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Decreto 10 luglio 2009 - Nuova strutturazione dei modelli informatici relativa all'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile e introduzione dei modelli informatici per l'uso di strumenti informatici e telematici nelle procedure esecutive individuali e concorsuali

10 luglio 2009

(pubblicato nella G.U. n. 165 del 18 luglio 2009 – s.o. n. 120)

 IL MINISTRO DELLA GIUSTZIA

 Visto il decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, recante “Norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma dell'art. 2, comma 1, lettera mm), della legge 23 ottobre 1992, n. 421” e successive modificazioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A)” e successive modificazioni;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123, concernente “Regolamento recante disciplina sull'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo dinanzi alle sezioni giurisdizionali della Corte dei conti”;

Visto il decreto ministeriale 27 marzo 2000, n. 264, concernente “Regolamento recante norme per la tenuta dei registri presso gli uffici giudiziari”;

Visto il decreto ministeriale 24 maggio 2001, recante “Regole procedurali relative alla tenuta dei registri informatizzati dell'amministrazione della giustizia”;

Visto il decreto ministeriale 17 luglio 2008, recante “Regole tecnico–operative per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile”;

Visto, in particolare, l'art. 62, comma 2, del citato decreto ministeriale 17 luglio 2008, il quale dispone che “le caratteristiche specifiche della strutturazione dei modelli informatici saranno pubblicate, con uno o più decreti ministeriali, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”;

Rilevata la necessità di adeguare ulteriormente i modelli informatici per l'uso di strumenti informatici e telematici nel processo civile sostituendo quelli previsti dal decreto del Ministro della giustizia 29 settembre 2008 e di introdurre i modelli informatici per l'uso di strumenti informatici e telematici nelle procedure esecutive individuali e concorsuali;

Sentito il Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione, che ha espresso il proprio parere favorevole all'Adunanza del 4 giugno 2009; 

DECRETA

Art. 1 

  1. Sono adottate le caratteristiche specifiche della strutturazione dei modelli informatici previste dall'art. 62, comma 2, del decreto ministeriale 17 luglio 2008, contenute nell'allegato I al presente decreto.

 Art. 2

  1. Il presente decreto acquista efficacia dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e dalla stessa data sostituisce il decreto del Ministro della giustizia 29 settembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 25 ottobre 2008 n. 251 - Supplemento Ordinario n. 235.

 

Roma, 10 luglio 2009

IL MINISTRO
Angelino Alfano

ALLEGATO 1
Indice

  1. PREMESSA
  2. STRUTTURA DEGLI ATTI
    2.1 Dizionario base
    2.2 Riferimenti tra documenti
    2.3 Eventi
    2.4 Namespace e root element degli atti
    2.5 Struttura degli Atti di parte
    2.6 XSD degli atti di parte
    2.6.1 CorsoCausa.xsd
    2.6.2 Cur–siecic–concorsuali.xsd
    2.6.3 Cus–siecic–esecuzioni.xsd
    2.6.4 Decreto.xsd
    2.6.5 Del–siecic–esecuzioni.xsd
    2.6.6 Eventi.xsd
    2.6.7 Eventi–magistrato.xsd
    2.6.8 Eventi–parte.xsd
    2.6.9 Introduttivi.xsd
    2.6.10 Introduttivi–siecic–concorsuali.xsd
    2.6.11 Introduttivi–siecic–esecuzioni.xsd
    2.6.12 Mag–siecic–concorsuali.xsd
    2.6.13 Mag–siecic–esecuzioni.xsd
    2.6.14 Ordinanza.xsd
    2.6.15 Parte–siecic–concorsuali.xsd
    2.6.16 Parte–siecic–esecuzioni.xsd
    2.6.17 Prof–siecic–concorsuali.xsd
    2.6.18 Prof–siecic–esecuzioni.xsd
    2.6.19 Sentenza.xsd
    2.6.20 Sistema–siecic.xsd
    2.6.21 Tipi–anagrafiche.xsd
    2.6.22 Tipi–atti.xsd
    2.6.23 Tipi–base.xsd
    2.6.24 Tipi–base–siecic.xsd
    2.6.25 Tipi–enum.xsd
    2.6.26 Tipi–enum–siecic.xsd
  3. MESSAGGI E BUSTE DI SISTEMA
    3.1 Notazioni grafiche
    3.2 Xml
    3.3 Posta elettronica ordinaria
    3.3.1 Buste spedite dal PdA
    3.3.2 Buste spedite al PdA
    3.4 Posta elettronica certificata
    3.4.1 Buste spedite dal PdA
    3.4.2 Buste spedite al PdA

