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Carta dei servizi - Giustizia minorile per l'EMILIA ROMAGNA

aggiornamento: 9 dicembre 2014

Dipartimento giustizia minorile
Carte dei Servizi Giustizia minorile per l'Emilia Romagna

9 dicembre 2014

PREMESSA

Il Centro per la Giustizia Minorile di Bologna competente per la regione Emilia Romagna (d’ora in avanti CGM), è coinvolto nel processo di riforma che la Pubblica Amministrazione ha avviato da circa vent’anni, teso alla semplificazione delle procedure e alla trasparenza dei processi e delle pratiche. Tale percorso di rinnovamento è proteso, inoltre, verso la definizione di standard di qualità che tengano conto dei bisogni di coloro che accedono al servizio.

Per tali motivazioni, a seguito anche delle più recenti leggi sull’argomento, tra cui il Decreto Presidente Consiglio dei Ministri del 19 dicembre 2006 “per una Pubblica Amministrazione di qualità” (Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2007) e la Legge 244/2007 art. 2 c. 461, è stata realizzata questa Carta dei Servizi con l’obiettivo di far conoscere il sistema Giustizia Minorile sui territori sopraindicati e di attivare un circuito virtuoso di comunicazione con i vari utenti che si interfacciano con i Servizi minorili.

La Carta dei Servizi è un importante strumento di politica pubblica per la promozione della qualità dei servizi, l’informazione e l’orientamento: aiuta a ridurre il rapporto di asimmetria con il cittadino-utente, in particolare il giovane autore di reato il cui accesso al Servizio avviene attraverso un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria Minorile. I ragazzi, pertanto, durante la loro permanenza nel circuito minorile sono portatori di diritti soggettivi che devono essere garantiti da specifiche azioni di tutela come previsto dalla normativa di riferimento.
L’adesione del minore al percorso trattamentale proposto ed avviato nei Servizi minorili, attraverso il confronto e l’autorizzazione di una Magistratura minorile attenta ai percorsi di cambiamento e garantista nell’applicazione della norma, costituisce il prodotto da realizzare e da verificare nel sistema tramite appositi indicatori.

La Carta dei Servizi risulta una guida di facile consultazione, che prevede anche un modulo per formulare suggerimenti per la segnalazione di eventuali disservizi e di proposte, ed offre un quadro fruibile della normativa di riferimento, dell’organizzazione interna del Centro per la Giustizia Minorile, dei Servizi minorili dipendenti, nonché brevi cenni sui rapporti interistituzionali e le necessarie informazioni per entrare in contatto con questa Amministrazione.

NOTE METODOLOGICHE

La realizzazione della Carta dei Servizi si inserisce in una cultura della qualità che prova a rideterminare il rapporto tra il cittadino e lo Stato attraverso il lavoro di elaborazione e declinazione dei valori di riferimento intorno ai quali i Servizi si impegnano e si caratterizzano. Questo lavoro ha mobilitato tutti gli operatori di tutte le aree dei Servizi minorili allo scopo di favorire il confronto e la condivisione di un documento che rinnovi la consapevolezza e il senso di appartenenza.
La stesura della Carta si è configurata come occasione formativa, anche in termini di autoformazione. Ha richiesto una riflessione attenta e onesta sulla qualità del Servizio, sul suo funzionamento complessivo e sui livelli di qualità che si intendono garantire.
Base del lavoro è stato quanto indicato nella delibera n. 3 del 2012 della Commissione per la Valutazione e la trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche – CIVIT “Linee guida per il miglioramento degli strumenti per la qualità dei servizi pubblici”.

La presente Carta dei Servizi vuole essere un primo momento di definizione dei servizi resi al cittadino e sarà aggiornata ed implementata con nuove informazioni nelle prossime stesure.

A CHI SI RIVOLGE

La presente Carta dei Servizi s rivolge in modo particolare:

  • Ai minori e ai giovani adulti che entrano nel circuito penale minorile e alle loro famiglie.
  • Alle Autorità Giudiziarie minorili e ordinarie
  • Agli Enti e Istituzioni Pubbliche nelle diverse articolazioni territoriali.
  • Ai Soggetti privati e del privato sociale operanti nel territorio.
  • Alle cittadine e ai cittadini tutti.
  • Ai Servizi minorili della Giustizia.


IL SISTEMA DELLA GIUSTIZIA MINORILE IN ITALIA

La Giustizia minorile si fonda su un complesso sistema di intervento che prevede la complementarietà tra giurisdizione minorile specializzata ed esclusiva, svolta da magistrati togati e componenti privati (giudici onorari), e funzioni di supporto e di attuazione dell’attività giurisdizionale, che possono talvolta integrare anche funzioni autonome, svolte attraverso una articolata organizzazione territoriale.

Il Dipartimento per la Giustizia Minorile svolge le funzioni attribuite dalla legge al Ministero della Giustizia in materia di:

  • Attuazione dei provvedimenti penali emessi dall'Autorità Giudiziaria Minorile
  • Protezione giuridica dei minori
  • Applicazione di Convenzioni internazionali in materia di sottrazione internazionale dei minori, di affidamento e di responsabilità genitoriale e recupero del credito alimentare con carattere transfrontaliero.
  • Studi, ricerche e progetti in collaborazione con Enti di Ricerca, Università
  • Accordi di cooperazione con Enti Locali, Territoriali e del privato sociale.

Le principali fonti normative che regolano l’attività della Giustizia Minorile non possono che essere quelle relative al processo penale minorile. Un processo, quello minorile, che cerca di produrre risposte adeguate alla personalità ed alle esigenze educative del minore, alla sua capacità di comprendere e valutare l’importanza della violazione che ha commesso e di sopportare il peso della relativa sanzione. In particolare, il sistema minorile italiano è caratterizzato dal minimo ricorso alla detenzione, che assume carattere di residualità, per lasciare spazio a percorsi e risposte alternativi, pur sempre in ambito penale.

L'Amministrazione centrale del Dipartimento per la Giustizia Minorile si compone di tre Direzioni Generali e un Ufficio del Capo del Dipartimento:

  • Direzione generale del personale e della formazione;
  • Direzione generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi;
  • Direzione generale per l'attuazione dei provvedimenti giudiziari.

Gli uffici del Capo del Dipartimento esercitano le funzioni di staff o quelle particolari funzioni non riconducibili alle direzioni generali.

L’ambito amministrativo di attuazione dei provvedimenti giudiziari emessi dai Tribunali per i minorenni è gestito dal Dipartimento per la Giustizia minorile, attraverso le sue articolazioni presenti su tutto il territorio nazionale:

  • 12 Centri per la Giustizia Minorile (organi del decentramento amministrativo)
  • 19 Istituti Penali per Minorenni
  • 25 Centri di Prima Accoglienza
  • 12 Comunità ministeriali per Minorenni
  • 29 Uffici di Servizio Sociale per Minorenni.

Il ruolo dei Servizi minorili è molto importante sia nel sostegno educativo al minore affinché possa comprendere il significato della sua condotta e ciò che accade nel corso del processo, sia nel fornire all’Autorità Giudiziaria elementi di valutazione sulla personalità del minore e sulle risorse personali e familiari affinché possa essere disposta la misura penale più adeguata.

Il sistema di formazione del personale, volto a mantenere e a rafforzare costantemente la specializzazione che devono possedere tutti gli operatori della Giustizia Minorile, opera attraverso tre scuole, ubicate in Castiglione delle Stiviere (MN), Roma e Messina. Il sistema garantisce a tutto il personale, compresa la Polizia Penitenziaria, la formazione iniziale e l’aggiornamento permanente sui metodi di lavoro, le tecniche e gli strumenti di valutazione dei processi e degli interventi.

PRINCIPI CARDINE PROCESSO PENALE

L’intero processo penale minorile è regolamentato dal Decreto del Presidente della Repubblica 448/88 e successive modifiche ed integrazioni e dal Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.

Il processo penale minorile si fonda su alcuni principi cardine che orientano l’attività istituzionale della giustizia minorile.

  • il principio di adeguatezza per cui l’applicazione della norma del processo penale per i minori deve adeguarsi alla personalità ed alle esigenze educative del minorenne;
  • il principio della minima offensività che, considerato il rischio che la vicenda penale possa compromettere lo sviluppo armonico della personalità del minore e dei suoi successivi percorsi di socializzazione, orienta il processo verso la più rapida uscita del minorenne dal circuito penale al fine di non interrompere i processi educativi in atto e le sue esigenze educative;
  • il principio di non stigmatizzazione che intende garantire e tutelare la riservatezza e l’anonimato del minorenne rispetto alla società esterna per non causare danni alla sua identità personale ed alla sua immagine sociale; tale principio si applica anche attraverso il divieto per i mezzi di comunicazione di massa di diffondere immagini e informazioni sull’identità del minore;
  • il principio della residualità della detenzione secondo il quale la detenzione in carcere deve essere considerata eccezionale.

