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"M.A.S.T.E.R. - Mantenimento e l’Accrescimento degli Standard Trattamentali E di Reinserimento"

Progetto 2010/33 approvato dalla Cassa delle ammende per l'anno 2011

  • Proponente: Dipartimento Amministrazione Penitenziaria – Direzione Generale Esecuzione Penale Esterna
     
  • Durata: 12 mesi
     
  • Importo finanziato: Euro: 1.699.320,00
     
  • Data Approvazione: C.d.A. del 23/06/2011

ll Progetto MASTER nasce dall’esigenza di garantire il mantenimento e l’accrescimento degli standard trattamentali minimi, assicurati dagli Uffici di esecuzione penale esterna nei confronti degli ammessi alle misure alternative alla detenzione con particolare riferimento alla detenzione domiciliare di cui alla legge 26.11.2010, n. 199 “Disposizioni relative all’esecuzione presso il proprio domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno”.

Concretamente, il progetto punta a ridurre lo squilibrio nella distribuzione territoriale degli assistenti sociali tra gli uffici, andando a sanare, seppur parzialmente, le situazioni di più grave carenza; il numero di tali operatori, che hanno funzione di sostegno e controllo nei confronti dei condannati in misura alternativa, sarà incrementato soprattutto negli Uffici che, per percentuale di scopertura degli organici, specificità territoriale o rilevanza della sede, l’Amministrazione ritiene bisognosi di rinforzo.

Gli obiettivi generali dell’iniziativa sono i seguenti:

  1. aumentare e migliorare le opportunità di reinserimento dei condannati, attraverso la realizzazione di programmi individualizzati di trattamento, per concorrere a ridurre il sovraffollamento carcerario;
  2. ridurre il rischio di recidiva offrendo alternative di autorealizzazione personale di tipo non deviante, anche attraverso un aiuto nell’accesso a fonti di reddito lecite;
  3. aumentare la percezione di sicurezza sociale attraverso la restituzione alla comunità di soggetti che, oltre ad avere pagato per i reati commessi, abbiano anche rielaborato e ridefinito il proprio stile di vita in termini positivi rispetto alle esigenze della società e siano in grado di ricostruire adeguate relazioni sociali.

L’attuazione si snoderà secondo le seguenti fasi:

  • La prima fase di avvio, per le attività preliminari di informazione, definizione degli strumenti operativi, formativi e di monitoraggio, presentazione del progetto alla magistratura di sorveglianza;
  • La seconda fase di realizzazione, per la selezione, assegnazione e formazione degli esperti, sviluppo delle attività progettuali, monitoraggio e valutazione periodica;
  • La terza fase per la valutazione complessiva del progetto, l’elaborazione del report finale, la diffusione e la pubblicizzazione dei risultati.

Al fine di assicurare un'adeguata armonizzazione delle azioni su tutto il territorio nazionale ed un efficace coordinamento operativo, la realizzazione del progetto sarà accompagnata da un'azione di supporto e di indirizzo che coinvolgerà i tre livelli organizzativi: centrale, regionale e locale.


Livello centrale

Un team di direzione operativa, costituito da funzionari e coordinato dal direttore dell'ufficio II della DGEPE che provvederà a:

  • definire il piano di distribuzione degli esperti di servizio sociale ex art. 80 negli Uepe;
  • predisporre un avviso di selezione pubblica, omogeneo per tutti i Provveditorati, contenente i criteri per la valutazione dei titoli e la verifica dell'idoneità dei candidati;
  • pubblicizzare la selezione dei 100 esperti in servizio sociale a livello nazionale, mediante avviso sul sito web del Ministero della Giustizia e sul sito dell’Ordine Nazionale degli assistenti sociali;
  • formulare lo schema di accordo individuale che regolerà il rapporto di collaborazione;
  • predisporre i protocolli tecnici integrativi delle disposizioni tecnico-operative già in vigore per gli Uepe ed i nuovi strumenti informativi che si rendano necessari;
  • predisporre un piano informativo/formativo per gli esperti, da realizzare in sede locale;
  • definire il sistema di monitoraggio e di raccolta dei dati e delle informazioni presso gli uffici locali e procedere all'elaborazione dei dati provenienti dagli staff regionali di coordinamento;
  • raccordare le esperienze sviluppate in sede regionale;
  • redigere il report finale.


Livello regionale

Prevede la costituzione di un team di supporto e coordinamento, presieduto dal direttore dell'ufficio epe del Provveditorato e composto dai direttori degli uffici locali, che dovrà assicurare:

  • il celere adempimento delle attività preliminari, di cui al § 3;
  • l'unitarietà della realizzazione degli obiettivi del progetto con attenzione alle metodologie, agli strumenti operativi e alla qualità del prodotto;
  • l'attività di monitoraggio e raccolta dei dati informativi sull'andamento del servizio in ambito regionale;
  • le relazioni sull'esecuzione, la verifica e la valutazione dei risultati del progetto a livello regionale.


Livello locale

In ciascuno degli uffici interessati il Direttore curerà la corretta realizzazione del progetto, avvalendosi della collaborazione del capo area di servizio sociale per le attività di supporto, orientamento e informazione/formazione on the job degli esperti convenzionati.
In particolare il responsabile dell’area di servizio sociale,in qualità di referente del progetto e unitamente agli assistenti sociali in servizio presso l’ufficio, accompagnerà gli esperti in un percorso di inserimento nell'attività lavorativa, secondo il programma definito a livello centrale.
Negli Uepe in cui non è presente la figura del capo area di servizio sociale, il Direttore provvederà alla nomina del referente del progetto, individuato tra i funzionari di servizio sociale di comprovata esperienza.