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Istituti penitenziari

aggiornamento: 5 marzo 2014

Ai sensi dell'art. 59 della legge 26 luglio 1975 n. 354, "Norme sull'ordinamento penitenziario e sull'esecuzione delle misure privative e limitative della libertà", gli istituti per adulti si distinguono in istituti di custodia cautelare, istituti per l'esecuzione delle pene, istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza e centri di osservazione.

Istituti di custodia cautelare

La separazione dei condannati dagli imputati è considerata una condizione di fondamentale importanza per la salvaguardia della presunzione di non colpevolezza e trova importanti riscontri normativi anche a livello internazionale, quali l'art. 10 n.2 lett.a Patto int. diritto civile e l'art. 11, co.3, delle regole penitenziarie europee.
L'art. 60 della l.354/1975 distingue gli istituti per la custodia cautelare in case circondariali e mandamentali. Alle prime sono assegnati gli imputati a disposizione di qualunque autorità giudiziaria, alle seconde gli imputati "a disposizione del pretore". La soppressione della figura del pretore operata dalla normativa che ha istituito il giudice unico (d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51) e il conseguente svuotamento del concetto di "mandamento" ha fatto venir meno la distinzione di carattere funzionale con le case circondariali: entrambi sono destinate alla custodia degli imputati a disposizione dell'autorità giudiziaria e delle persone fermate o arrestate nonché a quella dei detenuti in transito.

Istituti per l'esecuzione delle pene detentive

Gli istituti per l'esecuzione delle pene, secondo quanto stabilito dall'art. 61 della l.354/1975 sono le case di arresto per l'espiazione della pena dell'arresto e le case di reclusione, per l'espiazione della pena della reclusione.
Le case di arresto non sono mai state istituite a causa di difficoltà di carattere organizzativo dovute anche all'esiguo numero di condannati a questa pena.
Sezioni di case di reclusione, secondo quanto stabilisce la stessa norma, possono essere istituite presso le case di custodia circondariali.
Per esigenze particolari vi può essere anche una diversa assegnazione dei condannati, secondo le regole stabilite dall'art. 110 del D.P.R. 30 giugno 2000, n.230 (regolamento di esecuzione): i condannati alla pena della reclusione, o con un residuo pena non superiore a due anni e che non presentino particolari problemi di custodia, possono essere assegnati anche alle case mandamentali; i condannati alla pena dell'arresto e i condannati ad una pena, o con un residuo di pena, non superiore a cinque anni, possono essere assegnati alle case circondariali.

Istituti per le misure di sicurezza detentive

Tali istituti, individuati dall'art. 62 della l.354/1975, sono:

  • le colonie agricole
  • le case di lavoro
  • le case di cura e custodia
  • gli ospedali psichiatrici giudiziari

In questi istituti si eseguono le misure di sicurezza individuate rispettivamente dai numeri 1, 2 e 3 del primo capoverso dell'art. 215 del codice penale.
Mentre le colonie agricole e le case di lavoro sono destinate ad ospitare solo i soggetti ai quali la misura di sicurezza è stata applicata con sentenza definitiva, alle case di cura e custodia e agli ospedali psichiatrici giudiziari possono essere assegnati anche gli imputati a cui le misure siano state applicate in via provvisoria.
Agli ospedali pschiatrici giudiziari sono assegnati anche gli imputati sottoposti a perizia psichiatrica e gli imputati o condannati cui sia sopravvenuta una patologia psichiatrica che impedisce loro di affrontare consapevolmente il processo (art. 70 c.p.p.) o l'esecuzione della pena (art. 148 c.p.).

Centri di osservazione

I centri di osservazione furono creati, come istituti autonomi o come sezioni di altri istituti, già nel 1961 con una circolare ministeriale che prevedeva l'avvio della sperimentazione dell'osservazione scientifica della personalità dei detenuti, finalizzata ad un effettivo recupero sociale dei condannati.
Tale sperimentazione fu avviata solo nell'istituto di Roma Rebibbia dove però, successivamente, il reparto fu adibito ad altre funzioni.