salta al contenuto

DGM - Carta dei servizi - Campania

aggiornamento: 5 febbraio 2015

DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE
CENTRO PER LA GIUSTIZIA MINORILE PER LA CAMPANIA
NAPOLI

 INDICE
Centro per la giustizia minorile - Napoli
Centro Prima Accoglienza - "Don Peppino Diana" - Napoli
Istituto penale per i Minorenni maschile e femminile con Centro Prima Accoglienza femminile - Nisida Napoli
Comunità pubblica per minori e struttura di accoglienza - Nisida Napoli
Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni - Napoli
Comunità per minori - S. Maria Capua Vetere (CE)
Istituto penale per i Minorenni - Airola
Centro Prima Accoglienza per minori - Salerno
Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni - Salerno

 

PREMESSA
Il Centro per la Giustizia Minorile di NAPOLI competente per la sola regione CAMPANIA (d’ora in avanti CGM), è coinvolto nel processo di riforma che la Pubblica Amministrazione ha avviato da circa vent’anni, teso alla semplificazione delle procedure e alla trasparenza dei processi e delle pratiche. Tale percorso di rinnovamento è proteso, inoltre, verso la definizione di standard di qualità che tengano conto dei bisogni di coloro che accedono al servizio.

Per queste motivazioni, a seguito anche delle ultime normative sull’argomento, tra cui il Decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 19 dicembre 2006 “per una Pubblica Amministrazione di qualità” (Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2007) e la Legge 244/2007 art. 2 c. 461, è stata realizzata questa Carta dei Servizi con l’obiettivo di far conoscere il sistema Giustizia Minorile sui territori sopraindicati ed attivare in un circuito virtuoso la comunicazione con i vari utenti che si interfacciano con i Servizi minorili.

La Carta dei Servizi è un importante strumento di politica pubblica per la promozione della qualità dei servizi, l’informazione e l’orientamento: aiuta a ridurre il rapporto di asimmetria con il cittadino-utente, in particolare il giovane autore di reato il cui accesso al Servizio avviene attraverso un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria Minorile. I ragazzi, pertanto, pur “condizionati”, durante la loro permanenza nel circuito minorile, sono portatori di diritti soggettivi che devono essere garantiti da specifiche azioni di tutela come previste dalle normative di riferimento.
L’adesione del minore al percorso trattamentale proposto ed avviato nei Servizi minorili, attraverso il confronto e l’autorizzazione di una Magistratura minorile attenta ai percorsi di cambiamento e garantista nell’applicazione della norma, costituisce il prodotto da realizzare e da verificare nel sistema tramite appositi indicatori.

La Carta dei Servizi risulta una guida di facile consultazione, che prevede anche un modulo di suggerimenti per la segnalazione di eventuali disservizi e di proposte, ed offre un quadro fruibile delle normative di riferimento, dell’organizzazione interna del Centro per la Giustizia Minorile, dei Servizi minorili dipendenti, nonché brevi cenni sui rapporti interistituzionali e le necessarie informazioni di contatto con questa Amministrazione.

Spesso Istituzioni ed Uffici sono stati percepiti come luoghi distanti dal cittadino comune e le “pratiche” necessarie per accedere e fruire dei servizi intese come complicate e talvolta, inutili.
Tale percezione si inscrive in una visione di dette Istituzioni come contesti dominati dalla cattiva burocrazia e da lentezza procedurali.
A favorire tale percezione ha contribuito, spesso, una comunicazione istituzionale non chiara, espressa con un linguaggio non più in uso e in gran parte incomprensibile al senso comune.
L’obiettivo di questa Carta dei Servizi è il superamento o, almeno, l’attenuazione di questa percezione. Per questo motivo vengono presentati gli Uffici distrettuali della Giustizia Minorile ed ogni singolo servizio in una maniera che si sforza di essere chiara ed immediata, concentrandosi sulle informazioni fondamentali circa le funzioni e i compiti dei singoli servizi ed il modo, per il cittadino, di entrare in contatto con essi in un rapporto di reciproca comprensione e fiducia.

 

NOTE METODOLOGICHE
La realizzazione della Carta dei Servizi si inserisce in una cultura della qualità che prova a rideterminare il rapporto tra il cittadino e lo Stato attraverso il lavoro di elaborazione e declinazione dei valori di riferimento intorno ai quali i Servizi si impegnano e si caratterizzano. Questo lavoro ha mobilitato tutti gli operatori di tutte le aree dei Servizi minorili allo scopo di favorire il confronto e la condivisione di un documento che rinnovi la consapevolezza e l’appartenenza.
La stesura della Carta si è configurata come occasione formativa, anche in termini di autoformazione. Ha richiesto una riflessione attenta e onesta sulla qualità del Servizio, sul suo funzionamento complessivo e sui tratti di qualità che si intendono garantire.
Base del lavoro è stato quanto indicato nella delibera n. 3 del 2012 della Commissione per la Valutazione e la trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche – CIVIT “Linee guida per il miglioramento degli strumenti per la qualità dei servizi pubblici”.

La presente Carta dei Servizi, quale primo momento di definizione dei servizi resa al cittadino, sarà costantemente aggiornata ed integrata nelle successive stesure annuali. Vuole essere un primo momento di definizione dei servizi resi al cittadino e sarà aggiornata ed implementata con nuove informazioni nelle prossime stesure.

 

SI RIVOLGE IN MODO PARTICOLARE:

  • Ai minori e ai giovani adulti che entrano nel circuito penale minorile e alle loro famiglie;
  • Alle Autorità Giudiziarie minorili e ordinarie;
  • Agli Enti e Istituzioni Pubbliche nelle diverse articolazioni territoriali;
  • Ai Soggetti privati e del privato sociale operanti nel territorio;
  • Alle cittadine e ai cittadini tutti;
  • Ai Servizi minorili della Giustizia.

 

MANDATO ISTITUZIONALE
Il Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di Napoli è un organo di decentramento amministrativo del Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile, con territorio di competenza regionale, corrispondente alle Corti di Appello di Napoli e di Salerno. Nell’espletamento del proprio mandato istituzionale, esercita funzioni di programmazione tecnica ed economica, coordinamento, indirizzo, controllo e verifica dell’attività dei Servizi minorili, in tutto dieci nel Distretto (Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni di Napoli e Salerno; Istituti Penali per minorenni di Airola e Nisida; Centro di Prima Accoglienza di Napoli, Nisida - femminile, annesso all’IPM - e Salerno; Comunità ministeriale di Salerno annessa al CPA, Nisida e Santa Maria Capua Vetere, entrambe con annesso Centro Diurno Polifunzionale).
Il CGM è la struttura di coordinamento degli interventi sul territorio in materia di trattamento della criminalità minorile; promuove azioni di progettazione e collegamento con gli Enti Locali, Associazioni del Privato sociale, del Volontariato, Istituzioni locali, nazionali ed internazionali.
Il CGM ha lo scopo di assicurare interventi specializzati per il trattamento dei minori e di procedere all’analisi permanente dei fenomeni sociali interconnessi con la devianza e la delinquenza minorili.
Ha in corso convenzioni per Tirocini formativi e professionali con: l’Università Federico II di Napoli - Dipartimento di Sociologia, Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale, con l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli - Facoltà di Scienze della Formazione - Corso di laurea in Scienze dell’Educazione e con l’Università Suor Orsola Benincasa di Salerno - Facoltà di Scienze della Formazione - Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale. Ha in corso, inoltre, una Convenzione con l’Istituto Campano di Psicologia Giuridica per la formazione post lauream per gli iscritti al Corso di Formazione in Psicologia Giuridica.
Gestisce le spese di funzionamento degli Uffici giudiziari minorili di Napoli (Tribunale per i minorenni e Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli).

 

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI
Il sistema penale minorile rappresenta il risultato di un lungo processo di maturazione della coscienza civile che, nel tempo, ha riconosciuto la specificità della condizione minorile. In conseguenza di ciò la società civile ha tentato di costruire un sistema differenziato di diritto penale che tende alla tutela dei diritti dei minori, primo fra tutti il diritto all’educazione. Una cultura già matura, grazie al principio costituzionale dell’art. 27 che sancisce esplicitamente: “… le pene …devono tendere alla rieducazione del condannato”.

I riferimenti normativi significativi di tale percorso di specializzazione della materia minorile sono:

  • Regio Decreto Legge 20 luglio 1934, n. 1404: “Istituzione e funzionamento del tribunale per i minorenni” (nascita dei Centri di rieducazione per i minorenni);
  • Decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n. 1538: “Decentramento dei servizi del Ministero di Grazia e Giustizia relativi agli istituti di prevenzione e di pena”;
  • Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448: “Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni”;
  • Decreto Legislativo 28 luglio 1989, n. 272: “Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988. n. 448, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni” (cambia anche la denominazione dei Centri di Rieducazione minorenni in Centri per la Giustizia Minorile);
  • Circolare Dipartimento Giustizia Minorile prot. 37326 del 28 dicembre 2006: “Linee guida del Modello organizzativo ed operativo del Servizio Tecnico”;
  • Circolare Dipartimento Giustizia Minorile prot. 9616 del 23 marzo 2011: “Linee di orientamento tecnico-operative”; Regione Campania n. 620 del 13/11/2012 “Indirizzi operativi per la presentazione delle richieste per l’attivazione di programmi terapeutico-riabilitativi ai sensi del D.P.R. rivolti a detenuti tossicodipendenti”
  • Delibera Regione Campania n. 621 del 13/11/2012”Indirizzi operativi per la gestione per gli inserimenti in comunità terapeutica dei minori tossicodipendenti e/o portatori di disagio psichico sottoposti a provvedimento dell’Autorità Giudiziaria”;
  • Circolare Capo Dipartimento n.1.2013 del 18/03/2013”Modello intervento e revisione dell’organizzazione e dell’operatività del Sistema dei Servizi Minorili della Giustizia” e relativi disciplinari;
  • Decreto Capo Dipartimento n. 2 del 28.10.2013 di rideterminazione dei Centri di prima Accoglienza che prevede CPA autonomi, CPA a chiamata dall’adiacente IPM, CPA in annessa Comunità Ministeriale, CPA in Centro Polifunzionale, CPA in Comunità pubbliche o autorizzate;
  • Legge 117 dell’11/08/2014 di conversione del decreto legge n. 92 26/06/2014 “Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati”, in particolare per la competenza dei Servizi Minorili della Giustizia nella gestione dei ragazzi che hanno compiuto il reato da minorenne, fino al compimento del venticinquesimo anno di età.

 

ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO
Il Decreto Ministeriale 23 ottobre 1989 prevede le aree interne del CGM individuando tre Servizi (Servizio Segreteria, Servizio Tecnico e Servizio Amministrativo-Contabile) dei quali definisce i rispettivi compiti e responsabilità.
Oltre alle tre aree funzionali sopra indicate è presente, da alcuni anni, il Servizio Sicurezza.

Servizio Segreteria:
L’attività della Segreteria si esplica sia in un lavoro di supporto alle due aree del CGM, Ragioneria e Servizio Tecnico, sia in un'attività di coordinamento e consulenza, per alcune materie e normative, agli altri Servizi del Distretto.
Il Servizio Segreteria si occupa della ricezione, smistamento ed invio di tutta la posta in arrivo ed in partenza dell’Ufficio Distrettuale, compresa la PEC, la protocollazione elettronica conseguente di tutti gli atti, con invio, in prevalenza, in posta elettronica, e la sottopone alla firma e al controllo del Dirigente;
Oltre a ciò, esplica tutte le attività istituzionali previste dal D.M. del 23/10/89, relativo alla organizzazione interna dei CGM, in particolare:

  • Malattia, maternità, aspettativa, congedi e permessi del personale civile;
  • Controllo delle presenze tramite il programma del badge, buoni pasto, straordinario del personale civile;
  • Pratiche di pensione, cause di servizio, equo indennizzo;
  • Relazioni sindacali,
  • Commissione sorveglianza e scarto, commissione alloggi demaniali;
  • Elaborazione dati del Leggi 104/92, 68/99 per l’assunzione categorie protette;
  • Concessione per le autorizzazioni ad incarichi extra lavorativi non retribuiti per i funzionari e Direttori del Distretto;
  • Anagrafe delle prestazioni; inserimento dei permessi sindacali e della Legge 104 nell’ambito delle banche dati informatiche predisposte dalla Funzione Pubblica;
  • Decreti di aspettativa, maternità, aventi ricadute sul rapporto di lavoro e sulla retribuzione individuale dei dipendenti;
  • Concessione dei permessi studio nell’ambito del Distretto;
  • Trasferimenti e distacchi del personale civile, nell’ambito distrettuale ed extra distrettuale;
  • Cura l’archiviazione degli atti Generali e dei fascicoli individuali del personale del distretto;
  • Aggiornamento della banca dati, in collaborazione con il CED, di tutto ciò che riguarda il personale del Distretto, in particolare circa la fruizione del part-time;
  • Contatto diretto con gli Uffici Distrettuali competenti in tali materie;
  • Ricerca di atti nell’ambito del Protocollo.

Servizio Tecnico:
Come stabilito dalle recenti circolari ministeriali del 2006 e del 2011, il Servizio Tecnico svolge funzioni di staff alla Direzione del Centro e di “servizio” ai Servizi, fornendo supporto e consulenza in relazione all’attuazione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria minorile. Più specificatamente:

  • Su proposta e/o intesa con le Direzioni dei Servizi Minorili, provvede all’assegnazione e trasferimento dei minori, individua la Comunità dell’Amministrazione o del privato sociale più idonea all’accoglienza, per l’esecuzione della misura cautelare del collocamento in Comunità (art.22 DPR 448/88, per i casi di disagio psichico e/o tossicodipendenza in collaborazione con le ASL); ricerca nuove realtà comunitarie, effettua visite ed incontri con le comunità, per la verifica della rispondenza del servizio educativo-residenziale prestato; sostiene il monitoraggio e la verifica dei progetti “di sistema” in collaborazione con i Servizi Minorili, non i progetti educativi dei singoli minori, per i quali la competenza esclusiva è dei Servizi minorili.
  • Provvede alla registrazione e monitoraggio della movimentazione giornaliera dell’utenza presente ed assegnata per ciascun C.P.A ed I.P.M., Comunità pubblica o privata.
  • Realizza la raccolta della documentazione tecnica; la raccolta, elaborazione, organizzazione/ diffusione dei dati statistici
  • Promuove e coordina attività decentrata di formazione e aggiornamento per il personale in collaborazione con le Scuole di formazione del personale minorile, in collegamento con i Servizi della Regione, degli Enti locali e con associazioni, cooperative ed altri organismi locali e non.
  • Provvede all'organizzazione, funzionamento e coordinamento dei Servizi Minorili dipendenti, all’assegnazione e trasferimento di minori, al coordinamento delle attività relative all’assistenza religiosa, all’istruzione, alla formazione professionale e delle attività culturali ricreative, anche in collaborazione con gli Enti locali ed il Servizio Sanitario Regionale (ASL),
  • Interviene nella verifica dei metodi e delle procedure, nella programmazione generale degli interventi e dell’operatività complessiva dei Servizi Minorili dipendenti, stipula convenzioni con Università (per l’anno in corso: Federico II e Suor Orsola Benincasa di Napoli; Università di Fisciano e Suor Orsola Benincasa di Salerno)
  • Si occupa della raccolta dei dati con l’ausilio del sistema informativo SISM di recente applicazione che consente la creazione di fascicoli informatici e l’aggiornamento in tempo reale sulla presenza dei minori e dei giovani-adulti in carico ai Servizi minorili.

Inoltre, si interconnette con i Servizi Segreteria e amministrativo/contabile per:

  • la programmazione annuale con progettazione delle politiche educative rivolte ai minori in carico ai Servizi minorili;
  • il monitoraggio in itinere e la verifica delle progettualità avviate;
  • monitoraggio quali/quantitativo degli inserimenti in comunità dei minori;
  • promozione di criteri di snellimento delle procedure burocratiche;
  • conoscenza degli obblighi e/o agevolazioni previsti dalle normative in rapporto alle aree di lavoro curate (scuola; lavoro; contratti di lavoro; competenze istituzionali).

Servizio Amministrativo-Contabile:

  • interviene per la previsione e programmazione delle spese del CGM e dei Servizi dipendenti;
  • effettua procedure di ripartizione ed assegnazione fondi attraverso l’emissione degli ordini di accreditamento a favore dei Funzionari delegati per i Servizi minorili con autonomia contabile e la gestione diretta per i Servizi privi di autonomia contabile;
  • compila il conto consuntivo;
  • predispone gli atti relativi alle gare di appalto per importi sopra e sotto soglia comunitaria, per agli acquisti di beni e la fornitura dei servizi e l’esecuzione dei lavori;
  • verifica gli atti di gara e predispone i contratti, anche con l’intervento dell’Ufficiale Rogante, controlla, impegna e liquida la relativa spesa;
  • cura gli acquisti del materiale di cancelleria, informatica, arredo, attrezzature e del materiale necessario all’accoglienza e al mantenimento dei minori mediante adesione alle Convezioni CONSIP, ordini diretti o richiesta di offerta sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione per i Servizi Minorili dipendenti privi di autonomia contabile, arredamento ed attrezzature per gli Uffici Giudiziari Minorili;
  • impegna e liquida le spese di noleggio relative agli apparati di stampa e ai dispositivi multifunzione, ordinate in Convenzione CONSIP, per il CGM, i Servizi minorili privi di autonomia contabile e gli Uffici Giudiziari Minorili;
  • impegna e liquida le spese fisse relative alle utenze sia per tutti gli Uffici – CGM e Giudiziari – ubicati nel complesso demaniale “Ai Colli Aminei”, sia dei Servizi Minorili privi di autonomia contabile;
  • impegna e liquida le spese relative alle utenze di telefonia mobile “di servizio” in dotazione ai dirigenti/funzionari del CGM e dell’Autorità Giudiziaria Minorile;
  • cura i contatti con gli Enti Gestori delle comunità del privato sociale ai fini di controllarne i requisiti di contrattazione con la Pubblica Amministrazione sia nella fase di avvio del rapporto di collaborazione sia in itinere; verifica la compatibilità tra i dati forniti dalle strutture e le presenze dei minori collocati risultanti all’Ufficio, ai fini del controllo degli importi fatturati; cura tutte le fasi della programmazione, dell’accertamento e della liquidazione della spesa relativa al pagamento delle rette di collocamento presso le strutture del privato sociale dei minori in area penale;
  • controlla gli atti, predispone le lettere di incarico, verifica i requisiti di contrattazione con la Pubblica Amministrazione, impegna e liquida la spesa relativa agli affidamenti delle progettualità, presentate dalle Agenzie educative del territorio tramite le Associazioni/Enti di cooperazione sociale o elaborate dai Servizi Minorili dipendenti, finalizzati ai programmi educativi e ai percorsi formativi, di socializzazione e di reinserimento sociale sia dell’utenza penale minorile interna sia di quella esterna;
  • impegna e liquida le spese relative alle missioni del personale civile e di polizia penitenziaria e ai servizi utilizzati per le trasferte di lavoro dal personale;
  • provvede alla gestione automezzi e a tutte le pratiche ad essa correlate;
  • predispone le pratiche edilizie per i Servizi Minorili dipendenti e per gli Uffici Giudiziari Minorili;
  • cura le pratiche relative alla manutenzione ordinaria sia degli immobili ubicati nel Complesso demaniale dei Colli Aminei, sia di quelli destinati a sede dei Servizi Minorili dipendenti privi di autonomia contabile;

Servizio Sicurezza:

  • Interviene nel coordinamento del Servizio di vigilanza e sicurezza per il personale dipendente e per la Struttura del CGM;
  • Interviene nella trattazione degli affari generali e del personale appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria, in servizio presso le strutture penali minorili del distretto;
  • Cura la corrispondenza cosiddetta classificata/riservata (mediante apposito apparato Cryptophone ubicato all’interno dell’Ufficio);
  • Cura la gestione del vestiario, armamento, degli automezzi in dotazione al Corpo di Polizia Penitenziaria;
  • Interviene, su disposizione del DGM e del Dirigente del CGM, nell’azione di sostegno in particolari situazioni di emergenza operativa negli Istituti e Servizi dipendenti;
  • Sovrintende alla programmazione della Formazione/aggiornamento professionale del Personale del Corpo di polizia penitenziaria.

 

ORGANIZZAZIONE
Il Centro Giustizia Minorile di Napoli è così organizzato al suo interno:
Dirigente - dott. Giuseppe Centomani;
Area Tecnica - Responsabile dott.ssa Bruna Leonardi, con funzioni di referente diretto del Dirigente per le questioni di maggior rilevanza;
Area Segreteria Generale e del Personale - Responsabile dott.ssa Alba De Paris;
Area Amministrativo contabile - Coordinatore Servizio I (Personale Civile - Polizia Penitenziaria, Comunità) dott.ssa Assunta Scancamarra; Coordinatore Servizio II (mantenimento ufficio informatica, edilizia) dott.ssa Maria Teresa Visconti;
Area Sicurezza – Assistente capo di polizia penitenziaria Gelsomina De Vivo.

 

COLLABORAZIONI ESTERNE
Il CGM si pone come interlocutore privilegiato tra Istituzioni locali, Autorità Giudiziaria, Servizi Minorili, Privato sociale, Comunità socio-educative o altri soggetti privati per mantenere rapporti di collaborazione interistituzionale, sperimentare nuove prassi e stipulare accordi e protocolli d’intesa.
Con il locale P.R.A.P. ha in corso un Accordo di Programma per la prosecuzione del percorso detentivo dei giovani adulti che transitano nel circuito giudiziario ordinario;
Con il Comune di Napoli – Assessorato al Welfare - è sottoscritto un protocollo di intesa che ha come obiettivo la definizione delle collaborazioni tra i due Enti e che individua tre distinte linee di azione. Nello specifico:

  • Riorganizzazione e valorizzazione del Servizio di mediazione /conciliazione penale;
  • Definizione del protocollo operativo circa le modalità di collaborazione tra i CSST del Comune di Napoli e l’USSM per la presa in carico congiunta dei minorenni napoletani che entrano nel circuito penale;
  • Programmazione di interventi congiunti a favore di adolescenti napoletani a rischio e/o devianti, con previsione di riattivazione di percorsi formativi/laboratori ali da realizzarsi sull’isola di Nisida.

Inoltre, il CGM si avvale costantemente, a seconda delle progettualità elaborate a favore dell’utenza, della collaborazione delle Cooperative e dei Consorzi che operano sul territorio. Tale collaborazione, privilegia l’integrazione/patneraniato con il privato sociale per la realizzazione di progetti educativi/formativo/sportivi che permettano di elaborare fattivi percorsi di reinserimento sociale. Particolare attenzione e sensibilità viene riservata all’accoglimento di progettualità che coinvolgano sia i minori dell’area penale interna sia quelli dell’area penale esterna e che consentano di ampliare l’offerta esperienziale e formativa attraverso la modalità “on the job”, che accompagni i fruitori in una prima fase di inserimento in un nuovo contesto formativo/produttivo attraverso attività didattiche teoriche e in affiancamento con un tutor interno all’agenzia formativa/produttiva. Modalità mirata a raccordare la professionalità acquisita dall’utente alle esigenze collegate all’espletamento della mansione in contesti produttivi/organizzativi individuati, in modo da rappresentare un percorso concreto e spendibile sul mercato del lavoro.

