salta al contenuto

Circolare 26 giugno 2003 - Istituzione dei registri previsti dall’art. 161 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (D.P.R. n. 115/2002).

26 giugno 2003

Al Sig. PRIMO PRESIDENTE della
CORTE DI CASSAZIONE
R O M A
Al Sig. PROCURATORE GENERALE
presso la
CORTE DI CASSAZIONE
R O M A
Al Sig. PRESIDENTE del TRIBUNALE
SUPERIORE delle
ACQUE PUBBLICHE
R O M A
Ai Sigg. PRESIDENTI delle
CORTI di APPELLO
LORO SEDI
Ai Sigg. PROCURATORI GENERALI
presso le
CORTI di APPELLO
LORO SEDI
Al Sig. PROCURATORE NAZIONALE
ANTIMAFIA
R O M A

 

INDICE DEI CAPITOLI

NUOVO REGIME: 
 1) PREMESSA
 2) IL REGISTRO DELLE SPESE PAGATE DALL’ERARIO
3) IL REGISTRO DELLE SPESE PAGATE DALL’ERARIO - MODELLO IN USO PRESSO L’UFFICIO NEP
 4) IL REGISTRO DELLE SPESE PRENOTATE A DEBITO
 5) IL REGISTRO DELLE SPESE PRENOTATE A DEBITO - MODELLO IN USO PRESSO L’UFFICIO NEP
 6) IL FOGLIO DELLE NOTIZIE
 7) IL REGISTRO DEI CREDITI DA RECUPERARE E DELLE SUCCESSIVE VICENDE DEL CREDITO
 8) L'UFFICIO RECUPERO CREDITI
 9) LA RISCOSSIONE DELLE SPESE NEL PROCESSO PENALE: ASPETTI PARTICOLARI
 10) LA RISCOSSIONE DELLE SPESE NEL PROCESSO CIVILE: ASPETTI PARTICOLARI

REGIME TRANSITORIO: PASSAGGIO DAI VECCHI AI NUOVI REGISTRI 
 11) IL REGISTRO DEI RUOLI
 12) IL REGISTRO “CAMPIONE CIVILE”
 13) IL REGISTRO “CAMPIONE FALLIMENTARE”
 14) IL REGISTRO “ CAMPIONE PENALE”
 15) LE DISPOSIZIONI COMUNI AI REGISTRI CAMPIONE CIVILE E PENALE: PROPOSTE DI RUOLO ESATTORIALE TRASMESSE ALLE AGENZIE DELLE ENTRATE DAL 01/01/1998 AL 30/06/2002
 16) LA TAVOLA ALFABETICA 
 
NUOVO REGIME

1) PREMESSA
Con decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, del 28 maggio u.s., sono stati approvati i modelli dei registri che devono essere tenuti, a partire dal prossimo 1° luglio, presso gli uffici giudiziari, penitenziari, ed uffici N.E.P. per i pagamenti effettuati dall’erario per le spese di giustizia, per le prenotazioni a debito e per i crediti da recuperare (art. 161 T.U.).
Per quanto attiene alle modalità di compilazione e tenuta dei registri, ogni modello è corredato da “avvertenze e istruzioni”, alle quali si rinvia.
Tuttavia, considerati i profondi cambiamenti introdotti dal D.P.R. 30 maggio 2002, nr. 115, (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) che, come noto, ha apportato sostanziali modifiche all’organizzazione stessa dei servizi delle cancellerie e delle segreterie in materia di riscossione e pagamento, si è ritenuto opportuno fornire alcuni chiarimenti sulle problematiche più complesse, al fine di agevolare l’attività degli uffici nel periodo di transizione verso il nuovo regime.
Si premette, innanzitutto, che i registri in forma cartacea contengono le informazioni ritenute assolutamente necessarie per la completa conoscenza della “vicenda” della spesa e del relativo recupero, ma non contengono tutte quelle annotazioni che, sebbene utili, costituirebbero un aggravio non sostenibile, poco compatibile con la gestione cartacea dei registri. I registri informatici potranno, invece, essere corredati di tutte quelle informazioni che gli uffici riterranno utili per l’esaustiva e rapida acquisizione di qualunque dato inerente la procedura.
 
2) IL REGISTRO DELLE SPESE PAGATE DALL’ERARIO
Il registro delle spese pagate dall’erario è strutturalmente corrispondente al soppresso “Modello 12”. Esso contiene, infatti, solo degli aggiornamenti in previsione della gestione informatizzata del registro, con l’aggiunta di apposite colonne per l’annotazione dei dati contenuti nel modello di pagamento.
Sul registro delle spese pagate, come noto, devono essere registrati gli ordini di pagamento del funzionario ed i decreti di pagamento del magistrato.
Tali provvedimenti costituiscono il titolo giustificativo della spesa.
Il modello di pagamento è invece lo strumento necessario per portare il titolo a conoscenza del soggetto (concessionario od ufficio postale) abilitato ad eseguire il pagamento (si veda la relazione illustrativa al T.U., Parte VI, premesse generali al Titolo I).

