Anno giudiziario 2010: relazione del Ministero - Dipartimento per gli affari di giustizia

Indice

CIVILE
CONTENZIOSO
PENALE

 

CIVILE

La Direzione Generale per la giustizia civile ha seguito tutta la attività propedeutica alla predisposizione dello schema di convenzione, prevista dalla Finanziaria del 2008, che il Ministero di giustizia deve stipulare con Equitalia Giustizia S.p.a. per il recupero delle spese processuali e delle pene pecuniarie.

Scopo della convenzione è quello di restituire efficienza alla procedura di quantificazione e iscrizione a ruolo del credito erariale, riducendo i tempi procedimentali e quindi incrementando il gettito a favore dell’Erario. Sono state snellite le procedure amministrative e in conseguenza sono state date istruzioni agli uffici giudiziari per la uniforme applicazione di esse, curando altresì il coordinamento tra quegli uffici giudiziari e le articolazioni di Equitalia Giustizia anche al fine di incrementare le disponibilità del Fondo Unico giustizia.

Su altro settore, sono state gestite, in collaborazione con il Dipartimento Organizzazione giudiziaria, tutte le operazioni disposte per ripianare il debito riguardante le società noleggiatrici di apparati di intercettazione.

Per quanto riguarda gli Ordini professionali sono stati curati due concorsi per notai, il primo terminato a dicembre 2009, il secondo iniziato a marzo dello stesso anno, per il quale prosegue la correzione degli elaborati; nei giorni scorsi è stato bandito un ulteriore concorso, anche a seguito del D.M. del dicembre 2009 che ha aumentato il numero delle sedi notarili.

Nel dicembre 2009 è stato bandito il concorso per l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense; le commissioni istituite presso le sedi di Corti d’appello sono attualmente impegnate nella correzione degli elaborati.

A giugno dello stesso anno si sono tenuti gli esami per la iscrizione nell’Albo speciale per il patrocinio avanti alle Corti di Cassazione e altre giurisdizioni superiori.

Hanno partecipato 45 concorrenti, uno solo dei quali è stato ammesso agli orali, svoltisi il 10 dicembre scorso.

Per quanto riguarda le libere professioni, è terminata la stesura del regolamento per la disciplina degli onorari, indennità e rimborso spese per dottori commercialisti ed esperti contabili: il documento è stato trasmesso al Consiglio di Stato che di recente ha espresso parere interlocutorio.

Per la iscrizione al Registro dei revisori contabili è stata indetta una sezione di esame svoltasi a dicembre.

Viene inoltre seguita con particolare attenzione la tenuta del Registro degli Organismi deputati a gestire i tentativi di conciliazione previsti dal D.lgs. n. 5 del 2003: ad oggi risultano iscritti 58 Organismi.

In campo europeo il Dipartimento, per il tramite della Direzione Generale giustizia civile, ha partecipato alle riunioni del Comitato diritto civile finalizzate alla individuazione di due nuovi strumenti normativi comunitari che stabiliscano procedure di autorizzazione per gli Stati membri a negoziare accordi bilaterali con Paesi Terzi:

  1. per il riconoscimento e l’esecuzione di decisioni in materia matrimoniale, responsabilità genitoriale ed obbligazioni alimentari;
  2. obbligazioni contrattuali ed extra contrattuali.

È stata inoltre seguita l’agenda dei lavori del Comitato diritto civile per la individuazione delle priorità da affrontare nei 5 anni che ci sono davanti ai fini della attuazione del Programma di Stoccolma. In proposito, è stata evidenziata la necessità di abolire tutte le misure intermedie che ostacolano tutt’ora la libera circolazione ed attuazione delle decisioni giudiziarie nello spazio unico europeo (abolizione del c.d. exquatur) obiettivo che l’Italia persegue raccomandando, con altri Stati membri, la previsione di opportune garanzie per verificare la validità delle procedure seguite dalla A.G. emittente dell’altro Stato membro.

Va ricordato a questo proposito come nel programma congiunto che nei giorni scorsi si sono dati i tre Presidenti dell’Unione per i due semestri di quest’anno e per il primo semestre dell’anno venturo (Spagna, Belgio ed Ungheria) sia contenuto appunto l’impegno ad abolire l’exquatur con le stesse raccomandazioni avanzate a suo tempo dall’Italia, che anche in questo settore si trova ancora una volta in sintonia con le linee direttrici della politica europea.


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CONTENZIOSO

Relativamente alla attività svolta dalla Direzione Generale che segue il contenzioso va detto che nel 2009 i ricorsi con richiesta di indennizzo per ritardata giustizia sono stati 9192 rispetto agli 11904 del 2008.

I processi presupposti, in relazione ai quali cioè sorgono le domande di indennizzo, riguardano per il 78% il settore civile e solo per il restante 22% il settore penale.