 

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE
Il Centro per la Giustizia Minorile di Napoli nel suo ruolo di “servizio pubblico” rivolto ai cittadini, ed in particolare ai minorenni e alle loro famiglie, agisce secondo i seguenti principi:

Imparzialità:
Pone in essere ogni azione a far sì che le persone fisiche e giuridiche non siano discriminate, che vengano rispettate le differenze di genere, nazionalità, religione e che ciascuna riceva uguale attenzione pur nella differenza dei percorsi personali e delle situazioni giuridiche.

Rispetto dei diritti di ciascuno:
Anche agli “utenti” che si rivolgono al Centro non per “propria scelta” è riconosciuto il diritto a scegliere se e come accettare l’intervento dell’Ufficio e a come mantenere il riserbo su alcuni aspetti della loro situazione che non ritengono di dover esporre.

Professionalità:
Ogni operatore ha un titolo di studio ed un percorso formativo idonei alla professione e alle attività svolte. Per questo il CGM promuove e coordina attività formative e/o di aggiornamento per il proprio personale.

Accessibilità, flessibilità e disponibilità
Il pubblico viene ricevuto in spazi accoglienti, negli orari di apertura dell’Ufficio o su appuntamenti concordati in base ad eventuali particolari esigenze.

Continuità
Le attività vengono assegnate ad uno specifico Servizio in cui il responsabile è a conoscenza delle stesse.

Chiarezza e trasparenza
Gli operatori cercano di spiegare in modo semplice tutte le informazioni necessarie e si rendono disponibili ad eventuali approfondimenti e chiarimenti.

Riservatezza
I contenuti degli atti e le informazioni sono, laddove previsto, tutelati nella privacy.

Scrupolo e accuratezza nella gestione del lavoro
Ogni operatore si impegna ad offrire attenzione e cura nelle attività di competenza o nelle attività assegnategli.

 

COME RAGGIUNGERCI
In auto: Tangenziale uscita Zona Ospedaliera, proseguire direzione CTO, superata la rotonda altezza via Nicolardi (OVIESSE sulla destra), proseguire per circa 100 metri, ingresso sulla sinistra, di fronte distributore benzina “Esso”.

Mezzi pubblici: Metropolitana collinare (Linea 1), fermata Colli Aminei, oppure autobus linea R4 o C40 (quest’ultima dalla stazione ferroviaria centrale via tangenziale)

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
Il Centro Giustizia Minorile è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8,00 alle 17,00
il sabato dalle 8,00 alle 14,30. È ubicato in Viale Colli Aminei n. 44 – 80131 Napoli (all’interno del complesso edilizio che ospita: gli Uffici Giudiziari Minorili, il Centro Giustizia Minorile, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni e il Centro di Prima Accoglienza).
Per contatti telefonici il numero da comporre è il seguente: 0817448232 – fax 0817448250.
L’indirizzo e-mail: cgm.napoli.dgm@giustizia.it,
L’indirizzo e-mail di posta certificata: cgm.napoli.dgm@giustiziacert.it

 

 

CENTRO PRIMA ACCOGIENZA
“Don Peppino Diana”
NAPOLI

PRESENTAZIONE
Il Centro di Prima Accoglienza (CPA) di Napoli “Don Peppino DIANA” è uno dei Servizi del Dipartimento per la Giustizia Minorile (IPM, CPA, Comunità e USSM) competente territorialmente per il Distretto di Corte d’Appello di Napoli.
Il Centro dipende dal Centro per la Giustizia Minorile per la Campania.
Il CPA è un servizio pubblico essenziale, garantisce l’accoglienza dei minorenni nell’arco delle 24 ore.
Esso rappresenta quasi sempre il primo Servizio minorile con cui entra in contatto il minore.
Il CPA garantisce la permanenza del minore fino all’udienza di convalida, assicurando una risposta tempestiva ed efficace sin dal momento del primo contatto fra il minore e il sistema della Giustizia Penale Minorile. Realizza un’immediata mediazione tra esigenze penali, educative e sociali, garantendo laddove possibile la costruzione di un’ipotesi progettuale che non interrompa i processi educativi in atto.

 

I DESTINATARI DEL SERVIZIO
Il Centro di Prima Accoglienza garantisce la custodia dei minori maschi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, arrestati, accompagnati e fermati dalle Forze dell’Ordine. L’Autorità Giudiziaria che dispone l’accompagnamento in CPA è il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli la cui competenza territoriale coincide con il Distretto di Corte d’Appello di Napoli.
I minori accompagnati in CPA si trovano giuridicamente nella posizione di indagati, pur non essendo il CPA una struttura di tipo carcerario.

 

LA STRUTTURA
I locali del CPA sono semplici, confortevoli, essenziali e puliti.
Lo spazio dedicato ai ragazzi è costituito da 3 camere con bagno esterno per un totale di 11 posti, uno spazio per attività ricreative, una stanza in cui si consumano i pasti e una stanza “polifunzionale” in cui i minori possono incontrare i familiari, l’avvocato difensore e gli operatori sociali.
Nella struttura il personale ha a disposizione un ufficio in cui svolge le pratiche di registrazione e formazione del fascicolo personale.
Nell’infermeria si svolge la visita medica che avviene entro 12 ore dall’ingresso.

 

LE FUNZIONI DEL SERVIZIO
Prendere in consegna dalle Forze dell’Ordine il minore e tenerlo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.
Fornire al minore elementi di chiarificazione, spiegazione e sostegno.
Compiere accertamenti sulla personalità del minore tramite l’acquisizione di elementi di conoscenza e l’osservazione dei comportamenti.
Conoscere, coinvolgere, informare e sostenere la famiglia del minore.
Assicurare rapporti sistematici con l’Autorità Giudiziaria Minorile procedente, fornendo alla stessa i primi elementi di conoscenza sul minore, la sua situazione personale, familiare e sociale, le prime indicazioni su una possibile ipotesi d’intervento in base anche alle risorse individuate e rese disponibili.
Accompagnare ed assistere il minore in udienza di convalida a norma degli articoli 6,12 e 25 del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88.
Facilitare l’intervento di rete e finalizzare, dove possibile, la restituzione del minore al territorio individuando nuovi elementi di progettualità ovvero dando continuità e coerenza ai percorsi educativi in corso.

 

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  1. Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  2. Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  3. Circolare del 28 dicembre 2006 sul modello organizzativo, operativo funzionale e strutturale dei CPA.

Il C.P.A. di Napoli “Don Peppino DIANA” è attiguo alle sedi giudiziarie minorili (Tribunale e Procura Minorenni ), Centro per la Giustizia Minorile, Servizio Sociale Minorenni, situazione che consente l’immediatezza dei contatti con i vari referenti nel corso della se pur breve permanenza del minore. L’Autorità Giudiziaria, svolge le proprie attività di rito, nel corso della presenza dei minori (interrogatori, convalide), presso una stanza attigua alla sezione e appositamente allestita. Tale modalità, oltre a rispondere ad esigenze di sicurezza, consente la tutela e la privacy del minore che rischierebbe di essere compromessa in caso di raggiungimento della sede giudiziaria.
Gli spazi destinati ai ragazzi, sono preceduti dall’Ufficio ove la P.P. provvede ai vari adempimenti (registrazione etc.) e dal punto sanitario ove il ragazzo viene in tal senso assistito e visitato. Prima degli spazi destinati ai ragazzi e attiguo agli Uffici prima richiamati si trova un corridoio, quale spazio di attesa per gli esterni, che accedono alla Struttura in ragione del loro ufficio e mandato. Gli Uffici Amministrativi del C.P.A. si trovano in spazi immediati, ingresso comune col C.G.M. viale Colli Aminei,44, ove è allocata anche la portineria che svolge tale servizio anche per il Centro Giustizia Minorile.
Responsabile dell’Area Sicurezza:
Ispettore Capo di Polizia Penitenziaria Domenico RICCARDO,
Responsabile Area Tecnica e Segreteria Generale e del Personale: Funzionario della Professionalità Pedagogica A3F3 Dr.ssa Teresa ARCUCCI.
Sostituto del Direttore in caso di sua assenza o legittimo impedimento: Funzionario della Professionalità Pedagogica A3F3 Dr.ssa Teresa ARCUCCI.

 

IL TEMPO DI PERMANENZA
Il tempo massimo di permanenza in CPA è di 96 ore, tempo entro cui l’Autorità Giudiziaria dispone la liberazione del minore o la celebrazione dell’Udienza di convalida dell’arresto. Quando il Pubblico Ministero ritiene di non dover chiedere l’applicazione di una misura cautelare può emettere il decreto di liberazione motivato, entro le prime 48 ore dall’arresto/fermo; in caso contrario trasmette gli atti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) con la richiesta di convalida dell’arresto ed emissione di una nuova misura cautelare.
Il GIP ha a disposizione 48 ore di tempo per celebrare l’Udienza di convalida dell’arresto o del fermo. L’esito di tale udienza può essere la remissione in libertà oppure l’applicazione di una delle quattro misure cautelari previste dagli articoli 19, 20, 21, 22, 23 del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88 quali rispettivamente “Prescrizioni”, “Permanenza in casa”, “Collocamento in comunità” e “Custodia cautelare”.

 

L’ESITO DEL G.I.P.

  • Remissione in libertà: il Giudice non rilevando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza ordina la liberazione del minore. Il minore viene consegnato ai familiari o, in loro assenza, al Servizio Sociale dell’Ente Locale. Qualora il ragazzo sia privo di riferimenti familiari, infatti, va obbligatoriamente affidato ai Servizi Sociali affinché ne curino l’inserimento in una struttura residenziale.
  • Prescrizioni (art. 20 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice detta al minore specifiche prescrizioni inerenti le attività di studio o lavoro, ovvero altre attività utili per la sua educazione. Le prescrizioni perdono di efficacia trascorsi due mesi dal provvedimento e possono essere rinnovate solo una volta dal Giudice se ricorrono esigenze cautelari. Nel caso di gravi e ripetute violazioni il Giudice può disporre la misura della permanenza in casa.
  • Permanenza in casa (art. 21 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice prescrive al minore di rimanere presso l’abitazione familiare o altro luogo di privata dimora. Nel caso di allontanamento ingiustificato dall’abitazione o nel caso di gravi e ripetute violazioni degli obblighi imposti il Giudice può disporre la misura del collocamento in comunità.
  • Collocamento in Comunità (art. 22 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice dispone che il minore sia affidato ad una Comunità, pubblica o convenzionata, imponendo anche eventuali specifiche prescrizioni. Nel caso di gravi e ripetute violazioni delle prescrizioni imposte o di allontanamento ingiustificato dalla Comunità il Giudice può disporre la misura della custodia cautelare in carcere.
  • Custodia cautelare (art. 23 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice può disporre la custodia cautelare in carcere quando sussistono gravi e inderogabili esigenze attinenti alle indagini e se vi è concreto pericolo che commetta gravi delitti, in base alle circostanze del fatto e la personalità dell’indagato.

 

IL PERSONALE
Il personale che opera nel Centro di prima accoglienza è composto da:

Direttore: Dott. Emanuele Esposito
E’ il responsabile del Servizio, sovrintende all’organizzazione e alla programmazione degli interventi svolti da parte di tutto il personale che opera nella struttura ed è garante del buon funzionamento della stessa.

Polizia Penitenziaria (area sicurezza) - Coord.: Ispettore Riccardo Domenico
Garantisce il controllo e la sicurezza della struttura; assicura che i minori non si allontanino dal CPA, rispettino le regole di vita comune e non mettano in atto gesti auto ed etero - lesivi. Coniugano pertanto con delicatezza esigenze di controllo ed esigenze educative attraverso una “buona relazione” con i minori e una attenta attiva di osservazione.

Funzionari della Professionalità Pedagogica (area pedagogica)
Svolgono tutte le fasi dell’intervento pedagogico a favore del minore, coinvolgendo possibilmente la famiglia. Ricercano altresì la collaborazione dei Servizi presenti sul territorio, già coinvolti o da coinvolgere, per l’intervento a favore del minore.

Altro personale:
Per garantire le funzioni amministrative e gestionali proprie del Servizio sono presenti operatori amministrativi.
Le prestazioni sanitarie sono garantite dal personale infermieristico e medico dell’Azienda Sanitaria Locale.
Per i minori tossicodipendenti è attiva una convenzione con il presidio SER.T.

 

MAPPA DEGLI INTERLOCUTORI
Se il minore è già preso in carico dall’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni, l’Assistente Sociale referente, oltre a fornire notizie sugli interventi pregressi interviene direttamente con l’educatore nella fase di accoglienza.
Con il Centro di prima accoglienza collaborano gli operatori dei distretti sociali e socio-sanitari cittadini e del territorio del Distretto di Corte d’Appello di Napoli. In particolare il Servizio Sanitario dell’ASL assicura l’intervento del medico e dello psicologo e, se necessario, interventi di medicina specialistica, compresi quelli di competenza del Servizio per le dipendenze e della neuropsichiatria infantile. Analoga collaborazione viene offerta dai Servizi socio sanitari fuori Regione qualora il minore entrato in CPA sia residente fuori distretto.

Attraverso convenzioni con il privato sociale viene garantito principalmente:

  • l’intervento del mediatore culturale che affianca l’educatore nei colloqui con il minore e nella elaborazione di una proposta di intervento da proporre all’Autorità Giudiziaria a favore dei minori stranieri;
  • la possibilità, qualora la situazione lo consenta e l’Autorità Giudiziaria lo disponga, di avviare fin dalla fase cautelare un progetto che veda impegnati i minori attraverso attività formative e socialmente utili.

 

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE
Il minore nel Centro di prima accoglienza di Napoli “Don Peppino Diana” è:

  • accolto in un ambiente decoroso, non di tipo carcerario ma con regole ben definite, basate sul dialogo e la relazione. Per tutta la permanenza vengono garantite risposte ai suoi bisogni primari nel rispetto della cultura e religione di appartenenza. Si consegnano abiti puliti, lenzuola di stoffa e prodotti igienici. Ci si cura che il cibo non sia in contrasto con il suo credo religioso o con eventuali problematiche sanitarie. Viene accolto immediatamente dagli agenti di polizia penitenziaria. Il medico lo visita entro le 12 ore. Il minore incontra sempre l’educatore di riferimento, il mediatore culturale, se necessario, lo psicologo e talvolta l’assistente sociale. Il minore ricevere la visita dell’avvocato, in un contesto riservato;
  • informato sin dall’ingresso, tramite gli operatori e con l’ausilio di opuscoli illustrativi cartacei tradotti in più lingue, in merito al funzionamento della struttura e a quanto avverrà relativamente all’iter processuale in corso;
  • aiutato a comprendere i motivi che lo hanno portato a commettere il reato e a rivelare il proprio percorso di vita (tramite l’ascolto e i colloqui informali e formali svolti sempre con l’educatore, con lo psicologo e talvolta con l’assistente sociale;
  • orientato ad un ripensamento della propria condotta e all’accettazione dell’eventuale misura cautelare;
  • presentato al giudice nella sua individualità. L’educatore fornisce al Giudice una relazione scritta di conoscenza e di osservazione del minore, che possa anche servire per la decisione sull’eventuale misura cautelare più adeguata alla situazione del minore;
  • accompagnato all’udienza di convalida dagli agenti di Polizia Penitenziaria e dall’educatore. Tutti gli operatori lo aiutano a comprendere quanto sta accadendo e lo sostengono all’esito dell’udienza di convalida e fino all’atto delle dimissioni, fornendo tutte le spiegazioni necessarie;
  • sostenuto e controllato con il dialogo partecipato, l’ascolto attento e il rilascio di informazioni circa la sua situazione e gli esiti possibili della sua vicenda penale.

Durante la sua permanenza nella struttura è sottoposto ad un controllo costante e discreto, in un clima attento alla persona e improntato alla comunicazione. Può tenersi impegnato in attività ricreative e culturali avendo a sua disposizione libri e fumetti, testi scolastici e letture in lingua, giochi di società, televisione.

Estratto del Regolamento interno e descrizione della giornata “tipo”
...Sappiamo della tua ansia e della tua preoccupazione per l’attesa e per quello che il Giudice deciderà per te, ma questo non ti deve sottrarre dall’educazione e dal rispetto nei confronti delle persone con le quali sarai in questi giorni(Direttore,Educatori,Polizia Penitenziaria,Compagni di stanza,Personale delle Pulizie etc.)…
...Sappi che tutte le persone che incontrerai qui,sapranno comprendere la tua ansia…
…Nell’arco della giornata dal tuo ingresso avrai colloqui con l’Educatore e lo Psicologo,durante cui potrai parlare di te,chiedere informazioni sulla tua situazione e sull’interrogatorio che dovrai sostenere….

Organizzazione della giornata tipo: Elenco. Sveglia ore 8,00, rifacimento del posto letto,ore 8,30 colazione,a seguire incontri con gli Operatori,ore 13,00 pranzo, ore 13,00/15,00 riposo pomeridiano per chi lo desidera sino alle 15,00,15,00/19,00 intrattenimento con personale volontario,educativo e di P.P. per piccole attività di tempo libero e visione guidata di films e programmi televisivi,ore 19,30 Cena, ore 20,00/23,00 visione programmi televisivi, ore 23,00 riposo notturno.

 

PROGETTUALITA’ IN ATTO: “L’attesa creativa”
Progetto accoglienza “SoStare in Divenire” e progetto “A.P.E.” per la presa in carico di minori in area penale esterna.
Il progetto complessivo del C.P.A. di Napoli, ha come finalità istituzionale quella di limitare gli effetti negativi dell’impatto con il sistema giudiziario e di renderlo invece occasione esperienziale costruttiva.
Nello specifico il progetto “SoStare in Divenire” si sviluppa con l’attivazione di un gruppo eterogeneo di volontari che a chiamata interagiscono con il lavoro di presa in carico dell’utenza coinvolgendola in uno spazio laboratoriale di “cre-attività”(ludoteca,cineforum, attività espressive, educazione alla legalità).
Il progetto “A.P.E.”, sulla base di un accordo operativo sottoscritto con l’U.S.S.M. di Napoli, prevede la presa in carico da parte degli educatori del C.P.A. nell’esecuzione di misure cautelari attenuate (prescrizioni e permanenza in casa) ed in percorsi di messa alla prova. In tal senso, tale progettualità consentirà di dare continuità alla consolidata collaborazione con la società civile, in particolar modo napoletana, con l’inserimento dei minori in attività di volontariato, utilità sociale e di formazione.

 

COME RAGGIUNGERE LA STRUTTURA
In auto: Tangenziale uscita Zona Ospedaliera, proseguire direzione CTO, superata la rotonda altezza via Nicolardi (OVIESSE sulla destra), proseguire per circa 100 metri, ingresso sulla sinistra, di fronte distributore benzina “Esso”.

Mezzi pubblici: Metropolitana collinare (Linea 1), fermata Colli Aminei, oppure autobus linea R4 o C40 (quest’ultima dalla stazione ferroviaria centrale via tangenziale)

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
Il CPA è ubicato in Viale Colli Aminei n. 44 – 80131 Napoli (all’interno del complesso edilizio che ospita: gli Uffici Giudiziari Minorili, il Centro Giustizia Minorile, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, Centro di Prima Accoglienza ).
Per contatti telefonici:081-7448232 – Fax: 081-7448253.
Orari e modalità di contatto: gli uffici sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 16,00, il sabato dalle 9,00 alle 13,00.
L’indirizzo e-mail: cpa.napoli.dgm@giustizia.it
L’indirizzo e-mail di posta certificata: cpa.napoli.dgm@giustiziacert.it

 

 

ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI
MASCHILE E FEMMINILE
con
CENTRO PRIMA ACCOGLIENZA FEMMINILE
NISIDA - NAPOLI

MANDATO ISTITUZIONALE
L’Istituto penale per minorenni (IPM) di NISIDA ha il compito di dare esecuzione ai provvedimenti privativi della libertà emessi da un’autorità giudiziaria del Tribunale per i Minorenni (custodia cautelare, esecuzione pena, semidetenzione, semilibertà) e di realizzare un programma personalizzato di recupero e di risocializzazione, secondo quanto stabilito nell’Ordinamento Penitenziario (Legge 26 luglio n. 354/1975) e nel suo Regolamento di Esecuzione (Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno n. 230/2000). Gli interventi rieducativi sono centrati prevalentemente sull’integrazione tra istruzione e formazione al lavoro, attraverso la sperimentazione di metodiche di intervento indirizzate al recupero dell’analfabetismo cosiddetto “di ritorno” e promuovendo tra i giovani ospiti opportunità formative nel campo dell’eccellenza Artigiana al fine di favorire possibilità di reinserimento lavorativo nelle imprese del territorio.
L'Istituto ospita anche una sezione detentiva femminile e il Centro di Prima Accoglienza femminile.
In particolar modo l’intervento orientato all’utenza femminile punta a sviluppare le espressioni artistiche quale strumento privilegiato per comunicare e per “liberarsi”. Guidare le ragazze a condividere le emozioni provate e spontaneamente riuscire ad ascoltarsi, a non delegare ad altro o ad altri il compito di soddisfare il proprio bisogno creativo, potrà portare spontaneamente le giovani utenti ad accrescere la propria autostima ed autodisciplina ed a sviluppare un amorevole rispetto per se stesse e per gli altri.
Strumento operativo prezioso è l’ottima sinergia tra la Polizia Penitenziaria, gruppo educativo e tutti gli altri operatori che, a diverso titolo (insegnanti, cappellano, volontari, maestri di laboratorio), si relazionano con l’utenza. Tale unità d’intenti consente di rafforzare l’azione di repressione della cultura della sopraffazione e di protezione dei soggetti più deboli.

