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Relazione sulla performance 2011 - Dipartimento per gli affari di giustizia

aggiornamento: 9 ottobre 2012

Indice

PERFORMANCE ORGANIZZATIVA

IL PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L’INTEGRITÀ E IL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE

COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER e DESCRIZIONE DELLE MODALITÀ DI MONITORAGGIO

 

PERFORMANCE ORGANIZZATIVA   

Il Piano della performance 2011 del Dipartimento per gli Affari di Giustizia , ha recepito gli indirizzi e gli obiettivi strategici ed operativi contenuti nella Direttiva Annuale del Ministro 2011.
In particolare il Dipartimento ha fatto proprie quelle linee più vicine alla propria attività quali:

1. Valorizzazione risorse umane - Formazione, reclutamento, carriera, sistemi premiali

2. Pianificazione della spesa e misurazione delle attività - Attuazione della riorganizzazione del Ministero con revisione di tutte le attività operative di ogni ufficio, progettazione accurata dei servizi resi e dei costi che questi comportano, misurazione delle performances anche ai fini della valutazione del personale.

4. Semplificazione delle procedure - Ricerca di soluzioni gestionali innovative volte alla semplificazione e allo snellimento delle procedure amministrative.

5. Sistema di misurazione della performance - Dare attuazione alle disposizioni normative del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009 n. 150, applicando le delibere della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (CIVIT).

6. Attuazione del sistema unico delle intercettazioni - Rendere operativa la riforma legislativa in materia.

7. Accelerazione del processo civile e penale - Ricerca di soluzioni gestionali volte a indirizzare le risorse ai settori di diretto supporto alle attività giurisdizionali

10. Cooperazione internazionale

Il procedimento di programmazione degli obiettivi, contenuti nella Direttiva dell’Onorevole Ministro, è stato condotto con i tempi e le modalità propri del ciclo di programmazione e controllo di gestione e del ciclo di programmazione del Sistema di valutazione dei dirigenti, approvato con D.M. del 22/12/2010.
Nell’ottica di un processo di programmazione a cascata, gli obiettivi strategici del Ministro sono stati tradotti in obiettivi operativi. Ciascuno di questi comporta attività di cui sono state individuate le fasi di realizzazione, i relativi tempi e gli indicatori che consentono la misurazione dei risultati .
In concreto le aree di intervento sulle quali sono state formulate le proposte operative sono le seguenti:

DGGC

  • Interventi normativi in materia di spese di giustizia – uff. 1º - obiettivo N. 4
  • Strumenti comunitari di cooperazione giudiziaria civile, conoscenza e implementazione – uff. 2º - obiettivo N. 10
  • Studio avente ad oggetto una possibile modifica normativa concernente il concorso per esame a posti di notaio – uff. 3º - obiettivo N. 4

DGGP

  • Semplificazione e velocizzazione delle procedure istruttorie delle pratiche di grazia - uff. 1º - obiettivo N. 4
  • Ricerca di metodi di semplificazione e di snellimento nelle procedure in materia di esposti, atti ispettivi parlamentari ed ispezioni, attraverso l’utilizzo della posta certificata con miglioramento dei tempi di trattazione ed abbattimento dei costi per l’uso della carta e per le spese di spedizione. - uff. 1º - obiettivo N. 4
  • Predisposizione e negoziazione di accordi bilaterali in materia di cooperazione giudiziaria penale con paesi extra unione europea - uff. 2º - obiettivo N. 10
  • Riorganizzazione della Rete Giudiziaria Europea e di Eurojust - uff. 2º - obiettivo N. 10
  • Consultazione diretta del sistema informativo del casellario da parte delle amministrazioni pubbliche uff. 3º - obiettivo N. 4
  • Apertura degli sportelli presso gli uffici del Giudice di pace (denominati Uffici territoriali) dove gli utenti possono richiedere ed ottenere il rilascio dei certificati del casellario - attività finalizzate alla realizzazione della richiesta e rilascio telematico dei certificati del casellario giudiziale al cittadino - uff. 3º - obiettivo N. 4

