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Pubblicazione sentenze e provvedimenti

aggiornamento: 30 giugno 2015

In tema di pene accessorie, l'articolo 36 del codice penale dispone che la sentenza all'ergastolo e la sentenza di condanna nei casi in cui la legge lo prevede, siano pubblicate nel sito internet del Ministero della giustizia per un periodo stabilito dal giudice e comunque non superiore a trenta giorni. In caso di mancata indicazione, la durata della pubblicazione è di quindici giorni.
In materia di famiglia e di stato delle persone, l'articolo 729 del codice di procedura civile dispone che la sentenza che dichiara l'assenza o la morte presunta debba essere inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata nel sito internet del Ministero della giustizia.
Per quanto riguarda le modalità di pubblicazione delle sentenze, questi articoli sono stati aggiornati dall'art. 37, c.18, d.l. 6 luglio 2011, n. 98 «Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria», convertito dalla l. 111/2011.
In particolare, l'articolo 36 del codice penale era già stato modificato in precedenza dall'art. 67 della l. 69/2009, e dall'art. 2, commi 216-218, della l.191/2009, legge finanziaria 2010. Quest'ultima ha disposto un adeguamento alla formulazione dell’articolo 36 del codice penale, del d.lgs. 231/2001 che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica e della l. 633/1941 sulla protezione del diritto d'autore.
Per i provvedimenti sanzionatori amministrativi, l'articolo 498 del codice penale, in tema di usurpazione di titoli e di onori, così come modificato dall'art. 43 del d.lgs 507/1999, dispone che il provvedimento che accerta la violazione sia pubblicato con le modalità stabilite dall'art. 36 del codice penale.

  • richieste di pubblicazione da parte degli uffici giudiziari o di altri uffici della pubblica amministrazione
  • richieste d'informazione anche da parte di studi legali

vanno indirizzate a: pubblicazione.sentenze@giustizia.it.


  • Sent. N. 16/2015
    Fasc . 4702/14
    Rep 7505

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
    SEZIONE VII CIVILE

    Composto dai sigg.ri
    Dr. Michela Tamagnone
    Dr. Donata Clerici
    Dr. Lorenzo Audisio

    Riunito in Camera di Consiglio ha pronunciato la seguente sentenza
    Avente ad oggetto la dichiarazione di morte presunta di CARDONE FRANCESCO promossa da FISCARELLI ROSA elettivamente domiciliata presso lo studio dell’avv. Pietro Comparetto

    Omissis
    PQM

    Visti gli artt. 58 c.c. e 728 e 729 c.p.c.
    Dichiara la morte presunta di CARDONE FRANCESCO nato a Foggia il 14/01/1935 alla data del 18/05/1993
    Dispone che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nonchè pubblicata sul sito internet del Ministero della Giustizia
    Dispone altresì che copia della Gazzetta Ufficiale, recante la pubblicazione dell’estratto, sia depositata nella cancelleria di questo Tribunale per l’annotazione sull’originale della sentenza.

    Torino, 27/5/2015

    IL GIUDICE RELATORE
    Lorenzo Audisio

    IL PRESIDENTE
    Michela Tamagnone

    Depositato in cancelleria 30/05/2015
    Lauro Maria Grazia



  • N. 401/2015 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di PERUGIA
    Ufficio Esecuzioni

    Con sentenza 09/03/2012 il Tribunale di Perugia, irrev. 16/07/2012 ha condannato:
    FARACO ROBERTO nato Napoli il 17/07/1950, residente Perugia Via Pennacchi 7.
    imputato del reato di cui all’art. 474 cp per aver detenuto al fine di venderli 524 paia di calze sportive in spugna recanti segni e marchi di fabbrica “ NIKE” “REEBOK” “ LOTTO” contraffatti e del reato di cui all’art. 61 n. 2 e 648 cp
    per aver ricevuto al fine di trarne profitto mediante l’esecuzione del reato sub a) senza cocorrere nel delitto di contraffazione n. 524 paia di calze sportive recanti marchi contraffatti e del reato di cui all’art. 517 cp per aver posto in vendita 524 paia di calze sportive recanti marchi contraffatti.

    In Perugia 5/12//2003

    OMISSIS

    Visti gli artt 533, 535 cpp

    CONDANNA

    Il suddetto alla pena di anni 2 e mesi 2 di reclusione ed € 700,00 di multa .
    Pene accessorie: Pubblicazione della sentenza penale di condanna ., per una sola volta e per estratto, suL Quotidiano “II CORRIERE DELL’UMBRIA”

    Estratto conforme all’originale per uso pubblicazione

    Perugia, 26 agosto 2015

    IL CANCELLIERE C1
    Miranda Bei



  • N. 5/14 SENT.
    N. 1058/2011  R.G.
    N. 15893/14 Cron.
    N. 4568/14 Rep.