3) IL REGISTRO DELLE SPESE PAGATE DALL’ERARIO - MODELLO IN USO PRESSO L’UFFICIO NEP
Il registro delle spese pagate dall’Erario da porre in uso presso gli Uffici NEP costituisce un elemento di novità. Il modello realizzato è proiettato verso la piena informatizzazione degli uffici ed è finalizzato a consentire una rapida estrazione dei dati necessari alla liquidazione delle somme e uno spedito controllo in sede di verifica.
In tale prospettiva, anche in questo registro si possono individuare due gruppi di provvedimenti da iscrivere: decreti ovvero ordini di pagamento, a seconda che il titolo che dispone la spesa venga emesso dal magistrato ovvero dal funzionario.
La natura dei provvedimenti di liquidazione (decreto di pagamento e ordine di pagamento) e la qualifica dei beneficiari dovranno essere individuati con i codici riportati nella legenda che accompagna i registri.
Il funzionario addetto all’ufficio NEP è responsabile della tenuta del registro.
Si evidenzia che gli ordini di pagamento relativi alla liquidazione delle indennità di trasferta per le notificazioni e per le esecuzioni a carico dell’Erario sono sempre emessi a favore del funzionario NEP, ma non sempre le spese di trasferta per notificazioni sono liquidate dal funzionario addetto all’ufficio NEP. Infatti, le predette spese sono liquidate da quest’ultimo solo se l’attività di notificazione è relativa al processo penale e civile, mentre sono liquidate dai relativi funzionari indicati nell’art. 167 del D.P.R. n°115/2002 se le notificazioni sono relative al processo militare, al processo tributario, al processo amministrativo e contabile.
Le disposizioni contenute nella legge n. 59/1979 per i biglietti di cancelleria, che obbligavano ad unire all’ordine di pagamento gli allegati - criterio poi esteso anche alle notifiche in materia penale eseguite a richiesta dell’ufficio - devono considerarsi superate; invero, al soggetto che anticipa il pagamento per conto dell’Erario (Concessionario o Ente Poste) deve essere trasmesso unicamente il modello di pagamento contenente i dati dell’ordine. Gli allegati dovranno essere uniti alla copia dell’ordine di pagamento che viene conservato agli atti dell’ufficio ed alla copia da trasmettere al funzionario delegato.

4) IL REGISTRO DELLE SPESE PRENOTATE A DEBITO
Il registro delle spese prenotate a debito costituisce, sotto il profilo della struttura, una rilevante novità per gli uffici giudiziari, in quanto non ha alcuna connessione con il previgente registro del campione civile.
L’uniformità della procedura di annotazione delle spese nel processo civile e nel processo penale, delineata dal T.U., ha l’evidente effetto di non diversificare più la riscossione tra l’uno e l’altro giudizio. Invero, i presupposti del recupero sono, in entrambi i casi, la certezza e l’esigibilità del credito, fondata su di un titolo idoneo.
Le spese prenotate devono, quindi, essere iscritte secondo un mero ordine cronologico, assegnando ad ogni voce di spesa di natura diversa un autonomo, progressivo numero di registro. Ad esempio, il contributo unificato ed il diritto fisso di notifica di cui all’art. 30 del T.U., avranno numeri di registro diversi benché siano spese maturate contestualmente ai fini dell’iscrizione della causa. Tale registro ha una struttura semplice, in quanto una spesa prenotata a debito non richiede alcun adempimento successivo, come invece avviene per le spese pagate che prevedono, ad esempio, ulteriori adempimenti di carattere fiscale.
Quanto sopra giustifica il superamento dell’impostazione del modello come “partita di credito unitaria”: venuta meno la funzione di recupero di quanto in esso annotato, si è privilegiato un modello di registro funzionale all’evoluzione informatizzata di tutta la procedura di riscossione, che prevede il confluire di tutte le annotazioni relative alle spese (pagate e prenotate) nel registro dei crediti da recuperare. Il registro è stato, quindi, impostato con criteri uniformi a quello delle spese pagate dall’erario.
Si evidenzia, tuttavia, che, se nella versione informatizzata tale struttura consentirà un agevole trasferimento delle voci di spesa nel registro dei crediti da recuperare, nella gestione in forma cartacea del registro tale collegamento non è possibile: la riscossione delle voci di spesa prenotate avverrà, pertanto, sulla base dei dati riportati nel foglio delle notizie.
La gestione delle annotazioni sul registro cartaceo non può, quindi, prescindere da una diligente tenuta del foglio notizie, cui è dedicato un apposito capitolo della presente circolare. 
 
5) IL REGISTRO DELLE SPESE PRENOTATE A DEBITO PRESSO L’UFFICIO NEP
Il registro delle spese prenotate a debito da porre in uso presso l’ufficio NEP è finalizzato a seguire le sorti delle spese degli atti con prenotazione a debito.
Il modello realizzato prevede, oltre all’indicazione del “Settore” (penale o civile), l’individuazione di due fattispecie di atti che possono dar luogo alla prenotazione a debito: l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato e il processo in cui è parte una pubblica amministrazione.
Le suddette spese prenotate a debito dovranno essere liquidate agli uffici NEP ogni mese a cura dei concessionari per la riscossione, in un importo commisurato a quanto recuperato nel mese precedente, e subiranno alla fonte una decurtazione del 10%, ai sensi dell’art. 243 del T.U.
Le somme così attribuite saranno ripartite, ai sensi dell’art. 138, commi 4, 5 e 6 del D.P.R. n. 1229/1959 e, pertanto, non dovranno subire nessun’altra decurtazione se non ai fini del 3% per spese d’ufficio e dell’imposizione IRPEF.
Per facilitare l'attività dell'ufficio si reputa opportuno riportare un prospetto analitico, con l’indicazione normativa e la distinzione tra le spese anticipate e quindi pagate dall’Erario e quelle prenotate a debito.