DGCDU

  • Comunicazione atti esecutivi PINTO dal Ministero dell’Economia al Ministero della Giustizia, dal Ministero della Giustizia alle Corti di Appello - uff. 1º - obiettivo N.4
  • Strumentazioni per accelerare e semplificare la trattazione delle procedure PINTO da parte delle Corti di Appello - uff. 1º - obiettivo N. 7
  • Informatizzazione archivi Ufficio I della Direzione Generale Contenzioso e Diritti Umani relativi alle materie del contenzioso e all'applicazione della legge PINTO - uff. 1º - obiettivo N. 4
  • Dematerializzazione dei fascicoli cartacei – Archivio ufficio II della Direzione Generale Contenzioso e Diritti Umani. - uff. 2º - obiettivo N. 7
  • Espulsioni nel triennio 2009-2011 - uff. 2º - obiettivo N. 7
  • Diffusione delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’uomo - uff. 2º - obiettivo N. 7

Il monitoraggio ha rilevato, nel corso dell’esercizio, la percentuale di avanzamento degli obiettivi, identificando gli eventuali scostamenti rispetto ai risultati attesi.
A conclusione dell’anno i responsabili degli uffici dirigenziali di seconda fascia hanno predisposto un monitoraggio finale sull’attività svolta, tesa ad illustrare i risultati raggiunti con particolare attenzione alle motivazioni del mancato o parziale conseguimento degli obiettivi assegnati.
Il monitoraggio di fine anno presenta i seguenti risultati sui quali, è giusto rilevare, ha inciso l’avvicendarsi dell’organo di vertice politico e del vertice del Centro di responsabilità .

Per la Direzione Generale Giustizia Civile, gli Uffici 1º e 3º , ognuno per le materie di rispettiva competenza, hanno presentato le proposte di modifiche normativa all’Ufficio Legislativo. Il primo si è concentrato sulle spese di giustizia, in particolare armonizzare le disposizioni relative al versamento del contributo unificato alla riforma normativa della Legge Fallimentare. L’altro, ufficio 3º, ha formulato delle proposte per modificare e snellire il concorso per esame da notaio.
L’Ufficio secondo ha organizzato tre sessioni formative, di una giornata ciascuna, inerenti gli strumenti comunitari di cooperazione in materia civile e commerciale, coinvolgendo circa cento persone, tra il personale delle cancellerie e degli ufficiali giudiziari della Corte d’Appello di Roma.

La Direzione Generale Contenzioso e Diritti Umani
L’ufficio 1º ha operato soprattutto nell’ambito della delicata area della Legge Pinto. L’obiettivo dichiarato è la contrazione dei tempi necessari, sia nella trattazione dei giudizi sia nella liquidazione degli importi dovuti, così da contenere giudizi di ottemperanza e decreti ingiuntivi. La situazione, che ha come vincolo primo la sussistenza di accreditamenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, può essere migliorata con la diffusione di buone pratiche e con una più celere comunicazione, in generale, tra Uffici ( Avvocatura, uffici di Corti d’Appello ed Amministrazione centrale). In questa ottica un uso più capillare delle tecnologie informatiche è di grosso supporto ed in tal senso l’Ufficio ha operato per una massiccia dematerializzazione dei fascicoli accompagnata da un maggior uso della PEC.
Anche l’ufficio 2º ha intrapreso la strada della riorganizzazione delle attività all’insegna dell’informatica, quindi dematerializzazione dei fascicoli e creazione di una banca dati ad uso dei traduttori contenente un glossario dei termini tradotti. Altro obiettivo è stato diffondere e sensibilizzare gli uffici giudiziari ai principi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

