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Programma triennale per la trasparenza e l'integrità 2014-2016 - Aggiornamento 2015

aggiornamento: 12 febbraio 2015


Programma triennale per la trasparenza e l'integrità 2014-2016 - Aggiornamento 2015

 

  1. Introduzione
  2. L’indirizzo politico: trasparenza, performance e anticorruzione
  3. Stato di attuazione del programma
  4. Le novità
  5. Progetti trasparenza
  6. Le prospettive future

1. Introduzione

L’art. art. 10 del decreto legislativo n. 33 del 2013 prevede che ogni amministrazione, sentite le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, adotti un Programma triennale per la trasparenza e l'integrità, da aggiornare annualmente, che indichi le iniziative previste per garantire: a) un adeguato livello di trasparenza, anche sulla base delle linee guida elaborate dalla Commissione di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150; b) la legalità e lo sviluppo della cultura dell'integrità.

Il programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016 è stato adottato con D.M. del 28 gennaio 2014.

Si procede all’aggiornamento del programma per l’anno 2015.

L’aggiornamento intende dar conto dello stato del procedimento di attuazione del programma, del lavoro espletato nel corso dell’anno 2014, delle novità presenti sul sito in ottemperanza ai principi della trasparenza, dei programmi futuri.

Considerato che il testo unico della normativa sulla trasparenza è stato introdotto nel corso del 2013, l'anno 2014 è stato caratterizzato, essenzialmente, dall'urgenza di completare gli adempimenti della trasparenza, numerosissimi ed eterogenei: si va dalla raccolta e pubblicazione dei dati curriculari e delle retribuzioni, a quelli relativi ai contratti – tutti i contratti stipulati dal centro alle articolazioni periferiche - ai bilanci, ai provvedimenti, alle procedure concorsuali, etc.

Il primo impegno è stato, dunque, quello di dar luogo all'analisi sulle modalità di raccolta già adottate e in uso, per verificare ove poterle migliorare e uniformare, con l'obiettivo di raccogliere i dati senza sovraccaricare gli uffici di nuovi adempimenti, eliminando, ove possibile, operazioni ripetitive, ma cercando di garantire la loro acquisizione tempestiva e continua, direttamente dalla fonte di produzione. Queste verifiche sulle modalità di raccolta hanno favorito e stanno favorendo, nel gruppo dei referenti della trasparenza delle diverse articolazioni ministeriali, istituito all’indomani dell’entrata in vigore del testo unico sull'Amministrazione trasparente, logiche di semplificazione, l'adozione di una metodologia di lavoro condivisa, lo scambio di interpretazioni ed esperienze consolidate, ossia processi virtuosi di comunicazione interna tra uffici che, normalmente, per la funzione che svolgono, non hanno occasione di entrare in contatto anche si si occupano della stessa materia. La necessità di trovare forme omogenee per la pubblicazione dei dati ha, di conseguenza, comportato anche una maggiore standardizzazione delle procedure, determinando un valore aggiunto in termini di produttività ed efficacia dell'azione amministrativa.

La trasparenza ha costituito anche occasione di efficienza: molto spesso, la necessità di pubblicare i dati è stata il volano per dar corso ad adempimenti di amministrazione attiva. Ci si riferisce, ad esempio, alla pubblicazione di tutti i procedimenti amministrativi gestiti dall'amministrazione, comprensivi della tempistica sulla definizione dei procedimenti, che ha comportato la preventiva ricognizione e sistemazione dei dati, attività che non era stata effettuata, prima di questa esigenza, in maniera sistematica.

Superata o, quanto meno, impostata l'attività di raccolta dei dati e completamento delle pubblicazioni, si è imposta la necessità di ottimizzare il loro utilizzo.

Il legislatore prevede la trasparenza per assicurare conoscenza e controllo diffuso.

Per ottenere questo risultato, non basta procedere alla pubblicazione delle informazioni, ma occorre rendere i dati resi disponibili, comprensibili e intellegibili.

Se tale risultato non viene ottenuto, la trasparenza rimane un principio di fatto inevaso: tante informazioni non leggibili equivalgono a nessuna informazione.