All’interno di questo mandato, l’IPM svolge le seguenti funzioni e azioni:

Accoglienza

  • Perquisizione: controllo della persona, degli indumenti e oggetti posseduti ad opera del personale di Polizia Penitenziaria, in un locale riservato, subito dopo l’ingresso, nel rispetto della dignità della persona e del suo stato emotivo.
  • Immatricolazione: raccolta dei dati anagrafici e giuridici; registrazione nei sistemi informatici in uso, acquisizione dei rilievi foto-dattiloscopici; apertura del fascicolo personale (avviene di regola subito dopo l’ingresso).
  • Visita medica: assicurata dal Servizio Sanitario Regionale garantisce il controllo generale, anamnesi di base, rilevazione di eventuali segni e/o sintomi da approfondire, apertura della cartella sanitaria personale (avviene di regola subito dopo l’ingresso, non oltre le 24 ore successive, valutazione dello stato psicoemotivo del ragazzo/a con particolare riferimento ad eventuali stati di sofferenza e di aggressività auto o etero diretta.
  • Colloquio di primo ingresso: ad opera dell’educatore in servizio, raccolta delle informazioni inerenti la persona, la famiglia, la situazione generale del ragazzo/a, la situazione penale, la scuola ed il lavoro; rilascio di informazione e di chiarimenti sulla situazione giudiziaria e suoi possibili sviluppi; prima presentazione generale dell’istituto con illustrazione delle attività presenti, degli operatori e dei rispettivi ruoli professionali, delle regole; consegna del regolamento interno (avviene di regola entro 12 ore dall’ingresso).
  • Assegnazione all’educatore, a cura del Direttore o del Coordinatore dell’Area Educativa, ai fini della “presa in carico educativa”: l’educatore diventa il referente principale per il ragazzo/a in termini di guida e sostegno nel percorso detentivo, attraverso una relazione fiduciaria di aiuto (avviene di regola entro 12 ore dall’ingresso).
  • Segnalazione alle istituzioni: segnalazione dell’ingresso all’autorità giudiziaria, agli uffici interni e alle altre istituzioni (avviene entro 24 ore dall’ingresso).
  • Comunicazione ai familiari: rilascio di informazioni sulle modalità di visita-colloqui e comunicazione del nominativo dell’educatore referente (avviene entro 24 ore dall’ingresso).
  • Attivazione dell’USSM: l’attivazione dell’USSM, ove non già fatto, avviene per tutti anche per gli stranieri e per gli utenti italiani provenienti da altri regioni. L’assistente sociale affidataria del caso, entrerà a far parte dell’ “èquipe di osservazione e trattamento “; (avviene entro 48 ore dall’ingresso).
  • Segnalazione ai consolati di riferimento per i ragazzi stranieri: eventuale segnalazione ed attivazione del mediatore linguistico-culturale nel ruolo di facilitatore della comunicazione e/o di traduttore (avviene entro 24 ore dall’ingresso).
  • Minori stranieri non accompagnati: segnalazione al Giudice Tutelare per la nomina di un tutore e al Comitato Minori Stranieri con sede a Roma (avviene entro 72 ore dall’ingresso).

Osservazione

  • Raccogliere informazioni: dirette (dal ragazzo/a) e indirette (dai servizi sociali e dalla famiglia) utili per costruire un quadro completo di conoscenza del giovane utente.
  • Analizzare, valutare e selezionare le informazioni: individuare quelle utili per la costruzione della conoscenza del ragazzo/a.
  • Studio della documentazione di riferimento: esame delle relazioni conoscitive pregresse e dei documenti giuridici.
  • Elaborare le informazioni: trasformare le informazioni in risorse di intervento.
  • Costruzione della relazione educativa: attraverso incontri con il ragazzo/a in momenti strutturati (colloqui, attività, udienze) e informali (tempo libero).
  • Ri-costruire la storia del ragazzo/a: si raccolgono e si ri-costruiscono in maniera logica elementi, frammenti, eventi ecc. aiutando il ragazzo/a ad attribuire ad essi valenze, significati e senso.
  • Ri-costruire la rete: apertura di contatti formali ed informali con i soggetti istituzionali e non che si ritengono utili per il percorso tratta mentale del ragazzo/a.
  • Operatori coinvolti: educatore, assistente sociale, operatori di Polizia Penitenziaria, sanitario, cappellano, altri (psicologo, neuropsichiatra, psichiatra, operatori del Servizi Dipendenze, dell’Ente Locale, mediatore); questi operatori in diverse composizioni sulla base del caso specifico, costituiscono l’Equipe di Osservazione e Trattamento.
  • Strumenti utilizzati: colloquio individuale: “osservazione partecipata” nei diversi momenti della giornata del ragazzo/a.
  • Durata: dopo non meno di 30 giorni dall’ingresso si effettua la prima riunione d’èquipe – composta da tutti gli operatori che a vario titolo hanno partecipato all’osservazione – che opera una prima definizione della situazione del ragazzo/a sotto l’aspetto penale, personale e familiare ed elabora, per gli imputati, il Progetto Educativo e, per i condannati definitivi, il Piano di Trattamento da inviare, quest’ultimo, per la necessaria approvazione, al Magistrato di Sorveglianza presso il Tribunale per i Minorenni.

Trattamento

  • Curare: prendersi carico delle carenze emozionali e relazionali del giovane.
  • Accudire: rispondere ai reali bisogni del ragazzo/a contingenti e non, attraverso un interessamento sollecito quotidiano.
  • Far riflettere: confrontare il ragazzo/a con le proprie esperienze, comportamenti attuali e pregressi per promuovere il senso di responsabilità.
  • Sostenere e motivare: sostenere la crisi, rinforzare la positività dei comportamenti, delle azioni, dei propositi nel percorso trattamentale.
  • Sanzionare/premiare: scoraggiare comportamenti negativi o, al contrario, rinforzare quelli positivi per accrescere il senso di responsabilità.
  • Guidare/orientare: affiancare il percorso del ragazzo/a, rendendolo “soggetto attivo” e protagonista.
  • Valorizzare la persona: evidenziare le capacità presenti e potenziali per ri-conoscere la presenza degli strumenti per il cambiamento ed incoraggiare il processo di crescita.

Risorse trattamentali: sono gli strumenti utilizzati dagli operatori per operare il trattamento educativo. Trattasi da una parte di situazioni strutturate in compiti, tempi e obiettivi, condotte da operatori specifici (artigiano, tutor, istruttore, animatore, insegnante) dove il ragazzo/a sperimenta “un fare” teorico/pratico/manuale su vari versanti – lavorativo, formativo, di orientamento, scolastico, culturale, espressivo ricreativo, sportivo e rappresentano anche occasioni/opportunità per far emergere curiosità, interessi, potenzialità e inclinazioni, nonché di confronto e di relazione interpersonale; parallelamente, di interventi sulla persona, in ordine a problemi/disagi e specifiche condizioni individuali. Frequentemente nell’utenza si riscontra una vicinanza, se non addirittura legami parentali, alle organizzazioni criminali di tipo camorristico presenti sul territorio campano. L’èquipe nel suo insieme punta a scardinare le logiche dell’appartenenza criminale, instaurando un rapporto centrato sulla Fiducia e sulla Cura.
La protezione ed il senso di accettazione avvertita negli adulti permettono alla giovane utenza di affidarsi, per la costruzione di un percorso positivo di reinserimento.
Attraverso percorsi di copying si lavora per l’adozione di una traccia educativa che sia idonea a promuovere l’identità di persona, favorendo la crescita del ragazzo/a in direzione di nuovi schemi di pensiero e di azione, e quindi di modelli di vita più sani.

Sicurezza
Nel richiamare quanto esplicitamente descritto nella Circolare n.01/2013 riguardo al concetto di Sicurezza, come previsto dal combinato disposto dell'art. 5 della legge 395/90 e degli artt. 24 e 42 del Regolamento di servizio, ciascun operatore, secondo la specifica professionalità, partecipa fattivamente e con senso di responsabilità al
mantenimento della sicurezza e delle regole individuate nel Progetto d'Istituto. Quindi, la sicurezza intesa in senso dinamico -non identificandosi con il mero controllo- si avvale dell'apporto di tutti gli operatori, compresi quelli non appartenenti ai ruoli dell'Amministrazione della Giustizia, i quali devono concorrere in maniera integrata ad assicurarla. Pertanto, la sicurezza, nel contesto detentivo minorile, già tradizionalmente qualificato come sistema aperto, costituisce la condizione che favorisce la realizzazione del trattamento.

  • Controllare/vigilare: in maniera continua sia in un’ottica di prevenzione che di intervento fattivo nelle situazioni contingenti.
  • Perquisizione: sia nella persona che negli ambienti fisici, nell’ottica di prevenire danni e disordini;
  • Presidiare e gestire le dinamiche di relazione tra i ragazzi ed eventuali conflitti per garantire una convivenza pacifica.
  • Assicurare il rispetto delle regole e delle leggi, in particolare del Regolamento Interno e del “vivere civile”, per restituire al ragazzo/a il senso della legalità e garantire uno svolgimento ordinato della vita istituzionale e una convivenza pacifica.
  • Azioni disciplinari: per far confrontare il ragazzo/a con gli effetti dei propri agiti e per distoglierlo da reiterazioni.

Dimissione
Avviene a seguito della cessazione della misura (remissione in libertà), per applicazione di eventuali misure alternative o cautelari o per trasferimento ad altri istituti. L’IPM cura questa fase attraverso interventi di accompagnamento, di preparazione e di informazione diretti al ragazzo/a e alle figure di riferimento e con l’invio di documentazione conoscitiva della situazione personale, del percorso detentivo e degli interventi effettuati ai nuovi contesti (comunità o altri istituti).

 

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Legge n. 354/1975 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 230/2000 – Ordinamento penitenziario
  • Circolare del 17 febbraio 2006 n. 5391 – Organizzazione e gestione tecnica degli IPM

 

ORGANIZZAZIONE
L’Istituto penale per i minorenni di NISIDA è diretto dal dott. Gianluca Guida, dirigente penitenziario.
L’organizzazione interna è per aree:
I responsabili delle tre Aree principali sono:

  • Responsabile Area Educativa, con funzione di sostituto del direttore, dott. Ignazio Gasperini, funzionario della professionalità pedagogica;
  • Responsabile Area Contabile, dott.ssa Imma D’Esposito, funzionario contabile;
  • Responsabile Area Sicurezza, Isp.C.po Luigi Petrucci

Area Educativa: si occupa dei percorsi educativi dei giovani ospiti. In detta area confluiscono anche operatori esterni impegnati, di volta in volta, e a vario titolo, nel trattamento dei ragazzi ospiti: assistenti sociali, consulente psicologico, specialisti delle problematiche psichiatriche e delle dipendenze, mediatori linguistico-culturali, cappellano, insegnanti, operatori sociali degli Enti locali e di comunità, operatori di progetti (artigiani, tutor, animatori, istruttori), volontari.

Area Amministrativa: si occupa della gestione delle pratiche e degli adempimenti afferenti a tutto il personale dell’IPM e del disbrigo della corrispondenza e del protocollo;

Area Contabile: si occupa della gestione dei beni e servizi e relativa contabilità, della cassa corrente e di riserva, dei conti correnti dei ragazzi ospiti, stipendi e accessori del personale di Polizia Penitenziaria;

Area Sanitaria: Con la deliberazione n. 1551 del 26.09.2008, avente per oggetto “Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1.04.2008 concernente le modalità e i criteri per il trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria pubblicato in G.U. n. 126 del 30 maggio 2008 –Recepimento”, la Giunta Regionale della Campania ha trasferito alle sue dirette dipendenze tanto , il personale dipendente di ruolo del Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della giustizia, che esercita funzioni sanitarie, tanto l’assolvimento delle funzioni sanitarie.

Area Sicurezza: ha il compito di assicurare all’interno dell’istituto l’ordine e la sicurezza a favore dei ragazzi ospiti, degli operatori interni ed esterni e dei visitatori; riveste importanti compiti anche nel trattamento rieducativo dei ragazzi. La Polizia Penitenziaria è membro istituzionale dell’équipe trattamentale.

Tutte le aree sono coordinate dalla Direzione che cura lo stretto collegamento tra le stesse.

 

COLLABORAZIONI
L’Istituto penale per i minorenni di NISIDA ha una rete istituzionale “interna” con:

  • Il Dipartimento Giustizia Minorile e il Centro Giustizia Minorile;
  • L’Ufficio Servizio Sociale Minorenni con cui condivide le modalità e i tempi della presa in carico dei ragazzi detenuti;
  • Autorità Giudiziarie Minorili;
  • Il Magistrato di Sorveglianza, territorialmente competente per l’IPM, organo deputato a sovraintendere l’esecuzione delle misure privative della libertà.

e una rete di collaborazione “esterna” con:

  • Azienda Sanitaria Locale per il trattamento sanitario all’interno dell’Istituto, le visite specialistiche nelle strutture sanitarie territoriali, la fornitura di farmaci, il trattamento delle dipendenze, il trattamento delle problematiche psichiatriche e il servizio psicologico;
  • Comunità socio educative e terapeutiche, per eventuali inserimenti nell’ambito di misure penali esterne e di permessi-premio concessi ai ragazzi;
  • Regione, Provincia e Comune per il reperimento di risorse utili per il trattamento;
  • Privato Sociale: cooperative, associazioni impegnate nel “lavoro sociale” nell’ottica di reperire e realizzare risorse utili per il trattamento interno ed esterno, ivi compreso il Volontariato, importante risorsa utilizzata nell’ottica di favorire la partecipazione della comunità esterna al trattamento;
  • Organismi/Servizi Scolastici: in particolare il Centro Territoriale Permanente per la realizzazione dei corsi scolastici interni e, in un quadro più ampio, con le facoltà dell’Università con finalità di fornire conoscenza e informazione sull’istituto e le sue funzioni, nell’ambito di tirocini, seminari e/o percorsi di educazione alla legalità promossi dagli stessi;
  • Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria per la disciplina del passaggio dei ragazzi nei circuiti detentivi degli adulti, al compimento del 25mo anno di età, sulla base di apposito protocollo;
  • Prefettura di Napoli: per le tematiche relative all’immigrazione.

 

ISTITUTO PENALE PER MINORENNI
(Napoli)
COLLOQUI PARENTALI VISIVI CON I RISTRETTI
FINALITA’ E CARATTERISTICHE

Principali attribuzioni e finalità del Servizio colloqui
Il Servizio colloqui parentali si occupa di garantire i colloqui visivi tra ristretto e i propri congiunti, o terzi autorizzati.
Nasce dall’esigenza di mantenere, migliorare o ristabilire i rapporti con la famiglia o con terzi importanti per il ristretto ed è uno degli elementi fondamentali per il trattamento rieducativo in carcere.

Principali caratteristiche del servizio
Consiste in un servizio di accoglienza/accettazione in un’area attrezzata di n. 1  postazioni, tenute dal personale di Polizia penitenziaria all’interno dell’Istituto, ove avviene l’identificazione e la ratifica del permesso al colloquio concesso dall’Autorità Giudiziaria o dal Direttore del carcere. Il servizio permette  inoltre ai congiunti di trasferire del denaro, generi alimentari e vestiario consentiti che saranno posti in disponibilità del soggetto ristretto. Il personale addetto, oltre ad identificare e verificare la sussistenza delle prerogative di legge al colloquio con il ristretto, deve garantire il controllo di persone e di cose per evitare  che  siano introdotti nell’Istituto strumenti pericolosi o non ammessi dalla Legge o dal regolamento di Istituto.
I familiari ammessi al colloquio, dall’accoglienza, accedono a spazi attrezzati per l’incontro con il congiunto ristretto. Gli spazi dedicati ai colloqui visivi consistono in 1 (n. sale colloqui) con n 18  postazioni ognuna.
L’erogazione del Servizio Colloqui inizia con l’accettazione del familiare che avviene in uno spazio fisico in cui  personale di Polizia penitenziaria:  verifica la sussistenza dei requisititi di legge al colloquio con il congiunto ristretto; riceve generi alimentari e vestiario del tipo consentito; riceve denaro per il ristretto registrandolo nelle sue disponibilità in modo che questi possa fruirne con acquisti interni al carcere; effettua i controlli di legalità  su cose e persone che andranno a diretto contatto con il ristretto; fornisce informazioni generali – anche telefonicamente – sulle modalità di accesso al carcere per il colloquio, sui generi ed oggetti che possono essere portati al ristretto durante la visita.
I familiari (o terzi autorizzati) ammessi al colloquio visivo, vengono poi accompagnati nelle sale attrezzate ove possono incontrare il ristretto. Le sale colloqui, per motivi di ordine e sicurezza, sono dotate di vetri che consentono la vigilanza visiva da parte del personale di Polizia penitenziaria.
Per favorire la maggiore naturalezza dell’incontro, oltre alle sale colloqui ordinarie, l’Istituto è dotato uno spazio all’aperto (cosiddetta area-verde) che ammette contemporaneamente n. 18 colloqui. Le aree verdi sono dotate di spazi attrezzati per intrattenere i bambini. L’accesso all’area verde è subordinato a Condizione Meteo (indicare le condizioni).

Modalità di erogazione servizio colloqui
Per ogni ristretto è possibile effettuare n. 6 colloqui mensili e 1 telefonata alla settimana.
Per motivi organizzativi i colloqui sono diversamente ripartiti nelle giornate ad essi dedicati: per i ristretti Tutti  nelle giornate di Sabato mattina di ogni settimana, il 1’ ed 3’ Giovedì del mese in orario pomeridiano.

Fruitori del Servizio
Il servizio di Accoglienza colloqui è rivolto al pubblico interessato dalla restrizione di un proprio congiunto in carcere.

 

COME RAGGIUNGERE L'ISTITUTO PENITENZIARIO
In auto:

  • Autostrada
  • Tangenziale
  • Uscita FUORIGROTTA
  • Direzione Piazzale Tecchio – proseguire in via Diocleziano
  • Raggiungere piazzetta Bagnoli , via Coroglio.
  • Proseguire a piedi lungo l'istmo fino al cancello d'ingresso all'isola.
  • Uscita AGNANO
  • Proseguire per via A. Beccatelli e Piazza Salvemini.
  • Raggiungere piazzetta Bagnoli , via Coroglio.
  • Proseguire a piedi lungo l'istmo fino al cancello d'ingresso all'isola.

Con mezzi pubblici:
Linea metropolitana “Gianturco-Pozzuoli”. Scendere alternativamente a:

  • fermata Napoli Campi Flegrei e proseguire con l’autobus C10 - fermata Città della Scienza
  • fermata Cavalleggeri d’Aosta e proseguire con l’autobus C10 - fermata Città della Scienza
  • fermata Cavalleggeri d’Aosta e proseguire con l’F9 – fermata via Coroglio
  • Proseguire a piedi per 300 m. circa

Campi Flegrei
Cavalleggeri d’Aosta
www.metronapoli.it
distanza: 3 Km
tempo 10 min.

Ferrovia Cumana - Linea “Cumana” direzione Bagnoli – fermata Bagnoli
Scegliere alternativamente:

  • fermata Bagnoli e proseguire con l’autobus C10 o C9 - direzione via Coroglio – proseguire a piedi per 300 m.
  • proseguire a piedi per 1,5 Km circa.
  • S.E.P.S.A. Bagnoli

www.metronapoli.it
distanza: 3Km
tempo 10 min.

Autobus n. C9 – C10 – F9
Da Piazzale Tecchio:
C10 (percorso: via Diocleziano – via Cavalleggeri d’Aosta – via Cattolica –
via Coroglio Proseguire a piedi per 300 m.)
Da Piazzetta Bagnoli
C9 (percorso: via Pozzuoli – via Coroglio - Proseguire a piedi per 300 m.)
C10 (percorso: via Pozzuoli – via Coroglio – Proseguire a piedi per 300 m.)
Da metrò Cavalleggeri d’Aosta
F9 (percorso: cavalleggeri Aosta -
www.amn.it

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
L’Istituto è ubicato in Via Salita La Farina 80124 Napoli
Per contatti telefonici: 081-6192111 – Fax.: 081-7620135
Il servizio Portineria è attivo 24 ore su 24.
L’indirizzo e-mail: ipm.nisida.dgm@giustizia.it
L’indirizzo e-mail di posta certificata: ipm.nisida.dgm@giustiziacert.it

 

  

COMUNITA’ PUBBLICA PER MINORI
CON ANNESSO SERVIZIO DIURNO POLIFUNZIONALE
E STRUTTURA DI ACCOGLIENZA
NISIDA - NAPOLI

 

INFORMAZIONI SULLA STRUTTURA

La Comunità pubblica per minori e il Centro Diurno Polifunzionale di Nisida sono servizi del Ministero della Giustizia - Dipartimento Giustizia Minorile e del Centro Giustizia Minorile di Napoli, si trova sull’isolotto omonimo, situato nel quartiere di Bagnoli (Napoli) e collegato alla terraferma.
La struttura, composta da una palazzina a due piani, è posta a mezza costa dell’isolotto di Nisida, nel primo tratto della strada di accesso; al piano terra vi sono gli uffici -Direzione, Segreteria ed Ufficio educatori- e gli ambienti del Centro Diurno e struttura di accoglienza, formati da una sala polifunzionale, utilizzata anche per i colloqui con le famiglie dei minori della Comunità e da un ulteriore ambiente, per accoglienza residenziale di gruppi dell’associazionismo del privato sociale, ospitati per progetti ed attività di socio-animazione rivolti ai minori della Comunità.
Al primo piano è organizzato il Servizio di Comunità, composto da tre stanze da letto per i minori (capienza nove posti letto): due con i servizi igienici interni ed una con bagno esterno; una stanza per il soggiorno-pranzo, una sala per attività varie ed una stanza intermedia che collega la zona notturna a quella diurna, utilizzata come ufficio-soggiorno dagli operatori e dai ragazzi.

 

FINALITÀ ISTITUZIONALI

La Comunità pubblica di Nisida accoglie fino ad un massimo di nove minori e/o giovani dell’area penale - maschi italiani e stranieri, dai 14 ai 25 anni - mediante assegnazione della Direzione Centro Giustizia Minorile di Napoli con provvedimenti penali del Tribunale per i Minorenni, esclusi tossicodipendenti e giovani con disagio psichico grave.
Le tipologie dei provvedimenti del Tribunale per i Minorenni riguardano:

  • misura cautelare del collocamento in Comunità (art.22 DPR 448/88).
  • misura di sicurezza provvisoria o definitiva dell’ex riformatorio giudiziario (art 36; 37; 39 DPR 448/88).

La finalità del Servizio di Comunità è quella di assicurare l’esecuzione delle misure cautelari disposte dall’Autorità Giudiziaria Minorile nonché di orientare il minore verso itinerari di crescita e percorsi formativo-educativi condivisi, mediante la collaborazione di tutte le risorse istituzionali e non, finalizzate ad un’adeguata restituzione del minore al contesto sociale di appartenenza.
Il Servizio diurno polifunzionale e la Struttura di accoglienza, secondo quanto richiamato dall’art 12 del D.L.vo 272/89, sono servizi finalizzati alla realizzazione di progettualità per i giovani dell’area penale e del territorio, con il concorso dell’associazionismo del privato sociale e delle istituzioni interessate, per offrire spazi di aggregazione e di socialità, opportunità d’impegno e di utilizzo del tempo libero attraverso iniziative formative svolte in condizioni relazionali ed ambientali favorevoli alla promozione di esperienze collettive di crescita.