     

    emblema della repubblica

    Il Tribunale di TREVISO
    SEZIONE I CIVILE

    Riunito in Camera di Consiglio nella persona dei magistrati
    Dott.ssa Maria Teresa Cusumano - Presidente
    Dott. Paolo Nasini - Giudice
    Dott. A. Barbazza - Giudice

    Letti gli atti del procedimento n. 1058/11, promosso con ricorso ex art. 726 cpc, promosso
    Da
    POSSAMAI FRANCA
    POSSAMAI ANNAMARIA
    PAGOT DOMENICA
    CASAGRANDE BRUNO
    CASAGRANDE GRAZIELLA
    ANDREETTA LUCIA
    Con gli avv.ti Matteo Dotta e C. La Spina

    Per la dichiarazione di morte presunta di

    POSSAMAI GIUSEPPE, nato a Vittorio Veneto il 16/1/1905

    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA
    CONCLUSIONI

    Per i ricorrenti: “chiedesi che l’adito Tribunale, ai sensi degli artt. 726 e segg. C.p.c. dichiari la morte presunta del sig. Possamai Giuseppe, nato a Vittorio Veneto il 16/1/1905, e la cui ultima residenza, come da certificato allegato al presente ricorso, risulta in Vittorio Veneto, via Monte Stella n. 19”
    Pubblico Ministero: “si conclude per l’accoglimento del ricorso”.

    MOTIVI DELLA DECISIONE
    P.Q.M.

    Il Tribunale decidendo sul ricorso presentato da Possamai Franca + 5, così provvede:

    • Dichiara la morte presunta di POSSAMAI GIUSEPPE, nato a Vittorio Veneto il 16/1/1905, avvenuta nel 1933.
    • Ordina che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata ex art. 37 comma 18 D.L. 16 luglio 2011 n. 98 nel sito internet del Ministero della Giustizia.

    Manda alla Cancelleria di dare notizia ex art. 133 comma 2 cpc della presente sentenza, dopo l’avvenuto passaggio in giudicato, all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Vittorio Veneto.

    Così deciso in Treviso il 10.7.2014.

    IL PRESIDENTE ESTENSORE
    Maria Teresa Cusumano



  • N. 9/14 SENT.
    N. 4225/2013 R. G.
    N. 21295/14 Cron.
    N. 6264/14 Rep.

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE DI TREVISO
    SEZIONE FERIALE

    Riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati
    Dott. Daniela Ronzani - Presidente
    Dott. Laura Ceccon - Giudice
    Dott. Paolo Nasini - Giudice rel

    Ha pronunziato la seguente

    SENTENZA

    Nel procedimento RG 4225/13 promosso da
    VISENTIN LIBERALE, elettivamente domiciliata in Conegliano, Piazza S. Martino 12, presso lo studio dell’Avv. Giovanna Casellato, che lo rappresenta e difende in forza di mandato a margine del ricorso introduttivo
    ricorrente

    contro

    CEOTTO MARIA, nata a Susegana (TV) il 23.8.1913
    resistente

    Con l’intervento del PUBBLICO MINISTERO in sede

    CONCLUSIONI

    Di parte ricorrente
    L’On. Tribunale di Treviso, ai sensi degli artt. 58 c.c. e 726 c.p.c. voglia dichiarare la morte presunta di Maria Ceotto, nata a Susegana il 23.8.1913 ed ivi residente.
    Del pubblico Ministero
    Chiede l’accoglimento del ricorso.

    PQM

    Il Tribunale in composizione collegiale, contrariis reiectis, definitivamente pronunciando, dichiara la morte presunta in data 22.06.03 di Maria Ceotto, nata a Susegana (TV) il 23.8.1913.
    Nulla sulle spese.
    Ordina all’Ufficiale di Stato Civile competente di procedere all’annotazione della sentenza.
    Manda alla cancelleria di espletare gli incombenti di legge.

    Così deciso in Treviso, il 21/10/14

    IL GIUDICE ESTENSORE
    Paolo Nasini

    IL PRESIDENTE
    Daniela Ronzani



  • N. 543/2015  S.I.E.P

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di TARANTO
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Taranto con sentenza del 19/11/2010, irr. il 14/10/2014, ha condannato MONTERVINO ANTONIO , nato a Taranto il 25/01/1957 ed ivi residente alla Via Pascoli ed SE sc.A, alla pena di mesi OTTO di reclusione ed € 2800,00= di multa, nonché alla pubblicazione per estratto della sentenza sul sito Internet del Ministero della Giustizia, perché responsabile del reato di cui all’art.171 ter L.633/1941 e 648 c.p. per aver posto in vendita 50 DVD privi di contrassegno SIAE e per essersi procacciati i DVD a fine di illecito profitto (Taranto fino 24/06/2005)

