Commissione per la valutazione dei dirigenti
e-mail: (posta certificata) commissione.valutazionedirigenti@giustiziacert.it
La valutazione del personale dirigenziale avviene in modo diverso a seconda che si tratti di dirigenti di prima fascia (dirigenti di livello generale) come ad esempio nel caso dei direttori generali, o di seconda fascia (dirigenti di livello non generale) come nel caso dei direttori degli uffici del ministero oppure dei dirigenti delle cancellerie dei tribunali.
La valutazione dei dirigenti di 2° fascia è di competenza della Commissione per la valutazione dei dirigenti che è composta da un magistrato ordinario di qualifica non inferiore a quella di magistrato di cassazione, da un dirigente generale appartenente ai ruoli dell'amministrazione penitenziaria, quando la valutazione si riferisce ai dirigenti della medesima amministrazione o della giustizia minorile, in alternativa da un dirigente dell'organizzazione giudiziaria, se la valutazione riguarda il personale dei ruoli dirigenziali dell'amministrazione giudiziaria o degli archivi notarili, nonchè, in entrambi i casi, da un esperto, esterno all'amministrazione, in tecniche di valutazione e di gestione del personale.
Presidente - Angelo Giorgianni
- Luigia Mariotti Culla - componente, dirigente generale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria
- Giuseppe Belsito - componente, dirigente generale del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
- Calogero Casesa - componente, esperto esterno all'amministrazione
La Commissione per la valutazione dei dirigenti è nominata dal ministro, la durata dell'incarico è triennale e non è rinnovabile.
La nota metodologica è il documento complesso, approvato dal ministro, in base al quale si svolge l'attività di valutazione.
Il modello di valutazione è denominato a "360 gradi" perché vengono presi in considerazione non solo gli elementi forniti dal dirigente e dal capo dell'ufficio o dal direttore generale, ma anche quelli dei clienti esterni, cioè coloro che fuiscono dei servizi erogati, dei clienti interni ed i dati di gestione.
La metodologia prevede che, a conclusione dell'attività, la commissione presenti una proposta di valutazione delle prestazioni professionali del singolo dirigente, che viene sottoposta all'approvazione del ministro.
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