Ingresso in carcere
All’ingresso in istituto la persona viene condotta presso l’ufficio matricola dove vengono rilevate le impronte digitali, scattate le foto e annotati i dati anagrafici.
Viene dunque effettuata la perquisizione, ritirati l’orologio, la cintura, tutti gli oggetti di valore e quelli che richiedono particolari controlli (in seguito si potrà avanzare richiesta scritta di restituzione della cintura e dell’orologio, se di modesto valore).
Il denaro viene registrato su un libretto di conto corrente che verrà aggiornato con tutti i successivi addebiti di spese (effettuate per acquistare generi vittuari o per le telefonate) e accrediti di denaro, ricevibile dall’esterno tramite vaglia postale o deposito.
La persona che entra in carcere deve dichiarare se ha problemi di convivenza con altri detenuti al fine di tutelare la sua incolumità personale. Ha inoltre diritto di informare i familiari tramite telegramma o tramite lettera. Se il detenuto non ha denaro sufficiente, provvede l’amministrazione alle spese postali. Il nuovo giunto può inoltre nominare un difensore di fiducia, qualora ne sia sprovvisto, consultando l’albo disponibile presso ogni ufficio matricola.
Se il nuovo giunto è straniero, l’ufficio matricola comunica al consolato o all’ambasciata del paese d’origine la sua presenza in carcere dopo averne acquisito il consenso. Questo non è richiesto per i paesi per i quali la comunicazione è obbligatoria.
Successivamente viene effettuata la visita medica che deve rilevare eventuali problemi di salute, allergie, intolleranze alimentari, uso di farmaci, dipendenze da alcool o da sostanze stupefacenti.
L’art. 23 del DPR 30 giugno 2000 n. 230, regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario sulle misure privative e limitative della libertà personale, stabilisce che all’ingresso un esperto dell’osservazione e trattamento effettui un colloquio con il detenuto o internato, per verificare se può affrontare la detenzione ed eventualmente quali interventi effettuare. Se la persona ha problemi di tossicodipendenza, è segnalata al Servizio tossicodipendenze operante all’interno dell’istituto.
In molti istituti è attivo un servizio accoglienza che prevede una serie di interventi integrati di vari operatori, finalizzati a ridurre il rischio di suicidio o di autolesionismo.
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