Diritti del minore
Legge 25 maggio 2000, n. 148 "Ratifica ed esecuzione della Convenzione n. 182 relativa alla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile e alla azione immediata per la loro eliminazione, nonché della Raccomandazione n. 190 sullo stesso argomento adottate alla Conferenza generale dell'Organizzazione Generale del lavoro durante la sua ottantesima sessione tenutasi a Ginevra il 17 giugno 1999"
Per forme peggiori di lavoro minorile la Convenzione n. 182 include:
- tutte le forme di schiavitù, quali la vendita o la tratta di minori, compreso il reclutamento nei conflitti armati;
- l'impiego, l'ingaggio o l'offerta del minore ai fini di prostituzione, di produzione di materiale pornografico o di spettacoli pornografici;
- l'impiego, l'ingaggio o l'offerta del minore ai fini di attività illecite quali, in particolare, quelle per la produzione e per il traffico di stupefacenti;
- qualsiasi altro tipo di lavoro che, per la sua natura rischi di compromettere la salute, la sicurezza e la moralità del minore.
Legge 4 aprile 2001, n. 154 "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari"
Questa legge tutela il minore da qualsiasi forma di violenza familiare. Elemento di rilievo è la possibilità che viene data al giudice sia di disporre l'allontanamento dell'imputato di violenze nelle relazioni familiari dalla casa familiare, sia di prescrivere il non avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima.
Legge 28 agosto 1997, n. 285 "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza"
Questa legge è molto importante poiché istituisce il Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza finalizzato alla realizzazione di interventi a livello nazionale, regionale e locale per favorire la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dell'infanzia e l'adolescenza.
Legge 23 dicembre 1997, n. 451 "Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia"
La legge permette al nostro Paese di adempiere a quanto disposto dalla legge n. 176/1991, poiché a tale Commissione sono attribuiti compiti di indirizzo e controllo sulla corretta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione relativi ai diritti e allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva.
La Commissione chiede informazioni, dati, e documenti sui risultati delle attività svolte in materia dalle pubbliche amministrazioni e da altri organismi e formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti, e sull'eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente alla normativa dell'Unione europea ed alla Convenzione dei diritti del fanciullo.
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