Obiettivo prioritario è stato anche quello di considerare la diversa utenza a cui questa Amministrazione si rivolge e, quindi, di prestare attenzione al diverso livello di presentazione che i dati devono avere. Vi è una tipologia di dati che sono pubblicati perché vengano letti da tutti i cittadini, con una valenza latamente informativa, ce ne sono altri invece che sono utilizzati da un'utenza qualificata: uffici giudiziari, avvocati, notai, liberi professionisti in genere, aspiranti ai concorsi pubblici, aspiranti alla fornitura di servizi all'Amministrazione della giustizia. Occorre rispettare le diverse abilità a disposizione di chi vuole indagare sui dati della giustizia.

Il sistema degli open data, ossia l'obbligo di rendere disponibili i dati in formato aperto, ha comportato anche lo sviluppo di un progetto che ha come obiettivo proprio quello di mettere a disposizione dell'utente una piattaforma che consentirà di utilizzare non solo il “dato grezzo”, ma di offrire una gamma di funzioni di ricerca, che possono immediatamente rispondere alle domande più frequenti. Il passaggio in prospettiva è, quindi, dalla rappresentazione del dato alla sua usabilità, raffrontabilità e incrociabilità.

L'immissione di funzioni di amministrazione attiva in rete aumenta la facilità dell'approccio con l'utenza, a servizio degli uffici e dei cittadini, l'uso di meno carta, disagi inferiori per accedere ai servizi, maggiore prossimità ed interazione.

Nella consapevolezza che obiettivo precipuo di ogni amministrazione sia quello di restituire all’utenza, qualificata e non, la specificità dei servizi resi secondo il settore di competenza, si intende dar conto anche di taluni “progetti trasparenza” che, andando ben al di là dei pur onerosi obblighi di trasparenza imposti dal legislatore, intendono favorire l’efficacia e la comprensione dei fenomeni che regolano il servizio giustizia, anche al fine raccogliere eventuali sollecitazioni da parte dei più diretti interessati.
 

2. L'indirizzo politico-istituzionale: trasparenza, performance e anticorruzione

Va evidenziato che, al punto 10 dell’atto di indirizzo politico – istituzionale per l’anno 2015, si specifica che il Ministro ha fra le sue priorità: “l’attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza ed anticorruzione, al fine di rendere l’agire amministrativo aperto a forme diffuse di controllo circa l’effettiva rispondenza all’interesse della collettività delle scelte poste in essere, anche per il tramite dell’attuazione del programma di definizione degli standard di qualità dei servizi resi al cittadino, approntando forme più soddisfacenti di rilevazione dei bisogni degli utenti e del grado di soddisfazione rispetto ai servizi resi e attraverso l’adozione del codice di autoregolamentazione interno dei dipendenti e di criteri organizzativi improntati al principio di trasparenza nel conferimento di funzioni dirigenziali”.

Di tale intento è stata data pubblica diffusione nell’ambito della giornata della trasparenza, che, in attuazione del Programma della trasparenza, è stata organizzata il 16 dicembre 2014 presso la sede del Ministero (http://www.radioradicale.it/scheda/428932/celebrazione-della-giornata-della-trasparenza-presso-il-ministero-della-giustizia).

Il Ministro della Giustizia, che ha introdotto i lavori, ha ricordato come misure anti-corruzione efficaci debbano essere, sia a livello nazionale che internazionale, parte integrante delle politiche attive per la crescita e che occorra operare una vera e propria rivoluzione culturale e di sensibilità secondo la logica dell' “accessibilità totale” alle informazioni, che releghi la segretezza e la riservatezza ad eccezione da bilanciare di volta in volta e caso per caso. Hanno fatto seguito, sulla stessa linea di priorità, gli interventi del Presidente dell’Autorità per la prevenzione della Corruzione (ANAC) e del Responsabile della prevenzione della corruzione del Ministero. Sono stati, nell’occasione, presentati i diversi progetti sulla trasparenza sviluppati dalle singole articolazioni del Ministero.