 

COMUNITÀ PUBBLICA E SERVIZIO DIURNO POLIFUNZIONALE

Collaborazioni “interne”: Centro Giustizia Minorile Napoli – Ufficio Servizio Sociale Minorenni Napoli – Autorità Giudiziaria.
Collaborazioni “esterne”: Enti Locali Pubblici – Scuole e C.T.P. - Privato sociale (Cooperative, Associazioni, Volontariato) e Università, per attività di tirocinio per studenti. L’attività di tirocinio è seguita dall’equipe educativa.

 

ORGANIGRAMMA DEL PERSONALE

La Comunità e il Servizio Diurno Polifunzionale sono diretti e coordinati dal personale pubblico dell’Amministrazione della Giustizia Minorile. I vari servizi della Comunità sono gestiti in integrazione con operatori del privato sociale, mediante un rapporto di convenzione a scadenza annuale, che opera in integrazione con il personale pubblico.
Convenzione attuale: Cooperativa sociale ”Il Quadrifoglio” Napoli per n. 1 educatore e n. 8 operatori di assistenza e vigilanza.
Il personale dell’Amministrazione pubblica Giustizia Minorile si avvale di un Direttore con funzioni di coordinamento generale, controllo e monitoraggio, di un educatore con funzioni di vicario della Direzione.

Organigramma personale:

  • Direttore: Coordinamento generale - Segreteria amministrativa e segreteria tecnica minori:
    dott. Amedeo Triola;
  • Sostituto e Coordinamento attività educativo-formative: Educatore Alessandra Rossi;
  • Segreteria amministrativa: op. Pasquale Costagliola
  • Servizi logistici: operatore Donato Palmese.

Personale in distacco temporaneo:

  • Segreteria tecnica: educatore Alda Mascheri
  • Funzionario Professionalità Pedagogica: una unità a turno dal CPA di Napoli (per sei mesi).

 

MODALITÀ DI ACCESSO

Le visite dei familiari sono consentite, fino ad un massimo di tre persone, una volta la settimana per tre ore (mattina o pomeriggio), secondo il programma individualizzato per ogni ragazzo.
Qualsiasi altra persona interessata ad accedere alla struttura, deve preventivamente concordare un appuntamento con la Direzione.

Tempo di permanenza e uscita dalla Comunità
Il minore accede alla struttura in seguito alla misura cautelare del collocamento in Comunità, disposta dall’A.G. e all’assegnazione da parte del C.G.M. di Napoli alla Comunità.
Il tempo di permanenza è mediamente breve (quattro-cinque mesi), in attesa dell’udienza presso il Tribunale per i Minorenni e fino al termine della misura cautelare. Quando il minore viene dimesso dalla Comunità può ritornare in famiglia, essere trasferito in un’altra Comunità (per esigenze trattamentali) o in I.P.M. per aggravamento o sostituzione della misura cautelare.
L’educatore di riferimento comunica alla famiglia gli sviluppi e la modifica della situazione giuridica del ragazzo e gli eventuali obblighi e/o prescrizioni da rispettare.

Metodologia e modalità dell’intervento educativo
L’equipe educativa assume in carico la gestione dei ragazzi ospiti della Comunità: accoglie e risponde ai bisogni immediati del minore offrendo accudimento, tranquillità, stabilità e promuovendo nel minore l’adattamento all’ambiente, alle regole, alle abitudini, con una prima apertura relazionale con l’educatore e con il gruppo.
La funzione educativa e i relativi obiettivi si esplicano mediante quattro funzioni base: Ascolto, Accudimento, Contenimento e Mantenimento a cui fanno riferimento i seguenti obiettivi: Osservazione e prima conoscenza e costruzione di legami. Soddisfacimento dei bisogni immediati e comunicazione di presa in carico. Rassicurazione e protezione. Rimando positivo, conferma e avvio processo di elaborazione.
Ulteriori funzioni educative hanno come obiettivo lo sviluppo di una possibile progettualità individuale; l’arricchimento affettivo mediante l’accompagnamento; la risignificazione del quotidiano con lo stimolo all’arricchimento simbolico; la promozione della socializzazione e l’eventuale acquisto di competenze mediante la formazione e la promozione di capacità al fine di un positivo protagonismo del minore.
Le quattro funzioni base sono un punto di partenza per lo sviluppo di percorsi di crescita, che evolvendosi dall’ambito della gestione del quotidiano all’interno del Servizio, vanno all’ambito più ampio di funzioni superiori che mettono in relazione il soggetto con il contesto sociale.
Tale quadro indica chiaramente un orizzonte verso cui tendere, non un esito obbligato, tenuto conto della problematicità dell’utenza.
L’equipe educativa realizza con il minore un ascolto costante, finalizzato a comprendere le sue necessità ed aspirazioni; un accompagnamento che passa attraverso la condivisione di attività ma anche di momenti particolarmente impegnativi e stressanti, come l’udienza in tribunale; funzioni di sostegno anche mediante colloqui strutturati; promozione nel minore di assunzione di responsabilità, personale e collettiva; e promozione della socializzazione e delle capacità.
L’equipe educativa fornisce alla Magistratura minorile indicazioni circa la personalità del minore e i percorsi formativi-educativi opportuni, mediante l’osservazione del minore e del suo mondo relazionale. Le modalità operative dell’equipe sono finalizzate ad un costante lavoro di rete rivolto all’integrazione di tutte le risorse istituzionali e del terzo settore, in riferimento alle esigenze e bisogni del minore.
La Comunità e gli educatori che in essa operano, hanno il compito fondamentale di stare accanto al minore, di proporgli una relazione che lo aiuti ad elaborare quanto gli succede, e a non lasciarsi sopraffare dalla situazione nella quale si trova. L’educatore condivide il tempo dell’attesa, le incertezze del minore e le contraddizioni della sua vicenda, ed è chiamato a sostenere empaticamente le difficoltà della sua condizione evolutiva di personalità e della situazione processuale.
Il dialogo costante con gli operatori, la discussione in gruppo, gli incontri formativi e collettivi, la costruzione di regole di convivenza, l’organizzazione della giornata, lo stimolo formativo attraverso laboratori, percorsi lavorativi, corsi professionali esterni sono gli aspetti fondanti della Comunità. In sintesi, l’equipe educativa attiva: un ascolto senza preclusioni e senza pregiudizi per dare voce alle vere esigenze del minore; un orientamento e una consultazione più indirizzate verso una personale progettualità; una regolazione che formi al senso della regola e dell’autonomia; un mantenimento che parta dal rispetto della storia del ragazzo e della sua identità per elaborarle criticamente; una promozione di socialità non ristretta al gruppo, ma aperta al mondo; un promozione di capacità non limitata alle esigenze del gruppo, ma centrata sulle potenzialità del ragazzo.
L’equipe educativa nei contatti esterni opera per un’osservazione e conoscenza dell’ambiente familiare e sociale del ragazzo, della sua storia e dei suoi precedenti. Elabora informazioni e orientamento per un aumento delle competenze e della consapevolezza dei genitori e di altri operatori; con individuazione di disagi e risorse nella famiglia ed in altri ambiti educativi frequentati dal minore. Svolge attività di sensibilizzazione/mediazione per l’integrazione sociale e il possibile reinserimento del ragazzo in un nuovo ambiente (sociale, scolastico e/o lavorativo). Il programma formativo-educativo della Comunità prevede periodici rientri del minore in famiglia, con autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria.

 

MODALITÀ DELL’INTERVENTO EDUCATIVO
Il progetto formativo della Comunità si realizza mediante programmi di recupero scolastico, formazione professionale, percorsi di socio-animazione, attività sportive, culturali ed esperienze di volontariato ed eventuali percorsi di apprendistato lavorativo.
Nelle varie attività, il percorso educativo che deve essere condiviso dal minore viene generalmente svolto nel territorio, sempre con autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria Minorile. L’impegno del ragazzo in ambito esterno è mirato ad una socializzazione che si realizzi in contesti di normalità e che possa poi eventualmente essere utilizzata dal giovane al momento della dimissione.

 

L’ASSISTENZA SANITARIA
Per i ragazzi ospiti della Comunità è assicurata da un medico di base di medicina generale dell’A.S.L. NAPOLI 1 Centro - Distretto n. 25 - per le eventuali esigenze dei ragazzi. Per i servizi specialistici sanitari si fa riferimento all’occorrenza ai presidi ospedalieri ed ambulatori pubblici della città.

 

ATTIVITÀ ESTERNE

Attività formative in collaborazione con le risorse del territorio, enti, associazioni:

  • Attività scolastica, per assolvimento dell’obbligo, per i ragazzi privi di licenza elementare e media, è svolto presso il Centro Territoriale Permanente – Scuola Media Statale “Michelangelo”- 40° Distretto di Bagnoli.
  • Per l’eventuale conseguimento del diploma d’istruzione superiore si fa riferimento agli interessi del minore ed ai vari indirizzi scolastici degli Istituti di Istruzione Superiore del territorio.
  • Per i corsi di Formazione Professionale la Comunità invia i minori a progetti che gestiscono corsi di significativo interesse per i ragazzi, non solo dell’aria penale ma anche del territorio.
  • Per l’Apprendistato lavorativo l’equipe educativa, in rete con le risorse istituzionali e del privato sociale, fa riferimento ad aziende ed enti del territorio disponibili.
  • Partecipazione alle progettualità proposte e gestite dal CGM: Pescaturismo – La bottega della ceramica – Made in Nesis – Forza 7- La cassetta degli attrezzi.

Attività sportive e culturali:

  • Progetto “La baia delle Tartarughe”, che prevede un corso di educazione ambientale teorico-pratico presso la Stazione Zoologica “A. Dohrn” di Napoli, con attività pratiche relative alla cura, manutenzione e riabilitazione delle tartarughe ferite; inoltre è previsto un corso di immersione subacquea, a cura dell’ISFORM.(previsto rinnovo protocollo)
  • Protocollo d’intesa con Fondazione IDISCittà della Scienza per attività di promozione socio-culturale, attività educative, formative e didattiche presso lo Science Center; percorsi di formazione e di apprendistato lavorativo interni.
  • Educativa Territoriale Bagnoli-Fuorigrotta partecipazione alle attività di animazione presso Scuole e Associazioni del territorio: laboratori creativi e manipolativi..
  • Progetto “Caritas” di volontariato presso la parrocchia di S. Vitale Martire a Fuorigrotta, per attività di collaborazione con i volontari del Centro Ascolto, Mensa Comunitaria, Campo sportivo, Servizi docce e guardaroba.
  • Progetto “La palla storta”, protocollo d’intesa con l’Associazione Sportiva “Amatori Napoli Rugby” che prevede la partecipazione agli allenamenti e alle partite di campionato delle varie squadre giovanili (under15-under17-under19) sul campo sportivo di Nisida e dell’Associazione.
  • Progetto “Scugnizzi a vela” protocollo d’intesa con Associazione di volontariato LIFE per formazione arte marinaresca: attività artigiane navali (restauro barche) e nautiche veliche.

 

ATTIVITÀ INTERNE

  • Progetto “Nisida-Agesci”, che si realizza già da alcuni anni, mediante protocollo d’intesa con l’Agesci – Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani - vede coinvolti i giovani ospiti della Comunità e i ragazzi/e scout della zona di Napoli (ed anche provenienti da diverse zone d’Italia) in attività a tema (pionieristica, espressione, topografia) svolte nei fine settimana o in più giorni (nei periodi estivi e festivi) nel contesto ambientale di Nisida. Il progetto realizza l’integrazione tra pari, tra adolescenti dell’aria penale e ragazzi scout, promuovendo percorsi di educazione e tutela ambientale, educazione alla pace e alla non violenza, stimoli all’espressività e creatività giovanile, anche attraverso altre attività di socio-animazione:
  • Attività di servizio settimanale in Comunità con attività creative e ricreative a tema condotte da un gruppo fisso di ragazzi/e scout Agesci.
  • Moduli nautici, realizzati dal settore nautico, per esperienze di approccio al mondo marino, conduzione di barche a vela, canoa.
  • Attività subacquee e snorkeling, in collaborazione con la Lega Navale Italiana sez. Pozzuoli.
  • Attività sul territorio cittadino di conoscenza e di sensibilizzazione sulle problematiche della nostra città.
  • Laboratorio linguistico-espressivo e giornalino condotto da una docente volontaria.
  • Progetto “Cleanhouse”: attività di pulizia degli spazi interni della comunità.
  • Progetto “Manutenzione”: attività di cura, pulizia, ordine e manutenzione degli spazi interni ed esterni la comunità, nel quale sono impegnati a turno tutti i ragazzi.
  • Animazione spirituale e catechesi in collaborazione e disponibilità del Cappellano dell’I.P.M. di Nisida, don Fabio: S. Messa domenicale e festività, preparazione ai sacramenti, attività varie.
  • Scambi culturali e incontri sulla legalità: accoglienza di Scuole, gruppi e Associazioni con incontro/confronto su temi vari e accompagnamento alla visita dell’isola di Nisida.

 

REGOLAMENTO INTERNO COMUNITA’
Gli orari della giornata

  • la sveglia è alle ore 8,00, tranne la domenica (se non ci sono attività);
  • non è permesso stare fuori della stanza in pigiama e pantofole;
  • bisogna rifare il letto e pulire ogni giorno la propria stanza, il bagno e il corridoio (secondo i turni stabiliti);
  • dopo la colazione bisogna rimettere in ordine e lasciare pulito;
  • per le ore 9,00 bisogna essere pronti;
  • la partecipazione a tutte le attività previste in comunità è obbligatoria;
  • bisogna apparecchiare e sparecchiare la tavola a pranzo e a cena, pulire i tavoli e spazzare il pavimento (e se necessario lavare), gettare la spazzatura, (secondo i turni stabiliti);
  • il pranzo e la cena sono momenti di vita comune: bisogna iniziarli e finirli insieme;
  • alle ore 23,00 spegnere la TV e riposo nella propria stanza.

Regole di comportamento

  • rispettare i compagni e tutte le persone che si incontrano in comunità;
  • avere cura degli ambienti e degli oggetti della comunità;
  • rispettare gli orari, le regole ed il programma della giornata;
  • nella comunità è vietato fumare (solo all’esterno);
  • non introdurre e fare uso di sostanze stupefacenti e alcoliche;
  • non introdurre e fare uso di cellulari;
  • è consentito avere a disposizione, presso la cassa della Comunità, fino ad un massimo di 50 euro (x spese personali);
  • non indossare oggetti di valore o vistosi (catenine, orecchini, ecc.);
  • eventuali danni (agli ambienti o agli arredi) dovranno essere risarciti a proprie spese.

 

COME RAGGIUNGERE LA COMUNITÀ
È raggiungibile in auto dalla città o mediante tangenziale (uscita Agnano o Fuorigrotta). In alternativa, è raggiungibile con il servizio pubblico: Metropolitana: fermata Campi Flegrei; Ferrovia Cumana: fermata Bagnoli; poi autobus ANM C1 o R7 fermata Coroglio.
Da via Coroglio l’ultimo tratto è a piedi, attraversando l’istmo che unisce la terraferma all’isola.

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
La Comunità è ubicata in Via Salita La Farina 80124 Napoli
Per contatti telefonici: Tel.Fax: 081-7620148(ore 09,00-15,00)
L’indirizzo e-mail: comunita.nisida.dgm@giustizia.it
L’indirizzo e-mail di posta certificata: comunita.nisida.dgm@giustiziacert.it

 

 

UFFICIO DI SERVIZIO SOCIALE PER I MINORENNI
NAPOLI

 

PREMESSA
L’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) di NAPOLI è un servizio afferente al Centro per la Giustizia Minorile, organo periferico del Dipartimento Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia ed ha una competenza territoriale corrispondente al distretto di Corte d’Appello del Tribunale per i Minorenni di Napoli.
L’Ufficio in questione interviene in favore dei minori e giovani adulti di età compresa tra i 14 ed i 25 anni sottoposti a procedimenti penali da parte dell’Autorità Giudiziaria minorile, al fine di fornire a quest’ultima elementi di conoscenza e di valutazione ai sensi del dpr n. 448/88 e, contemporaneamente, sostenere gli stessi soggetti nell’avvio di percorsi di responsabilizzazione e di revisione dei propri comportamenti, coinvolgendo le loro famiglie e favorendo, complessivamente, il loro reinserimento sociale.
L’USSM, inoltre, sempre su incarico dell’Autorità Giudiziaria e ai sensi della Legge n. 66/96, avvia interventi di sostegno nei confronti di minori che abbiano subito abuso e/o violenza sessuale, attraverso l’invio a servizi del territorio che possano più specificatamente essere competenti nell’approfondimento e presa in carico della tematica.
Interviene altresì nei casi di sottrazione internazionale di minori ai sensi della Legge n. 64/94.

Le funzioni svolte dal servizio sono essenzialmente le seguenti:

  • Prende in carico minori e giovani adulti sottoposti a procedimento giudiziario, fornendo alla Magistratura un quadro conoscitivo sulla situazione personale, familiare e sociale, utile per le decisioni che la stessa deve adottare. Nel contempo approfondisce con l’interessato e con la famiglia gli aspetti relativi all’ambito penale.
  • Assiste i minori e giovani adulti in tutte le fasi processuali e li accompagna con attività di sostegno e controllo, in relazione ai diversi provvedimenti penali (misure cautelari, messa alla prova, misure sostitutive e alternative alla detenzione e di sicurezza), ma anche in assenza di misure restrittive/contenitive della libertà, coinvolgendo i servizi dell’Ente Locale nella realizzazione degli interventi più idonei.
  • Promuove sul territorio percorsi di educazione alla legalità e di sensibilizzazione di agenzie educative, finalizzati ad offrire elementi conoscenza dell’ambito penale e prevenire e contenere comportamenti antigiuridici.
  • Garantisce interventi di consulenza e sostegno ai minori che abbiano denunciato di essere stati vittima di abusi sessuali e alle loro famiglie, promuovendo adeguati interventi sul territorio, in accordo e coinvolgendo i servizi degli enti locali e/o altri servizi specialistici.
  • Attua interventi di segretariato sociale, fornendo informazioni all’utenza in carico o ai cittadini che ne facciano richiesta, sul sistema dei servizi sociali e sulle risorse esistenti e fruibili nell’ambito della comunità locale; qualora necessario provvede all’invio dell’utenza ai servizi specifici.
  • Promuove e realizza interventi di conciliazione e mediazione penale, negli ambiti previsti dalla normativa vigente e dai protocolli operativi interistituzionali, attraverso la presenza e la collaborazione con il Servizio competente in materia.
  • Offre consulenza, supporto e supervisione alle attività di tirocinio di studenti dei corsi di laurea in Servizio Sociale (laurea triennale e specialistica) e di Scienze dell’Educazione, e mette a disposizione di operatori e studenti indicazioni bibliografiche e documentazione sulle materia attinenti il proprio ambito di intervento.
  • Promuove e sostiene l’avvio di progettualità rivolte all’utenza del Servizio, monitorandone la realizzazione con riscontro in merito alla congruità tra risultati attesi e obiettivi raggiunti.

 

MANDATO ISTITUZIONALE
Il bacino di utenza è rappresentato da soggetti nella fascia d’età compresa tra i 14 ed i 25 anni, nei confronti dei quali l’Autorità Giudiziaria ha avviato procedimenti penali per fatti commessi entro il compimento del diciottesimo anno di età.
L’U.S.S.M. di Napoli interviene in tutti i casi per i quali l’A.G. abbia disposto misure restrittive della libertà, tanto in fase cautelare (prescrizioni, permanenza in casa, collocamento in comunità, custodia cautelare) che di esecuzione pena (condanna in carcere, misure alternative e sostitutive alla detenzione); interviene inoltre a favore di soggetti per i quali sia stata richiesta una valutazione ai sensi dell’art. 28 del dpr n. 448/88 (messa alla prova) o nei confronti dei quali è disposta una misura di sicurezza.
Gli operatori del servizio lavorano in sinergia con quelli delle strutture ove il minore si trova collocato, nonché con i servizi sociali e specialistici del territorio (Enti Locali, AA.SS.LL.); si avvalgono, altresì, della collaborazione del privato sociale, in particolare delle équipes delle Comunità convenzionate nelle quali sono collocati i ragazzi con provvedimento penale.
Il Servizio cura, sostanzialmente, la formulazione dei progetti di intervento individuali -con la collaborazione delle diverse agenzie educative e sociali sul territorio ed il sostegno della rete familiare-, il loro monitoraggio e la verifica degli obiettivi trattamentali raggiunti.
Per coloro che non hanno ancora computo il venticinquesimo anno di età nel corso dell’esecuzione della pena, ancor più nel caso di esecuzione di misure alternative, è previsto un raccordo operativo con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna per una presa in carico del caso che favorisca la prosecuzione degli interventi già avviati, nell’ottica della continuità del processo di reinserimento sociale e del percorso socio-educativo.
L’Ufficio predispone ed attua, nell’ambito degli indirizzi e delle attività di programmazione e coordinamento del Centro per la Giustizia Minorile, progetti ed iniziative rivolte all’ampliamento delle risorse destinate all’utenza e al miglioramento della operatività del Servizio.

 

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Legge 16 luglio 1962, n. 1085 – Ordinamento degli uffici di servizio sociale e istituzione dei ruoli del personale del predetto servizio.
  • Legge n. 354/1975 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul Processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Circolare n. 72676 del 16 maggio 1996 - Organizzazione gestione tecnica degli USSM.
  • Circolare n. 5351 del 17 febbraio 2006 - Organizzazione e gestione tecnica degli USSM.
  • Legge n. 66 del 15/2/1996 (norme contro la violenza sessuale)
  • Convenzione dell’Aja in materia di sottrazione internazionale di minori del 25/10/1980.
  • Legge n. 199 del 26/10/10 e successivo D.L. n. 211 del 22/12/11 (disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene non superiori ai diciotto mesi)
  • Legge n. 117 dell’11 agosto 2014 (conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge 26 giugno 2014 n. 92.

