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Lotta alla criminalità

aggiornamento: 7 novembre 2013

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Nell’ambito dell’organizzazione giudiziaria, la Direzione nazionale antimafia (DNA) é l'ufficio che si occupa specificamente della lotta alla criminalità, con particolare riferimento alla mafia. La DNA é istituita nell’ambito della Procura generale presso la Corte di cassazione con il ruolo di coordinamento investigativo nei confronti di tutte le indagini relative ai delitti di criminalità organizzata, sia nazionale che trasnazionale, condotte dalle Direzioni distrettuali antimafia (DDA).

La DNA nasce nel 1991, con il decreto legge 20 novembre n. 367, “Coordinamento delle indagini nei procedimenti per reati di criminalità organizzata”. Questo provvedimento legislativo ristruttura profondamente l’organizzazione del pubblico ministero in funzione della repressione della mafia e di altre simili organizzazioni criminali. Con la stessa legge sono state istituite le direzioni distrettuali antimafia (DDA), che hanno sede nei 26 distretti di corte d'appello.

Le direzioni distrettuali antimafia svolgono le funzioni di pubblico ministero nei procedimenti relativi ai delitti “di mafia”, consumati o tentati, previsti dall’articolo 51 comma 3-bis del codice di procedura penale. Esse sono state istituite al fine di concentrare in pochi uffici giudiziari le indagini contro la criminalità organizzata, prima attribuite a tutte le 165 procure della Repubblica. In tal modo si è voluto evitare che dati e informazioni si disperdessero in troppi uffici e, contemporaneamente, si è voluto formare un gruppo di magistrati del pubblico ministero altamente specializzati in questa materia.

L'attività di lotta alla criminalità si svolge anche nell'ambito del Consiglio d’Europa che ha adottato diversi strumenti giuridici cui l'Italia aderisce, in particolare, nella lotta alla corruzione, il loro controllo è stato affidato al Gruppo di Stati contro la corruzione, denominato GRECO.