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Parere su nomina giudici onorari minorili (giugno 2013)

  • pubblicato nel 2013
  • autore: Roberta Palmisano
  • parere
  • Ufficio Studi, ricerche, legislazione e rapporti internazionali
  • licenza di utilizzo: CC BY-NC-ND

 

DIPARTIMENTO AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
UFFICIO DEL CAPO DEL DIPARTIMENTO
Ufficio Studi Ricerche Legislazione e Rapporti Internazionali

Dall'interpretazione della disciplina generale riguardante lo svolgimento di incarichi da parte di pubblici dipendenti, con specifico riferimento a quelli con rapporto di lavoro a tempo pieno, disciplina dettata dal d.lgs. n. 165 del 30.3.2001 e dalla l. n. 133 del 6.8.2008, si desume l'intenzione del legislatore di imporre limiti assai rigorosi allo svolgimento di incarichi esterni da parte del dipendente pubblico che presta attività lavorativa a tempo pieno, e ciò al fine di impegnare in via esclusiva lo stesso dipendente a favore della Pubblica Amministrazione per la quale lavora.
Alla luce di quanto sopra rilevato il rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti che prestano attività lavorativa a tempo pieno, o a tempo parziale con attività lavorativa superiore al 50%, deve ritenersi incompatibile con l'esercizio di attività professionale e con lo svolgimento di ogni attività di carattere continuativo e non occasionale, in quanto tali attività, per la loro natura e per le modalità di svolgimento, certamente si pongono in contrasto con il dovere di esclusività del dipendente.
Compete all'Amministrazione valutare, caso per caso, la conciliabilità in termini di carico di lavoro dell'attività extraistituzionale con le esigenze di servizio.
In linea con quanto sopra sono alcuni parametri che un gruppo di lavoro istituito il 21.12.2009 dal Capo del Dipartimento individuò per essere valutati dall'Amministrazione:

  1. assenza di conflitti di interesse: non possono essere svolte attività extraistituzionali in contrasto con la specifica attività di servizio e con le funzioni svolte dal dipendente o in contrasto con i fini istituzionali dell'Amministrazione. In particolare non possono essere esercitate:
    1. collaborazioni neppure saltuarie in studi, imprese o società che hanno relazioni economiche o commerciali con l'Amministrazione;
    2. collaborazioni neppure saltuarie presso studi legali che si occupano di diritto ed esecuzione penale nello stesso territorio di giurisdizione in cui insiste l'ufficio di appartenenza del dipendente.
  2. occasionalità e saltuarietà della prestazione: possono essere autorizzate le attività che hanno il carattere della saltuarietà ed occasionalità, valutabili secondo parametri di assenza di ripetitività e durata limitata della prestazione.
  3. compatibilità: con ciò si intende la oggettiva compatibilità dell'incarico con il rapporto di impiego. A tal fine occorre valutare:
    1. la compatibilità dell'impegno richiesto con l'adempimento dei compiti e dei doveri di ufficio e con l'orario di servizio;
    2. l'aspetto quantitativo in ordine al carico di lavoro individuale e dell'ufficio e al complessivo numero degli incarichi già autorizzati nel corso dell'anno.

A conclusione di tutte queste considerazioni è senz'altro da condividere il diniego del nulla osta, mediante silenzio rigetto, al dipendente omissis a presentare domanda per la nomina a giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di omissis, le cui funzioni notoriamente richiedono un impegno abituale e continuato durante l'anno e non sono quindi compatibili con l'attività lavorativa svolta presso questa Amministrazione.

Roma, 18 giugno 2013

IL DIRETTORE DELL'UFFICIO
Roberta Palmisano