Tossicodipendenza
La legge 22 dicembre 1975 n. 685, nell’art. 2 attribuisce alle Regioni le funzioni di prevenzione ed intervento nei confronti delle persone tossicodipendenti al fine di assicurare la diagnosi, la cura, la riabilitazione ed il reinserimento.
Successivamente il T.U. 309/1990 prevede, anche in ambito penitenziario, l’assunzione della competenza in materia di tossicodipendenza in capo al Servizio sanitario nazionale.
Allo scopo di fornire uno strumento di collaborazione con le AA.SS.LL. l’amministrazione ha istituito i c.d. presidi per i detenuti tossicodipendenti – PDT - negli istituti penitenziari con funzioni di raccordo tra il Servizio Sanitario Penitenziario e i Sert territoriali.
La normativa di “riordino del sistema sanitario penitenziario” ribadisce il principio già stabilito dal T.U. 309\1990 del trasferimento della materia relativa alle dipendenze al Servizio Sanitario Nazionale e stabilisce il passaggio, alla data del 1.1.2000, dal Ministero della Giustizia alle ASL di tutto il territorio nazionale, delle funzioni relative alla diagnosi e terapia delle tossicodipendenze.
La situazione trova definitiva soluzione con l’emanazione del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 26122 del 16.7.2003 con il quale sono trasferite dal Ministero della Giustizia al Fondo Sanitario Nazionale le risorse finanziarie relative alla retribuzione del personale del PTD e con Decreto n. 0091099 del 31.7.2003, le risorse sono ripartite alle singole Regioni.
La cura del detenuto tossicodipendente rientra nelle specifiche competenze del Servizio sanitario nazionale e, nella maggior parte degli istituti penitenziari, i Sert assicurano da tempo specifici servizi.
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