La Direzione Generale Giustizia Penale
L’Ufficio 1º si è speso per l’accelerazione delle procedure endoprocedimentali. Nel settore delle grazie, semplificando i rapporti con gli Uffici giudiziari attraverso la formulazione di direttive ed un più ampio uso dello strumento informatico. Anche per l’attività inerente esposti, atti ispettivi ed ispezioni, si è scelto di perseguire l’obiettivo dello snellimento ed accelerazione delle procedure ottenendo una riduzione nei tempi medi di lavorazione delle pratiche del 30% passando da 90gg a 60gg.
L’Ufficio 2º ha negoziato con il Messico, trattati in materia di estradizione ed assistenza giudiziaria; con il Cile un accordo aggiuntivo alla convenzione sull’estradizione; con l’India un trattato in materia di estradizione ed una bozza di accordo sull’assistenza giudiziaria. Con altri 25 paesi c’è stato uno scambio di intenti in materia di estradizione de assistenza giudiziaria penale.
Inoltre si è creata una banca dati con i riferimenti dei corrispondenti della Rete Giudiziaria così da permettere rapidità nello scambio di informazioni e celerità nel rispondere alle richieste dei Punti di Contatto della Rete Giudiziaria Europea.
L’Ufficio 3º ha perseguito due obiettivi.
Il primo permettere alle PP.AA ed ai gestori di servizi pubblici l’acquisizione diretta dei certificati del casellario giudiziale e dell’anagrafe dei carichi pendenti nel rispetto della normativa sulla privacy . Il progetto ha subito un ritardo nello stato di avanzamento perché l’iniziale proposta del casellario, di prevedere la possibilità di rilasciare alle amministrazioni un certificato completo, è stata respinta dal Garante per la privacy. A seguito di incontri con l’ufficio si è quindi concordato di modificare il decreto prevedendo la selettività del certificato. Nel frattempo è stata portata avanti anche una proposta di emendamento al T.U. del casellario, che consenta alle amministrazioni di avere accesso ad un certificato completo, come è quello che ad oggi viene rilasciato alle pp.aa. Tale proposta è all’attenzione dell’ufficio legislativo del Ministero.
Il secondo progetto riguardava la possibilità di aprire presso gli Uffici dei Giudici di Pace sportelli dove gli utenti potessero richiedere ed ottenere il rilascio dei certificati del casellario giudiziale. L’obiettivo non si è potuto realizzare completamente. Infatti, se le esigenze di contenimento della spesa transitano attraverso l’accorpamento e la soppressione degli uffici del Gdp più piccoli, lasciando in molti casi le sole sedi circondariali, avrà poco senso aprire uno sportello di certificazione presso il Giudice pace nella stessa sede dell’ufficio del casellario presso la Procura. Quello che invece si è cercato di perseguire è l’obiettivo di garantire al cittadino la possibilità di richiedere ed ottenere il certificato direttamente on line.

 

IL PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L’INTEGRITÀ E IL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE e DEFINIZIONE E GESTIONE DI STANDARD DI QUALITÀ   

Per chiarezza espositiva si ritiene opportuno seguire, nella trattazione, l’ordine della tabella pubblicata sul sito istituzionale. Pertanto relativamente ai “dati informativi sull’organizzazione ed i procedimenti” meritano di soffermarsi i punti che seguono
b) elenco completo delle caselle di posta elettronica – la posta elettronica è uno strumento ampiamente diffuso ed utilizzato da tutti gli Uffici. Si è provveduto a far attivare caselle PEC per quegli Uffici che , sensibili sia alle esigenze dell’utenza che all’utilità anche ai fini dell’organizzazione interna del lavoro, ne hanno fatto richiesta . Sono poi state richieste abilitazioni per tutti quegli Uffici che hanno un cospicuo volume di corrispondenza alle volte soggetta a vincoli temporali stringenti, ad esigenze di riservatezza o, ancora, indirizzata ad una utenza particolarmente qualificata che si aspetta dall’Amministrazione un dialogo attraverso l’uso degli stessi strumenti richiesti per legge (Codice dell’Amministrazione Digitale) agli operatori privati. Dunque, agli iniziali 12 indirizzi PEC si sono aggiunte altre 6, aumento auspicabilmente non solo numerico.
c ) elenco delle tipologie di procedimento svolte, unità organizzativa e responsabile – quanto necessario era a disposizione già con il decreto legislativo 150/09, ciò che ne ha impedito la pubblicazione sul sito, nell’ambito del Piano delle Performance 2011, è ascrivibile ad una questione di “regole per la pubblicazione” che rendeva incompatibile l’urgenza di pubblicare con la necessità di uniformare il lavoro di tutti i Dipartimenti.
d) scadenze e modalità di adempimento dei procedimenti ai sensi L. 241/90 – la legge 69/09 aveva previsto una revisione di tutti i procedimenti nell’ottica di definire in modo rigoroso, per tutte le Amministrazioni, i tempi per la conclusione dei procedimenti . Allo stato è ancora in itinere un provvedimento normativo definitivo.
e) informazioni sulla dimensione della qualità dei servizi erogati – con il Piano delle Performance ed il Programma triennale per la trasparenza ed integrità editati lo scorso anno, si era potuto individuare due Uffici - la Biblioteca Centrale Giuridica, Ufficio 2º C.D., e del Casellario Centrale, Ufficio 3º penale- in grado di predisporre un quadro degli standard delle attività da essi svolte. Solo uno di questi due, la Biblioteca, ha la Carta dei servizi.
A fine anno si sono affinati alcuni aspetti, anche alla luce delle informazioni acquisite con il sondaggio sulla soddisfazione dell’utenza – di cui si dirà -, riuscendo così a disegnare due ulteriori schede sugli standard dei servizi offerti dall’Ufficio 3º C.D.- Gazzetta Ufficiale - e per l’attività di approvazione dei Codici di Comportamento delle Associazioni – Ufficio 1º penale.