Obiettivo della trasparenza è anche quello di favorire un controllo diffuso da parte degli operatori, degli utenti e di ogni cittadino sull'operato delle istituzioni e sull'utilizzo delle risorse pubbliche. Essa assicura la conoscenza dei servizi resi, delle caratteristiche quantitative e qualitative, nonché delle modalità di erogazione, sottopone al controllo diffuso ogni fase del ciclo di gestione della performance per consentirne il miglioramento, previene i fenomeni corruttivi e promuove l’integrità: la trasparenza dunque intensifica la rete di informazioni ed è il primo antidoto alla corruzione.

Gli interventi per favorire la trasparenza nel Ministero della giustizia hanno coinvolto diversi profili: quello organizzativo, quello del completamento degli adempimenti istituzionali e quello della accessibilità delle informazioni sulle attività che vengono svolte.

Della priorità politica costituita da Trasparenza e Anticorruzione danno conto le disposizioni introdotte nello schema del nuovo regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia (http://www.ristretti.it/commenti/2014/ottobre/pdf3/riforma_ministero.pdf), dove trasparenza, prevenzione della corruzione e performance sono state valorizzate come funzioni autonome e collocate negli uffici di vertice dell’amministrazione e dei dipartimenti.

Nello schema di regolamento di organizzazione è stata inserita la previsione della necessaria interazione dell’Ufficio del Capo del dipartimento con il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza per la progettazione ed il controllo di gestione nonché per le attività generali necessarie per l’attuazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e per gli adempimenti connessi alla trasparenza.

Seguiranno disposizioni di attuazione in linea con gli altri strumenti indicati per la prevenzione della corruzione, come la rotazione del personale, l’obbligo di astensione in caso di conflitto di interessi, l’adozione del codice di comportamento dei dipendenti, l’individuazione di misure di prevenzione specifiche per le aree amministrative a particolare rischio.

In questa direzione, anche il sito web dell’Amministrazione, non solo è stato ritenuto un fondamentale veicolo per l’informazione e la comunicazione istituzionale, ma è divenuto un vero e proprio strumento per gli adempimenti di amministrazione attiva, che ha il vantaggio dell’immediatezza e della prossimità (vedi, per esempio, Il MInistero informa - News).

Anche se la peculiarità delle funzioni attribuite dall’ordinamento al Ministero della giustizia comporta spesso l’erogazione di servizi di difficile misurazione con i criteri di performance di cui alla normativa di riferimento, va sottolineato anche l’impegno ad assicurare il miglior coordinamento possibile tra i documenti di individuazione degli obiettivi strategici ed i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica per centri di responsabilità.

La necessità (richiamata espressamente dagli artt. 4 comma 1 e 5 comma 1 del d.lgs 150/2009 e, da ultimo, dall’art.19, co.10, lett.b, d.lgs. 90/14), è quella di ricercare la massima coerenza tra il ciclo di gestione della performance ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio dello Stato, in modo da assicurare la piena sovrapponibilità tra obiettivi ed indicatori inseriti nel Piano della performance e quelli contenuti nel piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, che, come è noto, corrisponde, per le amministrazioni centrali dello Stato, alle note integrative di bilancio.
Per porre rimedio al rischio di disallineamento con il ciclo di programmazione economica dello Stato, nonché al fine di garantire la massima corrispondenza tra i dati ricavabili dalla contabilità economico-analitica e gli obiettivi indicati nel documento di programmazione strategica, anticipandosi l’avvio del ciclo di gestione della performance, è stato emanato, come sopra indicato, in data 5 settembre 2014, l’atto di indirizzo politico per l’anno 2015, atto propedeutico per i documenti successivi del ciclo della performance (piano, direttiva, relazione), così individuando le linee di fondo entro le quali dovranno essere elaborati dai dipartimenti gli obiettivi strategici da perseguire (e che verranno trasfusi nella direttiva annuale) e, conseguentemente, gli elementi conoscitivi per la predisposizione delle note integrative di bilancio, assicurando la necessaria coerenza tra programmazione economico finanziaria e programmazione strategica.

L’OIV - Organismo Indipendente di Valutazione, ha monitorato il ciclo della performance relativamente agli anni 2013 e 2014, predisponendo una “Relazione sul funzionamento complessivo del sistema” per l’anno 2013 ed effettuando il monitoraggio sull’avvio del ciclo della performance per l’anno 2014.

