno,  sono più di 178 mila le apparecchiature informatiche movimentate da Retech life.
 Retech life costituisce un perfetto esempio di integrazione fra impresa sociale ed impegno ambientale.
 A questo modello di integrazione guarda il mondo carcerario di Milano e della Lombardia, per offrire una reale opportunità di reinserimento nel mondo del lavoro alla popolazione detenuta .

Milano: Giornata di studio “Agricoltura sociale  e detenzione. Un percorso di futuro”

Il 30 settembre 2009 si è svolta, presso la Casa di Reclusione di Milano Opera, una giornata di studio a carattere seminariale. 
Nel corso dell’evento sono stati esaminati i risultati di due indagini conoscitive  svolte nell’ambito del progetto “Agricoltura sociale e detenzione. Un percorso di futuro” finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute  e delle Politiche Sociali ai sensi dell’art. 12, lett. f) Legge n. 383/2000. Annualità 2007.
Dette indagini  riguardano , una il patrimonio agricolo degli Istituti penitenziarii ed il loro utilizzo, l’altra le aziende agricole e le cooperative sociali che impiegano detenuti ed ex detenuti.
Entrambe le ricerche  mirano ad approfondire la specificità e l’efficacia  del lavoro agricolo e di trasformazione alimentare ai fini del trattamento dei detenuti.
Nel corso dei lavori è stato proiettato un video – documentario realizzato presso alcuni Istituti penitenziarii che svolgono attività agricole e sono state raccolte testimonianze  ed esperienze di detenuti ed operatori.

Milano: “Navigare verso l’Expo”. Sui Navigli il buon lavoro dei detenuti del carcere di Opera

Nell’ambito del Progetto “NAVIGARE VERSO L’EXPO” vincitore del bando “Expo dei territori verso il 2015” promosso dalla Provincia di Milano e da Milano Metropoli, si è svolta l’iniziativa “L’estate sui navigli” realizzata dalla Casa di Reclusione di Milano Opera che ha proposto una serie di manifestazioni conclusesi il 20 settembre u.s. con la rappresentazione teatrale “I luoghi dell’altro” a cura della compagnia teatrale Opera Liquida (costituita da attori-detenuti  della Casa di Reclusione Milano Opera ) che per la prima volta ha varcato i cancelli del carcere, per irrompere  nel bel mezzo della movida milanese.
Tra le iniziative che ha visto partecipe la Casa di Reclusione di Opera sono inoltre da segnalare :
• l’allestimento di uno stand a cura della  Cooperativa Opera in Fiore, partner del progetto, che ha esposto e distribuito i prodotti ortofrutticoli provenienti dalle serre del Carcere di Opera, coltivati dagli stessi detenuti e offerti da un gruppo di detenuti del reparto di alta sorveglianza, che per l’occasione hanno beneficiato di uno speciale permesso.
• “AISCRIM – Prigionieri del gusto”, la gelateria pensata da Job Inside per la promozione del lavoro in carcere, che propone  gelati naturali realizzati presso il laboratorio di produzione artigianale della Casa di Reclusione di Opera. Aiscrim è stato reso possibile grazie al sostegno di realtà leader del settore che hanno messo a disposizione la propria professionalità ed esperienza offrendo attrezzature e corsi di formazione professionale e fornendo materie prime selezionate italiane.
•  uno spettacolo teatrale allestito presso una piattaforma galleggiante senza fondale ( misura 12x5)  sull’Alzaia Naviglio Grande;
• la proiezione di Dvd riguardanti le attività lavorative e trattamentali   realizzate all’interno della Casa di Reclusione nell’ultimo periodo.


REGIONE MARCHE

“Osservatorio Regionale Marche sulla popolazione in misura alternativa alla detenzione” - Report

Nel settembre 2007 è stato avviato in via sperimentale, presso l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria delle Marche, l’ “Osservatorio Regionale Marche sulla Popolazione in Misura Alternativa alla Detenzione” .
L’iniziativa è nata  dall’esigenza di acquisire , in maniera sistematica, dati ed informazioni  significative sulle caratteristiche  della popolazione sottoposta alle misure alternative alla detenzione nella Regione Marche;   l’Osservatorio costituisce un mezzo di approfondimento delle problematiche socio-penitenziarie del territorio marchigiano, ed uno spunto di riflessione  per favorire sinergie tra i principali attori istituzionali e non, nella prospettiva di una più efficace territorializzazione della pena.