Per i “dati informativi relativi al personale”
a) curricula e retribuzioni – la sensibilità verso la questione considerata riservata, non ha permesso di incrementare la percentuale di dati pubblicati né integrare le informazioni pubblicate.
e) grado di differenziazione della premialità per il personale dirigenziale e non dirigenziale – la questione necessita di un tavolo di lavoro che veda riuniti i Dipartimenti Affari di Giustizia, Organizzazione Giudiziaria e rappresentanze sindacali di base.

Per i “dati sulla gestione economico finanziaria”
a) servizi erogati e contabilizzazione dei costi – il Dipartimento si è attivato in tal senso proponendo corsi, per il proprio personale, al fine di adottare l’applicazione SICOGE Coint, programma di contabilità economico analitica di segnato dal MEF ed in uso presso altre Amministrazioni ed il Dipartimento Organizzazione Giudiziari. Nel corso dell’anno 2011 si è appreso che, del programma, è in corso di completamento una nuova release, pertanto si è preferito far slittare la data del corso formativo a fine maggio, ad applicazione oramai operativa.

 

COINVOLGIMENTO DEGLI STAKEHOLDER e DESCRIZIONE DELLE MODALITÀ DI MONITORAGGIO   

Stakeholder: Insieme dei soggetti che hanno un interesse nei confronti di un'organizzazione e che con il loro comportamento possono influenzarne l'attività.
Gli stakeholder possono essere suddivisi in tre macro-categorie:

  • istituzioni pubbliche: enti locali territoriali (comuni, province, regioni, comunità montane, ecc.), agenzie funzionali (consorzi, camere di commercio, università, ecc.), aziende controllate e partecipate;
  • gruppi organizzati: gruppi di pressione (sindacati, associazioni di categoria, partiti e movimenti politici, mass media), associazioni del territorio (associazioni di consumatori, sociali, ecc.);
  • gruppi non organizzati: cittadini e collettività (l'insieme dei cittadini componenti la comunità locale).

Gli stakeholder rappresentano quindi una molteplicità complessa e variegata di "soggetti portatori di interesse ".
Per rilevare le categorie degli stakeholder del Dipartimento Affari di Giustizia è necessario di volta in volta riflettere in quale contesto opera il Dipartimento.

Si possono individuare gli stakeholder attraverso diverse metodologie; una di queste indica come principi per la loro identificazione la capacità di influenza e quella di interesse che essi sono in grado di esercitare: occorre definire i "fattori di influenza" di ciascun stakeholder individuato. La capacità di influenza dei singoli portatori di interesse è determinata dalla loro: dimensione, rappresentatività, risorse attuali e potenziali, conoscenze e competenze specifiche, collocazione strategica;

  • occorre stabilire il "livello di interesse" di ciascun stakeholder rispetto alla sua incidenza e alla sua "capacità di pressione". Il "livello di interesse" è stabilito da due fattori: l'incidenza della politica considerata rispetto alla sfera di azione e agli obiettivi del portatore di interesse individuato e dalle iniziative di pressione che gli stakeholder possono mettere in campo per promuovere o rivendicare i propri interessi o per favorire una propria partecipazione al processo decisionale.

Incrociando in una matrice influenza e interesse si ottengono tre categorie di stakeholder:

L'immagine rappresenta una tabella nella quale incrociando le matrici interesse e influenza si ottengono tre categorie di stakeholder:
incrociando l'interesse basso con l'influenza bassa si ottiene una cella priva di contenuto;
incrociando l'interesse basso con l'influenza alta si ottiene lo Stakeholder appetibile;
incrociando l'interesse alto con l'influenza bassa si ottiene lo Stakeholder debole;
incrociando l'interesse alto con l'influenza alta si ottiene lo Stakeholder essenziale.