Prospetto analitico, indicazione normativa e distinzione tra le spese pagate dall’Erario e quelle prenotate a debito per i servizi degli uffici NEP
Titolo Campo di Applicazione Articolo T.U. *A/P Relazione
1. Effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo penale. Processo penale art. 107, 3ºco. lett. c) A Sono anticipatele indennità ditrasferta, i diritti e le spese dispedizione per le notifiche arichiesta di parte e d’ufficio.
2. Effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo penale per l’azione di risarcimento del danno. Processo penale art. 108, 1ºco. lett. b) P Sono prenotate a debito le spese forfettizzate per le notifiche a richiesta d’ufficio.
3. Effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Processo civile art. 131, 2ºco.lett. c) P Sono prenotate a debitolespese forfettizzate per lenotifiche a richiesta d’ufficio.
4. Effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Processo civile art. 131, 4ºco. lett. f) A Sono anticipate le spese di notificazione per le notifiche a richiesta d’ufficio.
5. Effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Processo civile art. 131, 5ºco. A/P Sono anticipate o prenotate a debito con le modalità dell’articolo 33 del T.U. per le notifiche a richiesta di parte le indennità di trasferta, i diritti e le spese di spedizione.
6. Effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo di adozione. Procedura per l’adozione art. 143, 1ºco. lett. d) A Sono anticipate le indennità di trasferta, i diritti e le spese di spedizione per
• le notifiche a richiesta di parte
• le notifiche a richiesta d’ufficio.
7. Effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo d’interdizione ed inabilitazione a richiesta del P.M. Processo d’interdizione ed inabilitazione arichiesta delP.M. art. 145 P Rinvio all’articolo 131, 2ºco. lett. c) T.U.: sono prenotate a debito le spese forfettizzate per le notifiche a richiesta d’ufficio.
8. Effetti dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel processo d’interdizione ed inabilitazione a richiesta del P.M. Processo d’interdizione ed inabilitazione a richiesta del P.M. art. 145 A Rinvio all’articolo 131, 2ºco.lett. f) T.U.: sono anticipate le indennità di trasferta, i diritti e lespese di spedizione per lenotifiche a richiesta di parte ed’ufficio.
9. Prenotazione a debito, anticipazioni e recupero delle spese. Procedura fallimentare art. 146, 3ºco. lett. a) A Sono anticipate le indennità ditrasferta e le spese di spedizione per le notifiche a richiesta d’ufficio.
10. Prenotazione a debito, anticipazioni e recupero delle spese. Eredità giacente art. 148, 3ºco. lett. a) A Sono anticipatele indennità ditrasferta e le spese di spedizioneper le notifiche arichiestad’ufficio.
11. Spese per la procedura per la vendita di beni sequestrati. Procedura per la vendita di beni sequestrati. art. 155, 3ºco.lett. a) A Sono anticipate le indennità di trasferta e le spese di spedizione per le notifiche a richiesta d’ufficio.
12. Spese per la procedura per la vendita di beni confiscati Procedura perla vendita dibeni confiscati. art. 156, 1ºco. lett. a) A Sono anticipate le indennità ditrasferta e le spese di spedizione per le notifiche a richiesta d’ufficio.
13. Spese per il processo in cui è parte la P.A. Processo civile. art. 158
1ºco. lett. e)
P Sono prenotate a debito le spese forfettizzate per le notifiche a richiesta d’ufficio.
14. Spese per il processo in cui è parte la P.A. Processo civile. art. 158, 2ºco. A Sono anticipate le indennità di trasferta e le spese di spedizione per le notifiche e per gli atti di esecuzione a richiesta dell’Amministrazione.

 

*A = anticipate (pagate) dall’Erario
P = prenotate a debito. 
 
6) IL FOGLIO DELLE NOTIZIE
Come già evidenziato, le disposizioni del T.U. prevedono registri distinti per l’annotazione delle spese anticipate dall’erario e delle spese prenotate a debito (art. 162 T.U.). Solo nel foglio delle notizie entrambe le tipologie di spesa vengono annotate insieme. Lo scopo di tale previsione è quello di tenere le spese sotto controllo e consentire, alla fine del procedimento, l’eventuale riversamento dei crediti maturati nel registro predisposto per il recupero.
Per questo motivo si insiste nell’evidenziare l’importanza del foglio delle notizie che sarà tenuto fino a quando non sarà completato il processo di informatizzazione: l’omessa o incompleta annotazione sul foglio notizie comporterà l’impossibilità di rilevare la spesa ai fini del successivo recupero e ne determinerà la mancata riscossione, con conseguenti responsabilità anche di carattere contabile.
Per tali motivi, è importante che gli uffici si attengano alle seguenti indicazioni

  1. Il foglio delle notizie deve essere redatto in ogni fase ed in ogni grado del processo, civile e penale. E’ opportuno formare apposito sottofascicolo per le spese di giustizia, contenente il foglio delle notizie e copia dei modelli di pagamento emessi, al fine di consentire un rapido riscontro anche in sede ispettiva.
  2. Nel foglio notizie devono essere annotate tutte le spese ripetibili, siano esse pagate o prenotate a debito.
  3. Nel foglio notizie va annotata, altresì, l’imposta di registro, ove ricorrano i presupposti della prenotazione a debito. Poiché, in tali casi, la quantificazione dell’importo da annotare è di competenza dell'Agenzia delle Entrate, l’ufficio dovrà tenere in evidenza i fascicoli per i quali è stata richiesta la prenotazione a debito ai fini della corretta redazione del foglio notizie.
  4. Data l’importanza contabile di tale strumento, è necessario individuare in ogni sezione civile e penale, con atto formale, uno o più funzionari addetti alla tenuta del foglio notizie, che dovranno curare l’annotazione delle spese ed espletare il successivo controllo ai fini del recupero. Al termine di ogni fase processuale, il funzionario addetto procederà alla chiusura del foglio notizie, attestando in calce ad esso la presenza o assenza di spese da recuperare e, ove ne ricorrano i presupposti, autorizzando l’ufficio all’eventuale trasmissione del fascicolo in archivio. La sottoscrizione costituisce assunzione di responsabilità.
  5. In seguito all’abrogazione dell’art. 200 disp. att. c.p.p. l’annotazione dell’importo della spesa anticipata a margine dell’atto cui l’anticipazione si riferisce, non è più obbligatoria. Tuttavia, trattandosi di adempimento che potrebbe risultare utile al fine di un migliore controllo sull’eventuale recupero della spesa, è consigliabile che gli uffici individuino analoghi accorgimenti per la verifica dell’avvenuta annotazione nel foglio notizie.
  6. Stante il necessario collegamento tra l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato e l’eventuale recupero, si suggerisce agli uffici di evidenziare, in modo chiaro ed evidente, sulle copertine dei fascicoli processuali, la circostanza della ammissione di una delle parti a tale beneficio.
  7. Nel processo penale, in caso di ammissione al patrocinio a spese dello Stato di persona diversa dall’indagato e dall’imputato, occorrerà provvedere all’annotazione delle spese di cui all’art. 108 T.U. tenendole distinte dalle altre spese del processo medesimo.
  8. Nel foglio delle notizie dovranno essere annotate anche le spese prenotate a debito ed anticipate iscritte nel registro delle spese pagate dall’erario o prenotate a debito in uso presso l’ufficio NEP. L’adempimento dovrà essere effettuato al momento del deposito in cancelleria dell’atto notificato, cioè nel momento in cui gli importi ed i numeri assegnati ai relativi crediti saranno conoscibili dall’ufficio giudiziario. Ovviamente tale attività sarà effettuata nei soli casi in cui la spesa sia ripetibile.
  9. Chiusura del foglio notizie:

    Settore penale:
      
    all’atto del passaggio in giudicato della sentenza, se c’è titolo per il recupero, copia conforme del sottofascicolo relativo al foglio notizie e copia della sentenza devono essere trasmessi all’ufficio riscossione.
    In caso di appello, la cancelleria dell’ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato dovrà comunque chiudere definitivamente il foglio notizie.
    Nel caso in cui l’appello non sia proposto da tutti gli imputati, relativamente agli imputati non appellanti la cancelleria del primo grado dovrà curare la riscossione di quanto dovuto, ai sensi dell’art. 211 T.U. Il funzionario responsabile dovrà in tal caso segnalare, sul foglio notizie, le posizioni per le quali procede l’ufficio recupero crediti del primo grado.
    L’ufficio recupero crediti del primo grado dovrà trattenere copia conforme del sottofascicolo relativo al foglio notizie necessario per la riscossione.
    L’originale del foglio notizie dovrà rimanere all’interno del fascicolo processuale per essere trasmesso, unitamente allo stesso, all’ufficio giudiziario competente per la fase di gravame.

    Settore civile:
    se c’è titolo per il recupero, copia conforme del sottofascicolo relativo al foglio notizie, copia della sentenza e copia degli atti necessari per l’identificazione dei debitori devono essere conservati dal funzionario addetto per essere trasmessi all’ufficio che cura il recupero del credito successivamente al passaggio in giudicato della sentenza.
    L’originale del foglio notizie dovrà rimanere all’interno del fascicolo processuale per essere trasmesso, unitamente allo stesso, all’ufficio giudiziario competente per l’eventuale fase di gravame.
    In caso di appello, l’ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato potrà chiudere definitivamente la posizione del proprio foglio notizie. L’eventuale riscossione sarà curata dall’ufficio di gravame per le spese di ambedue i gradi di giudizio.
    Nel caso di ricorso per Cassazione, il foglio notizie non potrà essere chiuso fino all’esito del relativo procedimento. L’ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento impugnato dovrà, pertanto, conservare la copia conforme all’originale del sottofascicolo del foglio notizie fino a quando la cancelleria della Corte di Cassazione non trasmetterà il fascicolo, corredato del foglio notizie relativo all’ulteriore fase processuale. In tal caso, la riscossione relativa a tutti i gradi di giudizio sarà curata dall’ufficio giudiziario competente ai sensi dell’art. 207 e 208 T.U. 
     
  10. j) Quando parte del processo è un pubblica amministrazione, copia conforme del foglio delle notizie dovrà essere trasmessa, al momento della chiusura della fase processuale, all’amministrazione che si è costituita in giudizio, ai sensi dell’art. 158, comma 3 T.U. Tale adempimento dovrà essere effettuato, a prescindere dal passaggio in giudicato della decisione, non appena sarà completata la redazione di tutte le annotazioni, comprensiva dell’imposta di registro eventualmente prenotata a debito. Per le parti del processo, la sentenza è, infatti, immediatamente esecutiva. Copia della nota di trasmissione dovrà essere conservata nel fascicolo processale a prova dell’avvenuto adempimento.

    Ogni ufficio giudiziario curerà tale adempimento per il proprio grado di giudizio. 
  11.  k) Sul foglio delle notizie relativo alle procedure fallimentari devono essere annotate tutte le eventuali spese prenotate a debito e pagate. Nel caso in cui la procedura si chiuda per mancanza di attivo, il funzionario incaricato opererà apposita annotazione di chiusura sul foglio delle notizie prima della archiviazione del fascicolo processuale.

Nella procedura fallimentare, infatti, la prenotazione a debito, l’anticipazione ed il recupero delle spese sono regolate dall’articolo 146 del T.U., il quale, come risulta nella relazione illustrativa, in caso di mancanza di attivo, non disciplina l’ipotesi del recupero delle spese nei confronti del fallito come persona fisica dato che queste gravano esclusivamente sul fallimento. Tuttavia, se la procedura fallimentare viene riaperta, il foglio notizie relativo alla procedura originaria dovrà divenire parte integrante del nuovo foglio delle notizie.

Per comodità si allega alla presente circolare un fac simile del foglio notizie, che potrà essere eventualmente integrato dagli uffici secondo le proprie necessità.

7) IL REGISTRO DEI CREDITI DA RECUPERARE E DELLE SUCCESSIVE VICENDE DEL CREDITO

A) Compilazione del registro: iscrizione di più debitori
Al fine di chiarire alcuni aspetti pratici nella compilazione del registro, si precisa quanto segue:

  • In presenza di più debitori nella materia penale, deve essere iscritta una specifica partita per ciascun condannato con le rispettive pene pecuniarie, l’eventuale sanzione pecuniaria processuale e le spese processuali non dovute solidalmente ed una partita cumulativamente intestata a tutti i condannati per le spese in solido.
  • Nel caso in cui i debitori siano in numero superiore a otto, l’ufficio può, eventualmente, iscrivere i nomi su altro foglio del registro, ricorrendo ai necessari richiami nello spazio riservato alle “altre annotazioni”.