INDICE

  1. Centro per la Giustizia Minorile per l’Emilia Romagna
    1. Mandato istituzionale
    2. Riferimenti normativi e regolamentari
    3. Organizzazione
    4. Collaborazioni
    5. Caratterizzazioni qualitative
  2. Istituto Penale per i Minorenni
    1. Mandato istituzionale
    2. Riferimenti normativi e regolamentari
    3. Organizzazione del servizio
    4. Collaborazioni
    5. Descrizione schematica dell'istituto
    6. Estratto del regolamento interno e descrizione della giornata “tipo”
    7. Caratterizzaziopni qualitative
    8. Colloqui con i familiari
  3. Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni
    1. Mandato istituzionale
    2. Riferimenti normativi e regolamentari
    3. Organizzazione del servizio
    4. Collaborazioni
    5. Caratterizzazioni qualitative
  4. Centro di Prima Accoglienza
    1. Presentazione
    2. La struttura
    3. Il personale
    4. Mappa degli interlocutori
    5. Riferimenti normativi e regolamentari
    6. Descrizione del servizio
    7. Caratterizzazioni qualitative
    8. Colloqui con i familiari
  5. Comunità ministeriale
    1. Presentazione
    2. Collaborazioni
    3. Caratterizzazioni qualitative

Centro per la Giustizia Minorile per l’Emilia Romagna

Il Centro per la Giustizia Minorile per l’Emilia Romagna, istituito con D.M. n. 71422 del 3 aprile 1996, è ubicato nel centro storico di Bologna, all’interno del complesso edilizio che ospita il Tribunale e la Procura per i Minorenni e i Servizi della Giustizia Minorile: IPM, USSM, CPA e Comunità Pubblica.

MANDATO ISTITUZIONALE

Il Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di Bologna è un organo di decentramento amministrativo del Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile, competente per la regione Emilia Romagna, corrispondente al distretto di Corte d’Appello di Bologna. Nell’espletamento del proprio mandato istituzionale, il CGM esercita funzioni di programmazione tecnica ed economica, coordinamento, indirizzo, controllo e verifica dell’attività dei Servizi minorili (Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni, Istituto penale per minorenni, Centro di prima accoglienza, Comunità ministeriale).
Il CGM coordina gli interventi sul territorio in materia di trattamento della criminalità minorile, promuove azioni di progettazione e collegamento con gli Enti Locali, Associazioni del Privato sociale, del Volontariato, Istituzioni locali, nazionali ed internazionali, assicura interventi specializzati per il trattamento dei minori e cura un’analisi permanente dei fenomeni sociali interconnessi con la devianza e la delinquenza minorili.
Il CGM, inoltre, stipula convenzioni e protocolli d’intesa con le Università e gestisce le spese di funzionamento anche degli Uffici giudiziari minorili.

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

Il sistema penale minorile rappresenta il risultato di un lungo processo di maturazione che, nel tempo, ha riconosciuto la specificità della condizione minorile e, di conseguenza, ha portato alla costruzione di un sistema differenziato di diritto penale che tende alla tutela dei diritti dei minori, primo fra tutti il diritto all’educazione, come previsto dall’art. 27 della Costituzione che recita espressamente: “… le pene …devono tendere alla rieducazione del condannato”.

I riferimenti normativi significativi di tale percorso di specializzazione della materia minorile sono:

  • Regio Decreto Legge 20 luglio 1934, n. 1404: “Istituzione e funzionamento del tribunale per i minorenni” (nascita dei Centri di rieducazione per i minorenni);
  • Decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n. 1538: “Decentramento dei servizi del Ministero di grazia e giustizia relativi agli istituti di prevenzione e di pena”;
  • Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448: “Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni”;
  • Decreto Legislativo 28 luglio 1989, n. 272: “Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988. n. 448, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni” (cambia anche la denominazione dei Centri di Rieducazione minorenni in Centri per la Giustizia Minorile);
  • Circolare Dipartimento Giustizia Minorile prot. 37326 del 28 dicembre 2006: “Linee guida del Modello organizzativo ed operativo del Servizio Tecnico”;
  • Circolare Dipartimento Giustizia Minorile prot. 9616 del 23 marzo 2011: “Linee di orientamento tecnico-operative”.

ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO

Il Decreto Ministeriale 23 ottobre 1989 prevede tre aree all'interno del CGM: Servizio Segreteria, Servizio Tecnico e Servizio Amministrativo-Contabile, dei quali definisce i rispettivi compiti e responsabilità.
Da alcuni anni, oltre ai servizi sopra indicati è presente anche il Servizio Sicurezza.

Servizio Segreteria
registro e archivio – atti riservati – personale – congedi e permessi – lavoro straordinario – aspettative e congedi – cause di servizio ed equo indennizzo – trasferimenti – disciplina – previdenza e assistenza – relazioni pubbliche – rapporti con gli uffici giudiziari minorili – commissioni consultive – raccolta di gazzette e bollettini ufficiali, circolari e normative regionali – biblioteca specializzata.

Servizio Tecnico
raccolta documentazione tecnica, elaborazione, organizzazione e diffusione – raccolta ed elaborazione dati statistici – attività decentrata di formazione e aggiornamento – collaborazione con le Scuole di formazione del personale minorile – collegamento con i Servizi della Regione, degli Enti locali e con associazioni, cooperative ed altri organismi locali – organizzazione, funzionamento e coordinamento dei Servizi Minorili dipendenti – assegnazione e trasferimento di minori – disciplina – coordinamento delle attività relative all’assistenza religiosa, all’istruzione, alla formazione professionale e delle attività culturali ricreative, anche in collaborazione con gli Enti locali – Servizio Sanitario – servizio di consulenza – verifica dei metodi e delle procedure – programmazione generale degli interventi e dell’operatività complessiva dei Servizi Minorili dipendenti – stipula convenzioni con Università.
Il servizio tecnico è impegnato nel promuovere e consolidare collaborazioni con strutture comunitarie del privato sociale nel territorio dell’Emilia Romagna disponibili ed adeguate ad accogliere minori e giovani adulti sottoposti ad un provvedimento penale di collocamento in comunità.
Il CGM infatti è competente in merito all’individuazione e all’assegnazione del minore/ giovane adulto alla struttura comunitaria curando gli inserimenti anche attraverso azioni di monitoraggio e sostegno.
Ai sensi delle recenti circolari ministeriali del 2006 e del 2011 il Servizio Tecnico svolge funzioni di staff presso la Direzione del Centro e di “servizio” ai servizi fornendo supporto e consulenza in relazione all’attuazione dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria minorile.
Il Servizio Tecnico si occupa della raccolta dei dati con l’ausilio del sistema informativo SISM di recente applicazione che consente la creazione di fascicoli informatici e l’aggiornamento in tempo reale sulla presenza dei minori e dei giovani-adulti in carico ai Servizi minorili.

Servizio Amministrativo-Contabile
previsione e programmazione delle spese – procedure di ripartizione ed assegnazione dei fondi – verifica rendicontazione – compilazione consuntivi – acquisto effetti di corredo, vestiario, arredamento ed attrezzature varie, mantenimento dei minorenni nei Servizi Minorili – arredamento ed attrezzature Uffici Giudiziari minorili – delega alla stipula di approvazione dei contratti e convenzioni – procedimenti preliminari contrattuali di appalto forniture e servizi – collaudi e verifiche controversie relative – missioni del personale – servizio automobilistico – studi e predisposizione di programmi in tema di edilizia per i Servizi Minorili dipendenti nonché per gli Uffici Giudiziari minorili di competenza – convenzioni per le locazioni e l’uso di immobili – istruttoria per nuove costruzioni.

Servizio Sicurezza
coordinamento della vigilanza e della sicurezza, servizi di scorta e di accompagnamento, gestione delle auto di servizio, gestione delle informazioni sui sistemi informativi delle forze dell’ordine.

COLLABORAZIONI INTERNE CON IL SISTEMA DEI SERVZI MINORILI

L’organizzazione dei Servizi della Giustizia Minorile dell’Emilia Romagna è orientata verso
un’ottica sistemica che si concretizza attraverso costanti azioni di coordinamento e costruzione di obiettivi operativi con i Servizi minorili dipendenti (Istituto Penale Minorenni, Ufficio di servizio sociale minorenni, Centro di prima accoglienza e Comunità ministeriale)

PRINCIPALI COLLABORAZIONI CON LE ISTITUZIONI ESTERNE

Il Centro Giustizia Minorile dell’Emilia Romagna promuove e realizza progettualità che garantiscono il funzionamento delle attività necessarie per la presa in carico e la realizzazione dei percorsi di reinserimento sociale attraverso protocolli e collaborazioni con i soggetti di seguito elencati:

  • Regione Emilia Romagna
  • Provincia di Bologna
  • Comune di Bologna
  • Asp IRIDeS Azienda servizi alla persona
  • Azienda Sanitaria Locale di Bologna
  • Ufficio scolastico regionale (Istituto Comprensivo 1 Bologna)
  • Comunità socio educative e terapeutiche presenti sul territorio regionale
  • Università di Bologna
  • Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria
  • Privato Sociale: cooperative, associazioni, etc.
  • Prefettura di Bologna

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE

Nell'espletamento del mandato, il Centro per la Giustizia Minorile di Bologna assicura sempre:

  • Legalità
  • Imparzialità
  • Rispetto dei diritti
  • Responsabilità
  • Professionalità
  • Chiarezza e trasparenza
  • Riservatezza

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI

Centro per la Giustizia Minorile per l’Emilia Romagna
Via del Pratello n. 34 Bologna
Telef. 051-226689 / 238729 fax 051-236602 e-mail: cgm.bologna.dgm@giustizia.it
Dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 16.30
Sabato dalle ore 9 alle ore 13.00 (limitatamente al servizio tecnico)
Gli uffici sono aperti al pubblico previo appuntamento.
Situato nel centro storico di Bologna, il CGM è raggiungibile a piedi in 20 minuti dalla Stazione centrale, o con gli autobus n. 21 e 25.