    3.5 DTD
    3.5.1 InfoInoltro.dtd
    3.5.2 IndiceBusta.dtd
    3.5.3 Certificazione.dtd
    3.5.4 Attestazione.dtd
    3.5.5 Eccezione.dtd
    3.5.6 EsitoAtto.dtd
    3.5.7 Comunicazione.dtd
    3.5.8 InfoIndirizzamento.dtd
    3.5.9 InfoNotifica.dtd
    3.5.10 ComunicazioneIndirizzi.dtd
    3.6 Formato dei dati
  4. CONSULTAZIONE WEB
    4.1 Consultazioni PolisWeb dei Sistemi Gestione Registri (SGR)
    4.1.1 WSDL per SGR
    4.1.2 Esempio Messaggio Richiesta Soap
    4.1.3 Esempio Messaggio Risposta Soap
    4.2 Consultazioni PolisWeb del Repository Documentale (RD)
    4.2.1 WSDL (1) per RD
    4.2.2 WSDL (2) per RD
    4.2.3 WSDL (3) per RD
    4.3 Invio richieste copie e pagamenti copie da PolisWeb
    4.3.1 WSDL
    4.3.2 XSD
    4.3.2.1 Richiesta–copie–types.xsd
    4.3.2.2 Soap–encoding.xsd
  5. STRUTTURE LDAP
    5.1 Struttura LDAP del registro degli indirizzi elettronici
    5.2 Struttura LDAP del registro delle chiavi pubbliche degli UU.GG.

  1. PREMESSA
Gli atti del processo in forma di documenti informatici sono redatti come segue:

  1. l’atto è un file in formato PDF, che deve essere ottenuto da una trasformazione di un documento testuale e non deve avere restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è pertanto ammessa la scansione di immagini;
  2. la firma digitale deve essere esterna, quindi il file nella busta sarà <nome file>.pdf.p7m;
  3. l’atto PDF deve essere accompagnato da un file XML che riporta i “dati di servizio” relativi all’atto e ritenuti essenziali per i sistemi di cancelleria, secondo gli XSD illustrati nel seguito; esso è denominato DatiAtto.xml, va firmato digitalmente e va imbustato insieme all’atto.

Per la definizione di DatiAtto.xml sono stati utilizzati gli XML-Schema, che consentono di fornire una specifica chiara, ben definita e leggibile, nonché di operare un maggior numero di controlli sia in fase di predisposizione dell’atto che in fase di accettazione da parte dei sistemi di cancelleria.

Gli XSD che ne derivano sono stati predisposti e strutturati allo scopo di fornire un insieme di specifiche estendibile ed espandibile, sfruttando in particolare i meccanismi dei “tipi xml” disponibili negli XML-Schema.

L’approccio utilizzato è stato pertanto quello di definire un dizionario di tipi xml e utilizzare questo dizionario per la composizione delle varie tipologie di atto.

 2. STRUTTURA DEGLI ATTI

2.1 Dizionario base

Il dizionario di elementi per la definizione dei dati relativi all'atto si costituisce di tre namespace fondamentali:

  1. http://schemi.processotelematico.giustizia.it/tipi
    È definito nel file tipi-base.xsd. Lo schema contiene estensioni di tipi base XML, del tipo float con formati particolari, stringhe con formati particolari e così via. Il file inoltre include anche tipi-enum.xsd che definisce i tipi enumerativi soggetti a frequente modifica, come ad esempio l’enumerativo dei codici di ufficio abilitati al processo telematico.
  1. http://schemi.processotelematico.giustizia.it/tipi/anagrafiche
    È definito nel file tipi-anagrafiche.xsd. Lo schema contiene la definizione dei tipi di anagrafica necessari alla definizione delle strutture dati. Ad esempio è definito il tipo Parte, il tipo Avvocato e così via.
  1. http://schemi.processotelematico.giustizia.it/tipi/atti
    File tipi-atti.xsd. Lo schema contiene la specifica dei tipi base utilizzati per la definizione delle strutture dati relative ai dati dell'atto.

