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Lotta al terrorismo: Orlando presiede prima di una serie di riunioni in Via Arenula

5 aprile 2016

Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha presieduto questa mattina in Via Arenula una riunione in materia di contrasto al terrorismo alla quale hanno partecipato il procuratore generale presso la Corte di Cassazione Pasquale Ciccolo, il Procuratore nazionale antimafia ed antiterrorismo Franco Roberti, il Procuratore generale presso la corte di appello di Roma Giovanni Salvi, nonché il Membro nazionale di Eurojust Filippo Spiezia ed esponenti delle Rappresentanze permanenti d’Italia presso le sedi delle Nazioni Unite a New York, a Vienna e presso l’Unione Europea. Il gruppo di lavoro è arricchito inoltre dalla presenza di tutte le articolazioni ministeriali in materia di cooperazione internazionale, giustizia penale ed esecuzione penale e dai magistrati di collegamento italiani presso gli altri Paesi.

Si è trattato del “primo incontro di una prassi”, come ha anticipato il Guardasigilli, per raccogliere contributi e valutazioni utili al costante monitoraggio del quadro normativo e dell’assetto organizzativo per migliorare l’efficacia dell’azione dello Stato nella lotta al terrorismo.

Tra le principali linee direttrici individuate dal Guardasigilli “per migliorare e dare un forte impulso alla dimensione della cooperazione giudiziaria internazionale”: l’implementazione della rete di magistrati di collegamento, con esperienza in indagini sul terrorismo che possano supportare sul campo la cooperazione e rendere le relazioni fra autorità giudiziarie più rapide ed efficaci; il contrasto al fenomeno della radicalizzazione, sempre più spesso legato al mondo del carcere, per il quale – ha sottolineato Orlando – “oggi ci sono le condizioni per iniziare a ragionare su un nuovo modello trattamentale per i detenuti in carcere per reati connessi al terrorismo”; la necessità di un’omogeneizzazione degli ordinamenti penali in materia di terrorismo e la costituzione della Procura europea.

Quanto a quest’ultimo punto, il ministro ha insistito sull’importanza che avrebbe come strumento di lotta al terrorismo: “Non perché  mi attenda dalla Procura europea la risposta immediata alla situazione che si è venuta a determinare, ma perché la Procura europea ha due elementi di forza: innanzitutto è uno strumento che struttura la cooperazione giudiziaria, costruisce un sistema informativo comune, promuove degli elementi di scambio e anche di accumulazione di informazioni; l'altro aspetto, come segnalato dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione, nasce dalla preoccupazione che a fronte di una necessitata e rafforzata cooperazione sul lato delle intelligence e delle forze di polizia, non sviluppare parallelamente l'integrazione sul lato della giurisdizione possa creare un sistema fortemente squilibrato”.

Questo gruppo di lavoro diventerà un tavolo di confronto stabile e operativo per un costante monitoraggio del fenomeno del terrorismo e per individuare in maniera tempestiva le risposte organizzative e di sostegno alle autorità giudiziarie impegnate nel contrasto a questo grave fenomeno che minaccia la stabilità e la sicurezza di intere aree geografiche.