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Esecuzione in case di cura e custodia

aggiornamento: 15 giugno 2009

La misura di sicurezza dell’assegnazione a una casa di cura e custodia, disciplinata dagli artt. 219-221 del codice penale, è stabilita per gli autori di  delitto non colposo, condannati ad una pena diminuita a causa dell'infermità psichica o della cronica intossicazione derivante da alcool o da sostanze stupefacenti oppure affetti da sordomutismo.

A questo tipo di misura possono essere sottoposti anche i soggetti condannati alla reclusione per i delitti commessi in stato di ubriachezza, qualora questa sia abituale, o per delitti commessi sotto l'azione di sostanze stupefacenti. L'ordine di ricovero è eseguito dopo che la pena restrittiva della libertà personale sia stata scontata o sia altrimenti estinta.

Con le sentenze n. 249/1983 e n. 1102/1988, la Corte costituzionale ha stabilito che l'applicazione della casa di cura e custodia è subordinata all'accertamento, al momento dell'esecuzione, della persistente pericolosità sociale del condannato.