    In particolare vengono dichiarati due tipi xml astratti per la modellazione di tutti gli atti:

    • AttoIntroduttivo. Modella le caratteristiche comuni di tutti gli atti introduttivi, cioè la specifica dell’anagrafica del procedimento, in altre parole l’indicazione degli avvocati e delle parti coinvolte nonché l’oggetto di merito della causa. La definizione di tale tipologia base di atto si basa sulle informazioni che il sistema di cancelleria richiede al momento dell’iscrizione al ruolo.
    • AttoProcedimento. Modella il generico atto in corso di causa, sia esso di parte o del magistrato. Si tratta in ultima analisi di legare l’atto ad un procedimento in essere all’interno dei sistemi di cancelleria.

 2.2 Riferimenti tra documenti

Entrambe le tipologie di atto elencate al paragrafo precedente (AttoIntroduttivo e AttoProcedimento) possono includere riferimenti a documentazione, utili per classificare e contestualizzare l’atto all’interno dei sistemi di gestione documentale implementati lato cancelleria.

I riferimenti possono essere indicati specificando contenuto testuale all’interno dell’elemento oppure utilizzando tipi strutturati. L’approccio garantisce massima apertura ai sistemi lato avvocato e magistrato.

Il tipo base per i riferimenti documentali è ‘RiferimentoDocumentale’, all’interno del quale è possibile specificare come contenuto testuale il riferimento documentale, nella forma normalizzata per la giurisprudenza, cioè tipo del riferimento (Decreto legislativo, legge, etc.), data ed eventuali commenti o estensioni.

Alternativamente è possibile istanziare l’elemento specificando uno dei tipi derivati che permettono di strutturare l’informazione necessaria ad identificare il riferimento documentale.

I tipi derivati da ‘RiferimentoDocumentale’ sono:

  • RiferimentoNormativo. Struttura l’informazione necessaria a definire un riferimento alla normativa.
  • RiferimentoGiurisprudenziale. Struttura l’informazione necessaria a definire un riferimento alla giurisprudenza pubblicata.

 2.3 Eventi

Ad un atto sono legati uno o più eventi, per questa ragione all’interno del namespace viene definito anche il tipo astratto ‘IstanzaEvento’, base per tutti gli eventi (o meglio suggerimenti per lo scarico di eventi) punto di partenza per la costituzione del dizionario degli eventi.

I tre namespace (e relativi file .xsd) elencati al paragrafo precedente (tipi, anagrafiche e atti) sono utilizzati per la costruzione dei dizionari relativi agli eventi scaricabili da un atto intesi come richieste o suggerimenti di scarico per il sistema di cancelleria.

I fondamenti teorici per la costruzione sono stati forniti dai documenti prodotti a seguito dell'analisi giuridica eseguita durante le prime fasi del progetto, in cui sono state individuate le associazioni tra le varie tipologie di atto e, per ciascuno, gli eventi scaricabili da essi.

In questo contesto, per definizione di evento si intende il nome descrittivo dell'evento (non il codice) e, laddove praticabile, il nome ed il tipo dei parametri (o meglio delle informazioni) necessarie allo scarico dell'evento.

I parametri sono da intendersi come opzionali per non rendere la specifica troppo pesante.

L’utilizzo del nome dell’evento ha l’ovvio vantaggio di non esporre i dettagli implementativi dei sistemi di cancelleria e oltretutto offre un ulteriore grado di libertà; non è detto infatti che alla stessa definizione corrisponda sempre lo stesso codice di evento, ad esempio potrebbe essere funzione dello stato del fascicolo oppure del valore di un parametro. Questo permette di ridurre la specifica dei tipi xml per le varie definizioni di evento e permette una maggiore facilità e flessibilità di gestione da parte dei sistemi di cancelleria.

Il namespace del dizionario per gli eventi è:

  • http://schemi.processotelematico.giustizia.it/eventi/parte

Definizione di tutti gli eventi scaricabili da atti di parte.