B) Invito bonario
L’attività di riscossione delle partite di credito iscritte nel “registro dei crediti da recuperare e delle successive vicende del credito” inizia con la notifica dell’invito al pagamento, ai sensi dell’art. 212 T.U.
Si evidenzia che sulle somme diverse dalle pene pecuniarie (multa e ammenda) non pagate tempestivamente, ovvero nel termine di trenta giorni dalla notifica dell’invito al pagamento, maturano gli interessi moratori secondo le disposizioni dell’art. 1282, comma uno c.c. Gli uffici, nell’invito al pagamento, dovranno informare i debitori degli effetti connessi al mancato e tempestivo versamento di quanto dovuto. Pertanto, nelle minute di iscrizione a ruolo trasmesse dagli uffici al Consorzio Nazionale dei Concessionari, ai sensi dell’art. 3 D.M. n. 321 del 3 settembre 1999, dovrà essere indicata, come data di decorrenza degli interessi, quella coincidente con il giorno successivo al compimento di un mese (art. 212 T.U.) dal perfezionamento della notifica dell’invito al pagamento.

C) Spese processuali: termine di prescrizione
Si ritiene opportuno rammentare quanto segue:

- Il termine di prescrizione delle spese processuali è quello ordinario di cui all’art. 2946 c.c., vale a dire dieci anni dalla data in cui la sentenza, civile o penale, è divenuta irrevocabile o, comunque, dalla data in cui il provvedimento conclusivo del processo è divenuto definitivo.
- La notifica dell’invito al pagamento (art. 212 T.U.) costituisce atto idoneo ad interrompere la prescrizione del credito in quanto atto di costituzione in mora del debitore (artt. 2943 e 1219 c.c.) e comunque atto che esprime in modo inequivocabile la volontà di far valere il diritto dell’Erario alla riscossione di somme dovute (si veda, Cass. Civ., sentenza n. 908, del 13.3.1976).
- Per le spese dovute in solido, l’atto con il quale è interrotta la prescrizione contro uno dei debitori ha effetto anche riguardo agli altri debitori (art. 1310, comma uno c.c.). Pertanto, nel caso di più debitori solidali, la data di decorrenza dei termini per la prescrizione è quella dell’ultima notifica dell’invito al pagamento o della cartella di pagamento. 
 
8) L'UFFICIO RECUPERO CREDITI
Le novità introdotte dal T.U. in materia di riscossione renderanno necessaria l’istituzione, presso ogni ufficio giudiziario, di unità organizzative specializzate nell’attività di riscossione, eventualmente con competenze distinte in materia civile e penale, in relazione alle dimensioni e alle esigenze organizzative dell’ufficio.
Laddove particolari ed eccezionali situazioni non consentano di assicurare il corretto svolgimento del servizio presso le sezioni distaccate di tribunale, il dirigente del tribunale, tenuto conto dei possibili danni che potrebbero derivare all’erario, può trasferire il servizio presso la sede centrale, con provvedimento motivato, che dovrà essere comunicato al presidente del tribunale.
Ovviamente, in tali casi, l’ufficio centrale che cura la riscossione dovrà organizzare il servizio in modo da garantire l’individuazione delle somme riscosse per le sedi decentrate rispetto a quelle concernenti la sede centrale.

9) LA RISCOSSIONE DELLE SPESE NEL PROCESSO PENALE: ASPETTI PARTICOLARI 
 A) Sentenza penale di condanna appellata solo da alcuni imputati: riscossione e spese solidali

Quando una sentenza penale di condanna di primo grado passa in giudicato solo nei confronti di taluni imputati, mentre per altri viene proposto appello, l’ufficio recupero crediti presso l’ufficio giudiziario di primo grado deve procedere all’attività di riscossione, per gli importi relativi alle voci individuate dall’art. 211 T.U., a carico dei soli imputati condannati per i quali la sentenza di primo grado è divenuta irrevocabile.
Per questi ultimi l’ufficio dovrà, pertanto, provvedere alla quantificazione ed al recupero delle somme dovute da ciascun condannato a titolo individuale e di quelle dovute con vincolo di solidarietà tra i medesimi, secondo la disposizione normativa dell’art. 535, comma 2 c.p.p.
A tal fine si precisa che, nei casi previsti dalla citata norma, devono considerarsi “solidali” le seguenti spese processuali: 1) spese anticipate ripetibili per intero; 2) spese prenotate a debito, purchè ripetibili; 3) spese recuperabili in misura fissa (c.d. “spese forfettizzate”), i cui importi sono attualmente previsti dal Decreto 13 novembre 2002, n. 285 del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro della giustizia. Da ciò consegue che, per la quantificazione di tali “spese forfettizzate”, l’ufficio recupero del primo grado dovrà moltiplicare gli importi indicati nelle tabelle A e B, annesse al citato Decreto n. 285/2002, per il numero degli imputati condannati con la sentenza di primo grado passata in giudicato e, quindi, recuperare nei loro confronti l’importo complessivo quale credito solidale.
Al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio d’impugnazione, l’ufficio recupero crediti presso l’ufficio giudiziario di secondo grado dovrà procedere alla riscossione degli importi dovuti ai sensi dell’art. 211 T.U. nei confronti degli imputati condannati in via definitiva con la sentenza di appello.
La quantificazione dei crediti a loro carico dovrà pertanto comprendere, analogamente a quanto sopra indicato per l’ufficio di primo grado, sia le somme da ciascuno dovute a titolo individuale che quelle al cui pagamento gli stessi
 