Prevalgono soprattutto controversie per obbligazioni e contratti seguite da quelle per diritti reali, comunioni, successioni: le ragioni di fondo sono, quindi, quasi esclusivamente relative ad interessi commerciali e patrimoniali dichiarati lesi. Nell’ambito dell’attività conseguente appunto le decisioni emesse dalla Corte europea per i diritti umani, la Direzione Generale in argomento ha incrementato l’Archivio informatico dell’ufficio inserendo le pronunce sul sito del Ministero, dopo aver provveduto alla traduzione in italiano, ed unendo ad esse i precedenti giurisprudenziali di maggiore rilievo, una o più massime relative alle sentenze, e note interpretative quando occorra.

L’Archivio informatico è inserito nel centro elettronico presso la Corte di Cassazione ed è accessibile a tutti gli utenti del diritto.


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PENALE

Il Dipartimento per il tramite della Direzione Generale giustizia penale sta mettendo a punto la Banca Dati centrale dei beni sequestrati e dei beni confiscati: essa è installata presso il Casellario centrale dove, all’esito della attività organizzativa compiuta con la Direzione Generale per i Servizi informatici, potranno essere monitorate punto per punto le vicende relative ai beni criminali assicurati al patrimonio dello Stato, che ammontano ad oggi a 58.484.

È opportuno ricordare che da tempo la criminalità è una organizzazione con caratteristiche transnazionali, ed i beni illeciti vanno rintracciati ovunque: è necessaria un’azione sinergica con gli altri Paesi ove questi patrimoni possano essere celati; tra le strutture utilizzabili vi sono senz’altro le squadre investigative comuni previste dalla Convenzione europea del 2000 e dal conseguente Protocollo attuativo del 2001. Un testo emendato ed unificato è in Commissione Giustizia del Senato dal gennaio 2009, e ad esso si potrebbe utilmente dare ulteriore e definitivo seguito.

A questo proposito va ricordato che in  Parlamento sono in attesa di ratifica il Protocollo relativo alla Convenzione ONU contro la tortura e la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani: le Camere potrebbero inserire nel calendario dei lavori questi provvedimenti di ratifica, specialmente quello concernente la Convenzione europea.

Il primo dicembre 2009 è entrato in vigore il Trattato di Lisbona che abolisce il sistema di approvazione alla unanimità per procedure legislative, introducendo invece il voto a maggioranza qualificata. Nello stesso mese il Consiglio europeo ha approvato il programma nel settore Giustizia e Affari Interni, con la “tabella di marcia” per i prossimi 5 anni a partire da questo 2010. Tra le scadenze ravvicinate, una decisione in materia di diritti procedurali, nell’ottica dell’avvicinamento dei vari sistemi giurisdizionali, e la proposta, avanzata da Spagna e Italia, del cosiddetto “ordine di protezione europeo”: si tratta di rendere operativo in ambito europeo l’ordine emesso dalla A.G. di uno Stato membro nei confronti di chi sia accusato ad esempio di “stalking”, affinché il divieto di arrecare molestie alla vittima possa essere anche eseguito fuori dai confini di quello Stato.

Va inoltre sottolineato che nel programma del Consiglio vi è anche una condivisione netta della posizione assunta dal Ministero della Giustizia italiano affinché l’Europa si faccia carico, con il singolo Paese che ne sia gravato, del problema relativo al sovraffollamento delle carceri.

Sempre nell’ambito della attività internazionale, una delegazione del Dipartimento Affari di Giustizia si è recata in Cile nell’aprile 2009 allo scopo di prestare assistenza tecnica in materia di responsabilità penale delle persone giuridiche. La missione era stata richiesta dal Segretariato Generale dell’OCSE e direttamente dal governo cileno, interessato alla adozione di un’efficace disciplina legislativa in tale materia, ai fini dell’ingresso del Cile nell’OCSE.

La delegazione ha portato a termine i lavori in maniera concreta poiché ha dato apporto alla stesura di una legge largamente ispirata a quella italiana (L. 231 del 2001), che è stata infine adottata da quel Paese nello scorso dicembre.

Si sono tenute due attività di formazione (Twinning) con finanziamento europeo, in Macedonia ed in Bulgaria, dove sono state poste le basi per la introduzione, in quei sistemi normativi, di leggi destinate a combattere il crimine organizzato e la corruzione ad esso collaterale.

Tutto ciò senza perdere di vista l’impegno derivante dalla preparazione del G8 Giustizia, che ha avuto la presidenza italiana e nel corso del quale è stata portata avanti la redazione di due nostri progetti, uno in materia di forme avanzate di confisca, come quella per equivalente, l’altro in materia di responsabilità penale delle persone giuridiche.

Il Dipartimento segue anche il settore delle estradizioni: nell’anno 2009 sono state aperte 500 nuove procedure, che si sommano a quelle tutt’ora pendenti e relative agli anni precedenti. Tra le procedure in via di definizione si può ricordare quella relativa a Cesare Battisti, la cui pratica estradizionale ha avuto esito positivo presso il Tribunale Federale del Brasile.

