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Storia

Le origini della biblioteca  vanno individuate nel nucleo di materiale librario della Cancelleria del Regno di Sardegna e nei fondi risultati dalle devoluzioni delle biblioteche ecclesiastiche dopo la  soppressione delle corporazioni religiose, incamerati nei successivi trasferimenti da Torino a Firenze e infine a Roma.
La biblioteca consolida e accresce le sue raccolte grazie alla normativa sul deposito obbligatorio degli stampati che, almeno a partire dal 1885, garantisce l'afflusso di materiale librario relativo alle scienze giuridiche e sociali e proveniente dagli uffici del Pubblico Ministero. 
Nel 1898 la biblioteca è operativa:  un Regolamento interno consente l'apertura al pubblico, limitata nel 1912  all'utenza interna e a magistrati, avvocati, procuratori legali. 

Finora genericamente indicata, nel 1939 acquisisce la denominazione attuale di 'Biblioteca centrale giuridica';  il provvedimento segue di pochi mesi  l'emanazione della legge 2 febbraio 1939, n. 374  che con successive modificazioni  ha di fatto  disciplinato il deposito legale fino al 2004.
Un ruolo di rilievo è ora assegnato alla Biblioteca, destinataria delle copie inviate attraverso le procure: l'intera produzione editoriale italiana transita in biblioteca, dove si effettua la scelta del materiale da acquisire e si inoltra il materiale restante ad enti in convenzione.

Negli anni a seguire, mutato il contesto storico, la funzione attribuita agli uffici giudiziari di controllo sulla stampa si svuota di significato per trasformarsi nel determinante fattore di sviluppo di una collezione altamente specializzata.  

Negli anni '90 la biblioteca avvia l'informatizzazione delle procedure gestionali; di lì a poco lascia i locali divenuti angusti del Ministero e si trasferisce nella nuova sede, al Palazzo della Corte di Cassazione di piazza Cavour, dove nel 1996 riapre al pubblico con una veste rinnovata, servizi interamente riorganizzati, ampie sale di consultazione  e un deposito librario adeguato.

Nel 2006 la riforma della normativa sul deposito legale conferma la biblioteca come istituto depositario delle pubblicazioni attinenti alla materia giuridica (artt. 12 e  32 del  d.P.R. 3 maggio 2006, n. 252.

Con gli strumenti di cui si è dotata di recente, un nuovo Regolamento  (2006), la Carta dei servizi (2006), il piano di sviluppo delle collezioni (2007), ma più ancora nella pratica quotidiana, la biblioteca è impegnata a soddisfare le richieste che provengono dall'utenza interna (Ministero, magistrati, uffici giudiziari), dal mondo delle professioni legali e dall'università.