 2.4 Namespace e root element degli atti

L’approccio seguito per la definizione del singolo tipo di atto è quello di estendere e comporre i tipi definiti nei dizionari sopra descritti.
Le tipologie sono organizzate in namespace, uno per ogni macro tipologia di atto. Per quanto riguarda gli atti di parte vengono distinti:

  • http://schemi.processotelematico.giustizia.it/atti/Introduttivi
  • http://schemi.processotelematico.giustizia.it/atti/CorsoCausa

Cioè rispettivamente atti che introducono nuove cause e atti in corso di causa.

 2.5 Struttura degli Atti di parte

Nella maggior parte dei casi, per gli atti di parte non è necessaria una specifica dei contenuti informativi dell'atto, ovvero a un tipo di atto (rootelement dello schema) corrisponde uno e un solo evento.

Tuttavia per alcune tipologie di atto generiche (si pensi ad un generico documento di presentazione di una istanza) è necessario esplicitare il contenuto informativo, o meglio l’evento principale associato all’atto. A tal scopo, per queste tipologie di atti, viene introdotto l’elemento obbligatorio ‘deposito’.

Laddove applicabile è possibile specificare eventi secondari; l’elemento ‘istanze’ è stato introdotto a tal proposito. In particolare ciò vale per alcuni atti introduttivi, in cui è possibile presentare contestualmente all’iscrizione della causa al ruolo istanze specifiche (ad esempio presentazione di istanze ex art. 186 Ter).

Durante la vita di un procedimento i dati relativi ai soggetti coinvolti (parti e avvocati) possono cambiare, ad esempio in seguito a costituzione di nuovi soggetti o modifica o correzione dei dati anagrafici dei soggetti già presenti. A tal proposito gli atti di parte presentano (opzionalmente o meno a seconda del tipo di atto) l’elemento ‘ModificheAnagrafica’.

Lo scopo dell’elemento è appunto quello di mantenere informazioni per la modifica dell’anagrafica delle parti di un procedimento, per la costituzione di una parte, per l’aggiunta di un nuovo avvocato, per l’indicazione di un consulente o semplicemente per presentare contestualmente ad un atto la modifica dei semplici dati anagrafici della parte, quali un cambio di indirizzo.

A seconda del contesto in cui si trova, l’elemento ha valenza semantica diversa, ad esempio all’interno di un atto di costituzione indica i dati degli avvocati e delle parti che si intendono costituire. All’interno di atti di costituzione l’elemento è inoltre indicato come obbligatorio.

All’interno di una memoria l’elemento è opzionale e può indicare la modifica dei dati della parte o l’aggiunta di un nuovo avvocato.

2.6 XSD degli atti di parte

Nel seguito si riportano gli XSD degli atti (in ordine alfabetico).
I file .xsd sono disponibili all’indirizzo http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/resources/file/XSD/.

2.6.1 CorsoCausa.xsd (formato rtf 64 Kb)
2.6.2 Cur–siecic–concorsuali.xsd (formato rtf 102 Kb)
2.6.3 Cus–siecic–esecuzioni.xsd (formato rtf 13 Kb)
2.6.4 Decreto.xsd (formato rtf 23 Kb)
2.6.5 Del–siecic–esecuzioni.xsd (formato rtf 26 Kb)
2.6.6 Eventi.xsd (formato rtf 36 Kb)
2.6.7 Eventi–magistrato.xsd (formato rtf 35 Kb)
2.6.8 Eventi–parte.xsd (formato rtf 20 Kb)
2.6.9 Introduttivi.xsd (formato rtf 32 Kb)
2.6.10 Introduttivi–siecic–concorsuali.xsd (formato rtf 16 Kb)
2.6.11 Introduttivi–siecic–esecuzioni.xsd (formato rtf 23 Kb)
2.6.12 Mag–siecic–concorsuali.xsd (formato rtf 33 Kb)
2.6.13 Mag–siecic–esecuzioni.xsd (formato rtf 34 Kb)
2.6.14 Ordinanza.xsd (formato rtf 22 Kb)
2.6.15 Parte–siecic–concorsuali.xsd (formato rtf 27 Kb)
2.6.16 Parte–siecic–esecuzioni.xsd (formato rtf 51 Kb)
2.6.17 Prof–siecic–concorsuali.xsd (formato rtf 51 Kb)
2.6.18 Prof–siecic–esecuzioni.xsd (formato rtf 61 Kb)
2.6.19 Sentenza.xsd (formato rtf 15 Kb)
2.6.20 Sistema–siecic.xsd (formato rtf 21 Kb)
2.6.21 Tipi–anagrafiche.xsd (formato rtf 19 Kb)
2.6.22 Tipi–atti.xsd (formato rtf 43 Kb)
2.6.23 Tipi–base.xsd (formato rtf 28 Kb)
2.6.24 Tipi–base–siecic.xsd (formato rtf 49 Kb)
2.6.25 Tipi–enum.xsd (formato rtf 12 Kb)
2.6.26 Tipi–enum–siecic.xsd (formato rtf 278 Kb)


