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Bonafede, sindaco Bari irresponsabile. Ministero al lavoro, le chiacchiere le lasciamo ai politicanti

28 agosto 2018

“Siamo perfettamente consci delle difficoltà, ma magistrati e assistenti giudiziari che ancora sono nell'immobile di via Nazariantz a Bari, non devono stare un minuto oltre quanto stabilito dalla Conferenza dei servizi dello scorso 30 luglio, alle cui decisioni il Ministero si sta attenendo.  Per noi la sicurezza viene prima di tutto e il nostro scopo è tutelare lavoratori e lavoratrici che ancora operano in un immobile che due diverse perizie sostengono essere a rischio crollo senza alcun segnale di preavviso. Il sindaco di Bari è stato un irresponsabile ad adottare una proroga allo sgombero di un edificio a rischio. Una proroga che non ridà agibilità o sicurezza all'edificio e non serve a salvaguardare l'attività giudiziaria.  E' finito il tempo di chi adotta gli atti disinteressandosi delle persone, salvo poi presentarsi ai funerali o in ospedale quando accadono le tragedie”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in seguito alla decisione adottata dal sindaco di Bari di concedere una proroga allo sgombero dell’ex Palagiustizia.

“Sono veramente stufo – continua - di chi agisce solo per buttarla in caciara politica. Sono venuto a Bari, ho trovato una situazione intollerabile in cui la giustizia veniva amministrata nelle tende. Col Governo abbiamo adottato un provvedimento per eliminare questa situazione indecente. Abbiamo profuso il massimo sforzo e, in questa settimana, alla fine degli accertamenti, adotteremo la soluzione-ponte, mentre i due edifici di via Brigata Regina e Modugno rappresentano una via assolutamente provvisoria”.

“I tecnici del Ministero sono stati a Bari nelle scorse settimane”, aggiunge il Guardasigilli.  “In queste ore in città ci sono anche vertici dell'amministrazione giudiziaria che seguono passo passo la situazione da vicino. La scorsa settimana ho chiamato direttamente il sindaco di Bari per manifestargli la mia preoccupazione sulla sicurezza dei cittadini. Stiamo facendo di tutto, andando anche oltre le nostre competenze. Non si fa politica sulla sicurezza della persone - conclude il Ministro - continueremo a seguire la tabella di marcia così come stabilita dalla Conferenza dei servizi, nostro unico interlocutore. Il Ministero continua a lavorare, le chiacchiere le lasciamo ai politicanti”.