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Mariacristina Menduni



  • N. 662/2015 SIEP

     

    emblema della repubblica

    Procura c/o Tribunale di PADOVA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Padova, con sentenza del 27/3/2015 irrevocabile il 31/5/2015, ha condannato DI TOMMASO Ruben, nato a Teramo il 27/5/1968, ivi res.te in via Cona 5/B, alla pena di mesi 6 di reclusione ed alle seguenti pene accessorie:
    Pubblicazione del provvedimento di condanna sul sito internet del Ministero della Giustizia per 15 giorni
    Interdizione da uffici direttivi di persone giuridiche e imprese per mesi 6;
    Incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione per mesi 6;
    Interdizione perpetua dall’ufficio commissioni tributarie
    Interdizione dalle funzioni di rappresentanza ed assistenza in materia giudiziaria per anni 1;
    per il reato di cui all’art. 5 D.lvo 10/3/2000 n. 74, per avere, in qualità di socio e amministratore di fatto della società “EDP” s.r.l., al fine di evadere le imposte sui redditi e/o sul valore aggiunto, omesso di presentare la dichiarazione relativa a dette imposte per l’anno 2006, pur avendo conseguito ricavi per Euro 877.317,00, evadendo in tal modo l’imposta sul valore aggiunto per Euro 175.463,40; altresì per avere occultato o distrutto le scritture contabili e gli altri documenti di cui è obbligatoria la conservazione in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi e del volume d’affari per gli anni 2005 e 2006
    In San Martino di Lupari (PD) nel mese di settembre 2011

    Estratto per la pubblicazione.

    Padova, 18 agosto 2015

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Manuela Tibosini



  • N. 445/15 SIEP
    N. 92/11 R.G. CORTE D’APPELLO LECCE
    N. 5030/10 R.G.N.R.

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di BRINDISI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Brindisi alla pubblica udienza del 01/04/2015 ha pronunziato la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento penale a carico di:

    RANIERI Michele, nato il 28.06.1961 a Montalto Uffugo (CS)

    IMPUTATO

    del reato di cui agli artt. 81 cpv c.p. e 7 L. 386/90 perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, emettendo tre assegni postali -rispettivamente dell’importo di 1.332,00 euro (emesso il 15.09.2009), di 2000,00 euro (emesso il 30.09.2009) e di 2.000,00 euro (emesso il 30.12.2009)-tratti sul c/c postale nr. 85439671, trasgrediva al divieto di emettere assegni bancari o postali per tre anni, impostogli con la sanzione amministrativa irroratagli, per aver egli emesso numerosi assegni senza provvista e in assenza di autorizzazione – dal Prefetto di Brindisi con ordinanza del 21.01.2009, notificatagli il 15.01.2009 (in Oria e altre località, dal 15.09.2009, fino al 30.12.2009).

    OMISSIS
    PQM

    Il Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, visti gli artt. 533 e 535 c.p.p., dichiara RANIERI Michele responsabile dei reati ascrittigli e, riconosciuta la continuazione criminosa tra le violazioni, lo condanna alla pena di mesi 8 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali.
    Dispone la pubblicazione della sentenza a norma dell’art. 36 c.p.
    Vieta all’imputato l’emissione di assegni bancari e postali per anni 4.

    Brindisi, 01-04-2015

    SENTENZA ESECUTIVA IL 15-01-2013

    ESTRATTO CONFORME PER USO PUBBLICAZIONE

    Brindisi, 14 agosto 2015

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Vito Lorenzo De Carolis



  • N. 30065/2015 SIEP

     

    emblema della repubblica

     

    Procura presso il Tribunale di PISTOIA
    Ufficio Esecuzioni Penali

    ESTRATTO PER PUBBLICAZIONE

    Il Tribunale collegiale Pistoia con sentenza 04/03/20 l O irrevocabile il 20/02/2015 ha condannato RUGGIERO MARIANNA nata a PISTOIA il 01/03/1981 residente in Montecatini Terme viale dei Martiri n.16 alla pena di anni 2 recI. per il reato di cui all'art. 216, 219, 223 R.D.267/42 con il beneficio della sospensione condizionale della pena subordinata alla pubblicazione per estratto e per una sola volta della sentenza sul quotidiano LA NAZIONE.
    Per estratto conforme all'originale.

    Pistoia, 8 agosto 2015

    IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO
    Margherita Tomaiuoli



  • N. 48/2015 S.I.E.P.

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica di BARCELLONA POZZO DI GOTTO

    Il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto con sentenza del 12/2/2012, irrevocabile il 17/2/2015, ha condannato Giunta Salvatore nato in Barcellona Pozzo di Gotto il 12/12/1947 alla pena di anni 1 di reclusione, interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione, interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria per anni uno, pubblicazione sul quotidiano “La Gazzetta del Sud ” perché colpevole del reato di cui all’ art. 10 del D. L.vo 74/2000 accertato in Barcellona Pozzo di Gotto l’11/4/2008.