Istituto Penale per i Minorenni

MANDATO ISTITUZIONALE

L’Istituto penale per minorenni (IPM) di Bologna ha il compito di dare esecuzione ai provvedimenti privativi della libertà emessi dall'Autorità Giudiziaria (custodia cautelare, esecuzione pena, semidetenzione, semilibertà) e di realizzare un programma personalizzato di recupero e di risocializzazione, secondo quanto stabilito dall’Ordinamento Penitenziario (Legge 26 luglio n. 354/1975) e dal suo Regolamento di Esecuzione (Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno n. 230/2000).

All’interno di questo mandato, l’IPM svolge le seguenti funzioni e azioni:

Accoglienza

Perquisizione: controllo della persona, degli indumenti e oggetti posseduti ad opera del personale di Polizia Penitenziaria, in un locale riservato, subito dopo l’ingresso, nel rispetto della dignità della persona e del suo stato emotivo.

Immatricolazione: raccolta dei dati anagrafici e giuridici; registrazione nei sistemi informatici in uso, acquisizione dei rilievi foto-dattiloscopici; apertura del fascicolo personale (avviene di regola subito dopo l’ingresso).

Visita medica
: controllo generale, anamnesi di base, rilevazione di eventuali segni e/o sintomi da approfondire, apertura della cartella sanitaria personale (avviene di regola subito dopo l’ingresso, non oltre le 24 ore successive).

Colloquio di primo ingresso: ad opera dell’educatore in servizio, raccolta delle informazioni inerenti la persona, la famiglia, la situazione generale del ragazzo/a, la situazione penale, la scuola ed il lavoro; valutazione dello stato psicoemotivo del ragazzo con particolare riferimento ad eventuali stati di sofferenza e di aggressività auto o etero diretta; rilascio di informazione e di chiarimenti sulla situazione giudiziaria e suoi possibili sviluppi; prima presentazione generale dell’istituto con illustrazione delle attività presenti, degli operatori e dei rispettivi ruoli professionali, delle regole; consegna del regolamento interno (avviene di regola entro 12 ore dall’ingresso).

Assegnazione all’educatore, a cura del Direttore o del Coordinatore dell’Area Educativa, ai fini della “presa in carico educativa”: l’educatore diventa il referente principale per il ragazzo in termini di guida e sostegno nel percorso detentivo, attraverso una relazione fiduciaria di aiuto (avviene di regola entro 12 ore dall’ingresso).

Segnalazione alle istituzioni: segnalazione dell’ingresso all’autorità giudiziaria, agli uffici interni e alle altre istituzioni (avviene entro 24 ore dall’ingresso).

Comunicazione ai familiari: rilascio di informazioni sulle modalità di visita-colloqui e comunicazione del nominativo dell’educatore referente (avviene entro 24 ore dall’ingresso).

Attivazione dell’USSM: l’attivazione dell’USSM, ove non già fatto, avviene per tutti anche per gli stranieri e per gli utenti italiani provenienti da altri regioni. L’assistente sociale affidataria del caso, farà parte dell’ “èquipe di osservazione e trattamento “; (avviene entro 48 ore dall’ingresso).

Segnalazione ai consolati di riferimento per i ragazzi stranieri: eventuale segnalazione ed attivazione del mediatore linguistico-culturale nel ruolo di facilitatore della comunicazione e/o di traduttore (avviene entro 24 ore dall’ingresso).Minori stranieri non accompagnati: segnalazione al Giudice Tutelare per la nomina di un tutore e al Comitato Minori Stranieri con sede a Roma (avviene entro 72 ore dall’ingresso).

Osservazione

Raccogliere informazioni: dirette (dal ragazzo) e indirette (dai servizi sociali e dalla famiglia) utili per costruire un quadro completo di conoscenza del ragazzo.

Analizzare, valutare e selezionare le informazioni: individuare quelle utili per la costruzione della conoscenza del ragazzo.

Studio della documentazione di riferimento: esame delle relazioni pregresse e della documentazione giuridica.

Elaborare le informazioni: trasformare le informazioni in risorse per elaborare un piano di intervento.

Costruzione della relazione educativa: attraverso incontri con il ragazzo in momenti strutturati (colloqui, attività, udienze) e informali (tempo libero).

Ricostruire la storia del ragazzo: si raccolgono e si ricostruiscono in maniera logica elementi, frammenti, eventi ecc. aiutando il ragazzo ad attribuire ad essi valenze, significati e senso.

Ricostruire la rete: apertura di contatti formali ed informali con i soggetti istituzionali e non che si ritengono utili per il percorso trattamentale del ragazzo.
Operatori coinvolti: educatore, assistente sociale, psicologo, operatori di Polizia Penitenziaria, sanitario, cappellano, altri (neuropsichiatra, psichiatra, operatori del Servizio Dipendenze, dell’Ente Locale, mediatore); questi operatori in diverse composizioni sulla base del caso specifico, costituiscono l’Equipe di Osservazione e Trattamento.

Strumenti utilizzati: colloquio individuale; “osservazione partecipata” nei diversi momenti della giornata del ragazzo.

Durata: almeno 30 giorni dall’ingresso. Entro il trentesimo giorno dall’ingresso, si effettua la prima riunione di èquipe – composta da tutti gli operatori che a vario titolo hanno partecipato all’osservazione – che opera una prima definizione della situazione del ragazzo sotto l’aspetto penale, personale e familiare ed elabora, per gli imputati, il Progetto Educativo e, per i condannati definitivi, il Piano di Trattamento da inviare, quest’ultimo, per la necessaria approvazione, al Magistrato di Sorveglianza presso il Tribunale per i Minorenni.

Trattamento

Accudire: rispondere ai reali bisogni del ragazzo contingenti e non, attraverso un sollecito interessamento quotidiano.

Far riflettere
: far confrontare il ragazzo con le proprie esperienze, comportamenti attuali e pregressi per promuovere in lui il senso di responsabilità.

Sostenere e motivare: sostenere la crisi, rinforzare la positività dei comportamenti, delle azioni, dei propositi nel percorso trattamentale.

Sanzionare/premiare
: scoraggiare comportamenti negativi o, al contrario, rinforzare quelli positivi per accrescere il senso di responsabilità.

Guidare/orientare: affiancare il percorso del ragazzo, rendendolo “soggetto attivo” e protagonista.

Valorizzare l’individuo: evidenziare le capacità presenti e potenziali per incoraggiare una crescita e un cambiamento.

Risorse trattamentali: sono gli strumenti utilizzati dagli operatori per effettuare il trattamento educativo. Si tratta da una parte di situazioni strutturate in compiti, tempi e obiettivi e condotte da operatori specifici (artigiano, tutor, istruttore, animatore, insegnante) dove il ragazzo sperimenta “un fare” teorico/pratico/manuale su vari versanti – lavorativo, formativo, di orientamento, scolastico, culturale, espressivo ricreativo, sportivo e rappresentano anche occasioni/opportunità per far emergere curiosità, interessi, potenzialità e inclinazioni, nonché di confronto e di relazione interpersonale; parallelamente, di interventi sulla persona, in ordine a problemi/disagi e specifiche condizioni individuali.

Sicurezza

Controllare/vigilare: in maniera continua sia in un’ottica di prevenzione che di intervento fattivo nelle situazioni contingenti.

Perquisizione: sia nella persona che negli ambienti fisici, nell’ottica di prevenire danni e disordini;

Presidiare e gestire le dinamiche di relazione tra i ragazzi ed eventuali conflitti per garantire una convivenza pacifica.

Assicurare il rispetto delle regole e delle leggi, in particolare del Regolamento Interno e del “vivere civile”, per restituire al ragazzo il senso della legalità e garantire uno svolgimento ordinato della vita istituzionale e una convivenza pacifica.

Azioni disciplinari: per mettere il ragazzo di fronte agli effetti del proprio comportamento e per scoraggiarne le reiterazioni.

Dimissione

Avviene a seguito della cessazione della misura (remissione in libertà), per applicazione di eventuali misure alternative o cautelari o per trasferimento ad altri istituti. L’IPM cura questa fase attraverso interventi di accompagnamento, di preparazione e di informazione diretti al ragazzo e alle figure di riferimento e con l’invio di documentazione conoscitiva della situazione personale, del percorso detentivo e degli interventi effettuati ai nuovi contesti (comunità o altri istituti).