In attuazione di quanto previsto dalla delibera n. 77 del 2013 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’OIV ha, inoltre, adempiuto all’attestazione sugli obblighi di pubblicazione da parte dell’Amministrazione in materia di trasparenza e provveduto ad alimentare la banca dati del portale della trasparenza predisposto dall’Anac (http://portaletrasparenza.avcp.it/microstrategy/html/index.htm).
 

3. Stato di attuazione del programma

Come riportato nel programma, il principale strumento attuativo degli obblighi di trasparenza è costituito dalla pubblicazione sui siti istituzionali di alcune tipologie di dati nell’apposita sezione denominata “Amministrazione trasparente”, accessibile direttamente dalla Home page.

Al programma della trasparenza 2014-2016 era stata allegata la tabella A, in cui è stato rappresentato il dettaglio delle pubblicazioni effettuate secondo gli obblighi vigenti.

In alcuni casi, al 31 dicembre 2013, i dati risultavano solo parzialmente pubblicati o non pubblicati e si segnalava che l’anno 2014 avrebbe avuto come priorità esattamente quella di completare gli obblighi di pubblicazione imposti dal legislatore.

Gli sforzi finora compiuti hanno dato buon esito dal momento che, all’attualità, lo stato delle pubblicazioni è avanzato. Di ciò danno conto anche i risultati degli indicatori di riordino della trasparenza, disponibili sul sito web de “La bussola della trasparenza” che riporta il numero degli indicatori soddisfatti: 67 su 67.

Seguendo la stessa metodologia, al fine di verificare il raggiungimento dell’obiettivo prioritario di breve periodo, concernente il completamento della pubblicazione dei dati richiesti dalla legge, il presente aggiornamento del Programma - nel rispetto delle linee guida stabilite nelle delibere CiVIT n. 105/2010, “Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”, n. 2/2012 “Linee guida per il miglioramento della predisposizione e dell’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità” e n. 50/2013 “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016” – si avvale, sia a fini ricognitivi che programmatici, della tabella allegata alla delibera n. 50 (“Allegato 1 Sezione “Amministrazione trasparente” – Elenco degli obblighi di pubblicazione vigenti Errata corrige (settembre 2013), pubblicata in allegato come Tabella A.

Nell’ultima colonna a destra sono riportate le informazioni attualmente disponibili sul sito e si danno indicazioni di programma per il completamento degli adempimenti.

Al fine di una corretta lettura delle informazioni inserite nella tabella, sono state utilizzate le seguenti indicazioni:

  • Colore Verde = Pubblicato: si intende che i dati sono pubblicati in maniera completa.
  • Colore Verde con indicazione “Parz. Pubblicato”: si intende che i dati sono pubblicati solo in parte e che vi è una previsione di completamento la più tempestiva possibile.
  • Colore bianco con indicazione “Da pubblicare entro il 2015”: si intende che i dati non sono presenti e che vi è una previsione di adempimento entro l’anno in corso
  • Colore bianco con indicazione “Non pertinente”: si intende che i dati non rientrano fra le competenze del Ministero della giustizia.

Resta inteso che il Responsabile, come per il passato, si farà carico di monitorare e sollecitare l’adempimento di legge presso le articolazioni interessate.

Per quanto i dati, o categorie di dati, per i quali è stata indicata la pubblicazione parziale, ovvero la previsione di pubblicazione entro il 2015, si segnala che il Responsabile della trasparenza ha, per ciascuno di essi, chiesto e sollecitato tempestivamente la raccolta e trasmissione da parte delle articolazioni interessate attraverso circolari indirizzate ai Capi Dipartimento (che sono inserite nell’area intranet del sito), nonché per il tramite dei referenti per la trasparenza.

Ci si riporta, per il resto, alle spiegazioni contenute nel Programma.

Stato riassuntivo delle pubblicazioni (Tabella A)
 

4. Le novità

L’aggiornamento del programma della trasparenza tiene conto delle novità costituite dall’imminente realizzazione, da compiersi entro il primo semestre del 2015, del progetto relativo agli open data.
Il progetto ha come obiettivo la realizzazione di un'applicazione web in grado di acquisire e pubblicare le informazioni che l'Amministrazione ritiene di voler rendere disponibili.
Esso ha un duplice scopo: la diffusione dei dati ai cittadini e la possibilità da parte del cittadino stesso di utilizzare e rielaborare il dato a disposizione.

