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Ingiusta detenzione

La custodia cautelare è ingiusta  (art. 314 cpp, 1°comma) quando  un imputato all’esito del processo viene riconosciuto innocente per: 

  • non aver commesso il fatto;
  • perché il fatto non costituisce reato;
  • perché il fatto  non è previsto dalla legge come reato.

La custodia cautelare è illegittima  quando questa  è stata vissuta da  un imputato  prosciolto per qualsiasi causa,  o da  un  condannato che nel corso del processo è stato sottoposto a custodia cautelare senza che ne sussistessero le condizioni di applicabilità. (art. 314 cpp, 2° comma).

La domanda per avviare l’azione di riparazione va proposta dall’interessato presso la Corte d’Appello competente.
La domanda deve essere proposta entro due anni:

  • dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento o di condanna è diventata irrevocabile;
  • da quando la sentenza di non luogo a procedere diventa inoppugnabile;
  • da quando il provvedimento di archiviazione  viene notificato alla persona interessata.

Chi ha subito una ingiusta detenzione  ha la possibilità di fare richiesta di equa riparazione.
L’entità della riparazione non può eccedere  € 516.456,90.

Alcune rilevanti sentenze della Corte costituzionale