  • gli stakeholder essenziali, cioè coloro che è necessario coinvolgere perché hanno alto interesse e alta influenza rispetto alla politica di riferimento e, quindi, forte capacità di intervento sulle decisioni che l’Amministrazione vuole adottare;
  • gli stakeholder appetibili, cioè coloro che opportuno coinvolgere poiché hanno basso interesse ma alta influenza. Questa categoria può essere rappresentata da gruppi di pressione o da opinion leader in grado di influenzare l’opinione pubblica rispetto a determinate tematiche;
  • gli stakeholder deboli, cioè coloro che hanno alto interesse ma bassa influenza. Questa categoria è rappresentata da soggetti che non hanno i mezzi e gli strumenti per poter esprimere in modo forte e omogeneo i propri interessi; questi soggetti coincidono spesso con le fasce destinatarie delle politiche dell’Amministrazione ed è quindi opportuno coinvolgerle nella formulazione delle politiche stesse.

Quanto sopra esposto è fondamentale, poiché il Dipartimento si interfaccia con una vasta gamma di portatori di interessi.

Alcuni aspetti meritano attenzione. Uno riguarda i singoli cittadini portatori di interessi elevati ma con scarsa possibilità di incidere sull’operato dell’amministrazione: la norma sulla class action permette a soggetti singoli di acquisire una incisività maggiore determinata dalla forza dell’unione con altri soggetti parimenti coinvolti. Quindi in sostanza quelli che in base alla matrice erano soggetti con alto interesse e bassa capacità di “influire”, hanno ora a disposizione con la class action una diversa incisività.

L’altro aspetto è il crescente rilievo è l’associazione di consumatori “ CITTADINANZaTTIVA “ –onlus. Il prossimo maggio l’associazione editerà la terza edizione della relazione annuale sulla giustizia, un documento che testimonia l’attenzione rivolta all’attività del Ministero – ed in parte rilevante a quella svolta dal Dipartimento – Una attenzione crescente , a giudicare dalla quantità di informazioni raccolte e dall’articolazione dell’indice che nel giro di due anni e divenuta molto capillare.

Infine la riforma sulla mediazione, considerata la quantità di interessi coinvolti , suscita particolare attenzione nei dei cittadini , che dovrebbero beneficiare di una giustizia “accelerata”; nei professionisti coinvolti nella “conciliazione” delle parti; nelle associazioni ed Università che si propongono come formatori di personale qualificato per l’attività di mediazione.

Una piccola opera di coinvolgimento degli stakeholder può dirsi attuata attraverso il sondaggio sull’opinione e sul grado di soddisfazione dell’utenza - portatori di interessi singoli o collegiali - che ha cercato informazioni, sul sito istituzionale, in merito all’attività del DAG.

A tal proposito è necessario fare alcune premesse di carattere generale.
La prima riguarda il fatto che il sondaggio attiene le informazioni pubblicato sul sito e non l’attività effettivamente svolta o i servizi offerti dagli uffici.

In secondo luogo è necessario soffermarsi sulle aspettative dell’utenza, sulla conoscenza della materia e sulla familiarità alla navigazione sul sito.
Infine nell’analizzare gli esiti dei due monitoraggi (bisogna rammentare che il primo si è formato su di un arco temporale più ampio – da fine luglio 2009 a fine aprile 2011 – rispetto al secondo – fine aprile 2011 a dicembre 2011 - dettaglio di non poco conto da rammentare nel fare valutazioni. Il sondare il grado di soddisfazione dell’utenza ha però portato i sui frutti, nel senso che gli Uffici coinvolti hanno affinato le informazioni fornite in funzione di un maggior dettaglio e di risposta alle domande più ricorrenti.

  1. DIREZIONE GENERALE GIUSTIZIA CIVILE

    In questa direzione i sondaggi si orientano in particolar modo sull’ufficio III che ha maggiori rapporti con una utenza esterna alla Pubblica Amministrazione.
    Bisogna precisare che quanto pubblicato non è una rappresentazione esaustiva delle attività svolte dall’ufficio e dunque le schede interattive attengono solo alcuni settori.
    Inoltre, una osservazione deve essere formulata in merito alla numerosità del campione, ossia il numero di utenti che, dopo aver visitato la specifica scheda, ha espresso un giudizio o lasciato un commento: un campione contenuto origina considerazioni con un basso livello di attendibilità .
    Comune a tutti i settori è la richiesta di un maggior facilità nei contatti sia telefonici che informatici ( qualcuno ci ha ricordato che la PEC è un obbligo anche per la Pubblica Amministrazione).
    Pertanto per gli argomenti che seguono, dove il campione è modesto, possono formularsi solo delle considerazioni .