    Barcellona P.G. 29 luglio 2015

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Lucio La Rosa

    IL DIRETTORE DI CANCELLERIA



  • Sentenza 1/2015
    Cron. 6543/2015
    Rep. 966/15

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    IL TRIBUNALE DI CIVITAVECCHIA

    composto dai sig.ri magistrati
    dott. Gianfranco Mantelli - Presidente
    dott.ssa Stefania Ciani - Giudice relatore
    dott.ssa Paola R. Lodolini - Giudice

    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento iscritto al n. 234 del Ruolo Generale degli Affari di Volontaria Giurisdizione dell’anno 2014 promosso da:
    Alessandro SALA, nato a Roma il 13 marzo 1963 ed ivi residente, e Massimiliano SALA, nato a Roma il 9 ottobre 1968 e residente in Bracciano, entrambi elettivamente domiciliati in Bracciano Via Gabriele D’Annunzio n. 36 presso lo studio degli avv.ti Giovanni Castori e Andrea Mesiano che li rappresentano e difendono giusta procura a margine del ricorso.

    Con l’intervento del Pubblico Ministero.

    Ragioni di fatto e di diritto della decisione

    • Visto il ricorso depositato in data 20 febbraio 2014 da Alessandro Sala e Massimiliano Sala volto alla dichiarazione di morte presunta della madre Maria Giovanna Severi, nata a Bagni di Lucca il 22 agosto 1935, residente in Bracciano all’epoca della scomparsa avvenuta il 18 maggio 1996;
    • esaminata la documentazione allegata e quella sucessivamente depositata in data 28 maggio 2014 e 2 dicembre 2014;
    • rilevato il compimento delle formalità di cui all’art.727 c.p.c., giusta decreto del 5 marzo 2014;
    • sentiti i ricorrenti comparsi personalmente all’udienza del 27 marzo 2015 all’esito della quale la causa è stata rimessa al collegio per la decisione;
    • considerato che dall’epoca della scomparsa non si hanno più notizia di Maria Giovanna Severi;
    • ritenuto che ricorrono, dunque, i presupposti per dichiarare la morte presunta di Maria Giovanna SEVERI, nata Bagni di Lucca il 22 agosto 1935, alla data del 18 maggio 1996, giorno cui risale l’ultima notizia della stessa;

    P.Q.M.

    Il Tribunale, pronunciando sul ricorso ex art.726 c.p.c. iscritto al n. 234/2014 R.G.V.G., così decide:

    • dichiara la morte presunta di Maria SEVERI, nata Bagni di Lucca il 22 agosto 1935, alla data del 18 maggio 1996.
    • Ordina l’inserzione per estratto della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e la pubblicazione sul sito internet del Ministero della Giustizia.
    • Manda alla cancelleria di comunicare la presente sentenza all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di Bagni di Lucca.

    Così deciso, in Civitavecchia, il 10 aprile 2015

    IL PRESIDENTE
    Gianfranco Mantelli

    IL GIUDICE ESTENSORE
    Stefania Ciani

    Depositato in Cancelleria
    Civitavecchia 5/5/2015
    L’ASSISTENTE GIUDIZIARIO



  • N. 2397/2014 SIEP
    N. SENTENZA 2404/2012

     

    emblema della repubblica

    Procura della Repubblica presso il Tribunale di NAPOLI
    Ufficio Esecuzioni Penali