3. MESSAGGI E BUSTE DI SISTEMA

Nel presente capitolo sono riportati i DTD e la rappresentazione dei messaggi e delle buste scambiate dal Dominio Giustizia (Gestore Centrale) con i Punti di Accesso.

La terna <CodPdA>-aaaa-nnnnnnnnn indicata nei subject delle buste è l'identificativo univoco assegnato dal PdA a tutti i messaggi in uscita. La terna corrisponde a quella indicata nei file xml trasportati (CodicePdA – Anno – IdMsg).
Nello specifico:

  • CodPdA = Corrispondente a CodicePdA, è il codice identificativo del Punto di Accesso
  • aaaa = Corrispondente a Anno, è indicato con quattro cifre, ad esempio 2005
  • nnnnnnnnn = Corrispondente ad IdMsg, è un progressivo numerico all'interno dell'anno. Il progressivo è indipendente dalla tipologia di flusso, su tutti i messaggi in uscita dal PdA

Nel caso di invio integrale Albo elettronico da CdO, La terna <codpda>-aaaa-nnnnnnnnn indicata nel subject della buste è seguita dall'indicazione p di tp dove:
p = Numero progressivo dell'invio integrale Albo elettronico
Tp = Numero totale degli invii previsti per l'invio integrale dell'Albo elettronico

3.1-3.4.2
Notazioni grafiche
Xml
Posta elettronica ordinaria: Buste spedite dal PdA, Buste spedite al PdA
Posta elettronica certificata: Buste spedite dal PdA, Buste spedite al PdA
(formato pdf 466 Kb)

3.5 DTD

I DTD di seguito riportati sono disponibili anche sul sito del Ministero della Giustizia relativo al Processo Telematico, al seguente indirizzo:
http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/resources/file/DTD/

3.5.1 InfoInoltro.dtd (formato rtf 13 Kb)

3.5.2 IndiceBusta.dtd (formato rtf 14 Kb)

3.5.3 Certificazione.dtd (formato rtf 16 Kb)

3.5.4 Attestazione.dtd (formato rtf 13 Kb)

3.5.5 Eccezione.dtd (formato rtf 11 Kb)

3.5.6 EsitoAtto.dtd (formato rtf 13 Kb)

3.5.7 Comunicazione.dtd (formato rtf 11 Kb)

3.5.8 InfoIndirizzamento.dtd (formato rtf 24 Kb)

3.5.9 InfoNotifica.dtd (formato rtf 11 Kb)

3.5.10 ComunicazioneIndirizzi.dtd (formato rtf 22 Kb)

 

3.6 Formato dei dati

Formato dei dati
Nome campo Tipo dato Lunghezza Esempio / Valori ammessi
Anno Char 4 “2005”
CAP Char 5  
CodiceEccezione Char 5 “E0032”
CodiceEsito Varchar 5 Valori ammessi:
“1”, “2” o “-1”
CodiceFiscale Char 16 “MRORSS70E06H501P”
CodiceFiscaleDestinatario Char 16 “MRORSS70E06H501P”
CodiceGC Varchar 15 Valore ammesso:
“GESTORECENTRALE”
CodicePdA Varchar 15 “PDABO”
CodiceOrdine Varchar 15 “CDO037006”
CodiceGL Varchar 15 “GLBO”
CodiceStatus Char 1 Valori ammessi:
“A”= attivo, “R”= Radiato, “S”= Sospeso
CodiceUG Varchar 15 “00108201904”
Cognome Varchar 100  
Comune Varchar 100  
Contenuto Varchar illimitata Testo del biglietto di cancelleria
CTU Varchar 255  
Data Char 10 “2003-09-16”
Denominazione Varchar 100  
DescrizioneEccezione Varchar 255 “La ComunicazioneIndirizzi allegata non corrisponde al relativo DTD.”
DescrizioneEsito Varchar 255 “Accettazione Avvenuta Con Successo”
IdMsg Char 9 “000001765”
IdMsgMitt Varchar 255  
IdMsgSMTP Varchar 255  
Impronta Bit 160  
Indirizzo Varchar 100  
IndirizzoTelematico Varchar 100  
Nome
(ComunicazioneIndirizzi.dtd)
Varchar 100  
Nome
(IndiceBusta.dtd)
Varchar 255  
NumeroRuolo Varchar 18