    • L’area dedicata al riconoscimento di titoli stranieri si suddivide in quella per titoli conseguiti in ambito UE o extra UE. Per entrambe l’osservazione riguarda il fatto che l’Amministrazione si sta rivolgendo ad una utenza non italiana, pertanto si dovrebbe tradurre i testi – in una o due delle lingue straniere più utilizzate – per agevolare la comprensione.
    • Per il settore revisori contabili , forse sarebbe utile evidenziare solo il link con Consiglio Nazionale in modo che questa semplice informazione sia messaggera del fatto che è una competenza ad esaurimento e che le aspettative sulle informazioni devono essere rivolte altrove.

    Nulla può dirsi sui settori “associazioni professionali non regolamentate” e “iscrizione registro siti web autorizzati alle Aste Giudiziarie”.
    Discorso diverso invece per il settore relativo al registro organismi di mediazione, dove il campione, più numeroso, permette una maggior precisione. La parte di maggior interesse è quella relativa alle “domande frequenti” (FAQ) sia per il numero di utenti sia per la quantità di commenti che sono stati rilasciati e le percentuali risultano essere: 43% voti positivi, 41% parzialmente positivi e 16% negativi.
    Ciò che deve essere affinato sono Moduli pubblicati sul sito che riscontrano un elevato tasso di insoddisfazione.
    C’è da rilevare che l’attenzione posta agli esiti del sondaggio a giugno 2011 ed il conseguente affinamento delle informazioni fornite ha determinato una consistente riduzione nei quesiti basilari presenti nel 1º semestre. Si riscontra pertanto una maggiore complessità delle domande che evidenzia il superamento della fase di start-up individuando realtà che affrontano problematiche squisitamente operative. A puro titolo esemplificativo, si è passati da una prevalenza di quesiti attinenti requisiti, modalità, riferimenti normativi, a domande inerenti la formazione dei professionisti, problematiche legate alla privacy ed alle fisiologiche trasformazioni dell’organismo di mediazione.

  2. DIREZIONE GENERALE GIUSTIZIA PENALE

    Si ribadisce che il sondaggio attiene quanto pubblicato sul sito e non i servizi.
    In secondo luogo è necessario soffermarsi sulle aspettative dell’utenza, sulla conoscenza della materia e sulla familiarità alla navigazione sul sito.
    Nel caso di questa Direzione, il sondaggio si è potuto eseguire sull’Ufficio 3º - Casellario – ed ha riguardato informazioni circa il servizio di rilascio certificati / visura.
    Tutto ciò premesso, si può osservare che su 7 delle 8 aree tematiche l’utenza è soddisfatta mediamente al 66.7%.
    L’ultima, quella relativa ai moduli per il rilascio del certificato dei carichi pendenti, fa scendere il livello di soddisfazione a circa il 59% .
    Le questioni più spesso riportate riguardano nell’ordine : i costi che è necessario sostenere; la messa a disposizione della modulistica in particolare quella per l’autocertificazione; i contatti ( potrebbe essere utile un link con i recapiti ); la competenza territoriale per le richieste ed infine la possibilità di effettuare quanto necessario on line.

    Rispetto al primo semestre 2011, stando ai commenti lasciati dagli utenti che hanno visitato il sito, non sembra essere cambiato moltissimo eccezion fatta per l’assenza di commenti denigratori.

    Per concludere, nel corso del 2011 è stata proposta una azione collettiva ai sensi del D.lgs 198/09 con ricorso presentato al TAR del Lazio dall’Associazione Forense di Reggio Emilia ed altri finalizzato al ripristino di un adeguato funzionamento e dell’efficienza dei servizi, attraverso l’ampliamento delle piante organiche del tribunale di Reggio Emilia. La sentenza ha respinto il ricorso poichè “in presenza di un dato esogeno, costituito dal numero complessivo di personale a livello nazionale inferiore a quello previsto dalla somma delle piante organiche relative ad ogni distretto, la mera sussistenza di una scopertura a livello locale non può di per sé so la determinare una lesione dell’interesse tale da determinare l’accoglimento del ricorso”.