ARCHIVIO - WGB - Working Group on Bribery presso l’OCSE

L’Italia ha firmato e ratificato, con la Legge n. 300 del 29 settembre 2000, la Convenzione OCSE sulla Lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali, firmata a Parigi il 17 dicembre 1997.

In seno all’OCSE è costituito il Working Group on Bribery, cioè il Gruppo di lavoro sulla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle transazioni economiche internazionali, composto da 38 rappresentanti degli Stati Parte alla Convenzione, che si riunisce quattro volte all’anno a Parigi, per esaminare sia lo stato di adeguamento della legislazione degli Stati parte alla Convenzione OCSE, sia la sua concreta applicazione attraverso un meccanismo di peer review, cioè una valutazione che si concentra sul rendimento e risultati e che è anche finalizzata a migliorare la qualità e gli standard dell’oggetto della verifica.

La valutazione si articola nelle seguenti fasi: compilazione di un questionario, la realizzazione di una visita in loco da parte di membri del Segretariato OCSE e di esaminatori di Stati diversi, la presentazione di un rapporto sui quali si possono fare commenti ed integrazioni.

Il Ministero della giustizia partecipa alle riunioni del WGB ed esperti italiani hanno preso parte come esaminatori alle valutazioni di altri Paesi. Il capo della delegazione italiana al WGB è il cons. Lorenzo Salazar, il suo sostituto il cons. Anna Pagotto.

Attualmente, l’Italia è sottoposta al Terzo ciclo di valutazione sull’applicazione della Convenzione OCSE, il quale si concentra sui progressi realizzati rispetto alle raccomandazioni formulate in occasione dei precedenti cicli di valutazione, nonché le eventuali modifiche della normativa interna, gli sforzi attuati ed i risultati ottenuti in ambito di corruzione di pubblici ufficiali stranieri.

Questo Ministero ha ricevuto il 7 ottobre 2011 il rapporto sull'attuazione e l’applicazione della Convenzione OCSE per il quale sono state trasmesse precisazioni e commenti. Il rapporto definitivo, quale risultante dalla procedura in contraddittorio con l'Italia, è stato discusso ed approvato durante la sessione plenaria del 13-16 dicembre 2011.

La valutazione cui l’Italia è stata sottoposta riguardava il quadro normativo ed istituzionale di lotta alla corruzione internazionale, nonché le disposizioni pertinenti in materia di responsabilità delle persone giuridiche, riciclaggio di denaro, controlli contabili ed etici e trattamento fiscale delle tangenti, inoltre, le indagini, i procedimenti e le sanzioni comminate per reati di corruzione internazionale, la cooperazione giudiziaria internazionale e l’attività di sensibilizzazione dei pubblici dipendenti del settore privato e del pubblico.

aggiornamento: 11 aprile 2012