    Il Tribunale di Napoli Sezione del GUP Ufficio 41°, con sentenza del 30.10.2012, riformata parzialmente da Corte di Appello di Napoli il 22.10.2013, Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in data 18-09-2014, irrevoc. il 18-09-2014 condanna DI DOMENICO Marcello nato a Nola il 19-03-1963, residente in Nola alla Via Fontanarosa 8, alla pena di anni 14 di reclusione. Confisca di quanto in sequestro. Interdizione perpetua dai PPUU. Interdizione legale per la durata della pena. Applicazione della misura di sicurezza dalla libertà vigilata per anni tre. Risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili. Pubblicazione della sentenza da effettuarsi per giorni trenta sul sito web del Ministero della Giustizia ex art. 36 cp come mod. dall’art. 37 co. 18 lett. a) n. 1) DL 6/7/2011 conv. In L. 111/11 e art. 67 co. 1 L. 69/09). per il reato A) ex art. 61 n.1, 110, 575, 577 cp, 7 L. 203/91 per aver in concorso cagionato la morte di Porricelli Giovanni con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività della omonima organizzazione mafiosa operante nel territorio di Nola e zone limitrofe. In Orta di Atella il 31.01.2006. B) artt. 61 n. 2, 81, 110 cp, 10-12-14 L. 497/74, 7 L. 203/91 per avere in concorso al fine di eseguire il delitto di cui al capo A) illegalmente detenuto e portato in luogo pubblico una pistola con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività della omonima organizzazione mafiosa operante nel territorio di Nola e zone limitrofe. In Orta di Atella il 31.01.2006 C) artt. 61 n. 2, 110, 411 cp, 7 L. 203/91 per avere in concorso distrutto o comunque soppresso il cadavere del Porricelli con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività della omonima organizzazione mafiosa operante nel territorio di Nola e zone limitrofe. In Orta di Atella il 31.01.2006. D) artt. 110, 423 cp, 7 L. 203/91 per avere in concorso appiccato fuoco alle autovetture custodite nella concessionaria FIAT Andrea Russo srl cagionando un incendio di vaste proporzioni che si estendeva ad oltre 35 veicoli con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare le attività della omonima organizzazione mafiosa operante nel territorio di Nola e zone limitrofe al fine di affermare la propria leadership sul territorio. In Nola il 27-05-2011. E) artt. 110, 81, 56-629 comma 1 e 2, cp 7 L. 203/91 perché in concorso minacciava al fine di procurarsi somme di danaro per procurarsi un ingiusto vantaggio. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis cp. In Cimitile e zone limitrofe nel giugno 2001. F) artt. 56, 81 cpv, 110, 629 comma 1 e 2 cp, 7 L. 203/91 per avere in concorso richiesto somme di danaro quale condizione per la tranquilla prosecuzione dei lavori della Caserma dei carabinieri di Tufino. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di sui all’art. 416 bis cp, operando con modalità camorristiche. In Tufino ed altrove fra l’aprile ed il giugno 2011. G) artt. 110, 81 cp, 10-12-14 L. 497/74 , 7 L. 203/91 per avere in concorso detenuto e portato in luogo pubblico una pistola cal. 7.65 con matricola abrasa ed una pistola beretta cal 7.65. Con l’aggravante di cui all’art. 7 L. 203/91. In Cimitile in data 22-06-2011. H) artt. 110, , 81 cpv cp, 23, 3° e 4° co. , L. 110/75 per avere in concorso detenuto e portato in luogo pubblico una pistola Beretta cal . 7.65 con matricola abrasa. Con l’aggravante ex art. 7 L. 203/91. In Cimitile in data 22.06.2011. I) artt. 110, 81 cpv e 648 cp per avere in concorso ricevuto merce conoscendone la illecita provenienza l’armna con matricola abrasa nonché la Beretta 7.65 entrambe provento di furto. Con l’aggravante di cui all’art. 7 L. 203/91. In Cimitile 22.06.2011. L) art. 81, 697 cp per aver illegalmente detenuto cartucce. In Cimitile 22.06.2011. M) art. 678 cp per aver illegalmente detenuto una bomba carta. Con l’aggravante di cui all’art. 7 L. 203/91. In cimitile 22.06.2011. Con la recidiva reiterata specifica infraquinquennale.

    Napoli, 30 luglio 2015

    IL CANCELLIERE
    Fulvia de Scisciolo



  • Sentenza N. 30/15

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    TRIBUNALE DI BOLOGNA SEZIONE I CIVILE

    Il Collegio, riunito in camera di Consiglio e composto dai magistrati
    Dott. Matilde Betti - Presidente
    Dott. Maria Fiammetta Squarzoni - Giudice
    Dott. Alessia Zucconi - Giudice relatore
    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento civile iscritto al ll. 5744/2014 Reg. VoI. G., promosso con ricorso depositato il 18.12.2014 da
    MARIAGRAZIA BAZZANI elettivamente domiciliata in Bologna, alla via Urbana n.5 presso lo studio dell' avvocato Federico Alzona come da procura in calce al ricorso introduttivo

    RICORRENTE
    con l'intervento del

    PUBBLICO MINISTERO, in persona della Dott. Rossella Poggioli Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale INTERVENUTO

    Con l'intervento di

    RITA BAZZANI, rappresentata e difesa, giusta procura in calce al ricorso introduttivo notificato, dall'avvocato Andrea Milani presso il cui studio in Bologna, via Filippo Turati n. 90/2 ha eletto domicilio.

    Oggetto: Dichiarazione di assenza di GIUSEPPE BAZZANI, nato a Bologna il 01.05.1951 ex artt. 49 ss C.c. e 722 ss C.p.c..

