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Carceri: Severino, avvilita da condanna Strasburgo ma c'era da aspettarselo

8 gennaio 2013

“Su misure alternative stop del Senato. Non si fa campagna elettorale su pelle detenuti”

“Sono profondamente avvilita ma purtroppo l’odierna condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo non mi stupisce”. Così il ministro della Giustizia Paola Severino in merito alla sentenza di Strasburgo sul sovraffollamento carcerario italiano.
 
“In questi tredici mesi di attività ho dato la priorità al problema carcerario: il decreto ‘salva carceri’, il primo provvedimento in materia di giustizia varato un anno fa dal consiglio dei ministri e divenuto legge nel febbraio del 2012, ha consentito di tamponare una situazione drammatica. I primi risultati li stiamo constatando: i detenuti che nel novembre del 2011 erano 68.047 sono oggi scesi a 65.725 in quanto il provvedimento ha inciso sul fenomeno delle cosiddette ‘porte girevoli’,  vale a dire gli ingressi in carcere per soli due-tre giorni, e sulla durata della detenzione domiciliare allungata da 12 a 18 mesi. Tuttavia – prosegue il ministro Severino – questa misura da sola non è sufficiente. Mentre continuiamo a lavorare sul piano edilizia carceraria,  servono altre misure strutturali,  come ci suggerisce la stessa Corte europea di Strasburgo. Il ddl  del governo sulle misure alternative alla detenzione andava esattamente in questa direzione. Il Senato ha però ritenuto che  non ci fossero le condizioni per approvare in via definitiva il provvedimento, seppure su di esso la Camera si fosse espressa ad amplissima maggioranza.  La mia amarezza, torno a ribadirlo, è grande: non è consentito a nessuno fare campagna elettorale sulla pelle dei detenuti. Continuerò a battermi - come ministro ancora per poche settimane e poi come cittadina - perché le condizioni delle persone detenute nelle nostre carceri siano degne di un paese civile”.