 

ORGANIZZAZIONE
L’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) di NAPOLI è diretto dalla dott.ssa Vincenza Abbondante che coordina l’attività interna e rappresenta all’esterno l’Ufficio curando i rapporti con gli utenti e le istituzioni.
Coordinatore dell’area tecnica con funzione di sostituto del direttore è la dott.ssa Concetta Crifò, funzionario della professionalità di Servizio Sociale;
Coordinatore dell’area progettuale è la dott.ssa Giuditta Maffei, funzionario della professionalità di Servizio Sociale
La supervisione tecnica dell’attività professionale è competenza e cura del direttore e/o del suo sostituto.
Ciascun operatore si occupa della presa in carico dei singoli ragazzi assegnati, e può essere referente di progetti realizzati in collaborazione con vari enti e/o associazioni; partecipa inoltre a specifiche attività formative, di studio, ricerca e di approfondimento e può ricevere incarichi relativi alla supervisione dei tirocini. A turno, inoltre, si occupa del segretariato sociale.
L’attività degli operatori dell’area tecnica dell’USSM, si svolge oltre che nella sede dell’ufficio, anche all’esterno; in particolare sono previsti colloqui domiciliari (con il minore e con i suoi genitori), contatti con le Istituzioni locali che possono compartecipare alla presa in carico del minore, equipe con gli operatori di enti istituzionali e/o del privato sociale.
L’Ufficio partecipa, con propri operatori, all’operatività del Servizio per la conciliazione e mediazione penale minorile, gestito congiuntamente al Comune di Napoli.
Sono previste riunioni periodiche, che coinvolgono tutti gli operatori, ed altre organizzate su specifiche tematiche, rivolte a gruppi di operatori più ristretti.
La presenza, nel gruppo di operatori, di diverse professionalità (educatori ed assistenti sociali) nonché di uno psicologo distaccato dalla ASL nell’ambito degli accordi sulla Medicina Penitenziaria, favorisce prese in carico congiunte e valutazioni tecniche complesse.
Gli operatori dell’Ufficio presenziano, inoltre, alle udienze – secondo una turnazione interna – e agli interrogatori (nei casi in cui tale presenza sia specificatamente richiesta).

 

STRUMENTI
Lo strumento prioritario del Servizio è il colloquio, al quale si aggiungono l’equipe (intra e interistituzionale) e la documentazione professionale.
Il colloquio, utilizzato sia con i ragazzi che con i genitori, può essere effettuato, oltre che nella sede dell’ufficio o dell’ente locale, anche presso le abitazioni familiari nel corso della visita domiciliare; l’equipe è un gruppo di lavoro intraistituzionale o interistituzionale, nell’ambito della quale valutare la situazione del giovane e individuare percorsi di intervento adeguati; la produzione di documentazione professionale è finalizzata prevalentemente alla fruizione degli elementi di conoscenza e valutativi in essa contenuti da parte dell’A.G. nonché da parte di altri Servizi sociali.

L’Ufficio si articola in aree:
Area Tecnica: vi predomina la figura professionale dell’Assistente sociale. E’ presente anche la figura professionale dell’educatore.
La consulenza psicologica è garantita dall’Azienda Sanitaria Locale attraverso uno psicologo.

Area Segreteria tecnica: si occupa, nel rispetto della privacy, della gestione dei dati amministrativi inerenti i fascicoli dei minori, svolge un ruolo di “interfaccia” con le cancellerie penali ed organizza le turnazioni di presenza (alle udienze, di segretariato, del sabato).

Area Segreteria amministrativa: si occupa degli aspetti inerenti la gestione amministrativo-contabile, della gestione del personale e del protocollo.

 

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE
L’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni di Napoli, nel suo ruolo di “servizio pubblico” rivolto ai cittadini minorenni e infraventicinquenni entrati nel circuito penale nonchè alle loro famiglie, agisce secondo i seguenti principi:

  • Imparzialità, grazie alla quale sono rispettate differenze (di genere, nazionalità, sesso, religione o ideologiche) e si garantisce che ogni utente riceva uguale attenzione pur nella differenza dei percorsi personali e delle situazioni giuridiche.
  • Rispetto dei diritti di ciascuno, in base al quale anche se il minore e la sua famiglia non si rivolgono al Servizio per “propria scelta” è riconosciuto il loro diritto a scegliere se e come accettare l’intervento dell’operatore, collaborare ad un progetto educativo, mantenere il riserbo su alcuni aspetti della loro situazione che non ritengono di dover esporre.
  • Riconoscibilità e Responsabilità: ogni operatore del Servizio è individuabile e riconoscibile tramite la firma su ogni lettera e comunicazione indirizzata all’utenza e alla Autorità Giudiziaria.
  • Professionalità, in quanto ogni assistente sociale e ogni educatore del Servizio ha un titolo di studio idoneo alla professione che svolge ed è tenuto ad aggiornarsi professionalmente in modo continuativo.
  • Accessibilità, flessibilità e disponibilità: il pubblico viene ricevuto, negli orari di apertura del Servizio e su appuntamenti prefissati ma anche, spesso, concordati in base a particolari esigenze dei minori/giovani adulti e delle loro famiglie.
  • Tempestività degli interventi: i tempi di attesa in sede per i colloqui non superano i trenta minuti salvo eccezioni, per le visite domiciliari e le equipe i tempi sono correlati alle peculiarità delle situazioni, alle scadenze processuali e ai carichi di lavoro di ciascun operatore.
  • Continuità: il singolo minore/giovane adulto è assegnato ad uno specifico operatore che, salvo cause di forza maggiore, resterà lo stesso per tutto l’iter penale e nel caso di più procedimenti penali in tempi diversi.
  • Chiarezza e trasparenza: assistente sociale ed educatore cercano di spiegare in modo semplice tutte le informazioni necessarie e verificano che il ragazzo e i suoi familiari le abbiano comprese, rendendosi disponibili a ripeterle e approfondirle durante tutto l’iter penale e, in alcuni casi, anche successivamente per chiarire loro ulteriori dubbi o richieste.
  • Riservatezza: Minore e suoi familiari sono ricevuti in locali e tempi “dedicati” alla sola presenza dei soggetti previsti e viene tutelata la privacy nella gestione dei dati personali. Solo l’Autorità Giudiziaria (che ha incaricato l’USSM di occuparsi del minore) e gli altri operatori coinvolti nel corso penale, possono accedere alle informazioni acquisite.
  • Scrupolo e accuratezza nella gestione del lavoro: ogni operatore si impegna ad offrire attenzione e cura nell’accoglienza e nella produzione di tutte le azioni che caratterizzano la presa in carico complessiva; cerca di garantire, altresì, tempestività negli interventi, tenendo anche conto delle scadenze processuali
  • Personalizzazione degli interventi: al minore/giovane adulto e alla sua famiglia sono garantiti standard minimi d’intervento uguali per tutti, prioritariamente – tuttavia – si pone attenzione all’”individuo”, predisponendo interventi che devono essere il meglio possibile calibrati tenendo conto delle risorse, dei bisogni evolutivi e delle condizioni di vita del soggetto, che appaiano, inoltre, congruenti con le risorse territoriali disponibili.

 

COME RAGGIUNGERCI
In auto: Tangenziale uscita Zona Ospedaliera, proseguire direzione CTO, superata la rotonda altezza via Nicolardi (OVIESSE sulla destra), proseguire per circa 100 metri, ingresso sulla sinistra, di fronte distributore benzina “Esso”.

Mezzi pubblici: Metropolitana collinare (Linea 1), fermata Colli Aminei, oppure autobus linea R4 o C40 (quest’ultima dalla stazione ferroviaria centrale via tangenziale); Metropolitana linea 2 con interscambio per la linea 1 (fermata di p.za Cavour).
Orari di apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 14; è possibile concordare appuntamenti in orari differenti (pomeridiani e al sabato mattina)

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
L’USSM è ubicato in Viale Colli Aminei n. 44 – 80131 Napoli (all’interno del complesso edilizio che ospita anche il Tribunale per i Minorenni)
Per contatti telefonici: Tel.:081-7448274 (segreteria tecnica) – 081-7448276/77 (segreteria amministrativa) - Fax. 081-7448280
L’indirizzo e-mail: ussm.napoli.dgm.@giustizia.it
L’indirizzo e-mail di posta certificata: ussm.napoli.dgm.@giustiziacert.it

  

 

COMUNITA’ PER MINORI CON ANNESSO
SERVIZIO DIURNO POLIFUNZIONALE
S. MARIA CAPUA VETERE (CE)

 

PRESENTAZIONE
La Comunità Ministeriale di S.Maria C.V., è un servizio residenziale del Dipartimento per la Giustizia Minorile dipendente dal Centro per la Giustizia minorile di Napoli.
Rappresenta un servizio pubblico essenziale e garantisce il funzionamento nell’arco delle 24 ore.

 

I DESTINATARI DEL SERVIZIO
La Comunità di Santa Maria C.V. si connota come struttura residenziale per minori di sesso maschile, indagati di reato e sottoposti alla misura cautelare del collocamento in comunità (ex articolo 22 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88).
I ragazzi accedono alla struttura a seguito dell’applicazione, nei loro confronti, di una misura privativa della libertà personale imposta dall’Autorità Giudiziaria Minorile che ne stabilisce la durata della permanenza, secondo le norme che regolano il processo penale minorile.
In particolare vengono inseriti minori in uscita dal Centro di Prima accoglienza o provenienti direttamente dalla liberta, in esecuzione di articolo 22 citato, a volte anche a seguito dell’aggravamento della misura cautelare della permanenza in casa. Possono essere anche accolti minori provenienti da Istituto Penale per i minorenni per l’attenuazione della misura della custodia in carcere o per l’esecuzione della misura di sicurezza del Riformatorio Giudiziario (ex art.36 DPR 448/88).
La capienza della Comunità è di 10 posti.

 

LA STRUTTURA
La Comunità è ubicata in Santa Maria Capua Vetere (CE), in uno stabile demaniale del centro urbano, in piazza Angiulli n.1.
La struttura è accogliente, luminosa e molto colorata, si compone di:

  • Un front-office comunicante con l’esterno
  • n. 4 camerette x 2 posti letto con bagno interno
  • n. 1 camerette x 1 posto letto con bagno interno
  • un locale in comune per il servizio docce e lavanderia
  • un locale soggiorno-pranzo comunicante con cucina e dispensa
  • postazione telefonica abilitata
  • n. 2 locali per colloqui familiari
  • locali-uffici per il personale educativo e di assistenza e vigilanza
  • pertinenze coperte per attività ricreative, sala musico-teatrale, palestra
  • spazi aperti con campo di calcio, calcetto, pallavolo,basket

 

IL MANDATO ISTITUZIONALE
Assicurare l’esecuzione della misura cautelare del collocamento in comunità disposta dall’Autorità Giudiziaria componente, garantendo il raccordo con la stessa.
Avviare il processo di responsabilizzazione del minore e la sua restituzione al contesto sociale di appartenenza, se possibile, al termine della misura cautelare stessa.
Predisporre un programma educativo individualizzato, con l’adesione del minore, tenuto conto delle risorse personali e familiari dello stesso e delle opportunità offerte dal territorio.

 

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Circolare del 16 giugno 2004 sull’Organizzazione e gestione tecnica delle Comunità dell’Amministrazione.

La Comunità è un servizio che realizza una proposta educativa integrativa, ovvero alternativa alla famiglia, rivolta ai minori in situazioni di difficoltà personali o socio-familiari.
Nell’ambito della sua mission istituzionale assicura:

  • Servizi di cura alla persona, come alimentazione, igiene, assistenza sanitaria,istruzione e formazione;
  • Attività socio-educative volte allo sviluppo dell’autonomia individuale;
  • Percorsi educativi individualizzati.

 

ORGANIZZAZIONE
Il personale che opera in Comunità è composto dal:

  • Rappresentante legale della struttura è il direttore, Anselmo Bovenzi;
  • Coordinatore dei servizi amministrativi e vice-direttore è il funzionario contabile Loreto Carlone
  • Responsabile dell’area tecnica è il funzionario della professionalità pedagogica Rita Tabasso;
  • Responsabile progettualità esterne è il funzionario della professionalità pedagogica Maddalena Garda

Altre figure professionali

  • 2 Funzionari della professionalità pedagogica;
  • 2 Assistenti di area pedagogica
  • Medico del SSN Distretto sanitario di S.Maria Capua Vetere
  • Psicologo del SSN Distretto sanitario di S. Maria Capua Vetere
  • Ausiliario cucina
  • 6 assistenti di vigilanza convenzionati
  • Addetto alle pulizie

 

COLLABORAZIONI
La Comunità di S.Maria C.V. ha una rete istituzionale “interna” con:

  • Il Dipartimento Giustizia Minorile e il Centro Giustizia Minorile.
  • L’Ufficio Servizio Sociale Minorenni con cui condivide le modalità e i tempi della presa in carico dei ragazzi ospitati.
  • Autorità Giudiziarie Minorili.

e una rete di collaborazione “esterna” con:

  • Azienda Sanitaria Locale per il trattamento sanitario all’interno della Comunità, le visite specialistiche nelle strutture sanitarie territoriali, la fornitura di farmaci, il trattamento delle dipendenze, il trattamento delle problematiche psichiatriche e il servizio psicologico.
  • Altre Comunità socio educative e terapeutiche, per eventuali trasferimenti successivi dei ragazzi;
  • Enti Locali, quali Regione, Provincia e Comune per il reperimento di risorse utili per il trattamento;
  • Privato Sociale: cooperative, associazioni impegnate nel “lavoro sociale” nell’ottica di reperire e realizzare risorse utili per il trattamento interno ed esterno, ivi compreso il Volontariato, importante risorsa utilizzata nell’ottica di favorire la partecipazione della comunità esterna al trattamento;
  • Organismi/Servizi Scolastici: in particolare il Centro Territoriale Permanente per la realizzazione dei corsi scolastici interni e, in un quadro più ampio, con le facoltà dell’Università con finalità di fornire conoscenza e informazione sull’istituto e le sue funzioni, nell’ambito di tirocini, seminari e/o percorsi di educazione alla legalità promossi dagli stessi.

 

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE
Il minore in Comunità è accolto nei suoi bisogni materiali ed emotivi. E‘ sostenuto nei momenti di crisi. E’ controllato, affinché non metta a rischio la propria e altrui incolumità e non comprometta il proprio percorso educativo.
Al ragazzo vengono garantiti i suoi diritti nel rispetto della privacy.
E’ fornito di biancheria, abiti puliti, prodotti igienici per la cura della persona secondo il bisogno.
Usufruisce di spazi ordinati e decorosi e di cibo, nel rispetto dell’eventuale culto religioso o altre necessità.
Viene accompagnato, con tempestività, presso ambulatori medici e specialistici per eventuali cure specifiche.
Incontra i familiari settimanalmente e il proprio avvocato secondo necessità.
Può esprimere esigenze e domande e trovare sostegno in ogni momento avendo quasi sempre un adulto vicino.
E’ accompagnato dall’educatore, quotidianamente, con attenzione, nel rispetto della sua persona, nella condivisione di spazi e attività comuni.
E’ affiancato sempre dall’operatore, che sa imporre con versatilità le regole e contenerlo con le parole, con i gesti e con decisioni tempestive.
Fa esperienze nuove e positive e può conoscersi meglio, scoprendo le proprie potenzialità in modo da iniziare ad individuare e quindi costruire un suo progetto futuro.

Nella prima settimana il ragazzo svolte attività diversificate, individuali o di gruppo, nella struttura, condotte dagli educatori e con l’ausilio di esperti esterni.
Dopo circa 10 giorni è inserito in attività lavorativo-formative interne/esterne dove svolge anche altre attività educative e ricreative, individuali e di gruppo.
E’ osservato con cura nella tenuta del suo percorso, stimolato quotidianamente dall’educatore a riconoscere i punti di forza e di debolezza, aspetti sui quali riflette anche con le altre figure professionali che si occupano di lui.
Viene aiutato a rivedere e a comprendere cosa lo ha portato a commettere un reato, a riflettere sulle conseguenze dei suoi gesti e a sperimentare nuove forme di controllo delle emozioni negative.
Viene guidato dagli educatori senza pregiudizio, nella narrazione dei suoi agiti, rispecchiandogli l’espressione delle sue emozioni e dei suoi vissuti, favorendo la percezione del principio di realtà.
Viene stimolato con sensibilità a riconoscere le sue emozioni ad esprimere apertamente le richieste di aiuto e a trovare una modalità di azione più riflessiva che non sia una semplice reazione.
Rilegge gli elementi del suo percorso di vita e ricostruisce la sua storia con l’aiuto degli educatori, dell’assistente sociale e dello psicologo e del mediatore culturale, se necessari.
Usufruisce di colloqui di sostegno e di restituzione dei comportamenti osservati, da parte delle diverse figure professionali (in spazi e tempi riservati, con l’educatore e lo psicologo una volta alla settimana o secondo il bisogno).
Svolge periodici colloqui con la sua famiglia.

 

REGOLAMENTO
Il regolamento della Comunità si articola in:

  • Raccomandazioni generali sul comportamento da tenere nei confronti dei ragazzi e degli adulti con cui si interagisce; sulle attività e gli impegni giornalieri di gruppo;
  • Doveri di rispetto verso le persone, le regole comunitarie condivise e il programma educativo individualizzato definito con l’equipe tecnica:
  • obbligo delle pulizie quotidiane negli spazi personali;
  • obbligo delle turnazioni in mensa;
  • rispetto dell’arredo con obbligo di risarcimento;
  • ascolto dello stereo e utilizzo di play station in camera nel rispetto degli altri e dell’ora
  • divieto di tenuta di oggetti e sostanze non consentiti.
  • Diritti di rispetto e attenzione da parte degli altri
  • ad effettuare colloqui 2 volte a settimana negli orari 9.00-12.00 e14.00-17.00 di martedì e sabato o la domenica (solo mattina);
  • colloqui straordinari sono previsti per particolari situazioni;
  • a vedere i programmi tv condivisi solo in sala mensa;
  • fare la doccia nelle fasce orarie previste;
  • effettuare la spesa personale;
  • svolgere attività all’esterno di studio, lavoro,di gioco e quant’altro autorizzato dal giudice;
  • essere ascoltato, attraverso colloqui individualizzati con direttore, educatori, operatori, psicologo, su esigenze personali e diritti negati.

La giornata tipo della Comunità prevede:

Giorni feriali
Ore 07.30: sveglia
Ore 07.30-8,30: pulizia personale e stanza
Ore 08.30-08.45: colazione in gruppo
Ore 9.00-12.00: attività interne/esterne
Ore 12.30-14.00: pranzo/TV/tempo-libero
Ore 14.30-16.00: riposo e/o lavoro.
Ore 16.00-17.00: Docce
Ore 17.00-19.30: T.lib./scuola/sport
Ore 19.30-20.00: cena/TV
Ore 20.00-23.00: telefonate/tempo libero
Ore 23.00: in camera per riposo

Giorni festivi
Ore 08,30: sveglia
Ore 08,30-09.30: pulizia personale e stanza
Ore 09.00: colazione in gruppo
Ore 09.00-12.00: colloqui
Ore 12.30-13.30: pranzo/TV/tempo-libero
Ore 13.30-16.00: riposo e t.l
Ore 16.00-17.00: Docce
Ore 16.00-19.30 cinema/uscite
Ore 19.30-20.00: cena/TV
Ore 20.00-23.00: telefonate/tempo libero
Ore 23.00: in camera per riposo

 

COME RAGGIUNGERE LA COMUNITÀ
In auto: Dall’A 1 Napoli-Milano, uscita casello Santa Maria C.V.
Mezzi pubblici: dalle FF.SS. Napoli-Roma, via Cassino

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
La Comunità è ubicata nel contesto urbano di S.Maria C.V. (CE) cap 81055 Piazza Angiulli, n.1
Per contatti telefonici: tel./fax 0823.842042 – 843492
Orari e modalità di contatto: orario antimeridiano dalle ore 09,00
L’indirizzo e-mail: comunita.smcv.dgm@giustizia.it
L’indirizzo e-mail di posta certificata: comunita.smcv.dgm@giustiziacert.it

 

 

ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI
AIROLA

Non vale la pena avere la libertà se questo
non implica avere la libertà di sbagliare.
Gandhi

PREMESSA
La Carta dei Servizi, insieme al Progetto d’Istituto e al Progetto Educativo Personalizzato, è uno dei principali indicatori di riferimento usati dall’Equipe per gestire il percorso detentivo dei minori/giovani sottoposti a provvedimento restrittivo e guidarli nel loro percorso di cambiamento.
Tale documento riassume i contenuti del Progetto d’Istituto ed in esso sono indicati, nel rispetto di quanto contenuto nella “Dichiarazione dei diritti del fanciullo” le modalità di funzionamento della Struttura con le sue finalità e caratteristiche, l’orario e le regole della vita comunitaria, l’organizzazione delle attività con la presenza delle varie figure professionali, l’indicazione dei servizi e delle opportunità presenti nella comunità locale territoriale, le modalità di partecipazione del detenuto all’organizzazione della vita comunitaria.

 

MANDATO ISTITUZIONALE
L’Istituto penale per minorenni (IPM) di Airola ha il compito di dare esecuzione ai provvedimenti privativi della libertà emessi da un’autorità giudiziaria del Tribunale per i Minorenni (custodia cautelare, esecuzione pena, semidetenzione, semilibertà) e di realizzare un programma personalizzato di recupero e di risocializzazione, secondo quanto stabilito nell’Ordinamento Penitenziario (Legge 26 luglio n. 354/1975) e nel suo Regolamento di Esecuzione (Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno n. 230/2000).

 

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Legge n. 354/1975 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 230/2000 – Ordinamento penitenziario.
  • Circolare del 17 febbraio 2006 n. 5391 – Organizzazione e gestione tecnica degli IPM.
  • Legge n.117 dell’11 agosto 2014. Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge 26 giugno 2014 n.92.