Obiettivi specifici del progetto sono :

•  la costituzione di  una banca dati informatizzata che consenta un costante monitoraggio della realtà dell’esecuzione penale esterna nella Regione Marche;
• l’emersione,  dall’analisi puntuale delle condizioni socio-anagrafiche e giuridiche delle persone in esecuzione penale esterna, dei nuovi bisogni di intervento per il reinserimento sociale;
• la verifica della   rispondenza delle politiche locali e regionali ai bisogni di integrazione e  di reinserimento sociale dei soggetti sottoposti a regimi alternativi alla  detenzione;
• una  maggiore visibilità, al di fuori del circuito penitenziario, alle problematiche socio- familiari dei condannati in esecuzione penale esterna.

I risultati della ricerca potranno essere utilizzati per promuovere delle iniziative “in rete” con le Istituzioni della  Regione e con gli altri Enti, Associazioni  ed Organismi che operano nel  territorio, al fine di individuare e realizzare idonei interventi trattamentali nonché attività di prevenzione e/o riduzione della recidiva, tenuto conto, naturalmente, del vigente quadro normativo nazionale e regionale.
 In particolare, si fa riferimento  alla legge 328/2000 “Sistema integrato di interventi e servizi sociali”- piani di zona- ed alla legge regionale Marche n. 28/2008 “Sistema regionale integrato degli interventi a favore dei soggetti adulti e minorenni sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria ed a favore degli ex detenuti”, che promuove interventi per il recupero ed il reinserimento sociale delle persone ristrette negli Istituti penitenziarii o in esecuzione penale esterna nonchè dei minorenni sottoposti a procedimento penale, allo scopo di favorire il minor ricorso possibile alle misure privative della libertà.
La prima parte del Report, dopo una breve presentazione del progetto, illustra le modalità di conduzione della ricerca e  le finalità.
La seconda parte è dedicata all’analisi dei dati acquisiti attraverso la compilazione di una “scheda utente” elettronica.
L’attività dell’Osservatorio  è continua ed i risultati del prossimo report  saranno messi a confronto con gli interventi posti in essere  a favore  dei soggetti in esecuzione penale esterna  al fine di  individuarne l’efficacia od  eventuali  criticità che  ostacolano il  percorso di reinserimento sociale. Al contempo si svilupperà la capacità progettuale  degli UEPE  in materia di inclusione sociale e di prevenzione della recidiva.

REGIONE PUGLIA

Trani – Convenzione Attività produttiva

Il 27 aprile 2009 è stata sottoscritta una Convenzione tra la Direzione della Casa di Reclusione femminile di Trani e la Cooperativa “Officina creativa”per l’istituzione di  un laboratorio di produzione  di capi di abbigliamento e/o accessori da destinare alla commercializzazione.
Inizialmente saranno impiegate due detenute, ma  l’obiettivo è quello di incrementarne man mano il numero.
La Convenzione prevede che  l’Istituto penitenziario conceda in comodato gratuito l’utilizzo dei locali e macchinari della ex sartoria, mentre la  Cooperativa si impegna, fra l’altro :

•  ad attrezzare gli spazi  nel rispetto della normativa in materia
•  a predisporre il piano per l'igiene e sicurezza sul posto di lavoro ai sensi  del D.Lvo n. 81/2008
•  ad utilizzare diligentemente  i locali e le  attrezzature in modo da evitare danni;
•  a restituire locali ed attrezzature, allo scadere della convenzione, nelle condizioni in cui sono stati  consegnati senza diritto ad alcun rimborso per eventuali migliorie apportate;
• ad assicurare , a mezzo di proprio personale, idonea formazione ai detenuti da ammettere nelle attività lavorative;
•  ad avviare formalmente all'attività le detenute risultate idonee al termine della formazione;
• ad individuare personale qualificato che sovrintenda alle lavorazioni;
• ad assicurare il rispetto della normativa assistenziale, assicurativa e previdenziale;
• a far fronte  alle spese di energia elettrica;
•  a comunicare alla Direzione il numero delle giornate lavorative e l'orario effettuato dalle detenute, nonchè l'ammontare dello sgravio contributivo e  del credito d'imposta ai sensi della legge 193/2000 (Smuraglia).

