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Concorso 320 magistrato: precisazione Ministero

29 gennaio 2018

In qualità di presidente della Commissione esaminatrice del concorso a magistrato ordinario indetto con D.M. 31.05.2017 ed in relazione alle notizie apparse negli ultimi giorni sugli organi di stampa, si precisa quanto segue:

 

  • la sentenza citata dagli organi di stampa è in materia di ambiente, del tutto estranea alla traccia estratta di amministrativo (“gli strumenti amministrativi di contrasto alle organizzazioni criminali, con particolare riferimento alle interdittive prefettizie ed alle relative tutele giurisdizionali”);
     
  • da una ricerca personale effettuata sul sito di giustizia amministrativa si potrebbe ipotizzare che il riferimento sia alla sentenza del Consiglio di Stato n. 3171/2017 per una serie di elementi convergenti (la diversa combinazione degli stessi numeri, l’anno di pubblicazione, il presidente Frattini, l’estensore Bellomo, l’impugnazione avente ad oggetto un’interdittiva prefettizia);
     
  • l’analisi di tale sentenza evidenzia che la decisione è incentrata su un giudizio di fatto sulla condotta del soggetto destinatario del provvedimento impugnato senza alcun significativo approfondimento degli aspetti sostanziali e processuali richiesti dal tema;
     
  • la giurisprudenza del Consiglio di Stato si è occupata numerose volte dell’istituto dell’interdittiva prefettizia sin dagli anni 90 – una sentenza fra le più recenti e significative per l’analisi sistematica, anche alla luce dei principi sovranazionali, è da ritenersi quella della terza sezione 08.03.2017 n.1109, estensore Noccelli;
     
  • l’antimafia amministrativa e l’interdittiva prefettizia sono oggetto di approfondita analisi della dottrina, come facilmente riscontrabile attraverso qualsiasi motore di ricerca, sicchè la traccia non può essere funzionalmente collegata ad alcuno specifico riferimento giurisprudenziale né ad alcuno specifico contributo dottrinario;
     
  • l’attualità del tema è desumibile anche dall’interesse della Scuola Superiore della Magistratura che ha organizzato di recente un corso (Roma, 8/9 giugno 2017) sulle misure di prevenzione e la documentazione antimafia al fine di individuare – nell’ambito della normativa in materia di contrasto alla criminalità organizzata - i punti di contatto e le possibili interferenze tra le valutazioni rimesse al giudice penale e quelle proprie del giudice amministrativo, con specifico riferimento proprio al significato dell'interdittiva antimafia quale misura preventiva volta ad impedire alla criminalità organizzata di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione, sia diretti sia mediati, attraverso imprese condizionate dalle mafia (corso P17052);
     
  • il prof. Rolli, pur essendo componente della Commissione Parlamentare Antimafia ed avendo al suo attivo oltre 200 pubblicazioni, non si è occupato di interdittive prefettizie nello specifico, se non per un aspetto attinente alla competenza territoriale – estraneo al tema proposto – in uno scritto del 2013 apparso su una rivista di diritto amministrativo IRIS;
     
  • la tre tracce elaborate dalla commissione, tra le quali è stata estratta quella sottoposta ai candidati, sono state il risultato di un ampio dibattito che ha coinvolto tutti i componenti presenti;
     
  • la traccia scelta – incentrata sulla cd. antimafia amministrativa – ha ad oggetto un argomento attuale, dibattuto in dottrina e giurisprudenza, specie per le interferenze con la giurisdizione ordinaria.

Luigi Agostinacchio