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Legge n. 354/1975 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 230/2000 – Ordinamento penitenziario
  • Circolare del 17 febbraio 2006 n. 5391 – Organizzazione e gestione tecnica degli IPM

ORGANIZZAZIONE

L’Istituto penale per i minorenni di Bologna è organizzato al suo interno in aree.

Area Educativa: si occupa dei percorsi educativi dei giovani ospiti. In detta area confluiscono anche operatori esterni impegnati, di volta in volta, e a vario titolo, nel trattamento dei ragazzi ospiti: assistenti sociali, consulente psicologico, specialisti delle problematiche psichiatriche e delle dipendenze, mediatori linguistico-culturali, cappellano, insegnanti, operatori sociali degli Enti locali e di comunità, operatori di progetti (artigiani, tutor, animatori, istruttori), volontari.

Area Amministrativa: si occupa della gestione delle pratiche e degli adempimenti afferenti a tutto il personale dell’IPM e del disbrigo della corrispondenza e del protocollo;

Area Contabile: si occupa della gestione dei beni e servizi e relativa contabilità, della cassa corrente e di riserva, dei conti correnti dei ragazzi ospiti, stipendi e accessori del personale di Polizia Penitenziaria;

Area Sanitaria: assicura il trattamento sanitario degli utenti attraverso un presidio medico-infermieristico giornaliero, esami clinici, trattamento odontoiatrico settimanale, invio alle strutture sanitarie territoriali per controlli specialistici.

Area Sicurezza: ha il compito di assicurare all’interno dell’istituto l’ordine e la sicurezza a favore dei ragazzi ospiti, degli operatori interni ed esterni e dei visitatori; riveste importanti compiti anche nel trattamento rieducativo dei ragazzi La Polizia Penitenziaria è membro istituzionale dell’equipe trattamentale.

Tutte le aree sono coordinate dalla Direzione che cura lo stretto collegamento tra le stesse.

COLLABORAZIONI

L’Istituto penale per i minorenni di Bologna ha una rete istituzionale “interna” con:

  • Il Dipartimento Giustizia Minorile e il Centro Giustizia Minorile.
  • L’Ufficio Servizio Sociale Minorenni con cui collabora nella presa in carico dei ragazzi detenuti.
  • Autorità Giudiziarie Minorili.
  • Il Magistrato di Sorveglianza, territorialmente competente per l’IPM, organo deputato a sovraintendere l’esecuzione delle misure privative della libertà.

e una rete di collaborazione “esterna” con:

  • Azienda Sanitaria Locale per il trattamento sanitario all’interno dell’Istituto, le visite specialistiche nelle strutture sanitarie territoriali, la fornitura di farmaci, il trattamento delle dipendenze, il trattamento delle problematiche psichiatriche e il servizio psicologico.
  • Comunità socio educative e terapeutiche, per eventuali inserimenti nell’ambito di misure penali esterne e di permessi-premio concessi ai ragazzi;
  • Enti Locali quali Regione, Provincia e Comune per il reperimento di risorse utili per il trattamento;
  • Privato Sociale: cooperative, associazioni impegnate nel “lavoro sociale” nell’ottica di reperire e realizzare risorse utili per il trattamento interno ed esterno, ivi compreso il Volontariato, importante risorsa utilizzata nell’ottica di favorire la partecipazione della comunità esterna al trattamento;
  • Organismi/Servizi Scolastici: in particolare il Centro Territoriale Permanente per la realizzazione dei corsi scolastici interni e, in un quadro più ampio, con le facoltà dell’Università con finalità di fornire conoscenza e informazione sull’istituto e le sue funzioni, nell’ambito di tirocini, seminari e/o percorsi di educazione alla legalità promossi dagli stessi.
  • Associazione di Mediazione AMISS per attività di mediazione sulla base del protocollo stipulato con il Centro Giustizia Minorile.
  • Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria per disciplinare con apposito protocollo il passaggio dei ragazzi nei circuiti detentivi degli adulti al compimento del ventunesimo anno di età.
  • Prefettura di Bologna per le tematiche relative all’immigrazione.

DESCRIZIONE SCHEMATICA DELL’ISTITUTO

L’ attuale capienza dell’istituto è di 24 posti dei quali due in stanze singole.
I giovani ristretti sono suddivisi in due gruppi (accoglienza e orientamento), ognuno dei quali è composto da 11 soggetti.
L’istituto dispone di due sale mensa, una palestra e una chiesetta (adibita a teatro). L’unico spazio all’aperto è il campo da calcetto, non sono presenti altri spazi aperti.
Vi sono inoltre un locale adibito a cucina, in cui si svolgono i corsi di formazione professionale in ristorazione ed altri locali destinati alle attività ludico-ricreative, sportive, laboratoriali, ecc.
E’ assicurata ad ogni gruppo la presenza stabile di educatori.
Le altre figure professionali presenti in Istituto sono il personale sanitario dipendente dall’Azienda USL di Bologna (medico, infermieri, psicologa, medici specialisti) e gli altri operatori del trattamento quali il mediatore culturale, insegnanti, volontari, operatori sportivi, operatori dei laboratori, operatori della formazione professionale.

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE

L'Istituto Penale Minorenni di Bologna opera assicurando:

  • Umanizzazione
  • Strutturazione del tempo
  • Apertura al territorio
  • Individualizzazione
  • Riservatezza
  • Chiarezza
  • Imparzialità
  • Legalità
  • Intenzionalità educativa
  • Interdisciplinarietà dell’intervento
  • Negoziabilità
  • Tutela e riconoscimento dei diritti fondamentali, con particolare riguardo alla libertà di religione
  • Informazione

Estratto del regolamento interno e descrizione della giornata “tipo”

  • Assistenza medica e infermieristica

L’assistenza sanitaria è garantita dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle 13,00 e l’assistenza infermieristica dalle 18,00 alle 20,00.

  • Vitto

Il vitto viene fornito dall’amministrazione.
I detenuti possono acquistare all’interno altri prodotti personali; l’ordine della spesa viene fatto il lunedì e il giovedì e la spesa viene consegnata il martedì e il venerdì.

  • Telefonate

Il sabato e la domenica dalle 14.00 alle 16.30 orario estivo e 16.30-18.30 orario invernale. È consentita una telefonata alla settimana della durata di 10 minuti.

  • Barberia: una volta al mese
     
  • Gli orari di vita quotidiana:

ore 8,00: sveglia e pulizia della camera
ore 8.45: colazione
ore 9,00: inizio delle attività
ore 12, 00: fine delle attività e pranzo
ore 12.30: rientro in camera
periodo estivo:

  • ore 14,00 -17,00: attività
  • ore 17,00 -19,00: attività libera campo sportivo

periodo invernale:

ore 14,00 –16,00: attività libera campo sportivo
ore 16, 00 –19,00: attività

ore 19,00: cena
ore 19,30: rientro in camera
ore 24,00: spegnimento televisori

COLLOQUI FAMILIARI

I colloqui si effettuano nelle giornate di mercoledì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14,00 alle 16,00 e sabato dalle 9.00 alle 12,00.
Per poter effettuare i colloqui è necessaria l’autorizzazione rilasciata dall’Autorità competente.
I detenuti possono effettuare 6 ore di colloquio al mese.
È permessa la presenza di non più di 3 famigliari per colloquio.

  • Consegna pacchi

I detenuti, tramite i colloqui con i famigliari o per posta ordinaria, possono ricevere 4 pacchi al mese complessivamente di peso non superiore ai 20 kg, contenenti i generi di abbigliamento consentiti. I pacchi inviati per posta devono essere provvisti dell’indicazione del mittente.

  • Consegna denaro

È possibile far pervenire soldi ai minori ristretti inviando un vaglia postale non trasferibile intestato al minore detenuto, indicando come indirizzo quello dell’Istituto.

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI

Istituto Penale per i Minorenni
Via de Marchi 5/2
40123 Bologna
Tel 051/233290 – 238310
Fax 051/223865
Email: ipm.bologna.dgm@giustizia.it
certificata ipm.bologna.dgm@giustiziacert.it

 

 Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni

PRESENTAZIONE DEL SERVIZIO

L’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) di Bologna interviene in favore dei minori e giovani adulti di età compresa tra i 14 ed i 21 anni sottoposti a procedimenti penali da parte dell’Autorità Giudiziaria minorile, con l’obiettivo primario di aiutare gli stessi e le loro famiglie a superare eventuali difficoltà, e favorendo il reinserimento sociale.

L’USSM, inoltre, sempre su incarico dell’Autorità Giudiziaria e ai sensi della Legge n. 66/96, attiva interventi di sostegno nei confronti di minori che abbiano subito abuso e/o violenza sessuale.

Interviene altresì nei casi di sottrazione internazionale di minori ai sensi della Legge n. 64/94.