L'applicazione viene realizzata in modo da essere accessibile secondo il dettato della l. n. 4 del 9 gennaio 2004, recante "Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici".
Per l'acquisizione delle informazioni sono previsti differenti approcci: l'uso di form dinamici, l'integrazione con applicazioni esistenti e il caricamento massivo dei dati tramite importazione di file.
Per la pubblicazione dei dati si utilizza la piattaforma CKAN dotata di una interfaccia web intuitiva ed usabile progettata per la condivisione e ricerca avanzata dei dati aperti.

La modalità di rilascio delle informazioni si basa sul modello dei Linked Open Data, secondo il quale i dati descritti da una ontologia possono essere scaricati in diversi formati e interrogati attraverso query SPARQL.
L’uso di form consentirà di acquisire le informazioni in un formato unitario, facilitando il compito dei compilatori e restituendo maggiore fruibilità ed intellegibilità dei dati.
 

5. Progetti trasparenza

Iniziative importanti sono state prese da alcune articolazioni ministeriali in linea con l’indirizzo politico del Ministro, portando a compimento alcuni “progetti trasparenza” che intendono favorire l’efficacia e la comprensione dei fenomeni che regolano il servizio giustizia
Si riportano di seguito alcuni esempi che ben evidenziano come la trasparenza, oltre a costituire mera esposizione dei dati in funzione di un controllo diffuso, può essere utilizzata quale occasione unica di analisi e di studio dei complessi fenomeni che riguardano la singola amministrazione.

Giustizia Map
E' stato ripristinato il servizio di ricerca degli uffici periferici. In particolare, per quanto riguarda gli Uffici giudiziari, le informazioni sono state ristrutturate tenuto conto della nuova geografia giudiziaria, connessa all’attuazione della legge del 14 settembre 2011 n. 148, che ha conferito la delega al governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari di primo grado.

Censimenti giustizia e programma Strasburgo 2
Il 14 novembre 2014, la Direzione Generale di Statistica (DG-Stat), articolazione interna del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria (DOG), ha pubblicato sul sito del Ministero un documento denominato «Censimento speciale sulla giustizia civile», corredato da una relazione del Capo Dipartimento e del Direttore Generale DG-Stat.
L’operazione “trasparenza” realizzata dalla DG-Stat intende superare il tradizionale approccio al volume complessivo delle pendenze, realizzando un censimento di tipo selettivo con l’utilizzazione di 23 parametri di misurazione.
L’operazione è stata completata il 17 novembre 2014 con la pubblicazione degli elenchi che indicano le performance dei 139 Tribunali italiani (e di tutte le Corti d’appello) in base a parametri particolarmente significativi.
Il lavoro svolto è stato apprezzato anche dal Presidente della Repubblica che, nel suo discorso del 22 dicembre 2014 al Plenum del CSM, nel riferire che le prassi virtuose di alcuni uffici sono emersi «dai dati statistici sulla giustizia civile di recente pubblicati dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria”, ha affermato che “l’analisi statistica selettiva del Ministero mi sembra importante perché consente di analizzare i sensibili divari di efficienza tra i diversi uffici giudiziari”.

I documenti del Censimento speciale del settore civile
Il 14 gennaio 2015, il Ministro della Giustizia ha presentato in una conferenza stampa le linee essenziali di una iniziativa ministeriale denominata «Progetto Strasburgo 2» elaborato dal DOG e fondato sui risultati del citato censimento speciale, con particolare riguardo all’arretrato civile di anzianità ultratriennale, la cui persistenza (e aumento) determina seri pregiudizi economici per il profilo degli indennizzi ex lege Pinto (legge n. 89/2001), oggi attestati ad un debito dello Stato di oltre 400 milioni di euro.