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con ncorso presentato in data 18.12.2014 la ricorrente chiedeva la dichiarazione di assenza del Sig. Giuseppe Bazzani, nato a Bologna il 01.05.1951.
    Assumeva la ricorrente di essere la sorella ed erede del Sig. Giuseppe Bazzani; che in data 10.08.2005 il Sig. Giuseppe Bazzani era sparito senza lasciare nessuna traccia di sé allorquando si trovava in vacanza il località Faedo (TN), non rientrando da un' escursione solitaria. Assumeva altresì che il fratello risultava inabilitato, con nomina di curatore nella persona della sorella Rita Bazzani, intervenuta. Concludeva quindi chiedendo la dichiarazione di assenza del Signor Giuseppe Bazzani.
    Il Pubblico Ministero interveniva nel presente procedimento.
    All'udienza del 24.02.2015, compariva la sig.ra Rita Bazzani, sorella del sig. Giuseppe Bazzani, la quale si associava alle conclusioni di cui al ricorso presentato. In particolare la ricorrente dava atto che il fratello era sottoposto alla misura della inabilitazione a causa di problemi psichiatrici. Agli atti è stata depositata altresì la denuncia di scomparsa depositata presso il comando Carabinieri dalla sig.ra Bazzani Rita.
    Quindi sentiti tutti gli altri eredi dello scomparso, il giudice rimetteva la causa al Collegio per la decisione.

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Dalla documentazione acquisita, che conferma quanto affermato dal ricorrente, e dalle dichiarazioni concordi di tutti gli altri familiari ed eredi dello scomparso risulta che sono ormai trascorsi numerosi anni dal giorno cui risale l'ultima notizia del Signor Giuseppe Bazzani.
    Ricorrono tutti i presupposti di cui agli artt.49 ss c.c ..
    Sussistono pertanto le condizioni per dichiarare l'assenza di Giuseppe Bazzani ai sensi degli artt.722 ss c.p.c..
    Nulla per le spese.

    P.Q.M.

    Il Tribunale di Bologna, definitivamente pronunciando nel procedimento civile iscritto al n. 5744/2014 Reg. VoI. G., promosso da Bazzani Mariagrazia con ricorso introduttivo depositato in data 18.12.2014, così decide:
    Dichiara l'assenza di Giuseppe Bazzani, nato a Bologna il 01.05.1951 con ultima residenza nota in Bologna alla via Saragozza n. 71, presso l'associazione Solidarietà Familiare Santa Chiara.
    Manda alla Cancelleria per la comunicazione al competente Ufficio dello Stato civile.
    Si comunichi.
    Così deciso nella Camera di Consiglio della Sezione 1/\ Civile del Tribunale di Bologna il19 maggio 2015.

    IL GIUDICE ESTENSORE
    Alessia Zucconi

    IL PRESIDENTE
    Matilde Betti



  • N.R.G. 7340/2014
    Sentenza n. 32/2015

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    TRIBUNALE ORDINARIO di MILANO - sezione NONA CIVILE TUTELE

     

    Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati:

    • dott. Paola Corbetta presidente relatore
    • dott. Ilaria Mazzei Giudice
    • dotto Maria Rita Cordova Giudice

    ha pronunciato la seguente

     

    SENTENZA

     

    nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 7340/2014 promossa da:
    STEFANO SIOLI (C.F. SLISFN67T21E415V) e GIUSEPPINA BORRONI (C.F.BRRGPP44B5lE415Q), con il patrocinio dell'avv. BENAGLIA ANNALISA elettivamente domiciliati presso lo studio del difensore sito in Rho, Via G. Garibaldi n. 13  RICORRENTI

    Pe la dichiarazione di morte presunta di MARCO SIOLI nato a Rho [MI) il 27.10.1973 c.f. SLlMRC73R27H2641

     

    CONCLUSIONI

     

    Parte ricorrente: chiede che venga dichiarata la morte presunta del sig. Marco Sioli.
    P.M.: si è associato alla richiesta dei ricorrenti.

     

    Svolgimento del processo

     

    Con ricorso presentato in data 22.7.2014 Stefano Sioli e Giuseppina Borroni chiedevano a questo Tribunale dichiararsi la morte presunta di Marco Sioli nato a Rho il 27.10.1973.
    Precisavano i ricorrenti che il giorno 12.8.2003 il loro congiunto era partito per una vacanza di un mese a Cancun, in Messico; il 13.9.2003 hanno ricevuto una telefonata da Marco Sioli con la quale questi comunicava loro il suo prossimo ritorno in Italia e chiedeva l'invio del denaro necessario all'acquisto del biglietto aereo. Da quel momento i ricorrenti non hanno più avuto contatti con il congiunto, e non hanno avuto notizie neanche tramite l'Ambasciata italiana in Messico.
    Già con sentenza del 6.5.2011 il Tribunale di Milano aveva dichiarato l'assenza di Marco Sioli, a seguito del ricorso depositato il 9.4.2009 da Stefano Sioli, e disposto che la sentenza fosse inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale deìla Repubblica e nei quotidiani il " Giorno" e " Metrò".
    Con decreto del Presidente della sezione del 2.9.2014 veniva designato il Giudice Istruttore ed ordinato che la domanda fosse inserita per estratto, per due volte consecutive, a distanza di dieci giorni l'una dall'altra pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nei giornali IL GIORNO e IL GIORNALE, con l'invito a chiunque avesse avuto notizie di farle pervenire alla cancelleria del Tribunale entro sei mesi dall'ultima pubblicazione.