L'USSM svolge essenzialmente le seguenti funzioni:

  • Prende in carico, in collaborazione col servizio sociale dell’ente locale, i minori sottoposti a procedimento giudiziario e fornisce alla Magistratura un quadro conoscitivo sulla situazione personale, familiare e sociale, utile per le decisioni che la stessa deve adottare. Nel contempo approfondisce col minore e con la famiglia gli aspetti relativi all’ambito penale.
  • Assiste i minori e giovani adulti in tutte le fasi processuali e li accompagna con attività di sostegno e controllo, in relazione ai provvedimenti penali (misure cautelari, messa alla prova, misure sostitutive e alternative alla detenzione e di sicurezza) che possono essere adottati nei loro confronti.
  • Realizza percorsi di educazione alla legalità finalizzati a sensibilizzare ed informare gruppi di ragazzi su tematiche inerenti le conseguenze di determinate condotte devianti, anche in collaborazione con esperti in specifiche problematiche.
  • Garantisce interventi di consulenza e sostegno ai minori vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie, anche in accordo con i servizi degli enti locali e/o con altri servizi specialistici.
  • Fornisce all’Autorità Giudiziaria, nei casi di minori vittime di sottrazione internazionale, elementi valutativi sulla situazione socio-familiare del nucleo residente nel territorio di competenza, assicurando assistenza in caso di eventuale riaffidamento.
  • Attua interventi di segretariato sociale, fornendo informazioni all’utenza in carico o ai cittadini che ne facciano richiesta, sul sistema dei servizi sociali e sulle risorse esistenti e fruibili nell’ambito della comunità locale; qualora necessario provvede all’accompagnamento dell’utenza ai servizi specifici.
  • Offre consulenza e mette a disposizione di operatori e studenti indicazioni bibliografiche e documentazione sulle materie attinenti i suoi ambiti di intervento.

MANDATO ISTITUZIONALE

Il maggior numero di interventi viene realizzato in favore dei ragazzi minorenni denunciati a piede libero di età compresa tra i 14 ed i 18 o di giovani di età compresa tra i 18 ed i 21 anni denunciati a piede libero per fatti commessi quando erano minorenni, per i quali, in previsione dell’udienza, viene predisposta una relazione socio-familiare, nonché l’eventuale progetto finalizzato ad affrontare e superare situazioni di difficoltà.
Qualora ritenuto necessario dall’ufficio o richiesto dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito di una misura penale, il servizio affianca il minore e la sua famiglia per la realizzazione del progetto individuato, svolgendo altresì attività di monitoraggio e verifica.
Il servizio interviene anche nei confronti dei minori arrestati in flagranza di reato, sottoposti a fermo giudiziario e condotti presso il Centro di Prima Accoglienza o riaccompagnati presso la propria abitazione e per i quali il Giudice per le Indagini Preliminari può disporre una misura cautelare.
Particolare importanza assume il sostegno, attuato congiuntamente agli operatori del Centro di Prima Accoglienza, rivolto ai ragazzi e alle famiglie, al fine di favorire l’esito positivo di tali provvedimenti.
Si lavora, inoltre, congiuntamente agli operatori dell’Istituto penale per minorenni in favore di coloro che sono sottoposti a custodia cautelare o sono in espiazione di pena detentiva.
L’ufficio collabora stabilmente con le équipe delle Comunità convenzionate (socio-educative, terapeutiche e socio-sanitarie) nelle quali vengono inseriti i ragazzi con provvedimento giudiziario.
Il servizio cura, in stretta collaborazione con il Centro per la Giustizia Minorile l’individuazione della struttura sulla base delle esigenze e delle specificità del giovane, l’inserimento del ragazzo, anche attraverso il suo accompagnamento, monitorando il percorso stesso mediante contatti telefonici costanti ed incontri periodici con gli operatori di riferimento.
L’Ufficio predispone ed attua, nell’ambito degli indirizzi e delle attività di programmazione e coordinamento del Centro per la Giustizia Minorile, progetti ed iniziative rivolte all’ampliamento delle risorse destinate all’utenza e al miglioramento della operatività del Servizio.

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Legge 16 luglio 1962, n. 1085 – Ordinamento degli uffici di servizio sociale e istituzione dei ruoli del personale del predetto servizio.
  • Legge n. 354/1975 – Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà.
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul Processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Circolare n. 72676 del 16 maggio 1996 - Organizzazione gestione tecnica degli USSMM.
  • Circolare n. 5351 del 17 febbraio 2006 - Organizzazione e gestione tecnica degli USSM.

ORGANIZZAZIONE

L’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni (USSM) di Bologna è diretto da un direttore che coordina l’attività interna e rappresenta all’esterno l’ufficio curando i rapporti con gli utenti e le istituzioni.
Ciascun operatore, oltre ad occuparsi della presa in carico dei singoli ragazzi assegnati, è anche referente di progetti realizzati in collaborazione con vari enti e/o associazioni e prende parte a specifiche attività formative, di studio, ricerca e di approfondimento.
Gli operatori dell’area tecnica dell’USSM, con il significativo apporto degli operatori dell’area amministrativa, svolgono l’attività professionale oltre che nella sede dell’ufficio, anche all’esterno.
Le attività professionali si svolgono secondo modelli teorici e strumenti metodologici di riferimento.
Strumento prioritario è il colloquio, utilizzato sia con i ragazzi che con i genitori; lo stesso, quando ritenuto opportuno dall’operatore, può essere effettuato, oltre che nella sede dell’ufficio o dell’ente locale, anche presso le abitazioni familiari nel corso della visita domiciliare.
Gli operatori dell’Ufficio effettuano attività esterna sia presenziando alle udienze o agli interrogatori in Tribunale, che spostandosi sul territorio per i necessari contatti con i ragazzi e le loro famiglie e con le istituzioni locali che possono rappresentare una risorsa per i ragazzi in carico.
Altro strumento operativo è l’èquipe, gruppo di lavoro che comprende operatori di diversa professionalità all’interno del servizio o appartenenti ad altro ente, i quali si occupano anch’essi della situazione personale e/o familiare del giovane.
L’attività si esplica infine con la produzione di documentazione professionale (relazioni, registrazioni degli interventi, verbali delle riunioni) sia ad uso interno che finalizzata alla fruizione della stessa da parte da parte dell’Autorità Giudiziaria Minorile e di altri Servizi sociali.
L’Ufficio concorre, inoltre, all’attivazione dell’Ufficio per la Mediazione Penale di Bologna. Tale compito viene svolto all’interno di percorsi finalizzati alla risoluzione dei conflitti tra autore e vittime del reato sempre a seguito di autorizzazione da parte dell’Autorità Giudiziaria.
Nell’ambito degli accordi interistituzionali fra il Centro per la Giustizia minorile e l’Università, l’Ufficio si rende altresì disponibile ad accogliere studenti o laureati in servizio sociale per lo svolgimento di tirocini, i quali rappresentano, sia per l’ufficio che per il tirocinante, un reciproco arricchimento ed un apporto significativo.
Sulla base di un Accordo di Programma, l’ Ufficio collabora con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (U.E.P.E.) del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria competente per territorio, al fine di porre in essere interventi congiunti e qualificati nei confronti dei giovani che, al compimento del ventunesimo anno d’età, devono transitare dal settore penale minorile a quello degli adulti. Tra i due servizi esiste, infatti, una proficua ed efficace collaborazione che si concretizza attraverso la continuità nell’accompagnamento del processo socio-educativo, l’invio tempestivo della documentazione maggiormente significativa, la partecipazione ad equipe periodiche e a colloqui effettuati anche presso le Case Circondariali.
L’Ufficio, infine, partecipa, in ambito locale, nazionale ed europeo ed insieme ad altre istituzioni del territorio, all’elaborazione ed all’attuazione di progettualità che si propongono la prevenzione ed il recupero del disagio giovanile.

L’Ufficio si articola in aree:
Area Tecnica: vi predomina la figura professionale dell’Assistente sociale. E’ presente anche un educatore.
La consulenza psicologica è garantita dall’Azienda Sanitaria Locale per i minori denunciati a piede libero attraverso l’attivazione del servizio psicologico da parte del Servizio o dei Servizi territoriali.
Area Segreteria tecnica: si occupa, nel rispetto della privacy, della gestione dei dati amministrativi inerenti i fascicoli dei minori.
Area Segreteria amministrativa: si occupa degli aspetti inerenti la gestione amministrativo-contabile e della gestione del personale.
Sedi distaccate o di recapito: per facilitare il contatto e rendere più efficace la presenza degli operatori sul territorio l’Ufficio ha una sede distaccata in Rimini e proprie sedi recapito in Reggio Emilia

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE

L’ Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Bologna, opera assicurando:

  • Imparzialità
  • Rispetto dei diritti
  • Riconoscibilità e Responsabilità
  • Professionalità
  • Accessibilità, flessibilità e disponibilità
  • Continuità
  • Chiarezza e trasparenza
  • Riservatezza
  • Scrupolo e accuratezza nella gestione del lavoro
  • Personalizzazione degli interventi

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI

Sede centrale Bologna: Ufficio di Servizio Sociale Minorenni
Via del Pratello, 34 – 40122 -
tel. n. 051.238478-266419 fax n. 051.230162
e-mail : ussm.bologna.dgm@giustizia.it

Sede distaccata Rimini: Via C.A. Dalla Chiesa, 11- 47923
tel. n. 0541.763554 fax. 0541.763553
e-mail: ussm.rimini.dgm@giustizia.it