I documenti del Programma Strasburgo 2
Nel frattempo, la DG-Stat ha completato il «Censimento speciale sulla giustizia penale», anch’esso corredato da una relazione illustrativa, di impostazione analoga al settore civile.
Il completamento del secondo censimento consentirà al DOG di avviare i lavori per formulare la «proposta di Revisione delle Piante Organiche» (da trasmettere al CSM), sia dei magistrati sia del personale amministrativo, che è attesa da tempo dai dirigenti degli uffici giudiziari e dalla classe forense a seguito del nuovo assetto geografico degli uffici.
I lavori per tale proposta saranno avviati non appena completata l’operazione relativa agli uffici di procura.
La documentazione relativa al secondo censimento, ulteriore operazione finalizzata alla “trasparenza”, sarà consultabile a breve.

Schede trasparenza istituti penitenziari
Sono state pubblicate nel corso del 2014, in piena emergenza per quanto riguarda gli interventi di riforma del sistema carcerario, schede illustrative degli istituti penitenziari operanti sul territorio.
Nelle schede vi sono informazioni sulla struttura, la storia e i servizi degli istituti penitenziari, indicazioni concrete sulle regole da rispettare nel rapporto con i detenuti per le visite, le comunicazioni, l’invio e la ricezione di pacchi e denaro, descrizioni delle attività lavorative, scolastiche, culturali e dei progetti in corso. Le informazioni sono a cura delle direzioni degli istituti penitenziari.
La pubblicazione riguarda i 199 istituti penitenziari e ospedali psichiatrici giudiziari presenti sul territorio nazionale.

Semestre di Presidenza dell’UE
In apposita sezione del sito sono state inserite le informazioni relative alle attività svolte dal Ministero della giustizia in occasione dell’assunzione da parte dell’Italia del semestre di Presidenza dell’Unione europea (1^ luglio – 31 dicembre 2014).
Con l’occasione, è stata anche curata una versione ridotta del sito in lingua inglese.
E’ in via di imminente pubblicazione una scheda che contiene i risultati ottenuti nel semestre di Presidenza, in relazione ai singoli dossier oggetti di trattazione.
 

6. Le prospettive future

Nel 2014 è stato istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale per verifica, studio, analisi e proposte di ristrutturazione del sito web del Ministero della giustizia.

Si tratta di un’occasione di fondamentale importanza per garantire una maggiore efficacia alla comunicazione istituzionale ed assicurare il coinvolgimento di tutte le articolazioni ministeriali, centrali e periferiche, attraverso l’approntamento di un vero e proprio statuto del sito web.

Ad oggi sono state raccolte le proposte di modifica della organizzazione del sito al fine della predisposizione di un documento che tenga conto della distinzione dei settori dei quali il sito si compone: comunicazione del Ministro, comunicazione istituzionale e trasparenza.

L’obiettivo principale e prioritario è quello di restituire unitarietà al sito in modo che, sia l’area intranet – destinata principalmente alle esigenze di comunicazione al personale e fra gli uffici - sia l’area della comunicazione istituzionale, siano ricondotte sotto l’unico sito giustizia.it, anche ai fini di un contenimento di spesa.

E’ emersa altresì l’esigenza di creare un portale che sia popolabile direttamente da parte delle Articolazioni, sul modello del portale europeo della giustizia digitale, in modo che ci sia autonomia dei contenuti e facilità nel reperimento dei dati e documenti da parte degli uffici e degli utenti e massima autonomia alle singole articolazioni per l’inserimento dei contenuti.

L’Amministrazione della giustizia sta impiegando risorse e notevoli energie per attuare al meglio le potenzialità che il sito offre, nella convinzione che esso rappresenti il primo ingresso nella struttura, per capirne i compiti e le finalità ma anche, in chiave evolutiva, che esso possa divenire un vero e proprio portale interattivo per garantire, non solo partecipazione e controllo, ma anche collaborazione da parte dei fruitori del servizio giustizia.
La riorganizzazione del sito è volta a far sì che esso diventi strumento esaustivo per la comunicazione politica, per quella istituzionale e per la trasparenza, e perché sia conferita uniformità e standardizzazione alla modalità espositiva con cui le informazioni vengono rappresentate, attraverso il sistema degli open data.

IL RESPONSABILE DELLA TRASPARENZA
Maria Laura Paesano