    Trascorso il termine di cui sopra, il 4.11.2014 i ricorrenti depositavano prova dell'avvenuta pubblicazione nei giornali indicati, quindi il Giudice istruttore fissava l'udienza e ne disponeva la comunicazione al Pubblico Ministero . Svolta una sommaria istruttoria con l'audizione dei ricorrenti, unici familiari esistenti di Marco Sioli, la causa veniva rimessa al Collegio per la decisione.

     

    MOTIVI DELLA DECISIONE

     

    Il ricorso è fondato e merita, perciò, accoglimento.
    Unitamente all'atto introduttivo, i ricorrenti hanno prodotto copia delle denunce presentate ai Carabinieri della Stazione di Lainate i giorni 17.11.2003 e 23.6.2004 con le quali descrivevano Marco Sioli nella condizione in cui era partito, raccontavano delle ultime comunicazioni con lo stesso e riferivano di aver contattato l'Ambasciata Italiana in Messico la quale, nella persona della sig.ra Tommasetti, si era impegnata a rintracciare il congiunto.
    All'udienza del 23.6.2015 i sigg.ri Borroni e Sia li hanno confermato di non aver più avuto notizie rispettivamente del figlio e del fratello dal giorno 13.9.2003, allorché il loro congiunto li chiamava per comunicare l'imminente ritorno e chiedere l'invio del denaro necessario ad acquistare il biglietto per tornare. Hanno precisato di non aver avuto notizie, né positive né negative, neanche tramite l'Ambasciata, dalla quale sarebbero stati contattati qualora fossero arrivate notizie di un ricovero di Marco Sioli in ospedale o di una sua detenzione carceraria in Messico.

    Le informazioni assunte e i documenti prodotti consentono quindi di individuare l'ultima data certa dell'esistenza in vita di MARCO SIOLI il 13.9.2003, giorno in cui lo stesso contattava la famiglia via telefono informandola che sarebbe partito dal Messico di lì a qualche giorno.
    Essendo trascorsi ben oltre 10 anni da detta data, ai sensi dell 'art. 58 c.c., può dichiararsi presunta la morte di Marco Sioli, che deve farsi risalire al 13.9.2003.

     

    P.Q.M.

     

    il Tribunale, definitivamente pronunciando sulla domanda spiegata come in narrativa, visti gli artt . 727 e ss. c.p.c. e 58 c.c., così provvede:

    1. dichiara la morte presunta di Marco Sioli nato a Rho (MI) il 27.10.1973 avvenuta il giorno 13.9.2003;
    2. ordina che la presente sentenza sia inserita per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e pubblicata ex art. 37 c. 18 D.L. 6 luglio 2011 nr. 98 nel sito internet del Ministero della giustizia per tre mesi;
    3. manda al cancelliere di dare notizia ex art. 133 c. 2 c.p.c. della presente sentenza, dopo l'avvenuto passaggio in cosa giudicata, all'Uffìciale di stato civile del Comune di Rho.

    Così deciso in Milano nella Camera di Consiglio del 23.6.20 15.

    Il Presidente estensore
    Dott.ssa Paola Corbetta
     



  • N. R.G. 757/2011

     

    emblema della repubblica

    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    TRIBUNALE ORDINARIO di RIMINI
    Sezione Volontaria Giurisdizione

    Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dci seguenti magistrati:

    dott. Rosselia Talia - Presidente e Relatore
    dott. Andrea Piersantelli - Giudice
    dott. Susanna Zavaglia - Giudice
    ha pronunciato la seguente

    SENTENZA

    nel procedimento iscritto al n. rg. 757/2011 promosso da:
    GREGORINI Andrea Camilla nata a BOLOGNA il 14/10/1986 con il patrocinio dell’avv. PAE-SANI FABIO
    GREGORINI Marcella nata a Monte Colombo il 02/03/1955 (C.F. GRC MCL 55C42 F476I) con il patrocinio dell’avv. CARDINALE GERARDO

    RICORRENTI

    per la dichiarazione di morte presunta di GREGORINI Roberto nato a Monte Colombo il 20/12/1957 (C.F. GRG RRT 57T2O F476I) con ultima residenza in Rimini via Mantegazza n. 70
    Con l’intervento del pubblico ministero in persona del Procuratore della Repubblica

