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Informazioni relative al pagamento delle condanne ai sensi della legge "Pinto"

aggiornamento: 13 dicembre 2016

Pagamento degli indennizzi e delle spese conseguenti al contenzioso della L. n. 89/2001

Al pagamento degli indennizzi e delle spese conseguenti al contenzioso della L. n. 89/2001, nei quali il Ministero della giustizia è convenuto in giudizio e condannato ai sensi della citata legge, provvede il medesimo Ministero con il capitolo 1264 (“Somma occorrente per far fronte alle spese derivanti dai ricorsi proposti dagli aventi diritto ai fini dell’equa riparazione dei danni subiti in caso di violazione del termine ragionevole del processo”), gestito dal Dipartimento degli Affari della giustizia.

Tale capitolo è stato fino all’anno 2012 incrementato mediante prelievo dal capitolo 2829 dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (“Fondo da ripartire per far fronte alle spese derivanti dai ricorsi di equa riparazione”- spese obbligatorie).

Stante la disposizione contenuta nella stessa legge 89/2001, secondo cui “L'erogazione degli indennizzi agli aventi diritto avviene nei limiti delle risorse disponibili”, negli anni passati, il relativo stanziamento a favore del Ministero della giustizia è stato effettuato dal Ministero dell’economia e delle finanze una volta all’anno e con notevole ritardo (solitamente tra aprile e luglio) e in entità mai sufficiente né alla liquidazione dei decreti emessi nell’anno in corso né all’azzeramento del debito arretrato (nel 2011 e nel 2012 lo stanziamento è stato pari a circa il 10% del debito accumulato).

Con l’anno 2013, per la prima volta, la legge di bilancio ha stabilito a favore del Ministero della giustizia una assegnazione di fondi sul capitolo 1264, peraltro in quantità ancora del tutto insufficiente (50 milioni di euro) rispetto all’entità del debito (oltre 340 milioni di euro); nel 2014 lo stanziamento è stato di circa 100 milioni di euro e nel 2015 di 180 milioni di euro a fronte di un debito arretrato pari a 456 milioni di euro.

Quanto alle modalità di pagamento degli indennizzi, considerato l’elevato numero di condanne riportate dal Ministero della giustizia nei contenziosi ex lege 89/2001, il Dipartimento per gli affari di giustizia, sin dall’aprile 2005, ha delegato la liquidazione delle somme alle singole Corti di appello, “in un’ottica di decentramento e decongestione”, con relativo accreditamento di fondi prelevati dal capitolo 1264.

Spetta pertanto alla Corte di Appello che emesso il decreto di condanna provvedere al pagamento degli indennizzi.

Alla Corte di appello, che ha emesso l’originario decreto, viene altresì delegato il pagamento degli indennizzi stabiliti in sentenze emesse dalla Corte di Cassazione, previa istruttoria a cura della Direzione generale del contenzioso.

E’ stata altresì delegata alle Corti di Appello l’esecuzione di sentenze emesse dai giudici amministrativi per l’ottemperanza di provvedimenti decisori di cui alla Legge 89/2001 e depositate dal primo ottobre 2013.

 

Legge di stabilità 2016 – Dichiarazione necessaria per ricevere il pagamento dell’indennizzo

La legge di stabilità 2016 prevede che al fine di ricevere il pagamento delle somme liquidate in base alla legge n.89/2001, il creditore rilascia all’amministrazione debitrice una dichiarazione, ai sensi degli articoli 46 e 47 d.p.r. n.445/2000, attestante:

  • la mancata riscossione di somme per il medesimo titolo
  • l’esercizio di azioni giudiziarie per lo stesso titolo
  • l’ammontare degli importi che l’amministrazione è ancora tenuta a corrispondere
  • la modalità di riscossione prescelta

Tale dichiarazione, con la relativa documentazione, dovrà essere inviata alla Corte di Appello che ha emesso il decreto di condanna e che provvede al pagamento dello stesso.
Con decreto del Capo Dipartimento per gli affari di giustizia del 28 ottobre 2016 sono stati approvati, ai sensi dell’art.5 sexies, comma 3, legge n.89/2001, i seguenti nuovi modelli di dichiarazione denominati:

  1. mod. Pinto persona fisica;
  2. mod. Pinto persona giuridica;
  3. mod. Pinto antistatario;
  4. mod. DSAN-eredi, da utilizzare per il pagamento.