Per quanto riguarda la applicazione del Mandato di arresto europeo, ad esso si fa sempre più ricorso da parte degli Organi giudiziari dei vari Paesi, e ciò depone favorevolmente per una prognosi di maggior applicazione del principio del mutuo riconoscimento dei provvedimenti giudiziari in ambito europeo.

Nel corso del 2009 sono stati aperte dal Dipartimento per gli Affari di Giustizia 1500 nuove procedure, che si sommano a quelle nate a partire dal 2005 e ancora pendenti per irreperibilità del ricercato o perché non ancora esaurita la procedura giurisdizionale. Nel marzo del 2009 si è concluso il procedimento di valutazione condotto dal Consiglio dell’Unione europea sulle attività di incremento dell’applicazione in Italia di quello strumento processuale. La valutazione si è conclusa con parole di elogio per le Autorità giudiziarie e amministrative italiane.

Anche il ricorso alla procedura di trasferimento dei detenuti condannati vede un aumento, sia per quanto riguarda i cittadini italiani condannati all’estero, sia con riferimento a stranieri detenuti in Italia.

Tale strumento, nato per evitare ulteriori disagi a chi sconta una pena in un Paese diverso dal proprio, sta svolgendo un ruolo rilevante nell’attività che impegna il Ministero, anche attraverso il Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria, per contrastare e diminuire il sovraffollamento delle strutture penitenziarie nazionali.

In questa ottica, tramite il Dipartimento Affari di Giustizia sono stati stilati accordi bilaterali con l’Albania e la Romania per accelerare lo svolgimento delle attività amministrative connesse all’attuazione pratica dei trasferimenti: riunioni operative si sono tenute a Bucarest e a Roma con i vertici amministrativi dei due Ministeri di Giustizia, concluse con la redazione di un vademecum di buone prassi da seguire in tale settore. Queste iniziative hanno suscitato l’interesse di India e Pakistan, che tramite i competenti Ministeri hanno avviato contatti preliminari per la stesura di analoghi accordi.

Sono in corso le attività dirette a uniformare, a livello internazionale il criterio di iscrizione dei titoli di reato, al fine di rendere possibile la interconnessione tra il sistema informativo del Casellario (S.I.C.) e quello della cognizione penale (S.I.C.P.) così da rendere completamente sicura ed affidabile la certificazione relativa ai carichi pendenti.

La interconnessione tra il S.I.C. e il sistema integrato della esecuzione e della sorveglianza (S.I.E.S.) prevede una prima fase concernente la realizzazione di standard applicativi diretti alla acquisizione automatica dei dati del titolo esecutivo (sentenze o decreto penale) e di quelli del relativo certificato del Casellario giudiziale. Questa fase si è conclusa a maggio 2009 e il collaudo, effettuato a luglio dello stesso anno, ha avuto esito positivo. La seconda fase ha visto la comparazione tra i provvedimenti giudiziari gestiti dal S.I.E.S. (sistema integrato della esecuzione e della sorveglianza) relativamente alla magistratura di sorveglianza. In questo anno 2010 si procederà allo stesso modo per quanto riguarda l’attività degli uffici di esecuzione, che fanno organicamente capo alle Procure.

In questo anno 2010 si procederà anche all’avvio del sistema previsto per la consultazione diretta del Casellario da parte delle amministrazioni pubbliche e dei gestori di pubblici servizi. La nuova architettura informatica è stata collaudata nel novembre 2009 e attualmente si sta provvedendo alla migrazione dei dati.

È in fase avanzata anche la costituzione del Casellario Centrale Europeo (network judicial registers; NJR) al fine di dare attuazione, anche in questo settore, alla Convenzione europea del 1959 sulla mutua assistenza in materia penale.

In base alla Decisione Quadro del Consiglio d’Europa del 21 novembre 2005, l’Ufficio III presso la Direzione Generale giustizia penale del Dipartimento Affari di Giustizia è stato individuato come Autorità Centrale per lo scambio di informazioni. Il progetto consente le registrazioni informatiche delle sentenze pronunciate a carico di cittadini di uno Stato membro da parte di Autorità Giudiziarie di altri Paesi membri, e permette inoltre l’interrogazione telematica diretta dei Casellari degli altri Stati partecipanti.

Attualmente del progetto fanno parte 16 Stati membri, tra cui ovviamente l’Italia. Il software è stato collaudato positivamente il 30 novembre 2009 ed entrerà in funzione in questi giorni. Gli altri dodici Paesi saranno connessi entro la fine di giugno 2012.

Perché tale servizio sia però completamente efficace sarà necessario informatizzare anche gli avvisi di condanna ricevuti dai Paesi membri negli ultimi 5 anni: il finanziamento europeo in proposito è stato erogato, e il progetto dovrebbe concludersi entro il prossimo dicembre.


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aggiornamento: 9 febbraio 2010