Spetterà alla Direzione individuare le detenute da inserire in tale attività attraverso le liste di avviamento al lavoro previste dall’art.20 O.P.
La Convenzione ha la durata di 36 mesi ed è tacitamente rinnovabile per ugual periodo, salvo contraria volontà delle parti.

Provveditorato Regionale di Bari – Protocolli d’Intesa

L’UEPE di Foggia, il 29 aprile del 2009,  ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’associazione di volontariato “ Superamento Handicap” di San Severo (FG). L’accordo è finalizzato alla costituzione di  una rete di accoglienza  per  persone in esecuzione penale esterna o in affidamento in prova al servizio sociale che  svolgono attività a favore della collettività,  aderendo ad un progetto riparativo del danno (art. 47 ter, comma n.7 O. P.) .

L’UEPE di Bari ha sottoscritto, in data 27 gennaio 2009, un protocollo d’intesa con la Fondazione Giovanni Paolo II  per lo svolgimento, da parte di soggetti in misura alternativa, di attività di giustizia riparativa,all’interno dei Centri di Ascolto per le famiglie che il predetto ente gestisce  all’interno delle circoscrizioni di Bari S. Paolo Stanic e Japigia -Torre a Mare.

L’UEPE di Taranto ha sottoscritto, il 27 gennaio 2009,  un protocollo d’intesa con la cooperativa “La Serena”, finalizzato alla realizzazione di un corso di formazione professionale per condannati, nell’ambito della misura 1 (“Reintegrazione nel mercato del lavoro di ex detenuti ed ex tossicodipendenti attraverso attività di formazione, orientamento, stage ed inserimento lavorativo) del progetto “INTRAMURGIA”  del PIT n.4 (bando regione Puglia “ Patti per l’inclusione sociale, la legalità e la sicurezza”), finanziato con delibera CIPE n.26/2003.

AREA MINORI

Linee guida per il sistema di formazione e lavoro rivolto a minorenni e giovani adulti sottoposti a provvedimenti  dell’autorità giudiziaria penale minorile

Il documento [...] elaborato dalla Direzione generale per l'attuazione dei provvedimenti giudiziari - Dipartimento giustizia minorile, rappresenta un  punto di riferimento culturale, metodologico e procedurale per la progettazione e la gestione di interventi sistemici di formazione professionale e di inserimento sociale e lavorativo.


MANIFESTAZIONI

Napoli – Concorso letterario

Il 25 maggio 2009, si è svolta presso il Centro Penitenziario di Secondigliano, la cerimonia di premiazione del I° Concorso Letterario “Sorgente Educativa” bandito dall’Ufficio Esecuzione Penale Esterna del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania   congiuntamente al Centro per la Giustizia Minorile per la Campania, all’Ufficio Scolastico Regionale ed alla Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli.
L’iniziativa ha  coinvolto  soggetti in esecuzione penale, adulti e minori, che hanno prodotto racconti basati sulla seguenti tracce: “Se potessi scrivere la mia vita…” e “Sono sicuro che un giorno avverrà…”.

Gli elaborati sono stati inviati in forma anonima  ad una Commissione composta da studenti ed insegnanti di Scuole Superiori della Campania.
E’ stata scelta una giuria composta soprattutto da ragazzi perché è importante cominciare da questi ultimi per superare  gli stereotipi ed abbattere le paure  legate  alla scarsa conoscenza di  una realtà complessa come quella carceraria,   sensibilizzandoli  sui temi del disagio sociale, della devianza, delle droghe.
Gli scritti sono stati  premiati con il simbolo della chiave, d’oro per i primi classificati, d’argento per gli altri.

Hanno partecipato al Concorso 127 candidati e durante la premiazione alcuni attori, particolarmente sensibili alle tematiche giovanili e del disagio sociale, hanno offerto il proprio contributo leggendo gli elaborati prescelti.