 

DESCRIZIONE DELL’ISTITUTO
Il Palazzo Ducale che ospita l’odierno Istituto Penale per Minorenni di Airola, ha origini settecentesche. Il Duca Ferdinando Caracciolo, ne fece la propria dimora dopo aver deciso di abbandonare il Castello situato in cima alla collina dove sorgeva l’antica Airola. L’edificio ospita un teatro e vari giardini ed è decorato con eccellenti pitture a tela della scuola di Luca Giordano. Divenuta Airola città demaniale (1754) il palazzo fu dapprima sede del Governatore Regio, poi devastato nel 1797, divenne caserma. Fu acquistato alla fine dell’800 da Giuseppe Montella che lo restaurò a sue spese riportandolo all’antico splendore. La dimora doveva essere molto dignitosa tanto che nel 1893 fu ospitato per tre giorni Vittorio Emanuele di Savoia, allora Principe di Napoli, poi re d’Italia. Nel 1930, fu acquistato dallo Stato e adibito dal 1931 a riformatorio giudiziario femminile (primo esempio di edilizia penitenziaria), per poi divenire, nel dopoguerra, casa di rieducazione femminile ospitando ragazze “in stato di difficoltà” provenienti da tutte le parti d’Italia. Nel 1978, con la legge 616/77 la competenza amministrativa del Tribunale per Minorenni riguardo ai disadattati, passò agli Enti locali, ed il riformatorio fu trasformato in Prigione Scuola Maschile. Esso ospitava ragazzi in custodia cautelare provenienti dalla zona di Benevento, di Avellino, e del Molise, nonché condannati da tutta la Campania. Dal 1988, con la legge 448/88, la struttura è divenuta IPM con annessa sezione di semilibertà e semidetenzione; la provenienza dell’utenza è rimasta invariata, aggiungendosi a volte casi difficili da tutta Italia.
Pur essendo ubicata in una posizione strategica essendo al crocevia tra le Provincie di Benevento, Caserta e Napoli, all’ingresso della Valle caudina, storicamente porta del mare per le comunicazioni tra l’entroterra appenninico ed il litorale partenopeo, Airola soffre di un'atavica carenza d’infrastrutture dedicate al collegamento: di scarso rilievo sono i trasporti ferroviari, mentre solo da qualche tempo si assiste ad un leggero incremento del trasporto su gomma, soprattutto privato. Tale condizione, se rappresenta una deprivazione per il territorio, certamente ha determinato un maggiore distacco rispetto alle dinamiche criminali del territorio napoletano, favorendo le attività di recupero realizzate dall’Istituto.
Attualmente, l’I.P.M. è deputato ad ospitare n. 36 detenuti suddivisi in due gruppi: minorenni e maggiorenni, più un gruppo separato per i lavoranti all’esterno. A pieno regime l’Istituto potrebbe però ospitarne 56.
Infatti, l’Istituto è organizzato in quattro gruppi con una capienza per ciascun gruppo di quattordici unità, con ampi locali, servizi igienici in ogni stanza e vaste sale per la socialità. Altrettanto spaziose sono le stanze adibite a formazione professionale, scuola ed attività di animazione. Esistono due ampi cortili per attività all’aperto, una palestra che di sera è aperta anche ad iscritti ed iscritte esterni alla Polisportiva Montella, ed il succitato Teatro. In ottemperanza al Disciplinare n. 2 della Circolare DGM n. 1 del 18/03/13, questa Direzione ha avviato un processo di riorganizzazione dei gruppi detentivi. Innanzitutto, ha inteso perseguire l’obiettivo di applicare, con maggiore efficacia, i principi della separazione dei detenuti tenendo conto – oltre che dell’età anagrafica – anche delle caratteristiche dei soggetti, al fine di prevenire e limitare la formazione di gruppi basati su logiche di preminenza e sopraffazione. In linea con gli interventi richiesti per la buona attuazione della Legge n.117 dell’11 agosto 2014, con la quale si estende la competenza del settore minorile fino al compimento del 25 anno di età, è in atto una rivisitazione degli attuali assetti organizzativi, sulla base di una attenta osservazione della situazione che si sta consolidando lentamente nelle strutture minorili.
Stiamo attentamente monitorando e valutando l’impatto e le relative risposte socio-educative dell’organizzazione per attuare una sistemazione logistica della separazione in gruppi per fasce d’età ed assicurare una maggiore corrispondenza ai bisogni degli ultraventunenni rispetto al resto della popolazione detenuta. Tali interventi saranno estesi anche all’area della Sanità Penitenziaria per assicurare programmi di prevenzione e di cura idonee per questa fascia d’età, così come anche all’area degli interventi trattamentali, dell’istruzione, della formazione professionale e dell’inserimento lavorativo sia durante la detenzione che all’atto della dimissione.

 

COMPITI E FUNZIONI
All’interno del mandato istituzionale, l’IPM svolge le seguenti funzioni e azioni:

Accoglienza

  • Perquisizione: controllo della persona, degli indumenti e oggetti posseduti ad opera del personale di Polizia Penitenziaria, in un locale riservato, subito dopo l’ingresso, nel rispetto della dignità della persona e del suo stato emotivo.
  • Immatricolazione: raccolta dei dati anagrafici e giuridici; registrazione nei sistemi informatici in uso, acquisizione dei rilievi foto-dattiloscopici; apertura del fascicolo personale (avviene di regola subito dopo l’ingresso).
  • Visita medica: controllo generale, anamnesi di base, rilevazione di eventuali segni e/o sintomi da approfondire, apertura della cartella sanitaria personale (avviene di regola subito dopo l’ingresso, non oltre le 24 ore successive).
  • Colloquio di primo ingresso: ad opera del Funzionario della Professionalità Pedagogica in servizio, raccolta delle informazioni inerenti la persona, la famiglia, la situazione generale del ragazzo/a, la situazione penale, la scuola ed il lavoro; valutazione dello stato psicoemotivo del ragazzo con particolare riferimento ad eventuali stati di sofferenza e di aggressività auto o etero diretta; rilascio di informazione e di chiarimenti sulla situazione giudiziaria e suoi possibili sviluppi; prima presentazione generale dell’istituto con illustrazione delle attività presenti, degli operatori e dei rispettivi ruoli professionali, delle regole; consegna del regolamento interno (avviene di regola entro 12 ore dall’ingresso).
  • Assegnazione al Funzionario della Professionalità Pedagogica (Educatore): a cura del Direttore o del Coordinatore dell’Area Educativa, ai fini della “presa in carico educativa”. Il Funzionario della Professionalità Pedagogica diventa il referente principale per il ragazzo in termini di guida e sostegno nel percorso detentivo, attraverso una relazione fiduciaria di aiuto (avviene di regola entro 12 ore dall’ingresso).
  • Segnalazione alle istituzioni: segnalazione dell’ingresso all’autorità giudiziaria, agli uffici interni e alle altre istituzioni (avviene entro 24 ore dall’ingresso).
  • Comunicazione ai familiari: rilascio di informazioni sulle modalità di visita-colloqui e comunicazione del nominativo dell’educatore referente (avviene entro 24 ore dall’ingresso).
  • Attivazione dell’USSM: l’attivazione dell’USSM, ove non già fatto, avviene per tutti anche per gli stranieri e per gli utenti italiani provenienti da altri regioni. L’assistente sociale affidataria del caso, entrerà a far parte dell’ “èquipe di osservazione e trattamento”; (avviene entro 48 ore dall’ingresso).
  • Segnalazione ai consolati di riferimento per i ragazzi stranieri: eventuale segnalazione ed attivazione del mediatore linguistico-culturale nel ruolo di facilitatore della comunicazione e/o di traduttore (avviene entro 24 ore dall’ingresso).
  • Minori stranieri non accompagnati: segnalazione al Giudice Tutelare per la nomina di un tutore e al Comitato Minori Stranieri con sede a Roma (avviene entro 72 ore dall’ingresso).

Osservazione

  • Raccogliere informazioni: dirette (dal ragazzo) e indirette (dai servizi sociali e dalla famiglia) utili per costruire un quadro completo di conoscenza del ragazzo.
  • Analizzare, valutare e selezionare le informazioni: individuare quelle utili per la costruzione della conoscenza del ragazzo.
  • Studio della documentazione di riferimento: esame delle relazioni conoscitive pregresse e dei documenti giuridici.
  • Elaborare le informazioni: trasformare le informazioni in risorse di intervento.
  • Costruzione della relazione educativa: attraverso incontri con il ragazzo in momenti strutturati (colloqui, attività, udienze) e informali (tempo libero).
  • Ri-costruire la storia del ragazzo: si raccolgono e si ri-costruiscono in maniera logica elementi, frammenti, eventi ecc. aiutando il ragazzo ad attribuire ad essi valenze, significati e senso.
  • Ri-costruire la rete: apertura di contatti formali ed informali con i soggetti istituzionali e non che si ritengono utili per il percorso tratta mentale del ragazzo.
  • Operatori coinvolti: educatore, assistente sociale, psicologo, operatori di Polizia Penitenziaria, sanitario, cappellano, altri (neuropsichiatra, psichiatra, operatori del Servizi Dipendenze, dell’Ente Locale, mediatore); questi operatori in diverse composizioni sulla base del caso specifico, costituiscono l’Equipe di Osservazione e Trattamento.
  • Strumenti utilizzati: colloquio individuale: “osservazione partecipata” nei diversi momenti della giornata del ragazzo.
  • Durata: almeno 30 giorni dall’ingresso. Entro il 30° giorno dall’ingresso, si effettua la prima riunione d’èquipe -composta da tutti gli operatori che a vario titolo hanno partecipato all’osservazione- che opera una prima definizione della situazione del ragazzo sotto l’aspetto penale, personale e familiare ed elabora, per gli imputati, il Progetto Educativo e, per i condannati definitivi, il Piano di Trattamento da inviare, quest’ultimo, per la necessaria approvazione, al Magistrato di Sorveglianza presso il Tribunale per i Minorenni.

Trattamento

  • Accudire: rispondere ai reali bisogni, contingenti e non, del ragazzo attraverso un interessamento sollecito quotidiano.
  • Far riflettere: confrontare il ragazzo con le proprie esperienze, comportamenti attuali e pregressi per promuovere il senso di responsabilità.
  • Sostenere e motivare: sostenere la crisi, rinforzare la positività dei comportamenti, delle azioni, dei propositi nel percorso trattamentale.
  • Sanzionare/premiare: scoraggiare comportamenti negativi o, al contrario, rinforzare quelli positivi per accrescere il senso di responsabilità.
  • Guidare/orientare: affiancare il percorso del ragazzo, rendendolo “soggetto attivo” e protagonista.
  • Valorizzare l’individuo: evidenziare le capacità presenti e potenziali per incoraggiare una crescita e un cambiamento.
  • Risorse trattamentali: sono gli strumenti utilizzati dagli operatori per operare il trattamento educativo. Trattasi da una parte di situazioni strutturate in compiti, tempi e obiettivi, condotte da operatori specifici (artigiano, tutor, istruttore, animatore, insegnante) dove il ragazzo sperimenta “un fare” teorico/pratico/manuale su vari versanti lavorativo, formativo, di orientamento, scolastico, culturale, espressivo ricreativo, sportivo. Tali esperienze rappresentano anche occasioni/opportunità per far emergere curiosità, interessi, potenzialità e inclinazioni, nonché momenti di confronto e di relazione interpersonale; parallelamente, di interventi sulla persona, in ordine a problemi/disagi e specifiche condizioni individuali.

Sicurezza

  • Controllare/vigilare: in maniera continua sia in un’ottica di prevenzione che di intervento fattivo nelle situazioni contingenti.
  • Perquisizione: sia nella persona che negli ambienti fisici, nell’ottica di prevenire danni e disordini;
  • Presidiare e gestire le dinamiche di relazione: tra i ragazzi ed eventuali conflitti per garantire una convivenza pacifica.
  • Assicurare il rispetto delle regole e delle leggi: in particolare del Regolamento Interno e del “vivere civile”, per restituire al ragazzo il senso della legalità e garantire uno svolgimento ordinato della vita istituzionale e una convivenza pacifica.
  • Azioni disciplinari: per far confrontare il ragazzo con gli effetti dei propri agiti e per distoglierlo da reiterazioni.

Dimissione
Avviene a seguito della cessazione della misura (remissione in libertà), per applicazione di eventuali misure alternative o cautelari o per trasferimento ad altri istituti.
L’IPM cura questa fase attraverso interventi di accompagnamento, di preparazione e di informazione diretti al ragazzo e alle figure di riferimento e con l’invio di documentazione conoscitiva della situazione personale, del percorso detentivo e degli interventi effettuati ai nuovi contesti (comunità o altri istituti).

 

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE

  • Umanizzazione: l’Istituto accoglie la persona, come soggetto di diritti e portatore di bisogni cui dare risposte il più possibile concrete e significative; nel dare esecuzione agli obblighi derivanti dalla misura detentiva, garantisce il rispetto della dignità della persona.
  • Strutturazione del tempo: dare definitezza e senso al tempo attraverso la promozione di esperienze e relazioni nella prospettiva di attivare nei ragazzi potenzialità, interessi, passioni.
  • Apertura al territorio: anche nel rispetto della normativa di riferimento, l’Istituto è da sempre disponibile in vario modo ad un costante collegamento con la “società civile”, nello spirito della partecipazione della comunità esterna all’azione educativa.
  • Individualizzazione: l’istituto riconosce il ragazzo come “individuo unico” e in tal modo organizza risposte, in termini di intervento contestualizzate alla situazione personale del singolo, attraverso la costruzione di un percorso legato a specifici bisogni; nell’evitare i trattamenti di favore, riconosce le “diversità soggettive”.
  • Riservatezza: viene garantita la riservatezza sia nei rapporti con l’esterno che all’interno, sono tutelate le informazioni e la documentazione riguardanti il ragazzo (storia personale, familiare e penale), i colloqui con gli operatori e le perquisizioni personali avvengono in appositi locali riservati.
  • Chiarezza: l’istituto restituisce, con linguaggio semplice e accessibile, sia al ragazzo che alla famiglia, il senso reale di quello che avviene, dell’organizzazione del contesto, dei ruoli, delle decisioni, delle comunicazioni, anche con il ricorso al mediatore linguistico-culturale.
  • Imparzialità: l’istituto agisce nei confronti dei ragazzi con un atteggiamento non giudicante e non discriminatorio per età, orientamento sessuale, provenienza geografica, nazionalità, religione e tipo di reato commesso.
  • Legalità: non solo sul profilo del rispetto delle leggi vigenti da parte dell’istituzione ma anche come percorso di “educazione alla legalità” rivolto ai ragazzi ospiti per “promuovere cambiamento”.
  • Intenzionalità educativa: guida l’avvio della relazione che, attraverso la vicinanza, la continuità, la costanza della presenza, la condivisione, la rielaborazione, diventa “relazione educativa”.
  • Interdisciplinarietà dell’intervento: il progetto trattamentale è elaborato e posto in essere da un’èquipe multi professionale.
  • Negoziabilità: le “offerte trattamentali”, sia in termini di partecipazione ad attività “pratiche” che di intervento sulla sfera personale, non vengono imposte ma negoziate, attivando processi di motivazione, sostegno e guida.
  • Tutela e riconoscimento dei diritti fondamentali della persona e dello “status” di detenuto: diritto alla salute; diritto alla difesa (garantendo in qualunque momento il contatto, telefonico e non, con il difensore); diritto al voto (in occasione delle diverse consultazioni elettorali, all’interno dell’istituto viene istituito, a cura del Comune un seggio elettorale speciale); diritto all’affettività (l’istituto dà la possibilità al ragazzo di coltivare e mantenere i legami affettivi con i familiari o con altre figure significative, sia attraverso contatti telefonici che in colloqui visivi a cadenza settimanale; diritto allo studio (oltre che assicurare all’interno il corso scolastico per il conseguimento della licenza media inferiore e l’alfabetizzazione vengono attuate le condizioni per garantire la prosecuzione degli studi negli istituti superiori e universitari); diritto al trattamento individualizzato (in applicazione delle normative di riferimento vigenti); libertà di religione (riconoscimento di festività particolari e di menù differenziati per motivi religiosi).
  • Informazione: l’istituto rende edotto il ragazzo degli obblighi, dei diritti e dei doveri inerenti la misura penale a suo carico e del suo possibile sviluppo; delle opportunità legate al percorso detentivo e assicura la tempestiva notifica, e spiegazione, degli atti giudiziari.

Fase dell’autonomia: I detenuti che hanno superato favorevolmente la iniziale fase di osservazione e che hanno perseguito gli obiettivi previsti nel PEI, sono ammessi a maggiori spazi di sperimentazione della responsabilità individuale attraverso la concessione dell’Art. 21 OP intra-murario (partecipazione all’attività di manutenzione dell’Istituto, acquisto e distribuzione sopravvitto affiancando un operatore Pol. Pen. ) ed extra – murario (tirocinio aziendale esterno, permessi premio, MOF, uscite trattamentali, frequenza Istituti Superiori e attività sportiva etc.).
Terminati i lavori di ristrutturazione del relativo reparto, per tale gruppo sarà previsto la presenza fissa di un solo agente solo in alcuni momenti della giornata mentre il resto della sorveglianza sarà demandato al sistema di video-sorveglianza.
Al fine di favorire la fase dello sviluppo dell’autonomia, si prevede infatti di rendere gradualmente autonomo il gruppo dei detenuti ammessi al beneficio dell’Art. 21 O.P. che, essendo in una fase avanzata del trattamento, possono godere di maggiori margini di autogestione all’interno del gruppo. Saranno, pertanto, potenziati i sistemi di videosorveglianza e di automazione dei cancelli del gruppo, pur persistendo dubbi e perplessità in ordine ai livelli di responsabilità che una simile organizzazione comporterebbe. Rimane, tuttavia, istituita la Sezione dei Lavoranti Esterni in un gruppo appena ristrutturato che si connota con margini di maggiore autonomia rispetto alla restante popolazione detentiva.
L’obiettivo del mantenimento del decoro e rispetto della struttura da parte dei detenuti e degli operatori è stato perseguito sia relativamente alla maggiore fruizione delle risorse strutturali dell’Istituto sia per le iniziative esterne. In particolare, vista l’inderogabile disposizione del Superiore D.G.M. in materia di pulizia degli II.PP.MM. e di contenimento delle relative spese, e considerata la necessità di migliorare l’efficienza del servizio della raccolta differenziata afferente ai due gruppi detentivi nonché al reparto dei lavoranti esterni, questa Direzione ha disposto che 5 minori/giovani ospiti dell’Istituto, individuati secondo una eventuale turnazione trimestrale, effettuino le pulizie degli spazi e i locali interni ed esterni comuni, nonché della raccolta dei rifiuti, debitamente selezionati e differenziati, nelle fasce orarie specificati con piano di lavoro.

 

ORGANIZZAZIONE
L’Istituto penale per i minorenni di Airola è organizzato al suo interno in aree.

I responsabili delle Aree sono:

  • Direttore della struttura: Dott. Antonio Di Lauro ;
  • Responsabile Area Educativa: Dott.ssa Rosa Vieni
  • Responsabile Area Amministrativa: Dott. Cosimo Pedicini;
  • Responsabile Area Contabile: Dott.ssa Mariangela Cirigliano
  • Responsabile Area Sicurezza: Isp. Giuseppe D’Addio
  • Responsabile Area Sanitaria: Dott. Luigi Pirozzi.

Area Educativa: si occupa dei percorsi educativi dei giovani ospiti. In detta area confluiscono anche operatori esterni impegnati, di volta in volta, e a vario titolo, nel trattamento dei ragazzi ospiti: assistenti sociali, consulente psicologico, specialisti delle problematiche psichiatriche e delle dipendenze, mediatori linguistico-culturali, cappellano, insegnanti, operatori sociali degli Enti locali e di comunità, operatori di progetti (artigiani, tutor, animatori, istruttori), volontari.

Area Amministrativa: si occupa della gestione delle pratiche e degli adempimenti afferenti a tutto il personale dell’IPM e del disbrigo della corrispondenza e del protocollo.

Area Contabile: si occupa della gestione dei beni e servizi e relativa contabilità, della cassa corrente e di riserva, dei conti correnti dei ragazzi ospiti, stipendi e accessori del personale di Polizia Penitenziaria.

Area Sanitaria: assicura il trattamento sanitario degli utenti attraverso un presidio medico-infermieristico giornaliero, esami clinici, trattamento odontoiatrico settimanale, invio alle strutture sanitarie territoriali per controlli specialistici.

Area Sicurezza: ha il compito di assicurare all’interno dell’istituto l’ordine e la sicurezza a favore dei ragazzi ospiti, degli operatori interni ed esterni e dei visitatori; riveste importanti compiti anche nel trattamento rieducativo dei ragazzi La Polizia Penitenziaria è membro istituzionale dell’equipe trattamentale.

Tutte le aree sono coordinate dalla Direzione che cura lo stretto collegamento tra le stesse.

 

COLLABORAZIONI
L’Istituto penale per i minorenni di Airola ha una rete istituzionale “interna” con:

  • Il Dipartimento Giustizia Minorile e il Centro Giustizia Minorile;
  • L’Ufficio Servizio Sociale Minorenni con cui condivide le modalità e i tempi della presa in carico dei ragazzi detenuti;
  • Autorità Giudiziarie Minorili, in particolare il Magistrato di Sorveglianza, territorialmente competente per l’IPM, organo deputato a sovraintendere l’esecuzione delle misure privative della libertà;

e una rete di collaborazione “esterna” con:

  • Azienda Sanitaria Locale per il trattamento sanitario all’interno dell’Istituto, le visite specialistiche nelle strutture sanitarie territoriali, la fornitura di farmaci, il trattamento delle dipendenze, il trattamento delle problematiche psichiatriche e il servizio psicologico;
  • Comunità socio educative e terapeutiche, per eventuali inserimenti nell’ambito di misure penali esterne e di permessi-premio concessi ai ragazzi;
  • Regione, Provincia e Comune per il reperimento di risorse utili per il trattamento;
  • Privato Sociale: cooperative, associazioni impegnate nel “lavoro sociale” nell’ottica di reperire e realizzare risorse utili per il trattamento interno ed esterno, ivi compreso il Volontariato, importante risorsa utilizzata nell’ottica di favorire la partecipazione della comunità esterna al trattamento;
  • Organismi/Servizi Scolastici: in particolare il Centro Territoriale Permanente per la realizzazione dei corsi scolastici interni e, in un quadro più ampio, con le facoltà dell’Università con finalità di fornire conoscenza e informazione sull’istituto e le sue funzioni, nell’ambito di tirocini, seminari e/o percorsi di educazione alla legalità promossi dagli stessi;
  • Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria per la disciplina del passaggio dei ragazzi nei circuiti detentivi degli adulti, al compimento del 21mo anno di età, sulla base di apposito protocollo;
  • Prefettura di Benevento: per le tematiche relative all’immigrazione.

 

ORARI E MODALITÀ DELLA VITA INTERNA DELL’ISTITUTO

Giornata tipo Lunedì - Venerdì
L’Istituto è organizzato in due gruppi di norma composti di 15/16 ragazzi, suddivisi per gruppo maggiorenni e gruppo minorenni. Un terzo gruppo è costituito dai lavoranti esterni.
La giornata è articolata nel seguente modo:
Ore 06.30: Orario di apertura dell'Istituto;
Ore 08.00: Sveglia;
Ore 08.15: Colazione;
Ore 08.30: Attività scolastiche e di formazione (Pause ricreative ore 10.00/10.10-11.00/11.10);
Ore 12.00: Rientro nelle stanze;
Ore 12.40: Pranzo;
Ore 13.00: Rientro nei gruppi; (dalle ore 13.00 alle ore 14.00, il mercoledì ed il venerdì si effettua il servizio barbieria);
Ore 13.30: Chiusura nelle stanze;
Ore 14.30: Attività scolastiche e di formazione (Pausa ricreativa alle ore 16.00);
Ore 17.30: Attività di animazione sportiva e socioculturale;
Ore 19.00: Rientro nelle stanze;
Ore 19.30: Cena;
Ore 20.00: Socializzazione nei gruppi;
Ore 20.30: Chiusura delle stanze;
Ore 23.30: Chiusura dell'Istituto, spegnimento luci e televisori nei gruppi.
L'attività ricreativa pomeridiana resta fissata nella fascia oraria 17.00/19.00.

