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Vendite giudiziarie

aggiornamento: 14 ottobre 2014

Il creditore, che ha ottenuto una sentenza a suo favore, vede soddisfatto il suo diritto solo se il debitore la esegue spontaneamente. Se ciò non accade, per riscuotere il credito, il creditore, munito di titolo esecutivo, deve ottenere la liquidazione dei beni del debitore, ossia la loro trasformazione in denaro. A tal fine, il creditore può presentare:

  • istanza di vendita dei beni pignorati
  • istanza per la loro assegnazione in pagamento

Le due tipologie di richieste sono alternative, in via preventiva, soltanto nell'espropriazione mobiliare di titoli di credito o di quelle cose aventi un valore determinato o determinabile da listini di borsa o mercato. Negli altri casi l'assegnazione può essere chiesta soltanto dopo che sono falliti gli esperimenti di vendita.
L'istanza di vendita forzata o di assegnazione non può essere proposta prima di 10 giorni dal pignoramento (tranne che si tratti di cose deteriorabili) e non oltre 90 giorni dal pignoramento stesso. A seguito dell'istanza, il giudice competente fissa l'udienza per l'autorizzazione della vendita o per l'assegnazione, nella quale il giudice disporrà, appunto, la vendita o l'assegnazione. La vendita forzata ha la funzione di trasformare i beni pignorati in denaro liquido, quindi se il pignoramento colpisce una somma di denaro, questa fase non avviene e il creditore procedente può chiedere senz'altro la distribuzione. Lo strumento con cui si attua la vendita forzata di un bene è l’asta pubblica.
La vendita forzata può avvenire:

  • senza incanto
  • con incanto

Nella vendita senza incanto, (artt. 570 ss. c.p.c.), i partecipanti presentano le offerte d’acquisto in busta chiusa in cancelleria con l’indicazione del prezzo, del tempo, del modo di pagamento e di ogni altro elemento utile alla valutazione dell’offerta. Tali buste vengono, poi, aperte nell’udienza fissata per l’esame delle offerte alla presenza dei vari offerenti.
Nella vendita con incanto (artt. 576 ss. c.p.c.), si realizza immediatamente una gara fra i diversi offerenti. Il giudice dell’esecuzione stabilisce, con ordinanza, le modalità con le quali effettuare la vendita, il prezzo base dell’incanto, il giorno e l’ora dell’asta, la misura minima dell’aumento da apportarsi alle offerte, l’ammontare della cauzione, le modalità e il termine entro il quale il prezzo deve essere depositato.
Con le leggi 28 dicembre 2005, n. 263 e 24 febbraio 2006 n. 52, è stata espressa una netta preferenza per la vendita senza incanto stabilendo, nell'espropriazione immobiliare, che il giudice deve sempre disporre prima la vendita senza incanto e disporrà la vendita con incanto soltanto se la vendita senza incanto ha esito negativo o non può avere luogo per mancanza di adesioni o se vi è un'unica offerta che non superi di 1/5 il valore di stima del bene.

Gli Istituti di Vendite Giudiziarie (IVG)

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