Sede recapito Reggio Emilia: Via Paterlini, 1 - 42100
Tel. n. 0522.830818 fax. n. 0522.709365
e-mail: ussm.reggioemilia.dgm@giustizia.it

Sedi operative Forlì: c/o Azienda “OASI”, Viale A.F. Kennedy, 6
tel. n. 0543.559146

Parma: c/o sede Provincia, P.le della Pace, 1
tel.n. 0521.931324
Ferrara: c/o sede ASP Settore Minori, via Ripagrande, 5
Tel. n. 0532.799534
 

Centro di Prima Accoglienza

PRESENTAZIONE

Il Centro di Prima Accoglienza (CPA) di Bologna è uno dei Servizi del Dipartimento per la Giustizia Minorile (IPM, CPA, Comunità e USSM) competente territorialmente per la regione Emilia Romagna.
Il Centro dipende dal Centro per la Giustizia minorile di Bologna.
Il CPA è un servizio pubblico essenziale, garantisce l’accoglienza dei minorenni nell’arco delle 24 ore.
Esso rappresenta quasi sempre il primo Servizio minorile con cui entra in contatto il minore.
Il CPA garantisce la permanenza del minore fino all’udienza di convalida, assicurando una risposta tempestiva ed efficace al momento del primo contatto fra il minore e il sistema della Giustizia Penale Minorile. Realizza un’immediata mediazione tra esigenze penali, educative e sociali, garantendo laddove possibile la costruzione di un’ipotesi progettuale che non interrompa i processi educativi in atto.

I DESTINATARI DEL SERVIZIO

Il Centro di Prima Accoglienza garantisce la custodia dei minori maschi e femmine, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, arrestati, accompagnati e fermati dalle Forze dell’Ordine. L’Autorità Giudiziaria che dispone l’accompagnamento in CPA è il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna la cui competenza territoriale coincide con la regione Emilia Romagna.
I minori accompagnati in CPA si trovano giuridicamente nella posizione di indagati, pur non essendo il CPA una struttura di tipo carcerario.

LA STRUTTURA

I locali del CPA sono semplici, confortevoli, essenziali e puliti.
Lo spazio dedicato ai ragazzi è costituito da 3 camere con bagno, uno spazio per attività ricreative, una stanza in cui si consumano i pasti e una stanza “polifunzionale” in cui i minori possono incontrare i familiari, l’avvocato difensore e gli operatori sociali.
Nella struttura il personale ha a disposizione un ufficio in cui svolge le pratiche di registrazione e formazione del fascicolo personale.
Nell’infermeria si svolge la visita medica che avviene entro 12 ore dall’ingresso.

IL TEMPO DI PERMANENZA

Il tempo massimo di permanenza in CPA è di 96 ore, tempo entro cui l’Autorità Giudiziaria dispone la liberazione del minore o la celebrazione dell’Udienza di convalida dell’arresto. Quando il Pubblico Ministero ritiene di non dover chiedere l’applicazione di una misura cautelare può emettere il decreto di liberazione motivato, entro le prime 48 ore dall’arresto/fermo; in caso contrario trasmette gli atti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) con la richiesta di convalida dell’arresto ed emissione di una nuova misura cautelare.
Il GIP ha a disposizione 48 ore di tempo per celebrare l’Udienza di convalida dell’arresto o del fermo. L’esito di tale udienza può essere la remissione in libertà oppure l’applicazione di una delle quattro misure cautelari previste dagli articoli 20, 21, 22 e 23 del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88 quali rispettivamente “Prescrizioni”, “Permanenza in casa”, “Collocamento in comunità” e “Custodia cautelare”.

L’ESITO DELL'UDIENZA DI CONVALIDA

Remissione in libertà: il Giudice non rilevando la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza ordina la liberazione del minore. Il minore viene consegnato ai familiari o, in loro assenza, al Servizio Sociale dell’Ente Locale. Qualora il ragazzo sia privo di riferimenti familiari, infatti, va obbligatoriamente affidato ai Servizi Sociali affinché ne curino l’inserimento in una struttura residenziale.
Prescrizioni (art. 20 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice detta al minore specifiche prescrizioni inerenti le attività di studio o lavoro, ovvero altre attività utili per la sua educazione. Le prescrizioni perdono di efficacia trascorsi due mesi dal provvedimento e possono essere rinnovate solo una volta dal Giudice se ricorrono esigenze cautelari. Nel caso di gravi e ripetute violazioni il Giudice può disporre la misura della permanenza in casa.
Permanenza in casa (art. 21 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice prescrive al minore di rimanere presso l’abitazione familiare o altro luogo di privata dimora. Nel caso di allontanamento ingiustificato dall’abitazione o nel caso di gravi e ripetute violazioni degli obblighi imposti il Giudice può disporre la misura del collocamento in comunità.
Collocamento in Comunità (art. 22 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice dispone che il minore sia affidato ad una Comunità, pubblica o convenzionata, imponendo anche eventuali specifiche prescrizioni. Nel caso di gravi e ripetute violazioni delle prescrizioni imposte o di allontanamento ingiustificato dalla Comunità il Giudice può disporre la misura della custodia cautelare in carcere.
Custodia cautelare (art. 23 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88): il Giudice può disporre la custodia cautelare in carcere quando sussistono gravi e inderogabili esigenze attinenti alle indagini e se vi è concreto pericolo che commetta gravi delitti, in base alle circostanze del fatto ed alla personalità dell’indagato.

IL PERSONALE

Il personale che opera nel Centro di prima accoglienza è composto da:
Direttore
E’ il responsabile del Servizio, sovrintende all’organizzazione e alla programmazione degli interventi svolti da parte di tutto il personale che opera nella struttura ed è garante del buon funzionamento della stessa.
Polizia penitenziaria (area sicurezza)
Garantisce il controllo e la sicurezza della struttura; assicura che i minori non si allontanino dal CPA, rispettino le regole di vita comune e non mettano in atto gesti auto ed etero - lesivi. Coniugano pertanto con delicatezza esigenze di controllo ed esigenze educative attraverso una buona relazione con i minori e una attenta attività di osservazione.
Educatori (area pedagogica)
Svolgono tutte le fasi dell’intervento pedagogico a favore del minore, coinvolgendo possibilmente la famiglia. Ricercano altresì la collaborazione dei Servizi presenti sul territorio, già coinvolti o da coinvolgere, per l’intervento in favore del minore.
Altro personale:
Per garantire le funzioni amministrative e gestionali proprie del Servizio sono presenti operatori amministrativi.
E’ presente anche personale in convenzione per l’espletamento del servizio di assistenza e vigilanza. Questi operatori coadiuvano il personale educativo ed il personale di Polizia Penitenziaria nelle attività interne.
Il personale infermieristico e sanitario dell’Azienda Sanitaria Locale garantisce il servizio medico e la somministrazione di terapie farmacologiche.

MAPPA DEGLI INTERLOCUTORI

Se il minore è già preso in carico dall’Ufficio di Servizio Sociale per i minorenni, l’Assistente Sociale referente, oltre a fornire notizie sugli interventi pregressi interviene direttamente con l’educatore nella fase di accoglienza.

Con il Centro di prima accoglienza collaborano gli operatori dei distretti sociali e socio-sanitari cittadini e dell’intera regione. In particolare il Servizio Sanitario dell’ASL assicura l’intervento del medico e dello psicologo e, se necessario, interventi di medicina specialistica, compresi quelli di competenza del Servizio per le dipendenze e della neuropsichiatria infantile. Analoga collaborazione viene offerta dai Servizi socio sanitari fuori Regione qualora il minore entrato in CPA sia residente fuori distretto.

Attraverso convenzioni con il privato sociale viene garantito principalmente:

  • l’intervento del mediatore culturale che affianca l’educatore nei colloqui con il minore e nella elaborazione di una proposta di intervento da proporre all’Autorità Giudiziaria a favore dei minori stranieri;
  • la possibilità, qualora la situazione lo consenta e l’Autorità Giudiziaria lo disponga, di avviare fin dalla fase cautelare un progetto che veda impegnati i minori attraverso attività formative e socialmente utili.

LE FUNZIONI DEL SERVIZIO

Prendere in consegna dalle Forze dell’Ordine il minore e tenerlo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.
Fornire al minore elementi di chiarificazione, spiegazione e sostegno.
Compiere accertamenti sulla personalità del minore tramite l’acquisizione di elementi di conoscenza e l’osservazione dei comportamenti.
Conoscere, coinvolgere, informare e sostenere la famiglia del minore.
Assicurare rapporti sistematici con l’Autorità Giudiziaria Minorile procedente, fornendo alla stessa i primi elementi di conoscenza sul minore, la sua situazione personale, familiare e sociale, le prime indicazioni su una possibile ipotesi d’intervento in base anche alle risorse individuate e rese disponibili.
Accompagnare ed assistere il minore in udienza di convalida a norma degli articoli 6,12 e 25 del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88.
Facilitare l’intervento di rete e finalizzare, dove possibile, la restituzione del minore al territorio individuando nuovi elementi di progettualità ovvero dando continuità e coerenza ai percorsi educativi in corso.