Giornata del Sabato
Ore 06.30: Orario di apertura dell'Istituto;
Ore 08.00: Sveglia;
Ore 08.00/16.00: Colloqui con i familiari;
Ore 12.40: Pranzo;
Ore 17.00: Celebrazione Santa Messa;
Ore 17.30: Attività di animazione sportiva e socioculturale;
Ore 17.40: Merenda;
Ore 19.00: Rientro nelle stanze;
Ore 19.30: Cena;
Ore 20.00: Socializzazione nei gruppi;
Ore 20.30: Chiusura delle stanze;
Ore 23.30: Chiusura dell'Istituto, spegnimento luci e televisori nei gruppi.
La celebrazione della S. Messa -secondo quanto previsto dall'Art. 21 del Regolamento Interno- viene garantita anche durante le festività solenni. I giovani e minori detenuti che lo desiderino, possono esporre nel proprio spazio di appartenenza nella camera a più posti, immagini e simboli della propria confessione religiosa. Durante il tempo libero è permesso praticare il culto della propria professione religiosa, purché non si esprima in comportamenti molesti per la comunità.
Per lo stesso giorno l'orario di spegnimento dei televisori è regolato dal Coordinatore di P.P. e dagli Agenti di gruppo. Per la domenica e i giorni festivi, gli orari della mattinata potranno subire variazioni concordate con la Direzione così come per qualsiasi altra variazione di orario delle attività.

 

GRUPPO DEI LAVORANTI ALL’ESTERNO (PER I GIOVANI AUTORIZZATI)
Ore 08.00: Sveglia
Ore 08.30: Colazione
Ore 09.00: Uscita dall'Istituto
Ore 12.45: Rientro in Istituto
Ore 13.00: Pranzo
Ore 13.30: Riposo nelle stanze
Ore 14.45: Uscita dall'Istituto
Ore 19.00: Rientro in Istituto
Ore 19.15: Attività di animazione sportiva
Ore 20.00: Cena
Ore 20.30: Rientro nelle stanze e chiusura
Ore 23.30: Spegnimento luci e televisori nei gruppi
Il sabato, la domenica e i festivi la colazione si svolge nelle stanze.

 

REGOLE DELLA VITA COMUNITARIA

  • Rispettare gli operatori e gli altri detenuti;
  • Avere cura di tutti gli ambienti dell’Istituto, mantenendoli puliti e ordinati;
  • Avere cura della propria persona e delle proprie cose;
  • Rispettare gli orari dell’Istituto partecipando alle attività ed ai corsi.

 

ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’

  • MATTINA: Lavoro esterno - Attività scolastiche - Attività formative
  • DOPO PRANZO: Attività di Socializzazione e condivisione nei gruppi
  • PRIMO POMERIGGIO: Recupero scolastico Attività culturali (biblioteca – giornalino)
  • SECONDO POMERIGGIO: Attività culturali e socio ricreative (Teatro – Catechesi – Sala giochi) Attività sportive (Calcio – Body Building)
  • DOPO CENA: Attività di Socializzazione e condivisione nei gruppi

 

COLLOQUI FAMILIARI
I minori/giovani detenuti usufruiscono di 6 colloqui al mese. Quando si tratta di detenuti per uno dei delitti previsti dal 1° comma dell’art. 4 bis della legge e per i quali si applichi il divieto di benefici ivi previsto, il numero dei colloqui non può essere superiore a 4 al mese.
La sala colloqui è aperta ed è a disposizione dei congiunti e dei familiari, tutti i mercoledì ed i sabato, dalle ore 08.00 alle ore 16.00, mentre il rilascio per le autorizzazioni ai colloqui è previsto fino alle ore 14.00.
Il colloquio ha la durata massima di un’ora. In considerazione di eccezionali circostanze, è consentito di prolungare la durata del colloquio con i congiunti o con i conviventi. Il colloquio è comunque prolungato sino a due ore se, nella settimana precedente, il minore/giovane detenuto non ha fruito di alcun colloquio e se l’esigenza e l’organizzazione dell’Istituto lo consentono.
I colloqui avvengono nell’apposito locale a pian terreno munito di appositi tavoli separati per ogni famiglia. Quando sussistono ragioni sanitarie o di sicurezza, i colloqui avvengono in locali separati. In ogni caso i colloqui si svolgono sotto il controllo a vista del personale di Polizia Penitenziaria.
L’autorizzazione ai colloqui viene rilasciata secondo quanto previsto dalla normativa e può essere concessa dalla Direzione, oltre i limiti previsti dal Regolamento Penitenziario, ai soggetti gravemente infermi, o quando il colloquio si svolge con prole di età inferiore ai 10 anni, ovvero quando ricorrano particolari circostanze. Inoltre, può autorizzare la visita da parte delle persone ammesse ai colloqui con il permesso di trascorrere parte della giornata insieme a loro in appositi locali o all’aperto (area verde) e di consumare un pasto in compagnia.
Sono ammessi al colloqui 3 congiunti adulti (anche zii) e due minori. I congiunti dovranno presentare documentazione attestante l’identità.

 

COME RAGGIUNGERE L'ISTITUTO PENITENZIARIO

In auto: Autostrada A1 -* Uscita Caserta Sud. Seguire le indicazioni per Benevento. Dopo il comune di Arpaia girare a sinistra per Airola e proseguire diritto fino a Corso Montella.
L’Istituto non ha parcheggio interno. In Piazza Vittoria (adiacente Corso Montella) c’è un parcheggio auto con posti riservati ai disabili.

Con mezzi pubblici: Treni FS fino alla stazione di Airola con servizio navetta pullman per il paese; Pullman linea EAVBUS

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
L’Istituto è ubicato in Corso Montella 16, Airola (BN) – cap 82100.
Per contatti telefonici: tel.0823716601 – Fax.: 0823716625
Il servizio Portineria è attivo 24 ore su 24.
L’indirizzo e-mail: ipm.airola.dgm@giustizia.it
L’indirizzo e-mail di posta certificata: ipm.airola.dgm@giustiziacert.it

  

 

CENTRO PRIMA ACCOGLIENZA PER MINORI
in annessa
COMUNITA’ MINISTERIALE
SALERNO

PRESENTAZIONE
Il Centro di Prima Accoglienza (CPA)in annessa Comunità Ministeriale di Salerno è un servizio del Dipartimento per la Giustizia Minorile dipendente dal Centro per la Giustizia minorile della Campania di Napoli.
Rappresenta un servizio pubblico essenziale e garantisce il funzionamento nell’arco delle 24 ore.
La Comunità si connota come struttura residenziale per minori di sesso maschile, indagati di reato e sottoposti alla misura cautelare del collocamento in comunità (ex articolo 22 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88). I ragazzi accedono alla struttura a seguito dell’applicazione, nei loro confronti, di una misura privativa della libertà personale imposta dall’Autorità Giudiziaria Minorile che ne stabilisce la durata della permanenza, secondo le norme che regolano il processo penale minorile. In particolare vengono inseriti minori in uscita dal Centro di Prima accoglienza o provenienti direttamente dalla libertà, in esecuzione di articolo 22 citato, a volte anche a seguito dell’aggravamento della misura cautelare della permanenza in casa. Possono essere anche accolti minori provenienti da Istituto Penale per i minorenni per l’attenuazione della misura della custodia in carcere.
Il CPA garantisce l’accoglienza dei minorenni arrestati, fermati o accompagnati dalle forze dell’Ordine e rappresenta, quasi sempre, il primo Servizio minorile con cui entra in contatto il minore. Garantisce la permanenza del minore fino all’udienza di convalida, assicurando una risposta tempestiva ed efficace al momento del primo contatto fra il minore e il sistema della Giustizia Penale Minorile. Realizza un’immediata mediazione tra esigenze penali, educative e sociali, garantendo laddove possibile la costruzione di un’ipotesi progettuale che non interrompa i processi educativi in atto.

 

I DESTINATARI
La capienza della Comunità è di 4 posti, con possibilità di un quinto posto per brevi permanenze. E’ da segnalare anche la possibilità di accoglienza di n. 2 minori in misura diurna (prescrizione di frequenza delle attività della Comunità, permanenza in casa con autorizzazione a frequentare durante il giorno le attività della Comunità).
Il CPA di Salerno garantisce la custodia dei minori maschi, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, arrestati, accompagnati e fermati dalle Forze dell’Ordine. L’Autorità Giudiziaria che dispone l’accompagnamento in CPA è il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno. I minori accompagnati in CPA si trovano giuridicamente nella posizione di indagati, pur non essendo il CPA una struttura di tipo carcerario.

 

LE STRUTTURE
La Comunità è ubicata in Salerno, in uno stabile di civile abitazione attiguo al CPA e al Tribunale per i Minorenni. L’appartamento, accogliente e di dimensione familiare, si compone di una sala adibita ad ufficio, un soggiorno polifunzionale (per i colloqui dei minori con le famiglie, attività decorative e di ceramica, lettura ecc.), la camera da letto, un soggiorno con TV, DVD e PC in uso ai minori, la cucina, una stanza da bagno e un WC.
I locali del CPA sono semplici, confortevoli, essenziali. Lo spazio dedicato ai ragazzi è costituito da due camere con bagno esterno, e una sala in cui i minori possono incontrare i familiari, l’avvocato difensore e gli operatori sociali. La struttura dispone inoltre di una stanza adibita a Direzione, una a Segreteria, una ad Ufficio Educatori; l’Ufficio Educatori, adeguato per dimensioni, è adibito anche a sala riunioni e aula di convalida.

 

IL MANDATO ISTITUZIONALE

Comunità
Assicurare l’esecuzione della misura cautelare del collocamento in comunità disposta dall’Autorità Giudiziaria competente, garantendo il raccordo con la stessa.
Avviare il processo di responsabilizzazione del minore e la sua restituzione al contesto sociale di appartenenza, se possibile, al termine della misura cautelare stessa.
Predisporre un programma educativo individualizzato, con l’adesione del minore, tenuto conto delle risorse personali e familiari dello stesso e delle opportunità offerte dal territorio.

Riferimenti normativi e regolamentari

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Circolare del 16 giugno 2004 sull’Organizzazione e gestione tecnica delle Comunità dell’Amministrazione.

CPA
Prendere in consegna dalle Forze dell’Ordine il minore e tenerlo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.
Fornire al minore elementi di chiarificazione, spiegazione e sostegno.
Compiere accertamenti sulla personalità del minore tramite l’acquisizione di elementi di conoscenza e l’osservazione dei comportamenti.
Conoscere, coinvolgere, informare e sostenere la famiglia del minore.
Assicurare rapporti sistematici con l’Autorità Giudiziaria Minorile procedente, fornendo alla stessa i primi elementi di conoscenza sul minore, la sua situazione personale, familiare e sociale, le prime indicazioni su una possibile ipotesi d’intervento in base anche alle risorse individuate e rese disponibili.
Accompagnare ed assistere il minore in udienza di convalida a norma degli articoli 6,12 e 25 del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88.
Facilitare l’intervento di rete e finalizzare, dove possibile, la restituzione del minore al territorio individuando nuovi elementi di progettualità ovvero dando continuità e coerenza ai percorsi educativi in corso.

Riferimenti normativi e regolamentari

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Circolare del 28 dicembre 2006 sul modello organizzativo, operativo funzionale e strutturale dei CPA.

 

TEMPI DI PERMANENZA
Comunità
Il tempo della permanenza è mediamente breve, normalmente qualche mese in attesa dell’udienza presso il Tribunale per i minorenni.
Durante il collocamento presso la Comunità il minore può essere trasferito ad un’altra Comunità ritenuta più idonea, in relazione al progetto e alle caratteristiche del ragazzo o per la continuazione del progetto trattamentale.
Il ragazzo potrebbe anche rientrare in famiglia qualora il giudice, su richiesta motivata del difensore o dei Servizi sociali, volesse sostituire la misura del collocamento in comunità con quella meno afflittiva della permanenza in casa o delle prescrizioni.

CPA
Il tempo massimo di permanenza in CPA è di 96 ore, tempo entro cui l’Autorità Giudiziaria dispone la liberazione del minore o la celebrazione dell’Udienza di convalida dell’arresto. Quando il Pubblico Ministero ritiene di non dover chiedere l’applicazione di una misura cautelare può emettere il decreto di liberazione motivato, entro le prime 48 ore dall’arresto/fermo; in caso contrario trasmette gli atti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) con la richiesta di convalida dell’arresto ed emissione di una misura cautelare.
Il GIP ha a disposizione 48 ore di tempo per celebrare l’Udienza di convalida dell’arresto o del fermo. L’esito di tale udienza può essere la remissione in libertà oppure l’applicazione di una delle quattro misure cautelari previste dagli articoli 19, 20, 21, 22, 23 del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88:

  • Remissione in libertà: il Giudice non rilevando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza ordina la liberazione del minore. Il minore viene consegnato ai familiari o, in loro assenza, al Servizio Sociale dell’Ente Locale. Qualora il ragazzo sia privo di riferimenti familiari, infatti, va obbligatoriamente affidato ai Servizi Sociali affinché ne curino l’inserimento in una struttura residenziale.
  • Prescrizioni (art. 20 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice detta al minore specifiche prescrizioni inerenti le attività di studio o lavoro, ovvero altre attività utili per la sua educazione. Le prescrizioni perdono di efficacia trascorsi due mesi dal provvedimento e possono essere rinnovate solo una volta dal Giudice se ricorrono esigenze cautelari. Nel caso di gravi e ripetute violazioni il Giudice può disporre la misura della permanenza in casa.
  • Permanenza in casa (art. 21 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice prescrive al minore di rimanere presso l’abitazione familiare o altro luogo di privata dimora. Nel caso di allontanamento ingiustificato dall’abitazione o nel caso di gravi e ripetute violazioni degli obblighi imposti il Giudice può disporre la misura del collocamento in comunità.
  • Collocamento in Comunità (art. 22 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice dispone che il minore sia affidato ad una Comunità, pubblica o convenzionata, imponendo anche eventuali specifiche prescrizioni. Nel caso di gravi e ripetute violazioni delle prescrizioni imposte o di allontanamento ingiustificato dalla Comunità il Giudice può disporre la misura della custodia cautelare in carcere.
  • Custodia cautelare (art. 23 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice può disporre la custodia cautelare in carcere quando sussistono gravi e inderogabili esigenze attinenti alle indagini e se vi è concreto pericolo che commetta gravi delitti, in base alle circostanze del fatto e la personalità dell’indagato.

 

ORGANIZZAZIONE INTERNA
RESPONSABILI DELLE AREE D’INTERVENTO

  • Direttore del Servizio: dott. Antonio Alfano, direttore
  • Sostituto del Direttore, Coordinatore dell’area pedagogica: dott. Raffaele Zotto, direttore
  • Responsabile area sicurezza: Ispettore Capo Nicolino Marzullo.

Il personale che opera in CPA/Comunità è composto da:
n. 1 Direttore
n. 1 Direttore Sostituto, Coordinatore dell’Area Tecnica
n. 1 Direttore Part-Time
n. 5 Funzionari della Professionalità Pedagogica
n. 2 Assistenti di Area Pedagogica
n. 1 Assistente Amministrativo
n. 1 Contabile
n. 1 Ausiliario/Conducente di automezzi
n. 9 Unità di Polizia Penitenziaria

Il Direttore è responsabile del Servizio, sovrintende all’organizzazione e alla programmazione degli interventi svolti da parte di tutto il personale che opera nella struttura ed è garante del buon funzionamento della stessa.
Gli operatori dell’Area Pedagogica svolgono tutte le fasi dell’intervento pedagogico a favore del minore, coinvolgendo possibilmente la famiglia. Ricercano altresì la collaborazione dei Servizi presenti sul territorio, già coinvolti o da coinvolgere, per l’intervento a favore del minore. Hanno in carico anche minori sottoposti alla sospensione del procedimento con Messa alla Prova (art. 28 DPR 448/88). Partecipano alle attività dell’Ufficio di Mediazione penale e svolgono attività di tutoraggio per i tirocinanti della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università di Salerno.
Gli operatori dell’area amministrativo-contabile garantiscono l’espletamento delle funzioni proprie dell’area.
La Polizia Penitenziaria garantisce il controllo e la sicurezza del CPA, assicurando che i minori non si allontanino, rispettino le regole di vita comune e non mettano in atto gesti auto ed etero-lesivi. Coniugano pertanto con delicatezza esigenze di controllo ed esigenze educative attraverso una “buona relazione” con i minori e una attenta attività di osservazione.

 

COLLABORAZIONI
Il CPA\Comunità ha una rete istituzionale “interna” con:

  • Il Dipartimento Giustizia Minorile e il Centro Giustizia Minorile;
  • L’Ufficio Servizio Sociale Minorenni con cui condivide le modalità e i tempi della presa in carico dei ragazzi ospitati;
  • Autorità Giudiziarie Minorili;
  • La Parrocchia “San Domenico e Santa Maria della Porta” di Salerno per l’assistenza e vigilanza dei minori in Comunità per l’anno 2014;

e una rete di collaborazione “esterna” con:

  • Azienda Sanitaria Locale per il trattamento sanitario all’interno della Comunità e del CPA, le visite specialistiche nelle strutture sanitarie territoriali, la fornitura di farmaci, il trattamento delle dipendenze, il trattamento delle problematiche psichiatriche e il servizio psicologico;
  • Altre Comunità socio educative e terapeutiche, per eventuali trasferimenti successivi dei ragazzi;
  • Enti Locali quali Regione, Provincia e Comune per il reperimento di risorse utili per il trattamento;
  • Privato Sociale: cooperative, associazioni impegnate nel “lavoro sociale” nell’ottica di reperire e realizzare risorse utili per il trattamento interno ed esterno, ivi compreso il volontariato, importante risorsa utilizzata nell’ottica di favorire la partecipazione della comunità esterna al trattamento (A.I.C.S. Salerno, Associazione C.A.M. Telefono Azzurro Salerno, Associazione A.R.C.I. Salerno, Associazione Ipotenusa Salerno, Associazione Il Portico, Caritas Salerno, Lega Navale Italiana Salerno, Giffoni Film Festival, Festival del Cinema internazionale di Salerno, Associazione Borderline Salerno, Associazione Altre parole Salerno, Teatro Barbuti Salerno, Associazione Confartigianato Salerno, Lega Ambiente Paestum, Salerno Solidale, Artigiani Solidali Salerno, Centro Universitario Studentesco Salerno);
  • Organismi/Servizi Scolastici: in particolare il Centro Territoriale Permanente “N. Monterisi” Salerno per la realizzazione dei corsi scolastici per il conseguimento della licenza media e corsi per educazione permanente (alfabetizzazione informatica, lingua inglese e lingua italiana per stranieri) e Istituto Economico Statale “Amendola” sia per la frequenza nel corso regolare mattutino che per l’inserimento di giovani nel corso serale “Sirio”;
  • Facoltà di Scienze della formazione Area Didattica di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Salerno per l’espletamento dei tirocini a favore degli studenti.

 

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE
Comunità
Il minore in Comunità è accolto nei suoi bisogni materiali ed emotivi. E‘ sostenuto nei momenti di crisi. E’ controllato, affinché non metta a rischio la propria e altrui incolumità e non comprometta il proprio percorso educativo.
Al ragazzo vengono garantiti i suoi diritti nel rispetto della privacy.
E’ fornito di biancheria, abiti puliti, prodotti igienici per la cura della persona secondo il bisogno.
Usufruisce di spazi ordinati e decorosi e di cibo, nel rispetto dell’eventuale culto religioso o altre necessità.
Viene accompagnato, con tempestività, presso ambulatori medici e specialistici per eventuali cure specifiche.
Incontra i familiari settimanalmente e il proprio avvocato secondo necessità.
Può esprimere esigenze e domande e trovare sostegno in ogni momento avendo quasi sempre un adulto vicino.
E’ accompagnato dall’educatore, quotidianamente, con attenzione, nel rispetto della sua persona, nella condivisione di spazi e attività comuni.
E’ affiancato sempre dall’operatore, che sa imporre con versatilità le regole e contenerlo con le parole, con i gesti e con decisioni tempestive.
Fa esperienze nuove e positive e può conoscersi meglio, scoprendo le proprie potenzialità in modo da iniziare ad individuare e quindi costruire un suo progetto futuro.
Nella prima settimana il ragazzo svolte attività diversificate, individuali o di gruppo, nella struttura, condotte dagli educatori e con l’ausilio di esperti esterni.
Dopo circa 10 giorni è inserito in un breve percorso lavorativo e formativo all’esterno dove svolge anche altre attività educative e ricreative, individuali e di gruppo.
E’ osservato con cura nella tenuta del suo percorso, stimolato quotidianamente dall’educatore a riconoscere i punti di forza e di debolezza, aspetti sui quali riflette anche con le altre figure professionali che si occupano di lui.
Viene aiutato a rivedere e a comprendere cosa lo ha portato a commettere un reato, a riflettere sulle conseguenze dei suoi gesti e a sperimentare nuove forme di controllo delle emozioni negative.
Viene guidato dagli educatori senza pregiudizio, nella narrazione dei suoi agiti, rispecchiandogli l’espressione delle sue emozioni e dei suoi vissuti, favorendo la percezione del principio di realtà.
Viene stimolato con sensibilità a riconoscere le sue emozioni ad esprimere apertamente le richieste di aiuto e a trovare una modalità di azione più riflessiva che non sia una semplice reazione.
Rilegge gli elementi del suo percorso di vita e ricostruisce la sua storia con l’aiuto degli educatori, dell’assistente sociale e dello psicologo e del mediatore culturale, se necessari.
Usufruisce di colloqui di sostegno e di restituzione dei comportamenti osservati, da parte delle diverse figure professionali (in spazi e tempi riservati, con l’educatore e lo psicologo una volta alla settimana o secondo il bisogno).
Svolge periodici colloqui con la sua famiglia.
Il regolamento interno è un opuscoletto che si rivolge direttamente al minore ospite, consegnato all’atto dell’ingresso, che contiene tutte le informazioni e le regole minime utili ad un inserimento sereno.

 

ESTRATTO DEL REGOLAMENTO INTERNO:
Che cosa potrai fare:

  • tenere due colloqui a settimana con la tua famiglia della durata di 1ora in orari e giorni da concordare con la Direzione;
  • effettuare telefonate e colloqui con il tuo avvocato;
  • uscire all’esterno, se lo prevede il programma autorizzato dal giudice, per andare a scuola, al lavoro in palestra, ecc.;
  • ….