imputati sono tenuti in via solidale, ai sensi del richiamato art. 535, comma 2 c.p.p.
Dovranno, peraltro, essere scorporati ed iscritti quale autonoma partita di credito gli importi per spese solidali attinenti al giudizio di primo grado già iscritti nel registro dei crediti di tale ufficio (ovvero: 1) le spese “forfettizzate” relative ai condannati in via definitiva con la sentenza di primo grado; 2) le spese anticipate ripetibili per intero e le spese prenotate a debito ripetibili, dovute in solido anche dai predetti condannati).
Invero, il recupero di tali spese sarà curato, in un primo tempo, esclusivamente dall’ufficio recupero crediti del primo grado nei confronti dei condannati con sentenza definitiva in tale grado di giudizio; la procedura di riscossione presso l’ufficio dei crediti da recuperare del secondo grado verrà attivata solo a seguito dell’accertamento di infruttuosità della procedura di riscossione esperita dall’ufficio del primo grado.
Conseguentemente, l’ufficio recupero crediti del secondo grado, iscritta la partita di credito per le somme in parola, si limiterà a comunicare all’ufficio del primo grado di aver proceduto a tale adempimento, indicando il numero della propria partita di credito.
L’ufficio del primo grado dovrà comunicare tempestivamente a quello del secondo grado l’esito dell’attività di recupero dei crediti in oggetto, indicando la partita di credito nella quale tali somme sono state iscritte presso lo stesso ufficio e, se nota, quella dell’ufficio del secondo grado.
Se i crediti risulteranno totalmente riscossi, entrambi gli uffici potranno annullare la relativa partita di credito per intervenuto pagamento.
Se invece detti crediti risultassero, in tutto o in parte, ancora insoddisfatti, l’ufficio recupero crediti del secondo grado avvierà l’attività di recupero di quanto ancora dovuto nei confronti dei debitori solidali condannati con la sentenza di appello.
A tal fine, l’ufficio recupero crediti del primo grado dovrà allegare alla comunicazione di infruttuosità della procedura di riscossione gli eventuali documenti giustificativi della riscossione parziale.
Tutte le comunicazioni relative all’esito della riscossione dovranno inoltre contenere i dati identificativi del fascicolo processuale cui gli stessi crediti si riferiscono (in particolare il n° R.N.R. ed il n° R.G.). Tali indicazioni consentiranno l’inserimento della comunicazione nel corrispondente fascicolo processuale, qualora il giudizio di impugnazione risulti ancora pendente. In tal caso la cancelleria del giudice di secondo grado dovrà allegare la comunicazione al foglio notizie.
L’ufficio recupero crediti del secondo grado dovrà, parimenti, comunicare a quello del primo grado l’esito della procedura di riscossione attivata per gli stessi crediti. Ovviamente, la riscossione integrale comporterà, anche in tali ipotesi, per entrambi gli uffici, l’annullamento della partita di credito per pagamento. I crediti non riscossi saranno eliminati dal registro dei crediti per effetto del discarico automatico degli importi iscritti a ruolo, ai sensi dell’art. 19 del D. lgs del 13 aprile 1999 n. 112.
Il coordinamento tra le attività di riscossione dei due uffici così articolato consentirà la dovuta applicazione del regime di solidarietà per le spese processuali: al fine della migliore collaborazione tra gli uffici, gli stessi dovranno, sollecitamente, rendere all’ufficio mittente copia di ogni comunicazione loro trasmessa (in duplice copia) con attestazione di ricevuta.
B) Sentenza di condanna parzialmente annullata dalla Cassazione con rinvio per alcuni imputati
I criteri di coordinamento enunciati nel paragrafo sub A) vanno adottati anche nei casi di sentenza penale di condanna a carico di più imputati, annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione per alcuni ricorrenti e passata in giudicato per altri, a seguito del rigetto del ricorso dagli stessi proposto.
Gli uffici riscossione coinvolti nel recupero dei crediti solidali comuni saranno, rispettivamente, quello presso il giudice che ha pronunciato la sentenza di condanna impugnata davanti alla corte di cassazione con ricorso rigettato, e quello presso il giudice che in sede di rinvio ha emesso la sentenza di condanna passata in giudicato.
Le cancellerie degli uffici giudiziari del rinvio e degli eventuali gradi successivi dovranno allegare al fascicolo processuale, che conterrà comunque copia del foglio notizie del fascicolo “a quo”, un nuovo foglio delle notizie per le spese relative al grado.
Le comunicazioni relative all’esito della riscossione di cui alla lettera A) costituiscono integrazione di tali fogli notizie ai fini della eventuale riscossione.
C) Unificazione di pene concorrenti: ufficio competente per il recupero (art. 663 c.p.p.)
Il T.U. nulla ha innovato in materia di individuazione dell’ufficio di cancelleria competente per il recupero delle somme dovute per le pene pecuniarie determinate con provvedimenti di unificazione di pene concorrenti emessi ex art. 663 c.p.p.
Ne consegue che la segreteria della procura deve trasmettere, senza ritardo, copia del provvedimento di cumulo - che costituisce autonomo titolo per il recupero delle somme in esso indicate - alla cancelleria del corrispondente ufficio giudicante, competente per la gestione delle attività connesse alla riscossione del credito; quest'ultima, a sua volta, dovrà, poi, comunicare alle cancellerie dei giudici che pronunciarono le condanne comprese nel provvedimento di cumulo, di aver preso in carico l’esecuzione dell’intera pena pecuniaria cumulata affinché le stesse provvedano all’eliminazione (annullamento) dalle scritture contabili della partita di credito relativa alle pene pecuniarie assorbite nel cumulo ed all’eventuale “sgravio” delle somme iscritte a ruolo.
Per le iscrizioni relative al provvedimento di unificazione di pene concorrenti (art. 663 c.p.p.) nel registro dei crediti da recuperare, deve essere annotata la data di estinzione della pena pecuniaria per decorso del tempo relativa ad ogni singola sentenza/decreto penale compresi nel provvedimento stesso. Affinché tale indicazione possa essere effettuata, nel trasmettere copia del provvedimento di cumulo per la riscossione, gli uffici di procura avranno cura di indicare la data in cui le singole pene pecuniarie si prescrivono.
Invero, nonostante l’unicità, ai fini del recupero, della pena pecuniaria determinata con il provvedimento di cumulo (che ne costituisce il titolo), agli effetti dell’estinzione per decorso del tempo ex art. 172 e 173 c.p., la stessa è scindibile in ragione delle singole pronunce di condanna cumulate.
Tale scomposizione risponde al principio generale secondo cui l’unificazione dei reati e delle pene non può tradursi in situazioni di pregiudizio a carico del condannato.
La scissione in parola, infatti, costituisce un’operazione vantaggiosa per il condannato, poiché l’effetto estintivo, per decorso del tempo, della pena pecuniaria viene anticipato, individuando il dies a quo dal quale far decorrere i termini di cui agli art. 172 e 173 c.p. nelle date di irrevocabilità dei singoli provvedimenti di condanna cumulati, per la misura di pena in essi indicata, e non nella data del provvedimento di cumulo.
D) Procedura di conversione delle pene pecuniarie
Con la sentenza n. 212/2003 della Corte Costituzionale, depositata il 18 giugno 2003 ed in corso di pubblicazione, è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale degli articoli 237, 238 e 299 - quest’ultimo nella parte in cui abroga l’art. 660 c.p.p. - del T.U.
La competenza in materia di conversione e rateizzazione di pene pecuniarie, pertanto, ritorna al magistrato di sorveglianza, secondo le disposizioni dell’art. 660 c.p.p.