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Circolare del 28 dicembre 2006 sul modello organizzativo, operativo funzionale e strutturale dei CPA

Descrizione del Centro di Prima Accoglienza

Il Centro di Prima Accoglienza di Bologna è ubicato nel centro storico di Bologna, all’interno del complesso edilizio che raccoglie sia i Servizi dell’Organizzazione Giudiziaria Minorile (Tribunale e Procura per i Minorenni), sia quelli dell’Organizzazione della Giustizia Minorile (CGM, IPM, USSM, CPA e Comunità Pubblica).
Il CPA si trova all’interno dello stesso edificio che ospita anche la Comunità Pubblica: esso ne occupa il piano terra, mentre la Comunità è collocata al piano primo.
Il CPA e la Comunità Pubblica condividono anche il personale operante al proprio interno:

  • Direzione, dott.ssa Immacolata Pisano;
  • Area pedagogica;
  • Area Operativa;
  • Area Sicurezza (operante esclusivamente all’interno del CPA).

Gli uffici della Direzione e della Segreteria sono comuni ai due Servizi e sono collocati al piano terra.

Il CPA è composto dai seguenti locali, citati secondo la reale disposizione, dall’accesso verso l’interno, che si aprono su un unico corridoio, disposti sullo stesso lato:

  • portineria e Ufficio Matricola;
  • servizi igienici per personale e per disabili;
  • porta divisoria blindata;
  • stanza destinata all’utenza femminile, composta da quattro posti letto, un bagno interno, televisore, arredo essenziale, munita di porta blindata;
  • porta divisoria tra l’ area femminile e quella maschile, non blindata;
  • Aula Udienze, utilizzata anche per i colloqui di primo ingresso;
  • infermeria, utilizzata anche per i colloqui di valutazione psicologica;
  • sala da pranzo, dotata di televisore, divano, biliardino, armadio ed arredo essenziale;
  • due stanze destinate all’utenza maschile, composte da quattro posti letto e un televisore ciascuna; una di queste è dotata di bagno interno. Entrambe sono munite di porta blindata;
  • due servizi igienici;
  • lavanderia.

Tutti i locali sono stati realizzati nell’ottica dell’accoglienza di ragazzi minorenni: sono pertanto ampi, luminosi e colorati.

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE

Nel Centro di prima accoglienza di Bologna il minore:

è ACCOLTO in un ambiente decoroso, non di tipo carcerario ma con regole ben definite, basate sul dialogo e la relazione.
Per tutta la permanenza vengono garantite risposte ai suoi bisogni primari nel rispetto della cultura e religione di appartenenza. Si consegnano abiti puliti, lenzuola di stoffa e prodotti igienici. Si effettua un lavaggio in lavatrice degli indumenti indossati se sporchi e ci si cura che il cibo non sia in contrasto con il suo credo religioso o con eventuali problematiche sanitarie.
L’accoglienza al momento dell’ingresso in struttura del minore, accompagnato dalle Forze dell’Ordine, viene effettuata dagli agenti di polizia penitenziaria.
La visita medica da parte del personale medico-sanitario viene effettuata entro le 12 ore.
Il minore incontra sempre l’educatore di riferimento, il mediatore culturale, se necessario, lo psicologo e talvolta l’assistente sociale.
Il minore può ricevere la visita dell’avvocato, in un contesto riservato, e dei familiari, previa autorizzazione dell’A.G.

è INFORMATO sin dall’ingresso, tramite gli operatori e con l’ausilio di opuscoli illustrativi cartacei tradotti in più lingue, in merito al funzionamento della struttura e a quanto avverrà relativamente all’iter processuale in corso.

è AIUTATO A COMPRENDERE i motivi che lo hanno portato a commettere il reato e a rivelare il proprio percorso di vita (tramite l’ascolto e i colloqui informali e formali svolti sempre con l’educatore, con lo psicologo e talvolta con l’assistente sociale.

è ORIENTATO
ad un ripensamento della propria condotta e all’accettazione dell’eventuale misura cautelare.

è PRESENTATO AL GIUDICE nella sua individualità. L’educatore fornisce al Giudice una relazione scritta di conoscenza e di osservazione del minore, che possa anche servire per la decisione sull’eventuale misura cautelare più adeguata alla situazione del minore.

è ACCOMPAGNATO
all’udienza di convalida dagli agenti di Polizia Penitenziaria e dall’educatore. Tutti gli operatori lo aiutano a comprendere quanto sta accadendo e lo sostengono all’esito dell’udienza di convalida e fino all’atto delle dimissioni, fornendo tutte le spiegazioni necessarie.

è SOSTENUTO E CONTROLLATO con il dialogo partecipato, l’ascolto attento e l'offerta di informazioni circa la sua situazione e gli esiti possibili della sua vicenda penale.
Durante la sua permanenza nella struttura è sottoposto ad un controllo costante e discreto, in un clima attento alla persona e improntato alla comunicazione. Può tenersi impegnato in attività ricreative e culturali avendo a sua disposizione libri e fumetti, testi scolastici e letture in lingua, giochi di società, televisione.

Come indicato all’interno della Direttiva Ministeriale CIVIT 3/2012, il lavoro svolto presso il CPA di Bologna è particolarmente qualificato nelle seguenti Dimensioni della Qualità: tempestività, trasparenza, efficacia ed efficienza, continuità, flessibilità, empatia.

Estratto del regolamento interno

Il regolamento della struttura contiene le informazioni rivolte al minore, in relazione a:

  • obblighi, concessioni, divieti per il minore;
  • iter del percorso giuridico ed educativo durante la permanenza presso il CPA (accoglienza, perquisizione, colloquio di primo ingresso, colloquio di valutazione psicologica, visita medica, colloquio con l’avvocato, Udienza di Convalida, etc).

Durante i giorni di permanenza presso il CPA di Bologna, il minore è inoltre costantemente controllato e sostenuto dal personale educativo ed operativo della struttura.

COLLOQUI FAMILIARI

I genitori possono incontrare i minori ospiti presso il CPA di Bologna, previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria. In tal caso, gli orari e le modalità del colloquio devono essere concordati con il personale educativo.
I genitori possono consegnare effetti personali del minore e/o denaro al personale dell’Area Tecnico-Educativa o della Sicurezza

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI

Centro di Prima Accoglienza
Via Del Pratello n. 38/3
40122 Bologna
tel. e fax: 051/232342
mail: cpa.bologna.dgm@giustizia.it

Comunità ministeriale

PRESENTAZIONE

La Comunità Ministeriale di Bologna, è un servizio residenziale del Dipartimento per la Giustizia Minorile dipendente dal Centro per la Giustizia Minorile di Bologna.

Rappresenta un servizio pubblico essenziale e garantisce il funzionamento nell’arco delle 24 ore.

I destinatari del servizio

La Comunità di Bologna si connota come struttura residenziale per minori di sesso maschile, indagati di reato e sottoposti alla misura cautelare del collocamento in comunità (ex articolo 22 Decreto del Presidente della Repubblica 448/88).
I ragazzi accedono alla struttura a seguito dell’applicazione, nei loro confronti, di una misura privativa della libertà personale imposta dall’Autorità Giudiziaria Minorile, secondo le norme che regolano il processo penale minorile.
L’assegnazione viene effettuata dal Servizio Tecnico del CGM di Bologna, con apposito provvedimento. In particolare vengono inseriti minori in uscita dal Centro di Prima accoglienza o provenienti direttamente dalla libertà, in esecuzione del citato articolo 22, a volte anche a seguito dell’aggravamento della misura cautelare della permanenza in casa. Possono essere anche accolti minori provenienti da Istituto Penale per i minorenni per l’attenuazione della misura della custodia in carcere.
La capienza della Comunità è di 10 posti.

Il tempo di permanenza e l’uscita dalla ComunitàIl tempo di permanenza e l’uscita dalla Comunità

Il tempo della permanenza è medio/lunga, Il tempo di permanenza varia in considerazione delle disposizioni dell’autorità giudiziaria e/o del progetto educativo individualizzato. Durante il collocamento presso la Comunità il minore, infatti, può essere trasferito ad un’altra Comunità ritenuta più idonea, in relazione ai bisogni educativi del ragazzo, emersi durante il periodo di osservazione e trattamento.

Il Progetto elaborato per il minore, laddove vi siano adeguate condizioni socio-educative e la necessaria rete territoriale (Servizi e risorse del territorio) potrebbe anche prevedere il rientro in famiglia qualora il giudice, su richiesta motivata del difensore o dei Servizi sociali, ritenesse di poter sostituire la misura del collocamento in comunità con quella meno afflittiva della permanenza in casa o delle prescrizioni.