Che cosa dovrai fare:

  1. avere rispetto di tutte le persone;
  2. avere cura degli ambienti, dei mobili, degli oggetti, ecc.;
  3. rispettare il programma di attività che è stato previsto per te;

Che cosa non dovrai fare:

  1. guardare la TV oltre le ore 23.00, salvo casi particolari con il consenso dell’operatore;
  2. ascoltare musica ad alto volume;
  3. tenere il telefonino;

Giornata “tipo”:
ore 8.00: sveglia - colazione
ore 9.00: effettuazione attività educative individualizzate previste
ore 13.00: preparazione mensa – pranzo - riordino mensa
ore 14.00: riposo
ore 15.30: effettuazione attività educative individualizzate previste
ore 19.00: verifica della giornata
ore 19.30: preparazione mensa - cena - riordino mensa
ore 21.00: tempo libero
ore 23.00: riposo

CPA
Il minore nel CPA è:

  • accolto in un ambiente decoroso, non di tipo carcerario ma con regole ben definite, basate sul dialogo e la relazione. Per tutta la permanenza vengono garantite risposte ai suoi bisogni primari nel rispetto della cultura e religione di appartenenza. Si consegnano abiti puliti, se necessari, lenzuola di stoffa e prodotti igienici. Si cura che il cibo non sia in contrasto con il suo credo religioso o con eventuali problematiche sanitarie. Viene accolto immediatamente dagli agenti di polizia penitenziaria. Il medico lo visita entro le 12 ore. Il minore incontra sempre l’educatore di riferimento, talvolta l’assistente sociale o altri operatori interessati al caso. Il minore può ricevere la visita dei familiari e dell’avvocato, in assenza di dispositivi ostativi da parte delle AA.GG. competenti;
  • informato sin dall’ingresso, tramite gli operatori, in merito al funzionamento della struttura e a quanto avverrà relativamente all’iter processuale in corso;
  • aiutato a comprendere i motivi che lo hanno portato a commettere il reato e ad analizzare il proprio percorso di vita, tramite l’ascolto e i colloqui informali e formali svolti sempre con l’educatore e gli altri operatori interessati al caso;
  • orientato ad un ripensamento della propria condotta e all’accettazione dell’eventuale misura cautelare;
  • presentato al Giudice nella sua individualità. L’educatore fornisce al Giudice una relazione scritta di conoscenza e di osservazione del minore, che possa anche servire per la decisione sull’eventuale misura cautelare più adeguata alla situazione del minore,
  • accompagnato all’udienza di convalida dagli agenti di Polizia Penitenziaria e dall’educatore. Tutti gli operatori lo aiutano a comprendere quanto sta accadendo e lo sostengono all’esito dell’udienza di convalida e fino all’atto delle dimissioni, fornendo tutte le spiegazioni necessarie;
  • sostenuto e controllato con il dialogo partecipato, l’ascolto attento e il rilascio di informazioni circa la sua situazione e gli esiti possibili della sua vicenda penale;

durante la sua permanenza nella struttura è sottoposto ad un controllo costante e discreto, in un clima attento alla persona e improntato alla comunicazione.

 

COME RAGGIUNGERE IL CPA\COMUNITA’
Il CPA\Comunità è situato nel cuore del centro storico della città, a pochi passi dal Duomo.
Dista circa 15 minuti di cammino dalla Stazione Principale di Salerno, terminal delle linee ferroviarie e delle autolinee campane ed extraregionali, per cui è facilmente raggiungibile da ogni provenienza; a 200 metri dalla Comunità/CPA, inoltre, vi è la stazione ferroviaria “Via Vernieri-Duomo” con treni provenienti dall’ambito provinciale e dall’area napoletana. Numerosi sono anche i trasporti urbani che circolano per il lungomare, raggiungibile con cinque minuti di cammino.

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
Il CPA e la Comunità di Salerno sono ubicati nello stesso stabile, con ingressi indipendenti:

Direzione ed Uffici amministrativi CPA\Comunità
Largo San Tommaso d’Aquino tel./fax 089253000
L’indirizzo e-mail: cpa.salerno.dgm@giustizia.it
L’indirizzo e-mail di posta certificata: cpa.salerno.dgm@giustiziacert.it

Sede operativa Comunità
via F.lli Linguiti n. 5 tel./fax 089241776
L’indirizzo e-mail: comunita.salerno.dgm@giustizia.it
L’indirizzo e-mail di posta certificata: comunita.salerno.dgm@giustiziacert.it

 

 

UFFICIO SERVIZIO SOCIALE PER I MINORENNI
SALERNO

 

PRESENTAZIONE DEL SERVIZIO
L’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) di Salerno interviene in favore dei minori e giovani adulti di età compresa tra i 14 ed i 25 anni sottoposti a procedimenti penali da parte dell’Autorità Giudiziaria minorile, con l’obiettivo primario di aiutare gli stessi e le loro famiglie a superare eventuali difficoltà e favorirne il reinserimento sociale. Il territorio di competenza è molto esteso in quanto comprende tutta la provincia di Salerno che consta di ben 158 Comuni.
L’USSM, inoltre, sempre su incarico dell’Autorità Giudiziaria e ai sensi della Legge n. 66/96, attiva interventi di sostegno nei confronti di minori che abbiano subito abuso e/o violenza sessuale.
Interviene altresì nei casi di sottrazione internazionale di minori ai sensi della Legge n. 64/94.

 

MANDATO ISTITUZIONALE
Il Servizio, in funzione del suo mandato:

  • Prende in carico, anche in collaborazione col servizio sociale dell’ente locale, i minori sottoposti a procedimento giudiziario e fornisce alla Magistratura un quadro conoscitivo sulla situazione personale, familiare e sociale, utile per le decisioni che la stessa deve adottare. Nel contempo approfondisce col minore e con la famiglia gli aspetti relativi all’ambito penale.
  • Assiste i minori e giovani adulti in tutte le fasi processuali e li accompagna con attività di sostegno e controllo, in relazione ai provvedimenti penali (misure cautelari, messa alla prova, misure sostitutive e alternative alla detenzione e di sicurezza) che possono essere adottati nei loro confronti.
  • Partecipa a percorsi di educazione alla legalità finalizzati a sensibilizzare ed informare gruppi di ragazzi su tematiche inerenti le conseguenze di determinate condotte devianti, anche in collaborazione con esperti in specifiche problematiche.
  • Garantisce interventi di consulenza e sostegno ai minori vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie, anche in accordo con i servizi degli enti locali e/o con altri servizi specialistici.
  • Fornisce all’Autorità Giudiziaria, nei casi di minori vittime di sottrazione internazionale, elementi valutativi sulla situazione socio-familiare del nucleo residente nel territorio di competenza, assicurando assistenza in caso di eventuale riaffidamento.
  • Attua interventi di segretariato sociale, fornendo informazioni all’utenza in carico o ai cittadini che ne facciano richiesta, sul sistema dei servizi sociali e sulle risorse esistenti e fruibili nell’ambito della comunità locale; qualora necessario provvede all’accompagnamento dell’utenza ai servizi specifici.
  • Offre consulenza e mette a disposizione di operatori e studenti indicazioni bibliografiche e documentazione sulle materie attinenti i suoi ambiti di intervento, ai fini anche dello svolgimento di tesi di laurea.

Gli interventi numericamente più rilevanti si realizzano nei confronti dei ragazzi nella fascia d’età compresa tra i 14 ed i 25 anni denunciati a piede libero per fatti commessi quando erano minorenni e per i quali, in previsione dell’udienza, viene predisposta una relazione socio-familiare, nonché l’eventuale progetto finalizzato ad affrontare e superare situazioni di difficoltà.
Qualora ritenuto necessario dall’ufficio o richiesto dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito di una misura penale, il servizio affianca il minore e la sua famiglia per la realizzazione del progetto individuato, svolgendo altresì attività di monitoraggio e verifica.
Il servizio interviene anche nei confronti dei minori arrestati in flagranza di reato, sottoposti a fermo giudiziario e condotti presso il Centro di Prima Accoglienza o riaccompagnati presso la propria abitazione e per i quali il Giudice per le Indagini Preliminari può disporre una misura cautelare.
Particolare importanza assume il sostegno, attuato congiuntamente agli operatori del Centro di Prima Accoglienza, rivolto ai ragazzi e alle famiglie, al fine di favorire l’esito positivo di tali provvedimenti. Inoltre, con il CPA-Comunità di Salerno prosegue il Protocollo Operativo per la presa in carico congiunta di minori arrestati e sottoposti alle misure cautelari della permanenza in casa e delle prescrizioni con successivo ed eventuale progetto di Messa alla Prova. Un ulteriore protocollo prevede l’assegnazione sempre al CPA-Comunità di 20-25 casi di minori a piede libero, ai fini dell’elaborazione di programmi di messa alla prova (ex art. 28\DPR 448.88), in collaborazione con i Servizi Sociali Territoriali che hanno già elaborato l’inchiesta di base richiesta dalla Procura Minori.
Si lavora, inoltre, congiuntamente agli operatori dell’Istituto penale per minorenni in favore di coloro che sono sottoposti a custodia cautelare o sono in espiazione di pena detentiva.
L’ufficio collabora stabilmente con le équipe delle Comunità pubbliche e convenzionate (socio-educative, terapeutiche e socio-sanitarie) nelle quali vengono inseriti i ragazzi con provvedimento giudiziario.
Il servizio cura, in stretta collaborazione con il Centro per la Giustizia Minorile l’individuazione della struttura sulla base delle esigenze e delle specificità del giovane, l’inserimento del ragazzo, anche attraverso il suo accompagnamento, monitorando il percorso stesso mediante contatti telefonici costanti ed incontri periodici con gli operatori di riferimento.
L’Ufficio predispone ed attua, nell’ambito degli indirizzi e delle attività di programmazione e coordinamento del Centro per la Giustizia Minorile, progetti ed iniziative rivolte all’ampliamento delle risorse destinate all’utenza e al miglioramento della operatività del Servizio.

Si specifica che al fine del’inserimento di minori in attività di formazione-borse lavoro e/o di volontariato, sportive e di socializzazione, per l’elaborazione, in particolare, di progetti di messa alla prova – Istituto giuridico largamente concesso a favore dell’utenza penale minorile - sono state attivate numerose collaborazioni di rete sul territorio, con le realtà associative e della cooperazione sociale presenti. Inoltre sono stati formalizzati, con rinnovo annuale i seguenti protocolli:

  • Protocollo con AICS – Provincia SA
  • Protocollo con Vigili di Protezione Civile – SA
  • Protocollo con Associazione “PAPA CHARLIE” – Pagani (SA)
  • Protocollo con Associazione “SUPERABILE onlus” – Pagani (SA)
  • Protocollo con Sodalis – CSV (Centro Servizi per il volontariato – Provincia SA)
  • Protocollo con Comune di Mercato San Severino (SA)
  • Protocollo con Comune di Agropoli (SA)
  • Protocollo con Società Nazionale di Salvamento – SA
  • Protocollo con Confindustria Salerno

 

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Legge 16 luglio 1962, n. 1085 – Ordinamento degli uffici di servizio sociale e istituzione dei ruoli del personale del predetto servizio.
  • Legge n. 354/1975 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul Processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Circolare n. 72676 del 16 maggio 1996 - Organizzazione gestione tecnica degli USSMM.
  • Circolare n. 5351 del 17 febbraio 2006 - Organizzazione e gestione tecnica degli USSM.
  • Circolare Capo Dipartimento n.1 2013 del 18\3\2013 2modello di intervento e revisione dell’organizzazione e dell’operatività del sistema dei Servizi Minorili della Giustizia” e relativi disciplinari

 

ORGANIZZAZIONE
L’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) di Salerno è diretto dal Direttore la dott.ssa Teresa Sorrentino che coordina l’attività interna e rappresenta all’esterno l’ufficio curando i rapporti con gli utenti e le istituzioni.
Gli operatori (Assistenti Sociali ed Educatori), oltre ad occuparsi della presa in carico dei singoli ragazzi assegnati, sono anche referenti di progetti realizzati in collaborazione con vari enti e/o associazioni e prende parte a specifiche attività formative, di studio, ricerca e di approfondimento.
Gli operatori dell’area tecnica dell’USSM, con il significativo apporto degli operatori delle segreterie tecniche e amministrativo-contabile, svolgono l’attività professionale oltre che nella sede dell’ufficio, anche all’esterno.
Le attività professionali si svolgono secondo modelli teorici e strumenti metodologici di riferimento.
Strumento prioritario è il colloquio, utilizzato sia con i ragazzi che con i genitori ed altre figure significative; lo stesso, quando ritenuto opportuno dall’operatore, può essere effettuato anche nella sede dell’ufficio, dell’ente locale e/o altri servizi territoriali, oltre che prevalentemente presso le abitazioni familiari nel corso della visita domiciliare.
Gli operatori dell’Ufficio effettuano attività esterna sia presenziando alle udienze o agli interrogatori in Tribunale, che spostandosi sul territorio per i necessari contatti con i ragazzi e le loro famiglie e con le istituzioni locali che possono rappresentare una risorsa per i ragazzi in carico.
Altro strumento operativo è l’èquipe, gruppo di lavoro che comprende operatori di diversa professionalità all’interno del servizio o appartenenti ad altro ente, i quali si occupano anch’essi della situazione personale e/o familiare del giovane.
L’attività si esplica infine con la produzione di documentazione professionale (relazioni, registrazioni degli interventi, verbali delle riunioni) sia ad uso interno che finalizzata alla fruizione della stessa da parte dell’Autorità Giudiziaria Minorile e di altri Servizi sociali.
L’Ufficio concorre, inoltre, con un due propri operatori impegnati con cadenza settimanale, allo svolgimento delle attività dell’Ufficio per la Mediazione Penale Minorile di Salerno, in attuazione di un protocollo interistituzionale del 2002 tra CGM (USSM-CPA) – Tribunale e Procura Minorile di Salerno – Comune di Salerno ed Associazione “La Tenda”. Tale compito viene svolto all’interno di percorsi finalizzati alla risoluzione dei conflitti tra autore e vittime del reato.
Al fine di far fronte all’aumento di richieste di interventi di mediazione, da parte dell’A.G. procedente, e allo scopo di assicurare una composizione eterogenea e una più significativa partecipazione di esponenti della società civile agli interventi di mediazione, si è provveduto a selezionare un gruppo di volontari provvisti di laurea quinquennale in materie giuridiche e\o sociali con pregressa formazione in mediazione. I volontari selezionati con il gruppo di mediazione hanno condotto una formazione congiunta specifica in mediazione penale minorile.
Nell’ambito degli accordi interistituzionali fra il Centro per la Giustizia minorile e l’Università “Suor Orsola Benincasa – Napoli - Sede di SA”, l’Ufficio si rende altresì disponibile ad accogliere studenti o laureati in servizio sociale per lo svolgimento di tirocini, i quali rappresentano, sia per l’ufficio che per il tirocinante, un reciproco arricchimento ed un apporto significativo, nonché studenti o laureati in “Scienze dell’Educazione” come da protocollo con l’Università di Salerno.
Sulla base di un Accordo di Programma, l’Ufficio collabora con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria competente per territorio, al fine di porre in essere interventi congiunti e qualificati nei confronti dei giovani che, al compimento del ventunesimo anno d’età, devono transitare dal settore penale minorile a quello degli adulti. Ulteriori accordi sono in via di definizione a seguito dell’entrato in vigore della legge 117/2014, che prevede, tra le varie disposizioni, la permanente nel circuito penale minorile dei ragazzi, che hanno commesso il reato da minorenne, fino al venticinquesimo anno di età. Tra i due servizi esiste, infatti, una proficua ed efficace collaborazione che si concretizza attraverso la continuità nell’accompagnamento del processo socio-educativo, l’invio tempestivo della documentazione maggiormente significativa, la partecipazione ad equipe periodiche e a colloqui effettuati anche presso le Case Circondariali.
L’Ufficio, infine, partecipa, in ambito locale, nazionale ed europeo ed insieme ad altre istituzioni del territorio, all’elaborazione ed all’attuazione di progettualità che si propongono la prevenzione ed il recupero del disagio giovanile.

L’Ufficio si articola in aree:
Area Tecnica: vi predomina la figura professionale dell’Assistente sociale. E’ presente anche la figura dell’educatore.
Per la consulenza psicologica, per i casi più problematici, si provvede a far richiesta formale di presa in carico ai Servizi Sanitari territorialmente competenti.

Area Segreteria tecnica: si occupa, nel rispetto della privacy, della gestione dei dati amministrativi inerenti i fascicoli dei minori. E’ impegnata nell’attivazione, a pieno regime dell’informatizzazione dei fascicoli - Sistema SISM.

Area Segreteria amministrativo- contabile: si occupa degli aspetti inerenti la gestione amministrativo-contabile e della gestione del personale.

Le aree delle suddette segreterie sono da supporto operativo per l’attivazione, il rinnovo ed il monitoraggio dei protocolli e delle gestione delle ulteriori risorse sul territorio, destinate all’utenza.

L’Ufficio di Servizio Sociale di Salerno dispone di 14 unità di personale civile per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali così articolato:

  • 1 Direttore
  • 3 Assistenti Sociale
  • 3 Educatori
  • 4 Amministrativi
  • 1 contabile
  • 1 conducente automezzi
  • 1 addetto portierato e custodia

 

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE
L’ Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni di Salerno, nel suo ruolo di “servizio pubblico” rivolto ai cittadini minorenni che entrano nel circuito penale e alle loro famiglie,agisce secondo i seguenti principi:

Imparzialità
Pone attenzione e cura a far sì che il ragazzo e i suoi familiari non siano discriminati, che vengano rispettate le differenze di genere, nazionalità, religione o ideologiche e che ciascuno riceva uguale attenzione pur nella differenza dei percorsi personali e delle situazioni giuridiche.

Rispetto dei diritti di ciascuno
In un Servizio al quale il minore e la sua famiglia non si rivolgono per “propria scelta” è comunque riconosciuto il loro diritto a scegliere se e come accettare l’intervento del Servizio, se e come collaborare ad un progetto educativo, se e come mantenere il riserbo su alcuni aspetti della loro situazione che non ritengono di dover esporre.

Riconoscibilità e Responsabilità
Ogni operatore del Servizio è individuabile e riconoscibile per la firma su ogni lettera e comunicazione indirizzata all’utenza e alla Autorità Giudiziaria.

Professionalità
Ogni assistente sociale e ogni educatore del Servizio ha un titolo di studio idoneo alla professione che svolge ed è tenuto ad aggiornarsi professionalmente in modo continuativo.

Accessibilità, flessibilità e disponibilità
Il pubblico viene ricevuto in spazi accoglienti, negli orari di apertura del Servizio su appuntamenti prefissati ma anche, spesso, concordati in base a particolari esigenze dei minori e delle loro famiglie e che si utilizza la sede centrale di Salerno.

Continuità
Viene sempre assegnato uno specifico operatore per seguire il singolo minore, operatore che, salvo cause di forza maggiore, resterà lo stesso per tutto l’iter penale e che sono comunque garantite, durante l’orario di apertura del Servizio, tramite una turnazione tra gli operatori anche per specifiche urgenze che dovessero manifestarsi.

Chiarezza e trasparenza
L’assistente sociale e l’educatore cercano di spiegare in modo semplice tutte le informazioni necessarie, si accertano se il ragazzo e i suoi familiari hanno compreso e si rendono disponibili a ripeterle e approfondirle durante tutto l’iter penale e, in alcuni casi, anche successivamente per chiarire loro ulteriori dubbi o richieste.

Riservatezza
Al minore e alla sua famiglia si garantiscono colloqui in locali e tempi “dedicati” alla sola presenza dei soggetti previsti e che viene tutelata la privacy nella gestione dei dati personali. Solo l’Autorità Giudiziaria (che ha incaricato l’USSM di occuparsi del minore) e agli altri operatori coinvolti nel percorso penale, saranno fornite le informazioni necessarie e utili affinché sia possibile per l’Autorità Giudiziaria comprendere al meglio la situazione e per gli operatori fornire il sostegno più opportuno.

Scrupolo e accuratezza nella gestione del lavoro
Ogni operatore, da chi riceve il ragazzo e i suoi familiari all’ingresso nel Servizio o risponde alle loro telefonate a chi assistente sociale o educatore incaricato di seguirlo, si impegna ad offrire attenzione e cura nell’accoglienza e nella produzione di tutte le azioni che caratterizzano la presa in carico complessiva.

Personalizzazione degli interventi
Al minore e alla sua famiglia vengono garantiti standard minimi d’intervento uguali per tutti, ma anche che si pone attenzione all’individualizzazione dei progetti socio-psico-educativi che devono essere il meglio possibile “tagliati” su misura, sulle risorse, i bisogni evolutivi e le carenze presenti nella situazione di vita del minore oltre che congruenti con le risorse territoriali disponibili.

Attenzione costante agli aspetti “emotivi”, “cognitivi” e “morali” coinvolti
L’assistente sociale e l’educatore nel loro intervento sono attenti a costruire una “relazione” con il ragazzo, indipendentemente dalla sua storia e dal reato commesso. In questa relazione, nel rispetto della diversità dei ruoli (operatore/utente) e delle posizioni (adulto/minore) c’è spazio e interesse a esplicitare e comprendere le motivazioni di ciascuno e a sostenerlo anche nei momenti di difficoltà o di caduta affinché il percorso penale possa avere sempre un esito se non positivo almeno responsabilizzante.

 

COME RAGGIUNGERCI

Mezzi pubblici: Dalla Stazione di Salerno

  1. Procedi in direzione ovest su Piazza Vittorio Veneto verso Corso Vittorio Emanuele
  2. Svolta a destra e imbocca Corso Vittorio Emanuele
  3. Svolta a destra e imbocca Via SS. Martiri Salernitani
  4. Svolta a sinistra e imbocca Via Alfonso Balzico
  5. Svolta leggermente a sinistra per rimanere su Via Alfonso Balzico
  6. Svolta a destra e imbocca Via Generale Armando Diaz
  7. Svolta a sinistra e imbocca Via Francesco Paolo Volpe
  8. Svolta a destra e imbocca Via Casa Ripa
  9. Svolta a destra e imbocca Via dei Principati
  10. Prosegui dritto su Piazza San Francesco D'Assisi
  11. Continua su Via dei Principati
  12. Svolta a sinistra e imbocca Via Castel Vernieri
  13. Continua su Via Papa Pio XI
  14. Svolta a destra e imbocca Via Centola Giovanni
  15. Continua su Via Giovanni Negri

La tua destinazione è sulla sinistra
Via Giovanni Negri, 5, Salerno SA

In Auto:
Dall’Autostrada A3:

  1. Prendi l'uscita Salerno verso Via del Risorgimento
  2. Mantieni la destra al bivio, segui le indicazioni per Salerno Centro ed entra in Via del Risorgimento
  3. Svolta a destra e imbocca Via Papa Pio XI
  4. Svolta a destra e imbocca Via dei Principati
  5. Prendi la prima a sinistra in corrispondenza di Via Costantino l'Africano
  6. Svolta a sinistra e imbocca Via Paolo de Granita
  7. Svolta a destra e imbocca Via Giovanni Lanzalone
  8. Prendi la prima a sinistra in corrispondenza di Via Giovanni Negri

La tua destinazione è sulla destra
Via Giovanni Negri, 5, Salerno SA

 

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI
L’USSM di Salerno è ubicato alla Via Giovanni Negri, 5 è aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 8,00 alle 14,00
Per contatti telefonici: Tel. e Fax: 089 229478 - 089 229488.
L’indirizzo e-mail: ussm.salerno.dgm@giustizia.it,
L’indirizzo e-mail di posta certificata: ussm.salerno.dgm@giustiziacert.it