Roma - Dibattiti sul carcere e concerto musicale 
 
Il 23 e 24 luglio si sono tenuti, nell’ambito della rassegna “I solisti del teatro 2009”, presso i Giardini della Filarmonica Romana, due dibattiti organizzati dalla Associazione Antigone e dalla Casa della Legalità della Presidenza della Regione Lazio.
Durante l’incontro dal titolo “Essere detenuto in Italia: due esperienze al confronto”, è stato presentato il sesto Rapporto nazionale sulle carceri italiane curato da Antigone.
Alla fine del dibattito, si è tenuto uno spettacolo della band romana dei “Presi Per Caso”, nata all’interno del carcere di Rebibbia, con canzoni, gags e monologhi tratti dagli ultimi spettacoli realizzati.
Questa anomala compagnia di musicisti e attori, nata più di dieci anni fa dentro le mura del penitenziario di Rebibbia, ha portato “fuori”, nella “società dei liberi” il racconto di “quelli che stanno dentro”.
La grande novità che ha decretato la riuscita artistica e sociale di questo progetto è la dose massiccia di ironia, sarcasmo, ferocia con le quali  il carcere e la condizione carceraria vengono raccontate.  Si tratta di spettacoli accompagnati da  musica trascinante, a volte amara, e costituiti da testi pungenti, irridenti, spesso irresistibilmente comici ove viene bandita ogni sorta di autocommiserazione o piagnisteo.
Il 24 luglio, con il dibattito intitolato “Il volontariato in carcere” si è discusso dell’importante ruolo svolto   dalle  associazioni di volontariato che operano nei penitenziari romani.

Venezia  - “Mediterraneo” opera teatrale 
 
La compagnia “Teatro stabile assai” di Roma Rebibbia ha rappresentato, il 13 settembre 2009 a Campolongo Maggiore (Ve), l’opera “Mediterraneo”.

“Mediterraneo” è uno spettacolo scritto da Antonio Turco, Gianfranco Santucci e Gaetano Campo con la regia di Caterina Venturini e con la collaborazione alla sceneggiatura di Patrizia Spagnoli e Daniele Arzenta, che la Compagnia Stabile Assai dedica al tema della interculturalità.
 Un tema profondamente sentito all’interno dei penitenziari, dove la convivenza tra le varie etnie passa attraverso un percorso culturale di reciproca accettazione di usi e costumi. Il Mediterraneo rappresenta un “contenitore simbolico” dove magrebini e siciliani, napoletani e salentini, arabi e slavi ritrovano una identità unitaria.
Quadri scenici e canzoni della tradizione popolare si intersecano in un testo inedito in cui si fondono le atmosfere carcerarie a quelle dei ricordi delle terre da cui provengono gli stessi detenuti Lo spettacolo è stato messo in scena in anteprima il 9 luglio presso lo spazio teatrale della Casa di Reclusione di Rebibbia.


SEMINARI

Roma  Programma “Leonardo da Vinci”. Progetto “T.I.N. - TOOLS IN NETWORK”

Il 9 Settembre 2009 si è tenuto a Roma il Seminario finale del Progetto di ricerca-azione “Tools In Network (T.I.N.)”, finanziato attraverso il Programma Europeo Leonardo da Vinci (ISFOL - Ministeri del Lavoro e dell’Istruzione.
Sono stati coinvolti nel Progetto , oltre al Dipartimento Giustizia Minorile (Uff. Studi, Ricerche e Attività Internazionali), in qualità di Ente capofila,  l’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali (I.P.R.S.), il Cras Onlus (Italia), l’Istituto per la Risoluzione del Conflitto (Bulgaria), Il Christian Youth Village Foundation of Germany (CJD) (Germania), la Riga City Mission (Lettonia), la Fondazione O’Belen (Spagna).
Per l’Italia hanno partecipato alla sperimentazione il Centro Giustizia Minorile di Roma,  gli Uffici di Servizio Sociale Minorile di Roma e Latina (sez. staccata di Roma), la Caritas e l’Ufficio di mediazione e conciliazione di Latina.
Il progetto si è posto, tra gli obiettivi, quello di  approfondire  la tematica della  mediazione penale (in termini teorici e metodologici) nei paesi partners per poi  sviluppare, in via sperimentale,  una piattaforma on line sulla mediazione penale, attraverso l’analisi e la condivisione dei contenuti e delle tecniche di mediazione.
Tale sperimentazione, in Italia è stata realizzata a Latina, in collaborazione con l’Ufficio di Servizio Sociale e con l’Ufficio di mediazione e conciliazione, che costituisce  espressione perfetta del c.d.  welfare-mix,  includendo operatori della Giustizia Minorile, degli Enti Locali, del privato-sociale e delle libere professioni. L’esperienza del progetto T.I.N. sarà utilizzata per condividere documenti ed informazioni, strategie d’intervento e strumenti operativi sul tema della mediazione. Si è perseguito, inoltre, l’obiettivo di analizzare, comparare e definire percorsi comuni nel campo della giustizia riparativa, nonché di ripensare al ruolo del mediatore penale anche al fine di strutturare, insieme agli Enti preposti, un percorso professionale nuovo e specificamente delineato.