10) LA RISCOSSIONE DELLE SPESE NEL PROCESSO CIVILE: ASPETTI PARTICOLARI
Le disposizioni di cui alla parte VII del T.U. non si applicano per il recupero del credito relativo alle seguenti spese (art. 203 T.U.):
 a) spese connesse alla procedura fallimentare (articoli 146 e 147 T.U.).
 b) spese relative ai procedimenti di vendita di beni sequestrati e di beni confiscati (articoli 149/156 del T.U.);
 c) spese del processo in cui è parte l’amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito (art. 158 e 159 T.U.).
 d) spese della procedura esecutiva attivata dal concessionario per la riscossione delle entrate iscritte a ruolo. Il contributo unificato, le spese per le notificazioni a richiesta di ufficio e i diritti di copia sono “annotati” dal concessionario come prenotati a debito e riscossi dallo stesso in prededuzione sul ricavato dell’esecuzione (art. 157 del T.U.). Pertanto le spese sopra indicate non dovranno essere iscritte nel registro delle spese prenotate a debito. L’ufficio, all’esito del processo e su richiesta del concessionario, attesta la rispondenza delle spese annotate (art. 157, comma 2 T.U.). Il momento della esibizione della nota delle spese coincide con quello del deposito del fascicolo per la distribuzione giudiziale del ricavato dalla vendita (articoli 56 e 83 del DPR 26.9.1973, n. 602), mentre, per quanto attiene al pignoramento presso terzi, con quello dell’istanza di assegnazione o di vendita dei beni pignorati (articoli 14 T.U., 552 e 553 c.p.c.).

Si rappresenta, infine, che essendo stata esclusa l’attività di recupero presso la Corte di Cassazione, - come precisato nella relazione al T.U.- la riscossione del contributo unificato non versato o versato in modo non corretto (art. 247 T.U.) per tale fase di giudizio dovrà essere effettuata dall’ufficio presso il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. La cancelleria presso la Corte di Cassazione, nel rispetto dei termini di cui all’art. 248 T.U., inoltrerà all’ufficio competente la richiesta di recupero del contributo unificato, precisando l’importo per il quale si deve procedere e la motivazione giustificativa della pretesa. Dovrà, inoltre, allegare copia conforme dell’atto che ha dato origine all’erroneo versamento, copia dell’eventuale versamento parziale, i dati relativi all’elezione di domicilio, i dati anagrafici ed il codice fiscale delle parti processuali nei cui confronti si dovrà procedere alla iscrizione a ruolo. Copia della richiesta dovrà essere conservata nel fascicolo processuale. La disposizione sopra esposta deve estendersi anche per agli adempimenti pregressi, ove i crediti non siano ancora stati iscritti a ruolo. Gli eventuali inviti bonari già curati dall’ufficio presso la Corte di Cassazione non dovranno essere rinnovati, ma dovranno essere allegati alla documentazione che sarà inoltrata all’ufficio competente, il quale curerà la residua fase della riscossione mediante l'iscrizione a ruolo.
 

REGIME TRANSITORIO: PASSAGGIO DAI VECCHI AI NUOVI REGISTRI

11) IL REGISTRO DEI RUOLI
Con la circolare n. 4, del 28 giugno 2002, questo Dipartimento suggeriva, in attesa dell’emanazione del decreto dirigenziale di cui all’art. 161 T.U., l’istituzione di un registro di comodo per l’annotazione degli importi da recuperare iscritti a ruolo.
Tale indicazione deve ritenersi superata a far tempo dal 1° luglio 2003.