Tali modelli sostituiscono integralmente il modello in precedenza pubblicato su questo sito.
I creditori di provvedimenti notificati successivamente all’adozione del predetto decreto del Capo Dipartimento trasmettono la dichiarazione e la documentazione avvalendosi esclusivamente della presente modulistica.

 

Piano straordinario di rientro dal debito Pinto – Pagamento dei decreti emessi dal 1° settembre 2015 dalle Corti di appello di
Caltanissetta - Catanzaro - Genova - Lecce - Napoli - Perugia - Potenza - Roma - Salerno

L’elevato numero di decreti di condanna ancora da pagare, a causa dei modesti fondi assegnati, ha determinato il formarsi di un consistente debito non fronteggiabile se non attraverso un intervento straordinario.

Il Dipartimento per gli affari di giustizia del ministero ha perciò elaborato un Piano di rientro, reso possibile dalle maggiori risorse messe a disposizione dalla legge di bilancio 2015-2017 e che si avvale della collaborazione offerta dalla Banca d’Italia per lo smaltimento delle pratiche di pagamento.

Il Piano prevede che:

  • le Corti di appello continuino ad effettuare il pagamento dei provvedimenti di condanna già emessi nei confronti dell’Amministrazione della giustizia, concentrandosi così, secondo le direttive del Dipartimento per gli affari di giustizia, nella eliminazione dei debiti pregressi
  • la Direzione generale del contenzioso e dei diritti umani proceda parallelamente al pagamento dei provvedimenti di condanna dell’Amministrazione sopravvenienti, garantendo la tempestività dei nuovi pagamenti nei termini assegnati dalla legge (120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo), grazie anche all’istruttoria delle pratiche della Banca d’Italia.

Dopo una prima fase di sperimentazione che ha riguardato principalmente la Corte di appello di Roma, a partire dal 1°dicembre 2015 il Piano è esteso alle Corti di appello, maggiormente gravate dal debito arretrato:
Caltanissetta, Catanzaro, Genova, Lecce, Napoli, Perugia, Potenza, Roma e Salerno.

Quindi, i decreti di condanna emessi a partire 1°settembre 2015 (data del deposito in Cancelleria), da queste Corti di appello in composizione collegiale e monocratica (sia con il “vecchio” che il “nuovo” rito), verranno posti in pagamento purché notificati ritualmente al Ministero presso l’ Avvocatura dello Stato.

Per i decreti emessi con il “nuovo” rito, la notifica del ricorso, unitamente al decreto che accoglie la domanda di equa riparazione, deve essere effettuata entro 30 giorni dal deposito in cancelleria del provvedimento.

I beneficiari riceveranno comunicazione dell’avvio della procedura di liquidazione, nonché richiesta della documentazione necessaria per il pagamento, tramite messaggio di posta certificata inviato dalla Banca d’Italia all’indirizzo di posta elettronica del difensore indicato in ricorso.

In mancanza di invio alla Banca d’Italia della documentazione e dei dati richiesti NON sarà possibile procedere al pagamento del decreto.

L'ufficio risponde alle richieste degli avvocati o delle parti (esclusivamente per le pratiche per le quali abbiano mandato o delega espressa del difensore titolare) inoltrate

  • via mail al seguente indirizzo: prot.dag@giustiziacert.it
     
  • via telefono al numero 06/68852870 nei giorni: martedì e giovedì dalle 10 alle 13