“12345678/2004/XXXX”
Dove “XXXX” corrisponde al registro specifico, secondo la seguente codifica:
CC=Contenzioso Civile
Lav=Diritto del Lavoro
VG=Volontaria Giurisdizione
PREF=Procedure Concorsuali (Prefallimentare)
FALL=Procedure Concorsuali (Fallimentare)
NFAL=Procedure Concorsuali (Nuovo rito fallimentare)
COPR=Procedure Concorsuali (Concordato preventivo)
NUCP=Procedure Concorsuali (Nuovo concordato preventivo)
AMCO=Procedure Concorsuali (Amministrazione controllata)
LCAM=Procedure Concorsuali (Liquidazione coatta)
ASGI=Procedure Concorsuali (Amministrazione controllata grandi imprese)
ASMA=Procedure Concorsuali (Amministrazione controllata - Legge Marzano)
ACCO=Procedure Concorsuali (Accordi di ristrutturazione)
EC=Esecuzioni Civili Mobiliari
EI=Espropriazioni Immobiliari

Oggetto Varchar 255 “”
Ora Char 8 “13:08:09”
Provincia Char 2  
StatoDifensore Char 1 Valori ammessi:
“A”=attivo, “R”=Radiato, “S”=Sospeso
TipoOperazione Char 1 Valori ammessi:
“I”, “M”, “C”, “A”, "V", "E"
Zona
(attributo elemento Tempo)
Char 5 “+0100”
zoneDesignator
(attributo elemento Ora)
Char 5 Espresso indicando la differenza rispetto a UTC nella forma ±hhmm (ISO 8601). Ad esempio l'ora solare (invernale) italiana è indicata come "+0100", mentre quella legale con "+0200".

Nota: informazioni specifiche per i singoli elementi sono inserite come commenti in §3.5 DTD.

La tipologia di encoding da utilizzare nei file XML deve essere UTF-8 e risultare coerente alla codifica indicata negli header MIME delle relative buste di trasporto.

 4. CONSULTAZIONE WEB

4.1 Consultazioni PolisWeb dei Sistemi Gestione Registri (SGR)

I file .wsdl sono disponibili all'indirizzo I file .xsd sono disponibili all'indirizzo
http://www.processotelematico.giustizia.it/pdapublic/resources/file/WSDL/.

4.1.1 WSDL per SGR (formato rtf 25 Kb)

4.1.2 Esempio Messaggio Richiesta Soap (formato rtf 18 Kb)

4.1.3 Esempio Messaggio Risposta Soap (formato rtf 19 Kb)

4.2 Consultazioni PolisWeb del Repository Documentale (RD)

4.2.1 WSDL (1) per RD (formato rtf 52 Kb)

4.2.2 WSDL (2) per RD (formato rtf 44 Kb)

4.2.3 WSDL (3) per RD (formato rtf 37 Kb)

4.3 Invio richieste copie e pagamenti copie da PolisWeb

4.3.1 WSDL (formato rtf 13 Kb)

4.3.2 XSD

4.3.2.1 Richiesta–copie–types.xsd (formato rtf 13 Kb)

4.3.2.2 Soap–encoding.xsd (formato rtf 31 Kb)

 

5. STRUTTURE LDAP

5.1 Struttura LDAP del registro degli indirizzi elettronici (formato pdf 50 Kb)

5.2 Struttura LDAP del registro delle chiavi pubbliche degli UU.GG. (formato pdf 32 Kb)