Centri clinici
Questi Centri definiti anche diagnostico terapeutici sono previsti dall‘art. 17, comma IV del regolamento di esecuzione dell'ord. penit., D.P.R. n. 230/2000, che prevede l’organizzazione sul territorio nazionale di reparti clinici e chirurgici rispondenti alle necessità sanitarie della popolazione penitenziaria che, attualmente, sono in grado di rispondere ad esigenze di ricovero di lieve e media gravità.
Nei centri diagnostico terapeutici di Pisa e di Roma Regina Coeli sono attive due sale operatorie per la piccola e media chirurgia e per particolari tipologie di detenuti, in regime di 41bis e collaboratori.
Presso i Centri diagnostico terapeutici di Bari e Parma sono attivi rispettivamente 7 e 9 posti letto per disabili con relativi servizi di fisiatria, fisiokinesiterapia e palestre attrezzate.
Nell’istituto di Parma a breve sarà aperta una piscina per la riabilitazione motoria mentre sono in corso di realizzazione altri reparti per detenuti affetti da disabilità motoria presso la Case Circondariali di Catanzaro e di Busto Arsizio.
Per il Servizio Sanitario Nazionale i centri clinici però non sono assimilabili agli ospedali, perché non dotati della stessa complessità di servizi strutturali/organizzativi per cui non possono trattare patologie di particolare complessità.
Altre criticità riguardano il numero insufficiente di posti letto e, a volte, l’utilizzo delle stanze di degenza per finalità di isolamento non sanitario e infine, la differente disponibilità di risorse umane nelle diverse aree del territorio nazionale.
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