PUBBLICAZIONI

“Un carcere nel pallone” di Francesco Ceniti, Laruffa Editore, 2008

E’ stato  presentato l’11 maggio 2009 a Milano, presso la Sala Pirelli della Regione Lombardia, il libro “Un carcere nel pallone” da Francesco Ceniti, con prefazione del compianto Candido Cannavò.
Nel saggio Ceniti  rappresenta la straordinaria vicenda sportiva e umana del “Free Opera”, la squadra di calcio composta da detenuti del carcere di Opera (MI) e - caso unico in Europa - iscritta, dal 2003 al 2005, ad un regolare campionato dilettantistico. Un reportage che analizza con sensibilità e rispetto l’universo oscuro delle carceri e la spinta vitale che pure è possibile ritrovare dietro le sbarre.
Ritratti di uomini, dei loro errori e della loro voglia di rinascere attraverso lo sport più amato del mondo.
Vengono raccontati gli allenamenti, le dinamiche dello spogliatoio, le vittorie e le sconfitte. Emozioni e  rimpianti di uomini che attraverso la squadra hanno ritrovato una ragione di vita.
 
“Nella costruzione del lavoro di Ceniti c’è un tramite singolare, prodigioso, magico: il pallone. Mister Ball, questa sorta di tesoro d’infanzia, di divinità pagana, di collettore universale di passioni, lui il Signor Pallone è stato il mezzo prezioso di collegamento, ma forse anche una finzione, un alibi per raggiungere un luogo proibito e raccontare qualcosa di diverso…. Sul traguardo c’era, in realtà, una dolorosa, struggente, edificante antologia di vita. Il mosaico umano di questo libro…”
(dalla prefazione di C. Cannavò)
 

Roma - Congresso “Sanit”,  6° Forum  Internazionale della Salute

Nell’ambito di “Sanit”, il 6° Forum  Internazionale della Salute che si è tenuto al Palazzo dei Congressi di Roma  dal 23 al 26 giugno 2009,  è stata allestita un’esposizione dal  titolo “Le figure della mente” concernente opere pittoriche provenienti dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere.
La mostra, curata da Silvana Crescini, fondatrice e conduttrice dell’atelier di pittura attivato presso la predetta  struttura, ha riguardato una quarantina di dipinti eseguiti da internati.
Tali opere, di forte impatto emotivo, invitano gli spettatori ad esplorare il confine che divide la realtà dall’immaginazione, la ragione dalla follia.
L’atelier di pittura dell’O.P.G. di Castiglione delle Stiviere è stato istituito nel 1990 nell’ambito delle attività riabilitative della struttura. Qui il malato-recluso ha la possibilità  di esprimersi con un mezzo comunicativo non verbale che diventa un’occasione terapeutica: il lavoro artistico può supportare il medico nell’analizzare la qualità del sentire. Da questa esperienza sono emersi, nel corso degli anni, alcuni artisti originali le cui opere sono state presentate in numerose mostre  e pubblicate su cataloghi e riviste specializzate. Peraltro, grazie all’intensa attività espositiva , alcuni dipinti  sono stati  acquistati da musei: Collection de l’Art Brut di Losanna, Musée de la Création Franche di Bègles in Francia, MAD Musèe di Liegi.
A tutela e per la valorizzazione delle opere e dei loro autori è nata l’associazione di volontariato “ALCE in rosso” (acronimo di Atelier Libera Creatività Espressiva- ricerca, organizzazione, sviluppo, studio, opere). L’associazione, senza scopo di lucro, è patrocinata dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere ove  ha sede.