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Offerta rieducativa

aggiornamento: 1 settembre 2014

All’Amministrazione penitenziaria è assegnato il mandato istituzionale di promuovere interventi "che devono tendere al reinserimento sociale" (art. 1, ordinamento penitenziario) dei detenuti e degli internati e ad avviare "un processo di modificazione delle condizioni e degli atteggiamenti personali, nonché delle relazioni familiari e sociali che sono di ostacolo ad una costruttiva partecipazione sociale" (art. 1, comma 2, regolamento di esecuzione, D.P.R.30 giugno 2000 n. 230). Il complesso di attività, misure ed interventi che concorrono a conseguire l'obiettivo della risocializzazione della persona detenuta prende il nome di trattamento rieducativo.

L'obiettivo della rieducazione viene perseguito, nella fase dell'esecuzione della pena, attraverso un complesso di attività, di misure e interventi, rivolti a condannati e internati che prende il nome di trattamento rieducativo.

Il trattamento deve essere individualizzato e diretto a promuovere un processo di modificazione degli atteggiamenti che sono da ostacolo ad un’effettiva partecipazione sociale in modo da poter perseguire l'obiettivo finale che consiste nel reinserimento sociale dei condannati.

All’elaborazione del programma di trattamento individualizzato si giunge dopo una fase di osservazione della personalità, attività “diretta all'accertamento dei bisogni di ciascun soggetto connessi alle eventuali carenze fisico-psichiche, affettive, educative e sociali, che sono state di pregiudizio all'instaurazione di una normale vita di relazione” (art. 27, c. 1, del regolamento di esecuzione, D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230).

L’osservazione inizia con l’ingresso in carcere e segue l’individuo fino al termine dell’esecuzione penale, rilevando così i mutamenti che a livello personale e di vita di relazione si manifestano, verificando i risultati degli interventi attuati, aggiornando il programma di trattamento sulla base dei progressi o delle difficoltà che si registrano nel corso dell’esecuzione della pena.

L’osservazione è condotta dall’équipe, costituita da una pluralità di attori che operano secondo un approccio integrato, finalizzato a realizzare una gestione estesa e condivisa dei processi di inclusione sociale. All’équipe di norma partecipano il direttore dell’istituto, l’educatore, l’assistente sociale, l’esperto ex art. 80 L. 354/75 (psicologo, criminologo, etc.), la polizia penitenziaria. Collaborano, inoltre, alle attività di osservazione e trattamento il sanitario, i volontari, il cappellano, gli insegnanti nell’ambito di un gruppo allargato definito Gruppo di osservazione e trattamento (G.O.T.).

L'art 15 dell'ordinamento penitenziario individua l'istruzione, il lavoro, la religione, le attività ricreative, culturali e sportive, i contatti con il mondo esterno e i rapporti con la famiglia come elementi del trattamento in carcere.

I benefici premiali sono altri strumenti che il magistrato di sorveglianza, su proposta degli operatori, dispone per favorire il percorso di reinserimento sociale. Essi sono:

  • la liberazione anticipata
  • i permessi
  • la remissione del debito

In questa sezione vengono descritte la prassi trattamentale ed alcune delle attività maggiormente praticate negli istituti penitenziari rientranti tra gli elementi del trattamento.