12) IL REGISTRO “CAMPIONE CIVILE”
Dal 1° luglio 2003 sul registro delle spese concernenti le cause in cui siano parti persone o enti ammessi alla prenotazione a debito (modello 42 approvato con D.M. 1 dicembre 2001) non dovranno più essere iscritti nuovi articoli di campione civile. Dalla stessa data non dovranno, altresì, essere più annotate in tale registro le spese da prenotarsi a debito e le spese pagate, in considerazione del fatto che le medesime saranno iscritte nei rispettivi nuovi registri.
Le partite di credito connesse a processi già definiti alla data del 1° luglio 2003 dovranno essere appurate con le modalità proprie del campione civile: con il provvedimento di annullamento per insussistenza ovvero con la riscossione bonaria o coattiva o, ancora, con la procedura di “rinvio” come di seguito precisato.
Diversamente, gli articoli di campione civile relativi a processi ancora in corso, che ricadono in parte sotto la disciplina del campione civile e dal 1° luglio 2003 sotto la disciplina dei nuovi registri, potranno essere definiti in uno dei due modi di seguito indicati, che gli uffici potranno individuare, con autonoma organizzazione, in relazione alle proprie dimensioni.
Una prima modalità di definizione degli articoli pendenti, consiste nel redigere “ex post” il foglio delle notizie relativo agli articoli iscritti nel registro del campione civile, riportandovi le annotazioni delle spese già iscritte nel registro e chiudendo contemporaneamente l’articolo di campione, con l’annotazione dell’avvenuta trascrizione nel foglio notizie.
Una seconda modalità, rivolta prevalentemente ad uffici di maggiori dimensioni, consiste in un sistema misto, che prevede l’apertura del foglio notizie per le annotazioni delle spese, pagate o prenotate, iscritte nei registri dopo il 1° luglio 2003, mentre le spese iscritte prima di tale data resteranno annotate nell’articolo aperto sul registro del campione civile, che rimarrà pendente. In tal caso, l’ufficio, al momento della definizione del processo, dovrà verificare l’eventuale ripetibilità delle spese integrando le due modalità di annotazione: campione civile e foglio delle notizie, ai fini della determinazione dell’eventuale credito erariale.
E’ evidente che, nelle ipotesi in cui le spese relative al giudizio di primo grado rientrino nel precedente regime del registro campione civile e quelle del secondo grado ricadano interamente nel nuovo regime, il fascicolo del primo grado risulterà privo del foglio delle notizie. Gli uffici di primo grado, quindi, dovranno “rinviare” l’articolo del campione civile: la nota spese, ex modello 21, relativa all’articolo del campione civile rinviato, costituirà parte integrante del foglio notizie del fascicolo processuale del secondo grado che, quindi, verrà allegato al fascicolo processuale per la prosecuzione di tutte le fasi connesse alle modalità di definizione delle spese, secondo quanto disciplinato dal T.U. e precisato con la presente circolare.
Gli uffici del secondo grado dovranno comunicare agli ex uffici del campione civile del primo grado l’avvenuta presa in carico degli articoli di campione già a loro inoltrati alla data del 30 giugno 2003, al fine di consentire la definizione delle partite di credito pendenti.
Gli uffici potranno valutare l’opportunità della compilazione del “registro riassuntivo per l’evidenza degli articoli di credito relativi a cause o affari definiti” (modello X), la cui tenuta non ha mai avuto carattere di obbligatorietà.

13) IL REGISTRO “CAMPIONE FALLIMENTARE”
Il registro per l’annotazione delle spese anticipate dall’erario nelle procedure fallimentari (modello 29, approvato con D.M. 1.12.2001) potrà essere tenuto secondo le modalità individuate nel precedente capitolo 12.

14) IL REGISTRO “CAMPIONE PENALE”
Dal 1° luglio 2003 ogni nuova partita di credito, da riscuotere secondo le disposizioni del T.U., dovrà essere iscritta nel “registro dei crediti da recuperare e delle successive vicende del credito”. Pertanto, dalla suddetta data non dovranno più essere iscritti nuovi articoli di campione penale sui registri mod. 29, che continueranno ad essere utilizzati, ad esaurimento, solo per le annotazioni ancora necessarie sugli articoli di campione penale iscritti sino al 30 giugno 2003.

15) DISPOSIZIONI COMUNI AI REGISTRI CAMPIONE CIVILE E CAMPIONE PENALE: PROPOSTE DI RUOLO ESATTORIALE TRASMESSE ALLE AGENZIE DELLE ENTRATE DAL 01/01/1998 AL 30/06/2002.
Gli articoli di campione inoltrati alle agenzie delle entrate con la proposta di iscrizione a ruolo dal 01/01/1998 al 30/06/2002, relativamente ai quali gli uffici finanziari non abbiano trasmesso alcuna comunicazione sullo stato della riscossione, potranno essere scorporati dalla pendenza. Non potranno, tuttavia, essere archiviati: dovranno essere tenuti, separatamente, in evidenza in attesa della conferma in ordine al definitivo esito della riscossione.

16) LA TAVOLA ALFABETICA
Gli uffici del campione civile e penale che dovessero ancora avere articoli iscritti sul registro delle tavola alfabetica dovranno procedere, ai sensi dell’art. 281 T.U., a trascrivere tali crediti sul registro dei crediti da recuperare, purché non prescritti o altrimenti estinti, per il successivo recupero mediante iscrizione a ruolo. Si evidenzia che, come precisato nella relazione illustrativa all’art. 281 T.U., per il recupero di tali crediti, non è necessario far precedere l’iscrizione a ruolo dalla notifica dell’invito al pagamento.
Si rappresenta, infine, che ai crediti relativi a procedure fallimentari chiuse per mancanza di attivo ed iscritti a tavola alfabetica non è applicabile la disposizione di cui all’art.281 T.U. Pertanto, gli uffici del campione fallimentare potranno eliminare la tavola alfabetica senza alcun adempimento. Nel caso in cui la procedura fallimentare venga riaperta, si richiama quanto espressamente indicato nel paragrafo 6, lett k).
Naturalmente, in caso di riapertura di fallimenti in cui risulti essere stato aperto un campione fallimentare, l’ufficio dovrà riportare, nel nuovo foglio delle notizie, tutte le somme qui iscritte, al fine di consentire al curatore di provvedere al loro pagamento nel caso in cui risultasse la presenza di attivo nella massa fallimentare.

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO
GIANFRANCO TATOZZI