La struttura

La Comunità Pubblica per Minori di Bologna è ubicata nel centro storico di Bologna, all’interno del complesso edilizio che ospita sia i Servizi dell’Organizzazione Giudiziaria Minorile (Tribunale e Procura per i Minorenni), sia quelli della Giustizia Minorile (CGM, IPM, USSM, CPA e Comunità Pubblica).
La Comunità Pubblica si trova al primo piano dello stesso edificio ove è sito il CPA, collocato al piano terra.
Entrambi i Servizi condividono anche il personale operante al proprio interno:

  • Direzione, dott.ssa Immacolata Pisano;
  • Area pedagogica - 3 Funzionari di Professionalità Pedagogica, di cui 1 con funzioni di sostituzione della Direzione; 1 Assistente di Area Pedagogica
  • Area Operativa (Operatori in convenzione h 24)

Gli uffici della Direzione e della Segreteria sono comuni ai due Servizi e sono collocati al piano terra.
La Comunità Pubblica è composta dai seguenti locali, che si aprono su un unico corridoio, disposti sullo stesso lato:

  • due servizi igienici per personale, di cui uno per disabili;
  • porta divisoria;
  • servizio igienico;
  • magazzino/archivio;
  • sala attività, adibita anche a locale per i colloqui tra i minori ed i familiari;
  • porta divisoria;
  • due uffici educatori;
  • sala da pranzo, dotata di cucina, televisore, armadio ed arredo essenziale;
  • ufficio operatori;
  • sala ricreativa dotata di biliardino, unico locale per fumatori;
  • tre camere da letto, di cui una composta da cinque posti letto, una da tre posti letto e la terza composta da due posti;
  • porta divisoria;
  • tre servizi igienici destinati ai minori;
  • lavanderia.

Tutti i locali sono stati realizzati nell’ottica del rispetto del benessere psico-fisico: si presentano pertanto ampi, luminosi e colorati.

Il mandato istituzionale
Assicurare l’esecuzione della misura cautelare del collocamento in comunità disposta dall’Autorità Giudiziaria competente, garantendo il raccordo con la stessa.
Avviare il processo di responsabilizzazione del minore e la sua restituzione al contesto sociale di appartenenza, se possibile, al termine della misura cautelare stessa.
Predisporre un programma educativo individualizzato, con l’adesione del minore, tenuto conto delle risorse personali e familiari dello stesso e delle opportunità offerte dal territorio.

RIFERIMENTI NORMATIVI E REGOLAMENTARI

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 448/1988 – Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Decreto Legislativo n. 272/89 Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Decreto del Presidente della Repubblica 448/88, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni.
  • Circolare del 16 giugno 2004 sull’Organizzazione e gestione tecnica delle Comunità dell’Amministrazione.

COLLABORAZIONI

La Comunità di Bologna ha una rete istituzionale “interna” con:

  • Il Dipartimento Giustizia Minorile e il Centro Giustizia Minorile.
  • L’Ufficio Servizio Sociale Minorenni con cui collabora nella presa in carico dei ragazzi ospitati.
  • Autorità Giudiziarie Minorili.

e una rete di collaborazione “esterna” con:

  • Azienda Sanitaria Locale per il trattamento sanitario all’interno della Comunità, le visite specialistiche nelle strutture sanitarie territoriali, la fornitura di farmaci, il trattamento delle dipendenze, il trattamento delle problematiche psichiatriche e il servizio psicologico.
  • Altre Comunità socio educative e terapeutiche, per eventuali trasferimenti successivi dei ragazzi;
  • Enti Locali quali Regione, Provincia e Comune per il reperimento di risorse utili per il trattamento;
  • Privato Sociale: cooperative, associazioni impegnate nel “lavoro sociale” nell’ottica di reperire e realizzare risorse utili per il trattamento interno ed esterno, ivi compreso il Volontariato, importante risorsa utilizzata nell’ottica di favorire la partecipazione della comunità esterna al trattamento;
  • Organismi/Servizi Scolastici: in particolare il Centro Territoriale Permanente per la realizzazione dei corsi scolastici interni e, in un quadro più ampio, con le facoltà dell’Università con finalità di fornire conoscenza e informazione sull’istituto e le sue funzioni, nell’ambito di tirocini, seminari e/o percorsi di educazione alla legalità promossi dagli stessi.

CARATTERIZZAZIONI QUALITATIVE

Il minore in Comunità è accolto nei suoi bisogni materiali ed emotivi. E‘ sostenuto nei momenti di crisi. E’ controllato, affinché non metta a rischio la propria e altrui incolumità e non comprometta il proprio percorso educativo.
Al ragazzo vengono garantiti i suoi diritti nel rispetto della privacy.
E’ fornito di biancheria, abiti puliti, prodotti igienici per la cura della persona secondo il bisogno.
Usufruisce di spazi ordinati e decorosi e di cibo, nel rispetto dell’eventuale culto religioso o altre necessità.
Viene verificato lo stato di salute generale, attraverso la visita medica di I° ingresso, ed eventualmente accompagnato, con tempestività, presso ambulatori medici e specialistici per eventuali cure specifiche.
Incontra i familiari settimanalmente e il proprio avvocato secondo necessità.
Può esprimere esigenze e domande e trovare sostegno in ogni momento avendo quasi sempre un adulto vicino.
E’ accompagnato dall’educatore, quotidianamente, con attenzione, nel rispetto della sua persona, nella condivisione di spazi e attività comuni.
E’ affiancato sempre dall’operatore, che sa imporre con versatilità le regole e contenerlo con le parole, con i gesti e con decisioni tempestive.
Fa esperienze nuove e positive e può conoscersi meglio, scoprendo le proprie potenzialità in modo da iniziare ad individuare e quindi costruire un suo progetto futuro.

Nella prima settimana, di osservazione, il ragazzo svolge attività diversificate, individuali o di gruppo, nella struttura, condotte dagli educatori e con l’ausilio di esperti/volontari esterni.

Successivamente viene formulato un programma di attività, in continuità, qualora possibile, con le attività formative e/o scolastiche precedentemente svolte, ed inserito in attività ludico-sportive-ricreative esterne, individuali e di gruppo. Nelle attività esterne, in particolare quelle svolte in gruppo, i minori vengono accompagnati dagli Operatori; nei percorsi individuali invece si tende a far acquisire progressivamente al minore un livello di autonomia e responsabilizzazione sempre maggiore.

E’ osservato con cura durante il suo percorso, stimolato quotidianamente dall’educatore a riconoscere i punti di forza e di debolezza, aspetti sui quali riflette anche con le altre figure professionali che si occupano di lui.

Viene aiutato a rivedere e a comprendere cosa lo ha portato a commettere un reato, a riflettere sulle conseguenze dei suoi gesti e a sperimentare nuove forme di controllo delle emozioni negative.

Viene guidato dagli educatori senza pregiudizio, nella narrazione dei suoi agiti, nell’espressione delle sue emozioni e dei suoi vissuti, favorendo la percezione del principio di realtà.

Viene stimolato con sensibilità a riconoscere le sue emozioni ad esprimere apertamente le richieste di aiuto e a trovare una modalità di azione più riflessiva che non sia una semplice reazione.

Rilegge gli elementi del suo percorso di vita e ricostruisce la sua storia con l’aiuto degli educatori, dell’assistente sociale e dello psicologo e del mediatore culturale, se necessari.

Usufruisce di colloqui di sostegno e di restituzione dei comportamenti osservati, da parte delle diverse figure professionali (in spazi e tempi riservati, con l’educatore e lo psicologo una volta alla settimana o secondo il bisogno).

Svolge periodici colloqui con la sua famiglia.

Come indicato all’interno della Direttiva Ministeriale CIVIT 3/2012, il lavoro svolto presso la Comunità Pubblica per Minori di Bologna è particolarmente qualificato nelle seguenti Dimensioni della Qualità: continuità, flessibilità, empatia, equità.

Estratto del regolamento interno

Il regolamento della Comunità Pubblica comprende gli orari che scandiscono la quotidianità e le fondamentali norme di convivenza. Ogni articolo del regolamento si ispira al principio del rispetto nei confronti delle persone (adulti e compagni) e degli oggetti della struttura.
Il Regolamento prevede la definizione di un planning settimanale, in cui vengono inserite le attività strutturate interne ed esterne, sia individuali che di gruppo, al mattino e al pomeriggio,
La sveglia è prevista per le ore 8,00, tranne per i minori che devono raggiungere le sedi scolastiche, per i quali l’orario di sveglia è anticipato.
Fino alle ore 12,00 i minori che non seguono percorsi scolastici o lavorative esterni, partecipano ad attività laboratoriali interne, svolte da collaboratori qualificati.
Alle ore 12,30 è previsto il pranzo
Dalle ore 13,00 alle ore 15,00 i minori sono liberi di ritirasi nelle proprie stanze o di riunirsi in sala pranzo con gli operatori, dopo aver effettuato il riordino e la pulizia degli ambienti a loro destinati, secondo turni prestabiliti.
Dalle ore 15,00 sino alle ore 19,00 vengono svolte le attività pomeridiane esterne, di tipo ludico-sportivo-ricreativo, secondo la programmazione settimanale.
Alle ore 19,30 è prevista la cena e successivo riordino sala pranzo.
Alle ore 23,00 è fissato l’orario di ritiro nelle stanze per il riposo notturno

DOVE, COME, QUANDO CONTATTARCI

Comunità Pubblica per Minori
via Del Pratello n. 38/3
40122 Bologna
tel. 051/221497
fax 051/232342
mail: comunità.bologna.dgm@giustizia.it