    FATTO E DIRITTO

    Con ricorso depositato il 28 maggio 2011 GREGORINI ANDREA CAMILLA, premesso che il padre GREGORINI Roberto era scomparso il 09 marzo 1997 a seguito di un’immersione subacquea effettuata in Egitto nelle acque antistanti la località di Dahab, nelle vicinanze di Sharm El Sheikh, ne chiedeva la dichiarazione di morte presunta.
    Riunito analogo ricorso promosso da GREGORINI MARCELLA, sorella dello scomparso, ed ese-guite le formalità di cui all’art. 727 c.p.c. con seconda pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 10/05/2012 veniva fissata su istanza di parte depositata il 02/05/2613, udienza ai sensi dell’art. 728 c.p.c. nella quale comparivano entrambe le ricorrenti, uniche parenti in vita, ed era verificata la ritua-lità della notificazione alla ALLEANZA ASSICURAZIONI S.P.A. quale soggetto gravato da ob-bligazioni per effetto della morte dello scomparso.
    Il decreto di fissazione di tale udienza era ritualmente comunicato al pubblico ministero, già inter-venuto il 30 settembre 2011.
    Correttamente adempiute tutte le formalità richieste dalla legge, ricorrono nel merito i presupposti per la dichiarazione di morte presunta di GREGORINI Roberto.
    Le informazioni, fornite nella denunzia di scomparsa presentata il 12 marzo 1997 dal fratello Davi-de, deceduto prima dell’inizio del presente procedimento, sono state precisate dalle sommarie in-formazioni acquisite nel procedimento aperto presso la Procura della Repubblica di Rimini al n. 28/97 per fatto non costituente reato ed archiviato dopo l’acquisizione di informazioni sia tramite consolato italiano in Egitto che tramite un connazionale, LANZONI Pier Luigi, anch’egli, come lo scomparso, istruttore subacqueo, recatosi sul posto su incarico della ex convivente del predetto, ma-dre della ricorrente Gregorini Andrea Camilla.
    In particolare il Lanzoni, il 14 aprile 1997, riferiva all’ispettore Mantuano della Questura di Rimini
    tanto l’esito del colloquio con tale dott. Adel, medico preposto alla camera iperbarica dove il 9 mar-zo 1997 si era recato, pare per prepararsi al volo di rientro già programmato per il giorno successivo, Venturini Stefano, che aveva effettuato l’immersione con il Gregorini e che aveva riferito al medico le circostanze della scomparsa del compagno, quanto le notizie circa la struttura di quel tratto di ma-re denornhato “Blue Hole”, particolarmente pericoloso per la presenza di forti correnti pericolose e per la profondità dei fondali che, come rappresentato anche nella nota dell’Ambasciata d’Italia del 17/03/1997, rende le ricerche “praticamente impossibili”.
    Le particolari circostanze della scomparsa, che rendono più che verosimile il mancato rinvenimento del corpo, e la totale mancanza di successive notizie, integrano i presupposti per la pronunzia della sentenza che dichiara la morte presunta di GREGORINI Roberto nato a Monte Colombo il 20/12/1957 (C.F. GRG RRT 57T2O F476I) con ultima residenza in vita nel comune di Rimini.
    Va conseguentemente disposto l’inserimento della presente sentenza per estratto, a cura di qualsiasi interessato, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e la pubblicazione nel sito internet del Mini-stero della Giustizia in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 37 comma 18 lett. b) del D.L. 06 lu-glio 2011 n. 98 convertito con modificazioni nella L. 15 luglio 2011 n. 111 con onere di deposito nella Cancelleria di questo Giudice, ai fini dell’annotazione sull’originale della presente sentenza, di copia della Gazzetta Ufficiale nonché della prova della pubblicazione sul sito internet.
    Manda alla Cancelleria, oltre che per l’annotazione, per la comunicazione all’Ufficio dello stato civi-le competente.

    P.Q.M.

    il Tribunale in composizione collegiale definitivamente provvedendo con l’intervento del pubblico ministero, visti gli artt. 728 ss. c.p.c.
    dichiara la morte presunta di GREGORINI Roberto nato a Monte Colombo il 20/12/1957.
    Dispone l’inserimento della presente sentenza per estratto, a cura di qualsiasi interessato, nella Gaz-zetta Ufficiale della Repubblica e la sua pubblicazione nel sito internet del Ministero della Giustizia.
    Dispone altresì il deposito, nella Cancelleria di questo Giudice ai fini dell’annotazione sull’originale della sentenza, di copia della Gazzetta Ufficiale nonché della prova della suddetta pubblicazione.
    Manda alla Cancelleria per la comunicazione, dopo il passaggio in giudicato e l’annotazione di cui sopra, all’Ufficio dello stato civile del Comune di Monte Colombo.
    Cosi deciso in Rimini, nella camera di consiglio del 15 maggio 2014

    IL PRESIDENTE rel.
    Rossella Talia

    Tribunale di Rimini
    Depositato in Cancelleria
    Il 31 mag. 2014

    IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO
    Silvano Santucci